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Il cerro

Albero tradizionale dell'Appennino centromeridionale, particolarmente diffuso in Campania, Molise e Basilicata, e soprattutto tipico delle aspre montagne del Sannio e dell'Irpinia, il cerro è stato assai più largamente presente nel paesaggio italiano in epoche passate.
Oggi resta più che altro limitato a un livello submontano oscillante intorno ai mille metri di quota, anche se spesso discende a valle in zone particolar¬mente fresche e umide, e può allora formare talvolta estesi popolamenti nelle pianure litoranee. In molte zone collinari e montane probabilmente l'uomo stesso favorì dunque i tempi remoti la sostituzione del cerro, il cui legname usava per riscaldamento e per altri scopi, con il castagno, che presentava maggiore e più immediata utilità pratica.
La forma diritta e slanciata, il tronco poderoso e regolare, la chioma allargata e frequentemente disseccata verso l'apice, la corteccia grossolanamente solcata e rugosa, screziata di licheni grigi e verdi caratteristici rendono il cerro inconfondibile fra tutte le altre querce. E se ciò non bastasse valgono a individuarlo in modo sicuro e definitivo la foglia coriacea nettamente incisa e la ghianda ovale piuttosto grossa, maturante in un biennio, dal sapore amaro poco attraente, caratteristica per la cupola ricciuta composta di mille contorte e sottilissime frange.

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