Caro Libri: unione studenti rilancia comodato d'uso

Marco Sbardella
Di Marco Sbardella

I libri scolastici devono essere dati in comodato d'uso a tutti gli studenti per tutto il corso della loro formazione, prendendo spunto dagli esempi, sebbene ancora da migliorare, di leggi regionali come quella del Friuli-Venezia Giulia: è quanto sostiene l'Unione degli Studenti a proposito dei rincari dell'11% sul prezzo dei libri di testo denunciato ieri da Altroconsumo.

Secondo l'Unione degli Studenti il caro libri rientra quindi in una mancata assistenza ai ragazzi durante l'intero percorso di studi: "Questo problema - spiega il sindacato studentesco - si inserisce in un quadro più ampio di carenza di un adeguato sostegno economico da parte dello Stato per coloro che si formano a tutti i livelli non esiste infatti un sistema strutturato di investimento che accompagni lo studente durante tutto il periodo della sua formazione, slegandolo dalle condizioni economiche della famiglia di provenienza, impedendogli così una totale emancipazione ed alimentando la dispersione scolastica".

Gli studenti rivendicano quindi una legge quadro nazionale sul diritto allo studio, "che preveda - specifica la nota - un sistema innovativo di borse di studio ed agevolazioni sull'accesso alla cultura in tutte le sue declinazioni, a partire dalla cultura accademica fino a cinema, musica, musei etc".

Per ovviare allo specifico problema del caro libri l'Unione degli Studenti, che in Italia raccoglie 30.000 iscritti, organizzerà come nei primi giorni di settembre mercatini del libro usato in tutte le maggiori città e nei capoluoghi di provincia.

Poi scenderà in piazza "ad ottobre per ricordare al ministro Fioroni i tanti impegni che non ha rispettato, per chiedere a questo governo un ripensamento complessivo del ruolo del soggetto in formazione nella società della conoscenza".

Gli studenti chiedono anche che la prossima Finanziaria "preveda un investimento forte in formazione e ricerca ed il diritto per lo studente di ricevere un reddito di formazione che gli permetta di emanciparsi dalla condizione economico-sociale della famiglia di provenienza".

"Chi si forma - conclude il sindacato giovanile - ha bisogno di sostegno e tutele da parte dello Stato, soprattutto in un panorama di incertezza e precarietà come quello che colpisce attualmente noi giovani".

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