Primo anno di vita

Per il bambino il primo anno di vita presenta considerevoli difficoltà. L’organismo umano, ancora gracile, è impegnato in una lotta continua per soddisfare le proprie esigenze e sopravvivere.
Il corpo del neonato sembra sproporzionato perché ha la testa grossa, il ventre voluminoso, le braccia e le gambe esili. Eppure anche queste apparenti sproporzioni hanno la loro ragione d’essere. Infatti la testa deve essere grossa per contenere la provvista di cellule cerebrali che dovranno durare per tutta la vita: queste cellule infatti non si possono moltiplicare e neppure ricambiare. Il ventre è voluminoso a causa del fegato diventato grosso, perché nelle prime settimane deve fornire alimenti (grassi e zuccheri) al neonato. Le braccia e le gambe sono esili perché per i primi mesi di vita non servono al bambino.
Fin dal primo istante in cui viene al mondo, il neonato ha un imperioso bisogno d’ossigeno. A trasportare l’ossigeno richiesto provvedono i globuli rossi che nel suo sangue sono 6 milioni per millimetro cubo, contro i 4-5 milioni dell’uomo adulto. Inoltre, nei primi giorni, il neonato ha i polmoni non ancora perfettamente dilatati e alla scarsa ossigenazione supplisce il cuore che batte con un ritmo doppio di quello dell’adulto, facendo così circolare più rapidamente il sangue trasportatore dell’ossigeno.

Alla fine del primo mese di vita il bambino può già vedere gli oggetti vicini e quelli lontani. Il mondo che il neonato vede, è ancora confuso e tutto in bianco e nero, perché la facoltà di distinguere i colori non è ancora sviluppata.
A circa 6 settimane il bambino incomincia ad avvertire i suoni. A 3 mesi gli occhietti grigio-azzurri prendono il colore definitivo: castano, nero, ecc. Frattanto i muscoli del corpo si sviluppano e il bambino si esercita senza posa, agitando le braccia e le gambe. Anche le ossa incominciano a calcificarsi e a indurirsi. Alla fine del 4° mese il peso che il bambino aveva alla nascita è raddoppiato e raggiunge circa 6 kg.
A 6 mesi d’età spunta il primo dentino, di solito un incisivo centrale inferiore: il bambino cioè si prepara a far uso di cibi solidi. A 7 mesi può stare seduto da solo. A 8 mesi riconosce un certo numero di parole. A 9-10 mesi già cammina carponi e, aggrappandosi, riesce a tenersi ritto.
Ormai il bimbo si fa grande: il peso che aveva alla nascita si è triplicato. Così il bimbo, dopo aver superato non poche difficoltà, giunge alla fine del primo anno di vita e inizia un processo evolutivo più facile e sicuro.

Registrati via email