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Le migrazioni


Numerosi animali presentano il periodico fenomeno della migrazione. Si tratta di mammiferi, uccelli, pesci, insetti, che in una certa epoca dell'anno, da soli o a gruppi, lasciano il luogo in cui si trovano per andarsi a stabilire altrove. Per quanto riguarda i mammiferi, il fenomeno della migrazione si può spiegare abbastanza facilmente. Le renne, ad esempio, quando sta per giungere la stagione invernale, abbandonano a branchi i luoghi più settentrionali delle regioni artiche e scendono nelle pianure finniche alla ricerca di foraggio. Le balene, per evitare i rigori invernali, all'inizio dell'autunno lasciano i mari glaciali e si spingono verso l'equatore; mentre in primavera compiono il tragitto inverso per sottrarsi al disagio delle acque troppo calde.
Le migrazioni più suggestive e più avvolte nel mistero sono quelle degli uccelli. Come testimoniano gli oracoli in Grecia e gli auguri di Roma, i naturalisti fin dall'antichità si sono domandati perchè gli uccelli migrano e come fanno a orientarsi nei loro lunghi viaggi. Oggi gli studiosi, grazie al sistema dell'inanellamento, riescono a controllare il tragitto di molti uccelli migratori. In tutti gli Stati d'Europa vi sono stazioni ornitologiche le quali, per mezzo di trappole e di reti, catturano gli uccelli che passano sul loro territorio. Alla zampa di ciascun uccello viene applicato un piccolo anello di alluminio su cui sono incise le località, la data e l'indirizzo della stazione ornitologica che ha eseguito la cattura; l'animale viene quindi liberato affinchè prosegua il suo viaggio. Fra tanti uccelli inanellati, certamente qualcuno verrà catturato una seconda o una terza volta, ma in altra regione, forse a migliaia di chilometri di distanza; per esempio, uccelli inanellati in Belgio possono essere catturati in Piemonte, in Sicilia, oppure in Spagna, in Portogallo, ecc. In tal modo, segnalando alle datazioni ornitologiche che hanno eseguito l'inanellamento il passaggio di una determinata specie, è possibile ricostruire l'itinerario seguito dai diversi uccelli migratori.
Si è così appreso che dall'Europa gli uccelli raggiungono il continente africano seguendo tre direzioni principali. Dall'Europa settentrionale, zona atlantica, percorrendo le regioni costiere, toccano la penisola Iberica, l'Africa nord-occidentale, e attraverso parte del Sahara arrivano all'Africa meridionale. Dall'Europa nord-orientale volano lungo le valli fluviali fino al Mar Nero, al Bosforo, si dirigono verso l'Egitto, percorrono la vallata del Nilo e dal cuore dell'Africa si spingono fino all'estremo sud. Infine una terza direzione è quella centrale: la penisola Italiana è come un ponte tra l'Europa e l'Africa. Sono frequenti gli stormi che provenendo da nord, nell'autunno, e a sud, nella primavera, solcano il cielo italiano sostando sovente in zone sicure per il riposo e favorevoli per il cibo.
E' fiori dubbio che una delle principali ragioni dei viaggi migratore è l'inclemenza del clima a cui è legata la scarsità di cibo. Così la rondine, all'inizio dell'autunno, quando gli insetti in Europa scompaiono, si reca nelle regioni del Sud Africa, dove le condizioni climatiche e alimentari sono più favorevoli. Esistono però casi di migrazione in cui non si conoscono le vere cause. Vi sono, per esempio, degli uccelli che migrano da una zona calda a un'altra pure calda. E le diverse teorie elaborate dagli studiosi non soddisfano completamente perchè ammettono troppe eccezioni. Le vere cause delle migrazioni quindi, almeno in parte, non si conoscono. Altro problema ancora misterioso è l'orientamento degli uccelli migratori.
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