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L'evoluzione degli esseri viventi

Sulla Terra oggi vivono più di 1.300.000 specie diverse di animali e piante, ma non tutte le specie oggi esistenti, c'erano anche nel passato. Già alcuni filosofi dell'antica Grecia pur non avendo prove dirette sostenevano il continuo mutare degli organismi viventi, ma la conferma venne molti secoli più tardi.
Studiando le rocce, i geologi si sono resi conto che molte di esse sono formate da strati che possono essere spessi anche di 1km, gli strati derivano dal fango e dalla sabbia che si sono depositati lentamente in fondo al mare o alle paludi.
La formazione di strati o sedimenti ha richiesto milioni di anni, altri milioni sono occorsi perchè i sedimenti si trasformassero in rocce compatte: le rocce sedimentarie, mentre tutti gli organismi imprigionatisi su di essa sono diventati fossili.
I fossili hanno la stessa età delle rocce in cui sono inglobati. Lo spessore dei sedimenti più moderni permette di calcolare gli anni delle rocce.

La fossilizzazione è un processo chimico complesso e lentissimo. Perchè si rializzi è necessario che l'organismo sia isolato dall'aria per impedirne la potrefazione e il mezzo più semplice è ricoprirlo di sedimenti molto fini. Le parti dure come scheletri o conchiglie vengono inglobate, mentre le parti molle si depongongono lasciando uno stampo, quando questo si riempe di altri materiali che si trovano nelle acque che circolano nei sedimenti si forma un calco.
La scenza che studia i fossili è la paleontologia. Attraverso i fossili gli scenziati riescono a ricostruire la vita sulla Terra. Studiando la successione degli strati che si sono depositati con regolarità, si può stabilire che le rocce più antiche contengono forme di vita più semplici. Per la datazione delle rocce, gli studiosi hanno avuto bisogno anche di fossili guida, cioè fossili che non solo sono comparsi per intervalli di pochi milioni di anni, ma hanno avuto un'enorme diffusione anche in altri continenti.
La teoria del fissismo sosteneva che tutte le specie erano immutabili. I fissisti più rigidamente fedeli alla tradizione biblica sostenevano invece il creazionismo secondo cui tutte le creature avevano origine da un atto creativo e perciò erano immutabili.
Il naturalista svedese Carlo Linneo sosteneva che le specie viventi sono quante ne furono create all'inizio e si sono conservate nel tempo.
Anche il naturalista francese Georges Cuvier, nonostante gli studi sui fossili, non provava la realtà dell'evoluzione, ma era spiegabile di grandi catastrofi naturali.
Il primo a sostenere idee rivoluzioniste fu Jean - Baptiste De Lamark che basò la sua teoria su tre idee guida.
La grande varietà dei viventi: poche specie primitive si sono modificate.
L'uso e il non uso degli organi: tipo la giraffa, per allungarsi continuamente per mangiare le foglie degli alberi gli si è allungato il collo oppure le talpe che vivendo nel buio sono diventate cieche.
L'ereditarietà dei caratteri acquisiti: cioè i caratteri acquisiti da un'animale vengono trasmessi alle discendenze.
Nel 1831 Darwin si imbarcò come naturalista verso il sud America e, durante questo viaggio, raccolse molti esemplari di piante e fossili, e rimase colpito dalla somiglianza tra il gliptodonte e l'attuale armadillo e dal ritrovamento nelle isole galapagos di 13 specie di fringuelli simili tra loro tranne che per il becco. Inoltre, ebbe tempo di leggere il saggio principi di geologia di Charles Lyell che dice che i grandi cambiamenti sono frutti di piccoli cambiamenti sviluppatosi nel tempo.
Ritornato in patria nel 1838, dedusse poi che la lotta per l'esistenza causava la morte di alcune specie viventi e la nascita di altre. Darwin ipotizzò anche che le variazioni degli animali d'allevamento sono dovuti alla selezione artificiale (gli allevatori scelgono gli animali da far riprodurre) e la selezione naturale (cioè operata dalla natura e che richiede molto più tempo).
Darwin alla fine concepì la sua teoria che gli organismi viventi si mutano con il tempo.
La variabilità: tra individui della stessa specie esistono differenze ereditarie;
il potenziale riproduttivo: se non ci fossero ostacoli gli animali aumenterebbero e non ci sarebbe stato cibo per tutti;
la lotta per l'esistenza: visto che nascono più individui di quanti dovrebbero essere, ci sono delle competizioni: gli animali lottano per il cibo e il riparo, le piante per la luce e l'acqua.
La selezione naturale e la sopravvivenza del più adatto: dalla lotta per l'esistenza escono vincenti gli individui con caratteristiche più vantaggiose, così che dopo tanto tempo gli stessi animali che accumulano nel tempo caratteristiche più favorevoli costituiscano una nuova specie.
Le nuove specie discendono da specie preesistenti: visto che si possono creare nuove specie è essenziale che la specie venga frazionata in diverse popolazioni isolate tra loro, la forma di isolamento più usata è l'isolamento geografico (origine naturale divise da montagne).

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