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contributi scolastici

Colletta di 5 euro e i genitori diventano imbianchini per un giorno, lo scopo è far studiare i propri figli in aule pulite e sistemate. Lavoretti fai da te a scuola, nonostante i 120 euro di contributi scolastici sborsati ogni anno.

SORPRESA AL KEPLERO - Questa ennesima storia sui contributi scolastici riguarda il liceo Keplero di Roma. In base ad una delle tante segnalazioni giunte alla mail_placeholder di Skuola.net, all’inizio di questo anno scolastico gli studenti del liceo romano sono entrati nella succursale con l’entusiasmo di trovarsi in una struttura nuova, eppure una sorpresa li attendeva: muri delle aule rovinati e pieni di scritte, bagni rotti con porte sfondate e anche qui pareti decorate con scritte di ogni tipo.

PRESIDE DISPONIBILE, MA MANCANO I SOLDI - I genitori degli studenti hanno dunque invitato il preside del Keplero ad utilizzare il fondo della scuola, rimpinguato con i 120 euro di contributo scolastico dato al momento dell’iscrizione, per sistemare aule e bagni. Dopo un tira e molla con il dirigente scolastico, che comunque si è sempre mostrato disponibile ad ascoltare le richieste dei genitori, e con il consiglio di Istituto, i soldi non sono stati “trovati”. O meglio, senza l'aiuto di tali contributi il preside avrebbe serie difficoltà a trovare le risorse necessarie per la normale gestione dell'istituto scolastico, così, finanziare delle spese come quella di ridipingere i muri diventa un problema.

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COLLETTA DI 5 EURO - E come si dice in questi casi, di necessità virtù: i genitori di una delle classi del Keplero hanno fatto una colletta di 5 euro ciascuno e hanno comprato pennelli, vernici e tutto l’occorrente per sistemare le pareti dell’aula dei propri figli. Iniziativa seguita, poi, anche da altre classi.

GENITORI IMBIANCHINI PER UN GIORNO - I genitori avrebbero voluto far fare il lavoretto agli studenti stessi, in modo da responsabilizzarli e far capire loro il rispetto per gli spazi comuni, ma per ottenere l’autorizzazione a questo “straordinario intervento di manutenzione” è stata necessario che gli studenti fossero accompagnati dai genitori e così, chi era libero dagli impegni di lavoro, si è improvvisato imbianchino per un giorno.

EVVAI CON IL CONTRIBUTO! - Tuttavia, anche quest’anno, giunto il momento di iscrivere i ragazzi all’anno successivo, è arrivata puntuale la richiesta, assieme alla legittima tassa di iscrizione, di un contributo scolastico per tutte le classi dalla seconda alla quinta.

LI CHIAMANO SERVIZI MINIMI ESSENZIALI - In particolare per le classi seconde e terze viene specificata, nella circolare per l'iscrizione, l’obbligatorietà del versamento per intero “perché va a finanziare i servizi minimi essenziali a favore degli stessi alunni, e che ad ogni buon fine sono: Assicurazione di copertura generale ed integrativa, anche per i viaggi e le attività esterne; Funzionamento didattico generale (incluse fotocopie); Investimento in laboratori, attrezzature scientifiche e computers; Progetto di qualità e premi: Kepp”.

COS'È OBBLIGATORIO? - Tra le voci per le quali è richiesto il contributo, solo quella che riguarda l’assicurazione è obbligatoria. Per le altre dovrebbe provvedere lo Stato (funzionamento didattico) oppure sono facoltative (ampliamento offerta formativa).

COSA FARE - Il consiglio è quello di parlare direttamente con il dirigente scolastico facendo presente, nel caso non si sia disposti o non sia abbia la possibilità economica di pagare, di voler contribuire solo per le voci che sono obbligatorie e non anche quelle facoltative.

Se avete dubbi sui contributi che la scuola vi chiede di pagare, segnalatelo alla Redazione di Skuola.net.

Cristina Montini

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