Caro-scuola? Colpa dei libri cartacei

Lorena Loiacono
Di Lorena Loiacono

Libri digitali, quelli in carta mandano in fumo il risparmio

Con il digitale si risparmia, eccome. O almeno si potrebbe risparmiare se le scuole decidessero di accantonare i libri cartacei e adottare i testi scolastici digitali. Stando alla normativa emanata dal Miur i tetti di spesa massimi, che i docenti sono costretti a rispettare per non gravare eccessivamente sulle famiglie, potrebbero abbassarsi notevolmente qualora la scelta sia completamente digitale. Skuola.net ha provato ad approfondire il quadro ed ecco che cosa ha scoperto.

LA NORMATIVA ATTUALE - Il d.m. 781/2013 stabilisce per le classi prime di scuola secondaria di primo grado e per le classi prime e terze di scuola secondaria di secondo grado una riduzione del tetto di spesa del 10%, se tutti i testi adottati sono misti, e del 30% se sono tutti digitali. Cosa accade nei casi intermedi: ovvero adozione sia di testi in formato cartaceo che digitale? “In quel caso – spiegano dal Miur - non si opera alcuna riduzione del tetto di spesa: viene a mancare la totalità della tipologia oggetto di riduzione”. Basta un libro di carta, dunque, e il risparmio va in fumo.

CHE COSA STA CAMBIANDO - E’ evidente allora che il Miur sta spingendo per lanciare una volta per tutte la rivoluzione digitale nelle scuole. La circolare del 9 aprile, infatti, fa saltare l’obbligo di adozione dei testi prevedendo anche l’auto-produzione: “offre sfide interessanti al mondo scuola e allo stesso Ministero – spiegano da viale Trastevere - che sarà parte del processo. In particolare, per la scuola primaria è stato previsto di costituire un gruppo di lavoro per valutare l’opportunità pedagogica del passaggio completo ai testi digitali, soprattutto per gli alunni delle prime e seconde classi”. Ma c’è da lavorare, il percorso del libro digitale parte infatti da lontano ed ancora troppo lento.

LIBRI DIGITALI, LA STORIA INFINITA – Skuola.net prova a fare un po’ di chiarezza sulla lunga storia dei libri digitali nella scuola italiana. Il debutto ufficiale sarebbe dovuto arrivare nel 2012 come annunciato con la circolare ministeriale n.18 del 9 Febbraio 2012 che specificava che a partire dall’anno scolastico 2012/2013 i libri di testo adottati sarebbero dovuti essere redatti in forma mista (parte cartacea e parte in formato digitale) oppure interamente scaricabili da internet. In buona sostanza, veniva abolito il libro cartaceo tout-court: dovevano essere rese disponibili una appendice multimediale consultabile in rete oppure una versione speculare al cartaceo ma in digitale. In realtà già la legge n.133/2008 imponeva che “A partire dall'anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista”. Insomma l’era digitale resta sulla carta, tra leggi e circolari, e non esce da lì. Ora arriva la promessa lanciata da “La Buona scuola”.

LA SCOMMESSA DI RENZI – Quale sarà il futuro dei libri di testo online? “Occorre lavorare per ridurre i costi per le famiglie, ad esempio in acquisti connessi a editoria. Questo, in parte, permetterà a più famiglie di rimodulare una parte delle loro spese sull’acquisto o di dispositivi mobili per la didattica, per abilitare modelli BYOD anche attraverso schemi agevolati. Una scuola più connessa tramite il digitale è una scuola più aperta anche fisicamente”. Quando si parla di BYOD, (Bring Your Own Device: “porta il tuo dispositivo”), si fa riferimento alla possibilità di fare didattica anche attraverso i dispositivi di proprietà degli studenti, come ad esempio i tablet.

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