+ iscritti - aule = classi sovraffollate

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Alunni in aumento, aule in diminuzione. Questa è l'equazione del sovraffollamento delle nostre scuole: dopo molte lamentele da parte vostra, espresse attraverso il forum, è arrivata la conferma ufficiale da parte del Ministero dell'Istruzione: quest’anno sono aumentati gli iscritti nelle scuole italiane, peccato che, però, a diminuire, sia il numero delle aule in grado di ospitarli.

AGGIUNGI UN POSTO IN AULA… MA ANCHE DUE, TRE… - Per l’anno scolastico 2009/2010 il numero degli iscritti è salito a 7.806.000 studenti e, nella sola scuola dell’infanzia si è superato il milione di alunni. Ma dove sono stati messi tutti questi ragazzi? La risposta viene data dagli stessi dati pubblicati dal Ministero che registrano una diminuzione di ben 4 mila aule. Questo significa che l’affollamento degli studenti nelle loro classi è aumentato di circa mezzo punto percentuale rispetto all’anno precedente portando a situazioni al limite della legalità.

EFFETTO TAGLIO - Purtroppo si tratta di un effetto della Riforma della scuola varata lo scorso anno e che noi di Skuola.net avevamo ampiamente previsto (clicca qui per approfondimenti). Nel d.l. 133 si parlava chiaramente di un incremento del rapporto alunni/classe di 0,4 in tre anni, per consentire di fatto di risparmiare sugli insegnanti e sulle strutture scolastiche. Classi troppo numerose possono essere un problema sia per la didattica sia per la sicurezza.

AULE FUORILEGGE – Sono in particolare le prime classi dei licei classici e scientifici a superare il limite di sicurezza antincendio previsto dalla legge. Così il Codacons, allarmato per i liceali stipati in aule troppo “strette” ha denunciato il Ministro Maria Stella Gelmini e i direttori degli Uffici scolastici regionali e provinciali per aver violato la norma sulla sicurezza prevista da un decreto del 1992, secondo la quale una classe può ospitare al massimo 25 alunni. Come conseguenza, il Ministero ha avviato un monitoraggio i cui risultati tuttavia ancora non sono stati resi noti.

SPAZIO VITALE - Nello specifico per ogni persona (docente e alunno) presente in aula, deve essere garantita un’area netta di 1,80 metri quadri nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado e 1,96 metri quadri nella secondaria di II grado oltre ad una altezza minima di 3 metri.

TEMPO PIENO E SCUOLE "UNDER 50" - Ma il rapporto ministeriale ha messo in luce anche altre realtà. Nella scuola primaria viene evidenziato un aumento, pari al 2%, delle sezioni che hanno scelto il tempo pieno. Di contro, però, bisogna notare che le lezioni pomeridiane scendono dal 25,4% al 23,5% per quanto riguarda la scuola materna e le medie. E che ne è stato delle scuole con meno di 50 alunni? I dati forniti documentano anche questo: da un totale di 41.910 dell’anno scorso, ora le strutture scolastiche sono diventate 41.920. Un lieve, ma preciso aumento dovuto alla ferma opposizione delle Regioni, competenti in materia, di fronte all’intenzione della Gelmini di chiudere i plessi scolastici con un numero di iscritti inferiore a 50 per ridurre le spese del personale Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari).

DA UN PERICOLO ALL’ALTRO - Questi dati ci danno l’occasione per riflettere un po’ sullo stato di salute della scuola italiana evidenziando alcuni punti contraddittori delle riforme messe in atto dall’attuale Ministero e su cui ci si aspetta che presto arrivi una soluzione da parte dello stesso. La versione ufficiale dell'affollamento delle aule è infatti legata, paradossalmente, a un motivo di sicurezza. Il Ministro Gelmini, in un intervento alla Camera, ha spiegato che aule così piene sono dovute a motivi contingenti, ovvero togliere i ragazzi dalle aule meno sicure. In realtà, come spiegato in precedenza, questa contrazione delle classi con conseguente aumento degli alunni per classe era già stato deciso per risparmiare sulla spesa scolastica. Ci sono anche aspetti positivi: l'aumento delle sezioni che alle scuole primarie hanno scelto il tempo pieno testimonia che, il tanto vituperato Maestro Unico, era in effetti una opzione per le famiglie e non un'imposizione.

Ma qual è la vostra impressione su questi dati forniti dal Ministero? Cosa accade nelle vostre classi? Lasciateci il vostro commento, vi daremo spazio nella nostra Skuola|TV!

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