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Frumento


Il frumento o grano, coltivato dall'uomo fin dai tempi più remoti, è un cereale, ossia una pianta che nell'antichità era ritenuta sacra alla dea Cerere. È originaria del Medio Oriente.
Questa pianta viene generalmente seminata in autunno (varietà autunnali) e talvolta in primavera (varietà primaverili o marzuole). Dal chicco si sviluppano le radici fascicolate e un esile filo d'erba di colore verde. Per tutto l'inverno la pianticella rimane in riposo; all'inizio della primavera, poi riprende a vegetare.
Il fusto o stelo del grano si forma allorquando il germoglio iniziale ramifica. Questa ramificazione si chiama accestimento o cestimento (da « cesto » o « cespo »): un unico seme può formare più steli. All'accestimento segue l'accrescimento dei germogli, cioè l'allungamento dei fusti, denominato levata.
Il fusto cilindrico è internamente cavo come una cannuccia, e presenta degli ingrossamenti detti nodi che lo rendono più robusto. La porzione di stelo compresa tra un nodo e l'altro si chiama internodo e la sua lunghezza diviene maggiore dalla base alla sommità. Tale tipo di stelo prende il nome di culmo. Pur essendo così esile, deve reggere la pesante spiga: è perciò elastico e resistente al vento.
Le foglie lunghe, appuntite, lineari, parali elinervie, si inseriscono sullo stelo in corrispondenza dei nodi. Il loro picciolo si allarga alla base e forma una guaina la quale avvolge il fusto. La lamina della foglia ha sul margine numerosi dentini, ben visibili al microscopio e che si possono avvertire con la mano.

Nel mese di maggio il culmo si rigonfia nella guaina fogliare più alta, e forma la botticella, da cui lentamente appare la spiga che dopo una settimana inizia la fioritura.

I fiori del grano non sono isolati, ma riuniti a spighette. Ciascuna di queste è attaccata alla parte estrema del culmo, detta rachide. L'insieme delle spighette forma l'infiorescenza de¬nominata spiga.
Alla base di ciascuna spighetta vi sono due involucri speciali, le glume o pule. Ogni fiore poi è racchiuso da due altri involucri, le glumette, di cui quella inferiore sovente porta una sétola rigida, seghettata, detta arista. (Le varietà di grano con ariste assai ridotte, sì da sembrare quasi assenti, si di¬cono varietà mùtiche).
Ogni spighetta porta da tre a nove fiori, ognuno dei quali reca tre stami e un pistillo il cui ovario ha un solo ovulo.'
Il chicco di grano è un frutto secco a forma di noce: prende il nome di cariosside. Si tratta di un frutto con un solo seme aderente al pericarpo; praticamente perciò il chicco rappresenta il frutto e il seme, il quale è monocotiledone. I chicchi non sono isolati, ma sono riuniti in infruttescenze a spiga.
Il grano compie il suo ciclo vitale in pochi mesi. È una pianta che richiede molte ore di sole e cresce sitante nelle regioni temperate. In Italia la maturazione del grano avviene nel mese di giugno. La mietitura e la trebbiatura sono eseguite generalmente con macchine mietitrebbiatrici.

II grano ha un'enorme importanza nell'alimentazione dell'umanità. Da esso si ricava la farina per il pane e per la pasta, alimenti fondamentali dei popoli bianchi. Il grano infatti è denominato « /'/ cereale dei popoli bianchi », in contrapposto al riso, « il cereale dei popoli gialli ».
Si conoscono oggi circa 500 varietà di frumento.
• I grani teneri, cioè quelli i cui chicchi hanno frattura farinosa, forniscono la farina per la panificazione.
• I grani duri, i cui chicchi hanno frattura vitrea, meglio si prestano alla fabbricazione di paste alimentari.
La produzione media annua mondiale del grano è di circa 2 miliardi e 250 milioni di quintali (di poco superiore a quella del riso). La produzione media annua italiana si aggira sui 90 milioni di quintali. Le regioni italiane maggiori produttrici di grano sono, in ordine decrescente: Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Toscana, Piemonte, Sicilia, Marche.
In questo testo molto dettagliato si parla del frumento; vi sono descritte tutte le sue proprietà e le sue caratteristiche. Si parla anche di esso rispetto all’Italia.

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