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L'ambiente in cui vive l'uomo


Nello studio dei sistemi ecologici ti sei reso conto che esistono stretti legami fra i vegetali, gli animali e gli ambienti; gli organismi, cioè, e i loro ambienti esercitano gli uni sugli altri reciproche azioni modificatrici. Anche l'uomo, come ogni specie animale, dipende dal sistema ecologico. L'uomo, però, a differenza degli altri esseri viventi, non soltanto può modificare l'ambiente, ma con la sua intelligenza è capace di trasformarlo radicalmente nella sfrenata ricerca di condizioni di vita sempre più gradite. In origine gli uomini formavano modesti centri abitati, comunità che vivevano di prodotti della caccia, della pesca e dell'agricoltura, sfruttando le risorse naturali nel rispetto dell'ordine ecologico. Con l'aumento numerico delle popolazioni, gli insediamenti umani si trasformarono in villaggi e poi in piccole città, basate su di un economia agricola. In epoche successive le città situate in posizioni geografiche favorevoli all'attività commerciale, raggiunsero un più florido sviluppo. Nell'ultimo millennio le città accentuarono gradualmente il loro carattere di centri amministrativi, culturali e di progresso tecnico, esercitando forti attrattive sulle popolazioni della campagna. Ebbe così inizio il fenomeno dell'urbanesimo che portò all'espansione progressiva delle città: nel seicento Parigi contava già mezzo milione di abitanti e Londra superava i 700 mila. Con la rivoluzione industriale, l'urbanesimo si consolidò e divenne sempre più rapido e intenso fino ai nostri giorni. In tal modo hanno avuto origine i grandi agglomerati urbani, come Londra che ha una popolazione di oltre 7 milioni di abitanti, New York che ospita nel suo centro 8 milioni di persone altrettante nei sobborghi, Tokio in cui vivono oltre 10 milioni di abitanti, per non citare Roma, Milano, Torino, Genova, Napoli. Si può quindi affermare che attualmente gli ecosistemi, gli habitat della maggior parte della popolazione umana siano le città. Questi giganteschi centri abitati, però, con tutto il loro progresso tecnico non possono costituire un reale vantaggio per l'uomo. Infatti, gli elementi ambientali delle città sovraffollate non sono favorevoli alla vita umana; basta anche soltanto considerare l'inquinamento dell'aria, delle acque e del suolo per convincersi che le città sono sono più adatte a conservare in buona salute il corpo e lo spirito dell'uomo. Il rapidissimo progresso della tecnologia, perciò, mentre offre alcuni vantaggi, rappresenta anche un pericolo per l'uomo e per tutto il mondo vivente.

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