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Il seme e la disseminazione

Il seme deriva dallo sviluppo dell'ovulo fecondato. Già sai che la parte più importante del seme è l'embrione, in cui vi è l'abbozzo della futura pianta. I cotiledoni, invece, hanno sol¬tanto il compito di fornire il primo nutrimento all'embrione durante la fase germinativa del seme.
In natura poi si verifica la disseminazione, cioè i semi si staccano dalla pianta madre e vengono dispersi nel terreno, a distanza. Questo fatto è provvidenziale perché, se tutti i semi cadessero ai piedi della pianta che li ha prodotti, non troverebbero né spazio, né luce, né alimenti per svilupparsi adeguatamente.
Ma come avviene la disseminazione?

Alcuni frutti e semi si presentano forniti di una specie di ombrellino o di alette, e la loro disseminazione evidentemente si compie per opera del vento. Non hai mai notato che sui muri di certi campanili e di torri antiche talvolta crescono delle pianticelle? E chi pensi che abbia portato i semi lassù, se non il vento?

Altri semi invece sono forniti di uncini con cui aderiscono al pelo degli animali: così vengono portati e deposti in terreni anche assai lontani dalla pianta madre.
Altri semi ancora vengono trasportati dal¬l'acqua dei fiumi, dei torrenti, dei rigagnoli, finché trovano un terreno adatto alla loro germinazione.
Alcune piante infine provvedono alla disseminazione con mezzi propri. Per esempio la viola, il cocomero asinino, ecc., producono dei frutti che, a maturazione, si aprono di scatto, mandando a distanza i loro semi.
Le piante utili (cereali, piante da prato, da orto,e da giardino, ecc.) vengono diffuse dal¬l'uomo. Tale diffusione prende il nome di seminagione.Molte piante, anziché essere riprodotte per se¬me, vengono più facilmente moltiplicate dall'uomo per via vegetativa, ossia per innesto (vite, pesco, melo, rosa, ecc.); per talea (geranio, garofano,pioppo, salice, azalea, ecc.); per margotta (camelia, limone, ecc.); per propàggine (fico, vite, ecc.).

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