Bonus 18enni, in cambio dei 500 euro si ‘vendono’ soldi

Marcello G.
Di Marcello G.

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Il bonus, con cui il Governo ha deciso per la prima volta lo scorso anno di dare ai neomaggiorenni un tesoretto di 500 euro ai diciottenni da spendere in prodotti culturali, non decolla. Più volte, negli scorsi messi, abbiamo segnalato dei tentativi di ‘forzare’ il sistema per comprare beni e servizi che di culturale avevano ben poco. Ci sono stati siti che proponevano vacanze estive, altri che offrivano borse e accessori di moda. In alcuni casi sono stati gli stessi studenti che, attraverso i social network, hanno provato a rivendere il proprio bonus a un prezzo ribassato. Ma, stavolta, sotto la lente d’ingrandimento sono finiti i negozianti ‘su strada’ e, in particolare, le cartolerie.

Bonus 18enni, i negozianti danno soldi in cambio dei 500 euro


Ad aprire il nuovo scenario è stato un servizio di ‘Striscia la notizia’. Dopo alcune segnalazioni, la troupe è andata – con una telecamera nascosta- in giro per le cartolibrerie della Campania, alla ricerca dei furbetti del bonus. Si è scoperto così che, più di un negoziante, alla domanda “come posso spendere i miei 500 euro?” rispondeva con una proposta non proprio regolare. Il copione era sempre lo stesso: uno scambio, soldi per soldi. Il ragazzo dava l’intera somma ‘virtuale’ al libraio e in cambio riceveva direttamente in mano denaro contante, senza dover comprare niente. L’esercente si limitava a rilasciare una ricevuta (fasulla) che riportava fantomatici acquisti in libri e prodotti culturali. In più i negozianti, se ciò non bastasse, chiedevano anche la percentuale: i più buoni ‘trasformavano’ i 500 euro in 300, qualcuno arrivava a trattenere addirittura il 60% della somma.

Bonus 500 euro, i numeri sono deludenti


È l’ennesima dimostrazione che, aldilà dell’entusiasmo con cui è stata promossa l’iniziativa, il ‘bonus cultura’, non ha mai fatto veramente breccia nel cuore dei ragazzi. Ci sono, come detto, i numeri che lo confermano. Ad aprile 2017, su 574mila aventi diritto (parliamo dei nati nel ’98), si sono dotati di Spid (l’identità virtuale che permette di accedere alla piattaforma 18app, su cui si genera il bonus): sono appena 373mila ragazzi. Spendendo solo un terzo dei fondi messi a disposizione: 50 milioni sui 168 complessivi. Il trend di crescita non è quello sperato: si parla di circa un 10% in più ogni mese. Loro potranno sfruttare l’occasione fino a fine giugno, ma l’operazione è stata rinnovata per i nati nel ’99. Sperando che, nel frattempo, si sia finalmente diffusa tra i ragazzi (e, a questo punto, anche tra i negozianti) una ‘cultura del bonus cultura’.

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