gaiabox di gaiabox
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Osservate al telescopio e analizzate con tecniche spettroscopiche, queste radiogalassie rivelano delle proprietà fisiche anomale e proprio per questo, al momento della loro scoperta, avvenuta intorno al 1960, furono battezzate "radiosorgenti quasi-stellari" (quasi-stellar astronomical radio-source), in forma sintetica "quasar".
Le quasar inviano i loro segnali dalle regioni più remote dell'universo. Uno dei primi oggetti riconosciuti come una quasar è quello catalogato con la sigla 3C273, la cui distanza è stata stimata di oltre due miliardi di anni luce. Di più recente scoperta è la quasar UM675, che dovrebbe trovarsi a dodici miliardi di anni luce, agli estremi limiti della frontiera cosmologica.
poiché le quasar sono cosi lontane, esse devono essere notevolmente luminose se, come di fatto accade, dalla Terra riusciamo a captare i loro segnali, per irraggiare tanta energia un sistema cosmico dovrebbe essere costituito da un numero di stelle attive notevolmente maggiore di quello che tipicamente compone una galassia. Ciò invece non sembra: le quasar, anche osservate con i più potenti telescopi di nuova generazione, appaiono sempre come dei punti astronomicamente minuscoli, il cui diametro è appena di qualche anno luce, un centomillesimo del diametro della Via Lattea.

La maggior parte degli astronomi ritiene che il "motore" delle quasar non possa essere alimentato da reazioni termonucleari. Suppone, piuttosto, che la sua fonte di energia principale sia di natura gravitazionale. Anche se le prove sono ancora indiziarie, l'energia liberata da questi enigmatici oggetti potrebbe provenire da gas e polveri che ruotano vorticosamente precipitando verso un centro avente una massa e una densità elevatissime, cioè un buco nero che si accresce continuamente a spese della materia che cade entro il suo orizzonte gravitazionale.

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