Daniele di Daniele
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Se non paghi il contributo scolastico non hai diritto alla pagella. Così si è sentita dire una studentessa di un liceo di Genova alla fine del primo quadrimestre. Convinta di aver subito un'ingiustizia, si è rivolta a noi per denunciare l'accaduto. E ha scoperto di non essere sola a rifiutarsi di pagare un contributo spesso superiore ai 100 euro. Contributo che, come confermano i presidi, non può essere in nessun caso obbligatorio (leggi qui l'intervista di Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione Nazionale Presidi).

SEGRETO DI PULCINELLA - Le scuole non hanno i soldi nemmeno per acquistare il sapone, la carta igienica o quella per le fotocopie. Quindi chiedono aiuto alle famiglie, facendo pagare un Contributo Scolastico ogni anno insieme all'iscrizione. Pur essendo volontario, molte scuole lo spacciano per obbligatorio. E' un problema noto al Ministero da almeno cinque anni, quando l'Ufficio Regionale Scolastico dell'Emilia Romagna scrisse questa lettera ufficiale per fare chiarezza sul tema. Eppure il Ministero, sia con governi di sinistra che di destra, non è mai intervenuto! Così negli anni si è alimentato il caos. Chi ha deciso di dire no, di far valere i propri diritti ha subito ingiustizie come quelle che vi raccontiamo oggi.

IL CASO DI GENOVA - Al Liceo Cassini una mamma lo scorso anno decide di non pagare più il contributo volontario. Il risultato: sequestro della pagella. Dopo segnalazione all'Ufficio Scolastico Provinciale con con minaccia di fare denuncia è comparso un documento ufficioso coi voti. Quest'anno stessa musica, perché pretendono ancora ben due anni di contributi. Così la mamma va in caserma e sporge denuncia per omissione di atti d'ufficio e concussione. Il giorno dopo arriva una lettera del Dirigente Scolastico che invita la famiglia a ritirare la pagella.

IL CASO DI ROMA - All'Istituto Ambrosoli di Roma, lo scorso novembre, non consegnano i pagellini trimestrali a una settantina studenti che si sono rifiutati di pagare l'oneroso contributo scolastico di 200 euro! I pagellini non sono mai arrivati, ma dopo la denuncia di Skuola.net al GT Ragazzi il Dirigente Scolastico è sceso a miti consigli. Al secondo trimestre lo studente che ci ha segnalato l'accaduto ha ottenuto la pagella, ma solo dopo essere andato in segreteria a chiedere una dichiarazione scritta della scuola su quello che stava accadendo.

IL CASO DI ADRANO - Fenomeni paranormali anche al Liceo Verga di Adrano (CT): dai quadri di fine anno scompaiono i voti di quelli che hanno pagato il contributo scolastico volontario, con tanto di scritta "Non in regola con i pagamenti". Grazie alla battaglia degli studenti, quest'anno la scuola esonera dai pagamenti gli studenti under 16.

IL CASO DI BUSTO ARSTIZIO- Al Professionale Verri di Busto Arstizio(VA) non hanno nessun timore e inviano una lettera ufficiale a uno studente che si è rifiutato di pagare il contributo scolastico, a suo giudizio volontario e quindi non necessario. Nella comunicazione ufficiale si chiede di pagare entro 20 giorni. In caso di mancato saldo, la scuola non rilascerà più allo studente documenti come "il diploma, certificati di iscrizione e frequenza, di voti" . Documenti ufficiali che la scuola è tenuta a produrre se richiesti.

IL CASO DI ANGELO - Ma in Redazione sono giunte anche storie drammatiche come quelle di Angelo. Disoccupato, padre di tre figli, si vede rifiutare l'iscrizione di tutti e tre i pargoli per il mancato pagamento del famoso contributo scolastico volontario. Solo dopo aver minacciato di denunciare la scuola, si aprono le porte per i suoi figli.

L'INCHIESTA - Da tempo Skuola.net denuncia il fenomeno e raccoglie le segnalazioni di studenti e famiglie, letteralmente abbandonati dalle istituzioni di fronte a questo fenomeno. Sono poche infatti le scuole che, come il Liceo Newton di Roma, dichiarano apertamente che i contributi scolastici sono volontari. Molte giocano al gioco del silenzio, sperando che tutti paghino. Contributi spesso onerosi: il 30% degli studenti paga oltre 100 euro all'anno (fonte sondaggio Skuola.net, 2000 votanti).

CONTRIBUTO (IN)VOLONTARIO - Le Istituzioni scolastiche, non risultano titolari di autonomo potere impositivo di tasse e contributi, facoltà questa riservata esclusivamente allo Stato. Quindi tutti i contributi richiesti non possono che essere volontari. Eccezione può essere fatta per quelle spese che sono considerate un rimborso di denaro anticipato per conto delle famiglie, come quelle sostenute per assicurazione, pagelle e libretti delle giustificazioni. In un periodo di crisi economica come quello attuale, dove molte famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, sono da apprezzare tutte quelle scuole che scelgono la strada della chiarezza: proprio in quelle situazioni tutti pagano senza obiettare nulla, perché non si sentono presi in giro.

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La denuncia di Skuola.net è arrivata anche su:

- La Stampa del 7-2-10
- GR2 del 6-2-10
- Tg3 del 8-2-10

Daniele Grassucci

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