Deleghe legge 107 Buona Scuola, entrano in vigore i decreti: scopri cosa cambierà

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Dopo un lungo dibattito durato mesi, tra audizioni e confronti serrati con il mondo della scuola (ascoltate 76 realtà tra sindacati e associazioni), è arrivato il via libera agli schemi degli otto decreti attuativi della Buona Scuola: dopo i pareri favorevoli della commissione Cultura della Camera - con diverse modifiche e aggiornamenti - il 7 aprile scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva i decreti legislativi che disciplinano diversi aspetti del sistema scolastico. Mancava solo un passaggio, ora c'è anche quello: il Presidente della Repubblica Mattarella ha infatti firmato i provvedimenti del Governo e il 16 maggio che sono stati finalmente pubblicati in Gazzetta Ufficiale (entreranno in vigore il 31 maggio).

Otto decreti legislativi per dare finalmente il via alla 'Buona Scuola'


Le otto deleghe riguardano il sistema della formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado, la promozione dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 (dalla nascita fino a sei anni), l’adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato, il diritto allo studio, la revisione dei percorsi dell'istruzione professionale, la promozione e la diffusione della cultura umanistica, il riordino della normativa in materia di scuole italiane all'estero. Ecco un breve riassunto del loro contenuto:

Valutazione ed Esami di Stato: Maturità cambia nel 2019, Esame di terza media dal 2018


La riforma sarà applicata nel 2018 per l’Esame delle medie e nel 2019 per la Maturità. Alla primaria e alle medie cambia la modalità di valutazione: i voti restano, ma saranno espressione dei livelli di apprendimento raggiunti e saranno affiancati da una specifica certificazione delle competenze. Più peso alla valutazione delle competenze in ‘Cittadinanza e Costituzione’, oggetto di colloquio anche all’Esame di Maturità.

- Alla primaria la non ammissione è prevista solo in casi eccezionali e con decisione unanime dei docenti della classe. Ma l’ammissione è prevista anche in caso di livelli di apprendimento “parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione”. Le scuole dovranno attivare, anche questa è una novità, specifiche strategie di miglioramento per sostenere il raggiungimento dei necessari livelli di apprendimento da parte degli alunni e delle alunne più deboli.

- Alle medie, per la promozione bisogna frequentare di almeno tre quarti del monte ore annuale. Anche alla secondaria di I grado, si può essere ammessi alla classe successiva e all’Esame finale in caso di mancata acquisizione dei necessari livelli di apprendimento in una o più discipline. In questo caso, come per la primaria, le scuole dovranno attivare percorsi di supporto per colmare le lacune. Alla fine del I ciclo viene rilasciata una apposita certificazione delle competenze.

- L'esame di Terza media sarà composto da tre scritti - italiano, matematica e lingua straniera - e un colloquio orale per accertare le competenze trasversali, comprese quelle di cittadinanza. Ogni prova sarà valutata con votazioni in decimi. Il test Invalsi (la prova nazionale standardizzata) resta, ma si svolgerà nel corso dell’anno scolastico - entro il mese di aprile - e non più durante l’Esame, comprenderà la lingua inglese e non influirà più sul voto finale, anche se sarà un parametro per l'ammissione agli esami di fine ciclo.

- L'esame di Maturità sarà composto da due prove scritte (prima prova di italiano e seconda prova di indirizzo) e un colloquio orale che prevede l'esposizione anche delle attività svolte in alternanza (in sostituzione della tesina). L'alternanza Scuola-Lavoro, inoltre, diventa requisito di ammissione, insieme alla Prova nazionale Invalsi, che non sarà prova d'esame (verrà svolta durante il quinto anno, probabilmente verso il mese di dicembre) ma sarà requisito di ammissione (e comprenderà l'inglese).

- Per essere ammessi all'Esame di Stato occorreranno tutti sei, ma il Consiglio di classe ha la facoltà di ammettere - con adeguata motivazione - chi ha un voto inferiore a sei in una sola materia. L’ammissione con una insufficienza, però, incide sul credito finale con cui si accede alla maturità. Questo non vale per il voto legato alla condotta: chi ha l’insufficienza automaticamente non è ammesso. Il voto finale resta in centesimi: il credito scolastico incide fino a 40 punti (più peso, dunque, alla carriera scolastica), mentre le 2 prove scritte fino a 20 punti ciascuna, così come il colloquio orale (si potrà raggiungere un massimo di 20 punti). La Commissione resta identica: un Presidente esterno più tre commissari interni e tre commissari esterni.

Reclutamento e formazione iniziale dei docenti nella scuola secondaria di I e II grado


Cambia il sistema di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria, con un nuovo modello di reclutamento e formazione iniziale: chi vuole diventare insegnante alle medie e alle superiori deve abilitarsi, dopo la laurea, attraverso un tirocinio formativo (TFA). L’abilitazione dà accesso alle graduatorie di istituto per le sole supplenze. Per entrare in ruolo, infatti, bisogna attendere e superare un concorso. Tutte i laureati potranno partecipare ai concorsi, dopo aver conseguito 24 crediti universitari in settori formativi psico-antropo-pedagogici o nelle metodologie didattiche. I concorsi avranno cadenza biennale, il primo sarà nel 2018.
Il nuovo concorso prevede due scritti (tre per il sostegno) e un orale. Passandolo si entra in un percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio (FIT), con una retribuzione crescente che parte fin dal periodo della formazione. Alla fine del triennio, se la valutazione è positiva, vengono immessi in ruolo.
Il decreto prevede una fase transitoria: saranno esaurite le Graduatorie ad esaurimento e quelle dell’ultimo concorso del 2016. Ci saranno delle procedure concorsuali specifiche per chi sta già insegnando come supplente da tempo. Per gli abilitati della seconda fascia delle graduatorie di istituto ci sarà un concorso nel 2018 con una prova orale seguita - quando si verificherà disponibilità di posti – da un anno di servizio con una valutazione finale. I partecipanti entreranno in ruolo, dunque, dopo una ulteriore verifica in classe. Le iscritte e gli iscritti nelle terze fasce di istituto, quelli con 3 anni di servizio, potranno accedere a concorsi con uno scritto e un orale, se vincitori accederanno al percorso FIT facendo il primo e terzo anno.

Inclusione delle studentesse e degli studenti con disabilità


Viene rivista la formazione iniziale dei professori di sostegno dell’infanzia e della primaria, attraverso l’istituzione di un Corso di specializzazione dopo la laurea in Scienze della formazione primaria, comprensiva di 60 crediti sulla didattica dell’inclusione. Tutti i futuri docenti avranno nel loro percorso di formazione iniziale materie che riguardano le metodologie per l’inclusione e ci sarà una specifica formazione anche per il personale della scuola, Ata compresi.
La proposta di quantificazione del personale sul sostegno sarà fatta, infatti, dal dirigente scolastico sulla base del Progetto educativo individualizzato (PEI) di ciascuno studente con disabilità.
Il provvedimento introduce l’obbligo di tenere conto della presenza di alunne e alunni diversamente abili per l’assegnazione del personale Ata alle scuole. Nel processo di valutazione delle istituzioni scolastiche viene introdotto il livello di inclusività. Ogni scuola dovrà predisporre, nell’ambito del Piano triennale dell’offerta formativa, un Piano specifico per l’inclusione. Vengono poi rivisti, razionalizzati e rafforzati nelle loro funzioni gli organismi che operano a livello territoriale per il supporto all’inclusione, con un maggiore coinvolgimento di famiglie e associazioni.
Ci saranno un medico legale e due medici specialisti scelti fra un pediatra e un neuropsichiatia infantile.

Revisione dei percorsi dell’Istruzione professionale


I percorsi durano 5 anni, biennio più triennio. Gli indirizzi, a partire dall’anno scolastico 2018/2019, passano da 6 a 11: agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane; pesca commerciale e produzioni ittiche; industria e artigianato per il Made in Italy; manutenzione e assistenza tecnica; gestione delle acque e risanamento ambientale; servizi commerciali; enogastronomia e ospitalità alberghiera; servizi culturali e dello spettacolo; servizi per la sanità e l’assistenza sociale; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico.
Nel biennio vengono inseriti insegnamenti che forniscono competenze di cittadinanza, e si dà maggiore spazio all’alternanza scuola-lavoro e all’apprendistato.
Conseguita la qualifica triennale, gli studenti potranno scegliere di proseguire gli studi passando al quarto anno dei percorsi e conseguire un diploma professionale tecnico. Al termine dei percorsi di istruzione professionale, si consegue il diploma quinquennale di istruzione secondaria di II grado, grazie al quale si potrà accedere agli Istituti tecnici superiori (ITS), alle Università e alle Istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM).
Le istituzioni scolastiche che offrono percorsi di istruzione professionale e le istituzioni formative accreditate per fornire percorsi di Istruzione e Formazione professionale (di competenza regionale) entrano a far parte della Rete nazionale delle Scuole Professionali: finalmente un’offerta formativa unitaria, articolata e integrata sul territorio. Il sistema sarà in vigore a partire dall’anno scolastico 2018/2019. Vengono stanziati oltre 48 milioni a regime per incrementare il personale necessario all’attuazione delle novità previste. Sarà stabilizzato lo stanziamento di 25 milioni all’anno per l’apprendistato formativo.

Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni


Viene istituito per la prima volta un Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a 6 anni. I servizi saranno organizzati all’interno di un assetto di competenze tra i diversi attori in campo (Stato, Regioni, Enti locali) chiaro ed efficiente. Per finanziare il nuovo Sistema viene creato un Fondo specifico (239 milioni all’anno a regime) per l’attribuzione di risorse agli Enti locali.
Il decreto prevede un Piano di azione nazionale di attuazione che coinvolgerà attivamente tutti gli attori in campo. Anche le famiglie saranno coinvolte attraverso gli organismi di rappresentanza. Sarà promossa la costituzione di Poli per l’infanzia per bambine e bambini di età fino a 6 anni, anche aggregati a scuole primarie e istituti comprensivi, che saranno finanziati anche attraverso appositi fondi Inail (150 milioni per la parte edilizia). Sarà prevista la qualifica universitaria per il personale, anche per i servizi da 0 a 3 anni. Sarà istituita una soglia massima per la contribuzione da parte delle famiglie.

Diritto allo studio


Promozione di un sistema di welfare fondato su livelli di prestazioni nazionali, misure su libri di testo, tasse scolastiche, trasporti. Il potenziamento della carta dello studente IoStudio. Oltre sessanta milioni di investimento fra borse di studio, mobilità, supporti per la didattica. Questi i principali contenuti del decreto sul Diritto allo Studio.
In particolare, il provvedimento prevede l’istituzione di una Conferenza Nazionale, che consentirà una partecipazione più ampia agli studenti: al tavolo ci saranno Associazioni dei genitori e delle studentesse e degli studenti, Consulte provinciali delle studentesse e degli studenti, il Miur, ma anche Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regioni, Comuni.

Promozione e diffusione della Cultura umanistica, arriva il Piano delle Arti


Musica e danza, teatro e cinema, pittura, scultura, grafica delle arti decorative e design, scrittura creativa entrano a pieno diritto nel Piano dell’offerta formativa delle scuole. Dopo il Piano Nazionale Scuola Digitale, arriva il Piano delle Arti, un programma di interventi con validità triennale in collaborazione con il MIbact, che conterrà una serie di misure sviluppare i temi della creatività nelle scuole. Previsti finanziamenti di 2 milioni all’anno a partire dal 2017.
Le scuole dovranno recepire gli indirizzi del Piano nell’ambito della loro offerta formativa e potranno costituirsi in Poli a orientamento artistico-performativo (per il primo ciclo) e in Reti (scuole secondarie di secondo grado) per condividere risorse laboratoriali, spazi espositivi, strumenti professionali, esperienze e progettazioni comuni.
Ogni scuola potrà stabilire se avviare singoli progetti o percorsi curricolari, in alternanza scuola-lavoro o con iniziative extrascolastiche.

Scuole italiane all’estero


Istituzione dell’organico del potenziamento anche all’estero: 50 ulteriori insegnanti, nuove risorse professionali che verranno selezionate dal Miur sulla base di requisiti predisposti insieme al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci). È prevista una formazione obbligatoria prima della partenza per l’estero e in servizio, così come richiesto nel territorio nazionale dopo l’entrata in vigore della Buona Scuola. I tempi di permanenza fuori dall’Italia passano dai 9 anni attuali a due periodi di 6 anni scolastici che dovranno però essere intervallati da un periodo di 6 anni nelle scuole italiane del Paese. Questo per evitare che il personale all’estero perda contatto con il sistema di istruzione e con il Paese di riferimento.
Le scuole italiane all’estero potranno partecipare ai bandi del Piano nazionale scuola digitale.

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