Meno bocciati più dialetto?

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Vi avevamo parlato di un preoccupante aumento dei bocciati come risultato parziale dei rilevamenti del Ministero dell’Istruzione, bene, i risultati definitivi sono arrivati e hanno ribaltato i brutti presentimenti iniziali: nel 2009 gli studenti bocciati nelle scuole medie e nei primi quattro anni delle scuole superiori sono diminuiti rispetto all'anno precedente

MENO BOCCIATI - La preannunciata “strage degli studenti” risulta essere, anche se di poco, più contenuta rispetto ai dati emersi dalle prime rilevazioni: “solo” lo 0,48% degli studenti delle scuole medie è stato bocciato, mentre l’anno scorso la percentuale era dello 0,53%. E per quanto riguarda gli istituti superiori, i respinti arrivano al 13,6% del totale degli studenti contro il 13,8% del 2008.

AUMENTANO I NON AMMESSI E I RIMANDATI - Nonostante questi risultati che ci rincuorano un pochino bisogna, però, considerare che il numero dei bocciati all’esame di maturità è comunque aumentato. E altra nota dolente da sottolineare è l’aumento degli alunni non ammessi all’esame di terza media e a quello di maturità, conseguenza, forse, dell’inasprimento dei requisiti per l’ammissione: sufficienza in tutte le materie e voto in condotta. Ma non è finita, perché ad aumentare sono anche gli studenti rimandati a settembre.

ANCORA ARIA DI RIFORME? - Forse le previsioni fatte qualche settimana fa erano più pessimistiche, ma tuttavia non poi così lontane dai risultati finali. Ci si continua a chiedere ovviamente se le riforme introdotte dal ministro Gelmini siano state la causa che ha prodotto così tanti bocciati o rimandati, o se invece non siano state lo strumento che abbia permesso di evidenziare le carenze nella preparazione degli studenti italiani. Comunque sia, anche ora che le scuole sono terminate, in Ministero dell’Istruzione continua a valutare e progettare le prossime riforme del sistema scolastico e, come al solito, non mancano le polemiche.

LA PROPOSTA DELLA LEGA - Una delle ultime proposte che ha fatto discutere è quella che è stata avanzata dalla Lega: reclutare gli insegnanti in base ai dialetti conosciuti proponendo la somministrazione ai docenti di un test di valutazione in tal senso. Ma Maria Stella Gelmini ha chiarito subito che “Il legame con il territorio è importante, bisogna mettere fine al via vai di insegnanti che arrivano al nord e poi vanno via dopo poco tempo minando la didattica. Ma bisogna trovare altri modi per riuscirci” e ha anche aggiunto “Penso che questa proposta sarà superata da altri provvedimenti”.

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