Cos'è il divertimento?

What about divertimento? Così avrebbe esordito il mitico Piola, professore di religione. E' quello che sabato sera ci stavamo chiedendo io e Sbardy mentre stavamo in un chiassoso locale. Così è nata l'idea di questo articolo, una piccola riflessione personale sul concetto di divertimento per noi, che spero possa coinvolgere anche gli utenti di Skuola. Vorrei che voi tutti mi deste la vostra opinione.
Ciò detto, partiamo dalla classica definizione da dizionario: l'origine della parola è il francese divertissement, che sta per digressione, distrazione. In italiano il primo significato è passatempo, svago. Quindi "divertimento" identifica un'attività che è diversa dalle solite, che serve ad allontanarsi e distrarsi dalla propria quotidianità.
E fin qui nessun problema, penso che questa definizione sia ineccepibile.
Il problema sta nel capire se il concetto di divertimento sia soggettivo o meno, ovvero se tutti possiamo divertirci allo stesso modo oppure no. Andando in giro il sabato sera sembrerebbe di sì: guardate che file chilometriche di fronte ai pub o alle discoteche. E poi una volta dentro a questi locali ci troviamo sempre di fronte alla medesima situazione: musica a palla in ogni dove, anche nei bagni. Tutto molto bello se uno fosse interessato solo ed esclusivamente a ballare. Però, a meno di non essere la reincarnazione di John Travolta, non ritengo possibile ballare per tutta la sera. Qualsiasi essere umano alterna al ballo momenti di rifrigerio al bar o altri di riposo con la propria compagnia. E qui viene il bello: come si fa a parlare con qualcuno se intorno a te c'è più rumore che dietro ad un jet militare? La stessa situazione avviene nei pub, nei quali molto spesso il livello di chiasso è tale da impedire ad un nutrito gruppo di amici di avere una conversazione tutti insieme; questo per il semplice fatto che coloro che stanno ai capi del tavolo non riescono minimamente a sentirsi. Quindi la serata si riduce ad una conversazione con i vicini di posto: se si è sfigati e capita di stare con chi non si vorrebbe, sai che tristezza. Ed allora in quella serata qual è stato il nostro divertimento? Se lo dovessimo valutare con i parametri da dizionario, è stato un buon diversivo e quindi un buon divertimento. E se lo dovessimo valutare con i nostri parametri?
E qui, come dicevano gli antichi romani, casca l'asino. Secondo me oggi si è molto condizionati dall'idea comune di divertimento e si imposta il proprio in base a standard predefiniti. Per questo quando usciamo molto spesso ci ritroviamo a fare sempre la stesse cose, cambiando magari scenario. Purtroppo ci ritroviamo anche a valutare se la nostra uscita ci ha soddisfatto in base a parametri che non sono proprio i nostri ma che la massa ci ha suggerito. A volte sembra che più si rincasa tardi, più ci si è divertiti. Secondo voi è vero?
Personalmente ho cominciato a farmi l'idea che non è il quanto ed il cosa si fa a determinare la qualità del divertimento, ma piuttosto il come. L'essere umano si realizza appieno quando esprime tutto sé stesso: corpo, razionalità e spirito. Quando curiamo uno solo di questi aspetti, ci manca qualcosa. Ecco, vedo che molto spesso mi/ci capita di divertirci trascurando qualcosa, e poi alla fine questo ci lascia quel fondo di insoddisfazione strisciante che alla fine non permette di stare completamente bene con sè stessi. La serata tipo molto spesso soddisfa le esigenze si svago di corpo e mente, ma non quelle dello spirito. Infatti quando la comunicazione con gli altri è ridotta ai minimi termini, ci manca quella vita profonda di relazione che è nella natura dell'essere umano. Ma purtroppo nei parametri di massa questa voce è poco considerata. Pensateci bene.
Che succede allora? Diventa sempre più difficile sviluppare dei rapporti interpersonali più profondi nelle occasioni che abbiamo per stare insieme. E' un bel problema, perché a volte non se ne sente la necessità. Infatti un confronto profondo richiede la conoscenza di un tu diverso dall'io, e molto spesso fa paura. Ma è questo confronto che ci arricchisce e riesce a vincere quel senso di solitudine che molti di noi provano e che non riescono a spiegarsi o che, peggio, negano. Quel senso di solitudine si ha perché non abbiamo nessuno attorno al quale trasmettere il nostro io più profondo.
Se devo valutare i miei momenti di divertimento, molto spesso manca proprio quest'ultimo aspetto, poiché mancano le condizioni per poterlo realizzare.
Mi piacerebbe veramente poter uscire divertendomi in tutti i sensi, non solo per le cose che si fanno insieme, la bella musica, le la birra gradevole, i buoni cornetti...ma anche perché sono riuscito a comunicare con i miei amici.
E voi che ne pensate? Cos'è per voi il divertimento? Cosa fate per divertirvi? Commentate questo articolo!

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