La matematica in classe

Casio
In collaborazione con Casio

 foto di studentessa alla lavagna

CASIO Italia ha commissionato a Skuola.net, portale di riferimento per gli studenti italiani, un sondaggio realizzato su 3.200 ragazzi. Obiettivo della ricerca è indagare e approfondire il tema “La matematica in classe”, cioè come la materia di studio è vissuta dagli studenti.

All’indagine hanno aderito 2.761 studenti del Liceo Scientifico e delle Scienze Applicate, con una percentuale di maschi e femmine distribuita in maniera omogenea tra Nord (36%), Centro (23%) e Sud (41%). Per quanto riguarda le Scuole secondarie di I grado (Scuole Medie), sono stati coinvolti 475 ragazzi, di cui il 65% femmine e il 35% maschi, con una distribuzione abbastanza omogenea tra Nord (37%), Centro (26%) e Sud (37%).

La ricerca ha analizzato come cambia il rapporto tra gli studenti e la matematica nel percorso di studi. L’indagine registra un progressivo calo di interesse nei confronti delle discipline scientifiche nel passaggio dalle Scuole Medie al Liceo Scientifico: difatti, alla domanda “Quanto sono bravo in matematica?” gli studenti delle Scuole Medie si attribuiscono un punteggio di 6,8, mentre gli studenti del Liceo 6,5; anche la soddisfazione nei confronti del metodo di insegnamento è maggiore negli studenti delle Scuole Medie, con voti attorno al 7,0 contro il 6,2 riscontrato nei Licei.

L’indagine testimonia, inoltre, come nel passaggio dalle Scuole Medie al Liceo i docenti si avvalgano sempre di meno di attività pratiche e di esempi tratti dalla vita quotidiana nella didattica: una tendenza che potrebbe essere alla base del continuo calo nel rendimento e di interesse verso questa materia, che si registra negli ultimi anni del Liceo.

Alla domanda “I professori di matematica organizzano attività pratiche?”, il 60% degli studenti dei Licei Scientifici su tutto il territorio nazionale ha risposto “mai”, il 28% “qualche volta”, il 10% “spesso” e solo il 3% “sempre”. Allo stesso modo, il quesito “I professori spiegano la matematica con esempi tratti dalla vita quotidiana?” ha visto dall’80% degli intervistati una risposta negativa, oscillante tra il “mai” e il “qualche volta”.

Il sondaggio di Skuola.net ha, infine, indagato il rapporto tra gli studenti italiani e gli strumenti di calcolo. Dall’indagine emerge innanzitutto una profonda differenza nell’utilizzo di questo strumento a seconda della classe frequentata: tra gli studenti della Scuola Media il 41% adopera la calcolatrice in aula (di cui il 49% quella tascabile), mentre la percentuale di utilizzo sale al 58% al Liceo Scientifico, in cui la calcolatrice più diffusa è quella scientifica (85%).

In generale, l’indagine evidenzia come la gran parte degli studenti sia favorevole all’uso della calcolatrice: la domanda “pensi che usare la calcolatrice migliori la tua prestazione in matematica?” ha visto una risposta positiva quasi all’unanimità, con il 90% degli studenti favorevoli all’utilizzo di questo strumento. Se la maggior parte degli studenti si dichiara favorevole alla calcolatrice in classe, quasi la metà degli intervistati (il 45%) ha segnalato la mancanza di spiegazioni sul suo utilizzo da parte dei professori.

Inoltre, la quasi totalità del campione, il 92%, vorrebbe poter utilizzare la calcolatrice grafica durante gli esami di Stato, come avviene negli istituti del resto d’Europa: in questo modo potrebbero, infatti, concentrarsi maggiormente sul procedimento da applicare. Tra chi si ritiene contrario, il 33% ammette di non voler utilizzare questo strumento in quanto non in grado di adoperarlo in maniera adeguata.

L’esigenza di avvicinarsi ad uno studio della matematica pratico e legato alla vita quotidiana risulta evidente non solo guardando ai dati della ricerca, ma anche alla luce della direzione che sta prendendo il Miur in merito. Tra le novità dell’esame di Maturità subentrate lo scorso anno, infatti, si riscontra una piccola rivoluzione nella formulazione dei problemi di matematica di seconda prova, decisamente più improntata su situazioni reali” – dichiara Daniele Grassucci, Responsabile della Comunicazione di Skuola.net – “Se questa è la premessa, ci aspettiamo novità anche per quanto riguarda l’uso della calcolatrice grafica. Il punto non è più capire quanto e se i ragazzi siano capaci di risolvere calcoli tout court, ma piuttosto riscontrare la loro capacità di problem solving attraverso il ragionamento e l’applicazione delle conoscenze. E perché no, anche quella di saper adoperare gli strumenti a loro disposizione per la risoluzione di questioni complesse, come la vita di tutti i giorni richiede”.

La ricerca dimostra che le attività pratiche e l’utilizzo di strumenti di calcolo rappresentano per gli studenti italiani un utile supporto nell’apprendimento delle discipline scientifiche, con un ruolo decisivo ricoperto dai docenti.