Moto rettilineo uniformemente accelerato
Supponendo di trovarsi con la bicicletta in cima a una strada perfettamente liscia e in forte pendenza, e di partire da fermo, lasciando che la bicicletta acquisti velocità solamente a causa della pendenza della strada e controllando i tempi con il cronometro, facendo riferimento al passaggio dei paracarri situati, per esempio, a 20 metri l’uno dall’altro, si possono raccogliere dei valori analoghi a quelli riportati nella seguente tabella:
Spazio: S(m) Tempo: t(sec) t2(sec2)
20 10,00 100
40 14,14 200
60 17,32 300
80 20,00 400
100 22,36 500

S/t2 = ½ a (m/sec2) V = a x t(m/sec) V/t = a
0,2 4,00 0,4
0,2 5,66 0,4
0,2 6,92 0,4
0,2 8,00 0,4
0,2 8,94 0,4

Si nota che lo spazio percorso è proporzionale al quadrato del tempo impiegato a percorrerlo, ossia S/t2=costante. La velocità della bicicletta, infatti, cresce progressivamente nel tempo.

Quando è costante il rapporto tra lo spazio percorso e il quadrato del tempo impiegato a percorrerlo, il moto è uniformemente accelerato.
E si può anche dedurre che il moto uniformemente accelerato è quello in cui il rapporto tra la velocità e il tempo è costante (V/t = costante), cioè la velocità acquistata è direttamente proporzionale al tempo impiegato a raggiungerla. A questa costante si dà il nome di accelerazione e si misura in m/sec2 (= metri al secondo ogni secondo).
L’accelerazione è pertanto il rapporto tra la variazione di velocità e il tempo durante il quale la variazione ha luogo. Quando tale rapporto è costante, il moto è uniformemente accelerato.
Supponendo, per esempio, che un corpo si muova inizialmente alla velocità di 4 m/sec; e che dopo 2 secondi la sua velocità abbia raggiunto 10 m/sec. La variazione di velocità in 2 secondi evidentemente è stata di 6 m/sec. Quindi l’accelerazione media di quel corpo è 6 : 2 = 3 metri al secondo ogni secondo (3m/sec2).

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