Habilis 7402 punti

II castagno

A chi osservi la distribuzione territoriale del castagno in Italia appare chiaro che i complessi più vasti di questo albero si trovano, oltre che sull'Appennino dalla Campania alla Calabria, sull'Appennino ligure, ove occupa estese foreste nell'entroterra montagnoso. In Europa è l'Italia, con i suoi 800.000 ettari di castagneti, ad averne la superficie più vasta, contro i 500.000 della Francia e i 110.000 della Spagna.
Questo albero, tipico delle zone circumediterranee, cresce, in Italia, nelle zone alto-collinari e submontane, ove predilige le esposizioni fresche e i terreni acidi, silicei o vulcanici e rifugge dal calcare. Un albero maestoso, alto fino a 30 metri, che può tranquillamente fruttificare, ancorché corroso e contorto, fino ai 4-500 anni (con un inizio verso i 40-60).
Uno dei più antichi alberi d'Italia è proprio un castagno, il famoso Castagno dei 100 Cavalli, sull'Etna, in un cavo del cui tronco (che misurava circa 55 metri di circonferenza) abitava una famigliola siciliana, la quale vi aveva ricavato la propria capanna insieme con l'essiccatoio delle castagne. La sua età era, per alcuni, di circa 4000 anni; altri, più realisticamente, l'hanno^ stimata di un migliaio di anni. Che i castagni arrivino tranquillamente al millennio è provato da molti esemplari in varie parti d'Europa.

Oggi su questa splendida e utilissima pianta grava la terribile minaccia de: cancro della corteccia, malattia provocata da un parassita, la Endothl parasitica che, dopo aver distrutto quasi tutti i castagni del Nord america nel 1938 è comparsa in Italia, dove sta danneggiando gravemente i nostri castagneti. A tutt'oggi non esistono rimedi a tale grave malattia che rischia, se non arrestata, di far scomparire completamente il castagno dalle nostre montagne.

Registrati via email