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Riso

II riso è un cereale originario dell'Asia meridionale. In Cina il riso era conosciuto e coltivato già alcuni secoli avanti Cristo. I Greci e i Romani conobbero questa pianta non come cereale, ma come medicinale. In Italia la coltivazione del riso si è sviluppata soltanto dopo il 1400. Oggi questo cereale, in numerose varietà, è largamente coltivato in India, Cina, Giappone, Indocina, Malesia, Stati Uni¬ti, Brasile, Antille.
Tra i paesi risicoltori d'Europa i primi posti spettano all'Italia, Spagna e Portogallo.
Il riso è una graminacea, come il frumento; forma il ceppo con diversi fusti internamente cavi (= culmi) alti 40-70 centimetri. Ha foglie lineari, nastriformi, parallelinervie, come quelle di tutte le monocotiledoni. Produce una infiorescenza a pannocchia racemosa; ogni spighetta
porta un solo fiore con due grandi glumette. Il frutto è una cariosside, ossia un frutto-seme in cui gli involucri del frutto e del seme sono strettamente uniti.

Nella Pianura Padana il riso viene seminato nel mese di aprile nelle risaie, appezzamenti di terreno a livello uguale, sommersi da uno strato d'acqua alto 10-12 centimetri. L'acqua sulla risaia deve sempre scorrere, mai stagnare, e deve avere una temperatura sui 20-25 gradi; l'acqua ha proprio lo scopo di mantenere al terreno una temperatura costante ed elevata, avendo il riso bisogno di caldo per compiere il suo ciclo vegetativo. Sovente il riso viene se¬minato in semenzai e poi, quando ha raggiunto un certo sviluppo, viene trapiantato nei campi adibiti a risaia.
Poiché insieme con il riso crescono numerose erbe cattive, la coltura di questo cereale richiede la mondatura, operazione che in tempi passati era eseguita a mano dalle mondariso, e che oggi viene effettuata mediante l'impiego di particolari sostanze chimiche, chiamate diserbanti selettivi.
Da noi il riso matura in settembre-ottobre. La raccolta viene oggi compiuta con grandi macchine mietitrebbiatrici. Il riso con le sue glumelle (chiamato risone), ottenuto dalla trebbiatura, contiene una elevata quantità d'acqua ed è perciò fatto essiccare sull'aia con il calore solare, oppure per mezzo dell'essiccatoio meccanico ad aria calda. Dopo la essiccazione è collocato in magazzino. Per essere destinato al consumo alimentare, il risone subisce varie lavorazioni in appositi stabilimenti: raffineria, pileria, brillatoio, da cui si ricava il riso bianco.
II risone, invece, destinato alla semina, deve essere conservato integro, con le sue glumelle (riso vestito). Ben nota è l'importanza economica del riso.
È stato definito « il cereale dei popoli gialli » per l'importanza fondamentale che esso ha nell'alimentazione dei popoli asiatici: Indiani, Pakistani, Cinesi, Giapponesi, Indonesiani. L'uso alimentare continuato del riso, special-mente di quello brillato (privo della vitamina B necessaria all'organismo umano) causa una malattia, conosciuta col nome di beriberi, frequente presso i popoli orientali.
La produzione mondiale del riso si aggira sui 2 miliardi e 200 milioni di quintali, quasi pari a quella del frumento. L'Italia ne produce circa 7 milioni di quintali. Le province italiane che tengo¬no il primato sono: Vercelli, Novara, Pavia.

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