Saranno programmatori: ecco il coding nelle scuole

 coding, i dati della sperimentazione

Tra i banchi di scuola, assicura il Miur, si programma il futuro. Come? Grazie al #coding. Ed ecco che anche i bambini delle elementari, provetti nerd, potranno programmare assimilando i primi elementi del pensiero computazionale. Un parolone fino a poco tempo fa ancora sconosciuto nella scuola primaria ma che ora so sta facendo strada a colpi di #coding.

PROGRAMMA IL TUO FUTURO Il progetto Programma il Futuro, nato in collaborazione tra il Miur e Cini, ha messo a disposizione delle scuole una serie di lezioni, interattive e non, da utilizzare senza particolari requisiti o abilità tecniche. Tutto accessibile sul sito http://programmailfuturo.it: il progetto è partito ufficialmente lo scorso 23 settembre in concomitanza con la settimana europea del codice dall’11 al 17 ottobre 2014 è stata realizzata una prima sperimentazione.

Guarda il video di chi si è cimentato nel coding direttamente al Miur

fonte Skuola.net

CODING? I LIKE Eccone i risultati: 1.176 le classi coinvolte, 22.464 gli studenti hanno partecipato e 16.166 quelli che hanno completato almeno un’ora di programmazione. Troppo difficile il corso? Niente affatto: il 98% degli insegnanti lo ha valutato utile o molto utile, l'87% degli studenti sono stati interessati o molto interessati e il 79% degli insegnanti ha dichiarato che le aspettative sono state soddisfatte.

OBIETTIVO CODING Il progetto è lanciatissimo e pronto a raggiungere tutte le scuole di Italia, da qui a pochissimi anni. Intanto il prossimo appuntamento è per la settimana 8-14 dicembre, in cui è prevista una partecipazione di oltre 8.000 classi e 155.000 studenti. Per gli anni a venire la copertura delle scuole primarie dovrà essere totale: il 2014-2015 mira a coinvolgere il 30% delle scuole elementari, il 2015-2016 porterà avanti il lavoro nel 35% delle scuole e il 2016-2017 raggiungerà il restante 40%

IL LAVORO DI DOMANI E' DIGITALE - “In un prossimo futuro nessun lavoro potrà più prescindere dalla cultura digitale – ha spiegato Elio Catania presidente di Confindustria Digitale, la federazione delle imprese di Ict che è partner strategico del progetto - Già oggi nel nostro Paese vi sono oltre 20 mila posti di lavoro vacanti nel settore Ict per alti skills digitali e si prevede si possa arrivare a oltre 170mila nel 2020. Al contempo è in crescita anche la richiesta di figure con competenze informatiche in tutti gli altri settori economici, con circa 800mila nuovi posti di lavoro previsti per il 2020. Programmailfuturo rappresenta dunque un primo passo fondamentale per trasformare la scuola italiana in una fucina di competenze in grado di accompagnare l’innovazione digitale e rispondere in modo efficace alle nuove esigenze del mercato del lavoro”.

RAGAZZI, OCCHIO ALL'INFORMATICA - “Per essere adeguatamente preparato a qualunque lavoro vorrà fare da grande – hanno aggiunto Enrico Nardelli e Giorgio Ventre, coordinatori del progetto per conto del CINI - a uno studente è ormai indispensabile una comprensione dei concetti di base dell’informatica. Esattamente com’è accaduto nel secolo passato per la matematica, la fisica, la biologia e la chimica”.

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