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contributi per sostenere l'esame di maturità

Ancora una volta le scuole, rimaste senza soldi, chiedono contributi monetari alle famiglie degli studenti. L’ultimo caso è quello del liceo scientifico “Majorana” di Bari: il preside ha chiesto 145 euro ai maturandi per poter pagare i commissari d’esame. È stato definito un “prestito”, ma in realtà non c’è nessuna certezza che venga restituito. Secondo un sondaggio di Skuola.net nel 60% delle scuole vengono chiesti obbligatoriamente dei contributi per sostenere l’esame.

MANCANO I SOLDI PER PAGARE I COMMISSARI, ALLORA LI CHIEDO ALLE FAMIGLIE - Pietro Gonnella, il preside del liceo scientifico «Majorana» di Putignano, i soldi per pagare i commissari quest’anno non ce l’ha, o meglio, non tutti. Dal Ministero dell’Istruzione è arrivato solo un anticipo di 30mila euro, ma visto che ne servono in totale 47.500 per soddisfare gli stipendi di tutti gli insegnanti che faranno parte delle commissioni esaminatrici alla maturità, ha deciso di chiedere la differenza alle famiglie dei 127 maturandi.

E' A FIN DI BENE: PER FAR STAR TRANQUILLI I PROF - Gonnella ha spiegato: “Qui si tratta di non far innervosire i commissari con l’idea che saranno pagati in ritardo. Alla maturità, si sa, i ragazzi hanno bisogno di comprensione…” E allora meglio star tranquilli chiedendo soldi alle famiglie che, fa sapere il preside, verranno restituiti appena il Ministero salderà la differenza fra anticipo e cifra necessaria a pagare i professori a fine esami. Peccato, però, che come fa sapere lo stesso Gonnella , dall’anno 2004 il Ministero non distribuisce più il saldo degli esami di Stato (unica eccezione, l’anno 2009), limitandosi all’anticipo.

LA RISPOSTA DEL MINISTERO - Il Ministero dell’Istruzione ha già risposto duramente a questa presa di posizione: “E’ illegittimo da parte delle scuole chiedere soldi alle famiglie, a qualsiasi titolo” e, precisano inoltre da Trastevere, “Se una scuola ha problemi di bilancio può rivolgersi all’Ufficio scolastico provinciale, che erogherà le somme necessarie”. Cosa che pare sia stata fatta a Bari, ma senza i risultati sperati.

LA DENUNCIA DI SKUOLA.NET - Skuola.net già da tempo denuncia il fenomeno dei contributi scolastici fatti passare come “obbligatori” da molte scuole in difficoltà finanziaria. Ad aprile vi abbiamo parlato del caso dell’Istituto Jean Piaget di Roma, dove il Dirigente scolastico ha chiesto ben 100 euro agli studenti del quinto anno che desideravano sostenere l'esame di Maturità. Nella circolare, inoltre, nessun riferimento alla volontarietà del contributo. Nel corso del tempo altre segnalazioni ci sono arrivate in cui si lamenta proprio la minaccia di ripercussioni agli scrutini o all’esame nel caso in cui non si paghino tali contributi e, in base ad un nostro sondaggio, arrivano al 60% le scuole che chiedono ai maturandi dei contributi per poter sostenere l’esame.

NON SONO GLI UNICI - Vi ricordiamo inoltre altri istituti superiori dove i contributi che la legge sancisce come volontari vengono invece fatti passare per obbligatori:
- 50 euro all'Itis Agostinelli di Ceglie Messapica (BR)
- 25 euro al Liceo Morgani di Roma
- 15 euro all'Itis Euganeo di Este (PD)
- 45 euro all'Itas Mondelli di Massafra (TA)
- 10 euro all'ITC Beccaria di Carbonia (CI)
- 10 euro all'Iss Perlasca di Idro(BS)

PAGARE O NON PAGARE? - Ma allora come regolarsi nel caso in cui vi vengano chiesti dei contributi per poter affrontare la maturità? Innanzitutto dovete tener conto che sono solo due le tasse da pagare per accedere all'esame di Maturità. Secondo il Testo Unico del 1994 sono: la tassa d'esame da 12,09 e quella di diploma da 15,13, da versare sul C/C 1016 intestato a: Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara Tasse Scolastiche. Ed inoltre ricordate che le scuole non hanno potere di imporre il pagamento di tasse, semmai possono proporre dei contributi che gli studenti possono decidere se pagare o meno.

Anche nella tua scuola hanno chiesto contributi per potere sostenere la maturità? Lasciaci il tuo commento e vota il sondaggio.

Cristina Montini

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