Tragedie sfiorate: continua la settimana nera della scuola

Sembra non esserci davvero pace per la scuola italiana, ancora ieri travolta da una bufera mediatica. Questa volta trattasi di fatalità: un bambino di cinque anni è sfuggito al controllo della maestra, si è sporto dalla finestra ed è caduto dal terzo piano. E' successo ieri a Milano: e ora il piccolo è ricoverato in terapia intensiva e le sue condizioni sono gravissime.

TRAGICA SVISTA - Non un problema di sicurezza delle infrastrutture, ma svista umana favorita anche dal fatto che oggi i bambini hanno un'educazione diversa da quella di un decennio o più nel passato: non rispettano più gli "ordini" delle autorità e quindi un insegnante solo fa davvero fatica a tenere classi di 30 e oltre bambini. Il piccolo coinvolto nella tragedia era rimasto da solo in classe perché non aveva seguito i suoi compagni e la maestra, che si è accorta della sua mancanza solo a evento avvenuto.

FINESTRE PERICOLANTI - Lunedì invece ancora una carenza strutturale aveva messo in pericolo la vita degli studenti della classe III C del Liceo Vivona di Roma, dove è crollato sui banchi un infisso di finestra! "Questo crollo - ha spiegato il vicepreside Paolo Lauciani - ci ha colti di sorpresa perché quegli infissi erano stati messi da poco. In ogni caso è stata una fortuna che nessun ragazzo sia rimasto ferito". Lauciani ha sottolineato che "la scuola, che risale agli anni '60, ha numerosi problemi, tutti segnalati alla Provincia: sia in palestra che all'ultimo piano piove. Abbiamo una bacinella che raccoglie l'acqua ma vorremmo che fossero eseguiti al più presto i lavori sulle tegole dei tetti".

TESTIMONIANZE - Ieri ci sono giunte parecchi testimonianze a commento della news. C'era chi sottolineava che gli eventi di questi giorni non andavano strumentalizzati contro la Gelmini (corretto), molti altri evidenziavano situazioni di carenza nelle proprie scuole, come questo visitatore: "io e la mia classe del liceo siamo stati per 2 anni in una scuola fatiscente, era un convento abbandonato,ora di proprietà del comune, con una sola porta d'ingresso che fungeva allo stesso tempo da entrata principale e da uscita d'emergenza, c'erano crepe dappertutto e tanti altri disagi che nn sto qui ad elencare. il comune dice che non ci sono soldi. scandaloso. i soldi non sono mai troppi quando si parla di scuola e di sicurezza, proprio su questo non si dovrebbe mai risparmiare, ne va della nostra vita.".

LA SCUOLA FA 13 - Tanti ne servirebbero di miliardi per risanare le nostre strutture scolastiche, come sottolinea il sottosegretario alla protezione civile Guido Bertolaso: "Se si volesse intervenire in tutti i 57.000 istituti del nostro paese, compresi quelle a sismicità alta, media e bassa, dovremmo ritenere necessario un importo pari a 13 miliardi di euro per la messa a norma di tutti gli istituti". Purtroppo noi come Stato non abbiamo tutti questi soldi da spendere nella scuola... Non ci resta che incrociare le dita! Un rimedio economico e in alcuni casi molto efficace. Che ne dite?

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