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contributi scolastici

“Se non paghi il contributo non ti iscrivo”. Non cedete alle minacce delle scuole. L’iscrizione è valida se pagate le tasse previste per legge, tutto il resto è un’altra storia. Ma tantissime sono le segnalazioni che stanno giungendo alla mail_placeholderdi Skuola.net da parte di famiglie che si vedono negare l’iscrizione se non pagano il contributo scolastico richiesto.

Tra le segnalazione giunte alla Redazione ve ne citiamo due nella speranza di aiutarvi:

1°CASO: TUO FIGLIO VERRÀ BOCCIATO - In un istituto superiore di Treviso, il padre di uno studente del primo anno si è recato in segreteria per pagare l’iscrizione all’anno successivo e l’assicurazione scolastica per il figlio, rifiutandosi però di pagare l’ulteriore contributo richiesto che faceva lievitare il totale da sborsare a 150 euro. Dopo i primi problemi riscontrati in segreteria, è stato chiamato il dirigente scolastico che si è presentato davanti al genitore con la pagella del figlio. La segnalazione arrivata in mail_placeholderdescrive che il preside abbia iniziato ad insultare lo studente per i voti troppo bassi al primo quadrimestre affermando inoltre che difficilmente sarebbe stato promosso. Cosa fare in queste situazioni per mantener la libertà di scegliere se pagare o meno, ma scongiurando possibili ritorsioni sui figli?

2° CASO: SE NON PAGHI NON TI ISCRIVO - In un istituto alberghiero di Firenze, l’anno scorso uno studente aveva pagato solamente il bollettino di 20 euro per l’iscrizione alla classe seconda anziché i restanti 120 euro richiesti come contributo e quest’anno l’amara sorpresa. In occasione della scadenza delle iscrizioni, la scuola ha consegnato allo studente un foglio chiedendo, non solo di pagare di nuovo ben 140 euro per l’iscrizione alla terza classe, ma di provvedere anche al saldo dei 120 euro non pagati l’anno precedente. E i genitori si sono chiesti: posso rifiutarmi di pagare? E soprattutto, alla luce del fatto che gli studenti non hanno accesso alla fotocopiatrice e le divise sono a carico delle famiglie, cosa ci farà la scuola con quei 140 euro a studente?

Ecco le risposte alle domande

COSA DEVO PAGARE? - Prima di tutto ribadiamo che, per distinguere tra ciò che deve pagare obbligatoriamente è ciò che invece rimane facoltativo in base alle proprie disponibilità, è possibile seguire la nostra Guida ai contributi scolastici:

Le cosiddette Tasse scolastiche si suddividono in tassa di iscrizione, di frequenza, di esame e di rilascio di diploma.
I contributi scolastici, invece, si dicono volontari non a caso! Infatti, se una scuola vuole arricchire l’offerta formativa e culturale degli studente può chiedere alle famiglie dei contributi che potranno essere pagati solo su base volontaria. Non è consentito imporre tasse o richiedere contributi obbligatori alle famiglie di qualsiasi genere o natura per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro) fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime (quali ad es: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, ecc.).

OBBLIGO SCOLASTICO - Precisiamo, inoltre, che una scuola non può rifiutare l'iscrizione di uno studente se non viene pagato il contributo scolastico, e questo a maggior ragione è valido per gli studenti al di sotto dei 16 anni, per i quali vige l’obbligo scolastico.

PARLARE CON IL PRESIDE - Infine sottolineiamo che il secondo caso descritto è stato risolto proprio avvertendo il preside che, in caso di mancata iscrizione, si sarebbe provveduto a sporgere denuncia alle forze dell'ordine. Il consiglio è comunque quello di parlarne direttamente con i dirigente scolastico per venire incontro alle reciproche esigenze.

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Cristina Montini

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