Alternanza scuola-lavoro: tanti gli studenti coinvolti, ancora poche le aziende

Marcello G.
Di Marcello G.

dati ufficiali miur alternanza scuola lavoro

L’alternanza scuola-lavoro sembra funzionare. I segnali che avevamo avuto negli scorsi mesi trovano ora conferma. Il Ministero dell’Istruzione ha infatti presentato i risultati per l’anno scolastico 2015/2016 e i numeri sono decisamente positivi. Nel primo anno in cui l’alternanza è diventata obbligatoria per tutti gli studenti delle terze classi superiori (licei e istituti tecnico-professionali) sono stati oltre 652mila (+139% rispetto all’anno precedente) i ragazzi che hanno svolto un periodo di "conoscenza" del mondo del lavoro. “Ciò non significa che si lavora mentre si studia – sottolinea il ministro Stefania Giannini - ma che si sperimenta la compresenza simultanea delle due cose”.

L’ALTERNANZA È ARRIVATA IN QUASI TUTTE LE SCUOLE - Di questi, 455mila sono proprio studenti del terzo anno, circa l’85% del totale. Dati in linea con una nostra indagine dello scorso aprile che aveva visto solo un 14% di ragazzi delusi per non aver potuto svolgere un percorso di alternanza. Una quota tutto sommato soddisfacente, considerando anche che si trattava di un anno di rodaggio, con linee guida diffuse dal Miur in corso d’anno. Anche perché, in generale, sono state quasi 5mila (rispetto alle 3mila dell’anno scolastico 2014/2015) le scuole protagoniste dell’alternanza 2015/2016, il 96% di quelle presenti sul territorio nazionale. Con l’obiettivo, nei prossimi anni, di raggiungere 1,5 milioni di studenti del triennio.

L'intervista sull'alternanza scuola lavoro al sottosegretario Toccafondi

LO STRUMENTO PER ARGINARE LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE -Far sì che, nell’arco di un triennio, si possano avere numeri significativi di alternanza – prosegue il Ministro - significa poter dare risposte economiche importanti, impulso alla crescita del Pese e, parallelamente, collegare il momento della conoscenza a quello del lavoro, della sperimentazione”. Uno stimolo di carattere economico che, nel mondo attuale, diventa un imperativo: “Nei sistemi, come quello germanico, in cui l’alternanza è una pratica consolidata – sottolinea la Giannini – la disoccupazione giovanile è ridottissima. Un dato che ci invita ad associare insegnamento teorico e pratico, per aggredire uno dei più grandi nemici della società di oggi. Basti pensare che in Germania, la disoccupazione degli under 30, si attesta attorno al 7%, mentre da noi supera il 40%.

MA LE AZIENDE DOVREBBERO ESSERE PIU’ PRESENTI - Ma il lato ‘aziendale’ dell’alternanza è l’aspetto sui cui, in futuro, si dovrà lavorare di più. Delle 150mila strutture che hanno ospitato studenti negli ultimi dodici mesi – comunque il 41% in più dell’anno prima –solo nel 36% dei casi si trattava di aziende vere e proprie. Un altro 15% ha collaborato con la pubblica amministrazione (l’8%) o con associazioni del mondo no-profit (il 7%). Con il 12% che è stato costretto a svolgere un tirocinio simulato in ambienti scolastici. Ancora una volta, dunque, si conferma la tendenza emersa dalla nostra indagine che vedeva la metà dei ragazzi – soprattutto dei licei - lamentarsi di non aver trascorso neanche un giorno in ambienti lavorativi veri e propri.

VERSO IL FUTURO SENZA DIMENTICARE IL PASSATO - “Alle scuole e alle aziende – continua la Giannini – è richiesto un grande sforzo: rimettere in discussione il modello sin qui sperimentato. Sono normali quindi le difficoltà, bisogna però superare il ‘900 senza perderne la forza innovatrice, recuperando però ad una tradizione tutta italiana - il collegamento tra pensiero critico e applicazione pratica - che affonda le radici nel rinascimento italiano. È questa la sfida culturale del progetto, la più importante”.

GLI STRUMENTI PER CONSOLIDARE LA RIFORMA - Un obiettivo che, forse, potrebbe essere raggiunto più facilmente attraverso gli strumenti che il Miur sta per mettere in campo, come il Registro nazionale in cui le aziende potranno iscriversi per candidarsi ad ospitare studenti, garantendo una gestione flussi più trasparente ed efficiente; o come il Piano per la formazione dei docenti e dei tutor aziendali, per aiutarli a capire meglio le finalità dell’alternanza scuola-lavoro; o anche come il portale internet dedicato, luogo di confronto e di analisi delle esperienze più significative sperimentate sul campo. “Già a partire dalla legge di stabilità di quest’anno – conclude il ministro dell’Istruzione – verranno individuati dei fondi che serviranno da incentivo alle aziende per aderire ai percorsi di alternanza. Già nelle prossime settimane si conosceranno i dettagli”. Quello che già si sa è che saranno 100 i milioni di euro (ogni anno) destinati all’alternanza. Una quota dieci volte superiore al passato che permetterà una programmazione a lungo termine strutturata e coerente.

Commenti
Skuola | TV
Non perdere l'ultima puntata della stagione!

Anche la Skuola Tv va in vacanza. Mercoledì prossimo infatti, ci sarà l'ultima puntata...tranquillo perchè dopo l'estate torneremo!

28 giugno 2017 ore 16:30

Segui la diretta