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Le acque dure e le acque minerali

Le acque naturali non sono mai pure, ma contengono una certa quantità di sostanze disciolte. Quando le acque contengono notevoli quantità di sali di calcio o di magnesio si chiamano acque dure o calcaree. Con un esperimento analogo a quello precedente, ma facendo uso di acqua raccolta da un torrente o fiume, è possibile ottenere in una provetta un'incrostazione di carbonato di calcio e dimostrare che l'acqua dura contiene disciolti sali di calcio.
Le acque dei fiumi, dei laghi e di alcune sorgenti sovente sono dure. E' questo un requisito svantaggioso che le rende non adatte per l'impiego diretto in numerose industrie; se si vogliono usare nelle industrie elettro termiche, meccaniche, chimiche e nell'alimentazione delle caldaie a vapore, si deve ricorrere alla loro depurazione.
Le acque ad alto contenuto di sali disciolti sono denominate acque minerali. Si tratta di acque salate o dure che hanno però qualche azione medicinale rinfrescante o curativa. Le acque minerali naturali possono contenere sostanze disciolte solide, liquide o gassose in quantità variabili. Vengono distinte secondo il componente a cui esse devono la loro azione medicinale. Così, per esempio, le acque frizzanti contengono anidride carbonica; le acque amare contengono sali ad azione lassativa; le acque ferruginose contengono sali ferrosi, ecc.

E' ovvio che il contenuto salino dipende dalla quantità di roccia o di minerale con cui l'acqua è venuta a contato scorrendo nel sottosuolo.
Alle acque minerali si possono aggiungere le acque termali che sgorgano con una temperatura superiore a 20°C; e le acque radioattive che contengono disciolta una debole emanazione radioattiva, utile per curare alcune malattie.

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