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La cellula

Un essere umano, un giacinto, un fungo e un batterio sembrano avere poco in comune, se non il fatto di essere vivi. Eppure, appaiono molto simili. Per esempio, sono tutti costituiti da strutture microscopiche chiamate cellule, le più piccole unità della vita capaci di funzionare in modo autosufficiente. All'interno delle cellule si realizzano processi biochimici complessi che insieme costituiscono le funzioni di base della vita. Lo studio delle cellule ebbe inizio nel 1660, quando il fisico e naturalista inglese Robert Hooke perfezionò lenti e sistemi di illuminazione che permettevano l'osservazione di piccoli dettagli. Hooke puntò le sue lenti su aculei, piume, squame di pesce e su diversi insetti. Notò dei delle suddivisioni in piccoli compartimenti . Lì chiamo cellule, dalla parola latina che indica le stanze dove i monaci studiavano e pregavano. Hooke fu il primo ad osservare il contorno di una cellula. La sua scoperta diede origine a quella branca della scienze che adesso si chiama biologia cellulare. Nel corso del XIX secolo, microscopi più potenti, migliorati nelle capacità di illuminare e ingrandire i campioni, rivelarono i dettagli della struttura delle cellule. Secondo la teoria cellulare di Schleiden e Schwann, tutti gli organismi sono costituiti da una o più cellule, infatti, proprio per questo la cellula è l'unità più importante per l'essere umano. Schleiden aveva notato che le cellule erano le unità di base delle piante; in seguito, Schwann confrontò le cellule animali con quelle vegetali. Dopo aver osservato queste cellule capì che le cellule animali e le cellule vegetali hanno qualche caratteristica in comune.

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