gaiabox di gaiabox
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La teoria delle superstringhe è basata sull'idea di sostituire tutte le unità di materia e le particelle di campo con delle entità, le stringhe, immaginabili come sottilissimi filamenti in incessante vibrazione, soggetti alle leggi della relatività generale e a quelle della meccanica quantistica. Come una corda di chitarra può emettere note diverse, cosi a ogni frequenza di vibrazione di una stringa corrisponde una differente particella.
Questi filamenti, che la teoria considera con gli estremi liberi, ma talvolta anche chiusi ad anello, avrebbero lunghezze dell'ordine di 10—35 m. La meccanica quantistica, unicamente alla teoria della relatività generale, esclude, non per motivi pratici ma concettuali, che una lunghezza cosi piccola, chiamata lunghezza di Planck, sia misurabile.
Perché chiamare «superstringhe" i filamenti che generano le particelle dell'universo?
Nelle sue prime versioni la teoria era detta "delle stringhe", e il prefisso "super" fu aggi unto successivamente, quando essa fu dotata di una formulazione matematica che gode di una particolare proprietà di simmetria, chiamata supersimmetria (o SUSY, dalla contrazione del termine inglese supersimmetry).

In termini fisici, la supersimmetria prevede che a ogni particella a spin semintero (elettrone, neutrino, quark) corrisponda una particella a spin intero (selettrone, sneutrino, squark) e viceversa, ogni bosone (fotone, gluone, gravitone) abbia un partner a spin semintero (fotino, gluino, gravitino). La ricerca dei nuovi ospiti di ogni coppia supersimmetrica è aperta: fino a oggi con nessun risultato.
L'interesse della teoria delle superstringhe risiede soprattutto nel fatto che comprende sia le particelle che costituiscono la materia, sia i mediatori del-le interazioni fondamentali, incluso il gravitone del campo gravitazionale. Conciliando la meccanica quantistica con la relatività generale, si candida quindi a costituire la tanto vagheggiata teoria del tutto.

Secondo gli avversari della teoria, fra i quali il fisico statunitense Lee Smolin, essa è tuttavia solo un complicatissimo esercizio di "supermatematica" senza alcuna connessione con la realtà, in quanto incapace di prevedere alcun fenomeno misurabile.

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