Adolescenza e amicizia: stiamo crescendo e cambia tutto! Che fare?

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Di redazione

Continuiamo il nostro viaggio di approfondimento sullo sviluppo sessuale e l’adolescenza. Questa volta ci occuperemo di cosa accade in questo specifico momento di vita con gli amici che fanno parte del nostro ambiente quotidiano e in che modo possiamo capire meglio alcune sensazioni che ci può essere capitato di provare: i consigli dell'equipe educazione sessuale dell'Istituto Sessuologia Clinica di Roma.

I cambiamenti nell'adolescenza sono solamente quelli fisici?


Questa prima domanda ci permette di ricordare che lo sviluppo in adolescenza non comporti solamente la modificazione di alcune delle nostre caratteristiche fisiche; cambia la nostra immagine come maschi e come femmine, per esempio acquistando delle forme che sono più specifiche dell’appartenere ad un genere piuttosto che all’altro. In particolare, nelle femmine, lo sviluppo puberale porta alla comparsa graduale delle “forme” (la crescita del seno, la rotondità dei fianchi), oltre che delle mestruazioni e della peluria. Nei maschi, invece, oltre alla produzione dello sperma è possibile osservare un graduale ampliamento della grandezza delle spalle e del torace, la crescita in altezza, il rafforzamento della muscolatura, la comparsa della peluria e l’abbassamento della voce. La modificazione del corpo porta ad una serie di differenze nel modo in cui ci siamo sempre considerati e nel modo in cui gli altri ci considerano. Questi cambiamenti riguarderanno il nostro modo di ragionare, i dubbi e le domande che ci faremo e che, magari, non ci era mai capitato di farci in precedenza. Tutto questo significa anche cominciare a provare sentimenti e desideri che non avevamo mai sentito così (o in questo modo). Compare il desiderio sessuale, l’eccitazione e la curiosità della sperimentazione.

Che significato può avere lo sviluppo per chi fa parte del nostro contesto quotidiano?


Lo sviluppo puberale, oltre ad alcune delle modificazioni accennate, porta alla capacità di procreare, quindi al raggiungimento della fertilità. Il significato che questa tappa ha per gli adulti che ci circondano, come i genitori o altri della nostra famiglia, è spesso accompagnato da reazioni preoccupate. Da questo momento potremmo, ad esempio, cominciare a ricevere più domande sull’orario di rientro a casa, sulle persone con cui passiamo il nostro tempo e raccomandazioni sullo “stare attenti”. Questo può variare anche dall’essere maschio o femmina. Solitamente, la famiglia di una femmina che ha raggiunto lo sviluppo può dimostrarsi più apprensiva e protettiva (fino ad un atteggiamento degno di un vero “investigatore privato”) sul tempo speso fuori casa e sulle compagnie frequentate; l’esatto opposto può essere riservato più ai maschi, i quali, infatti, possono persino essere “incoraggiati” ad uscire ed essere autonomi.

In quale situazione potremmo trovarci con gli amici in comitiva?


Quello che può capitare in questo caso riguarda il momento in cui è avvenuto il nostro sviluppo e come parlarne con gli altri. La principale differenza riguarda, di nuovo, il fatto di essere maschio o femmina. Nel caso in cui una femmina sviluppi per prima o tra le prime nel suo gruppo, può accadere che si senta più imbarazzata o che si vergogni di più di un maschio che sviluppa tra i primi in classe; in quest’ultimo caso, può anche accadere che l’essere fisicamente più alto o forte lo aiuti ad assumere una posizione di “leader” per gli altri. Detto questo, possiamo già capire come la femmina possa sentire più i “limiti” di essere più sviluppata delle coetanee, mentre il maschio soprattutto i vantaggi.
Un secondo punto può essere la frequenza e l’intimità con cui si parla dello sviluppo con gli amici. Le femmine tendono, in generale, a confidarsi e confrontarsi su cosa accade e su quali possono essere i dubbi più frequenti (ad esempio: posso fare la doccia con il ciclo? Ed il bagno al mare? Come faccio a mettere l’assorbente interno? Le mestruazioni sono dolorose?). Tutto questo, di solito, non accade tra i maschi, con la conseguenza di non poter ricevere aiuto dalle esperienze degli altri, ad esempio sulla prima eiaculazione.

Scambio tra pari sullo sviluppo: ci sono rischi e vantaggi?


Tra i “rischi” troviamo sicuramente quello di incorrere nelle “leggende metropolitane”. Forse sarà accaduto a qualcuno di sentire di vere e proprie disavventure con le mestruazioni o di storie (come quello di non toccare le piante mentre si ha il ciclo) che hanno a che fare più con le favole che con la realtà. Affidarsi ad un adulto competente (come il ginecologo o l’andrologo) per risolvere dubbi che abbiamo è sicuramente una strada che può darci più certezza. Dall’altro, condividere con gli amici di cui ci fidiamo le nostre esperienze può essere sempre un aiuto, che ci permette di sentirci capiti da qualcuno che è sulla nostra stessa barca!

Equipe educazione sessuale “young zone”

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