Oggi si manifesta per cosa?

Ottobre e Novembre sono tipicamente i mesi della mobilitazione dei lavoratori e degli studenti. Anche quest'anno non si sfugge alla regola e gli studenti tornano in piazza anche oggi. Non sono solo, infatti si tratta di una manifestazione proclamata dai sindacati Cobas, Cub e SdL , che chiamano per oggi i lavoratori e le lavoratrici allo sciopero generale e alla manifestazione nazionale a Roma per dare una forte risposta alla valanga di licenziamenti in corso, ai massicci tagli alla scuola pubblica con l'espulsione in massa dei precari, alla chiusura di tante aziende, all'attacco al contratto nazionale, alla xenofobia e al razzismo.

SCIOPERO CONTRO LA CRISI - Si tratta quindi di uno sciopero contro gli effetti della crisi, ovvero licenziamenti, ma anche per tutta una serie di altre cose manco fosse una lista della spesa. Per quanto riguarda il comparto scuola, si manifesta a favore di istanze giusto come la messa in sicurezza delle strutture scolastiche e l'assunzione stabile dei precari.

MANIFESTAZIONE - Si fermeranno i trasporti urbani, quelli ferroviari, aerei e marittimi; le scuole, la sanità, i ministeri e gli uffici, le fabbriche. In particolare il popolo della scuola pubblica è invitato a partecipare al corteo che partirà alle 10 da Piazza della Repubblica e si concluderà a Piazza San Giovanni. Successivamente si sposterà davanti al Ministero Pubblica Istruzione, in Viale Trastevere, dove, a partire dalle 14.30, si svolgerà una manifestazione sit-in.

PROBLEMI REALI - I problemi nel mondo della scuola ci sono e non bisogna girarci intorno. Purtroppo la matrice è sostanzialmente una: la mancanza di fondi per l'istruzione. Questo significa impossibilità di mettere in sicurezza tutte le strutture scolastiche, impossibilità di ingaggiare i supplenti con conseguenti licenziamenti dei precari ma anche blocchi della didattica quando un docente si ammala, necessità di risparmiare su qualsiasi voce di spesa, con conseguenti tagli anche sul valore fondante della scuola, ovvero la didattica.

NON SOLO GELMINI - E non dobbiamo pensare che sia colpa solo della Gelmini, come molti pensano. In realtà il Ministro e soprattutto il suo collega Tremonti hanno dato il colpo di grazia, visto che sono stati tagliati 8 miliardi di euro di spese dal comparto scuola e ne sono stati reinvestiti solamente 3. Ma erano ormai anni che nella scuola si investivano sempre meno soldi e soprattutto male. Come sottolineava lo scorso anno il prof. Mario Rusconi, preside del Liceo Newton di Roma e vicepresidente dell'ANP, Associazione Nazionale Presidi e Alte Professionalità della Scuola: " L'istruzione dal 2001 ad oggi ha avuto un taglio dei fondi pari al 70%. Ad esempio il mio Liceo, stipendi del personale a parte, ha a disposizione 19.000 euro annui per funzionare. Se non ci fossero i contributi volontari dei genitori, pari a 120.000 euro annui, non ci sarebbero i soldi nemmeno per comprare la carta igienica o cambiare le lampadine".

SPRECHI NO, INVESTIMENTI SI- Insomma nel settore scolastico andavano eliminati gli sprechi, e in questo senso il Ministro ha fatto bene ad intervenire, ma sulla cultura si deve investire e non tagliare, per il bene del paese. Ci sono infatti tanti settori in cui si sprecano molti soldi, a cominciare dalla politica, eppure non mi sembra di aver visto tagli così massicci altrove.

MEGLIO UNA MANIFESTAZIONE FATTA BENE - Il problema a mio avviso sta anche nella modalità delle proteste. E' inutile fare 100 manifestazioni diverse, che non fanno altro che frammentare il numero di chi protesta giustamente per i propri diritti. Meglio una sola manifestazione che raccolga tutti i sindacati dei lavoratori e degli studenti, in maniera organica, con obiettivi realistici per migliorare la situazione attuale della scuola italiana. E invece quasi ogni settimana si deve scendere in piazza: già dopo la prossima settimana c'è un'altra manifestazione della CGIL. Gli studenti non possono permettersi di perdere così tanti giorni di scuola, perché se è vero che la scuola va male, non andarci può fare anche peggio.

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