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Polemica d'attualità
E' uno degli argomenti che più ha fatto discutere negli ultimi anni: Crocefisso si o Crocefisso no?
Da una parte chi sostiene che il simbolo riguardi soltanto la fede Cristiana e sia pertanto offensivo per chi non si riconosce in tale religione, dall'altra chi invece ritiene che sia un simbolo che appartiene - volenti o nolenti - alla nostra cultura ed alle nostre tradizioni: non solo perchè il simbolo rappresenta l'amore e la fratellanza dei popoli (Cristiani e non), ma perchè rappresenta anche la storia del nostro Stato ed i valori condivisi nella nostra Costituzione.
Così prima Adel Smith querelò l'autorità scolastica perchè non condivideva il Crocefisso presente nell'aula di sua figlia, definendolo "cadaverico", successivamente l'insegnante della provincia di Bergamo che desiderava svolgere le lezioni senza il simbolo e terminando con l'episodio nell' Istituto "Giovanni Cena" di Ivrea in cui una classe che voleva appendere il Crocefisso si vide negare il permesso dall'insegnante "atea" (fonte: La voce, 21/12/04).

Cosa prevede la legge
L’esposizione del Crocefisso nelle aule scolastiche viene stabilita dalle norme regolamentari art. 118 Regio Decreto n. 965 del 1924 (relativamente agli istituti di istruzione media) e allegato C del Regio Decreto n. 1297 del 1928 (relativamente agli istituti di istruzione elementare). Successivamente, nel 1967, con circolare n° 367, il Ministero dell'Istruzione inserì il Crocefisso nell'elenco dell'arredo della scuola dell'obbligo. Tuttavia la Corte Suprema di Cassazione ha ritenuto di non doversi pronunziare in quanto le norme in esame hanno natura regolamentare, sulle quali non solo non può essere invocato un sindacato di legittimità costituzionale, ma nemmeno essere chiesto un intervento interpretativo. Sono le singole scuole a dover regolamentare questi aspetti, tenendo anche conto delle circolari ministeriali.

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