Berlusconi: non permetteremo occupazioni!

Non permetteremo che vengano occupate scuole e università. Silvio Berlusconi usa parole dure durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi congiunta con il ministro Gelmini. «È una violenza, convocherò oggi pomeriggio Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule». Poi una nota di colore: «Sono sempre stato uno studente modello, diligentissimo, non ho mai manifestato e ho avuto sempre degli insegnanti esemplari». Parole che non fermano le occupazioni, che anzi si intensificano in tutta la penisola, e fanno dire a Veltroni: «Proteste così ampie e diffuse dovrebbero portare il governo a ritirare il decreto».

NON CI SARANNO TAGLI - Quello del ministro Gelmini è «un semplice decreto, non una riforma» spiega il premier, assicurando che non ci saranno tagli alla scuola e che anzi gli stipendi degli insegnati più meritevoli saranno aumentati di 7mila euro l'anno: «Non faremo nessun taglio alla scuola pubblica, il nostro provvedimento è a lungo periodo ed estenderà i suoi effetti in tre anni». In merito al progetto di classi separate per gli stranieri, Berlusconi chiarisce che è un provvedimento dettato «non dal razzismo, ma dal buonsenso». Poi un attacco all'opposizione, accusata di «dire troppe falsità»: «La sinistra parla di 86mila insegnanti in meno. È falso. Con la riforma nessuno sarà cacciato. Ci sarà solo il pensionamento di chi ha già raggiunto l'età e il blocco del turn over. La sinistra tenta di costruire un'opposizione di piazza».

MAESTRO PREVALENTE, NON UNICO - «Un'altra falsità che si dice è che vogliamo chiudere le scuole - ha aggiunto il premier -. Non è vero, noi pensiamo a una razionalizzazione del personale, cosa prevista anche dal governo di centrosinistra. Per le comunità montane abbiamo previsto che un preside e un segretario possano occuparsi di due o più scuole con meno di 50 alunni». Un'altra questione 'calda' è quella del maestro unico e Berlusconi ne approfitta per bacchettare il suo ministro: «Ti sei sbagliata, non è maestro unico ma prevalente. È affiancato dall'insegnante di lingua straniera, religione e di informatica».

CATTIVA INFORMAZIONE - Inoltre - ha spiegato il premier - «considerando una media di 21 alunni per classe, in cinque anni riusciremo ad avere quasi 6mila classi in più di tempo pieno. Non solo non c'e alcuna riduzione del tempo pieno ma è lapalissiano che passando da più insegnanti a uno possiamo avere più docenti da utilizzare nel tempo pieno e quindi si possono aumentare del 50% la classi che possono usufruirne». Berlusconi ha poi attaccato l'informazione: «Portate i miei saluti e quelli del ministro Gelmini ai vostri direttori e dite che saremo molto indignati se non sarà pubblicato nulla di questa conferenza stampa» ha detto rivolto ai cronisti, mettendo in evidenza che sulla scuola «si sta facendo una cattiva informazione».

GELMINI, INVITO AD ABBASSARE I TONI DELLA PROTESTA - "Invito ad abbassare i toni della protesta". E' l'esortazione lanciata dal ministro dell' Istruzione, Mariastella Gelmini, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Il Governo - ha detto - da sempre è aperto al confronto. Sulla natura della protesta è chiaro che la sinistra ha scelto la scuola e l'università come terreno di scontro".

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SACCONI, GIOVANI PRESUNTUOSI, MONDO AUTOREFERENZIALE - Le proteste di questi giorni contro il decreto Gelmini sono guidate da "giovani presuntuosi e politicizzati", frutto di una scuola e di una università "autoreferenziali" nate negli anni Settanta. Lo ha affermato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, nel corso di VivaVoce su Radio24. Secondo Sacconi le proteste sono dettate dal "pregiudizio: si tratta di minoranze politicizzate, con giovani presuntuosi che talora guidano queste manifestazioni. Presuntuosi perché presumono di avere capito tutto. Sono politicizzati: peccato però che non facciano il loro interesse e quello della loro generazione, che dovrebbe essere quello di contestare una scuola e un'università molto autoreferenziali, rese così dai loro padri" negli anni Settanta, che vi hanno introdotto "una sorta di nichilismo nella nostra società". Secondo il ministro, inoltre, "non è un caso che le maggiori criticità si trovino nel sistema educativo dove c'é una generazione di docenti cinica e autoreferenziale". Bisognerebbe invece preoccuparsi del fatto, conclude, che "in Italia ci si laurea mediamente a 28 anni, ma non in ingegneria, in scienze della comunicazione".

PROTESTE CONTINUANO - Le proteste sembrano non accennare a fermarsi, anzi si allargano a macchia d'olio all'università. Ieri ci è giunta la segnalazione che è stata occupata la facoltà di Economia dell'Università "La Sapienza". Potete segnalare i casi a vostra conoscenza scrivendo una mail a mail_placeholder, specificando.
Oggetto: Nome della scuola o dell'Università
Testo: Descrizione dell'iniziativa
Allegato: allegare foto o filmati, in unico file compresso se sono più di uno (se i file sono grandi, attendere il caricamento).
Nei prossimi giorni pubblicheremo le segnalazioni più importanti.

Approfondimenti:
- Editoriale Skuola.net 20 ottobre
- Sulla la legge sui tagli di spesa;
- Sul decreto in discussione al Senato;
- Le manifestazioni del 10 ottobre;

- Le manifestazioni del 17 ottobre.

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