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Professoressa sexy

Bentornati con “Diritti a portata di banco” che in concomitanza con l’arrivo del sole e del caldo, affronta un tema che in questo periodo dell’anno, torna sempre alla ribalta: l’abbigliamento e il decoro tra le mura scolastiche.

IL CASO – Partiamo dall’esperienza di elelilli raccontata nel forum: “… Oggi una prof, vestita indecentemente, entra in classe con una maglia nera, ma il problema non è il colore o se non era abbinata, il problema è che ha una striscia di tulle sulla pancia e uno quasi in mezzo al seno. Ma sotto il tulle non c'era la striscia di maglia nera...”; caso simile quello di valentina c. che così le risponde: “Una volta una mia prof (donna che devo ammettere in confronto alle altre prof è molto carina) è venuta a scuola con una maglietta senza maniche che però aveva una scollatura da paura che evidenziava l'evidenziabile e la minigonna!!!! I maschi stavano SBAVANDO; CHE SCHIFO!!!!”. Di solito il problema è raccontato dal punto di vista degli insegnanti, che con l’arrivare della primavera e dell’estate, spesso e volentieri si ritrovano tra i banchi ragazzi e ragazze con abbigliamento “da spiaggia” o troppo succinto e quindi più adatto ad una discoteca, piuttosto che ad un luogo di istruzione quale è la scuola. In questo caso invece, sembrano essere le prof ad aver scambiato la scuola per il set del famoso film Nove settimane e ½. Che fare allora?

SI RISCHIA LA DIVISA OBBLIGATORIA? – Spesso si è parlato di abbigliamento e decoro nelle scuole, tanto che l’ex Ministro Gelmini addirittura propose l’introduzione della divisa obbligatoria, modello college anglosassone per intenderci, uguale per tutti gli stendenti dello stesso Istituto. Molti Presidi inoltre, in virtù dell’autonomia scolastica, hanno cercato di arginare il fenomeno di studenti irrispettosi del decoro scolastico inserendo nel Regolamento d’Istituto l’obbligo di presentarsi a scuola con un abbigliamento adatto ai luoghi e rispettoso del pudore di tutti. Alcuni di essi, lo ricorderanno tutti, hanno addirittura vietato lo svolgimento degli esami di Stato a ragazzi con i calzoncini corti. Ma cosa succede quando sono invece i professori a vestirsi come se stessero andando in discoteca?

BUON COSTUME - Non esiste nessuna norma specifica che impone di vestirsi in un modo piuttosto che in un altro (fanno eccezione le leggi per i militari, i medici, le crocerossine ecc…), anzi l’ordinamento spinge sempre di più verso la libertà di espressione nel senso più lato del termine e quindi anche dell’abbigliamento. L’unico limite che questa libertà incontra è quello del buon costume, concetto generale di diritto mutevole nel tempo e nello spazio, che reputa offensivi alcuni comportamenti che offendono la morale di un determinato territorio in un determinato periodo storico. Facciamo un esempio per capire: nei Paesi islamici è obbligatorio per le donne portare il velo, per noi invece rappresenta un modo per rendere difficile il riconoscimento e quindi nei contesti ufficiali va tolto, o ancora, nell’800 era considerato scandalo addirittura mostrare le caviglie, oggi siamo abituati a vedere ragazze in shorts e minigonna senza problemi.

APPARENZE IMPORTANTI - Cosa c’entra questo con le nostre prof audaci? Senza dubbio la scuola è un’istituzione, un luogo di lavoro e di studio dove i professori si recano ogni giorno per adempiere al loro compito di educatori, quindi senza dubbio dovrebbero essere i primi ad insegnare il rispetto anche di quelle regole non scritte che riguardano la convivenza civile, il decoro e il senso del pudore. Di certo presentandosi con maglie trasparenti e minigonne non insegnano ai ragazzi come distinguere i contesti ufficiali di lavoro dai luoghi di svago.

DECORO ANCHE PER I PROF – Alcune scuole, hanno fatto però di questo concetto parte integrante del loro Regolamento; è il caso della scuola media Cavour di Modena che impone ai docenti: “di avere cura della propria persona, dell’igiene personale e dell’abbigliamento nel rispetto della convivenza civile”.

I vostri prof come si vestono?

Elena Lauretti

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