Ape, arti

L’ape ha 3 paia di zampe, come tutti gli insetti. Con una lente d’ingrandimento, si può riscontrare che le zampe posteriori dell’ape operaia sono perfettamente attrezzate per la raccolta e per il trasporto del polline. L’ultimo articolo della zampa, infatti, è munito di file regolari di peli rigidi, disposti a spazzola. La tibia nella faccia esterna è scavata a formare una concavità denominata cestella o corbella. Tale concavità ha i bordi irti di peli i quali costituiscono il pettine.
Ecco come vengono usate queste diverse parti. Quando l’ape operaia visita un fiore, i numerosissimi peli del suo corpo si cospargono di microscopici granelli di polline. Le zampe anteriori con incredibile velocità radunano i granelli e li passano alle zampe medie che, a loro volta li trasferiscono alle zampe posteriori. Ognuna di queste zampe, incrociandosi, deposita e ammucchia il polline nella cestella della zampa opposta. E così l’ape operaia, quando ritorna all’alveare, porta sulle zampe posteriori due caratteristiche pallottoline di polline giallo o rossiccio. Giunta a casa, poi, si libera dal carico servendosi di particolari setole situate sul secondo paio di zampe.

Un altro meraviglioso dispositivo dell’ape operaia è l’apparato che si trova sulle zampe anteriori e che serve per la pulizia delle antenne dalla polvere che le ricopre.
Sul torace dell’ape si articolano anche 2 paia di ali membranose. Le ali anteriori, più lunghe, durante il volo si attaccano a quelle posteriori per mezzo di uncini situati lungo il margine. L’ape è molto veloce e resistente nel volo.

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