Formica

Le formiche sono imenotteri diffusi in tutto il mondo. Vivono in società costituite talvolta da numerosissimi individui, riuniti entro nidi scavati nel suolo, nelle fessure dei muri, nel tronco cavo di vecchi alberi, nel legno in decomposizione.
Nella colonia di formiche, o formicaio, non tutti gli abitanti sono uguali: vi è un certo numero di femmine e di maschi e moltissimi operaie e soldati, che sono neutri, cioè sterili (come le api operaie). Le femmine e i maschi, che hanno le ali, attendono unicamente alla riproduzione della specie. Le operaie e i soldati invece, che sono privi di ali, hanno la testa grossa e le mandibole assai sviluppate, svolgono le altre mansioni: costruzione del nido, difesa dagli eventuali nemici, vettovagliamento della società.
Il formicaio consta di numerose gallerie e camere. In esso regna l’ordine, la pulizia, la perfetta organizzazione. Le femmine depongono piccole uova quasi trasparenti che le operaie subito raccolgono e ammassano con cura nelle camere riservate all’incubazione. Dopo circa 15 giorni, schiudono minuscole larve che vengono alimentate, difese e pulite dalle operaie. Trascorso lo stadio di crisalide entro un bozzolo, compaiono gli insetti adulti. Delle formiche neonate, le femmine hanno il compito della conservazione della specie; infatti, dopo il volo nuziale, si strappano volontariamente le ali e iniziano a deporre le uova. Così il ciclo prosegue e la colonia aumenta di numero.

È curioso il fatto che alcune formiche vivono in simbiosi con gli afidi o gorgoglioni, comunemente chiamati pidocchi delle piante. Questi succhiano la linfa dai teneri rami e dalle foglie, trasformandola in un umore zuccherino che trasuda dal loro addome. Le formiche (che sono ghiotte di zucchero) succhiano l’umore trasudato dagli afidi e, in cambio, difendono gli inermi pidocchi dai loro nemici.
Come arma di difesa e di offesa, oltre al pungiglione, le formiche posseggono l’acido formico, veleno così chiamato perché fu estratto la prima volta dal corpo delle formiche rosse. Tale veleno può essere spruzzato dall’insetto contro gli avversari fino alla distanza di mezzo metro.
In generale, le formiche si devono considerare dannose ai vegetali. Alcune specie, però, sono utili. Tra quest’ultime è da annoverare la formica rossa, che vive nei boschi e che distrugge i bruchi della processionaria del pino, flagello per la selvicoltura.

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