Ecco perché manifestare!

Oggi circa 300.000 mila studenti hanno manifestato in piazza contro i cambiamenti della scuola. Manifestare è giusto, si tratta dell'esercizio di un diritto, che però deve essere consapevole. Insomma, non scendete in piazza per fare filotto o sega o saltare un giorno di scuola, ma andate solo se realmente pensate che ci sia qualcosa che davvero non va.

SKUOLA PER VOI - Come al nostro solito, noi non vogliamo cavalcare il momento o prendere posizioni, ma vogliamo aiutarvi a ragionare e a comprendere con la vostra testa. Perché i nostri media sono tutti parziali, noi vogliamo cercare per quanto possibile non esserlo, perché tutti abbiamo diritto di pensare. Per aiutarvi, come nostro solito, abbiamo esaminato dapprima in maniera organica i punti contestati della riforma voluta dal governo.
Ora, in esclusiva per voi, abbiamo intervistato Roberto Iovino, Coordinatore Nazionale Unione degli Studenti. Ecco quanto ci ha detto in merito alle manifestazioni di domani.

Spieghiamo ai ragazzi quali sono i motivi più importanti delle manifestazioni del 10 ottobre .
Mai come in questo momento la scuola nel nostro paese vive una situazione di emergenza per la mancanza di finanziamenti e per le scelte politiche scellerate che si sono susseguite negli anni. La dispersione scolastica tocca oggi i livelli più alti dalla fine degli anni '80, in particolare negli istituti tecnici e professionali (con punte del 40% nel primo biennio). Anche i finanziamenti dello Stato e degli Enti locali nell'Istruzione pubblica sono diminuiti del 25% negli ultimi 15 anni. Aumentano, invece, i finanziamenti alle scuole private che toccano la cifra record di 732 milioni l'anno. L'edilizia scolastica è una vera e propria emergenza, più della metà degli istituti italiani non ha il certificato di agibilità statica. Anche il numero dei bocciati aumenta e tocca la cifra record del 16%, dimostrando l'inadeguatezza degli strumenti didattici. Il diritto allo studio è sempre di più negato, il nostro paese è molto al di sotto della spesa media europea in politiche di accesso ai canali formativi. È necessario prendere atto dei fallimenti causati dalle politiche di (dis)investimento nella conoscenza, per cambiare la rotta subito, rimettendo al centro dell'agenda politica del nostro paese l'istruzione pubblica, di qualità e di massa. Emerge la volontà netta da parte del nuovo Governo di tagliare circa 8 miliardi di Euro entro il 2012 all'istruzione pubblica, tagliando personale e risorse fondamentali alla didattica. La scuola, quindi, viene ancora vista come una voce di spesa e non come un opportunità di investimento. Questi drammatici tagli, qualora venissero confermati, affosserebbero quel che resta dell'istruzione pubblica, abbassando notevolmente la qualità della offerta formativa nonché la possibilità di investire nelle nuove tecnologie per rinnovare l'obsoleta e stagnante didattica, incapace di costruire una scuola a misura di studente, pronta alla comprensione della contemporaneità, in sostanza moderna ed Europea. I tagli colpiscono anche le attività studentesche e le relative rappresentanze, a dimostrazione che la democrazia e la libertà sono, per questo governo, solo degli slogan elettorali. Il nuovo Ministro, in questa ultima e intensa estate, ha sfruttato la chiusura delle scuole per emanare una serie di provvedimenti, senza nemmeno preoccuparsi di consultare di chi la scuola la vive in prima persona. Molto più grave, da contestare e da ritirare, è il provvedimento che reintroduce il voto di condotta ai fini della bocciatura. Prendendo atto delle modifiche già attuate da Fioroni sullo Statuto degli Studenti, che prevede l'allontanamento e la bocciatura in casi gravi di violenza e bullismo, questa norma sembra essere mirata al controllo e alla repressione politica all'interno delle scuole. Cosa succederà quando ci troveremo di fronte a presidi e docenti autoritari che pur di reprimere la nostra libertà di opinione, associazione, o manifestazione useranno l'arma del voto di condotta? Quale democrazia si può costruire nelle scuole con l'autoritarismo? Di quale valorizzazione del protagonismo studentesco stiamo parlando se saranno represse le libere espressioni di pensiero?

Cosa diresti a uno studente che ancora non sa se scendere in piazza?
Diciamo di non lasciarsi intimidire dalle minacce di professori e presidi. L'Unione degli Studenti subito dopo la manifestazione metterà a disposizione il suo ufficio vertenze, contattabile all'indirizzo email mail_placeholder, dove daremo assistenza gratuita agli studenti che hanno difficoltà con le giustificazioni.

Manifestare è necessario, non solo per i contenuti delle riforme, ma soprattutto perchè il Governo sta prendendo le sue decisioni senza ascoltare le nostre opinioni. Alzare la voce per farci sentire vuol dire esercitare i nostri diritti di cittadinanza, di chi la scuola la vive, di chi vuole essere protagonista di questa società. I provvedimenti come la reintroduzione del voto di condotta vogliono creare studenti obbedienti e silenziosi, ma noi non glielo permetteremo.

Molti professori, a quanto ci risulta, non hanno incoraggiato i ragazzi ad andare e faranno regolarmente lezione. Eppure anche gli sindacati sono contro le riforme. Cosa pensate di questo atteggiamento?
Pensiamo che alla base di questo atteggiamento ci siano soprattutto la disinformazione e il conservatorismo di alcuni professori. I tagli in finanziaria sono molto pesanti e influiranno anche sul lavoro degli insegnanti. Per non parlare del maestro unico, e delle recenti dichiarazioni del Ministro Brunetta che sostiene che gli stipendi degli insegnanti sono troppo elevati, anche se sono tra i più bassi in Europa. Siamo in un Paese in cui il mestiere di insegnante, che è così dirimente per lo sviluppo delle nuove generazioni, non è per niente valorizzato. è per questo che anche molti insegnanti si stanno mobilitando, e le loro rappresentanze saranno presenti alla nostra manifestazione domani.

è importante che in tutte le classi entri questo dibattito: quando i professori vi dicono che non dovete manifestare, chiedete di sentire le loro ragioni e discutetene insieme!

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Visto che la riforma trova studenti e docenti contrari, state pensando ad organizzare qualche forma di protesta congiunta?
Sì, l'Unione degli Studenti ha sostenuto finora tutte le mobilitazioni degli insegnanti, così come domani ci saranno anche gli insegnanti al nostro corteo. E il 30 ottobre anche noi scenderemo in piazza con tutti i lavoratori della scuola il 30 ottobre allo sciopero generale indetto dai sindacati. Invitiamo anche tutti gli studenti a cercare delle sinergie con gli insegnanti delle proprie scuole.

Ci saranno altre manifestazioni o iniziative di protesta?
Sì, non per niente lo slogan della manifestazione è "Non è che l'inizio". è una frase ripresa dai movimenti del '68, dei quali oltretutto quest'anno è il 40° anniversario, ma che si adatta molto bene anche al contesto attuale. Tutto l'autunno sarà costellato di iniziative nazionali e locali, per questo è importante che vi teniate in contatto anche con i gruppi locali dell'UdS, ed a segnalarci tutte le iniziative nelle vostre scuole, così che noi possiamo darne notizia sul nostro sito.

Vi anticipiamo già da ora che la prossima mobilitazione nazionale si terrà nella settimana dopo il 17 novembre, in concomitanza anche con la giornata internazionale di mobilitazione studentesca.

Per saperne di più sulle manifestazioni, clicca qui!

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