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LA TETTONICA DELLE PLACCHE

In precedenza si pensava che il fondo oceanico fosse una grande distesa piatta, in cui ogni rilievo sarebbe stato in tempi rapidi spianato dall’enorme pressione e dal movimento delle grandi masse d’acqua dell’oceano.
Poi cinquanta anni fa, per merito dei batiscafi e della tecnica dell’ecoscandaglio, è stata costruita una mappa dei fondali oceanici.
E' stato scoperto in questo modo che sotto gli oceani sono presenti delle alte montagne e delle “fosse” profonde anche molti km. I grandi rilievi montuosi che sono presenti sul fondo degli oceani sono chiamati "dorsali oceaniche". Uno di questi rilievi si estende lungo la linea mediana dell’oceano Atlantico. Ogni dorsale appare come una grande “cicatrice” sul fondo del mare: al centro è presente una valle, una spaccatura da cui può fuoriuscire magma che sale dal mantello. Il magma, una volta emerso sul fondo oceanico, si raffredda fino a formare due catene montuose laterali.

Ma che cosa accade al di sotto delle dorsali oceaniche?

Secondo i geologi l’astenosfera, che sta sotto la litosfera, trasporta verso l’esterno il calore emesso dal nucleo terrestre e dalla mesosfera. Nell’astenosfera si creano allora correnti convettive. Queste correnti convettive dell’astenosfera funzionano come un nastro trasportatore che trascina la litosfera in senso orizzontale.
Così vicino alle dorsali i fondali oceanici si allargano, mentre il magma che risale dal mantello forma nuova crosta terrestre. Invece laddove il magma ridiscende esso trascina con sé la crosta verso il mantello. Questo modello è alla base della tettonica (dal greco tektoniké, “costruzione”) che studia il modo in cui la crosta terrestre è continuamente creata e distrutta.

La tettonica a placche e la deriva dei continenti

Le grandi “lastre” di litosfera che sono delimitate dalle dorsali e dalle fosse oceaniche sono definite placche o zolle. Molte placche sono formate dalla crosta di un continente e dalla crosta oceanica che lo circonda: è il caso per esempio della placca africana e di quella euroasiatica. La placca del Pacifico invece è fatta soltanto di crosta oceanica.
A causa dei movimenti tettonici le placche si spostano come gigantesche zattere che “galleggiano” sull’astenosfera, trascinando con sé le masse dei continenti: questa è l’essenza della teoria della tettonica delle placche.
Quando le placche si allontanano tra loro si ha la deriva dei continenti ipotizzata da Wegener.

La formazione delle montagne

Ma in alcune parti del globo le placche si avvicinano una all’altra. Che cosa succede in questo caso?
Nella collisione tra due zolle la crosta terrestre si comprime e può essere spinta fino a sollevarsi. Lo scontro tra due placche può dunque provocare l’orogenesi, cioè può dare origine a catene montuose. Le Alpi per esempio si sono formate - nell’arco di molti milioni di anni proprio a causa del lento scontro tra la placca africana e quella euroasiatica.

La subduzione

Se la crosta continentale di una placca si avvicina alla crosta oceanica di un’altra, quest’ultima, che è più densa, si immergerà sotto la prima. Questo fenomeno, chiamato subduzione, fa sì che la crosta oceanica progressivamente si riscaldi e fonda, ritornando a far parte dell’astenosfera.
La subduzione dà origine a profonde fosse oceaniche, per esempio vicino alle Filippine e al Giappone, dove la placca del pacifico si immerge sotto di quella euroasiatica. Ma la subduzione può anche determinare la formazione di catene montuose. La zolla di Nazca, per esempio, immergendosi sotto la sudamericana ha fatto sollevare la grande catena vulcanica delle Ande in Sudamerica.

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