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La farnia


Nella fitta pineta che ancora, sebbene deteriorata da complessi fenomeni derivanti dall'attività umana, riveste parte non trascurabile del litorale romagnolo da Ravenna al Gran Bosco della Mesola, compaiono, con le cime rinsecchite su tronchi ancora possenti, diversi esemplari di farnia.
Questa importante quercia, che può raggiungere i 30 metri di altezza e che si distingue dalle altre querce per la sua forma slanciata e dritta e le ghiande portate da un lungo picciolo( da cui il nome Quercus pedunculata), vegeta nelle zone umide e palustri di cui costituisce la latifoglia più nobile. Nella « valle » di Punte Alberete, ad esempio, alle spalle della pineta di San Vitale, vive sui cordoni dunali o « staggi », in associazione con pioppo bianco, salice bianco, frassino, orniello, olmo.
Purtroppo oggi, con il progressivo aumento del livello d'inquinamento atmosferico, con il variare sconsiderato e imprevedibile del livello della falda freatica cui questa pianta è legata per ragioni ecologiche, per l'estendersi pazzesco degli insediamenti e delle bonifiche, l'areale di questo interessante albero, i cui limiti settentrionali toccano la Scandinavia e all'est giungono fino j agli Urali, tende, in Italia, a contrarsi sempre di più. Nella Pianura Padana, nel | Veneto e nel litorale emiliano, zone ove tale specie è più abbondante, la trasformazione quasi totale dell'ambiente naturale fa temere per la sua prossima scomparsa.
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