Principio dei vasi comunicanti
Che cosa succede quando due o più recipienti che contengono un liquido qualsiasi, vengono messi in comunicazione tra loro? Lo dimostra il seguente esperimento.
Con un piccolo tubo di gomma o di plastica vengono collegati due recipienti (per esempio due imbuti) tra loro. Si versa acqua in un recipiente fino a raggiungere un certo Iivello. Si osserva che il liquido si dispone allo stesso livello nei due recipienti comunicanti, siano essi diritti o inclinati.
Si può quindi concludere che le superfici libere di uno stesso liquido, in diversi recipienti comunicanti tra loro, si trovano nello stesso piano orizzontale. È questo il principio dei vasi comunicanti.
Affinché esso sia valido, occorre però che i recipienti in comunicazione non siano capillari, cioè non siano di sezione piccolissima.
Il principio dei vasi comunicanti ha numerose applicazioni pratiche. Eccone alcune:
- La livella ad acqua, usata dal geometra e dal muratore per misurare la differenza di livello tra due punti rispetto a un piano orizzontale;
- I pozzi modenesi o artesiani (da Artois in Francia), sorgenti zampillanti d’acqua, ottenute in alcune località praticando trivellazioni del suolo fino a raggiungere la falda acquifera compresa tra due strati impermeabili e comunicanti con serbatoi naturali elevati;
- La distribuzione dell’acqua potabile nelle città: da un serbatoio sopraelevato, l’acqua giunge agli edifici che si trovano a livello inferiore.

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