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<title>Skuola.net - La risorsa definitiva per la scuola: appunti, tesine e notizie</title>
<link>http://www.skuola.net</link>
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<generator>Cotonti</generator>
<pubDate>Thu, 17 May 2012 10:40:46 +0200</pubDate>
<item>
<title>Blake, William - Symbolism</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>William Blake &amp; Symbolism</strong></div>
<br />
<strong>William Blake (1757-1837)</strong><br />
He was born in London in 1757<br />
He didn't go to school but was apprenticed by an engraver, and then, at 22, he entered the Royal Academy.<br />
From 1779 he was employed by an engraver , and engraving and painting remained his main source uf income for the rest of his life.<br />
Hi married Catherine Boucher when he was 25. He taught her to read and write and she assisted him in his artwork.<br />
Blake started writing poetry in his late twenties. However, Blake's visionary poetry and art failed to find a sympathetic audience in his own lifetime. For this reason he was forced to look for patrons, and relied on them almost until his death.<br />
Blakes last years were spent in obscurity. He died in August 1827 but his genius only began to be appreciated towards the end of the 19th century.<br />
In 1789 Blake published “songs of innocence”, which he engraved himself. Instead of printing the book normally, he engraved both the letters and pictures on copper plates with a special technique of his own invention which he called “illuminated printing”. Each book became a unique work of art, expensive to buy and hard to reproduce.<br />
In songs of innocence most of the poems are about infancy and are writen in a childlike way but at the same time introduce the prophetic tone and visionary element which was to characterize Blake's later work. Childhood represents not only a particular age but also a state of the soul, an innocent view of life.<br />
<br />
<strong>Blake's Symbolism</strong><br />
Among his symbols are children, flowers and particular seasons to symbolism innocence. <br />
Meanwhile urban and industrial landscapes and machines represent oppression and rationalism.<br />
Modern critics however, have noted how Blake's symbols function like archetypes, that is, formal representations of collective unconscious. One of Blake's most famous dual symbols is the Lamb/Tiger: <br />
The Lamb is a symbol of innocence of the childhood. The figure of the poet can also be associated to  that of the Lamb and the child.<br />
The Tiger is considered to be an image of of creative energy of human life, which aspires to a geometrically perfect form. To Blake this symmetry is fearful because it embodies the contradictory and yet complementary forces of good and evil which are impossible to separate. This is the way Blake saw the French Revolution: as the possibility of absolute freedom which could not be separated from the terror and violence it provoked.<br />
It is important to see how the Lamb and the Tiger reflect each other. Like the Lamb, the Tiger is innocent and in a similar way the violence and the destruction of the revolution are innocent, like the destructive impulses of a child. In an illustration Blake gave a Tiger a Lamb's face to show ho connected the two ideas are. <br />
Blake did not turn away from the idea of revolution towards nostalgia for an idyllic world of the past.]]></description>
<pubDate>Wed, 16 May 2012 16:51:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-inglese-1700/william-blake-appunto.html]]></link>
</item>
<item>
<title>America Latina - Indipendenza</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>L'indipendenza dell'America Latina</strong></div>
<br />
<strong>L'America latina tra Europa e America</strong><br />
Durante l'età della Restaurazione, l'America Latina si liberò dal domino spagnolo e portoghese.<br />
La principale causa interna va ricervata nelle tensioni in atto nella società latino - americana. Questa era composta:<br />
- dalla minoranza dei Creoli, l'èlite bianca discendente dagli antichi conquistatori;<br />
- dalla maggioranza di Indios e Neri che lavoravano duramente nelle piantagioni e nelle miniere;<br />
- dallo strato intermedio dei Meticci, nati dall'unione degli spagnoli con donne indigene.<br />
Invece, le cause esterne furono: <br />
- il declino della potenza militare e commerciale della Spagna e del Portogallo;<br />
- la crisi del sistema della Santa Alleanza;<br />
- il no deciso degli Stati Uniti a qualunque ingerenza europea nel Nuovo Continente.<br />
<br />
<strong>La formazione degli stati sudamericani</strong><br />
Negli anni Trenta le commissioni creole insorsero. Nelle principali città i consigli comunali si trasformarono in vere e proprie giunte autonome. In questa prima fase lo scontro tra indipendentisti e peninsulari assunse la forma di una vera guerra civile.<br />
Già dalle prime fasi si affermarono le figure eroiche di combattenti per la libertà.<br />
A causa delle paralizzanti divisioni interne al gruppo dirigente indipendentista, la conduzione delle rivoluzione passò dai politici ai generali.<br />
San Martìn mosse dalla libera Argentina e entrò a Santiago e proclamò l'indipendenza del Cile poi del Perù.<br />
A nord, Bolìvar liberò prima la Colombia e poi l'intera regione settentrionale del continente tentando di unificarla in un' unica repubblica, la Grande Colombia.<br />
L'Alto Però proclamò l'indipendenza del Perù e prese il nome di Bolivia.<br />
In Messico l'iniziativa anti - spagnola fu assunta dagli Indios che rivendicavano non solo l'indipendenza, ma anche l'abolizione della schiavitù e la riforma agraria.<br />
Diverso fu infine il caso del Brasile, che non conobbe guerre civili né disordini sociali: l'indipendenza della grande colonia portoghese fu direttamente proclamata nel 1822 per prevenire un' imminente insurrezione rivoluzionaria.<br />
<br />
<strong>Un continente politicamente diviso</strong><br />
L'indipendenza dell'America spagnola produsse la frammentazione politica del continete. <br />
Il sogno di Bolìvar di dar vita ad un'&quot;unione sudamericana&quot; scomparve con la divisione della Grande Colombia negli Stati di Venezuela, Ecuador e Colombia.<br />
Tutti i nascenti Stati sudamericani si diedero costituzioni democratico - repubblicane, come quella statunitense. Mancavano però i presupposti per un regime democratico.<br />
I nuovi Stati conobbero così un trentennio di forte instabilità politica.<br />
L'economia sudamericana era basata sulle piantagioni di prodotti destinati all'esportazione. Per sopravvivere doveva sottostare alle imposizioni del commercio estero, in particolare della Gran Bretagna.<br />
Un processo di industrializzazione venne avviato solo sotto l'impulso di regimi autoritari.]]></description>
<pubDate>Tue, 15 May 2012 18:28:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-contemporanea/america-latina-indipendenza.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Carne da macello - Schema</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Carni da macello</strong></div>
<br />
<strong>1. Definizione e struttura delle carni</strong><br />
1.1 La macellazione<br />
1.2 Peso netto e resa degli animali da macello<br />
1.3 La frollatura delle carni da macello <br />
1.4 Aspetti igienici della macellazione<br />
<br />
<strong>2. La qualità delle carni</strong><br />
2.1 Caratteristiche morfologiche<br />
2.2 Caratteristiche organolettiche<br />
<br />
<strong>3. I tagli della carne</strong><br />
<br />
<strong>4. Il valore nutritivo della carne</strong><br />
<br />
<strong>5. I tagli del bovino adulto</strong>]]></description>
<pubDate>Tue, 15 May 2012 16:14:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/alberghiero/cucina/carni-macello-schema.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Economia turistica - Nozioni base</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Cenni di economia turistica</strong></div>
<br />
<strong>Quota di mercato</strong><br />
Per quota di mercato si intende la percentuale di vendite di un azienda sul totale delle vendite effettuate, in un determinato momento, da tutte le aziende appartenenti allo stesso settore di attività. <br />
L’Italia, per quanto riguarda la percentuale di arrivi turistici è scesa dal 2° al 5° posto, perdendo appunto, quote di mercato; invece l’Europa rimane il continente più visitato del mondo ed anche la sua quota di mercato è scesa da circa il 65% a circa il 51% questo perché alcuni paesi detti emergenti hanno aumentato la percentuale di vendita dei loro pacchetti turistici.<br />
<br />
<strong>Pil e valore aggiunto</strong><br />
<span style="text-decoration:underline">Prodotto interno lordo</span>: indica il valore monetario di tutta la produzione lorda effettuata in un paese, ai prezzi di mercato in un anno solare.<br />
Il settore turistico in Italia, incide circa il 7% sul Pil e se consideriamo anche<br />
L'<strong>indotto</strong>, ovvero le attività economiche e commerciali che nascono e si sviluppano grazie al flusso turistico, pur non appartenendo al settore turistico, (es: tabaccheria, ristoranti, bar, ...) tale percentuale sale a circa l’11% del Pil nazionale.<br />
<span style="text-decoration:underline">Valore aggiunto:</span> da un punto di vista economico si intende l incremento di valore che acquisiscono i fattori produttivi (input) nei vari processi lavorazione fino a diventare prodotti finiti o servizi (output). Il valore aggiunto si ottiene facendo la seguente operazione, ricavi ottenuti dalla vendita del prodotto o servizio meno i costi sostenuti per acquistare i fattori produttivi utilizzati nella produzione.<br />
<br />
<strong>Le principali cause dello sviluppo turistico in Italia</strong><br />
• Diffusione del benessere economico, in quanto sia il reddito familiare e pro-capite è aumentato, pertanto è maggiore la disponibilità a spendere in beni e servizi turistici.<br />
• Aumento delle donne lavoratrici<br />
• Maggior tempo libero, grazie al CCNL (per es: ferie, flessibilità del lavoro, ...)<br />
• Sviluppo dei mezzi di trasporto e delle vie di comunicazione<br />
• Crescita culturale degli individui<br />
• Caduta delle barriere doganali<br />
• Aumento dell’offerta dei beni e servizi turistici da parte degli operatori<br />
• Bisogno di relax<br />
• Spirito di emulazione<br />
• Moda e tendenze<br />
• Il cambio valuta favorevole<br />
 <br />
<strong>I vari tipi di turismo</strong><br />
- <span style="text-decoration:underline">Turismo in entrata (in - coming)</span>: si tratta dei turisti stranieri che, per i più svariati motivi, si recano nel nostro paese per effettuare turismo. questo dal punto di vista economico è per l’italia un turismo attivo in quanto entra valuta estera pregiata che va registrata tra le entrate della bilancia turistica italiana.<br />
- <span style="text-decoration:underline">Turismo in uscita (out - going)</span>: si tratta degli italiani che per i loro motivi, si recano all’estero per effettuare turismo. in questo caso si parla di turismo passivo, ovvero la moneta nazionale viene spesa dagli italiani nei paesi stranieri, generando una uscita nella bilancia turistica italiana.<br />
- <span style="text-decoration:underline">Turismo interno</span>: si tratta degli italiani che si spostano per motivi turistici da una località all’altra o da una regione all’altra nell’ambito del paese. tale turismo non ha effetti economici sulla bilancia turistica, ma viene considerato comunque un turismo positivo per il nostro paese in quanto provoca una migliore distribuzione della ricchezza da una regione all’altra, in modo particolare dal nord verso il sud. <br />
 <br />
<strong>Bilancia turistica</strong><br />
E un documento contabile in cui vengono registrate e entrate e le uscite monetarie derivanti dai viaggi e soggiorni in Italia (voci attive) e all’estero (voci passive). <br />
Il saldo della bilancia turistica si ottiene facendo il totale delle entrate meno totale uscite a fine anno: se le entrate sono maggiori delle uscite avremo un saldo attivo, se le uscite invece saranno maggiori delle entrate il saldo sarà passivo.<br />
La bilancia turistica italiana, a partire dagli anni '60 ha sempre registrato una saldo positivo, anche se negli ultimi anni abbiamo assistito ad una graduale diminuzione del saldo; questo andamento evidenzia una perdita di competitività del prodotto turistico italiano e una diminuzione delle spese degli stranieri in Italia che preferiscono visitare altri paesi che sia affacciano sul mediterraneo (Spagna, Grecia, Croazia, Tunisia,) inoltre sono aumentati i viaggi degli italiani all’estero attirati da prodotti turistici a basso costo. <br />
 <br />
<strong>Bilancia dei pagamenti</strong><br />
Il saldo della bilancia dei pagamenti e attivo quando le entrate superano le uscite e si dice AVANZO ed e passivo quando le uscite superano le entrate e si dice disavanzo. E in pareggio quando le entrate e le uscite sono uguali.]]></description>
<pubDate>Tue, 15 May 2012 16:06:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/tecnico-turistico/economia-turistica.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Moneta - Sistema monetario e bancario</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Moneta - sistema monetario e bancario</strong></div>
<br />
<strong>Storia</strong><br />
Con la creazione della moneta metallica il VALORE DEL BENE e quello della moneta era equivalente. Questo prende il nome di valore intrinseco della moneta.<br />
Oggi invece, con le banconote, si introduce il valore estrinseco o astratto della moneta poiché realmente “la carta” non ha lo stesso valore che ha la banconota. La banconota, quindi, ha potere legale riconosciuto dallo Stato.	<br />
Con le scoperte geografiche si ha la nascita delle Banche intorno al 1500. Queste assumono il ruolo di intermediazione creditizia, poiché evitavano il rischio del trasporto del denaro con la creazione di lettere di pagamento (le attuali cambiali) e di biglietti di banca (le attuali banconote).<br />
<br />
<strong>Funzioni</strong><br />
La moneta assume principalmente 3 funzioni:<br />
<br />
•	Riserva di Valore (la moneta è un bene che può essere risparmiato è può costituire ricchezza se non tesoreggiato);<br />
•	Mezzo di Scambio (attraverso essa possiamo scambiare qualsiasi bene i servizio ed, inoltre, concorre alla velocità negli scambi. Deve però avere un requisito fondamentale: essere FUNGIBILE o sostituibile per aiutare gli scambi.);<br />
•	Unità di Conto (poiché costituisce l’unità di conto del Paese. In Europa oggi è l’Euro).<br />
<br />
<strong>Prestiti di denaro</strong><br />
<br />
- <span style="text-decoration:underline">Raccolta bancaria</span>: è l’operazione che le banche effettuano raccogliendo i risparmi depositati dai clienti.<br />
- <span style="text-decoration:underline">costo della moneta</span>: il costo della moneta è chiamato TASSO DI INTERESSE.<br />
<br />
<strong>Soggetti</strong>:<br />
<br />
•	Bce o banca centrale europea<br />
•	banca d’italia (bcn o banca centrale nazionale)<br />
•	banche ordinarie<br />
•	privati<br />
•	imprese<br />
<br />
<strong>Bce</strong><br />
 È la banca che ha il ruolo principale sulla moneta. Controlla l’offerta monetaria e di conseguenza decide quanta moneta deve circolare. Inoltre fissa il TASSO UFFICIALE DI SCONTO (o Tasso di Intervento) che è il principale strumento di lotta contro l’inflazione. Controlla quindi l’inflazione nell’Eurozona.<br />
<br />
<strong>Banca d'Italia</strong><br />
•	Ha funzioni di:<br />
•	Vigilanza sulla stabilità patrimoniale degli Istituti di Credito (Basilea 2)<br />
•	Autorizza l’apertura di attività bancarie<br />
•	Emana i regolamenti sul risparmio e sul credito<br />
•	Svolge il servizio di tesoreria dello Stato<br />
•	Controlla il Mercato dei titoli e dei cambi<br />
<br />
C.I.C.R – comitato interministeriale per il credito e il risparmio, organo di garanzia e tutela dei risparmiatori<br />
<br />
<strong>Banche ordinarie</strong><br />
Società per Azioni quindi aziende private a scopo di lucro.<br />
<br />
<strong>Privati</strong><br />
Sono tutte le famiglie chiamate risparmiatori.<br />
<br />
<strong>Imprese</strong><br />
Coloro che hanno bisogno di capitali per lo svolgimento della loro Attività Economica.]]></description>
<pubDate>Tue, 15 May 2012 16:03:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/economia-diritto-alberghiero/moneta-sistema-monetario-bancario.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Moti degli anni Trenta</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>I moti degli anni Trenta</strong></div>
<br />
<strong>Le giornate gloriose</strong><br />
Ritornato sul trono Luigi XVIII aveva concesso una Carta costituzionale. Si trattava di una costituzione ispirata al modello bicamerale inglese che manteneva in larga misura la legislazione civile e penale napoleonica. Alla morte di Luigi XVIII gli succedette il fratello Carlo X. Carlo X cercò di restaurare l'assolutismo e tentò il colpo di Stato. Il popolo parigino insorse e la borghesia, per evitare degenerazioni della rivolta, offrì la corona a Luigi Filippo d'Orléans, che dovette accettare la limitazione costituzionale del proprio potere.<br />
<br />
<strong>Il successo: la nascita del Belgio</strong><br />
Il Congresso di Vienna aveva unito Belgio e Olanda nel Regno dei Paesi Bassi. Nel 1830 in Belgio scoppiò in una rivolta. L'Olanda chiese l'aiuto delle grandi potenze, ma Francia e Gran Bretagna rifiutarono di intervenire e riconobbero l'indipendenza del Belgio.<br />
<br />
<strong>La sconfitta: Polonia e Italia centrale</strong><br />
Ben diverso esito ebbero i moti scoppiati in Polonia. Lo zar Nicola I subito reagì, repressa la rivolta, la Polonia si ritrovò con un regime ancora più rigido del precedente.<br />
Un'altra rivolta fallita fu quella scoppiata nel Centro Italia, questa rivolta venne innescata dalla cosidetta congiura estense. Il duca di Modena Francesco IV d'Este coltivava da tempo ambizione di ampliare i propri domini. Aveva così stretto rapporti con alcuni esponenti della società segrete, in particolare con Ciro Menotti nella speranza di poter trarre dei vantaggi territoriali da un'eventuale insurrezione; a sua volta Menotti era intenzionato a servirsi del duca per la causa liberale e sperava nell'appoggio della Francia. La notte precedente all'insurrezione, Francesco IV fece arrestare Ciro Menotti e gli altri cospiratori. Ma la rivolta esplose ugualmente, costringendo Francesco IV e Maria Luisa a fuggire. A Bologna fu insiediato un Governo Provvissorio delle Province Unite.]]></description>
<pubDate>Tue, 15 May 2012 08:55:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/i-moti-degli-anni-trenta.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Contemporary Drama and Samuel Beckett</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Contemporary Drama and Samuel Beckett</strong></div>
<br />
<span style="text-decoration:underline"><strong>Contemporary Drama</strong></span><br />
In the early 60s is very important the “Theatre of Absurd”. The main exponents are Camus and Ionesco. Important is “the Myth of Sisyphus” (is condemned to eternity to climb on a mountain with a stone attached to the foot, but he will never arrive). Sisyphus became the example of the dramatist, in fact life has no meaning; what people do is to give meaning to something that has no meaning, it’s “Absurd”!<br />
They just pass their time! This theatre gives expression to feelings like loss, lack of purpose and confusion. There are confusion of identity, no values, no faith and hope, nihilism!<br />
<br />
<span style="text-decoration:underline"><strong>Samuel Beckett</strong></span><br />
He was born in Foxrock, near Dublin and was educated at Trinity College, where he studied French and Italian. In 1928 he went to Paris, where he met Joyce (with whom he formed an important friendship).<br />
Like Joyce, he was a cosmopolitan writer, in fact he went to Germany, France, etc.<br />
Beckett’s early novels were written in English, but then he changed, in fact he wrote in French his later works.<br />
His main works are “Waiting for Godot (1955)” and “Endgame (1958)”. He was associated with the “Theatre of the Absurd”. He died in 1989.<br />
<br />
<strong>Waiting for Godot – The Plot</strong><br />
The work is divided into two acts. There is no plot, no actions, only two vagabonds, Vladimir (Didi) and Estragon (Gogo), who are waiting the mysterious Godot. They don’t know where they are, and their only point of reference is a tree. They want only to pass their time! If Godot comes, they can go away, but where? Then they have the idea of killing themselves, but this is impossible because if the first kills the other, who will kills the first?<br />
Then there was a third figure, Pozzo (with his servant Lucky). A boy appears with a message saying that Godot will arrive the next day.<br />
The second act has the same structure of the first! The boy returns with the message that Godot will arrive the next day, but he will never arrive! At the end of the play, Vladimir and Estragon, decided to leave, but they remain standing where they are.<br />
<br />
<strong>Endless repetition</strong><br />
The play is based on a structure of repetition (of word and action, because they pass their time) and variation. The structure of the 2 act is symmetrical to the first. The other characters have no memory! They don’t remember anything!<br />
<br />
<strong>Characters without a role</strong><br />
Becket uses his characters to play an elaborate language game. The words have a double sense. They refer to their simple meaning and to their philosophical and complex meaning! Becket call this play a “tragicomedy”.<br />
<br />
<strong>The figure of Godot</strong><br />
Godot is the major figure of the play.  He is central in the romance, because all the people talk about Godot, but he is a “Central Absence”! In fact If Godot comes, Vladimir and Estragon can go away, but where? They don’t know what they have to do! There is a contradiction; they don’t want to stay together, but one without the other they would have no reason to exist!]]></description>
<pubDate>Mon, 14 May 2012 20:20:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-inglese-1800-1900/contemporary-drama-and-samuel-beckett.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Destinatari del servizio sociale</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Destinatari del servizio sociale</strong></div>
<br />
Non  esiste in Italia una precisa normativa in materia assistenziale  che interessi tutto il territorio nazionale; negli ultimi decenni si sono mosse in questo senso le Regioni, che autonomamente hanno emanato leggi  con lo scopo di dare un certo ordine al settore, cercando, ognuna nel proprio ambito , di realizzare un sistema di sicurezza sociale, di cui è parte importante l'assistenza.<br />
Con il termine sicurezza sociale si vuole indicare, secondo Maggian, la previdenza sociale, l'assistenza sociale e la tutela della salute. Nelle affermazioni delle leggi regionali, infatti, la sicurezza sociale viene intesa come un sistema volto a: <br />
a) promuovere, mantenere e recuperare il benessere psico-fisico  della popolazione; <br />
b) garantire condizioni di vita adeguate alla dignità  di ogni cittadino e di soddisfare  le esigenza esistenziali di vita;  <br />
c) favorire il libero sviluppo della persona umana e concorrere a rendere effettivo il diritto di tutti al pieno sviluppo della personalità, nell'ambito dei rapporti familiari e sociali;<br />
d) favorire la partecipazione sociale, culturale, politica ed economica delle persone alla vita delle comunità di appartenenza.<br />
Nel quadro della sicurezza sociale così delineato, l'assistenza sociale viene configurata dalle leggi regionali di riordino  come un sotto-sistema integrato ed organico  di prestazioni di servizi, di carattere preventivo e riparatorio, avente le finalità di:<br />
- prevenire e rimuovere le cause  che provocano situazioni di bisogno, disadattamento ed emarginazione;<br />
- favorire la permanenza delle persone nel proprio ambiente familiare e sociale,<br />
- favorire l'inserimento, il reinserimento  e l'integrazione sociale dei soggetti  socialmente più deboli.<br />
Secondo le leggi e le disposizioni regionali il servizio sociale deve essere rivolto a tutte le persone che ne abbisognano. In Friuli - Venezia Giulia il servizio sociale di base è rivolto  a tutta la popolazione e si occupa di problematiche  relative alla famiglia, ai minori, agli handicappati ed agli anziani, indipendentemente dall'età e dai problemi di cui sono portatori. In Piemonte i servizi sociali sono assicurati ai soli residenti nella regione. essi si estendono agli stranieri e agli apolidi che risiedono nella regione, in possesso di permesso di soggiorno, nonchè ai cittadini, agli stranieri e agli apolidi che si trovino occasionalmente in Piemonte, in via d'urgenza, ed eventualmente per consentire il rientro nelle località di residenza. In Sicilia i servizi e le prestazioni sono rivolti a tutti i cittadini residenti nel territorio regionale e si estendono ai non residenti e agli stranieri  limitatamente alle prestazioni di carattere urgente. <br />
Anche riguardo al tipo di personale impiegato nei servizi sociali bisogna fare un distinguo in riferimento alle singole regioni. <br />
Ad esempio in Friuli -Venezia Giulia il servizio sociale di base si fonda sull'équipe multi - professionale. l'équipe è composta da: coordinatore, medici, psicologi, assistenti sociali, assistenti domiciliari, educatori professionali, impiegati amministrativi. Inoltre il servizio sociale di base può avvalersi di cooperative di operatori e di gruppi di volontariato, anche con rapporto di convenzione, purchè sia garantito il necessario coordinamento.<br />
Per fornire, a tutti coloro che ne abbiano interesse e bisogno, notizie sui vari servizi e sulle procedure per accedervi, funziona in alcune regioni  il segretariato sociale, che attua la prima istruttoria sulla richiesta della prestazione.]]></description>
<pubDate>Mon, 14 May 2012 15:38:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/psicologia/destinatari-del-servizio-sociale.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Foibe - Appunti con mappa</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Le foibe</strong></div>
<br />
Foibe: cavità naturali caratteristiche del territorio carsico, si intende l’assassinio degli Italiani per opera di partigiani Sloveni tra il 1943 e il 1945 e la seguente emigrazione forzata del 1947.<br />
 <br />
<strong>1918</strong> --&gt; finisce la prima guerra mondiale – dissoluzione dell’impero austro-ungarico e creazione della Iugoslavia. All’Italia toccò Gorizia, Trieste e Istria, mentre alla Iugoslavia Dalmazia. Nei territori dati all’Italia (in lingua slovena) coesistevano: Croati, Sloveni e Italiani (tre etnie diverse), mentre gli ultimi vivevano nelle città e svolgevano lavori molto retribuiti, i Croati e gli Sloveni vivevano nelle campagne (erano molto poveri). Nasce un odio profondo nei confronti della classe dirigente italiana (disparità sociale) e durante il biennio rosso e l’affermazione del fascismo, in quella zona, i fascisti furono crudeli con la popolazione. <br />
<br />
<strong>1941</strong> --&gt; in Iugoslavia (all’inizio a favore del nazismo), sale al potere un governo ostile alla Germania. Il paese venne invaso da Italiani e Tedeschi, che massacrarono tutti i partigiani (i restanti vennero rinchiusi in campi di sterminio). Da qui nasce l’equivalenza Italiani (fascisti) = Nazisti (amici di Hitler, colui che aveva fatto loro del male).<br />
<br />
<strong>1943</strong> --&gt; vuoto di potere, i partigiani sloveni prendono gli Italiani e li scaraventano (o vivi o morti) nelle cavità carsiche (500-700 italiani). Dopo questa fase c’è il Piano Alarico, ovvero l’occupazione tedesca dell’Italia, questo porta alla formazione della Repubblica di Salò, che vede nell’Italia Settentrionale, gli Italini e i Tedeschi contro i partigiani sloveni. <br />
<br />
<strong>1945</strong> --&gt; Tito con i partigiani vuole liberare  tutta la zona a righe (sotto il nome di Istria). Quando la raggiunse, circa 10.000 o 12.000 Italiani furono gettati nelle cavità presso Gorizia e Sezana. Gli Sloveni non volevano che gli Italiani (in minoranza, ma ricchi) opponessero resistenza all’acquisizione della zone sotto la Iugoslavia. <br />
<br />
<strong>1947</strong> --&gt; una volta definito il confine, gli Sloveni fecero di tutto per cacciare gli Italiani (venne imposta la lingua slovena, fu fatta l'espropriazione dei loro beni, vennero licenziati dai loro precedenti lavori di prestigio). Questa venne detta politica di snazionalizzazione.]]></description>
<pubDate>Mon, 14 May 2012 14:08:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-contemporanea/foibe-appunti-con-mappa.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Capacità genitoriali di base</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Capacità genitoriali di base</strong></div>
<br />
L'educazione dei bambini può essere un'esperienza di successo e soddisfazione. Senza competenze genitoriali di base, il compito è difficile e frustrante.<br />
I bambini cercano l'amore e la disciplina. La disciplina prende la forma di ambiente strutturato, le regole e confini, non solo punizioni fisiche e obbedienza. L'amore è il comportamento complementare alla disciplina. Entrambi sono necessari se si è di essere un genitore di successo. Entrambi sono necessari per creare il giusto equilibrio di preoccupazione e la cura necessaria l'educazione dei figli ben adattati e felice. Quando l'amore e la disciplina si fondono correttamente, il vostro bambino sarà mentalmente sana, sicura di sé, responsabilità, autocontrollo, e preparato per la loro esperienza propria genitorialità.<br />
Negli Adolescenti il problema può essere più difficile da gestire, ma le organizzazioni sociali, amici, genitori e altri membri della famiglia insieme con la consulenza e la pazienza possono aiutare. I genitori devono stare attenti al fatto che il cattivo comportamento causato da scarse capacità genitoriali, a volte, può essere diagnosticato come un disturbo mentale, iperattività, o disturbo di attenzione.<br />
Gli sforzi per alterare il comportamento attraverso l'uso da parte di amore e di disciplina dovrebbe essere processato prima di ricorrere ai farmaci e altre cure mediche. L'uso di farmaci per controllare il comportamento può avere duraturi effetti fisici e mentali sui bambini e sulla loro immagine di sé man mano che crescono e associarsi con altri bambini.<br />
Quando i problemi con i bambini sono gravi, i bambini devono essere valutati da professionisti per determinare se hanno veri problemi psichiatrici.<br />
Oggi più che mai, pediatri e psichiatri infantili sono inclini a utilizzare potenti psicofarmaci (Ritalin e di altri stimolanti, e Zoloft, Prozac e di altri inibitori selettivi del reuptake della serotonina [SSRIs]) sui bambini come trattamento primario per cattiva condotta. La psicoterapia è spesso lunga più costosa e di tempo. La necessità di un efficace coinvolgimento dei genitori nella psicoterapia influisce ulteriormente il pensiero di un medico nel decidere tra terapia e farmaci. Un farmaco-oriented è spesso considerato desiderabile con così tanti bambini problematici da affrontare, così poco tempo, e la pressione da aziende farmaceutiche per prescrivere i loro farmaci. I genitori devono essere consapevoli di questi fattori.<br />
L'effetto di questi farmaci sui bambini ed i loro sistemi neurologici in via di sviluppo sono poco conosciuti. Fino a poco tempo, i bambini non era permesso di dare questi farmaci. Questi potenti farmaci dovrebbero essere utilizzati come ultima risorsa per gestire solo i più gravi problemi psichiatrici. Essi non hanno alcun ruolo in problemi comportamentali.<br />
I genitori possono avere un impatto sul trattamento dei loro figli ricevono, ma devono essere coinvolti e parlare.<br />
Il ruolo limitato delle punizioni corporali<br />
E 'importante che i genitori a comprendere il ruolo limitato di punizione sculacciata e corporale. Molti genitori sono riusciti sollevato bambini senza punizioni corporali a tutti.<br />
Se la punizione deve essere usata, si deve fare attenzione.<br />
Sculacciata leggera o schiaffi a mano con una mano aperta può essere utilizzato per scoraggiare comportamenti pericolosi,  come ad esempio ad un 1 anno,  cercando di giocare con una presa elettrica.<br />
Altre situazioni in cui la punizione può essere la sculacciata sono con i bambini di età compresa tra 1-3 anni che scelgono di ignorare la direzione verbale in situazioni pericolose. Riserva questo per comportamenti inaccettabili, come sporgersi finestre o tirando bicchieri di liquido caldo, e sempre usarlo insieme a dire di no. L'obiettivo è di rafforzare la risposta alle indicazioni verbali ed eliminando tutte le punizioni corporali nel più breve tempo possibile.<br />
Ogni punizione fisica deve essere somministrata con parole che dimostrano l'amore e la preoccupazione per il bambino. Chiarite al bambino che la punizione è stata utilizzata perché lo si ama e si desidera evitare che si maccia del male.<br />
Usare parole di scoraggiamento e di indicazioni verbali al posto delle sculacciate con lo scopo di migliorare le competenze linguistiche del bambino e il livello di maturità.<br />
Dopo l'età di 3 anni, ci dovrebbe essere molto poco bisogno o utilizzo di qualsiasi punizione fisica di un bambino. In caso di problemi comportamentali e di controllo continuano attraverso questa età, chiedere informazioni ed elaborare piani dettagliati su come trattare con cattivo comportamento ad uno specialista.]]></description>
<pubDate>Sun, 13 May 2012 18:03:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/pedagogia/capacita-genitoriali-di-base.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Pedagogista - Definizione della professione</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Definizione della professione di pedagogista</strong></div>
<br />
1.        Il Pedagogista è lo specialista dei processi educativi e della formazione in possesso di specifica laurea quadriennale o quinquennale (3+2). L’esercizio della professione di pedagogista comprende l'uso degli strumenti conoscitivi,, metodi,metodologie, tecnologie, strategie e tecniche d’intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di assistenza, di consulenza e di trattamento abilitativo e riabilitativo in ambito educativo, culturale e pedagogico rivolte alla persona, alla coppia, alla famiglia, al gruppo e alla comunità. <br />
2.         Il pedagogista può svolgere, presso le Pubbliche Amministrazioni e nei servizi pubblici e privati, compiti e funzioni di consulenza tecnico- scientifica e attività di coordinamento, di direzione, di monitoraggio e di supervisione degli interventi a valenza educativa, formativa e pedagogica in particolare nei comparti: educativo, sociale, sanitario e penitenziario; nonché attività di orientamento scolastico e professionale, di attività di promozione culturale anche attraverso l’organizzazione d’iniziative tecnico-scientifiche, la produzione e diffusione di pubblicazioni, l’allestimento la consulenza e l’aggiornamento di siti specialistici e lo svolgimento di consulenze on-line;<br />
3.        Il pedagogista svolge altresì attività didattica, sperimentazione e ricerca nello specifico ambito professionale. <br />
Il pedagogista potrà intervenire direttamente in contesti educativi e sociali dove la sua competenza pedagogica indirizzerà l'iter formativo e riabilitativo di persone che vivono situazioni personali e socio-affettive molto difficili e coordinerà gli educatori sociali e sanitari, i psicologi junior e gli assistenti sociali triennali.<br />
Il pedagogista può trovare collocazione, in qualità di dipendente o libero professionista, aprirsi uno studio privato o studio associato con colleghi o avvocati, psicologi, filosofi, sociologi, medici. Il pedagogista può, inoltre, operare in qualità di libero professionista in tutti i settori previsti dal ruolo.<br />
Potrà esercitare la sua azione in agenzie educative, in strutture pubbliche e private che si occupano, dall'infanzia all'età adulta, di persone con profondi bisogni specifici. In particolare è in grado di assumere ruoli molto qualificati nell'ambito della consulenza, supervisione, formazione, coordinamento, progettazione .<br />
c) esplicitazioni sintetiche del profilo professionale<br />
Il pedagogista nel sistema integrato di servizi creato con la legge 328 interviene per il soddisfacimento dei bisogni educativi presenti nella nostra comunità, soprattutto per quelli connessi : alla tossicodipendenza, all' handicap , all'AIDS, alla violenza sui minori,alle adozioni, agli affidi, al disagio giovanile, alla emarginazione sociale, alla mortalità scolastica, all'integrazione degli extracomunitari ed altri.<br />
Attraverso la definizione del ruolo del pedagogista si può favorire una migliore qualificazione del sistema integrato di servizi sociali da cui dipende la riuscita della trasformazione istituzionale in atto, la crescita culturale della collettività e la formazione delle future professionalità da impiegare nel mercato del lavoro.<br />
Il pedagogista, unitamente alle altre figure professionali, contribuisce a fornire una più articolata lettura dei sempre più complessi problemi educativi e individua ed indica le modalità operative da attivare in tale campo.<br />
Opera a vari livelli presso enti centrali e territoriali, svolge funzioni tecniche e di consulenza per gli atti e gli interventi delle amministrazioni.<br />
Le competenze consistono nell'individuazione dei bisogni e degli ambiti rispetto ai quali avviare una &quot;ricerca-azione&quot; e nel predisporre le &quot;risorse&quot; e gli &quot;strumenti necessari&quot; per condurla; consistono, inoltre, nella programmazione, elaborazione e verifica dei &quot;piani d'intervento&quot; di propria competenza; consistono, infine, nella progettazione e nel coordinamento delle &quot;attività di formazione&quot; degli operatori socio-educativi, socio-sanitari, socio-assistenziali e culturali;<br />
Il pedagogista, per espletare le sue funzioni utilizza i metodi, le tecniche e gli strumenti della ricerca educativa, la quale ha uno statuto epistemologico e scientifico equivalente a quello di ogni altro tipo di ricerca collocato all'interno delle problematiche delle scienze umane e sociali comuni alla medicina, alla sociologia, alla psicologia in relazione tra teorico e sperimentale, tra qualitativo e quantitativo.]]></description>
<pubDate>Sun, 13 May 2012 15:54:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/pedagogia/definizione-della-professione-di-pedagogista.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Giovanni Pascoli - Vita, opere, poesie</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Giovanni Pascoli</strong></div>
<br />
Nasce a S. Mauro di Romagna nel 1855, nel 1862 entra nel prestigioso collegio dei Padri Scalopi a Urbino, da dove porterà avanti i primi studi, sino all’anno 1871.<br />
Nel 1867 morirà il padre Ruggero, assassinato nel suo carro, sulla strada del ritorno verso casa. Mai scoperti gli autori di tale reato, solo alcune supposizioni.<br />
Il padre rivestiva l’ambita carica di amministratore dei beni dei principi di Torlonia.<br />
Questo evento lascerà un segno indelebile nel pensiero pascoliano, andando ad influenzare inevitabilmente tutta la produzione del poeta.<br />
Di lì a poco succederà la morte della madre, accompagnata da quella dei due fratelli e di una sorella: Pascoli uscirà dal lutto familiare accompagnato dalle sole due sorelle, Ida e Maria.<br />
Il poeta tenterà così di ripristinare la parvenza di una famiglia e, a conclusione della sua carriera di insegnate, si ritirerà a vivere con le sorelle. A questo proposito il loro rapporto farà molto discutere.<br />
Sulle orme di queste relazioni ambigue nasceranno anche gli interessi di critici e psicologi, i quali sonderanno le intime vicende di casa Pascoli, intrise di rapporti equivoci e morbosi. Da molte liriche emerge anche la visione turbata della sessualità del poeta.<br />
Nel 1873 Pascoli ottiene una borsa di studi per l’Università di Bologna, dove si iscriverà alla facoltà di lettere. Qui conoscerà il socialista Andrea Costa, avvicinandosi al gruppo degli anarchici romagnoli e partecipando ai primi moti socialisti. Prenderà parte anche alla manifestazione in difesa di Gaetano Bresci, pagando lo scotto della prigione, dove sarà detenuto per tre mesi assieme ad altri anarchici. Qui finirà la sua attività politica, in favore degli studi accademici, che riprenderà di lì a poco presso l’Università romagnola. Nel 1882 si laurea.<br />
Comincia a questo proposito la sua attività di professore, che lo vedrà insegnare latino e greco presso alcuni dei più prestigiosi licei italiani.<br />
Nel 1906 succederà alla cattedra del Carducci, suo mentore.<br />
Comprerà quindi una casa a Castelvecchio dove si trasferirà con le sorelle. Morirà nel 1912, poco tempo dopo la conquista italiana della Libia. Proprio in occasione di questa impresa scriverà il famoso saggio “La Grande Proletaria si è mossa” e quello sulla poetica del “Fanciullino”.<br />
Tuttavia, la raccolta che più lo renderà famoso sarà “Myricae” (da tamerici, fragili arbusti di dimensioni umili, in cui si rifà alla prima egloga delle Bucoliche di Virgilio).<br />
In Myricae il poeta proporrà una collezione di temi quotidiani, in cui prevarrà sostanzialmente il paesaggio rurale di una campagna novembrina, autunnale. Su questo sfondo bucolico, espressione dell’angoscia e dell’inquietudine del poeta, comparirà ricorrente la presenza della nebbia.<br />
Altra importante raccolta del Pascoli prende il nome de “I Canti di Castelvecchio”, ispirati alla permanenza del poeta presso l’omonima località, in cui il poeta si interrogherà su questioni quali il mistero e l’angoscia del vivere.<br />
Ne “Poemi Conviviali” (poemetti in versi), che appariranno per la prima volta sulle pagine della rivista Il Convito, Pascoli proporrà temi di reminiscenza classicheggiante, in cui sarà riservato uno spazio particolare alla presentazione di valorosi eroi del passato. <br />
Nei “Carmina” verranno proposte alcune liriche in lingua latina, anche a ricordare i successi riportati durante svariati concorsi letterari ad Amsterdam (9 volte di fila).<br />
<br />
<strong>Poetica</strong><br />
Apparentemente ci si sorprende della semplicità dei testi pascoliani, ma prestando un po’ d’attenzione ed entrando nel merito della poesia, accentuata emerge l’influenza del simbolismo.<br />
Nelle sue liriche il Pascoli può vantare una straordinaria capacità ricettiva, in grado di celebrare la totalità delle emozioni che una situazione può suscitare. Anche la più banale delle sensazioni riveste importanza fondamentale ai fini di un forte impatto emotivo, che caratterizza le opere di questo poeta.<br />
L’importante è cogliere tutto con immediatezza e spontaneità tipiche dello spirito infantile, il poeta si identifica nell’uomo capace di regredire all’infanzia ed essere bambino. <br />
Tale è l’atteggiamento che il poeta assumerà nel suo approccio con la realtà, manifestando quella genuinità e quel senso di meraviglia tipici degli spiriti puerili.<br />
<br />
<strong>Temi emergenti</strong><br />
- Campagna: atmosfera immersa nella nebbia e nel silenzio, sotto una luce crepuscolare. Questo paesaggio dice tutta l’inquietudine dell’animo scosso del poeta, presentando spesso aspetti drammatici.]]></description>
<pubDate>Sun, 13 May 2012 11:22:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti-italiano/giovanni-pascoli-vita-opere-poesie.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Decadentismo - Gabriele D'Annunzio</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Decadentismo</strong></div>
<br />
Il decadentismo è un movimento culturale di grande portata, nascerà in Francia attorno al 1800 per poi diffondersi in altri paesi europei come la Germania, il Regno Unito, la Russia e l’Italia.<br />
Si tratta di un momento particolare della storia europea, in pieno boom economico, alle porte della belle époque che, paradossalmente, porterà all’avvento della prima guerra mondiale.<br />
Il termine decadentismo appare per la prima volta sulla rivista Le Decadent, la quale vuole sottolineare la situazione di crisi ed il senso di disagio avvertiti dall’uomo di quel periodo.<br />
Nasce così un movimento che all’ inizio presenterà un’ accezione negativa.<br />
Di fronte ad una profonda frattura tra individuo e società, di cui l'uomo comincia a non comprendere le logiche, le dinamiche, i valori, la letteratura, si pone come espressione della crisi umana in atto. <br />
Il decadentismo nasce quindi dalle ceneri di una crisi sociale che vede coinvolte la classe borghese e quella proletaria. <br />
Il proletariato sta vivendo in un clima difficile, vuole rivendicare i propri diritti, allo stesso momento l’industria condiziona drasticamente la vita umana. Si comincia a parlare di taylorismo, dal nome di colui che introdusse per la prima volta nell’industria il programma di ottimizzazione del processo produttivo, inaugurato dalla catena di montaggio e dai turni di lavoro. Ora l’operaio è sottoposto a ritmi di lavoro pesanti, viene spersonalizzato, quasi alienato nella macchina che fagocita ogni emozione umana.<br />
Gli uomini sono sempre più frustrati e insoddisfatti.<br />
Il decadentismo nasce anche da una crisi culturale, la cultura del positivismo. <br />
Comincia a diffondersi la consapevolezza che la ragione, tanto decantata dai positivisti, non sa dare una spiegazione allo stato di inquietudine dell’animo umano. Al contrario, viene riscoperta la dimensione interiore dell’Io che coincide con l’inconscio. <br />
È all’interno dell’inconscio che hanno sede quegli istinti a cui è difficile dare una risposta razionale e che sfuggono al controllo della ragione. <br />
La corrente del positivismo aveva analizzato una realtà contingente, mossa dal desiderio di dominare ogni pulsione, ora il modo di indagare cambia in favore di una dimensione misteriosa, dove agiscono forze irrazionali. Attraverso intuizioni soggettive i decadenti cercano di sondare la realtà interiore.<br />
Bergson afferma che “Non si può avere la presunzione di inscatolare l’esistenza umana in schemi fissi, la vita è slancio vitale”.<br />
La forma incastra l’uomo e non lo lascia essere libero, con Bergson ci si apre verso una nuova forma di coscienza secondo cui tutto agisce in assenza di una consequenzialità logica, tutto si compenetra. Il tempo della coscienza non è quantico, il passato si confonde con il presente, all’infuori di schemi diacronici. Il linguaggio della coscienza sarà quello onirico.<br />
Nascerà così il romanzo psicologico. <br />
Mentre nel romanticismo si parlava di coscienza, valori dello spirito, qualcosa che arricchiva la persona anche al di là della sconfitta, favorendo il senso di integrazione sociale, nel decadentismo al posto del sentimento subentra l’inconscio, al cui interno agiscono istinti irrefrenabili, che generano angoscia e sgomento.<br />
A detta del critico Carlo Salinari possiamo individuare due fasi caratterizzanti questo movimento.<br />
la prima fase vede autori e poeti che cercheranno di colmare quel vuoto di valori spirituali riponendo la loro fiducia nei cosiddetti miti.<br />
I miti sono pseudo-valori, vissuti in piena soggettività ed egoismo. Non hanno nulla a che fare con la collettività.<br />
<br />
Mito dell’estetismo: consiste nella convinzione che si debba “costruire la propria vita come si costruisce un’opera d’arte”, rifugiandosi in una vita fatta di raffinatezze, intessuta di particolarismi, cose rare ed eccezionali. In poche parole, proporsi una vita all’infuori della quotidianità, cercando di cogliere ogni situazione che possa donare sensazioni straordinarie.<br />
<br />
Mito del superomismo (Nietzsche): tratto dal pensiero nietzschiano e incarnato in primo luogo da artisti quali D’Annunzio e Wilde, questo mito si carica di accezioni diverse, alle volte piuttosto distanti da quella originaria. E’ volto a celebrare l’uomo impavido e spregiudicato, colui che si erge al di sopra di tutto e di tutti, della morale comune e di ogni convenzione, realizzandosi nella sua piena e totale libertà.<br />
L’imperativo categorico sarà “Io voglio”, non più il “Tu devi”, ed è in questo esaltare gli istinti vitalistici che l’uomo realizza se stesso.]]></description>
<pubDate>Sun, 13 May 2012 11:20:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti-italiano/gabriele-dannunzio/decadentismo-gabriele-d-annunzio.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Thomas Stearns Eliot (1888-1965)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Thomas Stearns Eliot (1888-1965)</strong></div>
<br />
Life and works<br />
He was born at St. Louis, Missouri, of an old New England family. He was an American writer who got English citizenship; he was a schoolmaster, bank clerk, literary editor etc. In 1915 he married Vivien Haigh-Wood. In 1923 he founded The Criterion (literary journal). The major works of this period express his search for religious certainties; in 1948 won the Nobel Prize for literature. His most important work is The Waste Land.<br />
<br />
The complexity of modern civilization<br />
Modern civilization is complex; poetry represents modern reality, so modern reality is complex too! This complexity comes from the fragmentation of culture, religion, from the processes of industrialization and consumerism.<br />
Modern man is alienated, empty! He lives alone! He isn’t able to have a relationship with the other!<br />
The role of the poet is to unite western culture, with the east one, because the culture is one!<br />
Through a series of object, Eliot transmits emotion without an affirmation, without a direct story (what he calls “objective correlative”)<br />
<br />
The Waste Land<br />
It was first published in 1922. It is a new type of poetry, about depression after the 1 WW. The common theme which links the different parts of this work is the “decay” and fragmentation of western culture.<br />
Eliot uses a variety of sources, like Bible, Dante’s Divina Commedia, Shakespeare, Baudelaire and Verlaine. He puts together this pieces of past by unify present (sterility) and past (fertility) in order to unify culture.<br />
Important is the concept of “juxtaposition” (to put together a trivial event with a deeper means).]]></description>
<pubDate>Sun, 13 May 2012 09:57:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-inglese-1800-1900/thomas-stearns-eliot-vita-opere.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Rivoluzione francese - Dalla bancarotta  alla convocazione degli stati generali</title>
<description><![CDATA[<strong><div style="text-align:center">Rivoluzione francese - Dalla bancarotta  alla convocazione degli stati generali</div></strong>
<br />
Nel 1774 era salito al trono Luigi XVI, secondo successore del Re Sole, che volendo vendicare il nonno nella guerra dei sette anni aveva aiutato gli americani nella guerra contro l'oppressione inglese. I costi erano stati altissimi e ora la francia era in bancarotta. In quell'epoca vi erano tre categorie sociali: il clero, l'aristocrazia e la borghesia. Gli unici aversare le tasse allo stato erano i contadini e la borghesia, ma le loro tasse bastavano a malapena a pagare gli interessi de debiti che la francia a veva con le banche di mezza europa e ovviamente il clero e l'aristocrazia, ancorati all'Acien Regime (vecchio regime) non volevano pagare,anche sotto ordine del re e dei suoi ministri. Fu proprio uno di questi che infine pubblicò il bilancio di stato, che fino ad allora era segreto. Tutti i giornali non facevano che parlarne. Basti pensare che i milioni di franchi spesi per i lavori di corte erano circa più del doppio dei lavori pubblici.<br />
In quell'anno in Francia si abbatte una terribile carestia e gli illuministi chiedevano la fine dell'Ancien Regime.<br />
La situazione era tale da richiedere la convocazione degli stati generali, ma il re negava l'assemblea o la rimandava, tuttavia alla fine dovette accettare. Nei mesi precedenti all'assemblea si aprirono numerosi club, tra cui il club dei giacobini guidato da Massimiliano ROobespierre, popolare avvocato di provincia.<br />
Intanto a corte arrivavano dai paesi francesi lettere di lagnanze che trattavano dei malfunzionamenti all'interno della societ, ma non venivano considerate da quello che doveva essere &quot;il buono e divino re&quot;.<br />
Il 5 maggio 1789 si tenne l'assemblea degli stati generali. La tradizione voleva che ogni stato andasse in una stanza per dare un voto a favore di una legge, ma il clero e la nobiltà, che erano sempre d'accordo, potevano contare due voti. Per  evitare la loro automatica sconfitta, decisero di proporre il voto pro capite, ovvero un voto per ogni persona, per vincere. Ma come sempre nessuno li ascoltò. Al termine della seduta se ne proposero altre, nelle quali la proposta della borghesia non venne ascoltata. Intanto la Francia era in tumulto.]]></description>
<pubDate>Sat, 12 May 2012 21:21:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/rivoluzione-francese-bancarotta-convocazione-stati-generali.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Dalì, Salvador</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Salvador Dalì (1904-1989)</strong></div>
<br />
E’ il personaggio nel quale il<strong> Surrealismo</strong> trova l’espressione più completa. E’ un genio dell’arte. Con lui si torna al figurativo. La pittura va oltre la realtà, una pittura precisissima. Frequenta l’accademia a Madrid. E’ una persona antipatica, folle, infatti molti personaggi parleranno male di lui. Lavora in Spagna, poi si trasferisce a Parigi e poi negli USA, dove trova la ricchezza, quindi sarà attaccato al denaro (infatti Breton lo definisce Avida Dollars). Nel 1926 incontra Gala, sua futura sposa. Fece un matrimonio religioso ed ebbe con lei un legame molto forte. Grande surrealista, inventa la tecnica Paranoico - Critico:<br />
- immagini deliranti, i sogni coincidono con il momento della paranoia;<br />
- quando cercherà di razionalizzarli e di fissarli sulla tela avviene il momento critico.<br />
Tematiche: orologi molli, confronto con Einstain, relatività.<br />
Doppie immagini: elementi appartengono a più figure realizzate in scale diverse. <br />
Gala: compare molte volte all’interno dei suoi quadri. <br />
Sessualità: corpo della donna che compare spesso.<br />
Fede: cercherà la fede che però non troverà mai, quindi elementi religiosi (negli anni ’50).<br />
Uomo con i cassetti: psicoanalisi e Freud.<br />
Concetto fondamentale: le opere vanno interpretate da sole.<br />
<br />
<strong>Giraffa Infuocata</strong>: Periodo guerra civile in Spagna. Manichini sorretti da stampelli. Corpi precari. Giraffa infuocata in secondo piano: perchè la guerra, la violena, la morte, non devono avere molta importanza.<br />
<br />
<strong>Costruzione molle con fave bollite</strong>: Abile, geniale nel disegno. Periodo guerra civile in spagna. Vuole ricostruire il mostro della guerra: testa mostruosa, mano che tiene il seno di una donna, un piede, un’altra mano, fave bollite. Non possiamo dare spiegazioni dettagliate.<br />
<br />
<strong>Apparizione di un volto e di una fruttiera</strong>: forme e personaggi non hanno contorni definiti. Vi è un tavolo coperto da una tovaglia chiara, con soopra natura morta con una fruttiera. Se allontaniamo lo sguardo, osserviamo la techina delle doppie immagini, infatti osserviamo un volto con fronte alta. Le rocce sembrano essersi trasformate in un cane con il muso (che è un pendìo) rivolto verso destra. Il collare del cane è costituito da un ponte. Il piedistallo della fruttiera infine diventa una figura femminile di spalle, accovacciata sulla spiaggia.<br />
<br />
<strong>Sogno causato dal volo di un’ape</strong>: rappresenta quel momento che intercorre tra la puntura dell’ape e il dolore che avvertiamo. La baioneta rappresenta il pungiglione. La donna è il corpo di Gala (che avverte dolore). Le tigri escono dal pesce che esce dal melograno. Sullo sfondo c’è un elefante: simbolo fallico: non ha le sue zampe ma ha zampe sottilissime (associazioni strane, in quanto l’elefante è pesante).<br />
<br />
<strong>Metamorfosi di Narciso (1936)</strong>: viaggio in Italia. Colpito dalla pittura rinascimentale. Si divide in 2 metà in senso verticale. Narciso piegato in posizione fetale, che si specchia nell’acqua.<br />
L’altra immagine metamorfosi. Corpo si traasforma in una mano. La testa diventa un uovo rotto dal quale esce il fiore di narciso. Sul pollice le formiche rappresentano la  caducità della vita (sospesa a un filo). C’è uno sciacallo che divora una carogna. Sullo sfondo: figure nude femminili e statua di narciso (per ricordare arte rinascimentale).]]></description>
<pubDate>Sat, 12 May 2012 16:33:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-arte/moderna-contemporanea/salvador-dali.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Ipotalamo e Ipofisi</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Asse Ipotalamo - Ipofisi</strong></div>
<br />
L'ipotalamo e l'ipofisi hanno un ruolo importantissimo nel sistema Endocrino. Infatti, essi sono i centri superiori che coordinano la secrezione degli ormoni da parte delle altre ghiandole, oltre ad avere una funzione propria.<br />
L'ipotalamo è un organo del diencefalo connesso tramite il peduncolo all'ipofisi, che pur trovandosi nel cranio, è una ghiandola endocrina.<br />
<br />
<strong>L'ipotalamo</strong><br />
L'ipotalamo è una porzione del sistema nervoso centrale che ha sedete nel cranio.<br />
Esso è costutuito dai nuclei dei neuroni che in tale organo posso organizzarsi in<br />
- Nuclei Magnicellulari;<br />
- Nuclei Parvicellualri. <br />
Che sono differenti per tipo di secrezione e modalità.<br />
I nuclei Magnicellulari sono detti anche neurosecernenti.<br />
Possono suddiversi a loro volta in:<br />
- Nuclei sovraortici;<br />
- Nuclei sopraventricolari.<br />
A seconda della posizione che assumono nell'organo. Producono esclusivamente gli ormoni Ossitocina, indispendabile nella donna per il parto, e la Vasopressina, chiamato anche ADH o ormone antidiuretico, che ha come sede bersaglio il tubulo distale del nefrone.<br />
Gli ormoni prodotti sono di natura amminoacidica e differiscono tra loro solo per una un amminoacido.<br />
Sia nuclei sovraortici,che nuclei sopraventricolari producono indifferentemente la vasopressina e l'ossitocina.<br />
Dopo la produzione,questi ormoni vengono convogliati tramite vescicole di neurotrasmettitori ai neuroni,che li depositano nella parte posteriore dell'Iposifi,che viene denominata Neuroipofisi.<br />
I nuclei parvicellulari producono i fattori di rilascio (RH) e i fattori di inibizione (IH) che andranno ad agire nella parte anteriore dell'ipofisi,chiaamta anche Adenoiposifi.<br />
Quindi, riassumendo, i compiti dell'Ipotalamo sono<br />
1) Produrre Vasopressina e Ossitocina,che verranno convogliate nella parte posteriore dell'ipofisi; <br />
2) Produrre fattori di rilascio o inibizione che andranno a stimolare o inibire la parte anteriore dell'ipofisi.<br />
<br />
<strong>Iposifi</strong><br />
Si tratta di una ghiandola collocata nella ''Sella turcica'',ed è strettamente collegata all'ipotalamo.Si trova poco dietro le cavità nasali,e poco prima del chiasma ottico.<br />
In essa si distingue due porzioni.<br />
<li>Anteriore- Adenoipofisi</li>
<li>Posteriore- Neuroipofisi</li>
La Neuroiposifi ha il ruolo di ricevere tramite i neuroni l'ossitocina e la vasopressina e immetterle nel circolo sanguigno.<br />
L'Adenoipofisi, invece, è la porzione che ruolo endocrino propriamente detto.<br />
Infatti essa è la porzione in cui vengono prodotti gli ormoni, sotto il controllo dei fattori di rilascio o inibizione secreti dall'Ipotalamo.<br />
Quindi in via definitiva,l'ipofisi produce gli ormoni in quantità stabilite dall'Ipotalamo.<br />
In particolare nell'Adenoipofisi si possono distinguere tre regioni:<br />
- Distale;<br />
- Tuberale;<br />
- Intermedia.<br />
Solo la porzione Distale produce ormoni.<br />
Le cellule che producono ormani possono essere distinte in: <br />
- Cellule Cromofile;<br />
- Cellule Cromofobe.<br />
Le cellule cromofile producono gli ormoni TSH, LH, FSH.<br />
Le cellule cromofobe producono ACTH.<br />
La divisione in cromofobe e cromofile è puramente convenzionale in quanto scaturisce dalla diverse colorazione che assumo se osservate al microscopio.<br />
In realtà ogni ormone viene prodotto da specifiche cellule.<br />
Le cellule Somatotrope producono l'ormone GH,detto anche Ormone della crescita.<br />
Esso è un ormone di tipo proteico che si lega ai recettori di membrana. Agisce sulla crescita della ossa e sul catabolismo del tessuto adiposo.<br />
Il fattore di rilascio Ipotalamico è il GHRH<br />
Il fatto di inibizione è il IGH<br />
Le <strong>cellule Mammotrope</strong> produco l'ormone PRL, o Prolattina,esso agisce sulle ghiandole mammamarie e sul corpo luteo. Se prodotto in eccesso porta ad una disfuzione del ciclo ovarico.<br />
Il fattore di rilascio è il PRLRH<br />
Il fattore di rilascio è la Dopamina.<br />
Le <strong>cellule Tireotrope</strong> producono TSH che agisce sulla tiroide. L'ormone TSH non ha effetto sulla tiroide,ma stimola le cellule della tiroide a produrre T3 e T4 (triiodotironina e tiroxina).<br />
Il TSH ha come fattore di rilascio il TRH.<br />
Le <strong>cellule Corticotrope</strong> producono il ACTH (ormone adenocorticotropo) che agisce sulla corticale del surrene.<br />
Il fattore di rilascio è il CRH.<br />
Oltre a questi ormoni l'iposifi produce anche  le gonadotropine LH, FSH.<br />
Mentre il collegamento tra Ipotalamo è Neuroipofisi è di tipo elettrico, ovvero gli ormoni vengono trasportati dai neurotramettitori in vescicole, tra L'Ipotalamo e l'adenoipofisi c'e un contatto di tipo vascolare.]]></description>
<pubDate>Sat, 12 May 2012 16:07:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/biologia/anatomia-fisiologia/sistema-ipotalamo-ipofisi.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Shopenhauer, Arthur e Kirkegaard, Soren</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Arthur Schopenhauer e Soren Kirkegaard</strong></div>
<br />
Schopenhauer e Kierkegaard sono due filosofi che possono essere definiti dei filosofi moderni.<br />
Schopenhauer è tedesco, cioè prussiano, mentre Kierkegaard è danese ed entrambi pongono al centro della loro ricerca l’uomo. Furono influenzati dalle due grandi filosofie dell’Ottocento: dalla filosofia kantiana e, soprattutto, da quella hegeliana. Questo fu dovuto al fatto che molti filosofi le usarono come punto di partenza della loro dialettica sia che si accostassero ad esse sia che le rivedessero completamente.<br />
Seppur molto diversi tra loro (Schopenhauer è un ateo convinto, mentre Kierkegaard è un cristiano praticante e osservante) questi due filosofi hanno molti aspetti comuni: sono pensatori estranei al mondo accademico e lavorativo, molto attenti a ciò che accade negli ambienti universitari e filosofici, secondo il pensiero politico seguono anche loro il pensiero conservatore e per finire il loro pensiero è incentrato soprattutto sull’individuo, il singolo e le condizioni esistenziali di esso seguendo una tendenza innovativa rispetto all’hegelismo (dove prevale il privato, il pubblico e lo Stato, ecc.).<br />
<br />
<strong>Schopenhauer</strong><br />
Nato nel 1778 (morirà nel 1870) vive in Germania tutto quello che sarà il periodo dell’impero napoleonico e la Restaurazione, in seguito le lotte liberali. Nonostante tutti questi avvenimenti egli ne rimane completamente estraneo, anche se poi esprimerà dei giudizi molto severi, di condanna, rispetto ai moti del ’48 per esempio.<br />
Pur avendo vissuto per un momento contemporaneo ad Hegel, egli ne sarà un fiero oppositore non solo dal punto di vista filosofico ma anche dal punto di vista umano.Dal punto di vista filosofico egli considera la filosofia hegeliana una colossale mistificazione, cioè un esaltazione speculativa di idee e vuole risolvere l’intera realtà nel pensiero. Dal punto di vista umano invece Schopenhauer considera Hegel uno che si svende, un mercenario intellettuale, un sicario della verità, un uomo che pur di guadagnare soldi dallo stato è disposto a costruire una bella teoria sullo stato cristiano dove in realtà quello che gli interessa  è il guadagno e possibilità di fare carriera. Hegel è un uomo corrotto. Un uomo che è disposto a celebrare la verità speculativa dello stato prussiano quindi a legittimare sul piano filosofico l’istituzione  dello stato prussiano ma per denaro , per una cattedra, per fama e onore. Non certo per amore della verità.<br />
Nella filosofia di Schopenhauer affiorano diversi  temi filosofici, ideologie e pensieri motivi che notevole successo peso influenzeranno molto tra l’800 e il 900 ad esempio: il rifiuto di ogni forma e di  razionalismo, di ogni forma di ottimismo,di storicismo perchè sono un inutile tentativo  di mascherare il dolore dell’uomo. Schopenhauer è infatti un irrazionalista, infatti non crede che esista un’opera razionale nella storia.<br />
Altro esempio, tema è il ruolo dell’arte. Per Schopehauer l’arte ha un ruolo salvifico, in qualche modo fu attraverso la contemplazione e l’osservazione della bellezza che ci permette di  “distogliere lo sguardo” dal dolore di tutti i giorni quindi abbandoniamo la noia esistenziale e l’angoscia che ci accompagna nella vita di tutti i giorni.<br />
Pert Schopenhauer è possibile ritrovare degli elementi tipici della  mistica orientale, anche nel linguaggio egli parlerà infatti del velo di Maia, del Nirvana come esperienze tipiche delle mistiche orientali. Fa entrare nel mondo occidentale qualcosa che fino ad allora era praticamente sconosciuto. Questo perché l’occidente aveva sempre inneggiato al primato della ragione sulla spiritualità esattamente il contrario del mondo orientale. La parola chiave per capire Schopenhauer è il rifiuto dell’ottimismo razionalista.<br />
<br />
<strong>Kierkegaard </strong><br />
Rimase sconosciuto fino agli inizi del ‘900, addirittura in Danimarca (sua patria natale).<br />
Egli fu un pensatore cristiano, tutta la filosofia di K ha come tema l’opposizione inducibile tra il cristianesimo (il vero sapere) autentico e la filosofia (il sapere inautentico). Questa suo pensiero lo farà entrare in contrasto con la chiesa danese e con le autorità ecclesistiche, che erano legate a posizioni più tradizionali e non riusciranno ad accertare il pensiero di Kierkegaard. Per questo motivo egli sarà riscoperto nei primi decenni del ‘900 e verrà considerato il padre dell’esistenzialismo moderno.<br />
L’<strong>esistenzialismo moderno</strong> non è altro che quella corrente filosofica che pone al centro del pensiero come oggetto  di riflessione dell’esistenza umana. Egli è legato  per la sua formazione alla cultura tedesca e alla filosofia, in particolar modo ad Hegel, dal quale sarà influenzato inizialmente e quindi, in seguito ne diventerà un avversario irriducibile tanto che Kierk svilupperà contro Hegel la polemica più aspra e forte. Questo atteggiamento lo mantenne anche contro tutte le filosofie sistematiche, e si può notare già dai suoi primi scritti poiché utilizzerà spesso , come metodo di divulgazione la forma del diario, dei racconti, degli aforismi e delle note insomma metodi anti accademici, anti sistematici.]]></description>
<pubDate>Sat, 12 May 2012 15:58:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/filosofia-moderna/arthur-shopenhauer-soren-kirkegaard.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Francia - Rivoluzione francese (6)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La rivoluzione francese</strong></div>
<br />
<strong>Problemi della Francia alla fine del 700</strong> (dopo l'ancien regime): l'economia francese era ancora basata sull'agricoltura, circa l'80% della popolazione lavorava la terra. Era un'agricoltura arretrata tecnologicamente rispetto a quella inglese. Un 30% delle terre appartenevano all'aristocrazia, un 10% al clero e un 60% era diviso in piccole proprietà terriere. I nobili imponevano ai contadini ancora degli oneri feudali, come dare ogni hanno ai padroni, una parte del raccolto. In alcune regioni, esisteva ancora la servitù della gleba, che limitava la libertà dei contadini. Verso la fine del '700, su questa parte della popolazione, gravano anche carestie, cattivi raccolti, sottoproduzioni, e nasceranno quindi malcontenti. Poi c'era il Terzo Stato, che rappresentava circa il 98% della popolazione,  l'1.5% nobili e lo 0.5% clero.<br />
Questi ordini erano molto eterogenei anche al loro interno. Per esempio, tra la nobiltà non tutti erano nobili allo stesso modo: c’erano i più e i meno ricchi, nobiltà media e nobili decaduti in miseria, così come anche il clero (monsignore e prete di campagna).<br />
Il Terzo Stato comprendeva la borghesia che andava dal piccolo artigiano fino ai grandi mercanti e banchieri.<br />
La società era fondata non sui diritti, ma sui privilegi, nobiltà e clero non pagavano tasse e potevano accedere alle più alte cariche dello stato e ai posti superiori dell’esercito cosa a cui un borghese non poteva aspirare, perché per diritto quelle cariche erano affidate ai nobili o al clero.<br />
Il problema più grave della Francia era di natura finanziaria: c'era una grave crisi finanziaria dello Stato, il bilancio in deficit a causa delle spese militari (guerre ininterrotte), poi bisognava tenere le spese di corte, molto ingenti, così come anche le rendite da dare ai nobili.<br />
Per far fronte al deficit dello stato i ministri del re inaspirono le tasse e ricorsero al prestito da parte dei cittadini.<br />
Nel 1781 la situazione era talmente grave che il ministro delle finanze Jaques Necker arrivò a truccare il bilancio della stato, fa apparire il bilancio attivo benché fosse passivo. Per impedire di creare panico nei cittadini e per non scoraggiare i cittadini a prestare soldi allo stato.<br />
Mekker si rese conto che l’unica soluzione per uscire dalla crisi era mettere mano ad una riforma radicale: tutti dovevano pagare le tasse compresi nobili, e clero questo provocò la resistenza dei ceti interessati e continuarono a fare pressione sul re per allontanare Mekker. Nobiltà voleva che il re convocasse gli stati generali (che dal 1614 non erano più stati convocati). Siccome per approvare nuove leggi, bisogna avere l'approvazione dei stati generali, e questa convocazione, sarà l'inizo della rivoluzione. La cosa strana è che questa mossa è stata voluta dai nobili, per salvaguardare i propri interessi, e invece porterà ad una rivoluzione, che smantellerà i loro privilegi. Come si arriva alla rivoluzione? Questa situazione di crisi finanziaria, sfoccia in una rivoluzione (termine storigrafico, assegnato per indicare eventi di grande cambiamento, eventi violenti, infatti questa rivoluzione colpirà a morte il sistema politico e sociale dell'anciem regime. Questa rivoluzione, è una rivoluzione che coinvolse in diverso modo, tutti gli strati della società francese, tanto è vero che gli storici parlano di tre rivoluzioni interne nella rivoluzione francese: <br />
1. quella della borghesia; <br />
2. dei contadini; <br />
3. rivoluzione dei Sanculotti (la popolazione urbana, cittadina di Parigi). Questo nome viene affibiato dagli aristocratici francesi ai rivoluzionari, perchè non indossavano le culotte, cioè dei tipi di pantaloni maschili, che andavano di moda all'epoca, che arrivavano fino al ginocchio. I sanculotti indossavano dei calzoni lunghi fino alle caviglie, erano pantaloni di tela a righe, indossavano le bretelle, avevano il beretto rosso e una giacca corta, indossavano la coccarda tricolore ed erano armati di picca. Questi sanculotti parigini facevano diverse professioni, erano salariati, maniscalchi, artigiani e alimentarono questo movimento popolare che era caratterizzato però da richieste molto radicali. La rivoluzione tentò di abbattere l'ancien regime, cioè di cancellare i privilegi e anche gli abusi di carattere fiscale presenti nella società del '700, perchè  queste disuguaglianze sociali erano inaccettabili secondo le idee illuministe ed avanzate dagli stati borghesi emergenti. Il Terzo Stato, benchè variegato, si trovò unito nel desiderare di avere dei diritti politici contro i privilegi dell'Aancien regime. Su questo pesò molto il pensiero illuminista, e anche l' esesempio della rivoluzione americana (4 luglio del 76, dichiarazione di indipendenza) e il testo della dichiarazione dei diritti dell'uomo, usata per la rivoluzione americana, divenne il nuovo vangelo di questi rivoltosi francesi.]]></description>
<pubDate>Fri, 11 May 2012 18:53:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/rivoluzione-francese-tappe-eventi.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Montale, Eugenio - Limoni</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Limoni</strong></div>
<br />
<em>Limoni</em> è la seconda poesia di <em>Ossi di seppia </em>(che si apre con la poesia <em>In limine</em>: sulla soglia)<br />
I limoni costituisce il manifesto della poetica montaliana.<br />
I limoni sono correlativo oggettivo della poesia semplice e della possibilità di entrare in contatto con la realtà delle cose.<br />
<br />
<strong>Strofa 1</strong><br />
<span style="text-decoration:underline">v. 1 - ascoltami</span>: eco d’annunziana, con significato però opposto: il poeta vuole ricercare la poesia semplice.<br />
Montale critica i poeti vate, che hanno una mentalità antica e che comunicano con una raffinatezza troppo ricercata, lontana dalla realtà delle cose (critica anche l’estetismo).<br />
<span style="text-decoration:underline">v.4 - per me</span>: pleonastico, si ribadisce il punto di vista soggettivo di Montale. Egli vuole allontanarsi dai poeti vate e ama le cose semplici.<br />
Strade, pozzanghere, orti, limoni: correlativi oggettivi della semplicità.<br />
<span style="text-decoration:underline">vv. 5-6 - pozzanghere mezze seccat</span>e: realtà di solitudine e abbandono dell’uomo moderno;<br />
<span style="text-decoration:underline">v. 7 - anguilla: </span>simbolo rigenerativo della vita  anche nell’aridità c’è il tentativo di vivere;<br />
<em>L’anguilla </em>è una poesia dell’ultima raccolta ed è la poesia più importante: l’anguilla diventa simbolo della poesia. Poesia è vita, è l’unica voce che rende concreto l’uomo nel deserto dell’esistenza.<br />
In Montale però non c’è l’idea di poesia utile e consolatrice: la poesia è solo testimone del tempo e il poeta vive attraverso essa.<br />
<br />
<strong>Strofa 2</strong><br />
La strofa è ricca di elementi naturali: uccelli, rami dei limoni, odori.<br />
<span style="text-decoration:underline">v. 14 - rami amici:</span> i limoni rappresentano la possibilità di entrare in contatto con la realtà.<br />
L’odore dei limoni non riesce però a staccarsi da terra: la terra costituisce il limite della possibilità di capire la realtà.<br />
<span style="text-decoration:underline">v. 17 - dolcezza inquieta</span>: ossimoro, l’uomo sa che i limoni costituiscono un’illusione, illusione che però è fondamentale per l’esistenza dell’individuo (v. 19: per miracolo tace la guerra);<br />
<span style="text-decoration:underline">v. 20 - noi poveri:</span> si riferisce ai poeti non laureati<br />
<br />
<strong>Strofa 3</strong><br />
Montale invita il lettore a “vedere” il silenzio dove sembra potersi rivelare quello sbaglio di natura con cui riuscire a cogliere l’essenza delle cose.<br />
<span style="text-decoration:underline">vv. 26-28</span>: possibilità di cogliere l’essenza<br />
<span style="text-decoration:underline">v. 30:</span> la ragione però (a differenza dei simbolisti che accantonano la razionalità a favore dell’immediatezza) indaga, accorda (tentativo di sintesi) e disunisce (frantumazione inconcepibile)<br />
Tutto ciò avviene mentre imperversa l’odore dei limoni.<br />
<span style="text-decoration:underline">vv. 34-36:</span> a causa di questa incapacità di cogliere l’essenza l’uomo ritorna a essere l’ombra di se stesso , come una divinità infastidita perché ha un limite.<br />
<br />
<strong>Strofa 4</strong><br />
Quando l’illusione viene meno, subentra l’immagine della città.<br />
Pioggia che stanca la terra, tedio, luce avara, amara anima: simboli della disillusione<br />
<span style="text-decoration:underline">v. 43:</span> quando: ritorno dell’illusione  anche in città è possibile trovare un errore di natura (portone mal chiuso) che scatena l’illusione di poter provare a cogliere l’essenza della realtà.]]></description>
<pubDate>Fri, 11 May 2012 18:44:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti-italiano/eugenio-montale/montale-eugenio-limoni.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Biomolecole (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Le biomolecole</strong></div>
<br />
Le biomolecole, che comprendono le proteine, i carboidrati, i lipidi e gli acidi nucleici, sono sostanze esclusive degli esseri viventi. Le biomolecole sono tutti composti organici tenuti insieme da legami covalenti che conferiscono loro una struttura stabile. Molto spesso si tratta di molecole molto grandi, macromolecole, aventi massa superiore a 1000u. Molte macro molecole biologiche sono polimeri,  risultanti dall'unione di molecole più piccole, monomeri. <br />
Sono polimeri: <br />
- i polisaccaridi, carboidrati formati da monosaccaridi;<br />
- proteine, formate da catene di amminoacidi;<br />
- acidi nucleici, formati da nucleotidi.<br />
Non sono polimeri i lipidi che comprendono molecole di struttura e dimensione molto varie.<br />
Tutte le biomolecole hanno due caratteristiche importanti:<br />
1. Hanno una precisa struttura tridimensionale, raggomitolata (emoglobina) o forma di filamenti (cheratina). La forma di queste molecole è in relazione con la funzione che svolgono;<br />
2. possiedono proprietà chimiche specifiche che determinano, insieme alla forma, la loro funzione.<br />
<br />
<strong>Carboidrati</strong><br />
I carboidrati comprendono un gruppo di composti contenenti soprattutto atomi di carbonio legati ad atomi di ossigeno e gruppi ossidrile (H-C-OH). Svolgono tre funzioni principalmente: sono una fonte di energia rapidamente utilizzabile,  forniscono scheletri carboniosi che possono essere rielaborati per formare nuove molecole, vengono utilizzati come materiali di sostegno e rivestimento cellulare. Le categorie di carboidrati più importanti sono:<br />
- monosaccaridi, composti da un solo zucchero;<br />
- disaccaridi, formati da due monosaccaridi;<br />
- oligosaccaridi, da tre a venti monosaccaridi;<br />
- polisaccaridi, formati da centinaia di monosaccaridi.<br />
<br />
<strong>Monosaccaridi, zuccheri semplici</strong><br />
I monosaccaridi, zuccheri semplici, contengono da tre a sette atomi di carbonio, si dividono in aldosi, aventi gruppo aldeidico, e chetosi, aventi gruppo chetonico. Il desossiribosio e ribosio sono due zuccheri pentosi e formano l'ossatura degli acidi nucleici, il primo del DNA e il secondo dell'RNA. La differenza consiste nella mancanza di un atomo di ossigeno nel carbonio 2 del desossiribosio. <br />
<br />
<strong>Legami glicosidici</strong><br />
I polisaccaridi derivano tutti da monosaccaridi che, in seguito a condensazione, si sono uniti attraverso legami covalenti detti legami glicosidici. Gli oligosaccaridi a volte sono legati con proteine, dando glicoproteine, e lipidi, dando glicolipidi.<br />
<br />
<strong>Alcuni polisaccaridi</strong><br />
I polisaccaridi hanno una funzione di deposito di energia. Questa funzione negli animali è svolta dal glicogeno,  che svolge una funzione di deposito di energia nel fegato e nei muscoli, mentre nelle piante ciò è svolto dall'amido. La cellulosa è la principale componente della parete cellulare ed è un eccellente materiale da costruzione.<br />
<br />
<strong>Carboidrati modificati</strong><br />
Alcuni carboidrati sono chimicamente modificati sostituendo uno o più gruppi ossidrilici con gruppi fosfati per avere zuccheri fosfati o con gruppi amminici ottenendo gli amminozuccheri.<br />
<br />
<strong>Proteine</strong><br />
Le proteine svolgono molteplici funzioni: di sostegno meccanico, protezione,trasporto catalitico, difensiva, regolazione e movimento.<br />
Le proteine sono formate da amminoacidi. Esistono 20 tipi di amminoacidi. Le proteine variano per dimensione. Sono composte da un polimero lineare di amminoacidi, catena polipeptidica, che si ripiega su se stesso fino ad assumere una precisa forma tridimensionale. Molte proteine sono formate da più catene polipeptidiche.<br />
<br />
<strong>Gli amminoacidi</strong><br />
Gli amminoacidi sono composti che presentano due gruppi funzionali, un gruppo amminico e un gruppo carbossilico legati a uno stesso atomi di carbonio detto carbonio alfa. Legati al carbonio alfa ci sono anche un atomi di idrogeno e una catena laterale, detta gruppo radicale. Le catene laterali degli amminoacidi contengono importanti gruppi funzionali dai quali dipendono la struttura tridimensionale e le specifiche proprietà chimiche dell'amminoacido. I 20 amminoacidi possono essere classificati :polari, dotati di carica elettrica e idrofobici. Tre amminoacidi costituiscono dei casi particolari: <br />
la catena laterale della cisteina presenta un gruppo terminale -SH e può reagire con un altra unita di cisteina formando un ponte disolfuro, che contribuiscono a determinare il modo in cui si ripiega una proteina.<br />
La catena laterale della glicina è un atomo di idrogeno, piccolo e capace di incastrarsi nei ristretti spazi liberi all'interno di una molecola.]]></description>
<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:47:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/chimica/organica/biomolecole-funzioni.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Cellula - Eucariotica e procariotica</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Cellula - Eucariotica e procariotica</strong></div>
<br />
<strong>La cellula</strong><br />
Gli esseri viventi possono essere classificati in tre domini: gli <strong>archei</strong>, i <strong>batteri</strong> e gli <strong>eucarioti</strong>. Gli archei e i batteri sono costituiti da cellule procariotiche, che non possiedono compartimenti interni delimitati da membrane.<br />
Tutte le cellule sono circondate da una <strong>membrana</strong>. La membrana che separa la cellula dall'ambiente esterno è detta <strong>membrana plasmatica</strong>. Essa è composta da due strati di molecole di fosfolipidi con le code idrofobiche rivolte le une verso le altre e le teste idrofile dei fosfolipidi invece sono rivolte verso l'interno acquoso su un lato della membrana e verso l'ambiente extracellulare sull'altro. I ruoli svolti dalla membrana sono:<br />
- quello di permettere alla cellula di conservare un ambiente interno costante;<br />
- quello di agire da barriera semipermeabile;<br />
- importante per la comunicazione con le cellule adiacenti e per la ricezione dei segnali proveniente dall'esterno<br />
spesso contiene proteine che sporgono da essa e che sono responsabili dell'adesione fra cellule vicine.<br />
<br />
<strong>Struttura della cellula procariota</strong><br />
La struttura di base delle cellule procariotiche presentano:<br />
- la membrana plasmatica che racchiude la cellula;<br />
- all'interno della membrana plasmatica si trova il citoplasma, un materiale semifluido nel quale avvengono quasi tutte le reazioni cellulari;<br />
- il nucleoide che contiene il materiale ereditario (DNA) della cellula.<br />
Il <strong>citoplasma</strong> è composto da due parti: il <strong>citosol</strong>, che è costituito per la maggior parte di acqua contenente in soluzione ioni, micromolecole e proteine, e i <strong>ribosomi</strong>, insiemi di RNA e proteine e sono situati dove ha luogo la sintesi proteica. Il citoplasma non è una regione statica. Le dimensioni delle cellule procariotiche sono minori di quelle eucariotiche.<br />
<br />
<strong>Caratteri specializzati nelle procariotiche</strong><br />
Nel corso dell'evoluzione alcuni procarioti hanno sviluppato strutture specializzate:<br />
- la parete cellulare e la capsula. Molti procarioti possiedono una parete cellulare situata esternamente alla membrana plasmatica. Questa parete in molti casi è costituita da amminozuccheri e può essere rivestita da una membrana esterna. - Attorno alla parete cellulare alcuni batteri presentano uno strato di muco, composto per lo più da polisaccaridi e denominato capsula. Essa serve a proteggere i batteri dagli attacchi del sistema immunitario dell'organismo di cui è ospite.<br />
- Le membrane interne: alcuni batteri, soprattutto i cianobatteri, sono in grado di svolgere la fotosintesi. In essi la membrana plasmatica si ripiega all'interno del citoplasma formando un sistema di membrane interne contenenti le molecole responsabili della fotosintesi.<br />
-I flagelli e i pili: numeriosi procarioti sono in grado di nuotare usando appendici denominate flagelli costituiti di proteine e ruotano sul proprio asse come un'elica. I pili sono più corti e numerosi e servono a far aderire un batterio a un altro durante gli scambi di materiale genetico o favoriscono l'adesione dei batteri alle cellule animali.<br />
<br />
<strong>Le cellule eucariotiche</strong><br />
Le cellule eucariotiche sono caratterizzate dalla presenza di compartimenti delimitati da membrane, gli <strong>organuli</strong>, nei quali si verificano determinate reazioni chimiche. Gli organuli presenti nella cellula eucariotica sono:<br />
- il nucleo che contiene gran parte del materiale genetico. In esso ha luogo la duplicazione del DNA e le prima parte della decodificazione dell'informazione genetica.<br />
- L'apparato di Golgi e il reticolo endoplasmatico , dove vengono sintetizzate le molecole complesse per essere inviate nelle sedi opportune.<br />
- I lisosomi e i vacuoli, sono sistemi cellulari digerenti dove le molecole vengono idrolizzate, all'interno dei vacuoli vengono accumulate sostanze di riserva e acqua.<br />
- I mitocondri, organuli dove si svolge la respirazione cellulare,processo in cui i carboidrati o lipidi vengono demoliti usando ossigeno.	                                                                           2<br />
- I cloroplasti, presenti solo nelle cellule vegetali, compiono la fotosintesi.<br />
<br />
<strong>Studio degli organuli cellulari</strong><br />
Gli organuli cellulari sono stati scoperti attraverso l'uso del microscopio elettronico. Un altro modo per osservare le cellule è l'utilizzo della tecnica del frazionamento cellulare. Esso comincia con la distruzione della membrana plasmatica in modo che le componenti citoplasmatiche possano defluire in una provetta. E' poi possibile separare i diversi compartimenti in base al loro volume e alla loro densità e procedere con l'analisi biochimica sugli organuli isolati.]]></description>
<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:39:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/biologia/cellula/cellula-eucariotica-procariotica.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Alighieri, Dante - Convivio, Mappa concettuale</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Dante Alighieri - Convivio, Mappa concettuale</strong></div>
<br />
Mappa concettuale contenente varie informazioni dell'opera di Dante Alighieri, Convivio: periodo in cui è stato scritto, contenuti, pensiero.]]></description>
<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:22:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/dante/dante-vita-opere/convivio-mappa-concettuale.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Petrarca, Francesco - Mappa concettuale</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Francesco Petrarca - Mappa concettuale</strong></div>
<br />
Mappa concettuale con vari collegamenti della vita e delle opere di Francesco Petrarca.]]></description>
<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:16:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti-italiano/petrarca/francesco-petrarca-mappa-concettuale.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Gucciardini, Francesco - Mappa concettuale</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Francesco Gucciardini - Mappa concettuale</strong></div>
<br />
Mappa concettuale con vari collegamenti della vita e delle opere di Francesco Gucciardini.]]></description>
<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:12:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti-italiano/letteratura-cinquecento/500-autori-opere/francesco-gucciardini-mappa-concettuale.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Angiolieri, Cecco - Mappa concettuale</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Cecco Angiolieri - Mappa concettuale</strong></div>
<br />
Mappa concettuale riguardante vari collegamenti della vita e delle opere dell'autore medievale Cecco Angiolieri.]]></description>
<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:07:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti-italiano/letteratura-medievale/medioevo-autori-letteratura/cecco-angiolieri-mappa-concettuale.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Rivoluzione scientifica - I filosofi</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Rivoluzione scientifica - I filosofi</strong></div>
<br />
Thomas kun dà una definizione di <strong>paradigma</strong> come di insieme coerente e articolato di teorie che sono predominanti in un certo momento storico. Prima visione aristotelioco - tolemaica poi rivoluzione di Copernico, che ha abbandonato la visione geocentrica dell universo, che ne poneva la terra al centro e faceva girare tutto intorno ad essa, c'era l'empirio dove c'era l'ultimo cielo e dove c'erano le stelle fisse e dimorava Dio. Durante le rivoluzioni, gli scienziati vedono cose che prima non vedevano, perchè erano cose inconcepibili. Se una cosa non si conosce, la mente non porterà i sensi a porre l'attenzione verso una determinata cosa. La teoria aristotelico - tolemaica non spiegava tanti problemi, ma nessuno aveva il coraggio di cambiarla, così creavano ipotesi per tenere in piedi la teoria, che era diventata un mostro. La grandezza di Copernico è stata quella di voltare pagina, egli non ha detto chissà che cosa, ha posto il sole al centro dell'universo, ma già prima un certo Aristarco da Samo ,il giorno dell'equinozio d'estate, quando i raggi cadono più o meno perpendicolari alla terra (si trovava in Egitto), era riuscito a calcolare con approssimazione, la distanza del sole dalla terra uttilizzando la proiezione dell'ombra e aveva capito che il sole era molto più grande della terra e che quindi era esso che le girava intorno, questa teoria però non aveva avuto fortuna, poichè subentra l'autoritarismo, aristotele era considerato l'autorità nel campo della scienza, e perciò la sua teoria che venne assunta dalla chiesa, come la verità e rimase così per tutto il medioevo. Ciò che apre la strada a questa rivoluzione di idee, sarà l'astronomia, e i rappresentanti Copernico, Keplero, Tycho Brahe, Galileo e Newton che ristitemerà tutte queste idee nella fisica classica. Per pezzo per pezzo, a fatica viene smontata questa vecchia teoria, una teoria millenaria. Copernico pone il sole al centro dell'universo, Thyco Brahe che era un anti-copernicano, però elimina le sfere materiali (nella vecchia cosmologia pensavano che nel loro moto i pianeti fossero intrappolati in delle sfere materiali che li trainano e li fanno girare), sarà Keplero a sostituire quest'idea della sfera con l'idea del moto elittico e Galileo dimostrerà che non è vero che ci sono due fisiche, una terrestre da una celeste, perchè lui osserva con il cannocchiale i pianeti, gli astri e la luna e vede che sono fatti di montagne, di valli, come la terra. Galileo non inventa il cannocchiale, sapeva che era stato un fiammingo, e allora non si usava come strumento scientifico, sarà Galileo a perfezionarlo e a creare un telescopio. Galileo dimostrerà la falsità della distinzione della fisica, Aristotele pensava che ci fosse la quint'essenza, l'etere, che rendeva perfetti solo i cieli, a differenza della terra che è fatta dai quattro elementi. Formulerà anche il principio di'inerzia. Newton raccoglie tutte queste teorie. Durante questi 150 anni non cambia solo l'immagine del mondo, ma cambia proprio l'immagine dell'uomo, spostando fuori dal centro la terra, butta fuori anche l'uomo. Cambia la scienza, cambia l'idea del sapere, nasce il metodo scientifico, nasce la figura dello scienzato, mentre prima era un mago, un filosofo della natura, un dotto, mentre da quando la scienza acquisirà un suo metodo e diventerà autonoma dalla filo e dalla teologia, nascerà lo scienziato. Cambiano i rapporti tra la scienza e la società, e tra scienza e filosofia e tra scienza e fede. Copernico sposta la terra e con essa anche l'uomo, ora la terra diventa uno dei tanti pianeti che gira intorno al sole, mentre prima si pensava che dio avesse fatto tutto in funzione della terra e del uomo, suo abitante, ora la terra non è più luogo privilegiato della creazione, perchè sulla terra abita l'uomo, che è la più alta creatura creata da dio, perchè la terra è creata per l'uomo, sorgono allora tantissimi problemi. Se la terra è soltanto uno dei tantissimi pianeti potrebbe essere successa una cosa analoga alla discendenza da Adamo ed Eva anche in qualche altro pianeta. Questi interrogativi per avere un esempio analogo, si erano riproposti quando venne scoperto il nuovo mondo, il problema della diversità che suscita timore, e la cultura occidentale era andata in crisi, e quando Giordano Bruno (filosofo stravagante) farà diventare infinito l'universo, il pensiero tradizionale andrà in crisi. Anche Copernico aveva allargato l'universo, ma si credeva fosse pur sempre finito. Il problema dell'infinita dell'universo faceva sorgere il problema della dimora di Dio, non si sapeva dove dimorasse. Muta progressivamente anche l'immagine della scienza, perchè questa rivoluzione scientifica, non consiste solamente nel raggiungimento di nuove teorie, ma è anche una rivoluzione dell'idea di sapere, dell'idea di scienza. Una <strong>rivoluzione scientifica</strong> è un grande movimento di idee, un grande movimento di pensiero che coinvolgerà tante discipline e spazierà in vari campi, cambia sostanzialmente il modo di vedere le cose nel mondo. A trascinare questa rivoluzione sarà l'astronomia, Copernico sarà quello che introdurra l'eliocentrismo(tutti i pianeti girano intorno al sole). Il processo di mutamento dell'universo è stato espresso bene da un'epistemologo che si chiama Thomas Kun che ha scritto un classico intitolato <em>La struttura della rivoluzione scientifica</em>, in cui dice che quello che cambia con Copernico, è il paradigma, cioè una serie di metodi che contraddistiguono in una certa fase della scienza una certa visione, un certo metodo di fare scienza. Si abbandona il paradigma tolemaico e si fa spazio a quello Copernicano. Quando si usa il termine rivoluzione si indica qualcosa di nuovo si taglia con il passato. Kun dice: &quot;Quando mutano i paradigmi, il mondo stesso prende nuove direzioni, ma il fatto ancora più importante, è che durante le rivoluzioni, gli scienziati vedono cose nuove  e diverse, anche quando guardano con gli strumenti tradizionali nelle direzioni in cui avevano guardato prima. &quot; Questo è ciò che successe con Copernico, il quale ebbe il grande merito di rompere con il passato e addottare una nuova teoria. Tutti i grandi nomi della scienza hanno contribuito a determinare la nuova visione dell'universo e poi è confluito tutto in Newton, tutto è stato sintetizzato in quella che si chiama la fisica classica newtonana, che tutt'oggi serve per spiegare il macrocosmo, se non entriamo in microfisica, che riguarda il mondo delle particelle subatomiche, sono ancora valide le teorie di Newton. Copernico mette il sole al centro dell'universo e la terra le gira intorno(teoria che avevano ipotizzato già i pitagorici). La teoria di Aristotele era più corrispondente alle credenze della bibbia, nella quale c'è scritto &quot;Oh sole fermati&quot;. Tycho Brae è un grande anti copernicano, egli elimina le sfere materiali e introduce l'idea di orbita. Keplero (grande matematico discepolo di Tycho) dà una sistemazione matematica, dà ragione a Copernico e tenta di dare una spiegazione matematica alla sua teoria, e scopre che questi pianeti non hanno un'orbita circolare perfetta ma hanno un moto elittico, descrivono un ellissi. Galileo Galilei attraverso il cannocchiale, che usa con uno scopo scentifico, e vede che la fisica terrestre è uguale a quella celeste, e distrugge quella credenza antica che faceva una distinzione fatta da Aristotele tra la fisica celeste (formata dal quinto elemento, l'etere e il movimento circolare, perfetto e incorruttibile dei pianeti) e la fisica terrestre (movimento imperfetto e fatta di materie soggette al divenire, i quattro elementi:acqua, aria, terra, fuoco) per Galileo la fisica è quindi unica. Isaac Newton con la teoria della gravitazione unifica la fisica di Galileo e quella di Keplero. Durante questi 150 anni non muta solo l'immagine dell'universo, ma anche l'idea della scienza, l'idea dell'uomo, il rapporto tra uomo e scienza, tra scienza e filo e tra scienza e fede. Con Copernico la terra diventa un qualunque pianeta, l'universo si ingrandisce, ma rimane pur sempre finito. Ora che la terra non è più al centro, sorge un problema, prima si credeva in una centralità dell'uomo (abitante della terra) tutto l'universo era in funzione dell'uomo, ora invece sorgono tante domande teologiche e antropologiche, è possibile che esistano altri pianeti abitati, da uomini o altri esseri viventi. Questo è una questione tutt'ora presente ai giorni nostri. Il problema allora era conciliare questo con la religione, con la rivelazione, con quanto afferma la Bibbia, che parla solo dell'uomo. Ma se Dio si è rivelato sulla terra, potrebbe essersi rivelato anche in altri mondi? Tutta una serie di interrogativi che mettevano panico nella gente. Ci saranno altri intelletuali come Giordano Bruno, che parlerà dell'infinità dei mondi, e squarcierà i confini dell'universo, e il pensiero comune si ritroverà nell'urgenza di reperire una dimora di Dio. Mutando questa immagine del mondo, muta anche l'immagine della scienza, stessa cosa che successe quando venne scoperto il Nuovo Mondo. La rivoluzione scientifica è anche una rivoluzione sull'idea di che cosa sia la scienza. Fino a questo punto la scienza vera e propria non esisteva, era considerata la filosofia della natura. La nascita della scienza deve molto a Galileo Galilei, il quale espliciterà con molta chiarezza che la scienza non è più un &quot;discorso su un mondo di carta&quot;, perchè prima lo scienziato era una persona intelletuale che discuteva su libri, su quello che era già stato detto  da persone che erano ritenute autorevoli(il principio dell'autorità), il loro operato quindi si riduceva ad un commento di quello che era già stato detto. Questo secondo Galileo è un mondo di carta, un mondo di parole, la scienza non può procedere in questo modo, ma deve fare un discorso, un'indagine sulla natura, deve fare un'osservazione sulle cose, deve sviluppare anche delle teorie, ma poi deve verificarle, cioè con degli esperiminti. Il metodo scientifico è infatti basato sulla prova delle teorie attraverso degli esperiminti che vengono ricostruiti. Questo metodo lo dobbiamo a Galileo, egli è il primo che dice che la scienza deve avere un suo metodo, e riesce a descrivere questo metodo e riesce quindi a ritagliare un'autonomia alla scienza, che grazie a Galileo riuscirà a distaccarsi dalla filosofia. Questa nuova immagine della scienza emerge dopo una lunga gestazione e da un insieme di tanti elementi, in cui troviamo anche combinate magia, alchimia, ermetismo, astrologia, all'inizio la scienza è come un grande calderone in cui si mescolano tutte queste cose e anche molti temi della filosofia neoplatonica. Il neoplatonismo ha una corrente in cui si dà grande importanza al sole, che è visto come il simbolo di questa mente superiore(dio), architetto dell'universo, si ritiene che l'universo debba essere ordinato secondo delle leggi matematiche, e che la chiave di lettura dell'universo, sia proprio la matematica. Questa è la filosofia di fondo della rivoluzione scientifica. Tutte le figure rilevanti che hanno contribuito, sono dei neoplatonici, anche Galileo, perchè ritengono che l'universo sia ordinato, c'è quest'idea neoplatonica(perchè era stato platone a dire che noi riusciamo a vedere le idee perchè c'è questo sole che ci illumina, altrimenti vivremo nel buio e nell'ignoranza. Conosciamo grazie al sole). Quest'idea è presente in tutti questi astronomi. Che è poi un principio di razionalità, razionalità che si crede sia di natura matematica, e quindi quantificabile attraverso numeri.]]></description>
<pubDate>Thu, 10 May 2012 20:32:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/filosofia-moderna/filosofi-rivoluzione-scientifica.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Testo descrittivo (3)</title>
<description><![CDATA[I TESTI DESCRITTIVI<br />
<br />
Descrivere<br />
<br />
Descrivere significa mostrare con le parole come è fatta una cosa (una persona, un animale, un oggetto o un luogo), indicandone le caratteristiche e gli aspetti che possono darne un’immagine chiara ed efficace.<br />
Le descrizioni raramente costituiscono testi autonomi. Piuttosto, parte descrittive si incontrano in diversi generi di scrittura. Per distinguere testi o sequenze descrittivi da testi di altre tipologie, teniamo presenti alcune indicazioni:<br />
1) nel testo descrittivo non si verificano avvenimenti, il quadro appare fermo, come una fotografia;<br />
2) il testo descrittivo si ferma alla superficie delle cose, cioè dice “come” le cose sono, non spiega “perché” sono così;<br />
3) il testo descrittivo non produce prove ma elenca particolari.<br />
Osserviamo come procede, in linea generale, una descrizione:<br />
anzitutto sceglie un oggetto su cui lavorare;<br />
individua particolari concreti, determinati e significativi, cioè specifici di quell’oggetto, basandosi sulla percezione, quindi sui cinque sensi: in primo luogo la vista, ma anche l’udito, il tatto, il gusto e l’olfatto;<br />
presenta gli aspetti che costituiscono l’oggetto in maniera chiara e ordinata: le percezioni vengono selezionate e ordinate dalla mente secondo un piano preciso, che diventa anche lo schema del testo che si scrive;<br />
usa una sintassi semplice, termini precisi, numerosi aggettivi, sinonimi e utilizza strutture grammaticali in grado di specificare caratteristiche (complementi di qualità, di modo ecc.); predilige i tempi verbali del presente e dell’imperfetto.]]></description>
<pubDate>Thu, 10 May 2012 19:05:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/analisi-testo/testo-descrittivo-analisi.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Dopoguerra e divisione del mondo</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Dopoguerra e divisione del mondo</strong></div>
<br />
Dopo la guerra l’Europa uscì in condizioni disastrose.<br />
Nel 1945 nacque l’ONU, che aspirava all’uguaglianza delle nazioni.<br />
I nuovi confini furono decisi dai carri armati.<br />
Stalin temeva che i paesi capitalisti aggredissero l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti temevano l’espansione del comunismo. Stalin impose il sistema comunista in tutti i paesi dell’Europa orientale che divennero “Stati satelliti”. Cominform = ufficio di informazione dei partiti comunisti per coordinare l’azione dei partiti comunisti europei. Truman (presidente americano) aiutò l’Europa nella ricostruzione con il piano Marshall per evitare che il comunismo si espandesse. Risollevò l’Europa e rafforzò i legami dell’occidente con gi Stati Uniti. Il COMECON fu istituito dall’Unione Sovietica ed è un’alleanza economica dei paesi comunisti. <br />
Nacque un grande Stato comunista: la Repubblica Popolare Cinese di Mao.<br />
Nacquero due organizzazioni militari: la NATO e i paesi comunisti si unirono nel Patto di Varsavia. Iniziò la guerra fredda: fredda perché non vennero utilizzate armi da fuoco, ma con armi come la diplomazia, l’ideologia e l’economia. La pace fu garantita dal terrore di una guerra atomica.<br />
Il movimento dei non alleati era un movimento degli Stati che non si schieravano né con gli USA né con l’URSS. <br />
La guerra di Corea fu il primo conflitto “caldo” della guerra fredda. Alla fine la Corea fu divisa in due parti: il nord comunista e il sud filo americano.<br />
La morte di Stalin segnò l’inizio del disgelo. Il nuovo leader sovietico promosse riforme per modernizzare la società sovietica e cercò il dialogo con gli Stati Uniti. Egli fece una denuncia dei crimini commessi da Stalin. In Polonia e in Ungheria vi furono dei tentativi di riforma ma nella prima l’Armata Rossa soffocò nel sangue la rivolta.<br />
Kennedy si aprì alla distensione con l’URSS e si dedicò alla difesa dei diritti dei neri. Fu assassinato nel 1963.<br />
A Berlino l’URSS fece innalzare il muro nel 1961 che3 divenne il simbolo della guerra fredda.<br />
Nel Vietnam del sud di sviluppò un movimento comunista di guerriglia, chiamato Vietcong, appoggiato dal Vietnam del nord. La guerra si concluse con un armistizio. Il Vietnam fu riunificato sotto il regime comunista.<br />
Il Medio Oriente fu l’area in cui emersero i principali conflitti: Israele vinse la guerra dei sei giorni contro l’Egitto; la guerra del Kippur portò al rafforzamento del blocco arabo, ma il presidente egiziano si allontanò dall’URSS e stipulò la pace con Israele. In Iran si instaurò un regime fondamentalista, fortemente antioccidentale e antiamericano. Iran e Iraq combatterono una guerra che si concluse senza un vincitore.<br />
L’Unione Sovietica inviò l’esercito in Afghanistan per difendere il regime filosovietico. Nel 1992 si instaurò il regime integralista dei taleban, gli studenti del Corano. <br />
<br />
Quando le due superpotenze furono in grado di distruggersi a vicenda si instaurò l’equilibrio del terrore, ma la situazione indusse USA e URSS a impegnarsi per diminuire le armi atomiche: si tennero i colloqui SALT sulla limitazione reciproca delle testate nucleari; Reagan e Gorbacev firmarono un accordo per il ritiro delle testate nucleari presenti in Europa; Gorbacev annunciò la riduzione unilaterale delle truppe sovietiche nei paesi dell’est; l’accordo START stabilì la riduzione del 25% delle testate nucleari di USA e URSS.<br />
<br />
Gli Stati Uniti e molti uomini politici europei auspicavano la creazione di un’Europa unita e senza barriere commerciali: venne costituita la CECA (per coordinare la produzione e i prezzi nel settore del carbone e dell’acciaio); il trattato di Roma istituì la CEE realizzando gradualmente la libera circolazione delle persone e delle merci. <br />
Nel 1979 vi fu la prima elezione a suffragio diretto e universale del Parlamento Europeo. Nel 1992 il Trattato di Maastricht ha istituito l’Unione Europea, è stata istituita la moneta unica (l’euro), è stato rafforzato il Parlamento e si prospetta una politica estera comune. Dal 2007 sono 27 gli Stati membri dell’Unione Europea.<br />
Il terzo dopoguerra iniziò con il crollo del comunismo: il mondo entrò in una nuova epoca.<br />
Gorbacev attuò radicali riforme che diedero speranza di cambiamenti radicali nei paesi del blocco comunista.<br />
Nel 1989 la situazione precipitò: in Ungheria venne aperto un varco al confine con l’Austria, iniziarono le fughe verso l’Occidente; il 10 novembre 1989 crollò il muro di Berlino e l’anno seguente la Germania tornò unita; in Polonia, Ungheria, Bulgaria, Cecoslovacchia terminò il regime comunista, solo in Romania il trapasso avvenne in modo violento; nell’agosto 1991 i rappresentanti del vecchio regime tentarono un colpo di Stato.]]></description>
<pubDate>Thu, 10 May 2012 18:21:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-contemporanea/riassunto-sul-dopoguerra-ad-oggi.html]]></link>
</item>
<item>
<title>America Meridionale - Morfologia, storia, economia</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>America meridionale</strong></div>
<br />
L'America meridionale è una massa continentale formata da 3 grandi regioni morfologiche infatti possiamo trovare un lungo sistema montuoso a Ovest come la Cordigliera delle Ande e la Cordigliera Patagonica, possiamo trovare anche vaste pianure alluvionali stanziate nella parte centrale e un sistema di montagne antiche dai profili arrotondati nel versante orientale. Le pianure alluvionali sono occupate da lunghissimi corsi d'acqua infatti possiamo trovare il fiume più lungo a mondo il Rio delle Amazzoni e anche un altro fiume molto grande come il Rìo de la Plata. I laghi non sono molti ma ne vanno ricordati 2 per le loro caratteristiche il Maracaibo che si trova in Venezuela e il Lago Titicaca nella regione andina centrale ( Perù ) a 3800 metri sul livello del mare. Questo continente è molto vasto e poco popolato infatti ospita meno del 6% deglia abitanti della terra. La densità è bassa per le sfavorevoli condizioni climatiche di alcune vaste regioni come l'Amazzonia e il Cile, infatti la popolazione si concentra lungo le coste e gli altipiani.<br />
<br />
<strong>Storia</strong><br />
<br />
Il continente americano fu abitato in principio da popolazioni nomadi che circa quarantamila anni fa giunsero dall'Asia attraverso lo stretto di Bering. La seconda fase del popolamento del continente fu l'arrivo di Cristoforo Colombo, in poche decine di anni i spagnoli e portoghesi conquistarono l'intero Sudamerica tranne le colonie olandesi e sassoni nella Guyana. Durante i tre secoli  di dominazione coloniale furono cancellate le identità culturali esistenti e in alcuni casi sterminate diverse popolazioni. Il modello coloniale spagnolo era di tipo feudale e le propietà erano affidate dalla corona ai colonizzatori che avevano il potere assoluto sulle terre e le risorse che essa conteneva. Questo spiega  anche il ritardo economico del Paese. La coltura spagnola e portoghese si instaurò sia nella lingua sia nella religione e nela struttura economica diventata di tipo latifondista.<br />
<br />
<strong>Economia</strong><br />
<br />
Il settore più attivo è il settore secondario che si dedica sopratutto nella produzioni di piantagioni ( Caffè-Canna da zucchero ), è molto attivo anche il settore terziario grazie al suo crescente tasso di turismo.<br />
Negli ultimi decenni le economie del Brasile e dell'Argentina per sanare il debito estero hanno avviato un sistema di privatizzazione delle industrie e dei sevizi, purtroppo questo sistema ha avuto costi sociali altissimi infatti hanno aumentato la disoccupazione e il peggioramento della condizione di vita.]]></description>
<pubDate>Thu, 10 May 2012 16:04:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/geografia/riassunto-completo-america-meridionale-in-generale-morfologia-ec.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Odissea - Le Sirene</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Le Sirene</strong></div>
<br />
Mentre ciò loro io discoprìa, la nave,<br />
Che avea da poppa il vento, in picciol tempo<br />
Delle Sirene all'isola pervenne.<br />
Là il vento cadde, ed agguagliossi il mare,<br />
E l'onde assonnò un demone. I compagni<br />
Si levâr pronti, e ripiegâr le vele,<br />
E nella nave collocarle: quindi<br />
Sedean sui banchi ed imbiancavan l'onde<br />
Co' forti remi di polito abete.<br />
Io la duttile cera, onde una tonda<br />
Tenea gran massa, sminuzzai con destro<br />
Rame affilato; ed i frammenti n'iva<br />
Rivoltando e premendo in fra le dita.<br />
Né a scaldarsi tardò la molle pasta;<br />
Perocché lucidissimi dall'alto<br />
Scoccava i rai d'Iperïone il figlio.<br />
De' compagni incerai senza dimora<br />
Le orecchie di mia mano; e quei diritto<br />
Me della nave all'albero legaro<br />
Con fune, i piè stringendomi e le mani.<br />
Poi su i banchi adagiavansi, e co' remi<br />
Batteano il mar, che ne tornava bianco.<br />
Già, vogando di forza, eravam quanto<br />
Corre un grido dell'uomo, alle Sirene<br />
Vicini. Udito il flagellar de' remi,<br />
E non lontana omai vista la nave,<br />
Un dolce canto cominciaro a sciorre:<br />
&quot;O molto illustre Ulisse, o degli Achei<br />
Somma gloria immortal, su via, qua vieni,<br />
Ferma la nave; e il nostro canto ascolta.<br />
Nessun passò di qua su negro legno,<br />
Che non udisse pria questa che noi<br />
Dalle labbra mandiam, voce soave;<br />
Voce, che innonda di diletto il core,<br />
E di molto saver la mente abbella.<br />
Ché non pur ciò, che sopportaro a Troia<br />
Per celeste voler Teucri ed Argivi,<br />
Noi conosciam, ma non avvien su tutta<br />
La delle vite serbatrice terra<br />
Nulla, che ignoto o scuro a noi rimanga&quot;.<br />
Cosi cantaro. Ed io, porger volendo<br />
Più da vicino il dilettato orecchio,<br />
Cenno ai compagni fea, che ogni legame<br />
Fossemi rotto; e quei più ancor sul remo<br />
Incurvavano il dorso, e Perimede<br />
Sorgea ratto, ed Euriloco, e di nuovi<br />
Nodi cingeanmi, e mi premean più ancora.<br />
Come trascorsa fu tanto la nave,<br />
Che non potea la perigliosa voce<br />
Delle Sirene aggiungerci, coloro<br />
A sé la cera dall'orecchio tosto,<br />
E dalle membra a me tolsero i lacci.<br />
<br />
<strong>Parafrasi</strong><br />
Intanto la nave resistente arrivò nell’isola delle sirene. Un vento favorevole la spingeva. Subito dopo il vento cessò e una calma inquietante avvolse la nave; un dio calmava le onde e i compagni piegarono le vele e le sistemarono nella stiva, mentre il mare diventava bianco per gli spruzzi sollevati dai remi. <br />
Io intanto tagliavo con il pugnale un pezzo di cera. Subito la cera divenne modellabile grazie alla mia forza e al caldo del sole. La  spalmai sulle orecchie di tutti i mie compagni, uno per uno. In seguito, essi poi mi misero sull’albero maestro e mi legarono mani e piedi, stringendo fortemente con delle corde. In piedi sull’albero maestro ero legato fortemente e i miei compagni remavano rendendo l’acqua spumosa.<br />
Ma quando fummo a distanza di grido, anche se noi correvamo, le sirene videro la nave veloce che si avvicinava e cantarono: “Vieni famoso Ulisse, grande gloria dei greci, e ferma la nave, perché tu possa ascoltare meglio la nostra voce. Nessuno mai è passato di qui con la sua nave senza prima ascoltare la dolce melodia della nostra voce e il suono piacevole del nostro canto. Poi egli se ne va, felice di averci ascoltato e sapendo molte più cose, perché noi sappiamo quello che è accaduto, fra Greci e troiani nella regione di Troia, per volontà degli dei”. Così cantavano soavemente.<br />
Il mio cuore voleva ascoltare e, guardandoli, ordinai ai miei compagni di slegarmi.<br />
Subito Perimede ed Euriloco si alzarono e mi legarono più strettamente.  Ma quando ci allontanammo e non si sentivano più le voci delle sirene i compagni si tolsero dalle orecchie i tappi di cera e mi slegarono.]]></description>
<pubDate>Wed, 09 May 2012 21:32:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/mitologia-epica/odissea-omero/odissea-ulisse-sirene.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Odissea - Incontro con Circe</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>L'isola di Circe</strong></div>
<br />
Edificata con lucenti pietre<br />
Di Circe ad essi la magion s'offerse,<br />
Che vagheggiava una feconda valle.<br />
Montani lupi e leon falbi, ch'ella<br />
Mansuefatti avea con sue bevande,<br />
Stavano a guardia del palagio eccelso,<br />
Né lor già s'avventavano; ma invece<br />
Lusingando scotean le lunghe code,<br />
E su l'anche s'ergeano. E quale i cani<br />
Blandiscono il signor, che dalla mensa<br />
Si leva, e ghiotti bocconcelli ha in mano;<br />
Tal quelle di forte unghia orride belve<br />
Gli ospiti nuovi, che smarriti al primo<br />
Vederle s'arretraro, ivan blandendo.<br />
Giunti alle porte, la deessa udìro<br />
Dai ben torti capei, Circe, che dentro<br />
Canterellava con leggiadra voce,<br />
Ed un'ampia tessea, lucida, fina,<br />
Maravigliosa, immortal tela, e quale<br />
Della man delle dive uscir può solo.<br />
Pòlite allor, d'uomini capo, e molto<br />
Più caro e in pregio a me, che gli altri tutti<br />
Sciogliea tai detti: &quot;Amici, in queste mura<br />
Soggiorna, io non so ben se donna o diva.<br />
Che tele oprando, del suo dolce canto<br />
Tutta fa risentir la casa intorno.<br />
Voce mandiamo a lei.&quot; Disse, e a lei voce<br />
Mandaro; e Circe di là tosto ov'era,<br />
Levossi e aprì le luminose porte,<br />
E ad entrare invitavali. In un groppo<br />
La seguìan tutti incautamente salvo<br />
Eurìloco, che fuor, di qualche inganno<br />
Sospettando, restò. La dea li pose<br />
Sovra splendidi seggi: e lor mescea<br />
Il Pramnio vino con rappreso latte,<br />
Bianca farina e mel recente; e un succo<br />
Giungeavi esizïal, perché con questo<br />
Della patria l'obblìo ciascun bevesse.<br />
Preso e vôtato dai meschini il nappo,<br />
Circe batteali d'una verga, e in vile<br />
Stalla chiudeali: avean di porco testa,<br />
Corpo, sétole, voce; ma lo spirto<br />
Serbavan dentro, qual da prima, intègro.<br />
Così rinchiusi, sospirando, fûro:<br />
Ed ella innanzi a lor del cornio i frutti<br />
Gettava, e della rovere e dell'elce,<br />
De' verri accovacciati usato cibo.<br />
<br />
<strong>Parafrasi</strong><br />
Trovarono in mezzo alla vegetazione l’abitazione di Circe, fatta di rocce bianche e protetta tutta attorno. Intorno c’erano lupi montani e leoni che ella ammansì con un incantesimo e delle erbe magiche. Le bestie non attaccarono gli uomini, anzi scodinzolavano e si misero a sedere sulle quattro zampe. Come i cani stanno attorno al padrone quando questo torna a casa dal banchetto, perché egli ha sempre buoni bocconi per loro, così questi si fecero attorno agli uomini di Ulisse, ma erano pur sempre lupi dalle forti unghie e leoni, e scodinzolavano, mentre gli uomini tremavano.<br />
Si fermarono davanti all’entrata della casa della maga dai lunghi riccioli, si sentiva a cantare fin da fuori con voce dolce, mentre tesseva una lunga tela magica, una tela lucente, soffice e ben fatta che solo gli dei riescono a tessere. Polite, il mio più caro amico, parlò ai compagni: “compagni, qualcuno la dentro canta mentre tesse, tutta la casa risuona della voce di questa dea o donna. Affrettiamoci a presentarci”.<br />
Gli altri la chiamarono ed ella aprì le porte splendenti e uscì subito, chiamandoli e loro, stolti, entrarono.<br />
L’unico che rimase fuori fu Euriloco che pensava a qualche inganno della maga. Lei li fece entrare tutti e li fece accomodare; a quel punto gli diede formaggio e farina e miele e vino rosso. Poi nell’impasto del pane aggiunse malvagie erbe che facessero scordare loro la loro patria.<br />
Dopo che elle porse il cibo agli uomini, essi subito bevvero e poi lei li colpì con una bacchetta e li chiuse nel porcile. Ed ecco che gli uomini si trasformarono in maiali, ma la mente era sana, come prima, da uomini. Essi piansero mentre la maga li chiudeva ed ella gettò loro ghiande e cornioli come mangime, come porci che stanno nel fango.]]></description>
<pubDate>Wed, 09 May 2012 21:29:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/mitologia-epica/odissea-omero/odissea-incontro-circe.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Moti degli anni Venti</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>I moti degli anni Venti</strong></div>
<br />
Scoppia la rivolta<br />
<br />
La priva ondata rivoluzionaria dell' età della Restaurazione prese il via da uno dei paesi dove la Restaurazione era stata più brutale: la Spagna.<br />
Ferdinando VII di Borbone aveva cancellato ogni traccia del periodo napoleonico, perseguitando chiunque fosse sospettato di tendenze liberali. Grave era anche la situazione economica, poiché la rivolta scoppiata nelle colonie d'America aveva priva il regno di notevoli entrate. Il malcontento diffuso costituì un terreno fertile per il propagarsi delle società segrete, come la società dei Comuneros che sosteneva gli ideali democratici. Per risanare il bilancio dello Stato, il sovrano tentò la riconquista delle Colonie, ma furono proprio le truppe in attesa di essere imbarcate a Cadice per il Sud America a dare il via alla rivolta l'1 gennaio 1820.<br />
In breve tutte le forze liberali del paese si riunirono in un unico moto di rivolta.<br />
<br />
La rivolta si estende<br />
<br />
Dalla Spagna la rivolta dilagò rapidamente in altri paesi. Nel 1820, un moto rivoluzionario guidato da militari scoppiò in Portogallo.<br />
Nel regno delle Due Sicilie il prete carbonaro Minichini e gli ufficiali Morelli e Silvati diedero il via a una rivolta.<br />
In Sicilia operai, artigiani ed esponenti dell' aristocrazia diedero vita a una rivolta che rivendicava la separazione dell' isola dal Regno di Napoli. Questa rivolta venne però immediatamente repressa dall' esercito inviato da Napoli.<br />
In Piemonte, gli oppositori non avevano una posizione unitaria:<br />
- da un lato vi erano alcuni aristocratici, i quali speravano che il sovrano concedesse spontaneamente la costituzione;<br />
- dall' altro vi erano i giovani aristocratici che puntavano su Carlo Alberto che era il probabile erede al trono; Carlo Alberto infatti aveva lasciato intendere di essere favorevole alla concessione della costituzione.<br />
Mentre gli oppositori cercavano un accordo la guarnigione di stanza ad Alessandria insorse, dando l'avvio al moto.<br />
Vittorio Emanuele I abdicò.<br />
Il regno venne momentaneamente retto dal nipote Carlo Alberto. Questi concesse la Costituzione di Cadice.<br />
<br />
La risposta della Santa Alleanza<br />
<br />
Di fronte all' ondata rivoluzionaria l'Europa della Restaurazione reagì convocando tre congressi.<br />
In questi congressi Metternich convinse Inghilterra, Francia e Russia della necessità di un intervento immediato in Spagno e in Italia. Era necessario applicare il principio di intervento sanciato dalla Santa Alleanza.<br />
Nel Regno di Napoli l'ordine fu riportato dalle truppe austriache, che sconfissero l'esercito di Guglielmo Pepe. <br />
In Piemonte Carlo Felice rinnegò l'operato di Carlo Alberto e minacciò di privarlo del diritto di successione. A questo punto, Carlo Alberto raggiunse a Novara le truppe fedeli al re e, con l'aiuto delle forze austriache, sconfisse l'esercito dei rivoltosi.<br />
In Spagna il compito di riportare l'ordine fu assunto dalla Francia.<br />
In Portogallo, infine, la repressione venne attuata dai soli conservatori locali.<br />
<br />
Il successo della rivolta in Grecia<br />
<br />
La Grecia era sotto il dominio dell' Impero turco la borghesia commerciale dei grandi porti diede vita alla società sergreta Eterìa, guidata da Ypsilanti.<br />
Nel 1821  decise di passare all' azione, invitando il popolo alla rivolta che scoppiò in vari punti del paese. Nel contempo Ypsilanti, confidando nell' aiuto della Russia da tempo interessata a estendere la propria influenza nell' area, tentò di penetrare in territorio turco.<br />
Ysilanti subì una pesante sconfitta. Intanto la rivolta continuava con successo nel Sud del paese. Il 13 gennaio 1823 nel Congresso di Epidauro il movimento patriottico proclamò l'indipendenza della Grecia.<br />
Molti patrioti si recarono in Grecia a combattere.<br />
Negli anni successivi, con l'intento di indebolire l'Impero turco, la Russia, l'Inghilterra e la Francia intervennero in difesa della Grecia.<br />
La flotta turca venne distrutta. La pace di Adrianopoli sancì l'indipendenza della Grecia. Le potenze europee però imposero al nuovo paese di sotituirsi in regno.<br />
<br />
La Gran Bretagna liberale<br />
<br />
Nei primi decenni dell' Ottocento anche la Gran Bretagna fu scossa da violenti conflitti interni.<br />
La Gran Bretagna si differenziò dal resto d'Europa perché cercò di rispondere a questi problemi accentuando la natura liberale dello Stato.<br />
Grande importanza ebbe il provvedimento che consentì l'organizzazione di associazioni operaie. Si formarono così le unioni dei lavoratori.<br />
La riforma più importante fu però quella elettorale:]]></description>
<pubDate>Tue, 08 May 2012 16:32:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/moti-anni-venti.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Hegel, Friedrich</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>W. F. Hegel</strong></div>
<br />
È un pensatore che ha avuto subito un grande riconoscimento perché è un pensatore tanto suggestivo quanto dibattuto e controverso e appunto nel suo sistema di pensiero si rilette l’intero sviluppo del pensiero, cultura  e tutte le vicende storiche dell’occidente.<br />
Dentro questo sistema hegeliano troviamo lo sviluppo del pensiero occidentale e della storia.<br />
L’idealismo è una corrente che cerca di superare i dualismi della filosofia moderna, dualismi  al plurale perché si possono concepire in tante coppe di opposti: per esempio il dualismo tra:<br />
1. fenomeno e cosa in sé; <br />
2. soggetto e oggetto; <br />
3. pensiero e realtà;<br />
4. necessità e libertà.<br />
È l’idealista più radicale nel tentativo di superare questa opposizione tra questi  aspetti della realtà quali le coppie di opposti è proprio Hegel.<br />
Per Hegel l’unità di essere e pensiero deve essere radicale, senza residui (unità totale, completa).<br />
Non possiamo pensare, nemmeno per ipotesi,  ad una realtà esterna al pensiero, realtà già data, definita prima che il pensiero le si accosti (la realtà esiste solo quando il pensiero  la pensa).<br />
Dall’unità di essere e pensiero deriva una visione della filosofia come un sapere rigoroso perché la filosofia hegeliana non ammette nulla al di fuori del pensiero e non dà nulla per scontato, la filosofia deve spiegare tutto, giustificare ogni passaggio.<br />
Il compito della filosofia è leggere la realtà, cogliere il presente, secondo la conoscenza concettuale, deve cogliere il significato profondo, sostanziale delle cose, quello che immediatamente non si vede ma che sta sotto alle cose e  che si manifesta nel corso della storia, nel tempo attraverso circostanze, eventi  mutevoli e transeunti (di poca importanza) della storia, in qualsiasi ambito della realtà.<br />
Compito della filosofia: cogliere il significato profondo e sostanziale delle cose che si manifesta sempre dentro le circostanze della storia.<br />
La filosofia deve comprendere concettualmente l’ordine e la razionalità delle cose, cioè l’ordine inscritto nella realtà che fa si che la realtà segua un ordine razionale nel manifestarsi.<br />
Per spiegare questo concetto usa la metafora del mare: noi non dobbiamo limitarci a guardare la singola increspatura dell’onda in superficie ma dobbiamo aspirare a conoscere la struttura dei fondali.<br />
In questo senso Hegel fornisce una chiave di lettura cioè di interpretazione della realtà che è sintetizzata nel Parallogismo hegeliano: tutto ciò che è reale è razionale e tutto ciò che è razionale è reale. Cioè si può cogliere la razionalità del reale.<br />
Questo compito della filosofia implica una visione unitaria della realtà, il senso delle cose lo posso solo cogliere dando una sguardo d’insieme.<br />
Il principio motore dell’analisi hegeliana è la <strong>dialettica</strong>:<br />
- per Platone – regina delle scienze, la più alta forma di sapere.<br />
- per Aristotele – tipo di ragionamento basato su premesse non necessarie.<br />
Hegel da una nuova  definizione di dialettica: è la legge della realtà, struttura della realtà e del pensiero, ma anche metodo filosofico, procedimento che per tappe porta a superare sempre la visione iniziale che non può essere che la visione parziale delle cose.<br />
Partiamo sempre da un pensiero apparente, una tesi, che deve essere superato attraverso un’antitesi, un sapere che si contrappone alla tesi superata nella sintesi che è sempre una ricomposizione più alta nella sintesi, quindi noi per arrivare al vero sapere passiamo attraverso tesi, antitesi e sintesi. Nel momento in cui antitesi nega la tesi noi cogliamo la differenze, contraddizioni, le stesse presenti nella realtà, nella vita, contrapponendosi però queste non si escludono ma si integrano poi nella sintesi: momento di unità più ricco ed elevato del momento di partenza, il processi di sintesi avviene in seguito  al passaggio della negazione (opposizione tesi - antitesi).<br />
(Cristo per risorgere ha dovuto morire, ha dovuto passare attraverso la contraddizione della morte).<br />
È giusto che ci siano le contraddizione del mondo e vanno accettate perché la realtà e dialettica e bisogna sempre passare attraverso il momento negativo per andare verso una fora di conoscenza o di evoluzione storica della realtà più ampia e più elevata.<br />
Quindi anche il male, la negatività nella visione hegeliana ha un ruolo formativa essenziale nello sviluppo dell’umanità.<br />
Nel movimento dialettico la negatività, in tutte le forme assumibili, costituisce lo stimolo che spinge la storia a superare quei  limiti e contraddizioni per arrivare ad un livello più alto, questa  negatività nel processo dialettico viene riassorbita in un processo ascendente.]]></description>
<pubDate>Mon, 07 May 2012 20:05:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/filosofia-moderna/friedrich-hegel-filosofia.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Marx, Karl (5)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Karl Marx</strong></div>
<br />
Durante il periodo che intercorre tra la morte di Hegel, nel 1831, e quella di Marx, 1883, assistiamo a grandi trasformazioni dovute sostanzialmente allo sviluppo della rivoluzione industriale, periodo condizionato da momenti di grande instabilità.<br />
La situazione tedesca colloca la Germania come stato protagonista. Durante il periodo bismarkiano la Germania farà un grosso balzo in avanti fino a diventare la massima potenza industriale e militare europea, Germania sarà uno stato modello anche dal punto di vista dell’organizzazione politica.<br />
In questo contesta si assiste alla nascita del grande proletariato industriale.<br />
<br />
<strong>Destra e sinistra hegeliana</strong><br />
A seguito della morte del maestro nel 1831 i suoi numerosi discepoli andranno incontro ad una scissione a causa di due questioni in particolare:<br />
- questione religiosa;<br />
- questione politica.<br />
Costituiranno due orientamenti, la destra e la sinistra hegeliana.<br />
Espressione coniata da David Fredrich Strauss che riprende la distinzione già presente nel parlamento francese: destra indicava conservatori, sinistra invece la parte più progressista.<br />
In un primo momento le divergenze riguardavano il problema della religione.<br />
<br />
<strong>Divergenze sulla questione religiosa</strong><br />
L’hegelismo era conciliabile con il cristianesimo?<br />
<strong>Destra</strong>: si, identifica lo spirito assoluto con il dio cristiano. Da questo punto di vista si potrebbero giustificare razionalmente  i principali dogmi dell’incarnazione, trinità immortalità dell’anima.<br />
<strong>Sinistra</strong>: identificazione con il cristianesimo non è possibile e tende ad identificare l’Assoluto con l’umanità. Considera Gesù come simbolo, mai esistito realmente, non è un personaggio storico, è la metafora che sta ad indicare l’unificazione dell’uomo in dio con l’Assoluto.<br />
Dal 1940 in poi, in seguito alla politica di Guglielmo 4 il dibattito si estende anche sulla questione politica.<br />
<br />
<strong>Divergenze sulla questione politica</strong><br />
<strong>Destra</strong>: dalla concezione Hegeliana del metodo secondo cui tutto ciò che è reale è razionale si fa sostenitrice di questo nuovo stato intrapreso da Guglielmo IV, identificando nello stato prussiano le massima espressione dell’Assoluto.<br />
<strong>Sinistra</strong>: afferma che la dialettica per sua natura deve sempre evolvere e quindi afferma la necessità che lo stato prussiano debba poi essere superato. (per ragioni dialettiche)<br />
Dall’interpretazione del sistema Hegeliano si passa, con Feuerbach e poi soprattutto con Marx, ad una critica dell’hegelismo riguardante questioni di fondo, per esempio: “può lo Spirito giungere a compimento? che cosa sarebbe successo?”.<br />
Se si la traduzione politica sarebbe il conservatorismo, esaltare e celebrare quella forma di stato come massima espressione ma ciò significherebbe anche l’esaurirsi della dialettica nella storia.<br />
Se no bisogna valutare quali passi oltre sia necessario compiere.<br />
<br />
<strong>Esponenti della sinistra hegeliana</strong><br />
<span style="text-decoration:underline">Max Stirner</span><br />
Scrisse <em>L’unico e la sua proprietà</em> ed era il personaggio considerato il padre dell’anarchia (per alcuni aspetti anticipa il pensiero di Nietzsche).<br />
Poi si allontanerà dai pensieri della sinistra.<br />
Gli esponenti della sinistra venivano chiamati “giovani hegeliani” e li caratterizzava un forte ateismo di fondo.<br />
Inizialmente il suo pensiero si richiama a quello di Feuerbach. Quest’ultimo sostiene che l’uomo si aliena nella divinità e successivamente si sottomette alla legge divina, rinuncia alla sua libertà, la sottomissione ad una realtà trascendente si realizza anche quando al dio classico vengono sostituite altre astrazioni, Stirner di fronte a tutta questa alienazione sostiene che ad esistere è soltanto l’uomo, il singolo, difende l’individuo, l’unico.<br />
Non esiste una fonte della morale universale e nemmeno un riferimento di valori, semplicemente il solo fondamento del mio agire sono io stesso e anche l’amore verso gli altri è accettabile solamente nella misura in cui mi gratifichi, solo se amare gli altri è egoisticamente per me fonte di piacere.<br />
Da questo pensiero Stirner mutua una posizione politica anarchica, radicale.<br />
Una delle espressioni che richiama Nietzsche: l’unico deve essere lui stesso fonte di valore, non riconoscendo nessun sistema valoriale fuori di se deve essere lui fondatore dei propri valori e deve essere guidato nella vita solo dalla volontà di aumentare la propria potenza, quindi l’espressione che poi è stata attribuita a Nietzsche, la volontà di potenza, in realtà l’ha coniata Max Stirner.]]></description>
<pubDate>Mon, 07 May 2012 19:53:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/filosofia-moderna/karl-marx-confronto.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Kant, Immanuel (6)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Immanuel Kant</strong></div>
<br />
La filosofia europea del 700 è animata da due grandi correnti filosofiche: empirismo e razionalismo.<br />
<strong>Razionalismo</strong>: questa corrente fonda il suo sapere sulla ragione, intesa come conoscenza deduttiva (padre del razionalismo è Cartesio), una ragione matematica.<br />
<strong>Empirismo</strong>: corrente fondata sulla ragione empirica, basata sull’esperienza (Locke e Hume)<br />
Kant ha presente queste due correnti e individua pregi e difetti in ognuna. Sul razionalismo dice che la conoscenza derivata dalla ragione è una conoscenza universale, assoluta, certa ma in negativo c’è il fatto che non tiene conto dell’esperienza, non è significativo per la vita reale, concreta.<br />
Il merito dell’empirismo invece è che si basa sull’esperienza ma ha un limite perché il sapere non è assoluto e non può essere esteso a tutto.<br />
Kant vuole aprire una terza via prendendo i pregi di queste due correnti.<br />
Per lui è molto importante la metafisica perché non si è mai raggiunta una conclusione univoca tra i vari filosofi e per lui è una situazione sconcertante. Egli quindi guarda alla fisica dove il sapere è cresciuto notevolmente e tutti i filosofi sono concordi. La metafisica è importante per l’uomo: noi non riusciamo a non pensare ai grandi interrogativi. Da una parte non possiamo non pensarci ma dall’altra non riusciamo a trovare una soluzione. <br />
Perché era così? Kant dice che c’era questa situazione problematica perché i metafisici si illudono, elaborano le loro teorie andando a tentoni, senza basarsi su dati o l’esperienza. Le loro sono teorie non verificate, trattano gli oggetti trascendentali (come l'anima e Dio) come se fossero oggetti di esperienza senza esserlo, e siccome non sono verificati dall’esperienza, nessuno può contrastarli. Sono sempre veri, tutti hanno ragione.<br />
Kant però dice che, se è vero che nel conoscere non si può fare a meno dell’esperienza, la conoscenza empirica è parziale, l’esperienza non basta, discorso espresso anche da Hume secondo il quale la conoscenza è probabile ma non certa. Kant è spaventato da questa conoscenza non certa perché anche la scienza crolla se Hume ha ragione.<br />
Quindi lui vuole trovare un’altra strada, la scienza per lui è importante perché è certa. Lui vuole un sapere scientifico certo, vuole condurre un’indagine rigorosa sulla conoscenza dell’uomo, come Locke che sposta l’attenzione dall’oggetto al soggetto, bisogna conoscere lo strumento della conoscenza (l’intelletto), bisogna conoscere le possibilità dell’uomo.<br />
Kant dice che sicuramente non si può saltare l’esperienza come facevano i razionalisti, ma non bastano dei fondamenti a priori, e quindi non bisogna fare confusione con i principi innati di Cartesio, perché se fossero davvero innati potremmo fare a meno dell’esperienza e ricadremmo nel dogmatismo. Kant si muove su un doppio binario: da un lato tiene aperto il legame con l’esperienza, dall’altro individua dentro di noi delle strutture uguali per tutti che non dipendono dall’esperienza ma sono a priori, quindi sono capaci di darci conoscenze scientifiche stabili che per Kant sono necessarie. La sua gnoseologia si basa sul trovare questi elementi a priori: sensibilità e intelletto. <br />
<strong>Sensibilità</strong>: raccolta di dati attraverso le impressioni;<br />
<strong>Intelletto</strong>: unificare i dati e fare sintesi tra essi.<br />
Non provengono dall’esperienza quindi sono sicure. Ma da dove provengono?<br />
Da noi, dal soggetto. E' la soggettività che fonda l’oggettività. <br />
<strong>Soggettivismo gnoseologico</strong>: tutti noi creiamo relazioni tra le cose e le conosciamo.<br />
<br />
Kant si muove su una doppia linea: da una parte ha bisogno di un contatto con l'esperienza, dall'altra ci devono essere delle strutture nel soggetto che conosce che stabiliscano la fondatezza di questa conoscenza, ossia la scientificità delle proposizioni.<br />
La gnoseologia kantiana si sviluppa su due livelli di ricerca: sia sul piano della fisicità, sia sul piano dell'intelletto per cercare quelle forme a priori che non dipendono dall'esperienza, ma che la permettono.<br />
Cosa significa <strong>esperienza</strong> in Kant? Essa è il prodotto del processo di sintesi (o di unificazione), compiuto in parte dalla sensibilità, ma soprattutto dall'intelletto. Conoscere quindi significa operare delle sintesi per gradi successivi:<br />
1) grazie alla sensibilità vengono raccolti dei dati, si ricevono delle impressioni;<br />
2) quindi grazie all'intelletto i dati vengono organizzati, cioè ordinati nel tempo e nello spazio, e messi in relazione con le categorie dell'intelletto.]]></description>
<pubDate>Mon, 07 May 2012 19:40:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/filosofia-moderna/immanuel-kant-vita-pensiero.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Virus Informatico</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Virus</strong></div>
<br />
I virus sono programmi chiamati così perchè sono stati costruiti con lo scopo di:<br />
- infettare un programma senza alterarne il funzionamento.<br />
- rendersi visibili in qualche modo.<br />
- autoriprodursi nell'ambiente in cui sono inseriti creando un'epidemia che può essere dannosa (distruzione di dati e programmi) o solo contagiosa estendendosi a tutti i programmi e a tutti i computer.<br />
<br />
Possono essere prodotti per gioco oppure talvolta con finalità ricattatorie.<br />
<br />
Non esiste un modo attraverso il quale distinguere un programma da un virus e quindi un virus diventa tale solo dopo la sua scoperta e la sua denominazione.<br />
La protezione contro i virus può essere realizzata attraverso il controllo sistematico di tutti i supporti che vengono usati e attraverso il controllo degli accessi della rete.<br />
Esistono organizzazioni che si sono specializzate nelle identificazioni dei virus e degli effetti che producono, e nella costruzione di programmi antivirus (vaccino) per eliminarli.<br />
In alcuni casi la rimozione del virus può richiedere la cancellazione dei programmi danneggiati: pertanto diventa fondamentale il lavoro di filtro sugli accessi, sui dati e sul software con scopi di pevenzione.<br />
<br />
Tipi di virus:<br />
- virus su file<br />
- virus che attaccano boot-record<br />
- virus per le macro (ese. Office)<br />
- Trojan, cavalli di troia<br />
- Worm che si diffondono.]]></description>
<pubDate>Mon, 07 May 2012 10:29:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/virus-informatico.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Ordinamento crescente/decrescente di un array utilizzando il bubble sort (linguaggio Pascal)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Ordinamento crescente/decrescente di un array utilizzando il bubble sort </strong></div>
<br />
procedure TForm1.OrdinaClick(Sender: TObject);<br />
const<br />
    n = 20;<br />
  var<br />
    i,j,k,aux,tmp,lim: integer;<br />
    trovato: boolean;<br />
    vett:array [1..20] of integer;<br />
begin<br />
  if Decrescente.Checked then<br />
     begin {inizia l'ordinamento decrescente}<br />
       lim:=n;<br />
       trovato:=true;<br />
       while (lim&gt;0) and (trovato=true) do<br />
       begin<br />
       trovato:=false;<br />
       for i:=1 to lim-1 do<br />
         begin<br />
           if vett<em>&lt;vett[i+1] then<br />
              begin<br />
                tmp:=vett<em>;<br />
                vett<em>:=vett[i+1];<br />
                vett[i+1]:=tmp;<br />
                trovato:=true;<br />
              end;<br />
         end;<br />
       lim:=lim-1;<br />
       end; {finisce l'ordinamento decrescente}<br />
       for i:=1 to 20 do {inizio stampa dell'array ordinato su string grid}<br />
         begin<br />
           k:=i-1;<br />
           StringGrid1.Cells[k,1]:=IntToStr(vett<em>);<br />
         end; {fine stampa dell'array ordinato}<br />
     end<br />
  else<br />
  begin {inizia l'ordinamento crescente}<br />
       for j := n downto 2 do<br />
         for i := 1 to j-1 do<br />
                begin<br />
                  if vett<em> &gt; vett[i+1] then<br />
                     begin<br />
                       aux := vett<em>;<br />
                       vett<em> := vett[i+1];<br />
                       vett[i+1] := aux;<br />
                     end;<br />
                end;{finisce l'ordinamento crescente}<br />
  for i:=1 to 20 do {inizio stampa dell'array ordinato su string grid}<br />
         begin<br />
           k:=i-1;<br />
           StringGrid1.Cells[k,1]:=IntToStr(vett<em>);<br />
         end;<br />
  end; {fine stampa dell'array ordinato}<br />
end; {fine della procedura}]]></description>
<pubDate>Sun, 06 May 2012 22:50:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/ordinamento-crescente-decrescente-array-utilizzando-bub.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Noia, rabbia, paura - Tema</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Noia, rabbia, paura - Tema</strong></div>
<br />
Io credo che la vita sia un come una puntata di un gioco d’azzardo in cui non sai quello che succederà o come andrà a finire: se vinci, se perdi, se sarai allegro oppure rimarrai solo, ma solo giocando lo potrai scoprire! Nella vita ci sono dei sentimenti unici come: l’amore, la gioia e la felicità, la passione, ma ce ne sono altri come la noia, la rabbia e la paura, che ognuno di noi spera di non incontrare, ma senza di loro non sarebbe vita. <br />
Sono i tre sentimenti principali: la noia, la rabbia e la paura che subentrano ogni giorno nella vita quotidiana di noi giovani.<br />
Sono emozioni negative che dobbiamo superare con le nostre forze e spesso è molto difficile fare ciò.<br />
Per me sono collegate fra loro, cioè una è la conseguenza dell’altra.  <br />
A volte sono sentimenti collegati ad esempio la noia può causarci dei problemi.<br />
La noia forse può essere la causa di un momento di debolezza, infatti a volte mi capita di passare momenti bellissimi, pieni di gioia e divertimento, con amici o con persone con cui mi trovo bene insieme, ed ecco che appena torno alla “normalità” e mi trovo da sola, mi annoio e penso alle cose più noiose e tristi che dovrò affrontare,chiudendomi in me stessa! <br />
Esistono altri tipi di esempi, quando mi sento annoiata è perché la mia vita è piatta, ogni giorno accadono sempre le stesse cose, oppure quando è già tutto organizzato, e penso che ciò che avviene all’improvviso sia sempre la cosa migliore.<br />
Oppure la noia subentra quando sono fuori con i miei amici e mi ritrovo a non fare niente, a stare seduti sempre nello stesso posto, a parlare sempre dei soliti argomenti.<br />
Un altro aspetto della noia e quando magari un giorno dobbiamo studiare per una verifica futura, ma a metà pomeriggio stanchi ed annoiati sentiamo il telefono squillare, rispondiamo &quot;è il nostra amica che ci invita a prendere,  insieme ad altri , un caffè&quot;.<br />
&quot;Che bello pensiamo&quot; , ma poi ci ricordiamo dei compiti, ma quando stiamo per rinunciare all'invito pensiamo che chi ce lo fa fare di stare qui ad annoiarci come dei dannati, in fondo si vive una volta sola e usciamo non facendo i compiti.<br />
Il giorno dopo verifica a sorpresa per vedere se si studia con costanza. Pensiamo “e adesso che faccio?”<br />
Ovviamente siamo delusi e arrabbiati con noi stessi. <br />
Siamo arrabbiati con noi stessi per esserci lasciati fregare in questo modo, pensiamo se solo avessi resistito alla tentazione di divertirmi avrei potuto studiare ieri e uscire un altro giorno, ora i miei genitori si arrabbieranno.<br />
Ecco la rabbia può essere una conseguenza della noia.<br />
La rabbia sinceramente è un sentimento che non conosco ancore bene, perché non mi capita spesso di provare questo sentimento, però credo che a volte possa servire un po’ di rabbia, ma soprattutto con se stessi, per potersi misurare in certe situazioni difficili che la vita ci propone<br />
La rabbia subentra anche quando penso di poter fare di più ma per qualche motivo, ottengo sempre di meno.<br />
La rabbia subentra nella mia vita quando mia madre mi vieta di fare qualcosa e quando ci litighiamo  nella rabbia le dico cose che mai vorrei dirle. Ma poi me ne pento di ciò che ho detto.<br />
la rabbia nei confronti di qualcuno o qualcosa dobbiamo superarla e anche la paura di affrontare certe situazioni che ci sembrano impossibili, come passare l'anno dobbiamo superare.<br />
Infine, la paura, a mio parere, il nemico più grande.<br />
Quando provo paura, mi blocco e non riesco più a fare niente.<br />
questo sentimento, anche se molto difficile da affrontare, sia davvero indispensabile, perché ti rende più prudente e riflessivo e anche perché nel momento in cui riesci a superare quella paura, che per molto tempo ti ha bloccato ti senti fiero e provi una soddisfazione tale, che tutto il resto, che prima ti pareva monotono, ora ti sembra stupendo! Per poter capire veramente tutto questo l’unica cosa da fare è trovarsi in prima persona in queste situazioni, perché è soltanto lì che ci si mette alla prova e lo si vive personalmente! <br />
Quando si cresce e si vivi periodi adolescenziali  ci poniamo molte domande: cosa farò da grande? chi sarò? come vivrò il mondo che mi circonda? e queste domande sono domande che mi rendono ansioso e pauroso, credo che riguardi un po' tutti! <br />
Inoltre, concludo dicendo che sono d’accordo con questo mio coetaneo, cioè che è vero che la noia, la rabbia e la paura sono i tre nemici più grandi della vita di un adolescente, ma li possiamo superare solo con aiuto di amici, parenti e con l’aiuto della famiglia che ti abbia insegnato quei valori fondamentali per affrontare un mondo che sta perdendo la retta via.]]></description>
<pubDate>Sat, 05 May 2012 17:39:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/temi-saggi-svolti/temi/noia-rabbia-paura-tema.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Nietzsche - Oltre uomo</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>L'oltre uomo di Nietzsche</em></strong></div>
<br />
Ci vuole forza per dire di sì alla vita che non è solo passioni travolgenti, ma anche sofferenza, dispiaceri. L'oltre uomo è questo, è colui che va oltre l'uomo stesso, non essere un uomo che va oltre. L'uomo oltre cui N. invita ad andare è colui che coincide con l'io e con il pensiero. Io sono in quanto vivo, sono istinto, sono passione. Non più sottrarsi, ma andare oltre l'uomo tradizionale, conforme, ragionevole. Ci vuole molta forza ad accettare l'esistenza così com'è, senza ricorrere a consolazioni.<br />
<br />
&quot;Genealogia della morale&quot; è un'opera in cui N. si chiede come abbiano fatto i preti a prendere il sopravvento, a dire che l'esistenza è peccato. I preti (che predicano penitenza) hanno vinto sull'uomo dallo spirito libero perchè soffriva e aveva bisogno di spiegazioni. L'oltre uomo va oltre, contro i quei principi considerati veri ed eterni: valori, morale.. Ciò non significa che bisogna vivere nel caos, senza regole. La morale nasce come una sorta di meccanismo di compensazione.<br />
<br />
Dobbiamo pur vivere rispettando dei codici di comportamento, una cosa è vivere sapendo che quei codici sono veri, altra che sono falsi. Con la morale, la negazione ha vinto sull'affermazione. Bisogna fare qualcosa essendo consapevoli che è ciò che dobbiamo fare, ma non credendo nell'eternità dei valori.]]></description>
<pubDate>Fri, 04 May 2012 19:07:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/filosofia-contemporanea/oltre-uomo-nietzsche.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Positivismo - Comte e Mill</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Positivismo</strong></div>
<br />
Movimento filosofico, letterario nel senso ampio culturale, che ha come ha sua peculiarità l’ esaltazione della scienza. Nasce in Francia nella prima metà dell’ ottocento e si impone poi in Europa e tutto in il mondo nella seconda metà del’ ottocento. Nella parola positivismo riecheggia il termine “positivo”, assunto dai filosofi con due significati: <br />
- Ciò che è reale, sperimentale, effettivo, contro ciò che è astratto, fantasioso, chimerico, metafisico;<br />
- Ciò che è fecondo, ovvero efficace, pratico, in opposizione all’ inutile, sterile e ozioso<br />
Per la prima volta compare questo termine in un opera di S. Simon, “catechismo degli industriali” e verrà poi messo a punto da A. Comte, grande rappresentante del positivismo francese che lo applica alla propria dottrina e da allora in poi tale termine verrà usato in tutta la filosofia per indicare una determinata corrente.<br />
Il positivismo è molto variegato, comprende pensatori molto diversi tra loro, per temi trattati, per risposte e soluzioni proposte, ma si può delineare una linea comun, l’ esaltazione della scienza, che si concretizza poi in una serie di convinzioni di base:<br />
La scienza è l’ unica conoscenza vera possibile, pertanto anche il metodo di cui si avvale è quello valido, giusto. Se si ricercano cause non accessibili attraverso il metodo sperimentale arriveremo a pseudo conoscenze, non autentiche: è evidente l’ attacco alla metafisica, scienza che ricerca i principi ultimi della realtà ma ovviamente è priva di valore per i positivisti. Lo slogan di moda nella Germania positivista è appunto: “Keine Metaphisick mehr!”.<br />
Questo è uno dei motti che  sintetizzano in poche battute la posizione dei positivisti.<br />
Nuova concezione della filosofia, che, non avendo specifici campi d’ indagine (li sottrae alla scienza ad esempio), deve quella scienza che si occupa della totalità del sapere positivo. Quella scienza che ha il compito di enunciare i principi comuni alle varie scienze, che ha questa funzione peculiare la quale consiste nel coordinare i risultati di tutte le altre scienze per riunirli e realizzare un sapere unificato, seppur generalissimo.  La filosofia non deve più essere l’ etica, la teologia, la metafisica, ma deve essere questa scienza con quel ruolo di “supervisore” delle conoscenze, che ne individua i principi comuni.<br />
Esaltazione del metodo scientifico, unico riconosciuto come valido. Se è l’ unico valido deve essere esteso a tutti i campi d’ indagine, anche all’ uomo, se si vuole studiarlo, e alla società. La sociologia di fatti nasce con il positivismo e ne è la creatura prediletta.<br />
Idea che il progresso delle scienze rappresenta la base del progresso umano. È lo strumento per riorganizzare globalmente la società. Anche i positivisti concordano con Marx e Hegel sul fatto che l’ età moderna nasca da una frattura, sia una società scissa, alienata, divisa, ma proprio per superare questa crisi dell’ età moderna bisogna avvalersi della scienza e del progresso.<br />
Il positivismo quindi parte dalla consapevolezza dell’ esistenza di una profonda crisi storica che investe tutta la società europea di inizi Ottocento. Non si potrà uscire da questa crisi riproponendo i vecchi modelli, che fanno parte di quella parte da cui la società si sta allontanando, bisognerà inventarne di nuovi: qui dovrà inserirsi l’ opera della scienza.<br />
<br />
<strong>Fasi del positivismo</strong><br />
Gli storici distinguono due fasi del positivismo:<br />
1) Prima metà dell’ Ottocento, dall’ età della restaurazione (Congresso di Vienna): vuole essere una proposta per superare la crisi sociale, politica, culturale di questo periodo post illuministico, post rivoluzionario. In particolare qui si colloca l’ opera di Comte.<br />
2) Seconda metà ottocento a fine secolo: si pone come stimolo di questo progresso che è già in atto. <br />
<br />
<strong>Differenze all'interno del positivismo</strong><br />
1) Mentre Comte si propone di uscire attraverso un modello politico antiliberale, organicistico,  nella seconda fase invece, soprattutto in Inghilterra, il positivismo abbraccia il liberalismo, anzi è una filosofia completamente borghese che si identifica con il trionfo del liberalismo.<br />
<br />
2) Mentre nella prima metà dell’ Ottocento il positivismo è molto influenzato da Romanticismo e Idealismo, nella seconda metà il positivismo diventa la filosofia egemone della cultura europea.<br />
<br />
Questa fiducia estrema della scienza, questo secolo in cui decolla il sistema industriale e della tecnica, in cui aumenta il commercio va di pari passo con una  fiducia  entusiastica nelle forze dell’ uomo e nelle potenzialità di scienza e tecnica. Si avverte un forte ottimismo, che è quello delle classe dirigenti, del capitalismo, ma anche delle masse popolari, le quali vivono oggettivamente meglio rispetto al primo Ottocento. C’ è un vero e proprio culto del pensiero scientifico, tecnico, che non interessa solo un’ élite, ma diventa un culto di massa, una possibilità di miglioramento delle proprie condizioni di vita.]]></description>
<pubDate>Thu, 03 May 2012 21:51:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/filosofia-moderna/positivismo-comte-mill.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Platone - Analisi della lettera VII</title>
<description><![CDATA[Platone - Analisi della lettera VII<br />
<br />
1) Qual era il progetto di Platone nella sua adolescenza?<br />
Il progetto di Platone nella sua adolescenza era quello di dedicarsi alla vita politica.<br />
<br />
2) Quali erano gli avvenimenti politici cui assiste il giovane Platone? E qual è l'atteggiamento che manifesta di fronte a questi fatti?<br />
Gli avvenimenti a cui assiste Platone sono: l'età di Pericle, la guerra del Peloponneso, la tirannia dei Trenta, la nuova democrazia. L'atteggiamento che manifesta di fronte a questi avvenimenti consiste in una sorta di illusione che punta ad un miglioramento del governo. in una seconda fase, Platone si indigna per via della condanna di Socrate. in un terzo momento, si sbigottisce vedendo che non c'erano miglioramenti.<br />
<br />
3) Quale fatto colpisce particolarmente Platone nella sua giovinezza?<br />
Il fatto che colpisce particolarmente platone nella sua giovinezza è l'accusa di empietà e di corruzione dei giovani mossa contro Socrate dai Trenta.<br />
<br />
4) Quali considerazioni elabora Platone di fronte agli avvenimenti del suo tempo?<br />
Di fronte agli avvenimenti del suo tempo, Platone giunge alla conclusione che tutti gli stati sono mal governati e che i mali non cesseranno mai.<br />
<br />
5) Quale soluzione individua ai mali del suo tempo? Perchè?<br />
Platone individua come soluzione la retta filosofia, in quanto afferma che solo attraverso questa si può comprendere dove realmente sia la giustizia.]]></description>
<pubDate>Wed, 02 May 2012 15:57:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/filosofia-antica/platone-analisi-lettera-settima.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Ordinamento di array tramite la procedura Bubble Sort in linguaggio Pascal</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Bubble sort</strong></div>
<br />
<strong>procedure</strong> bubblesort;<br />
<strong>const</strong><br />
    n = 20;<br />
<strong>var</strong><br />
   vett: array [1..20] of integer;<br />
    i,j,k,aux: integer;<br />
<strong>begin</strong><br />
  <strong>for</strong> j := n <strong>downto</strong> 2 <strong>do</strong><br />
         <strong>for</strong> i := 1 <strong>to</strong> j-1 <strong>do</strong><br />
                <strong>begin</strong><br />
                  <strong>if</strong> vett<em> &gt; vett[i+1] <strong>then</strong><br />
                     <strong>begin</strong><br />
                       aux := vett<em>;<br />
                       vett<em> := vett[i+1];<br />
                       vett[i+1] := aux;<br />
                     <strong>end</strong>;<br />
                <strong>end</strong>;<br />
  <strong>for</strong> i:=1 <strong>to</strong> 20 <strong>do</strong><br />
        <strong> begin</strong><br />
	writeln(vett<em>);<br />
         <strong>end</strong>;<br />
<br />
<strong>end</strong>;]]></description>
<pubDate>Wed, 02 May 2012 14:46:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/array-bubble-sort-pascal.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Famiglia - Ricerca pedagogica</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Ricerca pedagogica sulla famiglia</strong></div>
<br />
“La famiglia è la prima sede dove si comprende il significato dell'esistenza. In un mondo dove prevalgono i valori del profitto,della ricchezza,del piacere la cultura dell'accoglienza mira a coltivare i valori del servizio e del dono.”<br />
<br />
In relazione all'aforisma di N. Galli la famiglia è il luogo dove si comprende il significato profondo di esistenza;ma la comunicazione e la consapevolezza sono principi ancora presenti?<br />
Nel Complesso processo di crescita entrano variabili diverse:<br />
1.La comunicazione;<br />
2.La relazione genitori-figli;<br />
3.L’indipendenza e la separazione.<br />
<br />
<strong>Comunicazione familiare</strong><br />
Gli elementi fondamentali nella comunicazione familiare sono il dialogo,l'ascolto,l'attenzione necessari per la crescita,lo sviluppo e la maturità dei figli. Nella famiglia questi elementi sono essenziali perché rappresentano un mezzo per creare senso di fiducia.<br />
È fondamentale che i membri della famiglia, soprattutto i genitori, prendano seriamente ciò che dice il bambino(successivamente l'adolescente) il quale ha bisogno di essere ascoltato attentamente e non superficialmente. L'essere interrotto o criticato non gli permette di acquisire sicurezza nei suoi pensieri e di sviluppare un buon livello di autostima. Ma dargli sempre ragione,lasciarlo parlare quando ha bisogno di essere contenuto,non gli permette di sviluppare un proprio senso critico e la capacità di interpretare in modo obiettivo ed equilibrato una situazione. Perciò sta ai genitori trovare un modo per equilibrare le due situazioni.<br />
Un aspetto della comunicazione in famiglia è l'apertura al dialogo : se c'è molta confidenza con i genitori è possibile uno sviluppo più armonico e sereno e se si creano situazione in cui è possibile per ognuno raccontare le proprie esperienze così i ragazzi risultano emotivamente più equilibrati e socialmente maturi. Molte volte i ragazzi si rifugiano nel gruppo degli amici,non parlando dei loro problemi con la propria famiglia. Se un ragazzo è chiuso,timido ed introverso e non parla con i genitori deve esserci un motivo;in questo caso lo sbaglio è dei genitori che non hanno dato al figlio la sicurezza e l'affetto per potersi aprire con loro e fidarsi pienamente. Essendo gli adulti molto orgogliosi e non ammettendo i propri sbagli,danno la colpa di tutto ciò ai figli.<br />
Una fase dello sviluppo che mette a dura prova la comunicazione fra genitori e figli è la fase adolescenziale. La conflittualità tra i bisogno di autonomia e di protezione si esprimono attraverso nuove e diverse forme di educazione sia verbale come i silenzi,aggressività verbale,aumento dei conflitti,provocazione,sia non verbali come modo di vestire e di atteggiarsi,rapporto con il cibo,modalità di gestire gli spazi personali. In questo caso la comunicazione fra genitori e figli può diventare difficile.<br />
Riuscire ad avere una comunicazione coerente e onesta con i ragazzi è importante se si vuole avere con loro un dialogo che duri nel tempo. Banalizzare spesso ciò che dicono, fraintendere il senso delle parole per non dover rispondere, interromperli continuamente, parlare al loro posto, ridicolizzarli, fingere di non sentire, negare con gli atteggiamenti ciò che si dice a parole ecc. sono dei modi di comportarsi che non aiutano la comunicazione e non favoriscono un rapporto basato sulla fiducia;così non è neppure d’aiuto la strategia di usare i bambini come ambasciatori di messaggi trasversali degli adulti. D’altro canto i bambini, anche se non sanno smontare le costruzioni verbali degli adulti sentono quando la parola non è autentica. Un primo passo per non restare bloccati in forme di comunicazioni disfunzionali, consiste nel saperle riconoscere:<br />
<br />
- <strong>comunicazione inibita</strong>: Si dice poco o nulla.<br />
Ci sono lunghi periodi di silenzio,i problemi non vengono né discussi né risolti, i segreti abbondano:il che indica atteggiamenti difensivi e mancanza di fiducia reciproca. Molti argomenti sono tabù e i bambini imparano ben presto a evitarli. <br />
- <strong>eccesso di comunicazione</strong>: C’è molto silenzio o molto rumore.<br />
I membri della famiglia si interrompono di frequente l’un l’altro,non prestano ascolto oppure fanno lunghi discorsi di cui è ben difficile afferrare il significato e le intenzioni,c’è invadenza. Non si lascia spazio alla riflessione e si sposta troppo spesso il piano della comunicazione. Si parla per sviare o per nascondere la mancanza di una reale comunicazione. <br />
- <strong>comunicazione incongrua</strong>: Normalmente c’è congruenza tra la comunicazione verbale e quella non verbale,tra ciò che si dice o come lo si dice:ad esempio un’informazione triste viene accompagnate da inflessioni tristi della voce. Tuttavia, se un messaggio triste si accompagna a un sorriso e a un tono di voce indifferente il significato della comunicazione è confuso. Questo tipo di incongruenza può essere – a seconda della circostanza e del tema della conversazione – scherzoso, allusivo, intelligente, ma può anche nascere dalla volontà di negare i fatti comportandosi come se le cose stessero andando in tutt’altro modo. Se usata troppo di frequente con i bambini , la comunicazione incongrua provoca confusione, a volte demoralizzazione e altre volte nevrosi.]]></description>
<pubDate>Tue, 01 May 2012 16:09:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/pedagogia/famiglia-ricerca-pedagogica.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Funzioni - Fratte, irrazionali e grafici</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Funzioni</strong></div>
<br />
Date due variabili x e y, si dice che y è funzione della variabile x se fra le due variabili esiste una relazione che ad ogni valore della x, appratenente ad un insieme D (dominio), fa corrispondere un solo valore per la y. Questo si esprime con la scrittura:<br />
Y = f(x)<br />
Ad esempio: y = 2x + 5<br />
per x = 5              y = 10+5 = 15<br />
<br />
Il valore di y dipende dal valore attribuioto alla x; per questo si dice che x è la variabile indipendente e y è la variabile dipendete.<br />
L'insieme dei valori che si possono attribuire alla x (var. ind.) affinché abbia significato la mia funzione si chiama Dominio o campo di esistenza della funzione.<br />
L'insieme dei valori che assume la variabile dipendente viene chiamato Codominio.<br />
Per il momento ci soffermiamo a studiare le funzioni algebriche (sono quelle che contengono operazioni di addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione, elevamento a potenza, estrazione di radice) e si dividono in:<br />
<br />
<strong>Funzione razione fratta</strong><br />
Quando al secondo membro figura un polinomio che contiene operazioni sempre eseguibili per cui il campo di esistenza è (per ogni x appartenente a R.<br />
Quando al secondo membro figura una frazione che sia la numeratore che al denominatore presenta dei polinomi per cui il campo di esistenza è dato da tutti i valori che possiamo attribuire alla x tranne quelli che annullano il denominatore.<br />
<br />
<strong>Funzioni irrazionali </strong><br />
Quando la variabile indipendente figura sotto radice ora, se l'indice di radice è pari il radicando deve essere positivo o nullo (poiché non esiste la radice quadrata di un numero negativo) per cui il campo di esistenza si otterrà ponendo il radicando &gt;(uguale) 0;<br />
invece se l'indice di radice è dispari il radicando può essere anche negativo ed il campo di esistenza si riduce al dominio della funzione senza radice.<br />
<br />
<strong>Rappresentazione grafica di una funzione</strong><br />
Si assegnano alla variabile indipendente x dei valori appratenenti al suo dominio e si ottengono i corrispondenti valori della y. A ciascuna coppia si associa il punto del piano cartesiano che ha come ascissa x e come ordinata y. Congiungendo tutti i punti si ottiene il grafico della nostra funzione.<br />
<br />
<strong>Funzione della proporzionalità diretta</strong><br />
Una funzione si dice di proporzionalità diretta se al variare di una variabile, varia proporzionalmente l'altra variabile. Ad esempio y=kx, dove y è la variabile dipendente, k è la costante (un numero) ed x la variabile indipendente. Quindi se una raddoppia l'altra raddoppia, se una quadruplica l'altra quadruplica e così via. Di conseguenza si può dire che il rapporto tra le due variabili dà un numero sempre uguale, una costante k.]]></description>
<pubDate>Tue, 01 May 2012 12:44:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/matematica/funzioni-fratte-irrazionali-grafici.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Assi cartesiani - Equazioni</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Equazioni di assi cartesiani</strong></div>
<br />
Poiché tutti i punti che si trovano sull'asse delle x hanno coordinate uguale a 0, si assume come equazione dell'asse delle x l'equazione<strong> y= 0</strong>, per l'asse delle y, invece, tutti i punti che si trovano sull'asse delle y hanno ascissa pari a 0 e l'equazione<strong> x= 0</strong>.<br />
<br />
<strong>Equazione di una retta parallela all'asse delle </strong>x<br />
L'equazione parallela all'asse delle x avrà y= k (k= costante).<br />
- Se k &gt; 0 (positivi) I e II quadrante;<br />
- se k &lt; 0 (negativi) III e IV quadrante<br />
<br />
<strong>Retta qualunque del piano</strong><br />
y = mx + q (m= coefficiente angolare e q = ordinata all' origine).]]></description>
<pubDate>Tue, 01 May 2012 12:26:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/matematica/equazioni-assi-cartesiani.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Piano cartesiano (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Piano cartesiano</strong></div>
<br />
I punti del piano possono essere messi in corrispondenza con coppie di numeri reali.<br />
Per creare questa corrispondenza consideriamo due rette orientate e perpendicolari che vengono chiamate assi cartesiani, l'asse orizzontale è l'asse delle <strong>x </strong>o asse delle <strong>ascisse</strong>, l'asse verticale è l'asse delle <strong>y</strong> o delle <strong>ordinate</strong>.<br />
Il punto d'incontro si chiama <strong>origine</strong> degli assi.<br />
Gli assi si dividono il piano in quattro quadranti che vanno in senso antiorario.<br />
<br />
<strong>Rappresentazione di punti particolari </strong><br />
L' origine degli assi ha cordinate 0 e 0.<br />
Tutti i punti che si trovano sugli assi delle x avranno coordinate (x,0).<br />
Tutti i punti che si trovano sugli assi delle y avranno coordinate (0,y).<br />
Tutti i punti che si trovano su un asso parallelo a l'asse delle x avranno come caratteristiche lo stesso numero di coordinate: A (2,2) B (3,3).<br />
Tutti i punti che si trovano su una retta parallela all'asse delle y hanno tutti la stessa ascissa.<br />
Se due punti sono simmetrici rispetto all'asse delle x avranno la stessa ascissa e ordinata opposta.]]></description>
<pubDate>Tue, 01 May 2012 12:17:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/matematica/piano-cartesiano-spiegazione.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Norvegia (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Norvegia</strong></div>
<br />
La Norvegia, il paese più settentrionale dell'Europa, è uno stato giuidato da una monarchia costituzionale. Il suo territorio, che occupa la facciata atlantica della penisola scandinava, è percorso da nord a sud dalle Alpi Scandinave (1.619 km) che costituiscono la frontiera naturale con la Svezia. La costa offre un paesaggio di migliaia di isole e di fiordi, di stretti bracci di mare racchiusi tra scoscese scogliere, risultato dell' erosione glaciale che ha scavato profonde valli sotto l'attuale livello del mare. <br />
La Norvegia è divisa in tre grandi regioni. A nord, al confine con Svezia e Finlandia, si trova il Finnmark, un territorio composto da altipiani dalle morbide curve. La seconda zona, sempre nel nord del paese, comprende l'inizio delle Alpi Scandinave, le cui cime s'innalzano a più di 1.700 m di altezza, e la depressione di Trondheim che forma una stretta fascia tra l'Oceano Atlantico e la Svezia.<br />
Nella terza regione, che si trova a sud di Trondheim, la morfologia del territorio offre un panorama tipicamente alpino, che culmina nel Galdhopiggen (2.469 m).<br />
Il sistema idrografico è costituito da piccoli fiumi. Il Glama (598 km), il più importante, percorre buona parte del sud del paese, dove i corsi d'acqua sono più regolari e hanno portata maggiore. Numerosissimi i laghi circondati da fitti boschi.<br />
<br />
<strong>Vegetazione e clima</strong><br />
Un quarto del territorio norvegese è coperto da boschi. Nel sud pini e abeti convivono con faggi, olmi, frassini e tigli. A partire dai 1.200 m di altezza le conifere coesistono con le betulle, che si trovano anche nel nord del paese. Nella regione di Finnmark i boschi lasciano spazio alla tundra in cui predominano muschi e licheni. Nonostante la latitudine, il clima norvegese è sorprendentemente temperato. I venti che soffiano dall' equatore e la Corrente del Golfo mitigano le temperature medie che, nonostante ciò, subiscono forti variazioni nel corso dell' anno, in particolare al nord. Nella parte orientale del paese si registra un clima di tipo continentale dato che le montagne impediscono il passaggio delle correnti. Lì le precipitazioni sono scarse, al contrario di quello che succede sul versante occidentale delle Alpi Scandinave, dove la media delle precipitazioni è di dieci volte superiore. Infine, i fronti di pressione, estremamente mutoveli, sottopongono il paese a venti di direzione e intensità molto variabili.<br />
<br />
<strong>Agricoltura</strong><br />
Le poche zone dedite all' agricoltura sono concentrate nel sud, dove si voltivano cereali (orzo e avena), patate, ortaggi e frutta. Risorse più importanti sono il bestiame (ovini, bovini, suini e, nel nord, renne) e l'allevamento in cattività di volpi e visoni per il commercio delle pelli. Grande importanza hanno la pesca e l'industria derivata. Per volume di catture, la Norvegia è la prima potenza peschereccia europea e la decima del mondo. E' molto sviluppato anche l'allevamento del salmone.<br />
<br />
<strong>Industria</strong><br />
L'abbondanza di energia idroelettrica e la scoperta di petrolio e di gas naturale nel Mare del Nord e nella piattaforma continentale hanno dato un forte impulso all' industriallizzazione della Norvegia, così come all' estrazione mineraria. I settori petrolchimico, chimico, metallurgico e siderurgico sono quelli che si sono maggiormente sviluppati, con l'abbondante produzione di materie platische, fertilizzanti, acidi, ghisa, acciaio e alluminio. Le tradizionali industrie navali e del legno sono state riconvertite servendo, la prima, per l'importante flotta mercantile del paese.<br />
<br />
<strong>Popolazione</strong><br />
La Norvegia ha la densità di popolazione più bssa dell' Europa continentale. Il 10% vive a Oslo e un terzo a Trondheim, Bergen e Stavanger. Quasi tutto il resto degli abitanti è disperso in piccoli agglomerati agricoli e di pescatori nel sud. Nel nord vivono circa 20.000 Lapponi e 12.000 Finlandesi. La maggior parte dei Norvegesi appartiene alla Chiesa Nazionale Protestante (luterana), che fa parte dello stato ed è guidata dal re, anche se è garantita la libertà religiosa. La lingua ufficiale è il norvegese, affine al danese e allo svedese; in Lapponia anche il lappone o sami è lingua ufficiale.<br />
<br />
<strong>Oslo</strong><br />
Situata nella parte più interna del profondo fiordo omonimo, vicino alla foce del fiume Aker, la capitale norvegese è il principale porto e centro culturale, commerciale e industriale del paese. Fondata da Herald III intorno al 1050, oggi è una città moderna nell' architettura e nell' impianto urbanistico, anche se sopravvivono palazzi di grande interesse storico, come il castello-fortezza di Akershus, degli inizi del XIV secolo, palazzo reale, finito nel 1848, e la sede dell' Accademia Norvegese delle Scienze e delle Lettere, del 1857.]]></description>
<pubDate>Tue, 01 May 2012 10:18:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/geografia/norvegia-territorio-citta.html]]></link>
</item>
<item>
<title>kant, Immanuel - Per la pace perpetua (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Per la pace perpetua - Kant</strong></div>
<br />
Fu un’opera politica in cui, nel 1795, Kant espresse le proprie speranze per il futuro dell’umanità. L’obiettivo politico principale per Kant era il raggiungimento di una felicità pura basata sulla ragione. Kant era illuminista, ma non era eccessivamente ottimista nei confronti della ragione e non credeva che, grazie ad essa, l’uomo avrebbe conosciuto un progresso eterno. In campo politico Kant riteneva che fosse fondamentale valorizzare la libertà attraverso il passaggio dalla forma monarchica a quella repubblicana. Auspicava poi la formazione di federazioni sempre più ampie tra stati fino ad arrivare alla creazione di una federazione mondiale degli stati che sarebbe stata la garanzia della felicità. Kant criticò le religioni positive e disse che l’unico modo per pregare e onorare Dio, a prescindere dalla professione religiosa, era comportarsi bene.]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 21:36:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/filosofia-moderna/pace-perpetua-kant.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Commercio internazionale</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Commercio internazionale</strong></div>
<br />
Ogni paese produce solo una parte di ciò di cui ha bisogno. il resto viene ottenuto tramite il commercio internazionale.<br />
Un paese difficilmente può produrre tutto ciò di cui necessita, di conseguenza deve rivolgersi all'estero per ottenere quei beni che non può produrre internamente (importazioni), in cambio di beni prodotti nel paese (esportazioni).<br />
Il principio dei vantaggi comparati è alla base del commercio internazionale.<br />
Spesso assistiamo all'importazione di beni che potrebbero benissimo essere prodotti all'interno.<br />
Per esempio, l'Italia importa dall'estero circa tre-quattro milioni di quintali di patate ogni anno. <br />
Eppure nessun fattore climatico o di dotazione di materi prime impedisce la coltivazione nazionale di patate, che infatti vengono prodotto in quantità insufficiente. Lo stesso accade in altri paesi europei e del resto del mondo. Questo comportamento è dovuto al fatto che ogni paese ha interesse a specializzarsi nell'attività in cui può usufruire di un vantaggio relativo rispetto agli altri paesi.<br />
Secondo questa interpretazione il libero scambio è vantaggioso per tutti.<br />
Alla base della teoria del libero scambio vi sono due aspetti:<br />
<br />
- il commercio internazionale arreca vantaggi a entrambi i paesi, indipendentemente dal livello di produttività presente in ciascuno di essi;<br />
- il commercio internazionale tende a favorire la specializzazione produttiva di ciascun paese belle produzioni in cui è relativamente più efficiente.<br />
<br />
Tuttavia il libero scambio presenta dei limiti, per questo motivo molti paesi decidono di mantenere al suo interno anche quelle produzioni per le quali non abbia un vantaggio comparato, nei confronti dei paesi concorrenti. Tra i principali limiti vi è il costo di trasporto che si va ad aggiungere al costo di produzione facendo aumentare significativamente i prezzi di vendita. Inoltre, la specializzazione completa richiederebbe che i fattori produttivi fossero spostati dai settori meno competitivi verso quelli con vantaggi comparati.<br />
Ma questa operazione è difficile e rischiosa.<br />
Per questo si diffonde il protezionismo, con l'intento di difendere un settore in difficoltà rispetto alla concorrenza esterna.]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 21:06:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/economia-ragioneria/commercio-internazionale.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Contratti - Estimatorio e mutuo</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Contratti - Estimatorio e Mutuo</strong></div>
<br />
<strong>Contratto estimatorio</strong><br />
<br />
Il contratto estimatorio è il contratto (nella pratica chiamato in conto deposito) con il quale una parte consegna una o più cose mobili all'altra e questa si obbliga a pagarne il prezzo, salvo che restituisca le cose nel termine stabilito; questo è quanto viene stabilito all'articolo 1556 del codice civile.<br />
Al contrario di quanto avviene con la concessione di vendita e con il franchising, con questo contratto il rivenditore viene sollevato dal ischio della mancata vendita delle merci, perchè questo rischio rimane infatti a carico dl produttore.<br />
Si tratta del contratto al quale si ricorre normalmente per la distribuzione di giornali, riviste, libri, di oggetti di oreficeria.<br />
L'editore, per esempio, consegna &quot;in conto deposito&quot; al giornalaio un certo numero di copie di giornali e questi s'impegna a pagare solo le copie vendute e a restituire quelle invendute, perciò il rischio della mancata vendita rimane a carico esclusivo dell'editore.<br />
Il contratto estimatorio è un contratto reale, in quanto si perfeziona con la consegna della cosa.<br />
Chi riceve la cosa assume il rischio del perimento per caso fortuito della cosa stessa: egli, infatti, è tenuto a pagare il prezzo se la restituzione della cosa diventa impossibile per causa a lui non imputabile.<br />
Colui che ha consegnato la cosa perde il potere di disporne fino a che la cosa non sia stata restituita questo potere spetta infatti soltanto all'accipiens.<br />
I creditori di quest'ultimo, tuttavia, non possono sottoporre la cosa a sequestro o a pignoramento finché non ne sia stato pagato il prezzo.<br />
<br />
<strong>Mutuo</strong><br />
<br />
Il mutuo è definito dall'articolo 1813 del codice civile come &quot;il contratto con il quale una parte consegna all'altra una determinata quantità di denaro o di altre cose fungibili, e l'altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità&quot;.<br />
Il mutuo è il prototipo dei contratti di credito. E' un contratto avente effetti reali, perchè, il mutuatario acquista la proprietà del denaro o delle cose fungibili consegnategli, sicché può liberamente disporne.<br />
E' un contratto a titolo oneroso, perchè, il mutuatario deve corrispondere gli interessi al mutante; deve cioè corrispondere una somma che ha la funzione di corrispettivo dell'utilizzazione per un certo tempo del denaro. Il saggio degli interessi è stabilito dalle parti, oppure, in mancanza, è quello legale (all'incirca è intorno al 2%).<br />
Gli interessi possono essere determinati in un saggio anche elevato senza con ciò essere usurari; gli interessi sono considerati usurari soltanto quando il mutante, stipulando il contratto, li impone e approfitta dello stato di bisogno del mutuatario. In questi casi l'usura è punita come reato, in base all'articolo 644 del codice penale.<br />
Il mutuo può, tuttavia, essere anche a titolo gratuito.<br />
Il mutuatario ha l'obbligo di pagare gli interessi e, alla scadenza del termine pattuito, di restituire quanto ha ricevuto. Se non adempie all'obbligo del pagamento degli interessi, il mutante ha diritto ad ottenere la risoluzione del contratto, con restituzione del capitale dato in mutuo.]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 20:37:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/contratti-estimatorio-mutuo.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Orazio - Cleopatra, analisi</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Orazio - Cleopatra</strong></div>
<br />
Bisogna ricordare che Orazio è un grande amico di Ottaviano e la vittoria di Ottaviano su Cleopatra fu celebrata in modo straordinario dalla cultura imperiale. Questo testo si inserisce nel contesto di molti altri testi che hanno celebrato la morte di Cleopatra, che venne dipinta come un concentrato di perversione. Il rapporto con Cleopatra e con l’Egitto veniva presentato come uno scontro di civiltà come qualcosa che andava al di là del fatto politico e che metteva in gioco due mentalità e due concezioni del mondo completamente differenti. Questa poesia è interessante perché vediamo in atto quella che è stata definita la poetica del motto, quindi una delle principali strategia della poesia allusiva che è molto colta e molto erudita. I primi versi sono quasi una citazione del modello Alceo, che aveva scritto qualcosa di molto simile nel VI secolo a.C. quando era stato ucciso il terribile tiranno di Mitilene. Il modello è imprescindibile, il lettore colto deve cogliere l’allusione al modello, deve riconoscere la situazione, ma la poesia si riconosce per l’originalità, non è pedissequamente costruita sul testo del lirico greco. Quindi nella coltura classica il principio di imitazione è forte e ben presente, costituisce un modello di poesia allusiva, ma non mette mai in discussione le virtù creative e l’originalità dello scrittore, è uno spunto colto ed erudito che il lettore raffinato a cui Orazio si rivolge deve essere in grado di cogliere. La figura di Cleopatra viene comunque riscattata sul piano della sua dignità eroica; Cleopatra, nemica acerrima di Orazio, è comunque una grande donna, eccezionale, che va incontro alla morte.]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 17:53:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-latina-eta-augustea/orazio-cleopatra.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Orazio - Lidia, analisi</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Orazio - Lidia</strong></div>
<br />
Le figure femminile in Orazio, non è la figura femminile di Catullo. Non c’è in Orazio la narrazione di una storia d’amore esclusiva, non c’è fondamentalmente passione nel senso catulliano del termine, ma c’è un susseguirsi di figure femminili talvolta appena abbozzate attraverso la citazione di un gesto, di una posa in qualche modo eloquente, la donna diventa così, a volte, pretesto per erudite e intellettualistiche scritture poetiche. <br />
Questo testo è un canto amebeo, cioè un componimento poetico, che è in qualche modo teatralizzato, perché è costruito su uno scambio di battute tra l’uomo e la donna. Questo tipo di componimento era già presente nella lirica greca in Teocrito, si trova poi anche in Catullo, ma il riferimento più importante è rappresentato dalle Bucoliche di Virgilio. I due interlocutori sono da una parte forse il poeta e dall’altra Lidia. Il testo tratta di due amanti, che si scambiano battute molto ironiche, non c’è mai passione, l’amore non si fa mai tragedia in Orazio. Lidia, fino a quando il poeta non si è innamorato di un’altra, ha potuto godere della fama perché è stata cantata e perché è stata amata da Orazio; ritorna quindi come elemento secondario il tema di una poesia alta, scritta da un grande poeta che dà fama e va ad eternare e a nobilitare la persona che è oggetto di quella poesia. La struttura del dialogo è costruita sul sottile filo dell’ironia. Molto importanti in questo testo sono i parallelismi, il poeta dice “Vissi più felice del re di Persia” e la donna dice “vissi più illustre della romana Ilia”. Nella parte seguente Orazio parla della sua nuova amata, esaltandone le doti, la risposta di Lidia è velenosa, perché mette in evidenza che lei è innamorata di un giovane ragazzo, mentre Orazio non è più così giovane. Orazio, nonostante ciò che gli è stato detto da Lidia, formula una proposta di riconciliazione. La risposta di Lidia è molto dolce, perché ad essa piace ancora Orazio nonostante i suoi difetti.]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 17:52:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-latina-eta-augustea/orazio-lidia.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Orazio - Un incontro sgradevole, analisi</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Orazio - Un incontro sgradevole</strong></div>
<br />
In questa satira ci sono degli elementi nuovi rispetto alla poesia degli Epòdi. Il riferimento alla tradizione letteraria, che era rappresentata da Lucilio è chiaramente l’irruzione della comicità e del realismo perché c’è in questo componimento una forte componente realistica prima del tutto assente. Lo schema utilizzato è quello del contrasto, con due personaggi che configgono e si scontrano con intelligenza e con arguzia. Da un lato si ha il seccatore, una straordinaria creazione della storia della letteratura ed è il tipico seccatore arrivista, spregiudicato ed immorale. Dall’altro lato si ha il personaggio positivo che è Orazio stesso, che ama vivere e stare in pace con sé, non sopportando i tentativi clientelari e ruffianeschi del seccatore. Non può essere considerato come elemento encomiastico, ma come elemento di stima la rappresentazione che Orazio dà di Mecenate, come uomo non disposto ad accettare certi tentativi non troppo lusinghieri. Da questa satira si può dedurre una sorta di idealizzazione del mondo di Mecenate dove spiriti liberi si riconoscono reciprocamente su un terreno comune che è quello della civiltà, dell’intelligenza, del gusto e della cultura. Un mondo di valori e di modi raffinati ed intellettualmente aristocratici che so contrappongono al volgare arrivismo di questo seccatore che si spaccia un letterato in grado di scrivere tanti versi in tempi rapidissimi. Caratteristica importante del cenere satirico è la teatralizzazione. Il finale, hanno notato alcuni studiosi, è tipico della commedia, quel colpo di scena per cui il seccatore incontra il suo avversario e Orazio per fargliela pagare si presta a sostenere quello che lo metterà nei guai, è un finale gustoso e divertente proviene dalla tradizione letteraria che Orazio ha ripreso.]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 17:51:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-latina-eta-augustea/orazio-incontro-sgradevole.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Vendita a rate con riserva di proprietà</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Vendita con riserva di proprietà</strong></div>
<br />
Il contratto di vendita a rate con riserva di proprietà è un tipo di contratto che produce effetto reale, perché non si verifica nel momento della conclusione del contratto, ma in quello, successivo, nel quale il compratore paga l'ultima rata del prezzo.<br />
Quindi, in questo contratto, il venditore vende un bene ad un acquirente ma con riserva della proprietà.<br />
La proprietà del bene diventa del compratore dopo aver pagato l'ultima rata corrispondente al bene acquistati.<br />
Finché il compratore non ha pagato l'ultima rata del bene può solo usare il bene ma non disporne. Quindi, la cosa resta di proprietà del venditore, il compratore non può alienarla, se lo fa, commette il reato di appropriazione indebita (articolo 646 del codice penale), tuttavia il terzo acquirente in buona fede può diventarne proprietario per effetto della regola” effetto vale titolo”.  <br />
Se la vendita ha per oggetto macchine utensili, il patto di riserva di proprietà deve essere trascritto su di un registro apposito: a questo modo esso è opponibile anche ai terzi acquirenti.<br />
La vendita a rate con riserva di proprietà è impiegata di solito quando il compratore non è in grado di pagare l’intero prezzo in un'unica soluzione, pertanto vi è una disparità di potere economico tra le parti. Per questo motivo il codice civile detta delle regole inderogabili, per tutelare il compratore.<br />
Quindi, nel caso in cui il compratore non riesce a pagare tutte le rate corrispondenti al bene non può vendere il medesimo bene a terzi perché non dispone ancora dell'esclusiva proprietà del bene.<br />
In venditore che non riceve il pagamento può chiedere la risoluzione del contratto di vendita solo se il mancato pagamento supera 1/8 (un ottavo)del prezzo.<br />
Nel momento in cui si verifica la risoluzione il venditore deve restituire le rate già riscosse considerando anche, il deterioramento del bene utilizzato ed eventualmente un risarcimento del danno.<br />
Ma se nel contratto è stato stabilito che le rate già riscosse restano al venditore si può ottenere una riduzione mediante la sentenza del giudice.<br />
Il contratto di vendita a rate con riserva di proprietà è trattato all'articolo 1523 del codice civile.]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 16:08:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/vendita-rate-riserva-proprieta.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Types of economic systems</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Types of economic systems</strong></div>
<br />
There are three main types of economic system:<br />
<br />
-	free market economy;<br />
-	centrally planned economy;<br />
-	mixed economy.<br />
<br />
In a free market systems all decision about the production of good and a services are made by the citizens of  the country with very litter interference from the government.<br />
 On the negative side, the wealthier sectors of society hold most of the economic and political power. <br />
Essential services such as defence, education and health may be endangered if they are not profit-making.<br />
In practice there are no pure free market economies in the world.<br />
The closest examples of free market economies can be found in South East Asia in countries such as Singapore.<br />
In a centrally planned economy all the decisions about the production of good and a services  are made by the state.  Government officials decide what goods to produce, how to produce them, to whom they should be distributed and at what price they should be sold. Centrally planned economies, such as the communist systems in China and those that used to exist in Russia and est Europe, have become more market-based in recent years.<br />
A mixed economy is a combination of the two systems ( free market economy and  centrally planned economy ) . In most areas, citizens are free to set up business to produce goods and services.  The public sector is the part of the economy that is owned by the state. The private sector is the part of the economy that is owned and controlled by individuals and firms.<br />
The mixed system enjoys the “best of both worlds”, but it can also have the disadvantages of both the free market and centrally planned systems.<br />
Almost all the major economies in the world, including those of the European Union and the USA, are mixed systems.]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 15:55:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/civilta-inglese/types-economic-systems.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Pomotion</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Promotion </strong></div>
<br />
The people know and buy the products with the promotion.<br />
The promotion is used:<br />
<br />
-	to launch new products on the market;<br />
-	to increase sales of existing products;<br />
-	to compete with firms that produce similar products;<br />
-	to improve the company image; large multinational companies often concentrate promotion on their name or image rather than on specific products. <br />
<br />
Advertising is the process of communicating information about the product or service to as many potential customers in the target market as possible.<br />
The informative advertising need to give details about the product.<br />
The persuasive advertising not need to give details about the product but for interested the customers to buy the product with the brand. Most mass-media advertising is persuasive.<br />
The techniques used to promote the products are:<br />
<br />
-	personal selling;<br />
-	sales promotion;<br />
-	public relations;<br />
-	telemarketing;<br />
-	advertising.<br />
<br />
The promotion online the use of  the internet for product promotion is expected to increase rapidly in the coming years. <br />
The promotion online is used:<br />
<br />
-	internet ads can be updated any time at a minimal cost;<br />
-	promotion on the internet can reach very large numbers of potential consumers globally;<br />
-	specific  groups can be targeted by advertising on websites they usually frequently visit;<br />
-	advertising on the internet is less expensive than television, newspaper or radio ads;<br />
-	interactive options such as e-mail and a instant messaging can be incorporated into the advert.]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 15:47:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/civilta-inglese/promotion.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Borsa valori</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Borsa valori</strong></div>
<br />
Le borse valori sono mercati regolamentati per la negoziazione di strumenti finanziari (azioni e obbligazioni, quote di organismi collettivi di investimento, titoli del debito pubblico, titoli del mercato monetario, contratti derivati).<br />
 A seguito della privatizzazione della borsa valori, anche in Italia vi sono ora diversi mercati regolamentati, organizzati e gestiti da una società di gestione.<br />
A tutela degli investitori, la società di gestione di un mercato regolamentato deve essere autorizzata a svolgere questa attività dalla Consob, la quale esercita poi una vigilanza su questo mercato.<br />
Gli acquisiti e le vendite su un mercato regolamentato possono avvenire soltanto tramite intermediari autorizzati, essi sono:<br />
<br />
- le banche;<br />
- le società di intermediazione mobiliare (sim).<br />
I tipi di contratti di borsa ammessi possono variare da un mercato regolamentato all'altro. <br />
In generale questi contratti si possono distinguere in contratti:<br />
- derivati;<br />
- a termine;<br />
- per contanti.<br />
<br />
I contratti derivati sono scommesse, che si effettuano su un mercato all'uopo organizzato, riguardanti le variazioni delle quotazioni che si registrano su un altro mercato.<br />
I contratti a termine sono compravendite di titoli, nelle quali la consegna dei titoli e il pagamento del prezzo, fissato al momento della conclusione del contratto, vengono differiti alla fine del mese borsistico stabilito dal calendario di borsa.<br />
I contratti a contanti sono compravendite di titoli la cui esecuzione avviene entro pochi giorni dalla conclusione, tramite pagamento di denaro e consegna dei titoli.]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 15:14:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/borsa-valori.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Gestione patrimoniale</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Gestione patrimoniale</strong></div>
<br />
<strong>Equilibrio finanziario</strong>: entrate &gt; uscite<br />
<strong>Equilibrio economico</strong>: ricavi &gt; costi<br />
<br />
I ricavi sono i corrispettivi derivanti dalla vendita di beni e dalla prestazione di servizi.<br />
I costi sono gli oneri sostenuti per acquistare i fattori produttivi necessari per l’attività aziendale.<br />
<br />
<strong>Classificazione dei costi</strong>:<br />
1)	Costi annuali<br />
2)	Costi pluriennali: necessitano di essere ripartiti tra gli anni d’utilizzo tramite la quota d’ammortamento che va inserita nei costi annuali.<br />
3)	Costi fissi: non variano al variare della produzione entro i limiti della capacità produttiva<br />
4)	Costi variabili: sono legati alla produzione<br />
a.	Proporzionali: = compro = pago<br />
b.	Meno che proporzionali = + compro – pago<br />
c.	Più che proprorzionali = + compro + pago<br />
5)	Costi semivariabili o semifissi<br />
6)	Costi diretti: costi direttamente imputabili all’oggetto di rilevazione<br />
7)	Costi indiretti: costi generali non direttamente imputabili al prodotto.<br />
<br />
<strong>Configurazione dei costi</strong><br />
1)	Costo primo: somma dei costi diretti<br />
2)	Costi di produzione: somma del costo primo e della quota di costi indiretti<br />
3)	Costo complessivo: somma del costo di produzione e degli altri costi indiretti<br />
4)	Costo economico-tecnico: somma del complessivo e degli oneri figurativi<br />
•	Oneri figurativi (fattori produttivi non contabilizzabili):<br />
a.	Fitti figurativi<br />
b.	Stipendi figurativi<br />
c.	Interessi di computo<br />
Ricavi &gt; costo complessivo = Utile d’esercizio<br />
<br />
<strong>Tecniche pricing</strong><br />
Full costing = costi diretti + quota di costi indiretti imputabili al prodotto<br />
Criteri di ripartizione dei costi indiretti:<br />
1)	Base unica: unico criterio per tutti<br />
2)	Base multipla: ogni costo indiretto ha un suo criterio<br />
Direct costing = solo costi indiretti e quelli indiretti vengono coperti differentemente in base a molte variabili<br />
<br />
<strong>Bep (break-even point)</strong> tra costi e ricavi<br />
•	Numero di prodotti da vendere per ottenere il pareggio<br />
q = CF / (p - cv)<br />
•	Prezzo di vendita per ottenere il pareggio<br />
 p = CF / q + cv<br />
Grado  di occupazione = presenze totali / capacità ricettiva * 100<br />
<br />
<strong>Inventario</strong>: insieme delle operazioni che porta a determinare il patrimonio aziendale e l’elenco delle sue componenti.<br />
1)	Inventari generali<br />
2)	Inventari parziali<br />
3)	Inventari ordinari <br />
4)	Inventari straordinari<br />
5)	Inventari a quantità fisiche<br />
6)	Inventari a valore<br />
7)	Inventari di fatto<br />
8)	Inventari contabili<br />
9)	Inventari analitici<br />
10)	Inventari sintetici<br />
11)	Inventari a sezioni contrapposte <br />
12)	Inventari a sezioni sovrapposte<br />
13)	Inventari di costituzione<br />
14)	Inventari d’esercizio<br />
15)	Inventari di liquidazione<br />
16)	Inventari di cessione<br />
17)	Inventari di fusione<br />
18)	Inventari di trasformazione<br />
<br />
Margine di struttura = CP – IM<br />
Margine di copertura degli immobilizzi = (CP + Dc) * IM<br />
PCN (patrimoniale circolante netto) = AC – Db<br />
Margine di tesoreria = (AC - RIM) – DB<br />
<br />
<strong>Libro giornale</strong><br />
Data	Codice	Conto	Dare	Avere<br />
				<br />
Variazione finanziaria<br />
VFAttiva	VFPassiva<br />
Variazione economica<br />
VENegativa	VEPositiva<br />
<br />
Iva acquisti: iva a credito<br />
Iva vendite: iva a debito<br />
<br />
VF: entrate, uscite, crediti, debiti<br />
VE: costi, ricavi<br />
<br />
Permutazione: scrittura contabile in cui appare solo un genere o un numero di variazione economica o finanziaria<br />
<br />
<strong>C/C di corrispondenza</strong><br />
Data	Descrizione	Valuta	D	A	S	Saldo<br />
Data di conosc. fatto da banca	A/B  Assegno bancario<br />
FP<br />
Fuori piazza	Gg da cui banca fa partire gli i	addebiti	accrediti]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 12:51:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/economia-ragioneria/gestione-patrimoniale.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Operazione sui numeri - Shift e rotate</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Operazioni sui numeri - Shift e Rotate</strong></div>
<br />
<strong>Shift</strong><br />
Per shift a sinistra o a destra s’intende lo spostamento di tutte le cifre di un numero binario di una posizione rispettivamente a sinistra o a destra. Di tratta di una procedura frequente all’interno dei calcolatori che, pur non essendo una vera e propria operazione aritmetica, in alcuni casi permette di velocizzare le operazioni di moltiplicazione e divisione binaria.<br />
<br />
Esempi:<br />
Left shift					Right shift<br />
00101000					00101000<br />
01010000					00010100<br />
10100000					00001010<br />
01000000 					00000101<br />
<br />
<strong>Rotate</strong><br />
Ruotare a sinistra un numero binario di 1bit o di Nbit significa che 1bit o Nbit escono dalla parte sinistra e ricompare dalla parte destra.<br />
Ruotare a destra un numero binario di 1bit o Nbit significa che 1bit o Nbit escono dalla parte destra e ricompare dalla parte sinistra.<br />
<br />
Esempi:<br />
Left rotate					Right rotate<br />
10110011					10110011<br />
01100111					11011001<br />
11001110					11101100<br />
10011101					01110110<br />
<br />
La differenza tra rotazione e shift, è che mentre nel shift il numero binario spostato è eliminato, nella rotazione quel numero ricompare e non viene eliminato.]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 11:44:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/operazione-numeri-shift-rotate.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Fonti energetiche e rinnovabili</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Fonti energetiche e rinnovabili</strong></div>
<br />
<strong>Le principali fonti energetiche</strong><br />
Le fonti d’energia provengono maggiormente dal carbone, dal petrolio, dal gas naturale e dall’uranio.<br />
Sono fonti non rinnovabili e coprono circa l’80% del fabbisogno energetico mondiale.<br />
<br />
<strong>Carbone</strong><br />
L’impiego di carbone fossile (antracite, litantrace e lignite) copre un quarto del fabbisogno globale di energia, ma attualmente si è ridotto per i seguenti motivi:<br />
•	L’esaurimento di molti giacimenti;<br />
•	Aumento dei costi di estrazione e di trasporto;<br />
•	Alto tasso di inquinamento;<br />
•	Concorrenza di altre fonti.<br />
<br />
<strong>Petrolio</strong><br />
Il petrolio ha bassi costi di estrazione, è facilmente trasportabile, è meno inquinante del carbone e ha un alto potere calorifico. <br />
Il carbone copre un terzo del fabbisogno energetico.<br />
Il petrolio si è andando formando nelle viscere della Terra attraverso il decadimento di residui organici che aveva sottratto all’atmosfera l’eccesso di anidrite carbonica.<br />
<br />
<strong>Gas naturale</strong><br />
Il gas naturale, 24% del fabbisogno energetico, è utilizzato molto perché:<br />
•	Ha un basso costo di estrazione;<br />
•	È facilmente trasportabile utilizzando i gasdotti;<br />
•	Ha un alto potere calorifico;<br />
•	È il combustibile meno inquinante.<br />
Le riserve mondiali di gas sono concentrate:<br />
•	Nella Siberia occidentale;<br />
•	Nel Medio Oriente e nel Nord Africa;<br />
•	Nell’Europa settentrionale, nel Mare del Nord;<br />
•	Nella parte settentrionale dell’Alaska (Stati Uniti).<br />
<br />
<strong>Energia nucleare</strong><br />
L’energia nucleare deriva dall’uso di uranio, un minerale raro.<br />
Tuttavia non esiste il problema dell’esaurimento di questa materia e la produzione non supera il 7% del fabbisogno mondiale.<br />
Ha il vantaggio di produrre un enorme quantità di energia a costi bassi, ma ha u svantaggi costituiti dalla difficoltà di smaltimento di scorie radioattive, dalla sicurezza degli impianti e dal costo elevato di costruzione della centrale.<br />
<br />
<strong>Le fonti energetiche rinnovabili</strong><br />
Le energie rinnovabili sono tutte quelle che si rinnovano da fonti che possono essere considerate inesauribili (Sole, acqua, vento ecc.). Attualmente le energie rinnovabili contribuiscono in minima parte al fabbisogno energetico mondiale.<br />
<br />
<strong>Energia idroelettrica</strong><br />
È in uso da molti decenni ed è capace di coprire il 20% del fabbisogno energetico. È una forma energetica “pulita”, non emette cioè sostanze inquinanti ai danni dell’ambiente ed è efficace.<br />
Negli ultimi anni si sono anche realizzati numerosi impianti per lo sfruttamento delle maree e delle correnti.<br />
<br />
<strong>Energia solare</strong><br />
Anche i sole è una fonte inesauribile di energia pulita. La produzione di energia mediante pannelli fotovoltaici è ancora molto modesta, a causa del costo degli impianti e dei vasti spazi necessari per raccogliere questa energia.<br />
<br />
<strong>Energia eolica</strong><br />
È il vento, che è abbondante, economico, inesauribile, ampiamente distribuito, non danneggia il clima ed è pulito.<br />
<br />
<strong>Energia geotermica</strong><br />
Si ottiene dai vapori prodotti grazie all’elevatissima temperatura di masse rocciose profonde, che riscaldano l’acqua o gas del sottosuolo. I costi d’impianto e di produzione sono molto bassi, e l’inquinamento è quasi assente, però le sedi idonee sono rare.<br />
<br />
<strong>Biomasse</strong><br />
Le biomasse sono materiali organici che possono essere utilizzati direttamente come combustibili o trasformati in altre sostanze (solide, liquide o gassose).]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 11:08:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/geografia/fonti-energetiche-rinnovabili.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Fonti del diritto - Gerarchia</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Fonti del diritto</strong></div>
<br />
Da dove provengono le norme giuridiche? Le norme provengono delle cosiddette <strong>fonti di produzione</strong> = sono comportamenti o attività che creano le norme.<br />
Come fanno i cittadini a venire a conoscenza delle norme? Vengono a conoscenza tramite le <strong>fonti di cognizione</strong> = documenti che ci permettono di conoscere le norme perché le contengono.<br />
<strong><br />
Gerarchia delle fonti</strong><br />
Nel nostro Stato ci sono norme più importanti di altre. L’importanza dipende da quale organo crea la norma. <br />
Questa scala che c’è d’importanza che c’è tra le norme viene chiamata <strong>scala gerarchica</strong> = le norme più importanti prevalgono su quelle meno importanti. Al primo posto troviamo la Costituzione  e le leggi costituzionali. Al di sotto ci sono i regolamenti dell’Unione Europea. Sotto ancora ci sono le leggi dello Stato e le leggi regionali. In uno scalino inferiore troviamo i regolamenti  e all’ultimo posto gli usi o detti anche consuetudini. Le fonti più importanti prevalgono su quelle meno importanti. Una norma creata da una fonte di grado superiore non può essere modificata da una fonte inferiore mentre una norma di grado inferiore può essere modificata da una fonte superiore. Questo principio viene detto <strong>principio gerarchico</strong>.<br />
Fra norme create da fonti di pari grado possono sorgere dei contrasti. Per risolvere questi contrasti si utilizza il <strong>criterio temporale</strong>: la norma successiva nel tempo può modificare o eliminare  la norma anteriore cioè precedente ci pari grado.<br />
  <br />
<strong>Principali fonti del diritto</strong><br />
1.	<strong>Costituzione</strong> = legge fondamentale dello Stato. Contiene i principi sui quali si regge il nostro Stato. Nessuna legge ne del parlamento ne del governo ne della regione può essere in contrasto con la Costituzione.<br />
2.	<strong>Leggi costituzionali</strong> = sono sullo stesso piano della Costituzione e quindi hanno la stessa importanza. Servono a integrare o modificare la Costituzione. Vengono create dal parlamento con una procedura speciale.<br />
3.	<strong>Regolamenti e direttive UE</strong> = si trovano subito sotto alla Costituzione e le leggi costituzionali. I regolamenti sono norme immediatamente obbligatorie per tutti gli stati dell’Unione Europea. Le direttive non sono immediatamente obbligatorie per gli stati dell’Unione Europea, ma sono gli stati a dover attuare la direttiva con una propria legge che dice di volerla accettare. <br />
4.	<strong>Leggi ordinarie ed atti aventi forza di legge</strong> = si trovano al di sotto dei regolamenti e delle direttive dell’Unione europea. Le leggi ordinarie sono quelle emanate dal parlamento. Le leggi sostanziali sono invece emanate dal governo e si dividono in: decreti legge e decreti legislativi. I decreti legge vengono emanati in caso di necessità e urgenza (ad esempio, in caso di terremoti, guerre). Dopo che il governo ha emanato il decreto legge, il parlamento entro 60 giorni, deve convertirlo in legge. Il decreto legislativo è invece emanato del governo su incarico del parlamento, per regolare materie tecniche o complesse.<br />
5.	<strong>Leggi regionali</strong> = si trovano sullo stesso piano delle leggi ordinarie e delle leggi sostanziali. Vengono create dalle Ragione e valgono solo nel suo territorio.<br />
6.	<strong>Codici</strong> = leggi che regolano in maniera completa una determinata materia. L’emanazione del codice spetta al governo su incarico del Parlamento. I codici che noi abbiamo sono: codice civile (regola materie come la famiglia e la proprietà); codice di procedura civile (regola il processo civile che riguarda le materie del codice civile); codice penale (indica quali sono i reati e le pene); codice di procedura penale (regola il processo penale); codice della navigazione (regola la navigazione via mare e aerea); codice della strada ( regola la circolazione stradale);<br />
7.	<strong>Regolamento</strong> = si trova sotto le leggi dello stato. Può essere STATALE o LOCALE. I regolamenti statali sono emanati dal governo e hanno lo scopo di chiarire i criteri di applicazione delle leggi. Ad esempio il codice stradale regola la circolazione stradale indicando quali sono le funzioni dei vari segnali stradali. Vi è poi il regolamento esecutivo che ha il compito di descrivere le forme e i colori dei segnali stradali. <br />
I regolamenti locali invece si chiamano così perché vengono creati dagli enti pubblici, territoriali come il comune e la provincia.<br />
8.	All’ultimo posto della scala gerarchica ci sono le <strong>consuetudini</strong> (o usi). Si tratta di comportamenti ripetuti nel tempo con la convinzione che ci sia una norma che li imponga. In realtà non esiste nessuna norma.]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 08:41:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/fonti-diritto-gerarchia.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Tipi di Stato - Evoluzione storica</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong> Forme di Stato </strong></div>
<br />
Significato = rapporto tra chi governa (e quindi stabilisce le regole) e chi è governato (deve sottostare a quelle regole).<br />
<br />
1.	<strong>Stato assoluto</strong> = il re imponeva la propria autorità su tutto il regno. Dettava le leggi ma lui non doveva rispettarle. Il cittadino non veniva chiamato così ma veniva considerato suddito e non aveva ne libertà ne diritti. Questa situazione portò i sudditi a ribellarsi e a far scoppiare la rivoluzione francese nel 1789. Durante la rivoluzione fu approvata la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino e per la prima volta si affermarono i diritti definiti inviolabili (uguaglianza, fratellanza e libertà). La rivoluzione francese portò alla creazione dello Stato Liberale.<br />
2.	<strong>Feudalesimo</strong> = prima dello Stato Assoluto ci fu l’Età Medievale. La sovranità era divisa tra i feudatari (signori di un territorio detto FEUDO), le città e gli ordini religiosi. Il re esisteva ma il suo potere era debole.<br />
3.	<strong>Stato liberale</strong> = è una forma di stato fondata sul principio che la libertà personale è il bene più importante per l’uomo. Una delle caratteristiche dello Stato Liberale è la Costituzione = insieme di norme dove vengono indicati i diritti e le libertà e anche quali limiti aveva il potere del re. Anche il re doveva rispettare la Costituzione. Ciò significa che lo Stato Liberale è uno stato di diritto = chi governa viene messo sotto il controllo della legge. <br />
Nello stato liberali vi è la separazione dei poteri. Ciò significa che i poteri fondamentali dello Stato vengono divisi e affidati a organi diversi in modo che si controllano a vicenda. I poteri cono i seguenti: <br />
-potere legislativo è affidato al Parlamento; 	<br />
-potere esecutivo è il potere di dare esecuzione alle norme e viene affidato al governo;<br />
-potere giudiziario è il potere di condannare i colpevoli dei reati e risolvere le liti tra i cittadini ed è affidato alla Magistratura.<br />
Con lo stato liberale il suddito diventa cittadino e gli vengono riconosciuti i diritti che prima non aveva. Il diritto di voto però era riservato solo ai maschi, con un alto reddito e in grado di leggere e scrivere. Quindi lo stato liberale era governato solo da poche persone: le più ricche.<br />
I compiti dello stato liberale erano: mantenere l’ordine, amministrare la giustizia e difendere il territorio. L’aspetto negativo dello stato liberale era che non interveniva per aiutare le classi sociali più deboli.<br />
I motivi dello stato liberalo sono:<br />
1.	Il diritto di voto era riservato solo a pochi. Ciò portò alle rivendicazioni politiche<br />
2.	Le classi sociali più deboli erano costrette a lavorare tanto, in condizioni pessime e venivano pagate poco. Questo portò alle rivendicazioni politiche. <br />
Tutto ciò portò alla nascita dei primi sindacati e ai primi scioperi. <br />
Dopo la prima guerra mondiale lo stato liberale non resse a questa situazione e crollò.<br />
4.	<strong>Stato socialista</strong> = è la conseguenza della crisi dello Stato liberale in alcuni stati. In Russia la rivoluzione liberale ha portato alla nascita di questo tipo di stato. E’ basato  sulla proprietà collettiva: le terre e le fabbriche venivano tolte ai proprietari e gestite dallo stato. L’obbiettivo era quello di creare una società che eliminasse le disuguaglianze. Secondo questo stato poteva essere raggiunta  l’uguaglianza solo se rendevano tutte uguali e ciò poteva accadere solamente togliendo a loro le proprietà. Questa forma di stato poneva quindi forti limiti alla libertà e ciò portò al loro crollo.<br />
5.	<strong>Stato totalitario</strong> = Questa forma di stato si formò per il crollo degli degli stati liberali in Italia, in Germania e in Spagna. Lo stato totalitario è una dittatura con a capo un unico uomo. Con la dittatura venivano abolite le libertà di pensiero e di stampa. La dittatura portò allo sterminio degli ebrei(olocausto).<br />
<strong>Italia fascista</strong> = dopo la prima guerra mondiale lo stato liberale italiano entrò in crisi. i soldati da ritorno dal fronte si trovarono senza occupazione perché la industrie si erano convertite alla produzione di armi e non tutte riuscirono a tornare alla produzione di beni. Questo portò alla chiusura delle ditte e alla perdita dei posti di lavoro. Ci fu una grave crisi economica. Ci furono anche le prime rivolte popolari e scioperi. Benito Mussolini approfittò della situazione promettendo di riportare ordine nel paese con la forza. Fondò il movimento fascista e le squadre d’azione fasciste incominciarono con la violenza a porre ordine tra la popolazione. La monarchia (re Vittorio Emanuele III), affidò a Mussolini l’incarico di formare il nuovo governo e affidò a lui il compito di riportare ordine. Mussolini ne approfittò  e creò una dittatura totalitaria: tutti i partiti e le associazioni diverse da quella fascista vennero eliminate, la stampa venne sottoposta a controllo, non ci fu più la libertà di pensiero e tutti gli antifascisti vennero incarcerati. Mussolini emanò le leggi razziali che prevedevano la persecuzione degli ebrei.]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 08:37:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/tipi-stato-evoluzione-storica.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Parlamento - Funzione legislativa</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Funzione legislativa del Parlamento</strong></div>
<br />
La funzione legislativa consiste in una serie di passaggi = <strong>iter legislativo</strong>.<br />
<br />
<strong>I fase</strong>: è la fase dell’iniziativa. E’ il momento iniziale del percorso di una legge. Consiste nel presentare al Parlamento una proposta di legge. La proposta può essere del Governo, del singolo parlamentare, di almeno 50.000 elettori, del Consiglio Nazionale dell’economia, delle Regioni. La proposta di legge può essere presentata indifferentemente alla Camera o al Senato. <br />
<strong>II fase</strong>: il Parlamento deve discutere, se necessario modificare e infine approvare la proposta di legge.<br />
Due sono le modalità con cui il Parlamento discute e approva la legge;<br />
-	<strong>Procedura ordinaria</strong> = la proposta di legge viene affidata a un gruppo di parlamentari all’interno di quella camera. Ogni gruppo è competente in una materia diversa (giustizia, bilancio, agricoltura). Ogni gruppo viene chiamato commissione parlamentare. Ogni commissione esamina il testo e dopo averlo esaminato prepara una relazione. Questa procedura ordinaria viene anche chiamata “in sede referente”. Questa relazione viene sottoposta dalla commissione all’esame e alla votazione di tutti gli altri parlamentari. Tutti gli altri parlamentari possono decidere di approvare la proposta di legge oppure di non approvarla oppure possono decidere di modificarla. Le modifiche si chiamano <strong>emendamenti</strong>. Se le modifiche vengono approvate tutta la camera vota il testo finale.<br />
-	<strong>Procedura abbreviata</strong> = viene anche chiamata “in sede deliberante”. Ciò vuol dire che la proposta di legge viene discussa, modificata e approvata solo da una camera (non occorre passarla all’altra).<br />
<strong>III fase</strong>: è presente solo nella procedura ordinaria e consiste nel passare la proposta di legge all’altra camera.<br />
<strong>IV fase</strong>: quando la legge viene approvata da entrambe le camere deve essere promulgata, cioè firmata dal presidente della Repubblica e controfirmata dal presidente del Consiglio. Il presidente della Repubblica prima di firmare la legge può anche decidere di rimandarla alle Camere affinchè vengano effettuate delle modifiche. In questo caso le camere devono effettuare le modifiche e devono rivotarla oppure possono anche decidere di non modificarla e di rimandarla al Presidente delle Repubblica che a questo punto è obbligato a firmarla.<br />
<strong>V fase</strong>: dopo che il presidente ha firmato la legge cioè l’ha promulgata il ministero della giustizia deve pubblicarla sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. La legge rimane pubblicata per 15 giorni in modo tale che tutti i cittadini ne vengano a conoscenza. Trascorso questo periodo di 15 giorni la legge entra in vigore. Tale periodo è detto vacatio legis e se specificato dalla stessa legge, può anche essere diverso dai 15 giorni ordinari.]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 08:35:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/parlamento-funzione-legislativa.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Presidente della Repubblica - Requisiti e funzioni</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Presidente della Repubblica</strong></div>
<br />
E’ la carica istituzionale più importante. E’ il capo dello stato. Rappresenta l’unità nazionale sia nei confronti degli altri stati sia nei confronti dei cittadini. <br />
<br />
<strong>Requisiti necessari</strong>:<br />
<br />
-	Occorre essere cittadini italiani e avere 50 anni.<br />
-	Occorre avere diritti civili e politici.<br />
<br />
<strong>Elezione - Soggetti</strong>: <br />
Viene eletto dal Parlamento in seduta comune. Ciò significa che deputati e senatori si riuniscono per eleggerlo. Alla riunione partecipano anche 3 rappresentanti per ogni regione italiana. Il Parlamento si riunisce 30 giorni prima della scadenza dell’incarico del presidente della Repubblica. L’elezione avviene a scrutinio segreto.<br />
<br />
<strong>Elezioni - Modalità</strong>:<br />
Nelle prime tre votazioni si deve raggiungere la maggioranza qualificata dei due terzi del Parlamento. Se in nessuna di queste tre votazioni si ottiene tale maggioranza allora si vota una quarta volta. Nella quarta votazione si deve raggiungere la maggioranza assoluto. Il presidente entra in carica dopo che  giura fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione. Il giuramento deve essere fatto davanti al Parlamento in seduta comune. Dal momento del giuramento l’incarico del Presidente dura 7 anni.<br />
<br />
<strong>Funzioni</strong><br />
Il Presidente della Repubblica rappresenta lo Stato anche con gli emissari esteri ed è &quot;custode&quot; dell'Unità nazionale.<br />
Il presidente esercita le sue funzioni in maniera autonoma. Per questo motivo il presidente non è responsabile di come svolge le sue funzioni. Può essere considerato responsabile solo di alto tradimento e di attentato alla costituzione.<br />
<strong>Alto tradimento</strong> = viola il giuramento che ha fatto alla repubblica.<br />
<strong>Attentato alla Costituzione</strong> = commette atti che sono contrari alla costituzione.<br />
Ad accusare il presidente della repubblica è il parlamentoin seduta comune. Decide poi se è colpevole o no la Corte Costituzionale.<br />
La principali funzioni del presidente sono: <br />
o	nominare 5 senatori a vita<br />
o	promulgare le leggi<br />
o	nomina il presidente del consiglio dei ministri<br />
o	ha il comando delle forze armate<br />
o	nomina 5 giudici della corte costituzionale<br />
o	sta a capo del consiglio superiore della magistratura<br />
o       conferisce onoreficenze]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 08:33:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/presidente-repubblica-requisiti-funzioni.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Svezia - Territorio ed economia</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Svezia</strong></div>
<br />
Il Regno di Svezia è lo stato più esteso della penisola scandinava.<br />
Il suo lunghissimo litorale (7.624 km) presenta una vera e propria muraglia di isole e isolotti vicino alla costa. A ovest, la lunga catena montuosa delle Alpi Scandinave, formata dalle glaciazioni del Quaternario, costituisce la frontiera naturale con la Norvegia. Il resto del territorio è rappresentato da un enorme altopiano inclinato verso il Mar Baltico. Da nord a sud, si possono distinguere tre regioni. La prima, Norrland o Nord, è una zona montuosa dove sono presenti miniere di ferro, immensi boschi e fabbriche di carta. La seconda, Svealand o Centrale, è la parte più urbanizzata del paese e la più importante dal punto di vista economico. E' caratterizzata, inoltre, dall' esistenza di grandi laghi di origine tettonica o glaciale, uniti da canali navigabili come il Marlaren, il Hjalmar, il Vattern e il Vanern. Per ultima, la terza regione, Gotaland o Sud, è divisa tra l'arido tavolato dello Smaland e la fertile zona agricola della pianura della Scania. I principali fiumi, come il Klaralven, il Torne, il Dalalven e l'Ume, si trovano a nord e sono tributari del Mar Baltico dove formano grandi estuari. La Svezia fa parte dell' Unione Europea, ma non partecipa all' Unione Monetaria Europea.<br />
<br />
<strong>Vegetazione e clima</strong><br />
Più della metà della superficie svedese è coperta da boschi. Nel nord predominano le conifere (pini e abeti) e la betulla. Le zone montuose di questa regione sono coperte da muschi e licheni.<br />
Nel centro del paese le conifere si associano a specie caducifoglie, soprattutto faggi. Il clima della Svezia è continentale, con abbondanti piogge estive, soprattuto nelle regioni del cento e del sud. Al nord le precipitazioni sono scarse, tranne in quota. I venti temperati dell' ovest e la calda Corrente del Golfo, che lambisce le coste occidentali della Norvegia e di cui una ramificazione si introduce nello stretto di Skagerrak, danno temperature medie relativamente alte, nonostante l'elevata latitudine del paese. In inverno, comunque, i venti dell' est che arrivano dalla Russia creano situazioni termiche di estremo rigore. La neve copre le zone in quota per otto mesi all' anno, durante molti dei quali il golfo di Botnia rimane ghiacciato.<br />
<br />
<strong>Agricoltura</strong><br />
Le coltivazioni impiegano solo una piccola parte della popolazione e occupano appena il 7% della superficie. Nonostante questo, grazie alle sovvenzioni statali, la produzione, molto meccanizzata, copre quasi l'80 % del mercato interno. Nel cento e nel sud si raccolgono grano, orzo, aveva, patate e barbabietola da zucchero. La pesca rappresenta un settore importante: nell' Atlantico e nel Mar Baltico si pescano merluzzi e aringhe e nelle acque interne trote e salmoni. L'attività forestale è la più importante dell' Europa Occidentale e la principale fonte di risorse del paese.<br />
<br />
<strong>Economia</strong><br />
Grazie all' abbondanza di enegia idraulica e ai ricchi giacimenti di ferro, la Svezia si è specializzata nella produzione di diversi tipi di acciaio e nelle costruzioni meccaniche di alta tecnologia per centrali idrauliche e nucleari. Il settore industriale comprende anche veicoli (civili e militari), cemento, elettrodomestici e prodotti elettronici.<br />
Il patrimonio forestale rifornisce di materie prime le industrie della carta e del legno.<br />
I cantieri navali hanno perso importanza.<br />
Quasi il 50% della produzione industriale svedese è destinato all' esportazione.<br />
<br />
<strong>Popolazione</strong><br />
Quasi il 90% della popolazione è svedese, il 5% finlandse e il resto rappresentato soprattutto da Lapponi e immigrati da altri paesi scandivani. L'83% degli abitanti vive nelle zone metropolitane. Il basso tasso di natalità e l'alto livello della sanità hanno portato a un invecchiamento della popolazione: i maggiori di 60 anni sono il 22,6%, mentre i minori di 15 il 18%.<br />
La religione ampiamente dominante è la protestante. La lingua ufficiale è lo svedese nonostante le minoranze usino le rispettive lingue.<br />
<br />
<strong>Stoccolma</strong><br />
Importante porto marittimo, la capitale della Svezia si estende su alcune isole del lago Malaren collegate con ponti alla terraferma, in prossimità della costa del Mar Baltico. Stoccolma è una bella città conosciuto come la &quot;Venezia del Nord&quot; per gli ampi spazi aperti e le numerose vie fluviali. Il XVIII e XIX secolo, con i tipici palazzi, come quelli dell' Università e la chiesa di San Nicola, hanno lasciato la maggiore impronta a livello urbanistico. Tra i musei spiccano quello di Storia Naturale e quello di Arte Contemporanea.]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 23:16:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/geografia/svezia-territorio-economia.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Islanda - Territorio ed economia</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Islanda</strong></div>
<br />
Costituita da un enorme altopiano con un'altezza media di 500 m, l'Islanda occupa il territorio dello stato più occidentale d'Europa. La regione è di origine vulcanica. Le faglie, risalenti al Quaternario, e l'azione dei ghiacci hanno dato forma alla morfologia dell' isola, che è percorsa da est a ovest da una catena montuosa, dalla quale nascono i principali fiumi, e ai numero fiordi che ne incidono la costa. La natura vulcanica influenza buona parte della vita economica e sociale del paese essendo i vulcani e i geiser fonti di energia di attrazzione turistica. Tra i molti vulcani attivi, i più importanti sono l'Hekla (1.477 m) e il Laki, il più grande vulcani lineare del mondo con 25 km di lunghezza e più di cento crateri. Le eruzioni hanno luogo sotto una spessa cappa di ghiaccio provocando imponenti disgeli.<br />
D'altra parte, sull' isola sono presenti 250 zone geotermiche con più di 800 fonti tra fumarole e geiser. Tra questi, il più grande è il Deildartun Guhver, che ogni secondo lancia un getto di 200 litri di acqua in ebolizione.<br />
In Islanda si trovano anche molti laghi e fiumi non navigabili grazie alle rapide correnti e alle molte cascate presenti sul territorio.<br />
Il fiume più lungo del paese è il Pjorsà (230 km).<br />
<br />
<strong>Vegetazione e clima</strong><br />
La vegetazione la cui crescita è stata contrastata per secoli dal clima, dall' atività vulcanica, dai ghiacciai e dall' uso dei terreni per il pascolo, ricopre solo un quarto della superficie islandese.<br />
Grandi boschi di betulle sono stati oggetti di abbattimenti indiscriminato, ma oggi il Governo ha creato zone di riforestazione di conifere. Il resto della vegetazione è tipico della zona subartica con piante molto resistenti, muschi e licheni, anche se buona parte del paese è formata da paludi e da grandi aree di nuda roccia vulcanica. Per quanto riguarda il clima si possono distinguere a grandi linee due zone: quella settentrionale, influenzata dalle correnti artiche, è caratterizzata da un regime termico molto rigido; la zona meridionale, invece, dove le precipitazioni sono più abbondanti, gode della Corrente del Golfo e presenta pertanto un clima dalle caratteristiche più oceaniche.<br />
<br />
<strong>Agricoltura</strong><br />
L'agricoltura islandese è molto condizionata dal clima. I principali prodotti sono le patate e i cereali che servono sia per l'alimentazione umana sia per la produzione di fieno e mangimi destinati al bestiame ovino e bovino. Sono presenti anche serre destinate alla produzione di ortaggi. L'attività più importante del settore primario, base dell' economia dell' isola, è comunque la pesca. Le principali catture sono rappresentate da merluzzi comuni, merluzzi gialli, aringhe e naselli. Nelle acque interne si trovano salmoni e trote.<br />
<br />
<strong>Industria</strong><br />
La lavorazione dei prodotti ittici è la base dell' industria islandese.<br />
Il pesce congelato da esportazione e la produzione di derivati come oli, farine e concimi occupano il 12 % della mano d'opera del paese.<br />
La grande dipendenza dell'Islanda dai prezzi internazionali del pescato ha costituito un fattore decisivo nel ritardare il suo ingresso nell' Unione Europea. L'energia ottenuta dalle sorgenti termali, sfruttata per il riscaldamento e la produzione di elettricità, costituisce la seconda industria del paese.<br />
<br />
<strong>Popolazione</strong><br />
Con un alto livello di vita e quasi senza disuguaglianze sociali, gli islandesi, che discendono da antichi coloni scandinavi, scozzesi e irlandesi, sono il 94,7% della popolazione. La densità è una delle più basse d'Europa; inoltre, gli abitanti sono distribuiti soprattutto sulla fascia costiera, con grandi aree del territorio pratimante disabitate. L'idioma ufficiale è l'islandese, nato dall' incrocio delle lingue dei colonizzatori, ma la maggioranza parla anche l'inglese e il danese. La religione principale è la protestante (90 % della popolazione); il Cattolicesimo rappresenta meno del 2% dei fedeli.]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 22:47:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/geografia/islanda-territorio-economia.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Persone giuridiche - Disciplina giuridica</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Persona giuridica</strong></div>
<br />
La persona giuridica è un complesso organizzato di persone e di beni rivolto ad uno scopo al quale la legge riconosce la qualifica di soggetto di diritto.<br />
Sono persone giuridiche:<br />
<br />
•	<strong>Associazioni</strong>, in esse lo scopo è di natura non prevalentemente economico (es.: culturale, sportivo);<br />
•	<strong>Fondazioni</strong>, un fondatore o un comitato promotore conferiscono il patrimonio iniziale e fissano lo scopo da perseguire.Sono elementi costitutivi della persona giuridica la pluralità di persone, il patrimonio, lo scopo e il riconoscimento. In particolare, il riconoscimento rappresenta il momento finale del processo di formazione dell’ente.<br />
<strong><br />
Caratteristiche della persona giuridica:</strong><br />
- il patrimonio della persona giuridica è nettamente distinto da quello dei singoli componenti. Le persone giuridiche hanno una personalità giuridica affine a quella delle persone giuridiche.<br />
- <strong>Capacità giuridica</strong>: illimitata e generale, salvo le limitazioni dovute alla particolare natura.<br />
- <strong>Diritti personali</strong>: la persone giuridica è priva di tutti quei diritti che presuppongono un organismo fisico.<br />
- Le persone giuridiche hanno <strong>capacità di agire</strong>, tuttavia esse formano ed esprimono la loro volontà attraverso le persone fisiche che agiscono come organi: amministratori e assemblea.<br />
- <strong>Responsabilità</strong>:<br />
•	Fondo comune, contributi degli associati e beni acquistati;<br />
•	Autonomia patrimoniale imperfetta, delle obbligazioni contratte dall’associazione sono responsabili coloro che hanno agito in nome e per conto dell’associazione.<br />
<br />
Le associazioni non riconosciute sono quelle associazioni che pur presentando tutti i caratteri delle persone giuridiche (patrimonio, persone, scopo) non hanno richiesto o ottenuto il riconoscimento.<br />
<br />
<strong>Comitati</strong><br />
I comitati sono organizzazione di persone che si propongono di raggiungere uno scopo altruistico.<br />
Le caratteristiche:<br />
•	Fondo, costituito per pubbliche sottoscrizioni;<br />
•	Autonomia patrimoniale imperfetta, il fondo non appartiene né agli oblatori né ai membri del comitato, ma è irrevocabilmente destinato allo scopo.]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 21:31:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/persone-giuridiche-disciplina-giuridica.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Amore gioco e nettare di vita - Tema</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>L'amore è un gioco ma anche nettare di vita</strong></div>
<br />
L'amore è un gioco, un gioco che ti fa stare bene ma nello stesso tempo può renderti triste, l'amore è un gioco che ti fa scoprire un nuovo mondo e nuove sensazioni; è un gioco che, nel bene e nel male, fa aumentare i battiti del cuore a dismisura senza capirne il motivo.<br />
L'amore è un sentimento che ti rende schiavo, un sentimento che ognuno di noi vive in modo diverso.<br />
L'amore è &quot;nettare di vita&quot; e nessuno può farne a meno. Grazie a questo sentimento si prova felicità, voglia di costruire un futuro con la persona amata e sopratutto  si capisce il significato del perdono; perchè non si può fare a meno di perdonare la persona amata quando si è &quot;presi&quot; da questo sentimento.<br />
A volte l'amore ti fa passare notti in bianco, a volte ti toglie la voglia di vivere, a volte ti fa sentire sola ed abbandonata.<br />
Ecco perchè chiamo l'amore un gioco, perchè un attimo prima ti rende felice e poi, un attimo dopo, è in grado di ucciderti.<br />
Per questo non bisogna mai arrivare al punto di essere dipendenti da un'altra persona.<br />
L'amore ha la capacità di sciogliere il cuore anche alle persone più dure ed indifferenti.<br />
L'amore è come camminare su un filo, perché un momento si è felici ed è come se si toccasse il cielo con un dito, il momento successivo è come se si cadesse in un baratro senza fondo.]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 20:27:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/temi-saggi-svolti/temi/amore-gioco-nettare-vita-tema.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Memoria virtuale e partizione</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Memoria virtuale e partizione</strong></div>
<br />
La memoria virtuale è l'illusione di avere una memoria centrale più grande di quella effettiva, per incrementarla si utilizza la memoria di massa. <br />
La strategia che si attua è quella di suddividere il programma in pezzi chiamati pagine e la memoria in blocchi, della stessa dimensione delle pagine.<br />
Ogni blocco conterrà una pagina.<br />
In ogni istante non tutte le pagine avranno assegnato un blocco fisico, perchè, alcune di esse rimangono in memoria di massa e saranno caricate sulla memoria centrale su richiesta.<br />
Se durante l'esecuzioni un istruzione non si trova in memoria centrale si verifica un &quot;page falt&quot; e il sistema operativo dovrà provvedere a caricare in memoria centrale la pagina richiesta.<br />
Si possono verificare due casi:<br />
- nella memoria centrale ci sono blocchi disponibili, quindi, il sistema operativo dovrà aggiornare la tabella in modo opportuno per poter indicare lo stato della memoria;<br />
- nella memoria centrale non ci sono blocchi disponibili, quindi, il sistema operativo dovrà  scegliere la pagina che sarà portata fuori dalla memoria prima di caricare quella richiesta.<br />
Gli algoritmi utilizzati possono essere:<br />
- FIFO, primo ad entrare e il primo ad uscire;<br />
- LRU, pagina da più tempo che non viene utilizzata;<br />
- rimpiazzare la piazza che non ha subito le modifiche in quanto queste pagine non richiedono scritture su disco.<br />
in ogni caso la frammentazione non viene eliminata ma si riduce all'ultima pagina di ogni programma.<br />
<br />
<strong>Partizione</strong><br />
La partizione è un pezzo di memoria.<br />
La partizione può essere di due tipi: fissa o variabile.<br />
Il metodo a partizione fissa consiste nel suddividere la memoria in un numero prefissato di porzioni di uguale dimensione o dimensione diversa.<br />
ogni partizione in maniera esclusiva conterrà un processo. Tale tecnica crea la frammentazione cioè la disponibilità di tanti piccoli spazi che a causa dell'esclusività dell'assegnazione non possono essere utilizzati.<br />
Con la partizione variabile ogni partizione viene creata in base alla richiesta del processo prelevandola da una tabella delle aree libere gestita secondo due criteri:<br />
<br />
- first-fit;<br />
- best-fit.<br />
<br />
Queste tecniche servono per assegnare una partizione a un processo.<br />
La first-fit assegna la prima partizione libera di dimensione maggiore o uguale alla dimensione del lavoro.<br />
La best-fit assegna la partizione la cui dimensione più si avvicina alla dimensione del lavoro.<br />
Entrambe le tecniche, partizione fissa e partizione variabile, generano la frammentazione che può essere risolta adottando la tecnica della memoria virtuale.]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 20:03:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/memoria-virtuale-partizione.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Società segrete</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Le società segrete</strong></div>
<br />
<br />
Un’opposizione nascosta<br />
Nell’età della Restaurazione, il dissenso politico era vietato o aveva gravi limitazioni in quasi tutta Europa.<br />
Per questa ragione, il principale strumento di lotta politica fu costituito dalle società segrete come la Massoneria.<br />
Sul modello della Massoneria era organizzata la Carboneria che traevano i loro simbolo dai carbonai ed avevano come obbiettivo la costituzione liberale.<br />
Altre società segrete come ad esempio: i Comuneros o gli Afelfi e i Filadelfi puntavano a ottenere una costituzione democratica.<br />
La struttura rigidamente gerarchica di queste società faceva si che talvolta gli aderenti fossero a conoscenza solo di una parte del programma. Era questo ad esempio il caso della setta fondata da Filippo Buonarroti.<br />
<br />
L’utopia di Buonarroti<br />
Filippo Buonarroti aveva partecipato attivamente alla Rivoluzione francese ricavandone insegnamenti di carattere universale.<br />
Secondo Buonarroti non era sufficiente battersi perché il sovrano concedesse una costituzione o venisse instaurata la repubblica.<br />
La libertà non poteva limitarsi all’ ambito politico: occorreva una rivoluzione sociale che mutasse radicalmente la società e instaurasse il comunismo.<br />
Per raggiungere questo risultato bisognava coordinare le attività delle diverse società segrete.<br />
Nonostante tutto Buonarroti non riuscì a ottenere i risultati desiderati.<br />
<br />
Il metodo delle insurrezioni<br />
Il metodo di lotta seguito dalle società segrete consisteva generalmente nell’organizzare delle insurrezioni che obbliassero il sovrano a concedere la costituzione.<br />
Accanto alle società segrete progressiste operarono anche società segrete reazionarie, tuttavia queste società ebbero un ruolo assai limitato.<br />
Il merito delle società segrete progressiste fu quello di tenere vivi gli ideali della Rivoluzione francese, il limite consistette proprio nella segretezza dei programmi e degli iscritti.<br />
Inoltre, queste società poggiavano su di una base popolare ristretta: accanto ai militari, ne facevano parte molti intellettuali e studenti, minore era il numero degli esponenti della borghesia commerciale e delle professioni, dell’ aristocrazia, degli artigiani e i popolani.<br />
Il mancato coinvolgimento delle masse popolari nelle società segrete porterà al fallimento della loro azione.<br />
<br />
“Il Conciliatore”: l’opposizione intellettuale<br />
<br />
Un caso particolare fu quello che si verificò in Lombardia, dove l’amministrazione austriaca cercò di instaurare un rapporto di collaborazione con gli intellettuali.<br />
A questo scopo gli Austriaci promossero la creazione della rivista “Biblioteca italiana” e ne offrirono la direzione a Ugo Foscolo, questi rifiutò e anche altri intellettuali si rifiutarono.<br />
Fallita l’iniziativa, la rivista si limitò a sostenere una visione tradizionalista.<br />
Contro questa rivista, le maggiori autorità intellettuali del mondo milanese diedero vita a una rivista alternativa: “Il Conciliatore”, la rivista si occupava di statistica, di economia, di argomenti scientifici, di letteratura e di istruzione che mirava a formare un’opinione pubblica moderata, borghese e liberale.<br />
“Il Conciliatore” fu chiuso per le pressioni della polizia.]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 19:23:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-contemporanea/societa-segrete-massoneria.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Operazione del complemento</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>L’operazione del complemento</strong></div>
<br />
Possiamo eseguire l’operazione del complemento in due modi:<br />
1.	Il complemento di un numero N di x cifre rispetto ad una base B è il numero<br />
			K=B ˣ - N<br />
2.	Operativamente si procede nel seguente modo:<br />
a)	Si fa il complemento alla base meno uno (B-1)<br />
b)	Al numero così ottenuto si aggiunge 1<br />
Esempio del primo modo:<br />
	N=(238)₁₀<br />
	<br />
	K=10³-238	(elevato a 3 perché sono tre cifre nella N (238))<br />
	=1000-238<br />
	=(762)₁₀<br />
<br />
Esempio del secondo modo:<br />
	N=(238)₁₀<br />
a)	(B-1)= 10-1= 9<br />
			2   3   8 (+)<br />
			7   6   1 (=)<br />
		             (9)(9)(9)<br />
b)	761+1= (762)₁₀<br />
Come si vede il risultato è uguale.<br />
<br />
Possiamo anche fare la sottrazione usando il complemento con la seguente formula:<br />
	minuendo+(B ˣ - sottraendo) -B ˣ<br />
esempio:<br />
	(724)₁₀ -(325)₁₀= (?)₁₀<br />
	<br />
724+(10³-325)-10³=<br />
	724+(1000-325)-1000=<br />
	724+675-1000=<br />
	1399-1000=<br />
	=399<br />
	<br />
	(724)₁₀ -(325)₁₀= (399)₁₀]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 13:00:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/operazione-complemento.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Presidente USA e Presidente della Repubblica - Differenze</title>
<description><![CDATA[<strong><div style="text-align:center">Presidente della Repubblica in Italia e in USA- Differenze </div></strong>
<br />
Differenza del potere del Presidente negli Stati Uniti d’America e Repubblica italiana<br />
Gli Stati Uniti d’America è una Repubblica presidenziale, mentre la Repubblica italiana è una Repubblica parlamentare.<br />
<br />
<strong>Funzioni</strong><br />
Stati Uniti d’America: il potere esecutivo sarà conferito a un Presidente degli Stati Uniti d’America.<br />
Repubblica italiana: il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.<br />
<br />
<strong>Giuramento </strong><br />
Stati Uniti d’America: prima di entrare in carica, il Presidente dovrà fare il seguente giuramento o dichiarazione solenne ”Giuro (o dichiaro) solennemente che adempirò con lealtà ai doveri di Presidente degli Stati Uniti e col massimo dell’impegno preserverò, proteggerò e difenderò la Costituzione degli Stati Uniti”.<br />
Repubblica italiana: il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.<br />
<br />
<strong>Requisiti per l'elezione</strong><br />
Stati Uniti d’America: non sarà eleggibile alla carica di Presidente chi non sia cittadino degli Stati Uniti per nascita o cittadino nel momento in cui questa Costituzione sarà adottata, né potrà essere leggibile a tale carica chi non abbia raggiunto l’età di 35 anni e non sia residente negli Stati Uniti da 14 anni.<br />
Repubblica italiana: può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto 50anni di età e goda dei diritti civili e politici.<br />
<br />
<strong>Durata dell'incarico</strong><br />
Stati Uniti d’America: il Presidente degli Stati Uniti d’America rimarrà in carica per un periodo di 4 anni.<br />
Repubblica italiana: il Presidente della Repubblica è eletto per 7 anni.<br />
<br />
<strong>Stipendio</strong><br />
Stati Uniti d’America:	a epoche fisse il Presidente riceverà, per i suoi servigi, un’indennità che non potrà essere aumentata né diminuita durante il periodo per il quale egli è stato eletto.<br />
Repubblica italiana:l’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica. L’assegno e la donazione del Presidente sono determinati per legge.<br />
<br />
<strong>Sostituzione</strong><br />
Stati Uniti d’America: in caso di destituzione del Presidente o in caso di decesso o dimissioni o di impedimento ad adempiere alle funzioni e ai doveri inerenti la sua carica questa sarà affidata al Vicepresidente.<br />
Repubblica italiana: le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso in cui egli non possa adempierle, sono esercitata dal Presidente del Senato. In caso di impedimento permanente o di morte o dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica se le camere sono sciolte o manca meno di 3mesi alla loro cessazione.<br />
<br />
<strong>Accuse</strong><br />
Stati Uniti d’America:	il Presidente, il Vicepresidente e tutti i titolari di cariche pubbliche negli Stati Uniti saranno destituiti dal loro ufficio qualora, in seguito ad accusa mossa dalla Camera, risultino colpevoli di tradimento, di corruzione o di altri gravi reati.<br />
Repubblica italiana:	il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuto nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa il Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.<br />
<br />
<strong>Poteri</strong><br />
Stati Uniti d’America:	il Presidente informerà di tanto in tanto i membri del Congresso sullo “stato dell’Unione” e raccomanderà alla loro attenzione quelle misure che egli riterrà necessarie e opportune. Egli sarà Comandante in Capo dell’Esercito, della Marina degli Stati Uniti e della milizia dei diversi Stati, quando questa sarà chiamata al servizio effettivo degli Stati Uniti; egli potrà richiedere il parere scritto dei titolari di ciascuno dei Ministeri su ogni argomento inerente ai compiti dei loro rispettivi uffici, e avrà anche facoltà di concedere commutazioni di pena e la grazia per tutte le infrazioni di legge commesse contro gli Stati Uniti. Al Presidente sarà attribuito il potere di concludere trattati internazionali, sentito il parere e con il consenso del Senato, purché vi sia l’approvazione di due terzi dei senatori presenti. Egli proporrà e, sentito il parere e con il consenso del Senato, nominerà gli ambasciatori, altri diplomatici e consoli e i giudici della Corte Suprema. Potrà, in casi straordinari, convocare entrambe le Camere, oppure una di esse, e, in caso di dissenso tra le Camere circa i tempi d’aggiornamento, deciderà egli stesso a quando rinviare la seduta. Riceverà gli ambasciatori e altri diplomatici. Avrà cura che le leggi siano fedelmente applicate e conferirà la nomina ufficiale a tutti i titolari di cariche pubbliche degli Stati Uniti.]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 12:57:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/presidente-usa-presidente-repubblica-differenze.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Le cinque giornate di Milano - Il comportamento del popolo</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Il comportamento del popolo nelle cinque giornate di Milano</strong></div>
<br />
Il 19 marzo del’48, la seconda delle Cinque giornate, tutti si davano da fare, portando gli oggetti più disparati alla causa comune. Si ammucchiavano in fretta mobili, botti, panche, letti gettati apposta dalle finestre con tutto il materasso, pietre divelte dalle strade e dai marciapiedi.<br />
Anche una stia con i polli vivi e chioccianti ancora dentro, il carro delle esecuzioni capitali preso dalla casa del boia o un vaso da notte. A Porta Romana erano state usate le carrozze di corte prese da una chiesa.<br />
Sulle barricate vicino alla Scala, le sedie del teatro, le quinte e altre attrezzature di scena. Al Cordusio centinaia di balle di libri bollettari presi all’Ufficio del Bollo.<br />
Un negoziante di strumenti musicali, portò in strada un pianoforte a coda, che alla fine stesso negoziante andò a riprendersi il pianoforte e trovò lo intatto, ”come se, invece di mandarlo alla guerra, l’avesse noleggiato per un qualche normale concerto”.<br />
Fatte le barricate mancavano le armi: si presero d’assalto i negozi degli armaioli, si saccheggiarono gli antiquari. E quando nemmeno l’antiquariato poteva servire, si tiravano addosso agli Austriaci le tegole, i sassi e l’acqua bollente.<br />
A un nemico forte e ben armato la gente oppone l’ingegno e la solidarietà.<br />
I ricchi distribuivano, in quei giorni, denaro e alimenti a quanti si fossero presentati alla porta della loro casa. Anche ad assistere feriti s’era intanto provveduto nelle case private.<br />
E questo era il contributo dei rivoluzionari per fermare gli Austriaci.]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 12:51:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-contemporanea/comportamento-popolo-cinque-giornate-milano.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Napoleone Bonaparte - Strategia militare</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La strategia militare di Napoleone Bonaparte</strong></div>
<br />
Gli eserciti di tutti i regni europei dell’età di Napoleone erano formati da soldati professionisti mediamente ben equipaggiati, arruolati con le buone o con le cattive e compensati con uno stipendio in tutti i paesi dove esisteva una buona tradizione militare.<br />
Gli alti comandi erano ricoperti invece dalle nobiltà locali: duchi e principi di sangue, che spesso erano cugini, zii, nipoti degli alti ufficiali avversari.<br />
In questa situazione, le guerre del Settecento erano state molto simili a una serie di ‘partite a sacchi’.<br />
La Rivoluzione francese aveva sconvolto questo sistema. La leva obbligatoria aveva portato sui campi di battaglia centinaia di migliaia di uomini che all’inizio sapevano a malapena maneggiare un moschetto e non conoscevano la disciplina. Però avevano il vantaggio di essere mobilissimi. Poiché, per necessità di cose, dovevano vivere sulle risorse locali, non avevano al seguito pesanti convogli carichi di rifornimenti; le loro truppe portavano al massimo tre giorni di vivere contro i nove giorni degli Austriaci, quindi non fa meraviglia che comparissero dove meno le si aspettava o che riuscissero a fuggire. Inoltre, da Robespierre in poi, i generali aristocratici erano stati eliminati e i comandanti venivano scelti esclusivamente in base al merito.<br />
Napoleone tenne contro dei pro e dei contro di questa situazione ed elaborò scientificamente le tattiche più adeguate. Ecco le principali:<br />
•	Napoleone Bonaparte, ottenuta con discorsi entusiasmanti, presenza assidua dei generali dove maggiore era il pericolo, promozione sul campo ai più audaci. “ogni soldato – si diceva – ha nello zaino il bastone di generale”;<br />
•	Disciplina ferrea, ottenuta sia facendo fucilare persino nel pieno di una battaglia che scappava o contravveniva i suoi ordini, ma anche attraverso un’autorevolezza al di sopra di ogni immaginazione;<br />
•	Grande libertà di bottino e di razzia nei paesi occupati, secondo il principio per cui “la guerra paga la guerra”;<br />
•	Schieramenti di truppe in posti diversi per confondere il nemico, grazie all’enorme numero di soldati, l’avversario, che soffriva sempre di un’inferiorità numerica, non sapeva mai da che parte Napoleone avrebbe sferrato l’attacco;<br />
•	Massima velocità negli spostamenti, seguito dalle sue truppe anche quando dava ordini impossibili, Napoleone riusciva a far compiere alla sua fanteria persino 130km in 50ore, soste comprese;<br />
•	Uso della “furia rivoluzionaria”, contro le schiere ordinate e disciplinate di Austriaci, Prussiani, Inglesi, che marciavano compatte sul campo di battaglia, fermandosi ogni pochi passi per caricare i fucili e tirare, i Francesi rendevano molto meglio andando alla carica di corsa e provocando furiosi corpo a corpo alla baionetta;<br />
•	Uso mobilissimo dei cannoni, il modello francese era più leggero e più efficace degli altri;<br />
•	Uso dell’artiglieria come copertura delle cariche di fanteria, grazie alla sua abilità di artiglieria, Napoleone sfondava il centro delle schiere nemiche e le scompigliava prima ancora che la fanteria arrivasse a dar loro il colpo di grazia.<br />
Queste e altri accorgimenti colsero di sorpresa gli eserciti delle coalizioni, anche perché Napoleone variava continuamente lo schema delle sue battaglie e, si può dire, non ce ne fu una uguale all’altra. Anche tra i nemici però c’erano degli autentici geni militari come l’inglese Wellington, il tedesco Blücher, il russo Kutuzov. La Campagna di Russia, la battaglia di Lipsia, la battaglia di Waterloo furono i capolavori dei nuovi eserciti europei e segnarono la fine di Napoleone Bonaparte.]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 12:44:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/napoleone-bonaparte-strategia-militare.html]]></link>
</item>
<item>
<title>L'Indice o index</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Indice</strong></div>
<br />
L’indice è un oggetto che fa parte della base di dati e che viene associato a una o più tabelle rispetto a uno o più attributi della tabella stessa.<br />
Se gli attributi sono quelli della chiave primaria si parla di indice primario, altrimenti di indice secondario o alternativo. In quest’ultimo caso il ruolo svolto dall’indice è analogo a quello svolto dall’indice analitico d un testo.<br />
L’indice di una tabella assolve ad almeno tre ruoli:<br />
- rende più efficienti le interrogazioni;<br />
- assicura il vincolo di unicità della chiave primaria;<br />
-  evita o facilita l’ordinamento della tabella e dei risultati delle interrogazioni.<br />
Ma occorre tenere presente che gli indici occupano uno spazio proporzionale al numero delle righe e che ogni operazione di modifica della tabella viene rallentata perché richiede la modifica degli indici associati alla tabella. <br />
occorre creare sono gli indici strettamente necessari. Per la scelta degli indici da creare su una tabella, ci si può far guidare dai seguenti principi:<br />
- creare un indice per ogni chiave primaria;<br />
- creare un indice per ogni chiave candidata;<br />
- creare un indice per ogni chiave di uso frequente.]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 22:24:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/indice.html]]></link>
</item>
<item>
<title>SQL (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>SQL</strong></div>
<br />
SQL è l’acronimo di Structured Query Language (linguaggio strutturato di interrogazione) e costituisce un’interfaccia standard per la creazione, la manipolazione e il controllo di database relazionali.<br />
SQL ha bisogno di un linguaggio ospite, come Visual Basic, perché al suo interno non prevede nessuna struttura di controllo.<br />
In Access SQL può essere utilizzato inserendo il codice dell’istruzione all’interno della query oppure inserendo l’istruzione all’interno del programma Visual Basic.<br />
SQL risulta essere non procedurale, perché l’utente deve indicare quali dati desidera elaborare e non la modalità con cui i dati devono essere elaborati.<br />
L’operazione più frequentemente utilizzata in un database è sicuramente quella che consente di interrogare la banca dati allo scopo di selezionare e visualizzare solo le informazioni che interessano in un certo contesto.<br />
In SQL viene utilizzato il comando <strong>select</strong> per estrarre da una o più tabelle di database i dati necessari per l’elaborazione.<br />
Nelle interrogazioni più comuni, il comando select assume il seguente formato:<br />
<strong>select</strong> nome colonna <strong>from</strong> nome tabella.<br />
L’ordine di elaborazione non rispetta quello indicato nel comando.]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 22:22:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/sql-linguaggio.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Contabilità ed Iva</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Contabilità ed Iva</strong></div>
<br />
<strong>Situazione contabile</strong><br />
La situazione contabile, redatta per verificare la corretta tenuta della contabilità, è un prospetto contenente i totali dei conti o le eccedenze oppure entrambi i valori, a una certa data, dei conti movimentati durante l’esercizio.<br />
La finalità della situazione contabile è quella di verificare la perfetta rispondenza tra i valori desunti dalla registrazione nel libro giornale e quelli risultanti dai conti di mastro.<br />
Occorre tenere presente che ciò che risulta in Dare di uno o più conti deve risultare in Avere di un altro o altri conti.<br />
La forma della situazione contabile può essere:<br />
-	 a sezioni accostate, i conti sono riportati in una sola colonna e in corrispondenza di essi sono esposti  i totali o le eccedenze oppure entrambi, in colonne separate ma accostate;<br />
-	a sezioni divise, i conti e i rispettivi totali o eccedenze sono riportati in due sezioni: una per il Dare e una per l’Avere.<br />
In ogni caso si deve soddisfare l’uguaglianza tra i valori totali di Dare ed i valori totali di Avere.<br />
<br />
<strong>Chiusura dei conti</strong><br />
Le operazioni di chiusura sono quelle operazioni attraverso le quali si riepilogano i conti accesi ai componenti negativi e positivi di reddito al conto di risultato economico nonché i restanti conti, compreso l’utile i la perdita dell’esercizio, per determinare il patrimonio netto finale.<br />
i conti accesi ai componenti negativi di reddito e ai componenti positivi di reddito si chiudono rispettivamente in Dare e in Avere del conto di risultato economico.<br />
Dal conto di risultato economico si rileva l’utile o la perdita d’esercizio a seconda dei casi:<br />
-	si ha un utile quando l’importo dei componenti positivi è maggiore di quello dei componenti negativi;<br />
-	si ha una perdita quando l’importo dei componenti negativi è maggiore di quello dei componenti positivi.<br />
In via puramente teorica potremmo parlare anche di un terzo caso quando i due importi sono uguali.<br />
la chiusura generale dei conti si verifica quando i conti non riepilogati al conto di risultato economico si chiudono con contropartita del conto Bilancio di chiusura e precisamente, nel suo Dare, i conti accesi alle attività e nel suo Avere, quelli accesi alle passività e al patrimonio netto.<br />
<br />
<strong>Riapertura dei conti</strong><br />
I conti chiusi al 31 dicembre, che hanno costituito il patrimonio netto finale, vengono riaperti all’inizio del nuovo esercizio con due diverse modalità, e precisamente:<br />
-	riapertura simultanea di tutte le attività, passività e netto con un articolo complesso;<br />
-	riapertura progressiva o a blocchi con due articoli composti per le attività e per le passività e con un articolo semplice, per il patrimonio netto.<br />
<br />
Con la riapertura dei conti, a prescindere dalle modalità utilizzate, si costituisce il patrimonio netto iniziale che, in linea prettamente teorica, coincide con il patrimonio netto finale dell’esercizio appena chiuso.<br />
All’apertura dei conti si procede allo storno di alcuni conti:<br />
-	le esistenze iniziali che esprimono costi rinviati dal precedente esercizio;<br />
-	i risconti rilevati in sede di scritture di assestamento, con costi o ricavi rinviati al presente esercizio, per competenza economica; <br />
-	i ratei rilevati in sede di scritture di assestamento, dovendo rettificare i costi o i ricavi che nel presente esercizio avranno manifestazione finanziaria.<br />
<br />
<strong>Iva</strong><br />
L’IVA (imposta sul valore aggiunto) è un imposta indiretta, a carico dei consumatori finali, che colpisce il valore che si aggiunge a una marce ad ogni atto di scambio.<br />
Le aliquote iva indicano le percentuali con le quali si applica l’iva.<br />
La base imponibile è, invece, l’importo sul quale si applica l’iva.<br />
applicando il regime ordinario, il rapporto tributario si determina facendo la differenza tra l’iva pagata sugli acquisti e l’iva incassata sulle vendite.<br />
I conti utilizzati in contabilità generale sono:<br />
-	iva ns/credito per l’iva sugli acquisti;<br />
-	iva ns/debito per l’iva sulle vendite;<br />
-	erario c/iva che riepilogo i conti precedenti, in occasione delle liquidazioni periodiche e della dichiarazione annuale.<br />
L’acconto iva deve essere versato entro il 27 dicembre di ogni anno.<br />
I registri iva previsti sono:<br />
-	registri  iva che sono libri contabili obbligatori per gli imprenditori e i professionisti;<br />
-	registro degli acquisti dove si annotano le fatture acquisto;<br />
-	registro delle fatture emesse dove si annotano le fatture emesse a seguito di vendite;<br />
-	registro dei corrispettivi dove si annotano gli incassi della giornata.]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 22:20:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/economia-ragioneria/contabilita-iva.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Contratti bancari - Conto corrente e fido</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Contratti bancari - Conto corrente e fido</strong></div>
<br />
<strong>Conto corrente di corrispondenza</strong><br />
Il c/c di corrispondenza è la forma tecnica di c/c più utilizzata sia dalle famiglie che dalle imprese per la possibilità di essere movimentato da operazioni di varia natura.<br />
Per la tenuta di tali conti correnti le banche utilizzano il metodo  a scalare.<br />
Le principali operazioni che possono essere effettuate sono: <br />
-	incassi  e pagamenti;<br />
-	prelevamenti;<br />
-	versamenti;<br />
-	compravendita di valori mobiliari;<br />
-	ordini di bonifico;<br />
-	pagamento utenze, rate di mutuo, ecc.<br />
I conti correnti di corrispondenza si classificano in base alla possibilità concessa al cliente di utilizzare, o meno, somme superiori a quelle disponibili sul conto.<br />
Per questo motivo i c/c di corrispondenza si dividono in:<br />
-	c/c di corrispondenza passivi;<br />
-	c/c di corrispondenza attivi;<br />
-	c/c di corrispondenza per elasticità di cassa.<br />
I conti correnti di corrispondenza passivi presentano sempre saldi a favore del correntista. Possono verificarsi saltuariamente degli scoperti di conto per il gioco della valute. Si fa ricorso a questa forma di conto corrente quando si vuole affidare alla banca il servizio di cassa.<br />
I conti correnti di corrispondenza attivi sono denominati così perché presentano sempre saldi a favore della banca e rappresentano pertanto aperture di credito in conto corrente, dal momento che la anca mette al disposizione del cliente una certa somma di denaro.<br />
I conti correnti di corrispondenza per elasticità di cassa frequentano alternanza di saldi. la banca concede al cliente la possibilità di utilizzare somme di denaro non disponibili entro i limiti del fido concesso.<br />
<br />
<strong>Fido bancario</strong><br />
Il fido bancario è l’importo massimo che la banca e disposta a concedere ad un cliente.<br />
C’è il:<br />
-	fido potenziale: importo del credito che un determinato cliente potrebbe ottenere;<br />
-	fido richiesto: importo di cui il cliente ha fatto richiesta;<br />
-	fido effettivo: importo effettivamente erogato dalla banca;<br />
-	fido utilizzato:  importo effettivamente utilizzato dal cliente.<br />
In base alla presenza o meno di garanzie, i fidi si di distinguono in:<br />
-	fidi in bianco o allo scoperto: la banca può contare solo sulla fiducia e sulle garanzie personali offerte dal cliente;<br />
-	fidi assistiti da garanzie personali: la banca, oltre che sulle garanzie personali del cliente, può fare affidamento su garanzie offerte da terze persone;<br />
-	fidi assistiti da garanzie reali: la banca subordina la concessione del fido alla costituzione in pegno di beni mobili registrati del cliente.<br />
Il base alle modalità di utilizzo, i fidi si distinguono in:<br />
-	fidi di cassa: la banca mette a disposizione del cliente affidato somme di denaro;<br />
-	fidi di firma: la banca s’impegna a prestare la propria firma in garanzia di obbligazioni assunte dal cliente.]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 22:14:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/economia-ragioneria/contratti-bancari-conto-corrente-fido.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Machiavelli, Niccolò - Vita e formazione culturale</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La vita e la formazione culturale di Machiavelli</strong></div>
<br />
Nel  1469 nasce  Nicolò Machiavelli  a Firenze. Di famiglia borghese, suo padre era un avvocato.<br />
Aveva avuto una formazione umanistica formata sui classici latini. <br />
Un episodio significativo il lavoro di trascrizione del  De rerum natura (la natura)  di Lucrezio: esso rivela le basi materialistiche della formazione di Machiavelli.<br />
Dalla tradizione fiorentina Machiavelli riprende anche il filone de’ Umanesimo  civile che sollecita l’intellettuale all’impegno politico in prima persona. <br />
Nel 1488 Dopo la caduta di Savonarola Machiavelli che era ostile sia ai piagnoni che ai palleschi fu nominato  responsabile della seconda cancelleria.<br />
Fu anche nominato segretario dei Dieci di balia.<br />
Nel 1506 Viene eletto segretario della magistratura dei Nove ufficiali dell’ordinanza e della milizia. Machiavelli avendo costatato l’inaffidabilità di creare un esercito non mercenario.<br />
Nel 1512 Dopo una sconfitta delle truffe dell’ordinanza la repubblica fiorentina cade e i Medici rientrano a Firenze. Machiavelli esonerato da ogni incarico politico, è costretto a ritirarsi all’Albergaccio.  <br />
L’anno successivo viene arrestato e torturato con l’accusa di aver partecipato a una congiura antimedicea.<br />
Rimesso in libertà si dedica alla scrittura del Principe e dei<em> Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio</em>.<br />
Comincia un periodo dedicato esclusivamente agli studi e all’attività letteraria, anche se Machiavelli continuava a sperare che i Medici lo richiamino a impegni politici.<br />
Scrive una commedia: la<em> Mandragola</em>.<br />
Nel 1522 non risulta coinvolto in una congiura antimedicea.<br />
Migliorati i rapporti con i Medici, Machiavelli ricoprì nuove cariche pubbliche.<br />
Nel 1527 caduti i Medici viene di nuovo escluso dall’ attività politica.<br />
Machiavelli muore il 21 giugno 1527.]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 21:24:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti-italiano/machiavelli/machiavelli-vita-opere/machiavelli-vita-formazione.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Vendita - Patto di riscatto e vendita a distanza</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Vendita - Patto di riscatto e vendita a distanza</strong></div>
<br />
<strong>Vendita con patto di riscatto</strong><br />
Nella vendita con patto di riscatto il venditore si riserva il diritto di recuperare la proprietà del bene restituendo il prezzo al compratore, secondo quanto stabilito dall’articolo 1500 del codice civile.<br />
Il riscatto diventa quindi un diritto potestativo, cioè dipende dalla volontà dell’altra parte.<br />
il contratto è sottoposto a condizione risolutiva.<br />
Il diritto di riscatto per beni mobili può essere esercitato per due anni dal momento in cui il contratto viene concluso. <br />
Mentre, il diritto di riscatto per beni immobili può essere esercitato per cinque anni dal momento in cui il contratto viene concluso.<br />
Il riscatto ha effetti anche sul terzo, per questo motivo si dice che la vendita con patto di riscatto ha una retroattività reale.<br />
Occorre aggiungere che il corrispettivo del riscatto non deve essere superiore al prezzo attuato al momento della vendita.<br />
Questo tipo di contratto non può essere utilizzato come garanzia altrimenti si commette una frode alla legge.<br />
<br />
<strong>Vendita al di fuori dei locali commerciali</strong><br />
Ci sono diversi tipi di vendita fuori dai locali commerciali:<br />
<br />
-	vendita a domicilio;<br />
-	vendita per strada;<br />
-	vendita aggressiva;<br />
-	vendita a  sorpresa.<br />
<br />
Il legislatore a disciplinato la materia perché queste sono vendite che colgono il compratore in una particolare condizione psicologica di debolezza e può essere facilmente indotto ad accettare un contratto che in condizioni normali non avrebbe accettato ( DLGS, 06/09/05 N: 206 ).<br />
in questi tipi di vendite occorre tutelare il consumatore concedendogli un periodo di ripensamento o riflessione. Il periodo di ripensamento e esercitabile entro 10 giorni.  La comunicazione del ripensamento deve avvenire con ricevuta di ritorno al fine della prova.<br />
se il venditore al momento della sottoscrizione del contratto non comunica al compratore del diritto al periodo di ripensamento, il diritto di recesso è esercitabile fino a 60 giorni.<br />
Inoltre il contratto deve avere obbligatoriamente forma scritta.]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 14:55:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/vendita-patto-riscatto-vendita-distanza.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Lavoro - Contratti, retribuzione, previdenza</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Lavoro - Contratti, retribuzione, previdenza</strong></div>
<br />
<strong>Lavoro come risorsa</strong><br />
La risorsa lavoro è una risorsa strategica. Ma nel mondo il tasso di disoccupazione è ancora elevato.<br />
La principale causa della disoccupazione è il mancato incontro tra il datore di lavoro e il lavoratore.<br />
La caratteristiche del lavoratore non sono in sintonia con l’aspettative del datore.<br />
Occorre,  quindi, tutelare il lavoro. <br />
La tutela del lavoro dipendente è il risultati di un’azione ampia e articolata che nel corso degli anni si è arricchita di provvedimenti mirati alla salvaguardia del lavoratore e al rispetto dei suoi diritti.<br />
Quando il datore di lavoro non rispetta un diritto del lavoratore, quest’ultimo può aprire una controversia con l’aiuto dei sindacati o della magistratura.<br />
Con il termine sindacato si intende un’associazione di lavoratori costituita per promuovere e difendere gli interessi economici e professionali degli associati stessi. <br />
Per diminuire la disoccupazione occorre riformare il collocamento, sviluppare forme di flessibilità del lavoro e formare i lavoratori.<br />
Per diminuire la disoccupazione si ci può mettere in proprio. La costituzione di un impresa individuale è più o meno semplice, occorre fra richiesta del numero di partita IVA, iscriversi nel registro delle imprese e attivare il sistema contabile. Inoltre, occorre adempiere agli obblighi previsti dall’ INPS  e dall’INAIL.<br />
<br />
<strong>Trovare lavoro</strong><br />
Oggi giorno cercare un lavoro è una attività piuttosto complessa.  Proprio per questo motivo è stata necessaria una riforma del collocamento.  Il nuovo sistema si basa sul collocamento pubblico e sulle agenzie per il lavoro private. Altre fonti a disposizione di chi ricerca lavoro sono le seguenti:<br />
<br />
-	l’Informagiovani;<br />
-	la Gazzetta Ufficiale per i concorsi pubblici, che viene pubblicata ogni martedì e ogni venerdì;<br />
-	i quotidiani;<br />
-	i mass media;<br />
-	il mondo di Internet.<br />
<br />
Dopo aver trovato il giusto annuncio lavorativo, occorre spedire all’azienda in cui si vuole lavorare un curriculum. Successivamente, l’azienda si occuperà del reperimento del personale mediante canali interni o canali esterni.<br />
Dopo aver ricevuto i cv, si passa alla selezione del personale secondo alcuni criteri. Innanzitutto si analizza il curriculum, poi si somministrano ai candidati diverse prove, come ad esempio prove pratiche, prove scritte di cultura generale, test psicologici ecc.<br />
L’ultima fase alla quale il candidato si deve sottomettere è il colloquio.<br />
Il colloquio  è una fase molto importante e delicata per il candidato perché subito dopo si sceglie chi assumere.<br />
<br />
<strong>Contratti di lavoro</strong><br />
Nel momento in cui il candidato ad un lavoro viene assunto, deve firmare il contratto di lavoro.<br />
L’assunzione è l’atto mediante il quale l’impresa costituisce il rapporto di lavoro con il nuovo personale.<br />
Esistono vari tipi di contratto di lavoro tra cui:<br />
-	il contratto di lavoro indeterminato che non prevede una scadenza finale;<br />
-	il contratto di lavoro determinato che prevede una scadenza finale ( generalmente non superiore ai 36 mesi);<br />
-	il contratto di lavoro intermittente nel quale il lavoratore e continuamente a disposizione del datore che lo utilizza quando ne ha bisogno;<br />
-	il contratto di lavoro ripartito, detto anche  contratto di lavoro a  job sarin, che consiste nel fatto che due lavoratori svolgono insieme un’unica prestazione lavorativa;<br />
-	il contratto di lavoro part-time che consiste nello svolgere l’attività in orario ridotto ed inferiore.<br />
L’apprendistato è quando il datore di lavoro si impegna a impartire al lavoratore un addestramento professionale.<br />
Nello stage il lavoratore riceve un addestramento pratico e formativo.<br />
L’impresa e in particolar modo il datore di lavoro , nel momento in cui stipula il contratto deve fornire al lavoratore informazioni circa le condizioni del rapporto di lavoro e in particolare:<br />
-	il luogo di lavoro;<br />
-	la data d’inizio e di fine del lavoro;<br />
-	la durata della prova lavorativa;<br />
-	l’orario di lavoro;<br />
-	la durata delle ferie;<br />
-	gli elementi della retribuzione.<br />
<br />
<strong>Elementi della retribuzione</strong><br />
L’articolo 36 della costituzione italiana afferma che: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.”<br />
Gli elementi positivi della retribuzione sono:<br />
-	la paga base, detta anche minimo tabellare o minimo contrattuale, è la parte più importante della busta paga e varia a secondo del settore di appartenenza e ai livelli di inquadramento del lavoratore;]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 14:50:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/lavoro-contratti-retribuzione-previdenza.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Trentino - Dall'epoca romana alla Restaurazione</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Trentino - Dall'epoca romana alla Restaurazione</strong></div>
<br />
<strong>Epoca romana</strong><br />
I Romani entrarono in trentino attraverso scambi commerciali e pacifici usando solo in alcuni casi (rari) la violenza. I romani concessero ai trentini il diritto latino (ius Latii) e la cittadinanza romana che portò alla costituzione di Municipia. I Municipia erano le città e il territorio circostante. <br />
<span style="text-decoration:underline">Territorio</span>: era diviso in base al procedimento del centuriatio che consisteva nel dividere il territorio in linee parallele e perpendicolari come fosse una griglia. Il Trentino apparteneva alla X regio. Comprendeva, la valle dell’Adige, tra Rovereto e Merano, il corso inferiore dell’Isarco, le valli di Non e di Sole. <br />
<span style="text-decoration:underline">Tridentum</span>: le mura perimetrali avevan la lunghezza di circa 400m l’una, la città poteva contenere 5.000 abitanti. Tridentum era posizionata in una zona strategica ed era stata fondata sulla sponda del fiume Adige. Durante la costruzione della città di Trento sono stati ritrovati diversi reperti come la porta veronensis che un tempo era la porta sud di Tridentum. attualmente si trova sotto al museo diocesano. È possibile visitare i reperti allo spazio archeologico SASS, accessibile da piazza cesare battisti. La città era divisa secondo l’ordine dei cardi e dei decumani (le strade). Le necropoli si trovavano al di fuori delle mura per evitare la diffusione di malattie. <br />
<span style="text-decoration:underline">Ritrovamenti</span>: tavola clesiana (lastra di bronzo) con cui l’imperatore romano concedeva agli Anauni ai sinduni e ai tuliassi la cittadinanza romana. È stata ritrovata nella zona di Cles e risale al 46 d.C.                             Il trentino è una zona strategica per i rapporti commerciali tra Italia e Germania infatti i romani costruirono la via Claudio Augusta che si divideva in Altinante che partiva da Altino (Treviso) e passava per la Valsugana e quella padana che partiva da Ostilia (Mantova) e passava per la valle dell’Adige. A Trento si congiungevano e proseguivano verso l’area germanica.   <br />
<br />
<strong>Evangelizzazione in Trentino</strong><br />
Il cristianesimo in  trentino si è diffuso grazie alla figura di San Viglilio che con l’aiuto di Martirio Sisinio e Alessandro andò di valle in valle a predicarlo. Inizialmente le popolazioni rurali erano pagane, ma nel 313 con l’ editto di Costantino, che concedeva la pratica del cristianesimo, nelle città vi furono dei gruppetti di gente che divennero cristiane. In trentino l’evangelizzazione si diffuse dopo la morte di San Vigilio. Vigilio aveva assunto la carica di vescovo di Trento grazie all’aiuto di Ambrogio (vescovo di Milano). I martiri (i tre martiri) morirono in Val di Non e secondo una leggenda morirono lapidati dalla popolazione nonesa. San Viglilio morì lapidato dopo aver distrutto una statua di un dio pagano in Val Rendena.<br />
<br />
<strong>Principato vescovile</strong><br />
Il P.V. durò per otto secoli, dal 1027 al 1803. Il documento più antico comprovante la fondazione del Principato, è il diploma di donazione del 1027 con il quale l’imperatore Corrado II il Salico investe la chiesa di Trento del potere politico sul proprio territorio. Nel 1796 la città venne invasa dalle truppe napoleoniche e l'ultimo principe vescovo, Pietro Vigilio Thun, lasciò il castello e si rifugiò nella fortezza di famiglia in Val di Non. Un principe vescovo era un vescovo che univa al suo ruolo religioso il potere temporale su di un territorio. <br />
<br />
<strong>Principi vescovi importanti  </strong>                                                                                                              <span style="text-decoration:underline">Federico Vanga (1207-1218)</span>: legittimò il potere temporale ecclesiastico elaborando il Codex Vanghianus, ovvero una grande raccolta di documenti che attestavano diritti e doveri del vescovo.   Fece costruire una torre che prese poi il suo nome.                                                                                                                    <span style="text-decoration:underline">Bernardo Clesio (1514-1539)</span>: preparò Trento a ricevere il Concilio di riforma cattolica riorganizzando giuridicamente ed amministrativamente il Trentino.                                                                                     Cristoforo Madruzzo (1539-1658). Da inizio alla dinastia vescovile dei Madruzzo che si tramandano il potere da zio in nipote per tutto il 16° secolo.<br />
<span style="text-decoration:underline">Concilio di Trento (1545-1563)</span>: Grazie agli sforzi di Clesio, ma soprattutto grazie alla sua posizione geografica e storico- culturale di città mediana tra il mondo italiano e quello germanico, nel 1542 Trento venne scelta come sede per il Concilio di riforma della Chiesa. A ciò, Trento deve senza dubbio la sua fama mondiale . Trento godette di grande fervore dato che per alcuni anni tutti i pezzi grossi della Chiesa abitarono a Trento. Trento fu' al centro dell'interesse mondiale e rappresentò il momento emblematico di confronto fra le varie correnti di pensiero religioso,tra cattolici e protestanti create da Martin Lutero, un monaco tedesco. Al termine i risultati furono una divisione netta tra protestanti e cattolici e un periodo di sviluppo culturale, edilizio, architettonico, urbanistico.]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 09:44:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-medievale/trentino-epoca-romana-restaurazione.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Merci e distribuzione commerciale</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Attività commerciale</strong></div>
<br />
<strong>Merci</strong><br />
È piuttosto raro che il produttore venda il proprio prodotto direttamente al consumatore finale. In generale, per il produttore è troppo costoso occuparsi anche della distribuzione e quindi tra produttore e consumatore si inserisce la figura del commerciante, che acquista dal primo e rivende al secondo.<br />
Il commerciante svolge un'attività di produzione in senso lato, in quanto attua una trasformazione dei beni nel tempo, immagazzinandoli, e nello spazio, trasferendoli materialmente da un luogo ad un altro.<br />
Il commerciante è un imprenditore che acquista e vende beni senza far subire loro alcuna trasformazione materiale; svolge un'attività commerciale ed opera quindi nel settore terziario.<br />
Il commerciante acquista e vende merci: una merce è qualsiasi bene materiale, mobile e destinato allo scambio.<br />
La <strong>materialità</strong> indica che il bene deve avere una consistenza fisica tale da renderlo visibile e tangibile. Non è quindi una merce il diritto d'autore, che pur essendo vendibile non ha caratteristiche di materialità;<br />
Per <strong>mobilità</strong> si intende che il bene deve essere trasportabile. Non sono quindi merci i terreni ed i fabbricati, che pure sono vendibili.<br />
Con <strong>destinazione allo scambio</strong> si intende che il bene non sarà consumato od utilizzato, bensì venduto. Ad esempio, per il fornaio il pane è merce perché è oggetto di vendita, mentre non lo è per il cliente del negozio, che lo acquista per il proprio consumo personale.<br />
<br />
<strong>Classificazione delle merci</strong><br />
Le merci comprendono molti tipi diversi di beni e possono quindi essere classificate in molti modi.<br />
Una prima importante classificazione distingue a seconda del grado di lavorazione subito.<br />
Questa classificazione, chiamata classificazione merceologica, distingue fra materie prime, semilavorati e prodotti finiti.<br />
<br />
• Le <strong>materie prime</strong> sono merci che non hanno ancora subito alcun processo di<br />
trasformazione materiale (sono materie prime ad esempio il petrolio, i minerali, il grano, eccetera).<br />
• I <strong>semilavorati</strong> sono beni che hanno subito un parziale processo di trasformazione, ma che tuttavia devono ancora subirne altri prima d'essere venduti. Sono semilavorati le assi di legno, i filati, la farina, lamiere e parti metalliche, eccetera.<br />
• I <strong>prodotti finiti</strong> sono merci il cui processo di trasformazione si è concluso e sono quindi pronti per il consumo finale (ad esempio pane, abiti, televisori) o per l'utilizzo del processo produttivo delle imprese (ad esempio trattori, presse, macchine industriali, eccetera).<br />
<br />
Una seconda classificazione guarda all'utilizzo che verrà fatto del bene in azienda. Questa classificazione, chiamata classificazione aziendalistica, distingue sempre fra materie prime, semilavorati e prodotti finiti, ma con un significato diverso rispetto alla classificazione merceologica.<br />
<br />
• Le materie prime sono materiali che entrano in azienda dall'esterno per essere avviati alla lavorazione. Essi in senso merceologico possono anche non essere vere e proprie materie prime: per un'azienda che costruisce mobili ed acquista da un fornitore assi levigate, queste, che dal punto di vista merceologico sono semilavorati, rappresentano per essa materie prime dal punto di vista aziendalistico.<br />
• I semilavorati sono beni creati all'interno dell'azienda dalla trasformazione delle materie prime e sono destinati ad essere ulteriormente lavorati.<br />
• I prodotti finiti comprendono i beni che usciranno dal magazzino dell'azienda per essere avviati alla vendita. Pure in questo caso essi in senso merceologico possono anche non essere veri e propri prodotti finiti: il fornitore dell'esempio di prima vende assi al costruttore di mobili, e, sebbene dal punto di vista aziendalistico le assi sono per il fornitore dei prodotti finiti, dal punto di vista merceologico esse sono dei semilavorati.<br />
<br />
Ricapitolando, si può dire che dal punto di vista aziendale la merce che costituisce la materia prima per un'azienda può essere stata il prodotto finito di un'altra azienda che nella catena produttiva si trova a monte della prima. Per fare un altro esempio, la lana grezza è una materia prima per l'azienda che produce filati e il filato è il prodotto finito, ma quest'ultimo diventa materia prima per l'azienda che produce tessuti e, a loro volta, i tessuti iniziano il ciclo di lavorazione dell'azienda di confezioni (vestiti confezionati).<br />
<br />
Una terza classificazione distingue le merci a seconda della provenienza. In questo caso si hanno:]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 09:29:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/economia-ragioneria/merci-distribuzione-commerciale.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Atomo (2)</title>
<description><![CDATA[<strong><div style="text-align:center"><strong>L'atomo</strong></div></strong>
<br />
È l’ unità fondamentale della materia. Esistono 90 tipi di atomi, chiamati elementi. Legandosi gli atomi formano delle molecole che possono abbinarsi in milioni di coppie. Ogni elemento è rappresentato da un simbolo. Le sostanze sono identificate da formule chimiche.<br />
<br />
<strong>Struttura atomica</strong><br />
<span style="text-decoration:underline">1° dato sperimentale</span>: il chimico Antoine Lavoisier scoprì che, in una reazione chimica in un sistema chiuso, la massa totale dei reagenti che si trasformano è uguale alla massa totale dei prodotti di reazione: <strong>principio di conservazione della massa</strong>.<br />
<span style="text-decoration:underline">2° dato sperimentale</span>: Joseph Proust aveva osservato che sostanze specifiche contengono sempre elementi nello stesso rapporto di massa. Questo principio è noto come <strong>legge delle proporzioni definite</strong>. John Dalton affermò che tutta la materia è costituita da particelle molto piccole che non potevano essere ulteriormente suddivise. Chiamò queste particelle atomi. Formulò una seconda teoria: il rapporto delle masse di un elemento che si combina con una massa costante di un altro elemento si può esprimere mediante numeri interi e piccoli: <strong>legge delle proporzioni multiple</strong>. L’atomo di Dalton può essere rappresentato come una sfera piena.<br />
Joseph Thomson ipotizza un modello di atomo costituito da particelle dotate di carica elettrica positiva (protoni) tra le quali sono presenti particelle di carica negativa (elettroni): <strong>modello a panettone</strong>. <br />
Ernest Rutherford riunì un brillante gruppo di fisici. I risultati osservati furono:<br />
- la maggior parte delle particelle αlphα attraversava la lamina d’ oro come se essa non costituisse alcun ostacolo;<br />
- alcune particelle subivano una deviazione più o meno grande rispetto alla linea immaginaria perpendicolare alla lamina;<br />
- in pochissimi casi accadeva che la particella non attraversasse la lamina e rimbalzasse all’ indietro.<br />
Rutherford cercò di immaginare ciò che incontravano le particelle αlphα nell’attraversare la lamina. Questo ostacolo doveva essere un nucleo piccolo e pesante dotato di carica positiva così le particelle venivano deviate poiché entrambe avevano carica positiva. Il modello nucleare che fu elaborato sulla base di questo esperimento prevede che:<br />
- l’ atomo può essere paragonato ad una sfera al cui centro è posto il nucleo;<br />
- il nucleo è formato da protoni e neutroni;<br />
- gli elettroni si muovono intorno al nucleo occupando un volume molto grande rispetto a quello del nucleo;<br />
- il nucleo ha carica elettrica positiva;<br />
- la massa dell’ atomo è quasi tutta concentrata nel nucleo;<br />
- il volume dell’ atomo è stabilito dalla nuvola di carica negativa. L’ atomo ha un diametro che vale circa 105 volte quello del suo nucleo;<br />
- la maggior parte del volume dell’ atomo è costituito dallo spazio vuoto occupato dagli elettroni in continuo movimento.<br />
Il numero dei protoni presenti nel nucleo si chiama numero atomico (Z).<br />
Il numero totale di neutroni e protoni presenti nel nucleo di ogni atomo si chiama numero di massa (A).<br />
Numero di neutroni = numero di massa (A) – numero atomico (Z)<br />
Vengono chiamati isotopi gli atomi di un elemento (= numero atomico) che contengono un diverso numero di neutroni (diverso numero di massa). Con il termine famiglia isotopica si indica l’ insieme degli isotopi di uno stesso elemento.<br />
<br />
<strong>Elettroni e livelli energetici</strong><br />
Gli elettroni ruotano attorno al nucleo seguendo orbite precise. Gli elettroni sono disposti in strati o gusci concentrici intorno al nucleo. Ogni strato elettronico possiede un preciso livello energetico. Gli elettroni si dispongono nei diversi livelli energetici secondo regole precise.<br />
- <span style="text-decoration:underline">Primo livello</span>: è il più piccolo e può contenere al massimo due elettroni;<br />
-<span style="text-decoration:underline"> secondo livello</span>: può contenere al massimo otto elettroni;<br />
- <span style="text-decoration:underline">dal terzo al settimo livello</span>: ogni atomo ha nel suo nucleo da uno a otto elettroni.<br />
Il numero degli elettroni presenti nello strato più esterno determina le proprietà chimiche di ogni elemento, ossia la tendenza degli atomi di ogni elemento a reagire e combinarsi con altri atomi. Gli elettroni nello strato esterno sono detti elettroni di valenza.<br />
Ogni livello è suddiviso in sottolivelli:<br />
- <span style="text-decoration:underline">Primo livello</span>: comprende un sottolivello chiamato S che può contenere fino a due elettroni,<br />
- <span style="text-decoration:underline">Secondo livello</span>: comprende 2 sottolivelli chiamati S e P con sei elettroni,<br />
- <span style="text-decoration:underline">terzo livello</span>: comprende 3 sottolivelli chiamati S, P e D che possono contenere fino a dieci elettroni.]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 09:18:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/chimica/inorganica/atomo-aspetti-principali.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Costituzione - Principi fondamentali</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Costituzione italiana - Principi fondamentali</strong></div>
<br />
<strong>Dall'art. 1 all'art. 4</strong><br />
Obiettivo dei principi fondamentali: Costituire una guida sicura per il nostro Stato.<br />
1)	<strong>Principio democratico</strong>: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Ciò significa che la sovranità appartiene al popolo e il lavoro è fondamentale. Questo articolo è collegato con l’articolo 4 che riconosce il diritto al lavoro.<br />
2)	<strong>Principio pluralista</strong>: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali”.  Ciò significa che l’Italia tutela i diritti dell’individuo anche quando è all’interno di associazioni, organizzazioni, partiti, sindacati.<br />
3)	<strong>Principio di uguaglianza</strong>: “Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione ecc..”. Ciò significa che non dovrebbero esserci differenze tra gli individui (= uguaglianza formale). Poiché di fatto nella realtà molte volte non c’è uguaglianza tra gli individui è compito della Repubblica intervenire (= uguaglianza sostanziale). Ciò significa che se non vi è uguaglianza tra i cittadini lo Stato interviene.     <br />
4)	<strong>Diritto al lavoro</strong>: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”. Ciò significa che il lavoro rappresenta un valore importantissimo ed è un diritto del cittadino. Lo Stato deve impegnarsi a far sì che ogni persona, uomo o donna trovi un’occupazione per il proprio sostentamento economico. Il lavoro, oltre che un diritto, è anche un dovere: ognuno deve svolgere un’attività per contribuire al progresso della società.<br />
<br />
<strong>Dall'art. 5 all'art. 8</strong><br />
5)	<strong>Autonomia degli enti locali</strong>: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”. Ciò significa che lo Stato italiano è unico e non può essere diviso, ma nello stesso tempo all’interno di esso vengono riconosciuti comuni, province, regioni (enti locali). Questi hanno il potere di governarsi da soli e di darsi delle proprie regole nel rispetto però dell’Unità Nazionale. <br />
6)	<strong>Tutela delle minoranze linguistiche</strong>: “La Repubblica tutela, con apposite norme, le minoranze linguistiche”. Ciò significa che la Costituzione con questo articolo vuole eliminare qualsiasi discriminazione tra cittadini di lingue diverse. E’ stata creata una legge, nel 1999, per tutelare le lingue minoritarie elencando tra queste l’albanese, il catalano, il tedesco, il greco, il ladino. La legge del 2001, invece, ha il compito di tutelare i cittadini di lingua slovena nelle province di Trieste, Udine e Gorizia. Tutte queste norme hanno anche il compito di proteggere la cultura di queste minoranze linguistiche per consentire una loro partecipazione alla vita sociale e politica.<br />
7-8)	<strong>Libertà religiosa</strong>: “Lo Stato e la Chiesa Cattolica sono indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai patti lateranensi. Tutte le confessioni religiose sono libere davanti alla legge.” Questi due articoli regolano i rapporti tra lo Stato e la Chiesa Cattolica e tra lo Stato e le altre religioni. Lo Stato è indipendente dalla Chiesa Cattolica e viceversa. I loro rapporti vengono regolati dai patti lateranensi. Tutte le religioni sono libere di organizzarsi come vogliono purché non vadano contro lo Stato Italiano. <br />
<br />
<strong>Dall'art. 9 all'art. 12</strong><br />
9)      <strong>Sviluppo della cultura e della ricerca</strong>: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura    e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”. Ciò significa che la Costituzione garantisce la libera formazione della cultura in tutti i suoi aspetti: dall’istruzione scolastica, alla libertà di insegnamento, alla libertà di espressione ed estende tale garanzia anche al settore della ricerca scientifica. La tutela del paesaggio e del patrimonio oggi riveste molta importanza. Il problema infatti non è solo di tutelare il paesaggio ma soprattutto di difendere l’ambiente. Per AMBIENTE si intende non solo la pianta o l’animale, la montagna o il lago, ma anche l’opera d’arte.     <br />
10-11) <strong>Principio pacifista e internazionalista</strong>: “L’ordinamento italiano si adatta alle Norme di Diritto Internazionale.. L’Italia ripudia la guerra”. Ciò significa che lo Stato italiano, oltre a ripudiare la guerra, come strumento di offesa e di lesione della libertà degli altri popoli rinuncia alla violenza armata per risolvere i conflitti e partecipa a tutte le organizzazioni internazionali che promuovono la giustizia e assicurano la pace. L’Italia inoltre accoglie gli stranieri (= diritto di asilo). Il diritto di asilo è la protezione che viene data dallo Stato italiano a quelle persone che nel loro paese vengono perseguitate per motivi di razza, di religione o politici, oppure a coloro che non possono godere delle libertà. L’Italia non ammette l’estradizione dello straniero per reati politici. L’estradizione è la consegna da parte di uno Stato ad un altro Stato di una persona che si è rifugiata nel suo territorio.]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 09:16:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/costituzione-principi-fondamentali.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Beni - Caratteristiche e classificazione giuridica</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Oggetto di diritti: beni</strong></div>
<br />
I beni: Sono le cose che possono formare oggetto dei diritti, cioè le cose che l’uomo desidera fare proprie. Non sono considerati beni le cose comuni a tutti, come l’aria, il sole, l’acqua.<br />
<br />
<strong>Caratteristiche essenziali e classificazione dei beni</strong> <br />
Sono l’utilità, la limitatezza e l’accessibilità. I beni sono utili perché  hanno un determinato valore. Sono limitati perché sono presenti in natura in quantità scarsa. Sono accessibili perché su di essi l’uomo può esercitare il proprio potere. <br />
I beni si dividono in materiali e immateriali. I beni materiali sono quelli che hanno una consistenza corporea. I beni immateriali, invece, non hanno consistenza corporea. Un esempio sono tutte le creazioni intellettuali.<br />
<br />
- I beni possono essere <strong>privati</strong> o <strong>pubblici</strong>. I beni privati sono quelli che appartengono ai privati (computer) e possono essere liberamente trasferiti a qualcun altro. Sono pubblici, invece, quelli che appartengono allo Stato o agli enti pubblici. I beni pubblici si dividono in: beni demaniali e in beni patrimoniali. Sono beni demaniali quelli che possono essere utilizzati da tutti (acqua di un fiume, bosco, mare). Si tratta di beni che non si possono vendere. I beni patrimoniali, invece, sono dei beni che possono essere utilizzati da chiunque, però possono essere anche trasferiti purché nel rispetto della legge (edifici pubblici). <br />
- Beni <strong>mobili</strong> e <strong>immobili</strong>: I beni mobili sono quelli che passano da un proprietario all’altro senza bisogno di alcun atto particolare, ad esempio l’acquisto del pane, di un abito o di un televisore. Si tratta di beni che si possono trasportare da un posto all’altro. I beni immobili, invece, sono tutti quei beni incorporati al suolo, come una villa, un albero. Possono essere trasferiti solo attraverso un atto scritto (ad esempio il contratto). <br />
Beni mobili registrati: Sono gli autoveicoli, le barche, le navi. Si tratta infatti di beni che sono mobili perché si possono trasportare ma, in considerazione della loro importanza, sono considerati importanti come i beni immobili. Infatti il loro trasferimento deve risultare da un atto scritto.<br />
- <strong>Universalità di beni</strong>: E’ un insieme di beni che hanno la stessa finalità e che vengono considerati un’unica entità (ad esempio una biblioteca, una enoteca ecc).<br />
- <strong>Pertinenze</strong>: Sono cose mobili o immobili destinate al servizio di un’altra cosa, ad esempio il giardino per una casa, i quadri per una stanza ecc. <br />
- <strong>Beni fungibili o infungibili</strong>: I beni fungibili sono quelli che possono essere sostituiti con altri beni identici, ad esempio i soldi, un quaderno, una matita. Sono infungibili invece quelli che esistono in un unico esemplare o che hanno delle caratteristiche  distintive tali che non possono essere sostituite con  altre, ad esempio un quadro d’autore, un gioiello di un artista, una stampa antica ecc.<br />
- <strong>Beni consumabili o inconsumabili</strong>: I beni consumabili possono essere utilizzati una sola volta perché vengono distrutti o trasformati (cibo, carburante ecc). Quelli inconsumabili, invece, vengono utilizzati più volte (un abito, un libro ecc). <br />
- <strong>Beni divisibili e indivisibili</strong>: I beni divisibili sono quei beni che, suddivisi in parti, conservano le loro caratteristiche e il loro valore (una torta, una risma di carta). Sono indivisibili tutti quei beni che, se vengono separati, non hanno più lo stesso valore (un mobile, un libro).]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 09:13:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/beni-caratteristiche-classificazione-giuridica.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Onu e organizzazioni internazionali per la pace</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Onu e organizzazioni per la pace</strong></div>
<br />
<strong>Diritto internazionale</strong><br />
E’ l’insieme delle norme che regolano i rapporti tra gli Stati. <br />
Le norme del diritto internazionale sono quindi riconosciute da tutti gli Stati. Non esiste, però, un’autorità sovrana superiore alle altre, che possa imporre ad essi il rispetto delle norme e che possa sanzionare gli Stati che non le rispettano.<br />
Quando si verificano quindi dei conflitti tra gli Stati, gli stessi non potranno rivolgersi a un giudice superiore, perché questo giudice non esiste. Le uniche soluzioni sono quelle che propongono le organizzazioni internazionali – come l’ONU – che però gli Stati non sono obbligati ad accettare. <br />
<br />
<strong>Organizzazioni internazionali per la pace</strong><br />
Le organizzazioni che hanno il compito di mantenere nel mondo la pace sono le organizzazioni internazionali, come ad esempio l’ONU, l’UNESCO, la FAO, l’UNICEF. <br />
<br />
<strong>Onu</strong><br />
Come è nato l’ONU?: Il 25 aprile 1945 i rappresentanti di 50 nazioni si riunirono a San Francisco e in quella sede vennero elaborati 111 articoli, che diedero vita alla Carta delle Nazioni Unite, che aveva il compito di specificare gli scopi di una nuova organizzazione internazionale: l’ONU.<br />
L’articolo 1 della Carta delle Nazioni Unite specifica gli scopi dell’ONU:<br />
<br />
-	mantenere la pace e la sicurezza internazionale;<br />
-	sviluppare tra le nazioni rapporti amichevoli;<br />
-	promuovere il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali senza distinzioni di razza, lingua, sesso, religione;<br />
-	cercare di risolvere i problemi internazionali di carattere economico, sociale, culturale;<br />
-	creare un centro che permetta all’ONU di raggiungere tutti questi obiettivi.<br />
<br />
<strong>Organi dell’ONU</strong><br />
 Come qualsiasi altra organizzazione anche l’ONU ha bisogno di propri organi che prendano le decisioni e le mettano in pratica. Gli organi sono:<br />
<br />
1.	L’<strong>Assemblea Generale</strong>: è formata da un rappresentante per ogni Stato. Ogni Stato dispone di un voto e le decisioni vengono prese a maggioranza dei 2/3 per le materie più importanti (la pace, la sicurezza ecc..), a maggioranza semplice in tutti gli altri casi;<br />
2.	Il <strong>Consiglio di Sicurezza</strong>: ha il compito di mantenere la pace e la sicurezza internazionale. E’ composto da 15 membri. 5 sono permanenti (Cina, Francia, Russia, Gran Bretagna, Stati Uniti). Gli altri 10 vengono eletti dall’Assemblea Generale e restano in carica 2 anni. Le decisioni del Consiglio richiedono una maggioranza di almeno 9 voti. Il Consiglio può imporre sanzioni economiche nei confronti degli Stati che hanno minacciato la pace e la sicurezza internazionale. Può anche ordinare l’embargo, cioè il blocco degli approvvigionamenti e soprattutto di armi.<br />
3.	Il <strong>Segretario Generale</strong>: viene eletto ogni 5 anni dall’Assemblea Generale su proposta del Consiglio di Sicurezza. Ha il compito di controllare che le decisioni del Consiglio vengano attuate. In questo momento è Ban Ki-Moon. <br />
4.	La <strong>Corte Internazionale di Giustizia</strong>: è il principale organo giurisdizionale delle Nazioni Unite e ha sede a L’Aja. E’ composta da 15 giudici eletti dall’Assemblea Generale e dal Consiglio di Sicurezza. La Corte ha il compito di giudicare il comportamento degli Stati. <br />
<br />
Per raggiungere i suoi scopi l’ONU ha creato una serie di organizzazioni che si occupano di specifici argomenti: <br />
<br />
-	l’UNESCO: organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza, la cultura e la comunicazione;<br />
-	la FAO: organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura;<br />
-	l’UNICEF: fondo delle Nazioni UNITE per l’infanzia.<br />
<br />
L’obiettivo principale dell’ONU è mantenere la pace: nel corso degli anni l’ONU ha sempre operato per la cessazione dei conflitti, l’assistenza umanitaria delle popolazioni, l’eliminazione delle cause che sono alle origini della violenza. Un ruolo rilevante hanno le operazioni di <strong>Peace-keeping</strong>, che consistono nell’intervento di forze armate multinazionali per riportare e mantenere la pace dove è in corso un conflitto. Queste operazioni vengono decise dal Consiglio di Sicurezza con il consenso dello Stato nel quale sono inviate le forze armate. Il comando della missione è affidato al Segretario Generale, che a sua volta nomina un comandante che andrà sul territorio. Dal 1948 ad oggi l’ONU ha realizzato 60 operazioni di Peace-keeping di cui 16 ancora in atto. I dati dell’ONU parlano di oltre 67.000 unità oggi impiegate nelle operazioni con personale di 106 Paesi. Fra le operazioni più recenti ci sono le missioni in Kosovo, ad Haiti, in Burundi, ai confini tra India e Pakistan e a Cipro.]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 08:36:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/onu-organizzazioni-internazionali-pace.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Diritti umani - Dichiarazione Onu</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Diritti Umani</strong></div>
<br />
<strong>Definizione</strong><br />
Per diritti umani intendiamo l’ insieme delle libertà giuridiche, politiche e sociali di cui ogni soggetto dovrebbe poter godere: libertà di esprimere il proprio pensiero, di scegliere i propri rappresentanti nelle istituzioni, di avere accesso al lavoro come garanzia di un dignitoso mantenimento personale e della propria famiglia.  <br />
<br />
<strong>Riconoscimento e disciplina</strong><br />
Il riconoscimento dei diritti fondamentali e la costruzione di un sistema che li garantisca non possono essere compito dei singoli stati ma richiedono l’intervento dell’ intera comunità internazionale.                                                                              Ecco perché l’ assemblea generale dell’ ONU ha approvato il 10 dicembre 1948 la Dichiarazione universale dei diritti dell’ uomo.<br />
I diritti proclamati dalla Dichiarazione possono essere suddivisi in due grandi gruppi:<br />
 <br />
1.	I <strong>diritti civili e politici</strong>, con il diritto alla vita e il divieto della tortura, il diritto alla riservatezza, alla libertà di pensiero, coscienza e religione, il diritto di voto;<br />
2.	I <strong>diritti economici, sociali e culturali</strong> come il diritto all’ alimentazione, ad avere una casa, alla salute, al lavoro, all’ istruzione.<br />
A partire dal ‘900 la Dichiarazione ha avuto una grande influenza sulle singole leggi dei vari stati e sulle loro costituzioni.<br />
La Dichiarazione, però, non è vincolante per gli stati tanto è che talvolta se non viene rispettata, lo Stato non viene sanzionato.<br />
Per cercare di porre rimedio a questa situazione sono stati creati:<br />
<br />
-	Il <strong>tribunale penale internazionale per l’ ex Jugoslavia</strong> è stato creato nel 1993 dalle Nazioni Unite per punire i crimini commessi in tre diversi conflitti (Croazia tra il 1991 e il 1995, Bosnia-Erzegovina tra il 1992 e il 1995 e in Kosovo tra il 1998 e il 1999). Nell’ arco di queste guerre migliaia di persone, infatti, furono uccise in pochi giorni e seppellite in fosse comuni. <br />
-	Il <strong>tribunale penale internazionale per il Ruanda</strong> è stato creato nel 1994 per giudicare i responsabili del genocidio ruandese. Dal 6 aprile alla metà di luglio del 1994 vennero infatti massacrate tra 800mila e 1milione di persone.<br />
<br />
<strong>Dichiarazione ONU</strong><br />
Si rintracciano documenti simili già nel diritto romano e successivamente nella Magna Carta Libertatum del 1215, poi nella Petizione dei Diritti nel 1628 e nel più famoso Bill of Right del 1689. Una tutela dei diritti dell’ uomo appare anche nel ‘700 con la Dichiarazione americana del 1776 e quella francese del 1789. Successivamente vi è la Carta Atlantica del 1941 in cui Roosvert e Churchil sostengono l’ esigenza di una collaborazione internazionale che porti ad una pace libera dalla paura e dal bisogno.  Per ultimo c’è lo Statuto delle Nazioni Unite del 1945, che afferma “la fede nei diritti fondamentali dell’ uomo, nella dignità e nel valore della persona umana”.]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 08:32:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/diritti-umani-dichiarazione-onu.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Pascal - Istruzioni di assegnamento</title>
<description><![CDATA[Istruzione di assegnamento<br />
	← (assegnamento)		:= (assegnamento nel programma Pascal)<br />
Es.:	C ← H+2    si dice H+2 è assegnato a C<br />
L’istruzione di assegnamento è distruttiva a sinistra e conservativa a destra.<br />
Quando ad una variabile si aggiunge 1 si dice che si ha un incremento di 1, se si aggiunge 2, si ha l’incremento di 2,…<br />
Quando, invece, ad una variabile si sottrae 1, si dice che si ha un decremento di 2.<br />
Es.:	C ← C+1 (incremento)<br />
	C ← C-1 (decremento)<br />
<br />
I tipi di assegnamento<br />
1.	Assegnamento per espressione<br />
2.	Assegnamento per nome<br />
3.	Assegnamento per valore immediato<br />
4.	Assegnamento per calcolo<br />
5.	Assegnamento per ridefinizione<br />
Es.:<br />
	A ← 12-(3*4)/2 	(assegnamento per espressione)<br />
	Nome ← “Maria”	(assegnamento per valore immediato)<br />
	Q ← 7.5		(assegnamento per valore immediato)<br />
	A ← 10			(assegnamento per valore immediato)<br />
	B ← A/2		(assegnamento per calcolo)<br />
	D ← 5			(assegnamento per valore immediato)<br />
	D ← D/2		(assegnamento per ridefinizione)<br />
	A ← “Pietro”		(assegnamento per valore immediato)<br />
	B ← A			(assegnamento per nome)<br />
Se si assegnano altri valori allo stesso variabile, quello precedente verrà automaticamente eliminato.<br />
Es.:	A ← 10		A= 10<br />
	A ← A+1	A= 11 mentre 10 viene eliminato e perduto]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 22:35:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/istruzioni-assegnamento-pascal.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Gestione finanziaria e patrimonio</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La gestione finanziaria e il patrimonio</strong></div>
<br />
Gli elementi che compongono il patrimonio di un’azienda, hanno caratteristiche e funzioni diverse; affinché l’azienda possa svolgere la propria attività è necessario che sia dotata di mezzi propri e disponga di finanziamenti con capitale di debito attraverso i quali effettuare investimenti a unità futura e mantenere disponibilità di mezzi liquidi. <br />
Non è possibile dire qual è la migliore composizione di fonti e impieghi, in quanto essa varia in funzione della forma giuridica (azienda individuale, società di persone, società di capitale) e del settore di appartenenza dell’azienda (primario, secondario, terziario, terziario avanzato).<br />
Ad esempio un’azienda industriale effettuerà ingenti investimenti in impianti, mentre un’azienda commerciale disporrà di un consistente magazzino merci; un’azienda agricola avrà estesi terreni coltivati, mentre un’azienda bancaria vanterà crediti nei confronti dei clienti finanziati ed evidenzierà debiti nei confronti dei clienti risparmiatori e così via. In ogni caso deve essere mantenuto un equilibrio tra la durata della fonte e la durata dell’impiego.<br />
L’azienda può svolgere la propria attività e raggiungere gli obiettivi della gestione solo se presenta una struttura equilibrata, ossia solo se è sufficientemente capitalizzata ed esiste un corretto rapporto tra fonti e impieghi. La struttura ottimale è quella in cui:<br />
<br />
•	Il capitale proprio supera il capitale di debito. In tal caso l’azienda è capitalizzata;<br />
•	Il capitale permanente (patrimonio netto + passività a medio/lungo termine) supera l’attimo immobilizzato, e l’attivo circolante supera le passività a breve termine. In tal caso sono corrette le modalità d’impiego dei finanziamenti ottenuti.<br />
<br />
Le operazioni di gestione comportano la continua variazione dei beni, monetari e non monetari, a disposizione del soggetto aziendale. Per tale motivo la loro rappresentazione deve riferirsi a un momento specifico. Ne consegue che il concetto di patrimonio è un concetto di “stato”.<br />
Aspetto finanziario e aspetto economico della gestione aziendale sono tra loro strettamente collegati. Ad esempio la presenza di debiti di finanziamento comporta il pagamento di interessi passivi (che rappresentano un costo per l’azienda); viceversa la concessione di prestiti ad altre aziende comporta la riscossione di interessi attivi (che rappresentano un ricavo per l’azienda).<br />
<br />
<strong>Inventari analitici e sintetici</strong><br />
L’inventario analitico risponde a esigenze informative interne e facilita l’individualizzazione dei rischi connessi allo svolgimento dell’attività aziendale.<br />
L’inventario sintetico consente di esprimere giudizi globali di valore più immediati attraverso il calcolo del grado di capitalizzazione e il confronto tra fonti e impieghi. Peraltro la migliore comprensione e analisi degli elementi del patrimonio aziendale è resa possibile dalla presenza degli allegati.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 22:26:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/economia-ragioneria/gestione-finanziaria-patrimonio.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Voltaire - Fratellanza universale</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Voltaire - Fratellanza universale</strong></div>
<br />
Voltaire allarga il concetto di tolleranza tra cristiani di Chiese diverse a quello della tolleranza tra tutti gli abitanti del pianeta. Ecco il documento:<br />
Non ci vuole una grande arte, né un’eloquenza molto ricercata, per provare che dei cristiani devono tollerarsi a vicenda. Dirò di più: vi dirò che bisogna considerare tutti gli uomini come nostri fratelli. Chi? Il mio fratello il turco? Mio fratello il cinese? L’ebreo? Il siamese? Sì, senza dubbio! Non siamo tutti figli dello stesso padre e creature dello stesso Dio?<br />
Ma questi popoli ci disprezzano, ci trattano da idolatri! Ebbene dirò loro che hanno un gran torto. Mi sembra che potrei colpire per lo meno l’orgogliosa testardaggine d’un imano o d’un monaco buddista se parlassi loro press’a poco così:<br />
“Questo piccolo globo, che non è che un punto, ruota nello spazio come tanti altri globi. Noi siamo sperduti in questa immensità. L’uomo, che ha su per giù cinque piedi d’altezza, è certo poca cosa nella creazione. Uno di questi esseri impercettibili dice a qualcuno dei suoi vicini, nell’Arabia o nella terra dei Cafri: “Ascoltatemi, perché il Dio di tutti questi mondi mi ha illuminato: vi sono novecento milioni di piccole formiche come noi sulla terra, ma non vi è che il mio formicaio che sia caro a Dio. Tutti gli altri egli li ha in orrore dall’eternità, esso soltanto sarà felice e tutti gli altri saranno in eterno disgraziati”.<br />
Allora mi prenderebbero e mi domanderebbero chi è il pazzo che ha detto questa sciocchezza . Sarei costretto a rispondere: siete stati voi stessi. Cercherei in seguito di ammansirli, ma la cosa sarebbe ben difficile.<br />
                                                         <br />
<div style="text-align:right"><em>(Voltaire, Trattato sulla tolleranza, Editori riuniti, Roma 1996)</em></div>]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 21:28:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/filosofia-moderna/voltaire-fratellanza-universale.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Shakespeare, William - Machbeth (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Machbeth</strong></div>
<br />
<strong>Machbeth (1605-06)</strong><br />
It's the shortest of Shakespeare's tragedies, in fact some critics think that some parts of the play has gone lost and one scene and some sentences has been added after Shakespeare's death. The play is set in Scotland. When the action is outdoor it's always nighttime and the weather is very bad. When the action is set inside, places are very dark. It's a nighttime and dark tragedy. There's a romantic symbolism: the play is dominated by two colors: black, which symbolizes the nighttime, the death, the tragedy, the sin, the guilt; and red, which is the color of blood. All tragedies are filled with bloody episodes, but this more than anyone else. Macbeth murders even without a reason, he become slave of his violence. <br />
<br />
<strong>Sources for Machbeth</strong><br />
The main source is Raphael Holinshed's Chronicles of England, Scotland and Ireland. It's an historical book and it was published in two different editions in 1577 and 1587. Shakespeare changes the events Holinshed told, in fact in the chronicles Duncan isn't an old man and he's not a wise and good king that everybody loves, and when Macbeth kills the king he reigns for several years as a very good king. The fact of killing the king was presented in that years as a normal thing. Shakespeare makes the murder worse by introducing some facts ad the king was an old man etc.<br />
<br />
<strong>Gunpoweder plot (1605)</strong><br />
It's the attempted murder of king James just become king of England as James I and of Scotland as James VI. The plot was leaded by Guy Fawkes. It was a religious plot formed by Christians. He and his accomplices try to blow up the palace in which there was an assembly between the parliament and the king. But the English secret police discover the plot and when Guy goes to check the gunpowder on 4th November, he is captured and tortured for six days, then he confesses the names of his accomplices and the all of them are put to death. Every 5th November it's celebrated the Bonfire night to remind this event and the children burn a puppet which represent Guy Fawkes. We can date Macbeth after this event.<br />
<br />
<strong>The figure of Machbeth</strong><br />
The title hero soon becomes the villain of the play (a fact that happens only in this play). Before he's a brave and faithful general, but then he becomes a bloody villain. At the end of the tragedy, in the final battle when he's killed Malcolm calls him “...of this dead butcher and his fiend-like queen” (di questo macellaio morto e della sua regina demoniaca). When he's killed he's skinned, he's beheaded and his head is impaled. <br />
<br />
<strong>The figure of lady Machbeth</strong><br />
Another particularity of the play is the figure of lady Macbeth. It's the most successful woman in Shakespeare's plays. She's a real villain, she's a cruel person. When her husband hears the prophecy he sends a letter to her, because he's not sure of what to do and she convinces him to kill the king to become king. When he's not sure if going on killing she convinces him by blackmailing him; she says he's a coward and he's not completely a man from a sexual point. She's completely cruel, in one scene she also says she wants to be a man only to be even more cruel. <br />
<br />
<strong>The role of the three witches</strong><br />
Shakespeare call them witches only in the indications for entrances and exits; in the rest of the play they're called “Weird sisters” (sorelle fatali). In this sense they do not just prophesy the future, when they do it, they don't just foretell, but they also determinate it. There's a connection to the ancient mythology, for example to the figure of Fates, who held human destiny in their hands in the form of a thread, and when a man die they cut that thread. There're other connections, for example in Scandinavian mythology there are Normes, who have a very similar role to the Fates.<br />
<br />
<strong>The theme of false appearances</strong><br />
The theme of false appearances (or equivocations) is the most important theme of the play. The all the three witches says has an alternative interpretation. The theme is immediately introduced in the first act. <br />
Act I scene I: the witches appear and say: “fair is foul, and foul is fair” (il buono è cattivo e il cattivo è buono [it depends on the point of view])<br />
<span style="text-decoration:underline">Act I scene III</span>: Macbeth enters into the scene and the first words he says are connected to this main theme of the play: “so foul and fair a day I have not seen” (without knowing he's using the same words of the witches). With fair he means the glorious he's living, because he won the battle and with foul he should both means the bad weather conditions (there're thunders and lightnings) and the sadness of the enemies defeated in battle by him. After he becomes king he'll go often to ask the witches about the future, and they'll tell again ambiguous things and Macbeth will always interpret them in the wrong way.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 19:43:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-inglese-1700/machbeth-plot-shakespeare.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Elegia latina</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>L'elegia latina</strong></div>
<br />
Elegia deriva dal greco “élegos”, termine che designa un componimento poetico contraddistinto da una particolare struttura metrica, il distico elegiaco (esametro e pentametro). Le tematiche che contraddistinguevano questa forma letteraria erano diverse: amore ed eros, politica, morale. Il metro utilizzato, presente anche nei compianti funebri, è molto importante in quanto indica uno stretto rapporto con il pianto e il lamento. <br />
Per quanto riguarda le fonti letterarie vi sono alcune discordanze tra gli studiosi. Alcuni di loro, tra cui il tedesco Leo, ritengono che l’elegia latina sarebbe legata alla tradizione epigrammatica ellenistica, che vede in Callimaco il suo più grande esponente, in quanto in essa si ritrova il soggettivismo e la tendenza autobiografica tipici di questa corrente. Secondo altri, invece, l’elegia latina si rifà direttamente a quella greca, ed in particolar modo ad Antimaco di Colofone, autore di un’opera intitolata Lyde. Questo poeta, vissuto nel V secolo a.C., avrebbe stabilito alcuni elementi fondanti del genere:<br />
1. scrive componimenti dedicati a una donna e commemora una vicenda amorosa.<br />
2. parte dall’esperienza autobiografica per poi arrivare alla tradizione mitica, in particolare ai miti che parlano di un amore tragico.<br />
In generale, l’elegia latina è caratterizzata da un grande soggettivismo e da una forte tendenza autobiografica. Come sarà successivamente caratteristica della poesia di Petrarca, è difficile distinguere tra vicende autobiografiche reali e pose puramente letterarie, in quanto vi è un soggettivismo profondamente convenzionale. Carattere centrale di questa poesia è l’amore, presentato come esperienza totalizzante, assoluta, in cui l’uomo trova un senso alla sua vita. Il poeta elegiaco contrappone questo modello di vita ad altri modelli etici, quelli ufficiali del mos maiorum e del civis, dell’uomo civilmente e politicamente impegnato. Si è sulla stessa linea dell’individualismo di Catullo, anche se in questo caso non è così ostentato. La vita del poeta si esaurisce nella passione amorosa, è una dimensione autosufficiente, ritorna il concetto di autarkeia, già presente in Orazio. L’esistenza legata all’amore è legata al servizio, a una sorta di schiavitù nei confronti della donna. Il rapporto con la donna è difficile, consuma interamente l’individuo. La donna è spesso infedele, rifiuta l’innamorato, suscita in lui dolore e sconforto facendolo ingelosire. Molto spesso questa poesia è un lamento dell’innamorato per una passione così sofferta e per la crudeltà della donna. C’è, però, un autocompiacimento dell’artista di fronte al suo dolore, una voluttà della sofferenza, tipicamente romantica: il poeta si sente vivo in quanto soffre per amore. Da questo amore il poeta tende a fuggire, e il terreno ideale di questa fuga è la dimensione mitica, che si configura come un’età dell’oro in cui l’uomo vive in armonia con se stesso e con l’altro sesso. Il mito a cui ci si riferisce è di argomento amoroso ed ha la funzione di sublimare la propria esperienza, di nobilitarla inscrivendola in una dimensione più alta. Come Catullo, il poeta elegiaco è oggetto di biasimo e di disprezzo, è un soggetto socialmente infame perchè contraddice i valori fondanti di Roma. Il poeta innamorato è colpevole di aver tradito i valori del civis, il suo impegno morale si disperde nella passione amorosa e proprio per questo cerca di nobilitare la sua arte.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 19:40:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-latina-fino-cicerone/elegia-latina.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Luce - Attraversare i mezzi</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La Luce - Attraversare i mezzi</strong></div>
<br />
In molti casila luna viene banalmente riflessa in tutte le direzioni. <br />
ex: Tapparelle – Persiane<br />
Consideriamo un raggio luminoso che viaggia attraverso un mezzo trasparente, ad esempio l'aria. Se sul suo cammino incontra un nuovo mezzo trasparente, ad esempio acqua o vetro, nel passaggio dall'uno all'altro mezzo il raggio subisce una deviazione abbastanza netta. Si dice in tal caso che il raggio viene rifratto.<br />
Ammettiamo che ci sia una tappo di sughero sull’acqua : se provochiamo un onda di lambda grossa il tappo balla su e giù, se invece la lambda è piccola il tappo rappresenta un ostacolo e l’onda viene riflessa.  Così accade per il cielo e la luce : quando il sole è alto nel cielo noi la vediamo bianca perché ci arriva tutta la luce, quando invece si è al tramonto la luce del sole deve attraversare uno strato di atmosfera maggiore e quindi il sole diventa rosso. <br />
I corpi che si lasciano attraversare dalla luce se la visione è nitida, sono detti trasparenti, se sono attraversati ma non in modo nitido sono detti traslucidi, se invece non si lasciano attraversare sono detti opachi. La trasparenza dipende dallo spessore. Qualsiasi sostanza sottile riesce ad essere attraversata dalla luce. L’esperienza dimostra che la luce si propaga prevalentemente in  linea retta, un lampione è un esempio di ciò : se la sorgente è puntiforme si nota subito la zona illuminata e quella in ombra. <br />
Se la sorgente invece è estesa esistono zone in ombra e illuminate ma anche zone semi-illuminate dette in penombra. La lunghezza della zona in ombra è relazionabile alla lunghezza della sorgente. <br />
Se si studia la luce emessa dal punto in vista delle frequenze si fa della spettroscopia ( emissione a assorbimento in base al fatto che il corpo assorbe e emette luce ). Se si studia la luce dal punto di vista energetico si fa della fotometria ( che è una branca della radiometria, che si occupa di studiare ogni tipo di onde elettromagnetiche ).<br />
In radiometria si usano le unità di misura dell’S.I. <br />
Una sorgente di luce emette una certa energia di P emessa al secondo. Come in acustica, in fotometria ci sono grandezze espresse in unità diverse dell’ S.I. <br />
La potenza di emissione viene definita in lumen e considerando la lunghezza d’onda minima ( 540 nm ) se una potenza di 1 Watt emette con lambda 540 nm essa emette con potenza di 600 lm ( lumen ).<br />
<br />
La brillantezza di una sorgente si misura in candela / metri quadri ovvero anche detti  nit ( nt ).<br />
La brillantezza del sole è di 2x 10^ 9 nt , mentre quella della luce piena è di 3x10 ^ 3 nt.<br />
L’occhio raggiunge il massimo di sopportazione a 10^8 nt. <br />
<br />
Il miraggio : a causa di temperature elevate dell’aria nello strato terreno la densità dell’aria si abbassa e quindi i raggi arrivano al terreno e vengono riflessi dagli oggetti che incontrando strati di aria più densi creano delle immagini fasulle chiamate miraggi.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 19:38:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/fisica/elettricita-magnetismo/luce-attraversare-mezzi.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Luce</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La Luce </strong></div>
<br />
Per Newton il corpuscolo è dotato di massa ma il fotone no, è solo un quarto di massa. Si abbandonò quindi il modello newtoniano poiché ormai superato. A particelle elementari si deve considerare il modello quantistico, luce e fascio di fotoni. A livello di diffrazione, refrazione etc. Il modello di Hughes risulta quindi adatto allo scopo. Il problema dell’ottica è studiare su diversi livelli e si tende sempre a usare il modello più semplice. L’occhio è sensibile alla radiazione elettromagnetica di frequenza 4,2 x 10^ 14 Hz di lunghezza d’onda 7 x 10^ -7 m, la frequenza massima è 7,5 x 10^ 14 Hz di lunghezza d’onda 4x 10^ -7 m.<br />
L’occhio è sensibile alle onde elettromagnetiche di questo ambito ed è così sensibile da assegnare ad ognuna di esse un colore preciso. <br />
L’energia che colpisce l’occhio viene assorbita e il nervo ottico trasferisce l’impulso al cervello che traduce in colore la frequenza ricevuta. L’esperienza ci porta a far coincidere l’immagine con l’oggetto, o un immagine per miraggio. Se la luce è troppo poco intensa ha l’espressione del buio. <br />
L’energia che deve raggiungere l’occhio dipende dalle condizioni dell’occhio stesso e delle frequenze. L’occhio vede meglio a 550 nm a 3,6 x 10^ -17 W di energia e frequenza 5,45x 10^ 14 Hz.<br />
500 nm sono un centinaio di 100 fotoni al secondo. Essi devono essere moltiplicati per la costante di Plunt.<br />
6,62x10^ -34 ovvero l’energia del fotone.<br />
La soglia della potenza minima è 3,6x10 ^-17 W affinchè l’occhio veda. <br />
Se siamo al buio e riusciamo a far si che un corpo si porti almeno a una temperatura di 800°C l’oggetto emetterà luce rossastra. <br />
Più cresce la temperatura più c’è eccitazione degli atomi più l’oggetto emette energia in forma luminosa dando origine oltre che alla luce rossa, la luce gialla, bianca etc.<br />
L’occhio sollecitato da frequenze diverse fa la somma integrale delle frequenze ed associa al risultato un colore caratteristico. La composizione della luce emessa su diverse frequenze è anche, infine, un indicatore della temperatura del corpo che sta emettendo. <br />
L’energia necessaria per produrre luce può venire da reazioni chimiche, urti, attriti ( le lampadine normali a filamento emettono grazie ad attriti tra elettroni , nelle lampadine a neon l’emissione è data da urti tra elettroni e particelle del gas) o, nel caso delle stelle, da interazioni gravitazionali. <br />
L’occhio non è in grado di sopportare la luce di un corpo a temperature elevate, perché la struttura dell’occhio può danneggiarsi. L’occhio è più adatto a captare la luce non da sorgenti ma da oggetti illuminati. Tipicamente il corpo che ci illumina di luce riflessa è la luna. Quando un corpo viene illuminato da una sorgente di luce può rifletterla, può assorbirla, può rifletterla parzialmente ed essi sono in competizione tra loro: <br />
- riflette tutto: bianco;<br />
- assorbe tutto: nero;<br />
- assorbe e Riflette in stessa quantità: verde.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 19:36:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/fisica/elettricita-magnetismo/luce-aspetti-principali.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Kant, Immanuel - Critica della ragion pratica di Kant (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Critica della ragion pratica</strong></div>
<br />
È un’opera che tratta di morale. La ragione infatti serve all’uomo sia per conoscere sia per decidere come comportarsi. Kant ritiene che all’interno di ogni uomo sia presente una legge morale per distinguere il bene dal male. Un’azione veramente buona è caratterizzata dalla libertà, dall’incondizionatezza e dall’universalità. Qui emerge la differenza tra Kant e Hume, che invece faceva dipendere l’agire morale dal sentimento della simpatia. Per Kant, invece, la morale dipende dalla ragione perché gli uomini sanno distinguere il bene dal male e possono scegliere come comportarsi. Kant però sottolinea che l’uomo non è sempre razionale perché deve affrontare il confitto tra ragione e sentimento. Kant mette in guardia dal fanatismo razionale perché nessun uomo può comportarsi in maniera sempre moralmente perfetta. Kant distinse le azioni umane in massime e imperativi. Le massime sono quelle azioni che noi deliberiamo sulla base del nostro gusto, del nostro interesse e delle nostre esperienze. Le massime sono soggettive e quindi non sono rilevati ai fini della moralità. Gli imperativi sono azioni che si pongono uguali per tutti gli esseri umani. Sono azioni universali e si suddividono in imperativi ipotetici e imperativo categorico. Gli imperativi ipotetici sono quelle azioni universali che sono legati alla condizione “se… devi…”. Queste azioni però non sono morali perché sono condizionate. La morale secondo Kant si può basare solo sull’imperativo categorico, che comprende quelle azioni del tipo “devi… perché devi…”. L’imperativo categorico si riconosce in base a una formula: “agisci sempre in modo che la tua azione possa esser presa a modello per una legge universale”. La morale di Kant è basata sul dovere ed è quindi deontologica. Per Kant non importa quello che si fa, ma con che spirito lo si fa. C’è una critica di Kant alle morali eteronome, cioè quelle che vengono fondate su qualcosa di esterno all’uomo. Anche nella morale Kant ha compiuto una “rivoluzione copernicana” perché la morale kantiana dipende solamente dall’uomo. Il fondamento della morale è nel cuore dell’uomo, a prescindere se sia credente o ateo. Si parla anche di rigorismo kantiano perché la morale non fa sconti ed è rigorosa e rigida. C’è poi un problema che è rappresentato dell’antinomia della morale: infatti in questo mondo quelli che si comportano meglio spesso sono quelli che vivono peggio e non sono felici. Secondo Kant l’unico modo per sciogliere quest’antinomia è rappresentato dai postulati della ragion pratica, che sono Dio, l’immortalità dell’anima e la libertà. I postulati sono affermazioni non dimostrate, ma ritenute fondamentale per tentare di risolvere l’antinomia della morale. I postulati della ragion pratica non si possono dimostrare e quindi gli uomini possono anche non credere alla loro veridicità. Kant parlò di primato della ragion pratica perché, riflettendo sulla morale, riteneva di aver aperto un leggero spiraglio sul noumeno: per dare senso alla morale infatti occorre ipotizzare l’esistenza di Dio e quindi del noumeno. Al noumeno non si giunge in maniera scientifica, ma attraverso i postulati della ragion pratica.<br />
A questo punto può essere compreso il significato del titolo dell’opera. Nel campo della morale invece la ragione va criticata quando vuole essere pratica, cioè quando vuole dipendere dai dati dell’esperienza. Nella morale quindi la ragione deve essere pura. La grandezza dell’uomo per Kant consiste nel possedere all’interno del proprio cuore la legge morale.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 19:34:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/filosofia-moderna/kant-critica-ragion-pratica.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Kant, Immanuel - Critica della ragion pura (3)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Critica della ragion pura</strong></div>
<br />
<strong>Logica</strong><br />
Con la Critica della ragion pura, Kant intendeva criticare la ragione umana. Per Kant era importante mettere la ragione davanti al tribunale della ragione stessa. Questa impostazione del ragionamento kantiano era simile a quelle di Locke e Hume. Kant poi prese atto che al suo tempo la metafisica era in piena crisi e aveva perso ogni credibilità. Le pretese della metafisica, che va aldilà dell’esperienza, si sono rivelate fallaci. Notò inoltre che l’empirismo con Hume, oltre a dare i definitivi colpi alla metafisica, aveva portato a negare qualsiasi forma di sapere certa e universale. Secondo Kant però questa considerazione era troppo azzardata perché la scienza era qualcosa di universale. I due quesiti di cui si occupa Kant in quest’opera sono che cosa renda possibile la scienza e se la metafisica possa essere considerata una scienza.<br />
Per Kant conoscere significa giudicare, poter esprimere dei giudizi. Prese in esame le varie forme di giudizio che si possono utilizzare nella vita di tutti i giorni per vedere quali tipi di giudizi stanno alla base della scienza.<br />
1. ogni uomo è esteso / ogni terzino è un calciatore (giudizio analitico a priori: universale ma non fecondo)<br />
2. questo caffè è amaro (giudizio sintetico a posteriori: fecondo ma non universale)<br />
3. 365 + 1814= 2179 (giudizio sintetico a priori: universale e fecondo)<br />
Il primo giudizio è analitico a priori, perché è universale ma non ci dice niente di nuovo poiché il concetto di estensione è già ricavabile dal concetto di corpo e il concetto di calciatore è già ricavabile dal concetto di terzino. Questo tipo di giudizio non può stare alla base della scienza perché essa è universale ma ci dice sempre qualcosa di nuovo. È un giudizio a priori perché si può esprimere a prescindere dall’esperienza.<br />
Il secondo giudizio è sintetico a posteriori. È fecondo (o sintetico), ma non universale. Si dice qualcosa di nuovo, ma è particolare e non valido per tutte le situazioni. Sono i giudizi di cui si fa più uso nella vita quotidiana, ma non sono alla base della scienza appunto perché sono particolari.<br />
Il terzo giudizio è un giudizio sintetico a priori. È universale, perché valido sempre e comunque, e fecondo, perché dice qualcosa di nuovo. Questo tipo di giudizio quindi sta alla base della scienza. La fecondità deriva dall’esperienza, che però è particolare. Una delle riflessioni affrontate in seguito da Kant fu quindi quella di capire da che cosa derivasse il giudizio “a priori”. Per Kant bisognava quindi analizzare i vari livelli di conoscenza.<br />
Il primo livello di conoscenza è quello sensibile. L’estetica trascendentale è la parte della Critica della ragion pura che analizza la conoscenza sensibile. Kant rifiutava l’innatismo e riteneva che l’esperienza permetteva di accumulare conoscenze. A prescindere dalla propria volontà, l’uomo riceve sensazioni in maniera passiva attraverso i cinque sensi. Kant è però convinto che l’uomo possieda qualcosa a livello di sensibilità che permetta di ordinare in un modo preciso le sensazioni. Questo strumento automatico era rappresentato dai criteri di spazio e tempo, che Kant chiamava intuizioni pure oppure, più genericamente, forme pure a priori. Con questo passaggio, Kant compì quella che lui stesso definì la “sua rivoluzione copernicana” che gli permise di superare in un colpo solo empirismo e razionalismo. Come Copernico era riuscito a chiarire i problemi dell’astronomia cambiando la posizione tra Terra e Sole, così Kant era riuscito a chiarire i problemi della filosofia cambiando la posizione tra soggetto e oggetto. Non è il soggetto che si deve adeguare all’oggetto, cioè non è l’uomo che deve adeguarsi alle leggi del mondo che lo circonda, ma è l’oggetto che si deve adattare alle leggi del soggetto, cioè è il mondo che ci circonda che si deve adeguare alle leggi dell’uomo. L’asse su cui si sposta la questione gnoseologica in Kant è l’uomo stesso. Già a questo punto Kant riteneva di avere giustificato l’“a priori” di due scienze, cioè l’aritmetica e la geometria, secondo le forme pure a priori del tempo e dello spazio. Kant parla di estetica trascendentale perché l’estetica è ciò che appare davanti ai nostri sensi. Nella scolastica medievale il trascendentale rappresentava tutto ciò che trascendeva le categorie aristoteliche ed era quindi universale. Kant usa questo termine con un’accezione differente per indicare lo studio delle condizioni di conoscibilità a priori. Per gli empiristi spazio e tempo erano due concetti elaborati dalla mente umana in un secondo tempo per ordinare le esperienze, per i razionalisti invece erano idee innate, mentre per Newton erano dei contenitori che gli uomini hanno nella mente.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 19:31:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/filosofia-moderna/critica-ragion-pura-logica-intelletto.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Kant, Immanuel - Vita ed opere (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Immanuel Kant - Vita ed opere</strong></div>
<br />
Kant nacque nel 1724 e morì nel 1804. Visse sempre a Königsberg, nella Prussia orientale, che oggi si chiama Kaliningrad. Kant fu importante perché con la sua filosofia rappresentò il superamento del razionalismo e dell’empirismo in un colpo solo. È un rappresentante del pensiero illuministico. Nacque da una famiglia di origine scozzese che seguiva l’orientamento religioso del pietismo, che era una corrente di pensiero sviluppatasi all’interno del luteranesimo contraddistinta da un rigore morale ancora più forte. In tutta la sua lunga vita, Kant non uscì mai dai confini di Königsberg. Si dice che fosse una persona molto precisa ed estremamente abitudinaria. C’è un aneddoto secondo cui le persone di Königsberg regolassero gli orologi sulle varie azioni quotidiane di Kant, che si ripetevano infatti ogni giorno allo stesso preciso orario. Frequentò il liceo classico, frequentò l’università di Königsberg e i suoi interessi, oltre alla filosofia, erano rivolti alle scienze naturali. Nel suo rapporto con la filosofia fu determinante la lettura di Hume che secondo il filosofo prussiano fu meritevole di “averlo svegliato dal sonno dogmatico”. Nel 1870 ottenne la libera docenza all’università di Königsberg grazie alla pubblicazione della Dissertazione. Kant dovette quindi tenere una lezione pubblica in cui espose alcune delle sue idee che anticipavano quelle del suo pensiero maturo. L’orientamento filosofico di Kant viene definito criticismo o kantismo. Le opere principali di Kant furono tre: la <em>Critica della ragion pura</em> (1781), la <em>Critica della ragion pratica</em> (1788) e la <em>Critica del giudizio</em> (1790). Ci fu anche un’altra opera minore, <em>Per la pace perpetua </em>(1795), di carattere politico, in cui Kant auspica la formazione di un governo sovrannazionale che potesse armonizzare i rapporti tra gli stati. La fama di Kant divenne mondiale con la pubblicazione delle tre Critiche. Era una persona piacevole, aperta alle novità, disponibile e coerente con il proprio pensiero. Kant fu entusiasta di fronte alle varie rivoluzioni del tempo. Sulla sua tomba si fece scrivere “il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 19:30:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/filosofia-moderna/kant-immanuel-vita-opere.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Catullo - Dedica a Cornelio Nepote</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Catullo - Dedica a Cornelio Nepote</strong></div>
<br />
Catullo dedica questo suo primo componimento a Cornelio Nepote. Il primo componimento spesso è per un autore l’occasione per fare una dichiarazione di poetica. Definì la sua opera in modo molto disimpegnato, chiamandola libellum. È un libellum lepidum, non fonte di educazione morale o civile, ma poesia divertente e piacevole. La diffusa pratica di livellare il papiro con la pietra pomice è simbolo di quell’operazione faticosa di ricerca stilistica che caratterizzò la poetica catulliana. Nugas è un altro termine chiave che significa “poesiole” e Catullo definisce in questo modo le proprie opere in contrapposizione ai Carmina docta. Le trattazioni storiche precedenti erano composte da opere volumiche. Nepote invece descrisse la storiografia in soli tre volumi, condividendo il principio della brevitas di Catullo e dei neoterici. La patrona virgo è la Musa protettrice delle arti. Il tono poetico è antiletterario e quasi colloquiale. Nel verso 10 il tono si innalza improvvisamente mentre l’autore parla con la Musa. Ciò dimostra che Catullo sognava una meritata fama ed era consapevole della grandezza della sua opera.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 19:26:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-latina-fino-cicerone/dedica-a-cornelio-nepote-catullo.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Catullo - Un commosso omaggio a Calvo</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Catullo - Un commosso omaggio a Calvo</strong></div>
<br />
Questa poesia sottolinea l’intimità dell’amicizia che regnava all’interno del neoterismo, che non era una scuola, ma una sorta di cenacolo letterario di dotti amici. I poetae novi erano legati dagli stessi interessi letterari, ma soprattutto da un grande rapporto di amicizia. Licinio Calvo aveva composto una serie di testi intorno alla morte della propria moglie Quintilia. In questo componimento di Catullo emerge il problema di eternare i propri affetti, tema molto caro anche a Foscolo. Un altro tema importante era rappresentato dalla potenza della letteratura che poteva dare l’eternità a esseri mortali come gli uomini. La letteratura serve quindi a mitigare e ridimensionare il dolore. L’incipit della poesia lascia trasparire il rapporto di profonda intimità tra Catullo e Calvo che condividono lo stesso dolore. Emerge subito la questione di potersi mettere in contatto con il mondo dei morti. Il pianto che Calvo ha trasmesso ai suoi scritti serve a comunicare con Quintilia che gioisce per la dimostrazione d’affetto del caro marito. In questo componimento la letteratura viene esaltata a causa della sua potenza eternatrice.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 19:25:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-latina-fino-cicerone/commosso-omaggio-calvo-catullo.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Catullo - Sulla tomba del fratello</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Catullo - Sulla tomba del fratello</strong></div>
<br />
Si tratta di un componimento importante e famoso, tanto che influenzò anche un sonetto di Foscolo intitolato In morte del fratello Giovanni. La forma di questa poesia è l’epigramma sepolcrale. Lo stile è alto, tragico e sublime. Al primo verso c’è un poliptoto che enfatizza il travaglio di un lungo viaggio. È un’opera alta anche a causa dei rimandi letterari contenuti nel primo verso che erano sicuramente chiari al lettore colto del tempo di Catullo. La struttura ricercata del primo verso è elevata perché cita il tema epico e fondamentale del viaggio. Il luogo in cui è giunto Catullo è la Troade, antica sede della mitica città di Troia. Il meccanismo mentale spinge Catullo a pensare a Troia e alle avventure narrate nei poemi omerici. Il viaggio di Odisseo non era visto come soddisfazione di un desiderio intenso del protagonista di ritornare a casa. Un altro punto importante è il tema del ricongiungimento con gli affetti familiari: questo è un parallelismo tra Odisseo e Catullo. Il ricongiungimento di Odisseo però fu materiale, mentre quello di Catullo può essere solo ideale. Anche Foscolo fu attratto da questo tema. Nel secondo verso advenio si traduce con “sono giunto”. Nel verso 4 cinerem deriva da cinis, che è femminile; la scelta del cambio di genere è un segno di alta letterarietà. Nel verso 8 inferias rappresenta le offerte funebri. La morte prematura è vissuta da Catullo come un dramma e uno strappo ingiusto. Questo componimento venne composto con la consapevolezza di non poter più riportare in vita il caro fratello. La poesia si chiude con un saluto d’addio che indica l’incolmabilità del distacco tra i due mondi, quello dei vivi e quello dei morti. Nel viaggio di Catullo avviene una presa di conoscenza: per Catullo il viaggio serve per prendere consapevolezza dell’irrimediabilità della situazione e l’autore non può fare altro che attraversare un periodo di shock. Catullo è molto moderno perché il tema dell’accettazione della morte di una persona cara è senza tempo e ha valore universale. Catullo fu un grande poeta ed ebbe una grande fama anche a causa dell’universalità delle tematiche trattate nei suoi componimenti più alti.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 19:24:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-latina-fino-cicerone/tomba-fratello-catullo.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Catullo - Parole scritte nel vento</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Catullo - Parole scritte nel vento</strong></div>
<br />
In questa poesia il topos letterario è sempre quello della falsità delle promesse dell’amante. Ma in questo caso Catullo è già disincantato e ha capito che Lesbia mente irrimediabilmente. Dal componimento traspare il fatto che Catullo ormai è rassegnato. Interessante è l’analisi della parabola pessimistica. Il testo si distingue per una brevitas che mette in risalto la verità a cui il poeta è venuto a conoscenza. C’è un iperbato e le allitterazioni della /n/ e della /m/ nel primo verso. Il verbo dicit assume una posizione di rilievo e viene citato tre volte: si tratta di una ripetizione voluta per ribadire il concetto chiave del componimento.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 19:23:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-latina-fino-cicerone/parole-scritte-vento-catullo.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Catullo - Promessa d'amore eterno</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Catullo - Promessa d'amore eterno</strong></div>
<br />
Rispetto a La morte del passerotto, il tono di questo componimento è molto differente ed è costruito a partire dal topos della falsità delle promesse amorose fatte dall’amante. Lesbia mente a Catullo, che non è affatto il suo grande amore. In questa poesia però Catullo è ancora convinto di poter persuadere la cara amata alla fedeltà. Catullo è consapevole di una sproporzione degli affetti: l’amore di Catullo è assoluto, mentre Lesbia non contraccambia pienamente, aldilà di quello che afferma. I riferimenti al dolore e alle divinità in questo componimento sono veri e rispondono a un desiderio reale, mentre in La morte del passerotto il riferimento al dolore era solamente un divertimento letterario (intendendo divertimento nel suo senso etimologico, cioè “volgersi a cose secondarie”). Nel primo verso iucundum amorem è la concezione frivola di Lesbia, mentre nell’ultimo verso sanctae amicitiae pone in evidenza la concezione dell’amore propria di Catullo. In questo caso quindi il componimento non è circolare. L’iperbato è la divisione di due termini che sono intimamente legati perché vanno a formare un sintagma. Iucundum amorem è un iperbato, così come l’aggettivo perpetuum nel verso 2 è legato ad amorem. Nell’ultima riga c’è un'ipallage, figura retorica che gioca tra la concordanza grammaticale e la possibile concordanza logica. Il componimento si chiude con il termine amicitiae che ha un valore fondamentale nella poetica catulliana.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 18:48:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-latina-fino-cicerone/promessa-amore-eterno-catullo.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Catullo - Viviamo e Amiamo, analisi</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Catullo - Viviamo e Amiamo, analisi</strong></div>
<br />
In questo componimento si esalta l’intimità degli amanti. Catullo scrive questa poesia nella prima parte della sua relazione con Clodia. Nel primo verso, i due congiuntivi esortativi vivamus e amemus sono strettamente legati perché per Catullo l’amore verso Clodia rappresenta la sua unica ragione di vita, vive per amare Clodia e vuole che anche la sua amata faccia lo stesso. A ciò consegue il netto rifiuto nei confronti dei giudizi morali e perbenisti dei vecchi brontoloni. Questa immagine mostra l’antitradizionalismo e il superamento di un moralismo legato a una civiltà ormai troppo lontana nel tempo. Viene descritta l’immortalità dell’amore attraverso continue contrapposizioni. La poesia termina con la solita concessione alla cultura popolare. Anche basia è da considerare una concessione al latino volgare perché letteralmente bacio in latino si dice osculum.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 18:47:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-latina-fino-cicerone/viviamo-e-amiamo-catullo.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Cicerone - Orazioni e opere retoriche</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Le opere di Cicerone</strong></div>
<br />
Una prima parte del corpus ciceroniano è rappresentato dalle orazioni che si dividono in giudiziarie, cioè pronunciate in tribunale e che hanno valore giuridico, e deliberative, che hanno funzione politica. Le orazioni giudiziarie comprendevano le orazioni contro Verre nell’anno 70, che prendevano il nome di Verrinae. Esse si dividevano in:<br />
divinatio in Caecilium, con cui Cicerone chiede diritto di sostenere l’accusa per conto dei siciliani, contrapponendosi a un certo Cecilio (divinatium era il termine tecnico per indicare la scelta dell’accusatore);<br />
actio prima, cioè la requisitoria tenuta nel primo dibattito giudiziario. Senza aspettare la seconda fase del dibattito, prevista per il mese successivo, Verre, schiacciato dall’evidenza delle accuse, partì in esilio volontario;<br />
actio secunda, costituita da cinque orazioni mai pronunciate, in cui si denunciano i numerosi misfatti compiuti da Verre.<br />
Gli studiosi individuano nelle prime due parti delle Verrinae un capolavoro dell’oratoria. Un’altra importante orazione giudiziaria era rappresentata dalla Pro Archia.<br />
Gli studiosi individuano nelle prime due parti delle Verrinae un capolavoro dell’oratoria. Un’altra importante orazione giudiziaria era rappresentata dalla Pro Archia, in cui veniva esaltata l’importanza dell’arte e della poesia. Pro Milone è interessante perché ci riporta al clima delle tensioni sociali nel panorama politico romano. Tra le orazioni deliberative si ricordano le Catilinariae e le Philippicae.<br />
Nell’antichità i due più grandi oratori furono Demostene e Cicerone. Quintiliano definì Cicerone l’oratore per eccellenza. Non ci fu oratore che abbia esplorato le potenzialità delle parole scritte e parlate come ha fatto Cicerone. Con Cicerone l’arte dell’eloquenza assunse una dimensione retorica e dottrinale. Egli fu quindi anche un grande retore perché esercitò sia lo studio sia la pratica dell’eloquenza. Ciò che prima era piuttosto istintivo e frutto dell’osservazione degli oratori nel Foro divenne una disciplina teorica e dotata di leggi proprie. Con Cicerone si arrivò alla consapevolezza dell’arte del dire. La struttura delle orazioni ciceroniane non fu innovativa: vi era un esordio, seguito da una narrazione, che era una lucida esposizione dei fatti da dibattere, poi vi era l’argomentazione, in cui l’autore sosteneva la sua causa, e infine la perorazione, che consisteva in una conclusione in cui si cercava di sminuire l’avversario. Lo stile ciceroniano è molto mutevole. Parte nell’esordio con un tono blando e dimesso che diventa molto razionale e sempre più tagliente, man mano che si raggiunge la parte argomentativa; infine nella perorazione lo stile volge al patetico. L’oratore, secondo Cicerone, deve essere in grado di:<br />
docere, cioè informare ed argomentare con chiarezza e precisione la propria tesi. L’arte del docere deve essere accompagnata da una grande padronanza del linguaggio;<br />
delectare, cioè avere la capacità di catturare l’attenzione del pubblico. L’argomentazione deve essere vivace e curiosa. Per raggiungere questa capacità bisogna avere ben presente la psicologia dell’avversario, il cui ritratto deve essere preciso. Un altro elemento importante riguarda lo strumento dell’ironia;<br />
movere, infatti il grande oratore deve sapere commuovere il pubblico e suscitare emozioni, raggiungendo il cuore dell’ascoltatore.<br />
Secondo alcuni studiosi l’originalità espressiva di Cicerone risiede nell’organizzazione sintattica del discorso. Cicerone privilegiava l’ipotassi, cioè un’ampia ramificazione delle subordinate. Il periodo è complesso, ma non risulta mai pesante. L’attributo principale di Cicerone è la concinitas, cioè l’eleganza e la misura che caratterizzano il suo stile. È presente anche il tema della varietas.<br />
Un’opera importante di Cicerone fu il De oratore, pubblicato nel 55 e composto di tre libri. Ha la struttura del dialogo immaginario. Nel primo libro Cicerone discute sulla scienza della retorica e in particolare sull’importanza della cultura nella formazione di un oratore, che deve essere la più vasta possibile. È importante inoltre assistere alla vita del Foro romano. Nel secondo libro Cicerone discute sulla inventio, che era quel lavoro di ricerca degli argomenti più adatti alla causa. Nel terzo libro si parla dell’elocutio, cioè lo stile dell’oratoria. Sempre nello stesso libro si parla dell’actio, che è il modo di porgere un discorso, anche dal punto di vista teatrale. Il lavoro di cesello è così alto che Cicerone si dilungò moltissimo sull’importanza della prosa metrica. Per l’actio vennero studiati anche i comportamenti teatrali che l’oratore deve assumere per conquistare la scena. Cicerone riteneva che l’eloquenza fosse superiore a tutti gli altri saperi. Con Cicerone l’oratoria divenne una scienza ed era capace di assorbire tutti gli altri saperi. Cicerone ha una concezione molto elevata dell’oratore.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 18:46:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-latina-fino-cicerone/cicerone-opere-retoriche.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Cicerone - Vita</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Cicerone - Vita</strong></div>
<br />
<br />
Da un punto di vista storico, Marco Tullio Cicerone rappresenta una delle fonti più importanti grazie a cui indagare sui motivi di crisi repubblicana. Fu molto importante dal punto di vista culturale perché Cicerone fu un autore di sintesi tra la cultura greca e quella latina. Espresse importanti giudizi sulle opere letterarie e filosofiche del tempo.<br />
Da un punto di vista letterario, Cicerone fu il più grande oratore latino e fu il primo a comporre un trattato filosofico. Non apparteneva alla nobilitas senatoria ed era quindi un homo novus perché discendeva da una famiglia appartenente al ceto equestre. Nell’età repubblicana gli equites avevano conosciuto un periodo di ascesa sociale. Cicerone ebbe un’ottima formazione culturale e fin da giovane osservò la vita del Foro, ascoltando con meraviglia i più grandi oratori del tempo. Compì un viaggio in Grecia che gli permise di conoscere le principali scuole ateniesi. Il viaggio in Grecia era una delle tappe obbligate nella formazione culturale che i giovani del tempo appartenenti a famiglie benestanti potevano permettersi.<br />
La carriera politica di Cicerone iniziò nel 75 a.C. quando divenne questore. Nel 70 il governatore della Sicilia Gaio Verre venne accusato di abusi di potere nei confronti della popolazione sicula. A condurre l’accusa contro Verre fu scelto Cicerone. Quinto Ortensio Ortalo, una delle massime personalità dell’oratoria del tempo, invece, era il difensore di Verre. Cicerone vinse e riuscì a far condannare Verre. La carriera politica di Cicerone culminò nel 63, vincendo le elezioni al consolato contro Lucio Sergio Catilina. Egli apparteneva alla gens Sergia, una famiglia nobiliare ormai caduta in miseria, ma ancora speranzosa di riprendere la propria antica importanza. Cicerone sosteneva gli interessi della nobilitas senatoria. Dovette fronteggiare il colpo di stato ordito da Catilina, il quale aveva delle ambizioni personali smisurate. Cicerone riuscì a venire a conoscenza dei piani di Catilina attraverso delle delazioni e così compì delle orazioni chiamate Catilinariae che svelavano a tutto il mondo romano i loschi piani di congiura. Catilina fuggì in Etruria e morì combattendo, mentre i catilinari vennero messi a morte da Cicerone con un processo sommario. Cesare assistette a queste contestazioni e le contestò. Cicerone infatti aveva calpestato il diritto proprio dei condannati a morte di chiedere l’appello della folla. A fianco di Cicerone si schierò Catone Uticense che esaltò il gesto definendolo un atto eccezionale per il quale le norme stabilite dalla legge romana potevano essere trasgredite. Con il tempo emersero nuove figure politiche. Nel 60 ci fu il primo triumvirato tra Crasso, Cesare e Pompeo. Crasso rappresentava la potenza economica, mentre Cesare e Pompeo avevano un grande prestigio militare. Cicerone ebbe la sfortuna di vivere la propria carriera politica in quel contesto critico in cui gli spazi erano molto ristretti. Il triumvirato sancì il declino della potenza politica di Cicerone. Nel 58, mentre Cesare si trovava in Gallia, a Roma c’era il tribuno della plebe Clodio, che stava alle dipendenze di Cesare. Clodio fece pagare a Cicerone la copa di aver condotto processi sommari contro i catilinari. Nel 58 Clodio lo fece condannare perché aveva mandato a morte dei cittadini romani senza l’iter dell’assenso popolare. La pena consistette in sedici mesi di esilio in Grecia. Nel 57 Pompeo, che aveva spostato la linea dell’oligarchia senatoria, e il tribuno della plebe Milone permisero il ritorno in patria di Cicerone. Nel 52 morì violentemente Clodio in uno scontro armato. Cicerone ebbe ancora incarichi politici, ma in zone remote dell’impero. Quando tornò dal suo mandato, trovò una Roma ancora più turbata. Nella disputa tra Pompeo e Cesare, Cicerone era filo-pompeiano, ma sperava in una conciliazione tra le due parti. La sua posizione di buonsenso però si dimostrò irrealizzabile. Quando Cesare attraversò il Rubicone, le truppe di Cesare erano potentissime e galvanizzate dalle numerose vittorie, mentre quelle di Pompeo non potevano minimamente competere. Perciò Pompeo scappò in Grecia, seguito poi da tutti i pompeiani e anche da Cicerone. Nel 47 Cicerone ritornò a Roma e si riconciliò con Cesare. Ciò fu possibile perché aveva mantenuto una posizione piuttosto marginale. Intanto Pompeo venne ucciso. Cesare divenne la figura dominante del panorama politico romano. Cicerone scrisse un’opera di elogio verso la clemenza di Cesare. Sotto la dittatura di Cesare ci fu un periodo di tranquillità. Alla morte di Cesare, Cicerone elogiò i cesaricidi. Iniziarono le tensioni tra Ottaviano e Antonio; Cicerone si schierò dalla parte di Ottaviano e scrisse le orazioni contro Antonio note come Filippiche. Antonio prese il potere a Roma e per prima cosa redasse le liste di proscrizione e tra i nomi in cima ad esse c’era quello di Cicerone. Cicerone venne ucciso nel 43 da dei sicari di Antonio e Ottaviano dopo che era fuggito da Roma; gli vennero staccati la testa e i polsi che vennero esposti nel Foro.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 18:45:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-latina-fino-cicerone/cicerone-vita-carriera.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Novel</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>The Novel</strong></div>
<br />
There’s a big difference between the italian word “novella” and the english word “novel&quot;. For the English people the word romance is for a particular style with heroes, battles, love stories, with a supernatural and medieval atmosphere. The novel, as the name suggests (it derives from the latin word “novus”), is made to talk about recent and original events, new events since his origins it’s deeply rooted in reality and in his problematic. In italian “narrativa” means a story with a narrator, but in English narrative means the very writing, the narration is called fiction, because it’s a realistic work, but it’s obvious that it’s also a fictional situation, it’s based on realism and try to imitate reality. If there wasn’t this imitation and was only reporting facts it would be an historical book, a chronicle or an autobiography. Fiction contains also other genres as short stories (in Italian called “novella”). This genre is also ordinary, because members of the new classes want to read familiar things, something they can identify with, something that mirrors their experiences. A great example of the realism of the novel can be found in Robinson Crusoe: at the beginning of the novel Robinson remembers his past life, from the day he was born, he uses in his descriptions real places, dates, positions of the ships (also the use of first-person narrator is very important); there’s an abundance of realism (while Shakespeare didn’t worry about giving geographical and real elements, in fact in The Tempest he says the island is somewhere between Naples and Tunis, but concerning Defoe’s island for the lots of realistic elements, it was identified by critics). The realism is to make the story more feasible or it would be quite impossible that he could built everything and have a peaceful life from having nothing at the beginning.]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 18:44:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-inglese-1700/novel-differences.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Sostanze inquinanti</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Le sostanze inquinanti</strong></div>
<br />
Le sostanze inquinanti possono essere solide, liquide o gassose e possono essere emesse nell’aria, nell’acqua e nel suolo.<br />
Si dividono in:<br />
- primarie, se sono emesse da fonti direttamente identificabili come il monossido di carbonio;<br />
- secondarie, se si formano come prodotti di reazioni chimiche di inquinamenti primari con elementi dell’ambiente o con altri inquinamenti, come lo smog fotochimico.<br />
Le energie inquinanti (radiazioni) sono di origine naturale o artificiale, provengono infatti sia dal sole e da componenti delle rocce, sia da attività umane in ambito scientifico. Le radiazioni si trasferiscono nello spazio per propagazione, sotto forma di onde.<br />
A seconda del numero delle oscillazioni effettuate in un’unità di tempo (frequenza), vengono chiamati ionizzanti (frequenza elevata) e non ionizzanti (frequenza bassa).<br />
Le radiazioni non ionizzanti danno luogo all’inquinamento elettromagnetico.<br />
Le ionizzanti sono le radiazioni più pericolose per la salute umana, perché possiede un’energia in grado di rompere i legami chimici di atomi e molecole.<br />
La maggior parte dell’esposizione della popolazione a radiazioni ionizzanti è di origine naturale, prodotti di decadimento del radon.<br />
<br />
<strong>Il buco nell'ozono</strong><br />
La rarefazione della fascia d’ozono presente nella stratosfera, approssima tra i 15 e i 40 km della superficie della Terra.<br />
La quantità dell’ozono stratosferico varia a seconda dei cicli stagionali e in funzione della latitudine.<br />
L’emissione di composti organici, del cloro fluoro e bromo ha determinato un’alterazione provocando una riduzione dello strato d’ozono stratosferico.<br />
La comunità internazionale, il Protocollo di Montréal, ha impegnato i Paesi firmatari a ridurre, bandire le produzioni e i consumi delle sostanze lesive per l’ozono stratosferico.]]></description>
<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 22:05:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/geografia/sostanze-inquinanti.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Sistema e modello</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Sistema (system)</strong></div>
<br />
Un sistema è un insieme di elementi o di fenomeni correlati tra di loro, di natura diversa che interagiscono per ottenere certi obbiettivi prefissati.<br />
Ogni sistema è definito quando sono definite:<br />
•	Le parti o i componenti che lo compongono;<br />
•	Le correlazioni tra le parti;<br />
•	Le finalità o le funzioni per comprendere le ragioni che muovono il sistema.<br />
<br />
<br />
<div style="text-align:center"><strong>Modello (model)</strong></div>
<br />
Il modello è una rappresentazione semplificata di una realtà, per esempio, osservare il funzionamento di un sistema oppure analizzare un problema da risolvere.<br />
In base alla loro utilità i modelli possono essere:<br />
•	Descrittivi, descrivono un sistema praticamente con solo una fotografia del sistema;<br />
•	Predittivi, descrivono i servizi che il sistema offre senza specificare le modalità;<br />
•	Prescrittivi, descrivono la modalità di offerta di un servizio.<br />
<br />
Esempio. Quando si acquista un pc, nella confezione si trova la documentazione che contiene lo schema che mostra i componimenti del computer (modello descrittivo), le caratteristiche del processore, la capacità di memoria e così via (modello predittivo), le indicazioni operative per attivare un certo servizio come si accende il computer, come si espande una memoria (modello prescrittivo).<br />
<br />
La natura dei modelli appartiene ad uno dei seguenti tipi:<br />
1.	Simbolici, che danno una rappresentazione astratta del sistema oggetto di studio, che possono essere:<br />
a.	Grafici;<br />
b.	Logici o di simulazione;<br />
c.	Matematici, un sistema rappresentato attraverso equazioni o relazioni;<br />
2.	Fisici, che danno una rappresentazione fedele del sistema e possono essere;<br />
a.	Conici, fondati da immagini come le piantine di una città o un percorso, ecc.;<br />
b.	Analogici, simulano il sistema reale come i simulatori di volo oppure hanno un comportamento analogo a quello del sistema oggetto di studio;<br />
c.	In scala.]]></description>
<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 21:49:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/sistema-modello.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Risorse informatiche</title>
<description><![CDATA[Le risorse informatiche<br />
<br />
Il sistema di elaborazione (se) è l’insieme delle risorse finalizzate al trattamento automatico delle informazioni.<br />
Le risorse informatiche riguardano un qualsiasi strumento disponibile in un computer utilizzato dagli utenti nei processi di elaborazione.<br />
Le risorse informatiche sono: hardware(hw) e software (sw).<br />
Hardware, chiamato anche risorse tecnologiche o fisiche, può essere locale o di rete.<br />
Quelle locali appartengo all’utente, sono collegate direttamente al computer e si utilizzano sia quando si è collegati alla rete sia quando non si è connessi.<br />
Quelle di rete, invece, appartengono solo alla rete, sono collegate ai ‘server’ della rete, cioè sono unità di elaborazione che mettono a disposizione una o più risorse informatiche per altre unità di elaborazione chiamate ‘client‘ in una rete di computer e si utilizzano solo dopo aver collegato il computer alla rete stessa.<br />
L’informatica è teorica e applicata.<br />
L’informatica teorica si occupa dello studio di procedure automatizzate inerente alla rappresentazione e alla risoluzione di problemi di vario tipo.<br />
L’applicata si occupa dell’hardware e del software.]]></description>
<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 21:47:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/risorse-informatiche.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Aspetti applicativi dell'informatica</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Aspetti applicativi dell’informatica</strong></div>
<br />
1.	Il consolidamento degli strumenti hardware e software (office automation), trattamento testi e archivio documenti;<br />
2.	La gestione integrata degli archivi di dati (data base), mettono a disposizione le informazioni all’utente dei dati;<br />
3.	L’uso di strumenti informatici e software: i programmi.<br />
<br />
<strong>Multimedialità</strong><br />
La multimedialità è un insieme di strumenti diversi hw e sw per gestire in modo integrato testi, immagini fisse, movimento filmato, suoni utilizzando il computer.<br />
Reti informatiche (networking)<br />
Il networking è il lavoro cooperativo in rete tra utenti diversi:<br />
•	risorse hw e sw non concentrate ma distribuite;<br />
•	risorse hw e sw non duplicate ma condivise: internet.<br />
<br />
<strong>E-banking e servizi online</strong><br />
l’e-banking consente al cliente di connettersi al proprio istituto di credito ed eseguire operazioni bancarie come visionare il c/c, eseguire pagamenti, effettuare investimenti e transazioni di ogni genere.<br />
I servizi finanziari online offerti agli utenti aziendali e privati da parte di banche e promotori finanziari si dividono in due categorie:<br />
1.	La gestione di un c/c;<br />
2.	La gestione diretta di un portafoglio titoli con la possibilità di avere le quotazioni azionarie in tempo reale e di acquistare e vendere titoli con varie modalità operative.<br />
e-government PA(pubblica amministrazione)<br />
l’e-government è l’insieme dei servizi che la Pubblica Amministrazione offre ai cittadini mediante l’uso delle nuove tecnologie grazie a INTERNET e ha i terminali self-service, realizzando così l’utilizzo su larga scala del computer in ambito governativo come i sistemi di memorizzazione e di elaborazione di grandi archivi (anagrafi fiscali, censimenti, pubblico registro dei veicoli) oppure l’automazione della gestione del fisco e delle dichiarazioni dei redditi. Quindi quasi tutte le amministrazioni statali, regionali, comunali, provinciali hanno il proprio sito, al quale si può accedere per ottenere informazioni, richiedere il rilascio di certificati, scaricare modulistica e pagare imposte e tasse.<br />
<br />
<strong>Medicina e salute</strong><br />
Gestione dei dati clinici dei pazienti, sistemi di controllo delle ambulanze e dei mezzi di soccorso, l’automazione delle operazioni di diagnosi e delle analisi cliniche, supporto alle operazioni chirurgiche specialistiche.<br />
Informatica nella formazione e nell’istruzione<br />
La parte gestionale ed organizzativa degli istituti scolastici  (procedure di iscrizione degli studenti, gestione degli orari scolastici, comunicazione scuola-famiglia come assenze, ritardi, risultati finali), l’uso del computer nella scuola, metodi di insegnamento, processi di apprendimento di studenti, di adulti, di dipendenti d’aziende con un apprendimento assistito al computer (CBT: Computer Based Training= addestramento basato sull’uso del computer) con una didattica attiva e collaborativa sull’infrastruttura delle reti scolastiche e della rete in Internet (e-learning= apprendimento elettornico), con corsi di formazione e lauree universali.<br />
<br />
<strong>Telelavoro o teleworking</strong><br />
 Il trasferimento di un’attività lavorativa svolta tipicamente in un ufficio centrale verso la casa oppure altro posto decentrato. Ci sono due tipologie principali: il telelavoro domiciliare e il telelavoro mobile.<br />
Il primo riguarda televendite, assistenza telefonica ai clienti (call center), ricerche di mercato, inserimento dati da tastiera, organizzazione di eventi e convegni, operazioni mobiliari, ricerche e selezione del personale, giornalismo, grafica, ecc…<br />
Il secondo si occupa delle attività di agenti di vendita, rappresentanti, consulenti utilizzando cellulari o computer portatili collegati a Internet.<br />
I vantaggi del telelavoro sono:<br />
•	Riduzione del pedolarismo;<br />
•	Maggiore possibilità di concentrarsi in un solo compito;<br />
•	Orario flessibile;<br />
•	Riduzione delle necessità di spazi aziendali.<br />
I svantaggi sono:<br />
•	Mancanza di rapporti umani;<br />
•	Minore importanza del lavoro di gruppo in presenza.<br />
<br />
<strong>Commercio elettronico o e-commerce</strong><br />
La compravendita di prodotti e servizi utilizzando Internet o altre reti, attraverso cui avviene la transazione commerciale. Si può considerare come l’evoluzione della vendita per posta. Per realizzare questo servizio si deve accedere al sito web sia di una grande e dia di una piccola azienda e poi si può consultare la cosiddetta vetrina virtuale e procedere con l’acquisto.<br />
Esistono in genere due categoria di e-commerce:<br />
•	business to business, insieme delle transazioni commerciali effettuate da un’impresa e altre imprese, che possono essere partner commerciali, fornitori, clienti e istituzioni;]]></description>
<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 21:45:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/aspetti-applicativi-informatica.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Carlo Alberto - Errori nella Prima guerra d'indipendenza</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Gli errori di Carlo Alberto nella Prima guerra d'indipendenza</strong></div>
<br />
Le ragioni della sconfitta italiana nella Prima guerra d’indipendenza sono state oggetto di lunghe analisi da parte degli storici militari, e c’è chi conclude che tali ragioni furono soprattutto politiche.<br />
Carlo Alberto non condivideva l’aspirazione degli patrioti, che era quella di unificare l’Italia; voleva semplicemente annettere la Lombardia al Piemonte, continuando una politica che i Savoia  seguivano dal Settecento. Inoltre temeva che i democratici milanesi, approfittando della gloria militare durante le “Cinque giornate”, lo precedessero proclamando la Repubblica e rendendosi indipendenti.<br />
La miopia di questi obbiettivi portò Carlo Alberto a commettere una serie di errori. Il primo errore fu quello di concentrare continuamente l’esercito nella capitale Lombarda invece di inseguire gli Austriaci, impedendo a Radetzky di chiudersi nel Quadrilatero .<br />
Il secondo errore, causato dall’ambizione di apparire unico vincitore della guerra, fu quello di assegnare compiti impossibili o inutili ai reggimenti degli alleati e ai contingenti di volontari.<br />
Il terzo errore fu di ostinarsi a comandare personalmente l’esercito, nonostante  la sua riconosciuta incapacità .<br />
Questo terzo errore ci porta però al problema militare:<br />
•	gli ufficiali di Stato Maggiore erano assolutamente ignari anche delle più elementari nozioni geografiche sul Lombardo-Veneto;<br />
•	gli ufficiali superiori erano per la maggiore parte di età troppo avanzata;<br />
•	gli ufficiali di grado inferiore erano abbastanza giovani e ricchi di ardimento, ma impreparati;<br />
•	i sottoufficiali pochi e ignoranti;<br />
•	i soldati inesperti del mestiere delle armi;<br />
•	non abbastanza numerosa l’artiglieria, anche se eccellente sia per il materiale sia per il personale;<br />
•	non sufficiente il corpo sanitario, per cui i feriti restarono spesso privi di assistenza;<br />
•	i soldati si sono battuti senza risparmiarsi, e in piena Lombardia: la fame e la sete li hanno decimati;<br />
•	la presunzione degli uomini di governo li hanno perduti: pensano solo, quasi come in un mondo immaginario.]]></description>
<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 21:43:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/errori-carlo-alberto.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Imprenditore, segni distintivi e società</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Dall' imprenditore alle società di persone e di capitali</strong></div>
<br />
<strong>Imprenditore e impresa</strong><br />
L’articolo 2082 definisce l’imprenditore nel seguente modo: “<em>colui chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi</em>”.<br />
Da questa definizione si possono trarre i requisiti minimi per definire l’impresa:<br />
<br />
1)	si tratta di un’<strong>attività finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o servizi</strong>, cioè deve avere come scopo quello di produrre e di immettere in commercio beni o servizi;<br />
2)	esercita un' <strong>attività economica</strong>: l’ attività deve in qualche modo tendere a realizzare dei ricavi per sostenere gli eventuali costi dell’ impresa.  Per l’imprenditore non ci può essere solo un profitto ma ci posso essere anche rischi;<br />
3)	<strong>professionalità</strong>: l’attività svolta dall’ imprenditore deve essere caratterizzata dalla professionalità quindi deve essere stabile e abituale.<br />
4)	Organizzazione di uomini e mezzi: per gestire bene un impresa c’è bisogno di organizzazione fatta di persone e beni che svolgono l’ attività economica in modo organizzata.<br />
<br />
<strong>Azienda</strong><br />
L’ azienda viene definita dall’ articolo 2555 c.c. ed è lo strumento con cui l’imprenditore esercita l’impresa.<br />
I beni che fanno parte dell’ azienda sono molti ma possono essere divisi in due categorie: <br />
•	beni materiali(es. macchinari e fabbricati)<br />
•	beni immateriali (es. avviamento)<br />
•	Avviamento (è la capacità dell’ azienda a produrre un profitto).<br />
<br />
<strong>Imprenditore commerciale</strong><br />
L’ imprenditore commerciale è colui che esercita una delle attività indicate nell’ articolo 2195 c.c. (es: attività industriale; attività di trasporto; attività bancaria; ecc…).<br />
Ha rischi ed è obbligato a fare le registrazioni in partita doppia ed è soggetto agli altri obblighi previsti dallo Statuto dell'imprenditore commerciale.<br />
<br />
<strong>Segni distintivi</strong><br />
E' particolarmente importante per l' imprenditore che la sua impresa sia immediatamente riconoscibile, ecco perché sono così rilevanti i segni distintivo dell’ impresa, che sono:<br />
<br />
•	La ditta: che individua l’ imprenditore<br />
•	L’ insegna: che contraddistingue i locali dove viene svolta l’attività di impresa<br />
•	Il marchio: cioè il segno distintivo del prodotto o del servizio fornito<br />
<br />
<strong>Ditta</strong><br />
La ditta è il segno distintivo dell’ imprenditore e può essere definita come il suo nome commerciale.<br />
L’ imprenditore che ha adottato per primo una determinata ditta ha diritto all’ uso esclusivo della ditta, cioè il diritto di pretendere che nessun altro utilizzi lo stesso nome commerciale.<br />
A tutela del proprio diritto l’imprenditore può esercitare l’ azione di usurpazione e contraffazione chiedendo al giudice il risarcimento dei danni.<br />
L’ articolo 2565 c.c dice che la ditta può essere trasferita solo insieme all’ azienda, la norma distingue due ipotesi:<br />
<br />
•	In caso di trasferimento dell’ azienda tra vivi è necessario che risulti la volontà dell’ alienante di cedere anche la ditta.<br />
•	In caso di successione a causa di morte il trasferimento della ditta si produce automaticamente in capo al successore.<br />
<strong><br />
Insegna</strong><br />
L’ insegna è il segno distintivo dei locali all’ interno dei quali è esercitata l’ impresa.<br />
L’ insegna può essere:<br />
•	Nominativa: cioè con l’utilizzo di parole<br />
•	Emblematica: cioè con l’ utilizzo di simboli o figure<br />
•	Mista: sia parole che simboli o figure.<br />
<strong><br />
Marchio </strong><br />
Il marchio è il segno distintivo dei prodotti o servizi ed è soggetto ad una particolare disciplina di tutela.<br />
<br />
<strong>Impresa individuale e collettiva</strong><br />
L’ impresa individuale ha come capo una sola persona e su di essa grava il rischio dell’ impresa.<br />
L’ impresa collettiva, invece, ha come capo più persone tra le quali il rischio dell’ impresa viene ripartito.<br />
<br />
<strong>Contratto di società</strong><br />
Sul piano più strettamente giuridico non bisogna dimenticare che per costituire una società occorre concludere un contratto.<br />
Il contratto di società è quello con cui due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili.<br />
<br />
<strong>Società di persone e di capitali</strong><br />
Assai importante è la distinzione tra società di persone e società di capitali.<br />
Sono società di persone: la società semplice, la società in nome collettivo e la società in accomandita semplice.<br />
In questo tipo di società l'autonomia patrimoniale è imperfetta (i soci rispondono con il loro patrimonio), l'amministrazione spetta ai soci che hanno diretti poteri nella gestione tramite appositi organi, la cessione delle quote è subordinata all'unanimità, le decisioni sono prese a maggioranza e le vicende personali dei soci possono portare all'esclusione dalla società.]]></description>
<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 20:17:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/imprenditore-segni-distintivi-societa.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Libia e i tanti volti di Gheddafi</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>I tanti volti di Gheddafi: dalla rivoluzione del 1969 alla guerra civile del 2011</strong></div>
<br />
Mi hanno molto colpito due immagini del colonnello libico Gheddafi che circolano in rete in questi mesi. Sono due immagini completamente diverse di Gheddafi e possono essere considerate  come segnalibro ai quattro decenni trascorsi da sovrano della Libia. La prima è la foto scattata pochi giorni dopo il colpo di stato del primo settembre 1969, che lo ha portato al potere: mostra una bella sagoma sottile di rivoluzionario in uniforme militare, in ginocchio nella sabbia del deserto a pregare. L'altra è stata scattata durante la recente guerra civile: il colonnello Gheddafi in abiti beduini, dopo che la rivolta, innescata dall'arresto di un avvocato dei diritti umani a Bengasi, ha continuato a diffondersi nel paese, con atteggiamento  di sfida a difendere la sua sedicente rivoluzione, giurando di lottare fino alla morte.<br />
<br />
<strong>42 anni di dittatura</strong><br />
Tra questi due scatti fotografici ci sono 42 anni di pugno di ferro, e migliaia di foto che lo mostrano lentamente trasformato da un giovane ardente a una mente del terrorismo internazionale; dal nuovo sovrano ambizioso, deciso a ripristinare la grandezza del nazionalismo arabo dopo la morte del suo eroe, il presidente Nasser d'Egitto, all'emarginato dal mondo, dall'aspirante filosofo fino alla figura di clown la cui demagogia è stato derisa da amici e nemici. E, finalmente, dopo anni di sanzioni da parte degli Stati Uniti e la comunità internazionale, un colonnello Gheddafi molto più vecchio, ma altrettanto combattivo  è stato apparentemente riabilitato dall'Occidente.<br />
<br />
<strong>La rivoluzione del 1969</strong><br />
Dopo la rivoluzione del 1969, guidata da un gruppo di ufficiali nasseriani capeggiati dal giovane  Gheddafi per cacciare re Idris, i leader occidentali inizialmente credevano che il nuovo regime libico avrebbe seguito le orme del regno, con un orientamento filo-occidentale in politica. Era subito chiaro, però, che il colonnello Gheddafi non era un qualsiasi leader arabo che avrebbe seguito le convenzioni internazionali.<br />
 <br />
<strong>Il ricordo del colonialismo italiano</strong><br />
Una volta assunto il potere, il messaggio del colonnello Gheddafi fu inequivocabile:  proponeva la Libia come un baluardo contro quelli che percepiva come i predatori d'Occidente. La brutalità del periodo coloniale italiano -  durato dal 1911 fino al 1943 e che portò alla morte di forse la metà della popolazione della Libia orientale - sarebbe diventata per lui un'ossessione duratura. Gli italiani avevano distrutto le forme iniziali delle strutture burocratiche e amministrative che erano in vigore prima dell'invasione e che rappresentavano per la Libia alcuni elementi di statalismo moderno. E la monarchia - guidata dal re Idris I, che non aveva mai mostrato il desiderio di governare una Libia unificata – aveva anzi lasciato per quasi 20 anni delle questioni allo stesso punto di quando erano partiti gli italiani.<br />
<br />
Ciò che non era chiaro all'inizio della rivoluzione del 1969 era come sarebbe stato tortuoso il percorso del colonnello Gheddafi. Alimentato dai petrodollari americani, sarebbe sceso in un mondo sempre più autonomo e auto-referenziale, un sistema chiuso alimentato e rafforzato dalla piaggeria che circonda sempre i dittatori e che non tollera opposizione.<br />
<br />
<strong>Il Libro verde</strong><br />
Nei primi anni 1970, nazionalizzando le compagnie petrolifere del paese, il colonnello Gheddafi si è dotato di una buona dose di legittimità a casa, ma anche con crescente sospetto da parte dell'Occidente. A metà degli anni '70, ha dimostrato la sua crescente mancanza di prospettiva, pubblicando il suo manifesto, il Libro Verde, una collezione di divagazioni  incoerenti che si offriva come guida ideologica a quella che lui riteneva la &quot;rivoluzione libica senza fine&quot;.<br />
<br />
Presto i contenuti del Libro Verde sono diventati slogan nazionale. &quot;La casa appartiene a chi ci vive&quot; ha detto uno, costringendo i proprietari che possedevano abitazioni in più a rinunciare alla loro proprietà (o per organizzare matrimoni in tutta fretta per tenerli in famiglia). Un altro ha insistito che &quot;la democrazia è l'aborto dei diritti di un individuo&quot;. Il Colonnello Gheddafi è alla fine stato indicato come il capo o la Guida, l'oracolo di una rivoluzione instabile.<br />
<br />
<strong>Il lato oscuro del Regime</strong><br />
Sempre più spesso, però, le sue riflessioni filosofiche e le sue grandi idee per una nuova società si sono scontrate con quello che stava diventando un lato visibilmente più scuro del regime. I Libici si sono trovati in un incubo dove anche piccole espressioni di protesta potevano portare a sparizioni, detenzioni prolungate senza alcuna forma di ricorso giuridico e torture. Intere famiglie sono state punite per le trasgressioni presunte di uno dei loro membri.]]></description>
<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 11:23:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-contemporanea/libia-tanti-volti-gheddafi.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Slavery - The history</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>The history of slavery </strong></div>
<br />
The first black African slaves in Europe arrived in Portugal in 1444. 50 years later, more than 500 slaves were imported into Europe every year. The white colonisers of southern America wanted workers for their sugar, cotton, tobacco and rice plantations, so the slave trade prospered. A “triangle of trade” began. First, traders sailed from Britain to exchange goods in West Africa for slaves. Secondly, they trasported the slaves to the colonies and sold them there. Finally, the ships returned to Britain with sugar, tobacco and raw cotton. Many people in Britain became rich from the slave trade. <br />
The slaves were from West Africa, often prisoners from wars between tribes than sold to the white traders at slave markets in the ports. They travelled in inhuman conditions, inside the ships. for many days.<br />
In 1790, one - third of the population of the southern states of America were slaves. They worked on plantations 16 hours a day, 6 days a week.  But at the end of the century some British people began to ask if the slave trade was a justifiable cruelty.]]></description>
<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 11:15:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/civilta-inglese/slavery-history.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Colonialismo imperale o imperialismo</title>
<description><![CDATA[<strong>L’età del colonialismo</strong><br />
<br />
Il colonialismo imperale o imperialismo si sviluppò nel periodo compreso tra il 1880 e il 1914, nel quale tutte le nazioni occidentali procedettero all’occupazione militare di interi continenti alla ricerca di materie prime e di nuovi mercati. Questa nuova colonizzazione era attuata dalla piccola borghesia, certa della superiorità della cultura occidentale e spinta dalla speranza di inserirsi ai vertici della scala sociale nella nuova società.<br />
L’obiettivo principale dei colonialisti fu l’Africa che, a eccezione della Colonia del Capo (inglese) e dell’Algeria (francese), era stata sfruttata fino al 1880 soltanto come via di transito o serbatoio di schiavi. A partire da quella data, invece, essa divenne oggetto di una rapida spartizione facilitata dalla debolezza delle sue strutture politiche ed economiche.<br />
Nel 1881 la Francia occupò la Tunisia e l’anno dopo l’Inghilterra si impadronì dell’Egitto, entrambe province autonome dell’Impero ottomano, che divennero protettorati delle due nazioni europee. Tra Francia, Belgio e Portogallo nacque una controversia per il possesso del Congo; per dirimerla, nel 1884-85 fu convocata la Conferenza di Berlino la quale stabilì il principio secondo cui le spartizioni dovevano essere fatte sulla base di una effettiva occupazione militare. Ciò incrementò ovunque una politica di armamenti e di spedizioni belliche. Particolarmente crudeli furono l’occupazione belga del Congo Belga e quella tedesca della Namibia, nel corso della quale fu sterminato il popolo Herero.<br />
In Asia gli Europei si erano insediati dal tempo. Qui uno degli ultimi obiettivi della colonizzazione imperialistica fu l’Afghanistan, inutilmente contesso da Russia e Gran Bretagna nel cosiddetto  “Grande gioco”, grazie alle caratteristiche geografiche del paese e alla combattività dei suoi abitanti.<br />
In Oriente la Gran Bretagna deteneva il più grande impero coloniale del mondo, che comprendeva basi in Cina e Malesia, l’Austria e l’India. In quest’ultima regione gli inglesi confiscarono terreni e sconvolsero l’equilibrio economico e sociale, ma introdussero anche un’ottima rete ferroviaria e tentarono di abbattere crudeli pratiche religiose come quella di bruciare vive le vedove. Infruttuoso invece rimase il proposito di eliminare il sistema delle caste.<br />
La Cina, paese di antichissima civiltà ma incapace di competere con l’Occidente, subì anch’essa una sorta di dominio coloniale da parte degli inglesi che vi barattavano l’oppio prodotto in India con l’argenti cinese. Al tentativo fatto dall’imperatore di porre fine a questo commercio, la Gran Bretagna reagì scatenando e vincendo tra il 1839 e il 1860 le Guerre dell’oppio. Da allora anche Francia, Germania, Russia e Giappone si appropriarono di territori cinesi. Dal canto loro, gli Stati Uniti imposero la politica della “porta aperta” che riconosceva la libertà di commercio ed estensione  a tutti gli occidentali dei privilegi ottenuti da uno dei paesi occupati. Con la cosiddetta rivolta  dei Boxer la Cina tentò di scrollarsi di dosso la dominazione straniera, ma il tentativo fu represso nel sangue dagli Stati Uniti e dal Giappone.<br />
In Giappone dove, rovesciato lo shogun, i samurai assunsero un ruolo dirigente, furono avviati invece un processo di modernizzazione e una politica di potenza che portò il paese a conquistare la Manciuria, parte dell’isola di Sakhalin e la Corea .<br />
Diverso da questo impero fu l’imperialismo statunitense che non si attuò in forme di controllo militare ma di dominio economico. Essi spostarono la “frontiera” in due direzioni: a sud verso i Caraibi e a Ovest verso l’Oceano Pacifico.<br />
Nei Caraibi, innanzi tutto, il controllo di Panama consentì nel 1914 l’apertura del Canale che permetteva di passare dall’Atlantico al Pacifico. Inoltre alcuni territori centro-americani furono annessi, diventando parte degli Stati Uniti; in altri, invece, grandi società, come la United  Fruit Company, si assicurano il monopolio delle produzioni e dei commerci. Espandendo questo modello e appellandosi alla “Dottrina Monroe”, gli Stati Uniti assunsero il ruolo di “garanti dell’autonomia dell’Occidente” e di tutori dell’economia dei paesi latino-americani, un ruolo in nome del quale non esitarono spesso a ricorrere alle armi e ad appoggiare squalificate dittature.<br />
Nel Pacifico, frattanto, le isole Hawaii, Samoa e Midway, le  Filippine (prima spagnole) e l’isola di Guam finirono anch’esse sotto la protezione americana.]]></description>
<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 22:25:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-contemporanea/colonialismo-imperale-imperialismo.html]]></link>
</item>
<item>
<title>PIL - Prodotto interno lordo</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Il PIL pro capite e il PIL PPA</strong></div>
<br />
Il PIL pro capite è il principale indicatore della crescita economica e varia da Paese a Paese. Evidenzia con immediatezza gli squilibri economici.<br />
Oltre la scarsa rappresentatività, le questioni più rilevanti sono le seguenti:<br />
- l’oscillazione dei tassi di cambio tra le monete, occorre convertire i vari redditi nazionali in un’unica moneta, generalmente il dollaro;<br />
- il potere d’acquisto reale, è stato creato un nuovo indicatore, il PIL pro capite PPA, cioè a Parità di Potere d’Acquisto, che tiene conto delle differenze di prezzo delle merci nei vari Paesi.<br />
Il sistema della PPA è stato sviluppato dal programma Internazionale di Comparazioni delle Nazioni Unite (PIC, in inglese IPC) per rispondere all’esigenza di migliorare i strumenti statistici e permettere confronti tra Paesi più accurati rispetto a quelli basati sui tassi di cambio.<br />
Bisogna però tener conto anche del “potere d’acquisto del denaro”: spendendo 100 dollari negli Stati Uniti acquisterò certamente meno beni di quanti ne otterrei spendendoli in un Paese africano, per tener conto di questo fatto si utilizza la PPA.<br />
Il PIL non comprende tutti i redditi che provengono dall’economia sommersa. Al sommerso appartiene pure il lavoro nero.<br />
<br />
<strong>Gli squilibri di genere e la povertà umana</strong><br />
L’ISU misura i risultati medi di un Paese, ma non include il livello di squilibrio di genere.<br />
L’ISU di due Paesi non evidenzia queste differenze nei tassi, il genere uomo o donna.<br />
L’Indice di Sviluppo di Genere (ISG), introdotto nel Rapporto 1995 sullo Sviluppo Umano, si tratta semplicemente dell’ISU aggiustato verso il basso per la disuguaglianza di genere.<br />
L’ISU, inoltre, non prende in considerazione l’anpowerment di genere (MEG), cioè la possibilità per le donne di prendere parte attivamente alla vita economica e politica.<br />
Il MEG, a differenza dell’ISG, viene calcolato solo per 78 Paesi.<br />
Il Rapporto 1997 sullo Sviluppo Umano ha introdotto l’indice di Povertà Umana (IPU), incentrato sulla proporzione di persone che vivono al di sotto del livello limite nelle dimensioni di base dello sviluppo umano.<br />
L’Indice di Povertà Umana per i Paesi in via di sviluppo (IPU - 1) utilizza variabili diverse rispetto all’Indice per i Paesi OCSE ad alto reddito (IPU - 2).]]></description>
<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 21:13:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/economia-ragioneria/pil-prodotto-interno-lordo.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Aids - forme di contagio</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Il flagello dell’AIDS</strong></div>
<br />
AIDS: sigla dall’inglese Acquired Immuno Deficiency Syndrone (sindrome da immunodeficienza acquisita), malattia virale epidemica determinata dal virus HIV (Human Immundeficiency Virus) che colpisce una classe di linfociti indispensabili nell’attivazione della risposta difensiva immunitaria dell’organismo. Dal contatto con il virus (sieropositività) alla comparsa della malattia possono trascorrere diversi anni.<br />
Il 64% delle persone sieropositive vive in Africa con oltre 25 milioni di individui.<br />
I Paesi più colpiti sono quelli dell’Africa meridionale e Sudafrica. <br />
In Asia il virus sta progredendo in modo preoccupante soprattutto in Cina, Indonesia e Vietnam. Le categorie più colpite sono quelli dei tossicodipendenti, delle prostituti, dei loro clienti e del loro partner. <br />
Il contagio è dovuto anche all’uso di siringhe per iniettarsi stupefacenti e colpisce prevalentemente la popolazione giovane.<br />
La gravità dell’epidemia è testimoniata dalla costante crescita della spesa mondiale contro l’AIDS. <br />
Tali fondi destinati principalmente alla prevenzione, alle terapie e al sostegno ai numerosi orfani dell’AIDS non sono ancora sufficienti a coprire le spese.<br />
Negli ultimi anni sono stati ottenuti alcuni importanti risultati per facilitare l’accesso alle popolazioni povere:<br />
- i prezzi della terapia antiretrovirale sono diminuiti;<br />
- l’OMS ha inserito gli antiretrovirali nella lista dei farmaci essenziali.]]></description>
<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 20:55:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/biologia/genetica/aids-hiv-contagio.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Algoritmo</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Algoritmo</strong></div>
<br />
L’algoritmo è una sequenza finita di passi elementari per la risoluzione di un problema, fatto dall’arabo Al-Khuwarizmi nel 1820.<br />
I componenti fondamentali di un algoritmo sono:<br />
•	Dati, chiamati anche argomenti o operandi;<br />
•	Istruzioni, chiamati anche comandi, e specificano le operazioni da eseguire.<br />
I dati in un programma si distinguono in variabili e costanti.<br />
I variabili variano a seconda delle istruzioni, mentre le constanti non variano, rimangono fisse e possono essere:<br />
•	Numeriche che a sua volta possono essere:<br />
o	Intere (integer);<br />
o	Reali (real);<br />
•	Booleane che può essere:<br />
o	Vero<br />
o	Falso<br />
•	Alfanumeriche che possono essere:<br />
o	Di tipo carattere (char)<br />
o	Di tipo stringa (string)<br />
Esempi:<br />
	A ← 6740 (numerica intera)<br />
	A ← 23.65 (numerica reale)<br />
	A ← “vero” (booleana)<br />
	A ← “falso” (booleana)<br />
	A ← “Via Roma, 7” (alfanumerica di tipo stringa)<br />
	A ← “x” (alfanumerica di tipo carattere)<br />
	A ← “xy” (alfanumerica di tipo stringa)<br />
<br />
Le istruzioni possono essere:<br />
•	Operative, che corrispondono ad azioni direttamente eseguibili, e possono essere a sua volta:<br />
o	Di assegnamento<br />
o	Di I/O (Input/Output)<br />
•	Di controllo che permettono di impostare nell’algoritmo percorsi diversi sulla base di condizioni che possono o meno verificarsi nel corso dell’esecuzione e possono essere:<br />
o	Di selezione o di alternativa<br />
o	Di ripetizione o di ciclo<br />
•	Non operative che sono azioni non direttamente eseguibili e possono essere<br />
o	Di dichiarazione<br />
o	Di formato<br />
<br />
Input= leggi Read = prelevamento dell’informazione<br />
Output= scrivi Write= visualizzazione dell’informazione.]]></description>
<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 22:46:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/algoritmo.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Computer - Componenti</title>
<description><![CDATA[<strong>Computer - componenti</strong><br />
<br />
Prima il computer poteva solo elaborare e programmare, EDP (Electronic Data Processing): elaborazione elettronica dei dati (EED in italiano), chiamato anche CED(Centro Elettronico Dati).<br />
Oggi i computer possono elaborare, programmare e anche comunicare, ICT(Information Comunication Technology): tecnologia dell’informazione e della comunicazione (TIC in italiano).<br />
Le applicazioni informatiche sono: computer, reti, elettronica.<br />
Il sistema operativo è il software più importante del computer.<br />
Le quattro strumenti fondamentali del pc sono:<br />
- Hardware<br />
- Software<br />
- Organizzazione e supporti per i dati<br />
- Reti<br />
L’interfaccia (interface) è un meccanismo che rende possibile la comunicazione e facilita l’iterazione tra due enti di natura diversa: hardware e software.<br />
L’interfaccia HW, apparecchiatura elettronica che consente la comunicazione fisica tra computer e un dispositivo esterno ad esso collegato (esempio: il cavo che permette di collegare il video o la stampante al calcolatore).<br />
L’interfaccia SW, regole e strumenti attraverso i quali l’utente realizza una comunicazione logica con il calcolatore (esempi: i linguaggi di comunicazione, i prodotti sw che consentono il dialogo uomo-macchina, il sistema operativo, l’interfaccia sw di tipo grafico, organizzata a menù o a finestre con la matricolazione di alcuni oggetti grafici presenti sullo schermo come immagini, icone, battoni, per rendere facile l’approccio del computer e le applicazioni).]]></description>
<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 22:44:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/computer-componenti.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Processo e processore - Differenze</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Processo e processore - Differenze</strong></div>
<br />
Quando si deve eseguire un lavoro occorre conoscere l’elemento delle cose da fare e i dati su cui operare.<br />
Il <strong>processo </strong>è chiamato anche elaborazione o esecuzione, è un insieme formato dalle operazioni da svolgere in sequenza e dai dati che vengono elaborati o calcolati durante queste operazioni per svolgere il compito assegnato.<br />
Il <strong>processore</strong> è l’esecutore del processo, cioè l’ente che causa l’evoluzione del processo nel tempo.<br />
Il processo si evolve nel tempo o si sviluppa nel tempo ed è sequenziale.<br />
<span style="text-decoration:underline">Esempi:</span> <br />
1. treno e trasporto dei viaggiatori e di merci<br />
processo: trasporto<br />
processore: treno<br />
2. Computer ed elaborazione dati<br />
processo: elaborazione dati<br />
processore: computer.<br />
<br />
<strong>Differenza tra computer e processore</strong><br />
Considerato che il calcolo fa riferimento ad operazioni aritmetiche ed algebriche eseguite su quantità numeriche, il calcolatore e computer è un qualsiasi strumento idoneo a risolvere automaticamente tali funzioni, invece, il trattamento, l’elaborazione e la comunicazione delle informazioni appartengono a strumenti più complessi chiamato processor o elaboratori che sono anch’essi computer quando vengono affidati a risolvere problemi di calcolo.<br />
<br />
<strong>Differenze e tipi di calcolatori</strong><br />
Ci sono tre tipi di calcolatori e sono differenti:<br />
Digitale (digital), perché operano su numeri opportunamente codificati, e che rappresentano dati numerici o di altro tipo. Possono essere elettronici e automatici:<br />
- I digitali sono elettronici perché sfruttano largamente la tecnologia elettronica;<br />
- Automatici perché dopo averli opportunamente predisposti ed avviati, funzionano da soli senza interventi esterni;<br />
- Analogico (analog), perché risolvono problemi simulandoli con opportuni modelli che operano su informazioni che rappresentano grandezze che variano con continuità e che sono derivate da opportuni leggi fisiche;<br />
- Ibrido, perché ha tutte le caratteristiche sia di quello analogo che quello digitale, cioè un mix.]]></description>
<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 22:39:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/processo-processore-differenze.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Organizzazioni internazionali governative</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Le organizzazioni internazionali governative</strong></div>
<br />
Dopo la Seconda guerra mondiale, molti Paesi hanno contribuito alla collaborazione tra i Paesi e ad aumentare il numero delle organizzazioni internazionali.<br />
<br />
<strong>Onu</strong><br />
Gli scopi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu), sorta dopo la Seconda guerra mondiale, sono la sicurezza internazionale e la collaborazione in campo economico e sociale.<br />
Oggi l’Onu comprende tutti gli Stati indipendenti, raggiungendo così una condizione di universalità.<br />
La struttura dell’Onu:<br />
- Assemblea Generale, massimo organi deliberante;<br />
- consiglio di Sicurezza, che decide sulle questioni relative al mantenimento della pace, formato da cinque membri permanenti (Stati Uniti, Russia, Francia, Regno Unito e Cina), e da dieci membri a rotazione;<br />
- Consigli Economico e Sociale, che promuove e coordina le iniziative economiche e sociali dell’Onu;<br />
- Corte Internazionale di Giustizia, composta da 15 giudici;<br />
- Segretario Generale, che assicura il funzionamento dell’ONU e l’applicazione dei programmi.<br />
Vari organi sussidiari coordinati dal Consiglio Economico e Sociale sono stati istituiti dall’Assemblea per perseguire fini speciali.<br />
Le organizzazioni collegate all’Onu sono:<br />
- Fao: Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura) ha sede a Roma;<br />
- Bm: (Banca Mondiale), istituita nel corso della conferenza di Bretton Woods e ha sede a Washington;<br />
- Fmi: (Fondo Monetario Internazionale), ha sede a Washington insieme alla BM;<br />
- Oil: (Organizzazione Internazionale del Lavoro), costituita dai trattati di pace di Versailles, ha sede a Ginevra;<br />
- Oms: (organizzazione Mondiale della Sanità) sede a Ginevra;<br />
_ Wto: (Organizzazione Mondiale del Commercio), succeduto al GATT (Accordo Generale sulle Tariffe e il Commercio);<br />
- Unesco: (Organizzazioni delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura).<br />
Organi ausiliari:<br />
- Unicef: (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia), che opera in oltre 160 Paesi;<br />
- Unctad: (Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo), ha scopo di negoziare le relazioni economiche globali tra il Nord e il Sud del mondo.<br />
- Unhcr: agenzia Onu per i rifugiati creata nel 1950 e diventata operativa nel 1951.<br />
<br />
<strong>L’Ocse</strong><br />
L?Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) è composta da 30 Stati, tra i più ricchi del mondo.<br />
Si propone di favorire l’espansione economica degli Stati membri e lo sviluppo del commercio mondiale. Svolge, inoltre, una funzione di monitoraggio.]]></description>
<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 22:19:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/organizzazioni-internazionali-governative.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Stati Uniti - Lo sviluppo</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Lo sviluppo degli Stati Uniti</strong></div>
<br />
In pochi più di un secolo nei 31 Stati che costituivano allora gli Stati Uniti, la popolazione era salita a 23 milioni di bianchi e 4 milioni di schiavi neri. Il West, vasto territorio adatto all’agricoltura e ricco di risorse minerarie che si estendeva oltre la zona popolata, apparteneva agli indiani d’America che vivevano di caccia, agricoltura, pesca e consideravano l’armonia tra i esseri naturali e gli spiriti il bene supremo.<br />
Gli Americani bianchi, che provenivano per lo più dall’Europa dove avevano avuto problemi con la giustizia, non potevano professare la loro fede o pativano la fame nel loro nuovo paese e godevano di un’impareggiabile libertà economica, religiosa e politica.<br />
Nel 1849, quando, in seguito alla scoperta di un filone aurifero in California, si diffuse la “febbre dell’oro”, gli Stati Uniti furono investiti da un‘imponente migrazione di cercatori d’oro dall’Europa e dall’Asia. Non solo: la “scoperta della California” indusse centinaia di migliaia di pionieri provenienti dalla Costa orientale e colonizzare il West. Dietro i pionieri avanzarono le compagnie ferroviarie, pronte a collegare le due coste.<br />
Lo Stato reagì prontamente a questo rapidissimo quanto gigantesco fenomeno varando la legge chiamata <strong>Homestead Act</strong> che concedeva la proprietà di un terreno a chi lo volesse per almeno cinque anni oppure a chi lo avesse riscattato a un prezzo irrisorio  dopo averlo occupato per almeno sei mesi. Le compagnie ferroviarie si appropriarono con ogni mezzo lecito e illecito di ampi territori che poi rivendettero  a prezzi esorbitanti.<br />
Mentre gli Stati del Nord costituivano la zona industriale, gli Stati del Sud basavano la loro economia sul latifondi (piantagioni di cotone, caffè, tabacco,canna da zucchero) e sul lavoro degli schiavi neri trapiantati in America all’epoca della tratta. Quando la conquista del West determinò la creazione degli Stati dell’Ovest, i sudisti chiesero di estendervi il sistema schiavista, incontrando però l’opposizione dei coloni che erano agricoltori e allevatori di bestiame legati ai valori della democrazia e della libertà individuale. Venne così finalmente alla luce il problema della schiavitù e si creò un vasto movimento di oppositori chiamato abolizionismo. Quando alla presidenza degli Stati Uniti fu eletto l’abolizionista <strong>Abramo Lincoln</strong>, gli Stati del Sud temettero che gli avrebbe abolito la schiavitù in tutto il territorio americano e si separarono dall’Unione fondando la <strong>Confederazione degli Stati d’America</strong>.<br />
Questa “separazione” determinò una dolorosissima guerra civile  chiamata g<strong>uerra di secessione</strong>, che durò dal 1861 al 1865 e si conclude con la vittoria dei Nordisti e l’abolizione  della schiavitù.<br />
Questo provvedimento tuttavia non pose termine alla sofferenza dei neri d’America che nel Nord furono oggetto di una politica di segregazione razziale , mentre nel Sud furono addirittura perseguitati da sette razziste come il Ku Klux Klan.<br />
L’appropriazione bianca del continente fu completata tra il 1860 e il 1890 attraverso le Guerre indiane che sterminarono i Pellerossa. In quegli anni ebbe inizio il decollo economico degli Stati Uniti. L’incremento dell’industria, stimolata dalla presenza di un enorme mercato interno, richiese nuova manodopera e favorì un’impetuosa immigrazione che nel 1914 portò a 97 milioni di abitanti la popolazione americana, interessando soprattutto le città industriali. Nel 1869 fu completato il tratto della prima ferrovia transcontinentale che univa la costa Atlantica a quella del Pacifico.]]></description>
<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 21:58:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/sviluppo-stati-uniti.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Imprenditore - Fallimento</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Fallimento dell’imprenditore</strong></div>
<br />
Uno degli aspetti più critici dell’attività d’impresa è rappresentato dal fallimento e dalle altre procedure concorsuali.<br />
I presupposti del fallimento sono due: un presupposto soggettivo e un presupposto oggettivo.<br />
Il <strong>presupposto soggettivo</strong> è rappresentato dal fatto che per essere assoggettato al fallimento è necessario che un soggetto sia imprenditore secondo quanto previsto dall’articolo 2082 del c.c.<br />
Il <strong>presupposto oggettivo</strong>, invece, è rappresentato dall’insolvenza che è lo stato economico di crisi. Occorre tuttavia specificare che l’insolvenza si deve definire come uno stato di inadempimento cronico in virtù del quale l’imprenditore, sostanzialmente, non è più in grado di rispettare gli impegni economici. <br />
In presenza dei suddetti presupposti si apre la procedura fallimentare che si conclude presso il competente tribunale con la sentenza dichiarativa di fallimento.<br />
Pertanto la procedura fallimentare è governata dagli organi del fallimento che sono i seguenti:<br />
<br />
1.	Il giudice delegato;<br />
2.	Il curatore fallimentare;<br />
3.	Il comitato dei creditori.<br />
<br />
Ogni organo ha proprie specifiche competenze e responsabilità; in particolare il curatore opererà sotto la direzione del giudice delegato. Scopo della procedura fallimentare sarà quello di cercare di soddisfare i creditori secondo criteri previsti dalla legge.<br />
Al verificarsi dello stato d’insolvenza, il fallimento può essere chiesto dai seguenti soggetti:<br />
<br />
1.	Pubblico ministero, presso il tribunale nella cui circoscrizione ha sede l’impresa;<br />
2.	Un singolo creditore;<br />
3.	Lo stesso imprenditore.<br />
<br />
Una volta iniziata la procedura di fallimento, sarà possibile iniziare un lungo percorso che porterà alla sentenza dichiarativa di fallimento. <br />
Pesanti sono le conseguenze del fallimento per l’imprenditore fallito in quando egli perderà la gestione dell’impresa, non potendo più svolgere alcuna attività inerente l’impresa stessa. Da quel momento, la gestione di ciò che resta dell’impresa passa al curatore fallimentare che, per legge, sostituirà in tutto e per tutto l’imprenditore fallito.]]></description>
<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 21:53:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/imprenditore-fallimento.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Informatica - Nozioni base</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Informatica - Nozioni base</strong></div>
<br />
Il termine informatica derova dall'unione di due parole, <strong>informa</strong>zione e automa<strong>tica</strong>.<br />
L’informatica proviene dal francese informatique ed è nata negli anni '60.<br />
E' la scienza dei fenomeni relativi alle tecniche e ai metodi per la rappresentazione, l’utilizzazione, la conservazione e la trasmissione delle informazioni.<br />
Il linguaggio è uno strumento che permette agli uomini di comunicare fra loro per mezzi di particolare sistema di segni, o simboli o grafici.<br />
I segni e i simboli formano l’alfabeto.<br />
L’alfabeto forma le parole o stringhe.<br />
Le parole formano la frase.<br />
Spesso per il linguaggio in cui viene espressa l’informazione deve essere convertito in un codice di trasmissione.<br />
<strong>Bit</strong>: Binary digiT(cifra binaria) - ideata da Shannon, è l’unità di misura delle informazioni del calcolatore (cioè computer).<br />
<strong>Byte</strong>: Binary octette, è l’unità di misura della capacità delle memorie.<br />
<br />
<strong>Lessico, sintassi e semantica</strong><br />
È un insieme finito di parole di un linguaggio.<br />
La grammatica è un linguaggio che comprende l’alfabeto di quel linguaggio, è l’insieme delle parole indispensabili per formare le parole.<br />
La sintassi è l’insieme delle regole che definisce la struttura di frasi formalmente corrette per il linguaggio.<br />
La semantica è il significato che diamo alle parole o anche delle frasi.<br />
<span style="text-decoration:underline">Esempi:	</span><br />
34*= 12 non è sintatticamente corretta<br />
3*4= 12 è sintatticamente corretta<br />
3-10= -7 è anche sintatticamente corretta<br />
“il topo mangia l’elefante” è sintatticamente corretta ma semanticamente sbagliata, perché il topo non può mangiare l’elefante.<br />
<br />
L’insieme delle parole con le quali l’utente (user) può chiedere l’attivazione di lavori ad un computer si chiama linguaggio di comandi (command language), invece le parole e le regole per costruire le frasi utilizzate nei programmi per il computer costituiscono il linguaggio di programmazione.]]></description>
<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 21:34:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/informatica-definizioni.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Obbligo di tenuta delle scritture contabili</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>L’imprenditore e l’impresa</strong></div>
<br />
<strong>Art. 2082 del codice civile</strong><br />
“È imprenditore colui che in maniera abituale e professionale esercita un’attività economica diretta alla produzione o allo scambio di beni e servizi allo scopo di realizzare un utile”.<br />
Anche un solo affare consente di inquadrare un soggetto nella categoria dell’imprenditore (ad esempio la partecipazione di un soggetto anche ad una sola gara di appalto permette di considerarlo imprenditore). Egualmente è considerato imprenditore colui che esercita attività stagionali.<br />
Considerare imprenditore un soggetto ha grande rilevanza in quanto dovrà essere applicato lo Statuto dell’imprenditore con i seguenti obblighi:<br />
<br />
1.	Obbligo della tenuta delle scritture contabili;<br />
2.	Obbligo di registrazione e di iscrizione presso il registro delle imprese;<br />
3.	Assoggettamento al fallimento.<br />
<br />
<strong>Tenuta delle scritture contabili</strong><br />
In relazione all’obbligo della tenuta delle scritture contabili, è necessario fare una precisazione: esistono scritture contabili obbligatorie e scritture contabili facoltative.<br />
Le prime (quelle obbligatorie), sono quelle che la legge prevede in capo ad ogni imprenditore e per ogni tipo di attività esercitata.<br />
Le seconde, quelle facoltative, sono quelle invece relative al particolare tipo di attività esercitata dall’imprenditore.<br />
Tra le scritture contabili obbligatorie vanno menzionate il libro giornale, i registri IVA, il libro dei beni ammortizzabili.<br />
Tra le scritture contabili facoltative si può citare i registri per lo smaltimento dei rifiuti speciali.<br />
Le scritture contabili hanno una doppia rilevanza: civilistica e fiscale.<br />
Dal punto di vista civilistico le scritture contabili sono disciplinate dal codice civile che detta le regole anche per la tenuta.<br />
Fondamentale è poi la rilevanza fiscale in quanto è attraverso le scritture contabili che il fisco può giungere alla determinazione di un maggior reddito.<br />
Le scritture contabili di un imprenditore devono essere tenute “correttamente”, il che significa deve essere senza abrasioni, senza cancellature che impediscono, in seguito a controllo, di verificare l’oggetto della correzione. <br />
La regolare tenuta delle scritture contabili è importante anche per il fisco, in quanto per determinare il maggior reddito gli uffici possono non tener conto delle scritture contabili e così ricostruire induttivamente il reddito d’impresa.<br />
Ricostruzione induttiva significa prendere spunto del fatto noto (irregolare tenuta della scrittura contabile) per giungere al fatto ignoto (reddito effettivamente prodotto dal contribuente).<br />
Naturalmente la risultanza delle scritture contabili dovranno poi trovare riscontro nel bilancio.<br />
La regolare tenuta delle scritture contabili rappresenta non solo un vero e proprio obbligo giuridico per l’imprenditore ma anche la necessaria condizione affinché l’imprenditore stesso possa utilizzare in suo favore in giudizio le scritture contabili.<br />
Se, infatti, le scritture contabili fossero irregolarmente tenute, esse non sarebbero idonee a provare fatti favorevoli all’imprenditore.<br />
Quindi non vi devono essere né cancellature né abrasioni tali da non consentire la verifica dell’esatto contenuto delle scritture contabili.<br />
L’importanza delle scritture contabili si manifesta anche nel caso di crisi dell’impresa e nel caso del fallimento, cioè nell’ipotesi di cronica impossibilità per l’imprenditore di fare fronte ai debiti contratti nei confronti dei fornitori. <br />
Ancora fondamentale è il contenuto delle scritture contabili nel caso di cessione d’azienda, cioè del passaggio del complesso di beni da un imprenditore all’altro.<br />
In particolare si tratterà di stabilire la sorte dei debiti dell’azienda ceduta, cosa per la quale occorrerà verificare se i debiti risultato o meno dalle scritture contabili.]]></description>
<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 21:32:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/obbligo-tenuta-scritture-contabili.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Scienza e industria</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La seconda rivoluzione industriale - Scienza e industria</strong></div>
<br />
Il periodo compreso tra il 1848 e il 1914 è stato definito ‘età della borghesia’ perché questa fu la classe portatrice delle principali innovazioni in ambito economico e tecnico-scientifico e quella che assunse un ruolo dirigente in politica e nella società. Con il termine “borghesia”, storici e sociologi intendono prevalentemente la categoria degli industriali, dei finanzieri e degli alti funzionari dello Stato, tuttavia va tenuto presente che essa comprendeva anche artigiani, piccoli commercianti, impiegati e insegnanti.<br />
Essa scelse come sistema economico il capitalismo e ispirò la propria vita a principio puritani quali la sobrietà, la tendenza al risparmio e la rispettabilità.<br />
Questa periodo fu caratterizzato dall’urbanesimo, cioè dall’afflusso di braccianti verso le città che determinò nel trentennio 1850-80 il raddoppio del numero di abitanti a Londra, Parigi, Berlino e Vienna. Londra, in particolare, arrivò a contare 4 milioni e 500.000 unità di residenti. Il fenomeno che contrassegnò l’età della borghesia fu la cosiddetta ‘Seconda rivoluzione industriale’. Questo fenomeno merita il nome di “rivoluzione” perché modificò radicalmente la vita quotidiana, il carattere della società, la forma dell’economia e il ruolo dell’Occidente nel resto del mondo.<br />
Il fattore più importante della Seconda rivoluzione industriale fu la scoperta di nuove fonti di energia: l’elettricità e il petrolio che permisero significative applicazioni nei campi più disperati, dalla lampadina al motore a scoppio.<br />
L’altra grande protagonista di questa rivoluzione fu la ‘chimica’. La sua applicazione all’industria permise la produzione dell’alluminio, dell’acciaio, della dinamite, dei coloranti e dei tessuti artificiali. Essa fu poi applicata anche alla biologia e proprio grazie a un colorante artificiale, l’anilina, il tedesco ‘Robert Kock’ scoprì i bacilli della tubercolosi e del colera e il vaccino per prevenirli, mentre il francese ‘Louis Pasteur’ scoprì il vaccino contro la rabbia. Nel campo dei farmaci, furono sintetizzati il bromuro e l’aspirina. Nell’industria alimentare la chimica permise a Pasteur di mettere a punto la pastorizzazione del latte ed altri il congelamento e l’inscatolamento.<br />
Nel campo della medicina, la chirurgia cominciò a diventare una scienza. Inoltre fece enormi progressi l’igiene che si avvalse anche della statistica, anch’essa una nuova disciplina, che consentì di studiare le cause delle epidemie e di razionalizzare l’impiego degli ospedali .<br />
Nonostante l’ottimismo imperiale, fra il 1873 e il 1896, gli Stati Uniti e l’Europa vissero un profonda crisi di sovrapproduzione dovuta al fatto che le fabbriche producevano più di quanto i consumatori non fossero in grado di acquistare. I prezzi dei prodotti calarono e le fabbriche licenziarono un parte degli operai. Un fenomeno analogo si ebbe in agricoltura  perché l’eccesso di cereali importanti in Europa, soprattutto dagli Stati Uniti, rovinò gli agricoltori locali. La prima conseguenza di questa crisi fu che le nazioni europee adottarono il protezionismo. La seconda, motivata dalla constatazione che la crisi era stata superata soltanto dalle industrie con maggiori disponibilità di mezzi, fu la trasformazione del sistema capitalismo realizzati con  grandi concentrazioni di capitale attraverso una serie di sistemi: i pool, in cui aziende dello stesso settore si accordano per definire quantità e prezzi della produzione e i trust, che assicurano a un unico proprietario il controllo di un intero ciclo produttivo.<br />
La seconda rivoluzione industriale determinò anche un autentico rivolgimento della società :nelle grandi città, nelle grandi fabbriche nasceva la società di massa, ricca di opportunità e di maggiori libertà civili ma caratterizzata anche da solitudine, straniamento e minori libertà individuali. Nei primi anni del Novecento il reddito medio delle famiglie era in crescita; nacque così una massa di consumatori che portò come conseguenza l’attuazione di nuove forme di distribuzioni delle merci e di propaganda delle stesse,la pubblicità.<br />
La vittima principale di questa trasformazione fu la classe operaia, specialmente quando nel 1913, a fronte della rinata domanda di merci, Frederick Taylor studiò un’organizzazione della produzione che ,eliminando i tempi morti, potenziava la produttività delle aziende, Henry Ford, il re delle automobili, applicò questo metodo introducendo nell’organizzazione del lavoro la catena di montaggio, che consentì di realizzare la produzione in serie di auto a prezzi incredibilmente bassi.]]></description>
<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 21:29:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/scienza-industria-seconda-rivoluzione-industriale.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Azienda - Segni distintivi</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>I segni distintivi dell’azienda</strong></div>
<br />
I segni distintivi dell’azienda hanno un fondamentale rilevanza esterna soprattutto nei confronti dei consumatori. <br />
Per tale motivo il codice civile prevede una disciplina particolare che, se si vuole, è anche notevolmente rigida ma ciò serve all’obiettivo di tutelare i consumatori.<br />
È intuitivo che la disciplina dei segni distintivi consente ai consumatori di poter correttamente distinguere tra i prodotti evitando così, di dover affrontare le problematiche della contraffazione che può portare anche seri danni alla salute.<br />
I segni distintivi sono la Ditta, l’Insegna e il Marchio ed ognuno di essi distingue un medesimo elemento dell’azienda.<br />
La Ditta distingue l’imprenditore.<br />
L’insegna distingue i locali.<br />
Il marchio distingue i prodotti.<br />
<br />
<strong>Ditta e insegna</strong><br />
L’imprenditore ha diritto all’uso esclusivo della ditta che deve contenere almeno il cognome dell’imprenditore oppure la sua sigla, tuttavia l’imprenditore non può utilizzare una ditta che sia simile in tutto o in parte a quella utilizzata da altro imprenditore, in quanto ciò può determinare una confusione sia per l’oggetto che per il luogo con quella di altro imprenditore.<br />
E da allora l’imprenditore deve adottare ogni cautela per evitare che si crei confusione con la ditta di altro imprenditore; in caso contrario commette atto di concorrenza sleale.<br />
Quando l’azienda viene trasferita l’imprenditore deve obbligatoriamente trasferire anche la ditta, di conseguenza vi è un divieto assoluto di trasferimento dell’azienda separatamente dalla ditta.<br />
Sarà comunque necessario il consenso dell’alienante per il trasferimento della ditta.<br />
Queste stesse disposizioni si applicano anche all’insegna.<br />
<br />
<strong>Marchio</strong><br />
Il marchio è il segno distintivo del prodotto e la sua caratteristica principale è quella di essere soggetto a registrazione.<br />
La registrazione del marchio consente all’imprenditore di utilizzarlo in modo esclusivo con conseguente impossibilità di utilizzazione da parte di altri soggetti.]]></description>
<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 18:42:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/azienda-segni-distintivi.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Seconda declinazione - Sostantivi in -er</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La seconda declinazione latina - Sostantivi in er</strong></div>
<br />
I sostantivi in -er della seconda declinazione si suddividono in due gruppi:<br />
1) nomi che conservano in tutta la declinazione la -e- che precede la -r del nominativo (es. puer, pueri, il ragazzo);<br />
2) nomi in cui la -e- compare soltanto nel nominativo e vocativo singolare (es. ager, ageri, il campo).<br />
<br />
Gruppo 1 <br />
singolare: puer, pueri, puero, puerum, puer, puero <br />
plurale: pueri, puerorum, pueris, pueros, pueri, pueris<br />
<br />
Gruppo 2<br />
singolare :ager, agri, agro, agrum, ager, agro<br />
plurale: agri, agrorum, agris, agros, agri, agris<br />
<br />
Il sostantivo vir, viri (l'uomo) esce al nominativo e vocativo singolare in -ir anziché in -er, ma si adegua alla declinazione regolare in tutti gli altri casi:<br />
singolare: vir, viri, viro, virum, vir, viro;<br />
plurale: viri, virorum, viris, viros, viri, viris.<br />
<br />
Per sapere se i nomi in -er conservano oppure no la -e- nel corso della declinazione, basta osservare la forma del genitivo riportata dal vocabolario (ad esempio vesper,-eri, la sera, conserva la e; faber, -bri, il fabbro, la perde).]]></description>
<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 17:35:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/grammatica-latina/latino-seconda-declinazione-sostantivi-er.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Azienda - Aspetti generali</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Azienda - Aspetti generali</strong></div>
<br />
Il concetto di azienda è previsto dall’articolo 2555 del c.c. secondo il quale l’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa. <br />
Da tale definizione emerge un primo e fondamentale carattere: la capacità imprenditoriale e fondamentale per il buon esito dell’attività d’impresa, nel senso che il successo di un’impresa è strettamente collegato anche all’abilità con la quale l’imprenditore organizza i beni che costituiscono l’azienda.<br />
Dalla definizione del c.c. emerge anche un altro dato: affinché si possa parlare di azienda non è necessario che l’imprenditore sia anche il proprietario dei beni che compongono l’azienda. A titolo ad esempio costituiscono beni aziendali da organizzare anche quelli che l’imprenditore detiene con contratto di leasing. Fanno parte dei beni aziendali non solo quelli materiali, ma anche i beni immateriali.<br />
L’avviamento, deve essere considerato come una qualità dell’azienda consistente nell’affermazione o nel consolidamento che l’azienda ha sul territorio. L’avviamento ha un valore economico che può essere anche oggetto di rettifica da parte degli uffici finanziari. <br />
Un problema particolare posto dall’azienda è rappresentato dalla sua cessione. In particolare quando l’azienda viene ceduta, occorre stabilire la sorte dei contratti di lavoro e dei debiti e dei crediti dell’azienda ceduta. <br />
Il primo aspetto da esaminare è quello dei contratti di lavoro. Il principio è che, passano dall’imprenditore cedente all’imprenditore cessionario solo i contratti di lavoro subordinato.<br />
Quindi il lavoratore dipendente dell’azienda è perfettamente tutelato e non rischia il posto di lavoro. Viceversa non verranno trasferiti dal cedente al cessionario quei rapporti che sono basati sulla fiducia. Ad esempio non passa al cessionario il rapporto professionale tra l’imprenditore cedente e il professionista (il commercialista) di sua fiducia.]]></description>
<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 21:41:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/azienda-aspetti-generali.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Adolescenza</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>L'adolescenza</strong></div>
<br />
Il dizionario definisce la parola adolescenza con: periodo della vita tra la fanciullezza e l’età adulta, caratterizzata da una serie di mutamenti sia fisici che psicologici. <br />
I cambiamenti fisici che avvengono durante il periodo adolescenziale si manifestano nella donna con lo sviluppo del seno, l’ingrossamento dei fianchi e la prima mestruazione mentre nell'uomo con il cambiamento del timbro della voce, la crescita di peli e la produzione di sperma.<br />
L'adolescenza è un periodo d'incertezze e di smarrimento, per questo l’adolescente è più frustrato a causa della propria inesperienza della vita. E' necessario attraversare questo periodo per raggiungere la conoscenza di sé e del mondo. Alcuni ragazzi perdono la sicurezza ed a volte credono che gli ostacoli trovati durante il percorso siano insormontabili. Alcuni di loro, infatti, non riescono a superarli e in loro si creano forti disagi che li portano a buttarsi in situazioni più grandi di loro come l'alcol, la droga e la tossicodipendenza, disturbi alimentari avanzando verso la bulimia o disprezzo del corpo procedendo verso l’anoressia e spesso non trovando più la via del ritorno. <br />
il ragazzo comincia a drogarsi per curiosità, per imitazione, per provare sensazioni nuove, ma il problema vero arriva quando non riesce più a smettere e invece di tornare indietro continua a sottoporsi a droghe sempre più pesanti. Il problema della bulimia c'è quando una persona ingurgita una quantità di cibo enorme per poi ricorrere a diversi metodi per riuscire a non metabolizzarlo e quindi a non ingrassare per poi mangiare nuovamente andando a formare un ciclo che si ripete all’infinito. L’anoressia è uno dei tanti gravi problemi che la ragazza (perchè solitamente colpisce il sesso femminile) ha con il cibo. Infatti, la causa dell’anoressia comporta il disprezzo per il proprio corpo quindi a ridurre la mancanza di appetito. La difficoltà ad affrontare la realtà è uno dei punti principali che spiega l’intenzione di un ragazzo ad avvicinarsi all’alcol e alle droghe, come anche le crisi familiari. L’adolescenza è il periodo della vita in cui si assumono impegni e responsabilità, in cui avviene la formazione della nostra personalità, per questo è una fase decisiva. È la fase di cambiamenti sia fisici che psicologici. L’adolescente trova sicurezza nel rapporto di amicizia con un coetaneo o inserendosi in un gruppo. Ciò non avviene quando l’individuo disagiato non riesce ad accettarsi, poiché bisogna accettare se stessi per essere accettato. In questo periodo della vita diventano fondamentali gli amici, che non sono più dei compagni di giochi ma dei confidenti e delle persone con le quali confrontarsi. Infatti, qui avviene il distacco dai genitori per imboccare la strada dell’autonomia.]]></description>
<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 12:35:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/sociologia/adolescenza-tematica.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Francia - Rivoluzione francese (5)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La Rivoluzione francese</strong></div>
<br />
Durante il regno di Luigi XV la Francia aveva attraversato un periodo di prosperità economica che aveva avvantaggiato la  borghesia cittadina emergente ma danneggiando i piccoli proprietari e i braccianti. Dal 1778, regnante Luigi XVI, la crescita si era arrestata determinando una recessione che si aggravò nel  biennio 1787 - 1788 a causa di due pessimi raccolti. La <strong>disoccupazione</strong> salì al 50% e il <strong>prezzo del pane</strong> erose  l’80% dei salari. La riduzione delle rendite agricole indusse aristocrazia e clero ad inasprire i diritti feudali ed in queste condizioni maturò un <strong>clima di disperazione</strong> pronto ad esplodere in violenza.<br />
Ai problemi economici della nazione francese si aggiunse una grave crisi finanziaria dovuta ai debiti contratti negli anni precedenti per sostenere la <strong>Guerra dei sette anni</strong> e l’intervento in America, ma l’introduzione di una radicale   riforma del sistema fiscale che avrebbe sanato il bilancio dello Stato si rivelò impraticabile per l’opposizione    dell’aristocrazia e del  clero. L’ultimo tentativo fatto per costringere questi ultimi a rinunciare  al privilegio  dell’esenzione  fiscale fece  si che i notabili, sfidando la monarchia, imponessero la <strong>convocazione degli Stati generali</strong>  (organo consultivo dei tre ordini) che fu fissata dal re per il maggio del 1789.<br />
Alla notizia della convocazione, la Francia fu animata  da una frenetica attività politica che si svolse attraverso la stampa, nei caffè e soprattutto nei club, tra i quali fu particolarmente attivo il <strong>Club dei Giacobini</strong> nel quale emerse <strong>Massimiliano Robespierre</strong>. Mentre nelle campagne i contadini affamati inviavano a Parigi migliaia di <em>Cahiers de doléances </em>rivolti al “buon re” per chiedere l’intervento, i borghesi e gli illuministi in particolare, discutevano del sistema di voto da adottare in seno agli Stati generali. Essi, rappresentanti del Terzo stato, chiedevano che si votasse “per testa” e che il numero dei loro delegati fosse raddoppiato, mentre l’aristocrazia e il clero volevano mantenere il sistema “per ordini” a loro favore. Il re, consigliato dal ministro Necker, concesse 600 deputati al Terzo stato ma non cambiò il sistema di voto. Il 5 maggio 1789 gli Stati generali si riunirono, ma dopo settimane di inutili tentativi per far passare la propria proposta di voto il Terzo stato si proclamò Assemblea nazionale e il 20 giugno i suoi membri giurarono di non separarsi finché non avessero formulato una Costituzione che trasformasse la monarchia da assoluta a costituzionale (Giuramento della pallacorda). A questo punto il re ordinò ai rappresentanti degli altri due ordini di partecipare alla nuova assemblea detta costituente.<br />
Intanto Parigi era scossa da fermenti rivoluzionari: i <strong>sanculotti</strong> attaccavano i convogli di grano e si armavano. Il re commise due errori: fece circondare l’Assemblea da un contingente di mercenari svizzeri e licenziò Necker. I deputati costituirono la Guardia nazionale, un corpo militare affidato al comando di <strong>La Fayette</strong>, che il 14 luglio 1789, seguita fa una folla di bottegai e artigiani, assaltò la Bastiglia in cerca di armi e liberò i prigionieri politici che vi erano custoditi.<br />
Il re allontanò gli Svizzeri e richiamò Necker, ma intanto l’eco deformante degli avvenimenti parigini si era diffusa nelle campagne dove i contadini, nel timore che la Francia stesse per essere invasa da eserciti stranieri, assaltarono monasteri e castelli e distrussero i registri catastali e i documenti che definivano tributi e corvées. A questa reazione delle masse contadine diede poi il nome di <strong>Grande paura</strong>.<br />
Il 4 agosto 1789 i membri dell’Assemblea costituente, informati della situazione delle campagne, emanarono un decreto con il quali si aboliva interamente il sistema feudale e si consentiva a tutti i cittadini l’accesso alle cariche civili, militari e religiose. Dopo questo documento, che era stato presentato da due nobili, fu varata il 26 agosto 1789 la <strong>Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino </strong>che accoglieva i principi fondamentali dell’Illuminismo e si ispirava alla Dichiarazione d’indipendenza americana del 1776. Con questa Carta, che diventò il testo di riferimento di tutti i moderni regimi liberali e democratici, si proclamava l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla giustizia, agli impieghi pubblici e al fisco; si introduceva il principio di pensiero e di opinione (anche religiosa), d’espressione e di stampa.]]></description>
<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 22:27:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/francia-rivoluzione-tappe.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Basi decimali e binari</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Basi Decimali e binari</strong></div>
<br />
D (decimal), costituito da numeri che vanno da 0-9;<br />
B (binary), costituito dai numeri 0 e 1.<br />
Per trasformare una cifra da binario a decimale o da decimale a binario, possiamo eseguire le seguenti regole:<br />
D → B		-      Metodo delle divisioni successive euclidee;<br />
-	Metodo delle sottrazioni successive o della sottrazione delle potenze.<br />
B → D		-      Regola fondamentale della numerazione posizionale;<br />
-	Algoritmo di Hormer  metodo del double-dabble.<br />
<br />
Metodo delle divisioni successive euclidee<br />
Si divide il numero dato per 2 e si scrive il resto che può essere 0 o 1; il quoziente ottenuto viene a sua volta diviso per 2, ottenendo un nuovo resto; si continua fino a quando di ottiene come quoziente il valore 0.<br />
Es.	(18)₁₀ = (?)₂<br />
	18/2= 9(resto 0)<br />
	  9/2= 4(resto 1)<br />
	  4/2= 2(resto 0)<br />
	  2/2= 1(resto 0)<br />
	   1/2=0(resto 1)<br />
		         ↑<br />
	(18) ₁₀ = (10010)₂<br />
<br />
Metodo delle sottrazioni successive o della sottrazione delle potenze.<br />
Viene eseguita secondo tre passi:<br />
1)	Sottrarre dal numero decimale dato, la potenza in base 2 più vicina ad esso;<br />
2)	Prelevare il resto ottenuto da questa prima operazione e sottrarre nuovamente la potenza in base 2 più vicina ad esso e così via fino ad avere resto 0;<br />
3)	Scrivere le potenze di 2 che vanno dallo 0 alla potenza massima che compare nella sottrazione di peso maggiore assegnando “1” alle potenze che compaiono nella successione decrescente e 0 a tutte quelle mancanti.<br />
Es.:	(225) ₁₀ = (?)₂<br />
		225 – 128 (2⁷)= 97<br />
		     97 – 64 (2⁶)= 33<br />
		     33 – 32 (2⁵)= 1<br />
		          1 – 1 (2⁰)= 0<br />
	1 1 1 0 0 0 0 1<br />
	₇  ₆  ₅ ₄   ₃  ₂  ₁ ₀<br />
	(225) ₁₀ = (11100001)₂<br />
<br />
Regola fondamentale della numerazione posizionale<br />
Si moltiplica ciascuna cifra binaria a partire da destra o da sinistra per la corrispondente potenza di “2” e si sommano i prodotto ottenuti.<br />
Es.:	(10101)₂ = (?)₁₀<br />
	1 0 1 0 1<br />
	₄  ₃  ₂  ₁ ₀<br />
	1*2⁴+0*2³+1*2²+0*2¹+1*2⁰= 26+4+1=21<br />
	(10101)₂ = (21)₁₀<br />
<br />
Algoritmo di Hormer o metodo del double-dabble<br />
Si parte sempre dalla cifra più significativa, MSB (Must Significant Bit), il primo numero a sinistra, che è 1, poi si raddoppia, quindi si somma il valore ottenuto alla successiva cifra verso destra, si raddoppia di nuovo il risultato ottenuto e si somma alla successiva cifra verso destra; si prosegue così verso destra fino ad esaurimento delle cifre.<br />
Es.:	(1010)₂ = (?)₁₀<br />
	1*2= 2+0= 2*2= 4+1= 5*2= 10+0= 10<br />
	(10101)₂ = (10)₁₀]]></description>
<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 21:37:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/basi-decimali-e-binari.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Convertire un numero frazionario</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Convertire un numero decimale frazionario</strong></div>
<br />
Si può convertire il numero decimale a binario, o ottale, o esadecimale, usando per la parte numerica intera il metodo delle divisioni successive euclidee e per la parte frazionaria il metodo delle moltiplicazioni successive.<br />
<br />
Ecco alcuni esempi:<br />
(46.90625)₁₀=(?)₂=(?)₈=(?)₁₆<br />
(47.90625)₁₀=(?)₂<br />
<br />
Parte intera				<br />
47/2=23(resto 1)				    <br />
23/2=11(resto 1)			<br />
11/2=5  (resto 1)			 <br />
5/2=2  (resto 1)			    <br />
2/2=1  (resto 0)			      <br />
1/2=0  (resto 1)			        <br />
	       ↑<br />
(47.90625)₁₀=(101111.11101)₂<br />
(47.90625)₁₀=(?)₈<br />
<br />
Parte frazionaria<br />
		↓<br />
0.90625*2= 1.8125<br />
0.8125*2= 1.625<br />
0.625*2= 1.25<br />
0.25*2= 0.5<br />
0.5*2= 1.<br />
	<br />
<br />
Parte intera				<br />
47/8=5(resto 7)					      <br />
5/8=0(resto 5)				<br />
            ↑				    <br />
(47.90625)₁₀=(57.72)₈<br />
(47.90625)₁₀=(?)₁₆<br />
<br />
Parte frazionaria<br />
              ↓<br />
0.90625*8= 7.25<br />
0.25*8= 2.<br />
	<br />
Parte intera				<br />
47/16=2(resto 15)				         <br />
2/16=0(resto 2)			<br />
             ↑			         <br />
(47.90625)₁₀=(2F.E8)₁₆		15=F	14=E<br />
<br />
Parte frazionaria<br />
	         ↓<br />
0.90625*16= 14.5<br />
0.5*16= 8<br />
<br />
(46.90625)₁₀=(101111.11101)₂=(57.72)₈=(2F.E8)₁₆<br />
<br />
<br />
<strong>Metodo delle moltiplicazioni successive euclidee</strong><br />
<br />
Il numero minore di 1 viene moltiplicato per la base del nuovo sistema di numerazione; del risultato ottenuto da ognuna di queste moltiplicazioni s’ignora la parte intera e si continua sempre a moltiplicare per la base la parte frazionaria fino a quando si ottiene un risultato intero oppure quando si è raggiunta l’approssimazione voluta o desiderata.]]></description>
<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 21:31:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/convertire-numero-frazionario.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Rivoluzione industriale - Prima rivoluzione</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La prima rivoluzione industriale</strong></div>
<br />
All’inizio del XVIII secolo l’Inghilterra aveva risolto tutta una serie di problemi e si accingeva ad aprire una nuova fase storica. Il re Guglielmo d’Orange, succeduto alla disastrosa dinastia Stuart, aveva firmato il Bill of Rights, (la Carta dei diritti) con il quale l’Inghilterra diventava uno Stato parlamentare, in cui la monarchia aveva poteri limitati a favore del Parlamento. Quest’ultimo era formato da nobili, rappresentanti nella camera dei Lord, e dai borghesi. I cui esponenti sedevano nella Camera dei Comuni. Poco tempo prima era ribadito lo Habeas Corpus che tutelava tutti i sudditi del regno dagli arresti arbitrari ordinati dal re. Anche le Guerre di religione, che avevano visto la lotta tra cattolici, anglicani e puritani, erano finite. Inoltre, l’Inghilterra era una delle principali protagoniste del sistema economico definito economia-mondo, caratterizzato dallo sfruttamento delle periferie.<br />
Per secoli l’Inghilterra aveva esportato esclusivamente la lana grezza delle sue pecore ma, già con Elisabetta I, furono inaugurate due forme di commercio estremamente lucrose ma alquanto spregiudicate per la nostra mentalità: la guerra corsara e la tratta degli schiavi destinati alle piantagioni americane.<br />
Malgrado lo sviluppo dei commerci, l’Inghilterra era ancora un paese a economia agricola (i contadini costituivano l’80% della popolazione). Lo sfruttamento della terra si basava sul sistema dei <strong>campi aperti</strong>: il Lord lasciava parte dei propri possedimenti ai contadini che li coltivavano in comune e in cambio riceveva una quota di prodotto. A partire dal Cinquecento però, si era incominciato ad affidare le terre agli intendenti in cambio di una percentuale del prodotto. Costoro suddivisero i terreni in tre parti: prati adibiti al pascolo, campi e bosco, ciascuno con una precisa funzione produttiva, e ne vietavano ai contadini l’uso comune. Questo sistema, detto dei campi chiusi, si rivelò estremamente produttivo al punto da estendersi nel Settecento a tutte le proprietà inglesi. Esso trasformò i contadini in semplici braccianti, ma favorì gli intendenti che diedero vita a un nuovo ceto di piccola nobiltà chiamato gentry.<br />
La gentry e la borghesia avviarono il processo di accumulazione del capitale, ovvero del denaro che non veniva dissipato in beni di lusso ma veniva investito. <br />
Già dalla metà del '700, le nuove invenzioni e una legge che riduceva i tassi d’interesse del denaro pubblico al 3,5% consentirono un eccezionale incremento della produzione e delle esportazioni. Grazie ai commerci oceanici, il settore tessile, beneficiò di un nuovo filato, il cotone, che costava meno e che, per la sua robustezza, si presentava assai meglio della lana a una lavorazione che sfruttava i nuovi filatoi e tessili meccanici. Queste macchine, però, erano troppo grandi e pesanti e per essere azionate dovevano essere collegate alle ruote di un mulino che sfruttava la forza dell’acqua. Fu l’invenzione di James Watt a risolvere questi problemi e a segnare il decollo della Rivoluzione industriale. Partendo dalle scoperte dei fisici del '700 che, sfruttando l’energia sprigionatosi dal vapore acqueo, erano riusciti a imprimere un movimento verticale a un pistone, Watt inventò la macchina a vapore rotativa con la quale riuscì a trasformare il movimento verticale dei pistoni in movimento rotatorio. La macchina di Watt rivoluzionò il settore tessile. Nacquero le fabbriche, che si concentravano nelle città, dove emigravano gli ex contadini e dove si poteva usufruire di servizi unificati, il primo luogo delle vie di comunicazione necessarie per lo scambio delle materie prime e dei prodotti finiti. Ne seguì un nuovo urbanesimo, un fenomeno che non comportò solo l’allargamento delle città, ma anche la nascita di un mercato di consumatori: gli operai. I produttori compresero subito la necessità di produrre la massima quantità di merci con i minimi costi al fine di allargare il mercato. Tale problema fu affrontato da molti economisti, ma risolto da Adam Smith, teorico della divisione del lavoro, un sistema secondo il quale il ciclo di lavorazione era suddiviso in una serie di operazioni distinte, ciascuna delle quali eseguita da un gruppo di operai che si specializzavano in quella e ignoravano tutte le altre. Il grande movimento di merci che percorrevano l’Inghilterra rese necessari l’ampliamento del sistema dei trasporti con la realizzazione di numerosi canali. Una ulteriore risoluzione venne grazie all’invenzione della prima locomotiva a vapore da parte di Stephenson.]]></description>
<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 21:28:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/prima-rivoluzione-industriale.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Petrarca, Francesco - Vita, opere e poetica</title>
<description><![CDATA[<strong><div style="text-align:center">Francesco Petrarca</div></strong>
<br />
<strong>La vita</strong><br />
Francesco Petrarca nacque ad Arezzo nel 1304. Pochi anni dopo il padre trasferì la famiglia a Carpentras, nei pressi di Avignone. Qui Francesco cominciò gli studi di legge per i quali non si sentiva portato, tanto che li interruppe per dedicarsi con grande interesse alla letteratura. Il venerdì santo dell'anno 1327, nella chiesa di Santa Chiara ad Avignone, incontrò perla prima volta Laura, la donna che amò per tutta la vita. Successivamente si dedicò alla vita ecclesiastica e divenne cappellano di famiglia del cardinale Giovanni Colonna. Questo incarico gli diede l'opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa. Quando poteva si rifugiava nella sua casetta in Valchiusa. Dal 1360 in poi visse in Italia, dapprima a Milano, poi a Padova e a Venezia. Infine, si ritirò ad Arquà, sui colli Eugenei, dove morì nel 1374.<br />
<br />
<strong>Le opere</strong><br />
Tra le sue opere in latino ricordiamo:<br />
- <em>Africa</em>: poema epico sulla seconda guerra punica.<br />
- <em>Secretum</em>: trattato in forma di dialogo tra sant'Agostino e Petrarca,alla presenza di una donna.<br />
- <em>Epistole</em>: vasta raccolta di lettere indirizzate ai familiari, amici, principi, imperatori e persino a grandi uomini dell'antichità, come Cicerone o Virgilio.<br />
Tra le sue opere in lingua volgare ricordiamo:<br />
- <em>Canzoniere</em>: è l'opera più famosa. Si tratta di una raccolta di 366 composizioni poetiche:<br />
1) rime in vita di madonna Laura;<br />
2) rime in morte di madonna Laura.<br />
Centro del mondo lirico di Petrarca è dunque Laura. Alcune sono polemiche contro la Chiesa, altre di natura politica, altre ancora hanno come argomento l'amicizia, le inquietudini e le passioni della vita.<br />
- <em>Trionfi</em>: poemetto in cui canta il trionfo dell'Amore, della Pudicizia, della Morte, della Fama, del Tempo e dell'Eternità.<br />
<br />
<strong>Le idee e la poetica</strong><br />
Tutte le opere di Petrarca sono caratterizzate da una tensione e da un orofondo dissidio interiore. Il poeta, se da un lato vorrebbe condurre un'esistenza secondo i grandi valori predicati dalla religione,d all'altro avverte il desiderio di una vita pubblica. Sul piano espressivo, Petrarca ha il grande merito di aver creato il linguaggio della lirica ossia un linguaggio poetico semplice, ma nello stesso tempo raffinato ed elegante, frutto di un lavoro continuo di rielaborazione. Petrarca raggiunse e definì un canone di eleganza e di naturalezza espressiva.]]></description>
<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 19:56:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti-italiano/petrarca/petrarca-opere-vita-poetica.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Giardino segreto - Differenze tra film e libro</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Il giardino segreto</strong></div>
<br />
<strong>Differenze fra il libro ed il film</strong><br />
Secondo me, dopo aver letto il libro e visto il film de <em>Il giardino segreto</em> alcune parti risultano diverse. <br />
Nel testo ci sono molti più particolari e descrizioni di personaggi rispetto al film. All'inizio del libro ad esempio, viene descritto che i genitori di Mary muoiono di colera mentre nel film essi muoiono durante una scossa di terremoto.<br />
Poi, prima di andare a vivere nella brughiera dal signor Craven come c'era scritto nel libro, Mary nel film è andata direttamente, dopo il sisma, con una nave, alla grande casa del signor Craven. Durante il viaggio in nave c'erano dei bambini che la prendevano in giro, cantandole una canzoncina.<br />
Nel testo viene raccontato che Mary trova la chiave nascosta scavando nella terra vicino alla porta del giardino segreto, invece nel film l'ha trovata la prima volta che ha girovagato all'interno della casa: la chiave era nascosta in un cassetto del comò nella stanza della zia.<br />
Un giorno, mentre Mary si reca fuori dalla casa, scopre il giardino segreto nascosto dietro una siepe. <br />
Nel film Mary e Dickon, insieme iniziano a piantare i fiori nel giardino. Nel libro invece, Mary invierà una lettera al ragazzo chiedendogli di poterle comprare palette e oggetti per il giardinaggio e semi da piantare.<br />
Nel libro Mary ha incontrato Dickon dopo che Marta, la sorella che fa la domestica nella casa, le ha raccontato del fratello. Nel film, invece, Mary conoscerà Dickon mentre è alla ricerca del giardino segreto.<br />
Nel testo viene descritto lo stato di salute di Colin. Egli si sente bene e spera che il padre vedendolo sia felice. Nel film invece, Mary, Dickon e Ben, insieme a Colin, faranno un rito magico con il fuoco, in modo che il padre ritorni da lui.<br />
Alla fine nel libro viene raccontato che Colin e suo padre si incontrano: il signor Craven vedendo suo figlio che sta bene, che cammina e che assomiglia alla  madre rimane contento e felice. Nel film inoltre, Mary esce dal giardino segreto e scoppia in lacrime, fino ora non le era mai successo. Il signor Craven, le promette che da ora in avanti qualcuno si prenderà cura del giardino e non lo chiuderà più.]]></description>
<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 13:17:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti/cinema/giardino-segreto-film-libro.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Contratti ed effetti</title>
<description><![CDATA[<strong><div style="text-align:center">Contratti ed effetti dei contratti</div></strong>
<br />
<strong>Gli effetti del contratto tra le parti</strong><br />
Secondo l’articolo 1372 del c.c.: “il contratto ha forza di legge tra le parti”. <br />
Si tratta di una norma di grande importanza in quanto il contratto, come forza giuridica viene equiparata alla legge: così come la legge obbliga tutti i cittadini a tenere un certo comportamento, allo stesso modo il contratto obbligherà le parti che lo hanno sottoscritto a tenere i comportamenti previsti. <br />
Di conseguenza così come lo Stato costringe i propri cittadini al rispetto della legge, alla stessa maniera la parte adempiente (cioè la parte dirigente) potrà costringere la parte inadempiente a rispettare i patti contrattuali. <br />
Pertanto il contratto vincola le parti in maniera insolubile obbligando al risarcimento dei danni quella parte che per un qualunque motivo non rispetta il contratto.<br />
<br />
<strong>Gli effetti del contratto nei confronti dei terzi</strong><br />
Il contratto può avere efficacia anche nei confronti di soggetti diversi dalle parti che a suo tempo lo conclusero. Tale è il problema della efficacia del contratto nei confronti dei terzi.<br />
In primo luogo è possibile che due parti concludano un contratto in favore di una terza persona; ed infatti il c.c. contempla la figura del contratto in favore di terzo o terzi. <br />
Con tale forma di contratto le parti possono concordare sul fatto che gli effetti dello stesso contratto si producano in capo ad una terza persona che, tuttavia, non ha partecipato né alle trattative precontrattuali né ha sottoscritto il contratto.<br />
<br />
<strong>Contratto standard</strong><br />
Il contratto standard è quello predisposto su moduli prestampati ai quali l’altro contraente e cioè il consumatore può soltanto aderire mediante l’apposizione della firma. <br />
In definitiva tale tipo di contratti non prevede l’importante fase delle trattative e di conseguenza si pone il problema della tutela del contraente “debole”.<br />
Il codice civile, a tutela del contraente debole, prevede agli articoli 1341 e 1342 il meccanismo della specifica approvazione delle cosiddette clausole vessatorie, cioè quelle clausole che impongono al contrente debole condizioni pesanti o disagevoli.<br />
In particolare tali clausole dovranno essere approvate separatamente con apposita firma del contraente. Se la firma manca, la clausola non produrrà effetti.<br />
<br />
<strong>Contratto imposto</strong><br />
Il contratto imposto è una figura diversa rispetto a quello standard, con il quale si realizza una deroga al principio secondo il quale vi è piena libertà di scelta del partner contrattuale.<br />
In definitiva nella ipotesi del contratto imposto, le aziende erogatrici di servizi pubblici sono obbligati a contrattare e quindi ad erogare il servizio.<br />
Naturalmente anche le aziende che erogano servizi pubblici non sono sempre in grado di trattare in maniera singola con i consumatori e di conseguenza si verranno costrette a ricorrere a moduli o formulari identici per ogni consumatore. In questo caso il singolo consumatore dovrà comunque porre attenzione al contenuto del formulario e richiedere espressamente la sottoscrizione di quelle clausole che impongono le limitazioni alla difesa oppure oneri di vigilanza particolarmente pesante.]]></description>
<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 22:38:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/contratti-effetti.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Concorrenza sleale</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La concorrenza sleale - Art. 2597 c.c.</strong></div>
<br />
La Costituzione italiana afferma il principio secondo il quale l’iniziativa economica privata è libera, ma deve essere svolta secondo disposizioni di legge.<br />
In particolare l’imprenditore deve rispettare le regole della concorrenza previste dal codice civile.<br />
Di conseguenza l’imprenditore non deve porre in essere atti di concorrenza sleale che sono:<br />
<br />
1.	La confusione;<br />
2.	La denigrazione;<br />
3.	Ogni altro atto comunque contrario alla correttezza professionale.<br />
<br />
Secondo atti di concorrenza sleale, quelli con i quali l’imprenditore tende a creare una vera e propria confusione in tutto o in parte dei propri prodotti con quelli del concorrente, per approfittare del successo di quest’ultimo. <br />
Egualmente sono di confusione gli atti di denigrazione, con i quali l’imprenditore scorretto diffonde notizie false che mettono in cattiva luce i prodotti del concorrente al fine di sottrargli fette di consumatori.<br />
Nella terza categoria, rientrano tutti gli altri atti che potenzialmente possono danneggiare il concorrente.<br />
Tra questi, due meritano attenzione:<br />
<br />
1.	Lo storno di dipendente;<br />
2.	La réclame comparativa.<br />
<br />
Nel primo caso, l’imprenditore scorretto cerca di sottrarre al concorrente un suo dipendente che sarà particolarmente qualificato.<br />
La réclame comparativa è invece la copia della pubblicità del concorrente.<br />
<br />
<strong>Tutela giudiziaria</strong><br />
L’atto di concorrenza sleale concretizza sempre un illecito atto di natura civile che deve essere sanzionato. Ciò significa che l’imprenditore danneggiato, deve avere nei confronti dell’atto di concorrenza sleale uno strumento di tutela. È tale l’azione “inibitoria”, con la quale l’imprenditore danneggiato chiede al giudice che vengano meno gli effetti dell’atto di concorrenza sleale. Il giudice, eventualmente, ordinerà la cessazione degli effetti e ad esempio il ritiro del commercio della merce simile in tutto o in parte a quella dell’imprenditore danneggiato. Successivamente, il giudice potrà disporre il risarcimento del danno in favore del danneggiato e la pubblicazione della sentenza di condanna su uno o più quotidiani aventi tiratura nazionale. La pubblicazione della sentenza su uno o più giornali, ha il chiaro scopo di portare a conoscenza della pubblica opinione il comportamento non rispettoso delle regole da parte dell’imprenditore scorretto. In questa maniera il c.c.  assicura all’imprenditore virtuoso una tutela urgente che impedisce sia il maturare di un danno sia l’eventuale aggravamento dei danni o di parte di essi. <br />
Naturalmente, nulla vieta all’imprenditore di sollevare questione anche in altre sedi (la sede penale) se l’atto di concorrenza sleale dovesse configurare l’ipotesi del reato punito dal codice civile.]]></description>
<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 22:21:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/concorrenza-sleale.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Congresso di Vienna (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Il congresso di Vienna</strong></div>
<br />
Tra l’autunno 1814 e il giugno 1815 Vienna ospitò un congresso che riunì le stesse coronate di decine di piccoli e grandi nazioni europee allo scopo di ristabilire la pace in Europa dopo venti anni di conquiste napoleoniche. L'obiettivo del negoziato era dunque trovare un accordo durevole, e importantissimo fu il ruolo giocato dalla diplomazia. I protagonisti principali del Congresso di Vienna furono i rappresentanti delle quattro potenze vincitrici: l’imperatore Francesco I d’Austria con il suo primo ministro, il principe di Metternich, il cancelliere del re di Prussia, lo zar di Russia Alessandro I con il suo ministro degli esteri, Lord Castlereagh  e il duca di Welington, in rappresentanza del re d’Inghilterra. Ad essi si affiancavano i capi di Stato europei che Napoleone aveva cacciato dai paesi che aveva conquistato. A rappresentare la Francia era il principale di Talleyrand ,campione del trasformismo , l’uomo che in tutte le stagioni della politica francese era riuscito sempre a mantenere  il proprio potere e che a Vienna riuscì a evitare alla Francia umilianti mutilazioni territoriali .<br />
Due furono i princìpi ispirati delle decisioni del Congresso di Vienna: il <strong>principio di legittimità</strong>, sostenuto da Taleyrand, al quale premeva che la Francia tornasse sotto un sovrano francese, e il <strong>principio di equilibrio</strong> affermato dall’Inghilterra, per la quale era fondamentale un assetto europeo pacifico che avrebbe favorito i suoi commerci. In base al principio di legittimità i troni dovevano tornare ai sovrani “legittimi”, cioè a coloro che prima della guerra li avevano occupati per il diritto di sangue. In base al principio di equilibrio l’Europa, almeno sulla carta geografica, doveva essere divisa in nazioni equilibrate per dimensioni, numero di abitanti e forma militare. Inoltre, per arginare eventuali future mire espansionistiche della Francia sarebbero stati creati sul suo confine orientale degli Stati cuscinetto. Nel definire la nuova geografia, però, il Congresso di Vienna non tenne affatto conto dei sentimenti e delle opinioni dei popoli che ne erano coinvolti. La Russia e la Prussia vennero rafforzate, ma la Polonia cessò di esistere come stato autonomo e unitario. Il Belgio e l’Olanda vennero uniti malgrado le loro forti differenze, la Germania fu posta sotto la presidenza dell’Austria e quasi tutta l’Italia fu sottoposta allo stretto controllo austriaco. Ma Napoleone aveva lasciato una pesante eredità, il regime di occupazione aveva risvegliato due sentimenti nuovi negli animi di molti borghesi europei: la libertà per se e l’indipendenza per il proprio paese.<br />
Tuttavia la consapevolezza dei cambiamenti apportati dal dominio napoleonico non influì sulle scelte degli statisti riuniti a Vienna: la grande paura suscitata dalla Rivoluzione francese aveva bloccato ogni atteggiamento “illuminato” in tutte le monarchie d’Europa. Anzi il congresso stabilì addirittura il principio che un sovrano legittimo potesse chiamare in aiuto gli eserciti stranieri alleati se fosse minacciato da una rivoluzione. Lo zar volle sanzionare solennemente questa decisione e costituì un organismo internazionale: la <strong>Santa Alleanza</strong>, della quale facevano parte la Russia, la Prussia, l’Austria e, in un secondo momento la Francia, ma non l’Inghilterra. Castlereagh invece si fece promotore della Quadruplice Alleanza in cui Inghilterra, Austria, Prussia e Russia si impegnavano a intervenire appena la Francia avesse manifestato tendenze aggressive.<br />
Le due Alleanze riuscirono effettivamente ad assicurare all’Europa quarant’anni di pace.<br />
A Vienna fu discussa anche la situazione dell’Impero ottomano, che si estendeva fino in Europa ma che ormai era in declino, alle sue sorti guardavano sia la Russia sia l’Inghilterra, entrambe interessate al controllo dello Stretto dei Dardanelli.]]></description>
<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 22:07:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-contemporanea/congresso-vienna-descrizione.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Unità d'Italia - Prima guerra d'indipendenza</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La prima guerra d'indipendenza</strong></div>
<br />
Alla vigilia del 1848 all’insofferenza contro l’assolutismo e il dominio straniero si sommarono le carestie creando una miscela esplosiva in tutta Europa. Ad insorgere per prima fu Palermo dove alle rivendicazioni dei liberali, che chiedevano la Costituzione, si mescolavano quelle confuse dei contadini e dei mandriani. Ben presto la rivolta dilagò fino agli angoli più sperduti dell’isola assumendo i connotati di una rivoluzione sociale. Approfittarono di questa situazione un gran numero di bande armate e ben imbottite di denaro (gli “antenati” della mafia) che finirono per assumere la guida militare della rivoluzione. I liberali, intanto, ricusarono le offerte di pace del re Ferdinando II di Borbone, che voleva concedere la Costituzione, preferendo adottare invece la Costituzione siciliana del 1812. Al fine di prevenire sommoventi simili a quelli di Palermo, anche il granduca Leopoldo II di Toscana, il re di Sardegna Carlo Alberto e Pio XI decisero di concedere ai loro sudditi gli Statuti.<br />
Nel frattempo in Francia la politica di Luigi Filippo aveva alimentato lo scontento sia dei liberali che dei democratici, i quali si battevano per ottenere il suffragio universale. In questo clima fu sufficiente la proibizione di un “banchetto” (una riunione politica) per scatenare la ribellione di tutta la popolazione di Parigi. Successivamente scoppiò una rivolta a Vienna, dove l’imperatore aveva rifiutato di concedere la Costituzione. La reazione popolare fu fortissima: l’imperatore e Metternich furono costretti a fuggire dalla città. La scintilla viennese accese altri focolai di rivolta nel resto dell’Impero austriaco. Insorsero a catena Budapest, Praga, Zagabria, Milano e Venezia. Il nuovo imperatore, Francesco Giuseppe, concesse una Costituzione che però non limitava in alcun modo i suoi poteri né modificava la struttura dell’Impero. Inoltre riuscì a mantenere a saldo il controllo dell’esercito e ciò gli permise di iniziare a organizzare la repressione.<br />
Quindi si sollevò Berlino, la capitale della Prussia. Qui ai liberali che chiedevano la Costituzione si unirono i contadini che protestavano contro il sistema feudale ancora vigente. Dopo Berlino, anche gli altri Stati tedeschi scoppiarono moti liberali che portarono all’elezione di un’Assemblea costituente con sede a Francoforte, che avrebbe dovuto definire i confini della nuova Germania e la sua forma di governo. Alcuni sostenevano l’ipotesi di una Grande Germania (una federazione degli Stati tedeschi sotto la guida dell’Austria) e altri quella di una Piccola Germania (senza l’Austria e sotto la guida della Prussia). Ma, mentre la Costituente portava avanti i suoi lavori, l’opinione pubblica liberale vedeva aumentare, non senza timore, le agitazioni sociali. L’alleanza tra liberali e contadini ben presto si spezzò e ciò permise a Federico Guglielmo IV di Prussia di riprendere le redini della situazione: rifiutò la corona della Piccola Germania offertagli dai liberali e riuscì a delegittimare l’Assemblea di Francoforte.<br />
Il nuovo governo repubblicano francese composto da liberali, democratici e socialisti, prese subito alcuni importanti provvedimenti: la riforma elettorale, la soppressione della pena di morte e l’abolizione della schiavitù nelle colonie. Soprattutto, però, fu affermato un principio rivoluzionario: il diritto al lavoro e l’obbligo dello Statto di garantirlo. Per questo furono istituiti gli <em>atéliers nationaux</em>, le manifatture nazionali, di proprietà pubblica, che impiegavano i disoccupati in lavori stradali o nella manutenzione degli edifici pubblici. La riforma elettorale permise di tenere elezioni a suffragio universale, sistema che però chiamò al voto anche i contadini e i piccoli proprietari. Il governo che ne uscì fu di carattere liberali, senza la partecipazione degli socialisti. Gli atéliers furono sciolti e i disoccupati più giovani costretti ad arruolarsi nell’esercito. A nulla valse la ribellione del proletariato parigino, che fu duramente repressa. Poco dopo fu varata la nuova Costituzione, che prevedeva un presidente eletto direttamente dal popolo a suffragio universale. Le elezioni diedero la presidenza della Repubblica a Luigi Bonaparte, nipote del figlio di Napoleone Bonaparte. Ma il nuovo governo non si limitò ad assumere un carattere autoritario: nel 1851 Luigi Napoleone, con un colpo di Stato, sciolse il Parlamento e fece arrestare i suoi oppositori. Un anno dopo trasformò la repubblica in impero assumendo il nome di Napoleone III.]]></description>
<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 21:52:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-contemporanea/prima-guerra-indipendenza-italiana.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Unità d'Italia - Problemi</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>I problemi dell’unità d'Italia</strong></div>
<br />
All‘indomani dell’unificazione la popolazione italiana ammontava a 22 milioni di abitanti. Il 78% dei cittadini era analfabeta, il 28% dei giovani risultava inabile alla visita di leva, era diffusa la malaria e frequenti erano le epidemie di colera. Pressoché inesistente era il sistema fognario e del tutto insufficienti, a paragone di altri paesi europei, erano la rete stradale, quella ferroviaria e telegrafica. Solo Torino, Genova e Milano avevano attività produttive importanti, ma il 70% della popolazione attiva era occupato nell’agricoltura.<br />
In questo settore, peraltro non favorito dalle caratteristiche geografiche del nostro paese, solo il Piemonte e la Pianura Padana avevano grandi aziende agricole moderne organizzate in modo capitalistico, mentre in Italia centrale era diffusa la mezzadria che, se da una parte salvaguardò il territorio, dall’altra espose i mezzadri ai ricatti dei proprietari e, per l’esiguità dei poderi, non fu in grado di garantire una produzione competitiva. Disastrosa era la condizione del mezzogiorno e delle isole dove dominava il latifondo. Vigevano contratti agrari di origine medioevale, i contadini dipendevano strettamente dai proprietari o dai loro indenti ed era diffuso il bracciantato a giornata. Le popolazioni meridionali erano colpite dalle malattie legate alla denutrizione, le loro condizioni culturali erano molto arretrate. Per di più la classe dirigente dell’Italia unita non conosceva questo stato di cose.<br />
Quanto fosse esplosiva la condizione del Sud divenne chiaro con l’aggravarsi del fenomeno del <strong>brigantaggio</strong> che diede luogo a una vera e proprio guerra civile. I soldati garibaldini e i liberali avevano già sperimentato l’ostilità armata delle plebi meridionali, sostenuta dall’aristocrazia borbonica e da gran parte del clero, alle quali si erano  aggiunti elementi dell’ex esercito borbonico e alcuni briganti. E, ancora prima, la Repubblica partenopea del 1799 era stata sconfitta dalle bande di briganti assoldate dal cardinale Ruffo di Calabria. Con l’unità, il fenomeno del brigantaggio assunse dimensioni impressionanti anche perché il nuovo governo indisse la leva di massa alla quale due terzi dei giovani meridionali si sottrasse dandosi alla macchia e diventando così fuorilegge. Contro queste bande, che contavano almeno 20.000 uomini a cavallo, il governo italiano intervenne verso la fine del 1861 inviando 100.000 soldati. Oltre ad essere impreparati dal punto di vista tecnico, i militari dovettero fare i conti con il sostegno dato agli insorti da parte delle numerose amministrazioni locali filoborboniche, del clero e della popolazione oltre che dei contadini. I briganti godevano dell’appoggio di diverse categorie sociali e soprattutto dei latifondisti privati dallo Stato dell’appalto delle tasse.<br />
La guerra durò quattro anni. Essa, dunque, nata dalla disperazione dei contadini che non avevano ottenuto una riforma agraria, fu anche un “guerra civile antiunitaria”. Fu proclamato lo stato d’emergenza, furono varate leggi eccezionali e il Meridione fu posto in stato d’assedio: alle efferatezze dei briganti militari risposero con brutalità. Nel 1865 il cosiddetto “grande brigantaggio” fu sconfitto, ma la sconfitta morale ricadde sullo Stato italiano.<br />
Le conseguenze di questa guerra furono gravi perché produssero nelle popolazioni meridionali una profonda sfiducia verso lo Stato, i cui provvedimenti (tasse, leva e altro) furono considerati ingiusti e repressivi. Per altri verso il ricorso a leggi eccezionali diede a esercito e polizia la facoltà di intervenire in modo analogo anche in occasioni di scioperi o di manifestazioni di piazza. Si approfondì il solco tra Paese legale, cioè la classe politica e Paese reale, cioè i singoli cittadini con i loro bisogni, i loro diritti e le loro volontà. Di fatto il Risorgimento non era concluso, bisognava vincere l’analfabetismo, costruire industrie, razionalizzare l’agricoltura e migliorare le condizioni di vita della popolazione. All’Italia unita mancavano inoltre il Veneto e Roma.<br />
La <strong>Questione romana</strong> si presentava molto complessa. Occorreva risolvere diversi problemi: il potere dello Stato rispetto alla Chiesa, la legittimità o meno del potere temporale del papato, il privilegio della Chiesa di non pagare le tasse, l’esclusione dalle università e dalle carriere pubbliche dei non cattolici. Cavour, che era morto nel giugno 1861, aveva affermato con la formula “<em>libera Chiesa in libero Stato</em>” la netta separazione tra Stato e Chiesa, ma nel 1860 lo Stato della Chiesa era stato invaso. Dopo inutili tentativi condotti dalla Francia e Pio IX, nel 1862 il capo del governo Rattazzi incoraggiò Garibaldi a liberare Roma con una spedizione di volontari, ma le minacce di Napoleone III indussero il governo italiano a fermare il condottiero.]]></description>
<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 21:21:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-contemporanea/unita-italia-problemi.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Insetti - Classificazione</title>
<description><![CDATA[]]></description>
<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 13:21:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/biologia/evoluzione/insetti-classificazione-morfologia.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Feurbach, Ludwig (4)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Feuerbach, Ludwig</strong></div>
<br />
È il fondatore dell’ateismo ottocentesco. Nasce nel 1804 da una famiglia bavarese adagiata. Studia teologia a Heidelberg e filosofia dove segue le lezioni di Hegel a Berlino. Si laurea a Erlonge e inizia il suo insegnamento conducendo una vita ritirata in un appartamento circondato da alberi e pubblica nel 1830 un libro “pensieri sulla morte e l’immortalità” sebbene pubblicato in forma anonima verrà ricondotto a lui e sarà pesantemente criticato come ateo e spirito libero. Lascia così l’iinsegnamento intensificando lo studio. Durante i moti del 1848 sno sempre più contenti delle sue tesi contro Hegel e lo invitano alla carriera politica. Muore a Norimberga nel 1872.<br />
<br />
<strong>La concezione naturalistica dell’uomo</strong><br />
Feurbach si accorge che Hegel trascura il tema che a lui sta più a cuore cioè quello dell’uomo concreto (trionfo sull’astratto), non l’uomo nel Romanticismo e quello razionale dell’Illuminismo. L’uomo che nella sua corporeità rimane ancorato alla natura cioè alla dimensione sensibile (“il reale nella sua realtà o in quanto reale è il reale come oggetto del senso: è il sensibile. Verità, realtà, sensibilità sono identici. Solo un ente sensibile è un ente vero, reale”  il fondamento della realtà è la sensibilità). Dunque gli uomini sono esseri naturali che hanno bisogni sia materiali che sensibili. Con particolare attenzione alle condizioni di vita poichè un popolo per elevarsi al livello spirituale che deve migliorare le proprie condizioni di vita, “l’uomo è ciò che mangia”. Si rivela un aspetto filantropico perchè rifiuta di considerare l’uomo come qualcosa di spirituale e diverso dalla povertà (la filosofia deve interrogarsi sull’uomo come essere naturale).<br />
<br />
<strong>L’umanizzazione di Dio</strong><br />
La questione sulla quale si interessa di più Feurbach è il vincolo che lega l’uomo a Diochiedendosi quale fosse l’essenza della religione in particolare del cristianesimo (essenza del cristianesimo). Dio, ossia un essere soprannaturale che non ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza ma l’uomo ha proiettato fuori di se le sue qualità migliori che gli ha attribuito. Questo perchè l’uomo dipende sempre da qualcosa! Ne rimane impoverito la vera cosa è che l’uomo venera la natura (elementi per l’uomo che generano dipendenza) sia esterna che interna.<br />
<br />
<strong>L’analisi dell’alienazione</strong><br />
L’assegnazione a Dio delle qualità umane e la sottomissione a Dio implicano una falsificazione della natura dell’uomo, l’uomo aliena da se tutto ciò che è di puro, buono e giust e rimane un essere infido, cattivo e debole. L’alienazione porta ad un impoverimento delle sue qualità ponendo fuori di sè la propria assenza in un essere trascendente (condizione negativa). L’abbattimento della religione diviene un compito morale come un movimento progressista e il idscorso religioso si intreccia con quello dell'ateismo. Inoltre a Feurbach non interessava la teologia ma l’analisi e la critica della sua essenza.]]></description>
<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 13:21:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/filosofia-moderna/feurbach-ludwig.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Petrarca, Francesco - Canzoniere, Amor mi manda quel dolce pensero</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Amor mi manda quel dolce pensero</strong></div>
<br />
<em>Amor mi manda quel dolce pensero<br />
che secretario anticho è fra noi due,<br />
e mi conforta, e dice che non fue<br />
mai come or presto a quel ch' io bramo e spero.<br />
<br />
Io, che talor menzogna e talor vero<br />
ò ritrovato le parole sue,<br />
non so s' il creda, e vivomi intra due:<br />
né sí né no nel cor mi sona intero.<br />
<br />
In questa passa 'l tempo e ne lo specchio<br />
mi veggio andar ver la stagion contraria<br />
a sua impromessa, ed a la mia speranza.<br />
<br />
Or sia che pò: già sol io non invecchio;<br />
già per etate il mio desir non varia:<br />
ben temo il viver breve che n' avanza.</em><br />
<br />
<strong>Parafrasi</strong><br />
Amore mi ispira questo pensiero soave che è come un segreto far noi due, e mi dà conforto, cioè che non sono mai stato così vicino come ora a raggiungere quello che io desidero e bramo di più.<br />
Io non so se credere ad Amore, perchè a volte i suoi consigli sono risultati veri a volte mi ha mentito, e vivo in bilico fra due sentimenti: non riesco a decidermi totalmente per una o l'altra cosa.<br />
Mentre sono così indeciso il tempo passa e mi guardo nello specchio e vedo che invecchio e che mi allontano dalle promesse d'amore e dal mio desiderio di amare lei.<br />
Sia quel che sia: non invecchio solo io, ma anche lei; il mio desiderio di lei non cambia con l'età: quello che spaventa è il poco tempo che mi resta da vivere.]]></description>
<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 12:43:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti-italiano/petrarca/canzoniere-amor-dolce-pensero.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Victorian Age (6)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>The Victorian Age and Charles Dickens</strong></div>
<br />
The word &quot;Victorian&quot; derives from queen Victoria, who ruled from 1837 to 1901. In this period England was very rich and powerful and important social reforms for the workers were carried out, like the Mines Act that forbade the employment of women and children in mines. The Emancipation of religious sects, and the Trade Union Act, which legalized the activities of the unions of workers. However there were negative aspects, like the very big difference between the living condition of the various social classes. There was a lot of poor people that lived in urban slums sited in outskirt near the factories, in bad living conditions. The Parliament tried to resolve the problem but the new Poor Law didn't give a solution: the poor were sent to workhouses where they worked in exchange for little food. There were only two classes in Britain, rich and poor, that lived next to each other but without comunication. For this the Prime minister Benjamin Disraeli defined English society as &quot;the two nations&quot;. Such people of different cultural sectors as the philosopher Thomas Carlyle, the economist John Stuart Mill, and the art critic John Ruskin were concerned for the problems of working class. Karl Marx and Friedrich Engels gave life to revolutionary theories. But these comunist ideas didn't diffuse themselves very much because England was too capitalist and liberalist.]]></description>
<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 12:22:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-inglese-1800-1900/eta-vittoriana.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Unità d'Italia</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>L’Unità d’Italia</strong></div>
<br />
La repressione fu forte in Lombardia e nel Veneto, nello Stato pontificio e nel Regno delle due Sicilie dove i Borboni giunsero a bloccare ogni attività, comprese le opere pubbliche in corso, nel timore che qualsiasi movimento in direzione del progresso potesse portare alla rivoluzione. Solo il Piemonte mantenne in vigore lo Statuto e indisse le elezioni per formare il nuovo Parlamento. Vittorio Emanuele II doveva fare i conti con un’opinione pubblica generalmente ostile. Tuttavia, poiché la camera si rifiutava di ratificare l’armistizio con l’Austria, emanò il proclama di Moncalieri con il quale minacciava di abolire lo Statuto qualora il Parlamento non adottasse una politica più moderata. I democratici, di fronte a questo pericolo, abbandonarono Mazzini. Intanto Massimo D’Azeglio, a capo del governo, creava con grande abilità l’immagine del “re galantuomo”, cioè di colui che aveva saputo concludere con l’Austria una pace onorevole e conservato la libertà costituzionali, attirando consensi nei confronti della monarchia sabauda.<br />
In effetti le nuove insurrezioni organizzate da Mazzini e dal Partito d’Azione  (che dal 1848 aveva sostituito la Giovine Italia) in Lombardia, in Toscana e nel Nord erano fallite miseramente. Ciò spinse Mazzini a tentare una nuova strada, cioè a permettere una spedizione nel Meridione guidata da Carlo Pisacane. Quest’ultimo sosteneva la possibilità di coinvolgere nella lotta i contadini, i quali avrebbero potuto far parte di un esercito regolare di volontari ottenendo, come contropartita, una legge agraria. Purtroppo anche la spedizione di Pisacane si concluse tragicamente. Dopo quest’ultimo fallimento la popolarità di Mazzini crollò. L’abbondono che più danneggiò il Partito d’Azione fu quello di Garibaldi, il quale aderì ad una nuova organizzazione, la Società Nazionale, la quale si proponeva come scopo la liberazione dell'Italia sotto la guida dei Savoia.<br />
I consensi alla monarchia sabauda erano dovuti anche al consolidamento del regime liberale attuato dal governo D’Azeglio. Esso rafforzò il ruolo centrare del parlamento, garantì l’autogoverno locale e modificò i rapporti con la Chiesa togliendole i privilegi che essa deteneva nel campo dell’istruzione. Le leggi Siccardi (1850) abolirono inoltre le prerogative del clero in ambito giudiziario.<br />
A D’Azeglio era succeduto Cavour il quale era riuscito a costituire una maggioranza parlamentare alleandosi con i democratici di Urbano Rattazzi, un’alleanza considerata disonorevole tanto da essere definita illecita, ma che avrebbe permesso al nuovo capo di governo di compiere importanti riforme. Che Cavour fosse un governante straordinariamente capace lo si era già capito quando, ancora ministro, aveva concluso un trattato commerciale con la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Ora, grazie alla riforma fiscale, fu varato un piano di lavori pubblici e creato un sistema bancario moderno il quale, raccogliendo il piccolo risparmio, permetteva l’erogazione di prestiti agli imprenditori. Poi, attraverso lo strumento del bilancio dello Stato, il preventivo cioè delle spese statali, egli, divenuto il ministro delle Finanze, riuscì a coinvolgere il Parlamento circa la necessità di svecchiare la burocrazia e di rendere più moderno ed efficiente l’esercito. Inoltre Cavour si batté per l’indipendenza della magistratura e favorì la nascita di Società operaie con compiti assistenziali.<br />
Tuttavia, fra gli intenti di Cavour c’era la ripresa della guerra contro l’Austria, ma era necessario un forte alleato e un’occasione propizia. Tali condizioni si verificarono con la Guerra di Crimea, quando la Russia occupò la Moldavia e la Valacchia che appartenevano all’impero ottomano. La Francia e l’Inghilterra appoggiarono militarmente i Turchi, mentre l’Austria si mantenne neutrale isolandosi diplomaticamente. Cavour, su richiesta francese, inviò un contingente militare che partecipò alla vittoria della Cernaia e ciò consentì al Piemonte di partecipare al Congresso di Parigi, tenutosi nel 1856 per dettare le condizioni della pace. In tale occasione Cavour, pur non ottenendo nulla di concreto, poté denunciare al livello internazionale la questione italiana.<br />
Napoleone III si dimostrò favorevole alla creazione di una Repubblica dell’Alta Italia sotto i Savoia, ma solo due anni dopo, dopo essere scampato all’attentato messo in atto da un mazziniano, Felice Orsini, accettò di incontrare segretamente Cavour a Plombières.<br />
Con i Patti di Plombières la Francia promise di intervenire a fianco dell’Italia in caso si attacco austriaco. In cambio del suo aiuto avrebbe ricevuto Nizza e Savoia. Dopo la guerra l’Italia sarebbe diventata una Confederazione composta di tre regni (Nord, Centro, Sud) e presieduta dal Papa.]]></description>
<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 22:04:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-contemporanea/unita-italia-indipendenza.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Proust, Marcel (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Marcel Proust </strong></div>
<br />
Sa mère était juive et son père était un professeur de médecine.<br />
Sa famille appartenait à la haute bourgeoisie. Proust était vicié. Il a ausssi un rapport conflittuel avec son père et un rapport de complicité avec sa mère. Il souffrait d’asthme et il était un homosexuel. <br />
Il était amoureux du chauffeur. Il a écrit <em>Du côté de chez Swann</em>. Chez Proust, il n’est pas important ce qu’il voit, mais ce qu’il éprouve. Il veut vivre proche de personnes qu’il aime. Il est attiré aussi par la vie mondaine. <br />
Son premier oeuvre est <em>Le plasir et les Jours</em>. Son oeuvre <em>Jean Santauil</em> est ècrit dans la troisième personne singulieur. Il romp avec la vie mondaine et il se consacre <em>À la Recherche du temps perdu</em>. <br />
Le roman est désordonné. Il y a continus renvois au passé e tau présent. Le roman n’est pas la chronique de sa vie mais seulement l’épanouissement d’une visione personelle. Le roman est sans intrigues, il n’y a pas d’action, mais si le choses les plus insignifiantes rejoindent la notre coscience, alors ils ne sont pas insignifiantes. Le sentiment est caractérisé par l’expérience de l’auteur. <br />
Les reflexions et les sentiments n’ont pas un temps verbal, narratif. Le sentiment est un mélange entre deux moments essentiels: <br />
- quand le sentiment est lié au present, il deviant une sensation;<br />
- quand le sentiment est lié au passé, il devient un souvenir.<br />
Le rythme de la phrase est presque musical c’est comme si la phrase comprenne le soufflé que Proust n’avait pas parce qu’il souffrait d’asthme. <br />
La litérature était sa vie.]]></description>
<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 14:07:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-francese/proust-marcel.html]]></link>
</item>
<item>
<title>La mia Africa - Critica</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La mai Africa - Critica</strong></div>
<br />
<em>La mia Africa</em> è un film che sa emozionare, la storia è straordinaria e affascinante.<br />
I luoghi, i personaggi, i colori della natura sono magnifici e in armonia con la musica.<br />
Nel film si vivono vicende romantiche, di passione, di tradimenti, di gelosia, di altruismo, di tragedie e felicità.<br />
La storia è realistica e ciò a mio parere valorizza molto il film, fa si che si rivivano le stesse emozioni provate dai personaggi, si ha la sensazione di essere quelle persone in quei luoghi, sotto quel cielo ad ascoltare i suoni di quella straordinaria Africa.<br />
La protagonista si trova in Africa, dove finalmente è libera di vivere la propria vita, una vita che conduce alla libertà, alla felicità, ma sopratutto all'amore ma, come nella vita reale, a volte la felicità è legata alla sofferenza e non tutto può durare per sempre.<br />
La tragica morte dell'uomo di cui la protagonista s'innamora mette fine ad una vera e magnifica storia d'amore.<br />
La fine del film non mostra solo il dolore provato dalla protagonista, Karen Blixeu, ma anche il coraggio, la forza che la fa andare avanti per la sua strada nonostante abbia perso il grande amore della sua vita.<br />
Questo film mi è piaciuto molto perchè mi ha fatto rivivere attraverso le vicende come si sentivano i personaggi, i sentimenti che provocano e ho potuto vedere i personaggi dell'Africa.<br />
Mi è piaciuto anche perché ho potuto vedere in un film una donna che assume il ruolo di protagonista, una donna forte con dei principi morali che sa aiutare gli altri nel suo piccolo e che nonostante suo marito l'abbia tradita e le abbia attaccato la sifilide non prova rancore verso di lui.<br />
Il film, in una parola, è magnifico, ma sopratutto realistico e ciò mi piace molto perchè sapere che la protagonista della storia è una donna mi fa riflettere molto.<br />
Le scene che mi sono piaciute di più sono state quando Karen ha avuto il coraggio di andare a fare un safari con gli uomini, quando parla per la prima volta al capo tribù (tra loro si instaura una grande amicizia), quando da a tutti i bambini un'istruzione, quando lascia il marito per Denys e quando aiuta gli uomini della tribù nella raccolta del caffè.<br />
Le scene che non mi sono piaciute sono state quelle in cui prende la sifilide dal marito, quando il raccolto va a fuoco e quando il fidanzato, Denys muore e le viene detto dall'ex marito.<br />
Questo film ha un significato profondo.]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 23:36:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti/cinema/mia-africa-critica.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Restaurazione (3)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Restaurazione e rivoluzione</strong></div>
<br />
Per molti la delusione degli eccessi della Rivoluzione e della politica di conquista di Napoleone, si tradusse in un rifiuto degli ideali illuministici e, soprattutto per alcuni pensatori francesi, in un'esaltazione della chiesa e della monarchia assoluta. Più in generale si avvertì il bisogno di tornare a credere in Dio e ciò favorì una rinascita del cristianesimo e l’affermarsi di una concezione provvidenziale della storia. Il nuovo ideale romantico rifiutava la razionalità dell’illuminismo e valorizzava invece l’individualismo, le passioni e l’azione. Il grande filosofo tedesco, Georg Friedrich Hegel, tuttavia, elaborò una concezione dello Stato in cui le esigenze dei singoli potevano armonizzarsi con quelle della società.<br />
Il Romanticismo, movimento di pensiero dagli aspetti molto vari e complessi, ebbe una prima fase nella quale il contrasto con l’ideologia precedente fu particolarmente pronunciato. Ma la seconda generazione romantica, attiva  fra il 1820 e il 1848, rivalutò il progresso scientifico, ebbe fiducia nella possibilità di operale cambiamenti e assunse un forte ruolo di protesta nei confronti di quanti sancito dal Congresso di Vienna: essa infatti trasformò il concetto illuminista di patria nell’ideale di nazione.<br />
La Restaurazione, cioè il periodo immediatamente successivo al Congresso, caratterizzato da orientamenti conservatori, dalla censura e dal protezionismo, fu ben presto bersaglio della contestazione di molti gruppi: dei nazionalisti, dei liberali, distinti tra costituzionalisti e democratici, dei primi socialisti.<br />
Prima della rivoluzione francese, la nazione si identificava interamente con la classe politica dominante. Furono Rousseau e i rivoluzionari a usare questo termine per indicare la più vasta comunità dei cittadini dotati di diritti politici. Ma con i romantici, grazie al loro interesse per le leggende popolari, le lingue e le culture del passato, la nazione cominciò a essere considerata in termini di caratteristiche etniche. Il liberalismo esaltò il diritto del singolo cittadino a perseguire e proteggere i propri interessi. Al suo interno però si manifestarono correnti diverse, a volte opposte. Le due principali erano il costituzionalismo, finalizzato a ottenere la Costituzione contro lo strapotere dei sovrani sul popolo, e la democrazi, volta a ottenere l’uguaglianza di tutti i cittadini. Infine i sostenitori della democrazia che eliminasse le disuguaglianze sociali approdarono al socialismo. Tra di loro gli esponenti del socialismo utopistico miravano alla creazione di piccole unità cooperative di lavoratori dell’industria e dell’agricoltura in cui il denaro veniva sostituito dal baratto e scompariva la proprietà privata.<br />
Per Metternich l’Italia era “semplice espressione geografica”, ma di fatto, dopo le riforme napoleoniche, gli Italiani non potevano accettare passivamente il ripristino del vecchio ordine.<br />
Molto forti erano gli ideali e i loro sostenitori intensificarono la loro partecipazione alle società segrete, la più attiva delle quali era la Carboneria, che faceva parte di una rete internazionale composta da società simili.<br />
A seguito di un’insurrezione messa in atto dagli ufficiali in Spagna e in Portogallo, nel 1820 la Carboneria diede luogo nel Napoletano a dei moti di cui scopo era ottenere dal re la concessione della Costituzione spagnola del 1812, e ciò innescò la rivolta in Sicilia, che voleva invece la separazione dal regno. Anche in Piemonte i liberali insorsero per ottenere la Costituzione e creare un Regno dell’Alta Italia (composta da Lombardo-Veneto e Piemonte) sotto la Sovranità dei Savoia. A questo fine avevano cercato l’appoggio dell’erede al trono, il principe Carlo Alberto il quale, dopo averli incoraggiati, ritirò in un secondo momento il proprio appoggio. Tutti questi moti però furono repressi dalla Santa Alleanza.<br />
Anche la Russia fu teatro nel 1825 di un’esperienza insurrezionale: “moto decabrista”, i cui scopi andavano dalla concessione della Costituzione all’abolizione della servitù del gleba e alla redistribuzione delle terre. Anche questa volta si ebbe una pronta e feroce repressione.<br />
Nel 1821 esplose la ribellione dei Greci contro l’Impero turco, che fu schiacciata con tale ferocia da suscitare l’orrore delle popolazioni europee. A favore degli insorti si schierò lo zar di Russia provocando l’opposizione di Metternich. Il governo britannico invece, pur temendo un’espansione della Russia, dovette fare i conti con l’opinione pubblica favorevole al popolo greco. Quando, nonostante il loro eroismo, i Greci sembravano ormai sopraffatti, il governo di Londra riuscì ad ottenere che la Turchia concedesse l’autogoverno alla Grecia. Nel 1829, grazie all’intervento armato russo, essa ottenne l’indipendenza. Questa guerra ebbe forti ripercussioni sugli equilibri internazionali: essa costituì un precedente per le lotte d’indipendenza nazionale e un primo colpo all’efficienza della Santa Alleanza.]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 22:01:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/restaurazione-europa.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Autostima</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>L'autostima</strong></div>
<br />
 L'autostima è l'insieme di tutte quelle valutazioni che ci diamo di noi stessi, è un concetto multidimensionale che si basa su standard differenti:<br />
- standard ideale personale (come vorrei essere);<br />
- standard personale normale (come sono normalmente);<br />
- standard sociale (individuare e confrontarsi con uno standard ideale).<br />
<br />
<strong> Come si evolve</strong><br />
<span style="text-decoration:underline">0 - 6 anni:</span> i bambini a quest'età non potranno valutare, non c'è la capacità di valutare il sé, possono al massimo dire come sono abitualmente.<br />
<span style="text-decoration:underline">6 - 11 anni:</span> aiutare il bambino a valorizzarsi, se non lo si fa, il bambino andrà a valutare in modo negativo anche le cose positive. Da questo momento in poi il bambino incomincia a sviluppare l'autostima. Inizierà a cercare di capire come vorrebbe essere e a fare un confronto con gli altri.<br />
<span style="text-decoration:underline">12 - 15 anni</span>: vi sono alti e bassi in base alle situazioni che il ragazzo vive a casa e a scuola.<br />
La modalità di autovalutazione che il soggetto da, non è detto che nonostante sia un fatto negativo lo sia del tutto, in quanto potrebbe aiutare a combattere e a cercare di fare di meglio.<br />
Avere un'autostima alta, inoltre, ha effetti positivi: si hanno più amici, più rapporti armoniosi e meno paure.<br />
<span style="text-decoration:underline">18 - 20 anni</span>: di solito si raggiunge un punto di equilibrio intorno a quest'età e ci si stima in modo maggiore.<br />
<br />
<strong>Elemento alla base dell'autostima?</strong><br />
Alla base dell'autostima c'è sempre la fiducia. L'autostima globale può essere un'autostima sbilanciata (non si riesce a bilanciare tutti i settori).<br />
<em>Esempio:</em> <br />
Va tutto bene, tranne la scuola<br />
L'autostima globale può essere anche gonfia, ovvero quando ci si sopravvaluta. Secondo Kagan è svantaggiante, in quanto si ha meno successo di quanto si crede.<br />
Più si è aiutati e spronati e più i risultati saranno positivi. Serve ad avere un atteggiamento ottimista ed è importante anche come gli altri ci considerano. Dare fiducia ed avere fiducia, porta a impegnarsi. Per essere ottimisti bisogna andare a vedere la norma (se prendo sempre 4 e prendo 6 la norma è 4 oppure  se prendo sempre 8 e prendo 6 la norma è 8). Essere ottimisti può essere un incentivo, vado a verificare i fatti e situazioni esterne. Bisogna capire qual è la causa e qual è l'effetto.]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 19:06:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/sociologia/autostima-caratteristiche.html]]></link>
</item>
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<title>Anziani - Rapporto con la società</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>L'anziano e il rapporto con la società</strong></div>
<br />
Indici di riferimento all’età anziana: <br />
- accesso alla pensione; <br />
- momento in cui si verifica il decadimento psicofisico; <br />
- percezione relativa al sentirsi anziani; -autoprecezione della qualità della vita; -modificazioni nello stato civile e nella famiglia.<br />
Un numero crescente di anziani richiede nuovi interventi legislativi e assistenziali.<br />
<br />
<strong>Cambiamenti fisici</strong><br />
- apparato sensoriale: vista, udito, gusto e olfatto.<br />
- apparato cardiovascolare e respiratorio: diminuzione portata cardiaca e diminuzione dell’ossigenazione.<br />
- sistema muscolo scheletrico: osteoartrosi e osteoporosi, diminuzione masse muscolari.<br />
<br />
<strong>Sistema nervoso</strong><br />
Si verificano alterazioni dell'efficienza corporea, motricità, comportamento e pensiero.<br />
Meno neuroni, perdita densità dendritica, diminuzione dei tempi di reazione. <br />
La geriatria studia cure per malattie tipiche dell’anzianità.<br />
La gerontologia è lo studio dei fenomeni biologici, somatici, psicologici e sociali dell’anzianità.<br />
La geragogia è l'insieme di insegnamenti che dovrebbero portare ad una vecchiaia vitale e attiva.<br />
<br />
<strong>Cambiamenti cognitivi</strong><br />
Attenzione: difficoltà in attenzione distribuita.<br />
Percezione: difficoltà nell’attivazione contemporanea degli organi di senso.<br />
Memoria: difficoltà nel recupero delle informazioni recenti.<br />
Pensiero e intelligenza: calo a partire dai 30 anni.<br />
<span style="text-decoration:underline">Affettività e personalità </span>- questa capacità diminuisce negli anziani per abitudine e per una maggiore capacità di rappresentazione simbolica degli eventi.<br />
<span style="text-decoration:underline">Teoria del disimpegno</span>: l'anziano restringe il proprio spazio vitale (rapporti, relazioni sociali, ruoli…); individualismo; pensionamento o vedovanza visti come “permesso” della società a disinteressarsi rispetto ai ruoli e alle aspettativa sociali.<br />
Personalità e tendenza centripeta: tendenza a rivolgersi verso l’interno, a se stessi.<br />
<span style="text-decoration:underline">Problemi legati all'affettività</span>: colma le insicurezze con attaccamento esclusivo a familiari, all'abitazione, ecc…; troppa dipendenza affidando ad altri il superamento delle proprie difficoltà. Si ha la tendenza a risolvere la solitudine con nuovo rapporto di coppia. Si dà più attenzione alle parti del corpo malate che a quelle sane e lo usa come elemento al quale far dipendere tutte le attività svolte. Le alterazioni di vista e udito possono compromettere anche il campo affettivo.<br />
<br />
<strong>Cambiamenti sociali</strong><br />
Stereotipi e pregiudizi incidono sulle possibilità di ricercare una nuova identità, si adeguerà all’immagine che gli altri hanno di lui.<br />
Fattori che incidono sul livello di soddisfazione personale: reddito, stato coniugale, salute, personalità, relazioni sociali, religione e storia personale.<br />
<br />
<strong>Malattia</strong><br />
Valutazione multidimensionale (biologica, psicologica e socio - ambientale). <br />
Misura stato di salute funzionale: <br />
BADL – compiere attività quotidiane connesse alla cura della persona; <br />
IADL – attivare e compiere attività essenziali per l’indipendenza (tecnologie al di fuori dell’ambito domestico); <br />
AADL – intraprendere attività sociali o fisiche che non sono indispensabili per una vita autonoma.<br />
<span style="text-decoration:underline">Prevenzione</span>: sul singolo per prevenire disabilità, sulla vita del soggetto o volti a ridurre i fattori di rischio che ai quali la società è esposta.<br />
Grado di autosufficienza è correlato al grado di povertà e alla riduzione del nucleo familiare.<br />
Le <strong>demenze</strong> insorgono in età adulta o senile, in soggetti precedentemente sani a livello cognitivo e comportamentale. Le demenze primarie sono dovute ad una degenerazione del tessuto cerebrale, le demenze vascolari sono dovute da lesioni ischemiche che hanno portato ad un decadimento del tessuto cerebrale. I sintomi sono: decadimento della memoria e funzioni cognitive (memoria, orientamento spazio-temporale, pensiero, giudizio, linguaggio, motricità), alterazioni del comportamento e nelle normali attività quotidiane (badl, iadl), modificazioni a livello della personalità (accentuazione di aspetti negativi, deficit autocontrollo, mancata capacità di inibizione di un comportamento).<br />
La famiglia della persona con demenza può avere diverse reazioni come la depressione, la rabbia, l'imbarazzo, la solitudine e il senso di colpa.<br />
La confusione mentale è sempre presente in caso di demenza. Consiste in un'alterazione globale delle facoltà cognitive, fluttuazioni della coscienza, alterazioni psicomotorie e inversione del ciclo sonno - veglia.<br />
<strong>Morbo di Parkinson</strong>: intacca i neuroni dopaminergici (50 e 70 anni). Malattia neurologica imputabile a squilibri dei neurotrasmettitori. I sintomi sono: rigidità, bradicinesia, tremori a riposo, alterazioni posturali. Non bisogna considerare la persona con il morbo di Parkinson totalmente disabile, anzi, bisogna incoraggiarla ad effettuare delle attività quotidiane. C'è il bisogno psicologico di elaborare la malattia, ruolo e supporto sociale.]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 16:22:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/psicologia/anziani-rapporto-societa.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Fast food - Relazione</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Fast food - Relazione</strong></div>
<br />
In questa mia relazione tratterò degli effetti negativi e positivi, delle conseguenze e dei pregi che comporta seguire l’alimentazione offerta dai fast food.<br />
Essi sono nati in America negli anni ottanta. La traduzione italiana di “fast food” è cibo veloce. Infatti, queste imprese offrono un pasto che si può consumare velocemente, risparmiando tempo e denaro, come richiede la nostra società moderna. Prendendo in considerazione questi aspetti dei fast food sembrerebbe un’ottima idea consumare i propri pasti in questi luoghi, ma documentandosi da fonti sicure, si può notare come quest’alimentazione non sia del tutto coretta. Effettivamente i dati che il film <em>Super Size me</em> riporta, sono la prova che l’alimentazione offerta dai fast food sia potenzialmente pericolosa se seguita regolarmente. Questo film documenta un esperimento molto particolare: per un mese il protagonista prova a nutrirsi esclusivamente di hamburger. Dopo trenta giorni egli si ritrova quasi in fin di vita, con i valori del sangue sballati, trigliceridi e colesterolo alle stelle, otto chili in più e sintomi diffusi di debilitazione. Ciò accade perché il cibo dei fast food è pieno di grassi, fritture, additivi chimici e la carne è di infima qualità. Inoltre i fast food, in particolare <strong>McDonald’s</strong>, cercano di attirare la fascia di popolazione più giovane, attraverso spot pubblicitari nei quali compaiono i personaggi dei cartoni animati più amati dai bambini. I più piccoli, attratti da queste immagini, richiedono sempre più frequentemente di mangiare i succulenti panini che offrono i fast food, incrementando così il rischio di incorrere nell’obesità.<br />
Non voglio però esporre solamente gli aspetti negativi dei fast food. Posso notare anche alcuni aspetti positivi, come l’offerta di nuovi posti di lavoro per molti immigrati e l’ambiente caloroso che offrono i fast food. Infatti noto con piacere che gran parte dei lavoratori presenti nei fast food sono stranieri, con a carico una famiglia e che sono venuti in Italia per lavorare, non per vivere di criminalità come succede spesso.<br />
Entrando in un fast food mi sono sentita subito a mio agio: ambiente colorato, rassicurante, con tante persone che mangiano insieme. Tutto ciò dà un’idea di “grande famiglia”, dove ognuno è sereno e felice. Poi, pensando al cibo che stavo assumendo, ho pensato alla mia solita dieta mediterranea. Credo che la dieta che seguo sia sana ed equilibrata, fornisce al nostro organismo grassi, vitamine, proteine e carboidrati, ovvero tutto il necessario per condurre una vita salutare. Non disdegno però il concedersi ogni tanto uno strappo alla regola, “coccolando” anche la nostra golosità. Ovviamente senza troppi eccessi, altrimenti al posto di <em>fast</em> food potremmo parlare solamente di <em>fat</em> food!<br />
<br />
<strong>Bibliografia</strong><br />
Le parole del terzo millennio – Piccolo dizionario della convivenza civile<br />
Loescher – Pier Paolo Eramo, Marina Polacco, Gian Piero Brengetto.]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 16:20:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/alberghiero/alimentazione/fast-food-relazione.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Contratto - Invalidità ed inefficacia</title>
<description><![CDATA[<strong><div style="text-align:center">Invalidità ed inefficacia del contratto</div></strong>
<br />
Il contratto ha forza di legge tra le parti. Produce effetti obbligatori (nascita di obbligazioni tra le parti) ed effetti reali (se comporta il trasferimento della proprietà o di un diritto reale).<br />
Il contratto limita alle sole parti interessate gli effetti contrattuali, escludendo espressamente i terzi: è un principio di garanzia di fondamentale importanza, in quanto a nessuno può accadere di essere coinvolto in impegni contrattuali decisi da altri. È però ammessa la stipulazione di un contratto a favore di terzi, nel caso in cui lo stipulante ne abbia interesse (polizza sulla vita).<br />
<br />
<strong>Mutuo consenso</strong>: possibilità di far venire meno gli effetti del contratto attraverso l’accordo di entrambe le parti che possono sciogliere il contratto. Non è consentito sciogliere un contratto senza l’accordo di ogni parte, se non in alcuni casi previsti che corrispondono al diritto di recesso.<br />
Due tipi di recesso.<br />
<br />
<strong>Recesso legale:</strong> (riservato alla parte debole, cioè al compratore) è il potere riconosciuto dalla legge a un contraente di sciogliersi dal vincolo contrattuale (in alcuni casi in modo assoluto, in altri casi in dipendenza di determinate condizioni).<br />
RECESSO CONVENZIONALE: può operare quando gli stessi contraenti, al momento di concludere il contratto, concordano che una della parti abbia la facoltà di recedere dal contratto.<br />
<br />
<strong>Nullità</strong><br />
È legata alla presenza di vizi gravi, ed è la forma più grave di invalidità contrattuale.<br />
Vizi<br />
1.	mancanza di un elemento essenziale (causa, oggetto, accordo tra le parti, forma)<br />
2.	contrarietà a norme imperative di legge<br />
3.	illiceità della causa<br />
4.	illiceità, impossibilità o indeterminabilità dell’oggetto<br />
5.	violenza fisica<br />
6.	simulazione (stipulazione in apparenza per causare nei 3° determinate convinzioni non reali)<br />
7.	contratto in frode alla legge (in apparenza lecito ma in realtà non lo è)<br />
Il contratto nullo viene considerato inesistente dalla legge, come se non fosse stato mai concluso.<br />
La nullità è assoluta, cioè la richiesta di rendere nullo un contratto può essere avanzata da chiunque vi abbia interesse. Può essere anche dichiarata dal giudice senza alcuna richiesta ed è quindi rilevabile d’ufficio. NON è soggetta a termini di prescrizione (è perpetua), le parti che hanno concluso un contratto nullo NON possono sanarlo (è insanabile). LA NULLITA’ OPERA AL DI SOPRA DELLE PARTI.<br />
La sentenza con cui si dichiara la nullità di un contratto opera con effetti retroattivi.<br />
<br />
<strong>Cause di annullabilità</strong><br />
- incapacità di agire legale (minorenni e interdetti ) di una o entrambe le parti<br />
- vizi della volontà -&gt; <strong>errore</strong> (errata rappresentazione della realtà), <strong>violenza</strong> (minaccia di un male ingiusto e notevole), <strong>dolo</strong> (serie di raggiri che inducono una persona a manifestare la volontà contrattuale che non avrebbe altrimenti espresso).<br />
Una persona normalmente capace di agire si può trovare in una situazione di incapacità naturale provocata da una causa transitoria e stipulare un contratto; in questo caso egli potrà ottenere l’annullamento di quel contratto solo se proverà la mala fede dell’altro contraente.<br />
<br />
<strong>Differenze annullabilità/nullità</strong><br />
L’annullabilità è relativa (l’azione di annullamento può essere fatta solo da un soggetto che ne può trarre vantaggio). L’annullabilità non è rilevabile d’ufficio, si prescrive nell’arco di 5 anni, è anche sanabile poiché le parti possono accordarsi tra loro per convalidare il contratto. La convalida può essere espressa o tacita se la parte che richiede l’annullamento dà esecuzione al contratto pur sapendo del difetto dell’annullabilità.<br />
<br />
<strong>Rescissione</strong><br />
Ci sono casi in cui un contratto può essere reso inefficace a causa della sproporzione tra le prestazioni che costituiscono l’oggetto.<br />
1.	contratto concluso in stato di pericolo: il contratto stipulato a condizioni non eque, per la necessità (nota alla controparte) di salvare sé stesso o altre persone (es.: naufrago-barca).<br />
2.	contratto concluso in stato di bisogno: se la sproporzione dipende da uno stato di bisogno di una parte, del quale l’altra ha approfittato per trarne vantaggio, il danneggiato può domandare la rescissione (rescissione per lesione, siccità-acqua).<br />
L’azione di rescissione deve essere esercitata entro 1 anno dalla conclusione del contratto.<br />
<br />
<strong>Risoluzione del contratto</strong><br />
In caso in cui lo scambio tra le prestazioni non può più avvenire alle condizioni stabilite o non può effettuarsi del tutto, la legge ammette la possibilità di risolvere il contratto (liberare le parti dagli obblighi assunti) salvo il risarcimento dei danni subiti da una di loro.]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 16:18:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/contratto-invalidita-inefficacia.html]]></link>
</item>
<item>
<title>1700 - Ideologie</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Contesto storico - letterario del 1700</strong></div>
<br />
<strong>Uomo al centro del mondo</strong><br />
L'uomo con la forza della ragione diventa padrone del suo mondo, lo organizza e lo domina senza bisogno di ricorrere a dogmi o superstizioni.<br />
<br />
<strong>Cosmopolismo</strong><br />
Afferma che ogni essere umano è uguale a tutti gli altri.<br />
<br />
<strong>Filantropismo</strong><br />
Amore verso tutti gli uomini che porta ad operare per il loro bene.<br />
<br />
<strong>Diritti delle donne</strong><br />
Il cosmopolitismo doveva riguardare anche le donne, poiché se tutti gli uomini erano uguali, perchè non dovevano esserlo anche le donne?<br />
<br />
<strong>Critica dell'autorità politica e religiosa della tradizione</strong><br />
L'illuminismo si scontrò con la chiesa e mise in dubbio sia l'autorità religiosa, sia quella politica. Gli illuministi credevano che questi due poteri della società non fossero costruiti su basi veritiere e dimostrabili.<br />
<br />
<strong>Rifiuto delle religioni rivelate e del fanatismo religioso</strong><br />
I filosofi illuministi rifiutarono le religioni “classiche” e il fanatismo religioso conseguente alla poca istruzione della società. Gli illuministi lottavano contro la superstizione e il fanatismo. Le religioni come l'ebraismo, il cristianesimo e l'islamismo venivano criticate perché erano caratterizzate da alcuni elementi (riti, dogmi e credenze) che essi ritenevano la causa dell'odio sociale.<br />
<br />
<strong>Religione naturale</strong><br />
Gli illuministi credevano in una religione naturale, genuina e spontanea dell'uomo, bastata su verità razionali e dimostrabili.<br />
<br />
<strong>Deismo</strong><br />
Fu una tendenza molto diffusa tra gli illuministi, che rifiutando una fede non razionale cercarono di limitare la religione nella razionalità.<br />
<br />
<strong>Ateismo</strong><br />
Mise in dubbio il concetto di religione, considerandola come frutto dell'immaginazione, della paura o degli interessi umani.<br />
<br />
<strong>Materialismo e meccanicismo</strong><br />
Il materialismo è una teoria secondo la quale l'uomo è mosso solamente da motivazioni biologiche e ambientali. Il meccanicismo è una corrente di pensiero che cercava di spiegare scientificamente tutti i fenomeni, considerava il mondo come una grande macchina nella quale nulla era referibile a Dio.<br />
<br />
<strong>Critica politica dell'antico regime</strong><br />
Portò Montesquieu a teorizzare la separazione dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario.<br />
<br />
<strong>Separazione dei poteri</strong><br />
Teorizzata da Montesquieu, era basata sugli ideali della tolleranza e sul rifiuto del dispotismo. La separazione dei poteri fu un punto centrale per la salvaguardia della libertà politica.<br />
<br />
<strong>Rifiuto del mercantilismo</strong><br />
Gli illuministi criticavano la politica mercantilistica dei governi, perchè ostacolava la libera circolazione delle merci.<br />
<br />
<strong>Fisiocrazia</strong><br />
Quesnay fu il caposcuola della fisiocrazia. Questa teoria credeva nel potere della natura, afferma che l'agricoltura è fondamentale nell'economia di un paese, poiché è l'unica attività che crea un prodotto netto, mentre l'industria e il commercio si limitano a trasformarla.<br />
<br />
<strong>Liberismo</strong><br />
Fu una teoria di Smith ed è tutt'ora alla baste dell'economia moderna. Sostiene che il lavoro produce ricchezza, e quindi la persona deve avere le condizioni adatte di compiere le scelte economiche che ritiene più adatte, senza l'intervento dello stato.<br />
<br />
<strong>Primato della ragione e libertà di giudizio</strong><br />
Gli illuministi sostenevano che la ragione avesse un ruolo molto importante nella società e nell'uomo. Allo stesso modo la pensavano sulla libertà di parola e quindi sulla libertà generale umana.<br />
<br />
<strong>Intellettuali come guida della società</strong><br />
Voltaire proponeva un modello di sovrano “illuminato”, che avesse potere assoluto e che garantisse la libertà dei cittadini contro l'eccessivo potere e i privilegi della nobiltà.<br />
<br />
<strong>Divulgazione per un pubblico borghese</strong><br />
In quell'epoca si diffusero anche molti Caffè, luoghi in cui si riunivano intellettuali e borghesi a discutere su argomenti di letteratura civilmente impegnata, usando un linguaggio accessibile a tutti.<br />
Anche i giornali favorirono la divulgazione di conoscenze utili alla vita sociale, di polemiche contro la tradizione.]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 16:16:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/settecento-letteratura/700-contesto-storico/ideologie-contesto.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Italia - Problemi della destra e sinistra storica (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La destra e la sinistra storica in Italia</strong></div>
<br />
<strong>Destra storica</strong><br />
1861-1876: ne fanno parte i moderati eredi di Cavour (aristocrazia terriera).<br />
E' detta storica perché contribuì alla formazione dell’Italia.<br />
Aveva una posizione di centro, la vera destra erano i clericali e i reazionari dell’Italia prima dell’unificazione. <br />
<br />
Legame: concezione liberale dello Stato (destra e sinistra liberale, espressione di una piccola parte del paese).<br />
<br />
<strong>Sinistra storica</strong><br />
E' composta dai mazziniani e dai garibaldini.<br />
Posizione più democratica della destra storica, rappresentava la borghesia cittadina.<br />
<br />
<strong>Legge elettorale del Regno di Sardegna</strong><br />
Può vuotare solamente chi:<br />
- è di sesso maschile;<br />
- ha compiuto 25 anni;<br />
- sa leggere e scrivere;<br />
- paga 40 lire di imposte l’anno.<br />
Quindi, solo il 2% della popolazione aveva diritto di voto.<br />
Differenza tra paese reale e paese legale. I partiti moderni non esistevano ancora.<br />
<br />
<span style="text-decoration:underline">Sistema uninominale</span>: ogni collegio elegge un solo candidato.<br />
<br />
<strong>Cavour</strong> muore nel 1861 e gli succedette <strong>Bettino Ricasoli</strong>. Risolvere il problema dello stato accentrato (come quella della Francia in cui c'era una struttura gerarchica, controllo su enti locali attraverso i prefetti) o decentrato (sul modello della Gran Bretagna in cui la libertà amministrativa e giudiziaria era affidata alle contee).<br />
L’Italia divenne uno stato accentrato, venne divisa in province e vennero nominati i prefetti, i comuni non avevano alcuna autonomia. La costituzione divenne lo Statuto Albertino e venne estesa la lira a tutta l’Italia (piemontesismo). Nel mezzogiorno d’Italia scoppiò una rivolta sociale subito dopo l’unificazione.<br />
<br />
<strong>Il brigantaggio (questione meridionale)</strong><br />
Tra il 1860 e il 1865 ci fu una rivolta politica e sociale nata dalle pesanti tasse e dal servizio militare obbligatorio. Per evadere dalla leva obbligatoria, molti ragazzi e diversi uomini scapparono rifugiandosi, spesso nei boschi: nacque, così, il brigantaggio che si estese maggiormente al sud, ad eccezione della Sicilia. Le bande erano formare da ex soldati, disertori, contadini e banditi. La destra storica cercò di reprimere questo fenomeno senza focalizzare l’attenzione sui problemi che accesero questa rivolta.<br />
<br />
<strong>Pareggio del bilancio</strong><br />
la povertà in Italia era diffusa, soprattutto nelle campagne e l'obiettivo del neonato stato era la crescita economica. Il bilancio era in forte deficit. La destra storica  favorì il libero scambio sia interno (abbattere dogane interne), che esterno (estendendo in tutto il paese le tariffe doganali piemontesi, e più basse d’Europa).<br />
La destra storica si prefissò l’obiettivo del pareggio del bilancio dello Stato (ministro delle finanze Quintino Sella). Vennero venduti all’asta i terreni ecclesiastici e demaniali. Così però si arricchirono solo i latifondisti, la gente comune non era in grado di competere con le loro disponibilità economiche.<br />
Si fece ricorso al prelievo fiscale: imposte dirette (redditi delle persone) e imposte indirette (sui prodotti).]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 16:12:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-contemporanea/italia-destra-sinistra.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Romanticism (4)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>The Romanticism</strong></div>
<br />
<strong>The age of revolution</strong><br />
During the 18th century, British society attained a high level of political and social stability. George Washington became the first president of the USA with the American Declaration of Independence (1776). It was written by Thomas Jefferson that said that its inhabitants had the right to “life, liberty and the pursuit of happiness”, so there was the loss of the American colonies. Both Revolution (French Revolution and Industrial Revolution) were different from the “Glorious Revolution”: the aim of revolution now, was no longer to restore society to an earlier “uncorrupted” state but to get rid of old forms of government and find new and more just ways to organize and govern society.<br />
<br />
<strong>Industrial revolution</strong><br />
There was an economic development in England from 1760 to the middle of 19th century, and it became an industrial country. There were new sources of power (like coal and steam) and technological inventions like steam engine. There was the Great Exhibition of 1851, where there were the most important inventions.<br />
<br />
<strong>The French revolution: from emancipation to terror </strong><br />
It inaugurated an age of political and social change that influenced the political culture of most of Europe. In Britain there were intellectual people like Blake, Coleridge and Wordworth. Burke, a thinker of that period, condemned the Revolution’s violence in his Reflections on the French Revolution (1790). He said that society should develop through reforms and not revolution. Then, there was Thomas Paine who did The Rights of Man (1791-92) where he wrote that everybody had natural rights not based on property and birth. He wanted a redistribution of resources for the poor. He escaped thanks to Blake. Britain want a national unity and there were a lot of bloody power struggles between Jacobins and Girondins in 1793. From Robespierre, in that period there was the idea of liberty, equality and fraternity for all.<br />
<br />
<strong>Turner</strong><br />
He began exhibiting his works when he was a teenager and they had successful. During his career, he worked as a meteorologist and topographic draughtsman. Then he refined his painting technique according to Romantic principles, translating ordinary scenes into quasi-abstract light-fields which expressed his emotional and physical perception of the landscape. He painted two important picture: <em>Snow Storm</em> and <em>Rain, Steam and Speed</em>. <em>Snow Storm</em> (1842) is so realistic that it looks like you are into it, it represents a night with storm.<em> Rain, Steam and Speed</em> (1844) represents a train that go very speedy, but the picture gives the sense of the speedy and it was very technological and new for the period.<br />
<br />
<strong>Napoleonic wars</strong><br />
After the French Revolution, in France Napoleon took the power from 1769 to 1821. He was born in Ataccio a few days after Corsica became French possession. He had Italian roots, and he was a general. He led the French army against U. K. In 1805 was protected from French invasion by the admiral Nelson, who defeated France in the battle of Trafalgar, in which he died. In the same year, Napoleon won also the Battle of Austerlitz. But there was a turning point, in the was against England, fought in Spain. So he decided to invade Russia (1814). But it was an unsuccessful , and he was defeated at Lipsia, together with the defeat inflicted by Wellington, and so he was sent in exile to the Island of Elba, but he escaped an collected an army, and he was at Waterloo when he lost and he was sent to St.Helena in 1821.<br />
<br />
<strong>Free trade and political repression</strong><br />
The reign of George III is one of the most long in the English history. He was unpopular king and he surrounded himself with a party of sympathizers called the King’s Friends or New Tories. During his reign, his son William Pitt the Younger  became the prime minister. He was with the king against Parliament and he accepted his conservative ideas. William supported the interests of the land - owning aristocracy. He was<br />
a remarkably different politician from Walpole and he showed financial ability and integrity in refusing methods of government by bribery.<br />
He was influenced by the ideas of the economist Adam Smith who with An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of the Nations  proposed the end of the government’s regulation of trade. In 1801<br />
trying  to control rebellion in Ireland, Pitt did the Act of Union; with it, Irish Parliament was absorbed into English Parliament.]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 15:45:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-inglese-1800-1900/romantismo-letteratura-inglese.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Operazioni binarie</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Operazioni binarie</strong></div>
<br />
Abbiamo quattro operazioni binarie: addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione.<br />
Ricordiamo che in binario esistono solo le cifre ‘0’e ‘1’.<br />
Quindi la tabella dell’addizione è la seguente:<br />
0 + 0 = 0<br />
0 + 1 =1<br />
1 + 0 = 1<br />
1 + 1 = 0 con riporto di 1 (cioè 10)		1+1=10<br />
Ecco un esempio di addizione:<br />
(1100)₂+(10)₂=(?)₂<br />
	(1100)₂+<br />
	  (110)₂=<br />
-----------------------<br />
             (10010)₂<br />
<br />
(1100)₂+(10)₂=(10010)₂<br />
La tabella della sottrazione:<br />
0 – 0 = 0<br />
0 – 1 = 1 con prestito di 1<br />
1 – 0 = 1<br />
1 – 1 = 0<br />
Esempio di sottrazione binaria:<br />
(11101)₂-(110)₂=(?)₂<br />
	(11101)₂ -<br />
	    (110)₂ =<br />
	(10111)₂<br />
<br />
(11101)₂-(110)₂=(10111)₂<br />
Tabella della moltiplicazione:<br />
0 * 0 = 0<br />
0 * 1 = 0<br />
1 * 0 = 0<br />
1 * 1 = 1<br />
Esempio di moltiplicazione binaria:<br />
(1101)₂*(11)₂=(?)₂<br />
	(1101)₂*<br />
	    (11)₂=<br />
	  1101 +<br />
	11010 =<br />
           (100111)₂<br />
<br />
(1101)₂*(11)₂=(100111)₂<br />
<br />
Tabella della divisione:<br />
0/0= nd (non definito o impossibile)<br />
0/1= 0<br />
1/0= nd<br />
1/1=1<br />
Esempio di divisione binaria:<br />
(111001)₂/(110)₂=(?)₂<br />
	____  _ _ _<br />
(1 1 1 0 0 1)₂/(110)₂=<br />
	-1 1 0<br />
----------------------<br />
	 = = 1 0 0 1<br />
	         -1 1 0 <br />
 	------------------<br />
    	     = = 1 1 0<br />
	          -1 1 0<br />
	   --------------------<br />
	            = = =]]></description>
<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 21:25:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/operazioni-binarie.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Disabilità</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Le disabilità</strong></div>
<br />
Secondo l'Oms occorre distinguere fra:<br />
- <strong>menomazione</strong> (sfera organica): perdite o anormalità a carico di arti, organi o funzioni mentali;<br />
- <strong>disabilità</strong> (conseguenze delle menomazioni sul piano fiunzionale): carenza della capacità di svolgere un’attività nel modo o nei limiti ritenuti normali;<br />
- <strong>handicap</strong> (svantaggi che il soggetto sperimenta in campo sociale): conseguenze sul piano sociale della disabilità e della menomazione.<br />
<br />
Secondo l'Icf la disabilità è iuna conseguenza di una relazione tra la salute di una persona, i fattori personali e i fattori ambientali. La salute è multidimensionale, ossia è un'interazione di fattori valutabili. L’Icf sposta l’attenzione sull’analisi delle interazioni tra individuo e ambiente. Scopi: visione ampia della salute, delineare le condizioni cliniche e descriverle in modo completo, facilitare la pianificazione degli interventi, andare oltre ad un modello prettamente medico, diventare uno strumento condiviso per facilitare la comunicazione tra operatori di diversi settori.<br />
<br />
<strong>ICF</strong><br />
1° parte: funzionamento - insieme funzioni corporee;<br />
disabilità: complessità delle interazioni tra menomazioni.<br />
2° parte: fattori contestuali - fattori che costituiscono il contesto della vita dell’individuo, ossia fattori ambientali e personali.<br />
<br />
<strong>Danni della disabilità</strong><br />
Le strutture del sistema nervoso e le funzioni mentali; occhio, orecchio e sensi; strutture collegate al movimento.<br />
<br />
<strong>Ritardo mentale</strong><br />
Ci sono due classificazioni dell’efficienza intellettiva: <br />
- chi considera l’intelligenza un tratto stabile della persona (test Q.I.);<br />
- chi considera il ritardo mentale con una valutazione dell’interazione tra individuo e ambiente (capacità di adattamento all’ambiente).<br />
<span style="text-decoration:underline">Aspetti cognitivi</span><br />
- attenzione e percezione limitate;<br />
- memoria (sia memorizzare che ricordare, i disabili non sanno usare un metodo in più contesti);<br />
- pensiero dominato dalla concretezza, difficoltà nel pianificare e prevedere situazioni, rigidità del pensiero come capacità di estendere una conoscenza in una situazione ad altre situazioni, tendenza a regredire in forme di pensiero meno evolute, inerzia mentale, carenza di competenze linguistiche.<br />
<br />
<strong>Ritardo mentale secondo Dsm IV (manuale diagnostico e statistico dei ritardi mentali)</strong><br />
Criteri che ne individuano la presenza sono:<br />
- A: Q.I. di 70 o meno<br />
- B: deficit nella capacità di adeguarsi agli standard dell’età e dell’ambiente culturale<br />
- C: esordio prima dei 18 anni di età.<br />
<br />
<strong>Ritardo mentale secondo AAMR</strong><br />
Centra attenzione su:<br />
- capacità residue del soggetto;<br />
- ambienti di vita;<br />
- il funzionamento reale dell’individuo con l’uso di strumenti personalizzati.<br />
La classificazione è basata sul grado di aiuto di cui necessitano i soggetti (aiuto intermittente, limitato, esteso, pervasivo). Non definisce la persona ma si concentra sul problema funzionale che lo caratterizza. Per rilevare presenza RM: Q.I. inferiore a 75; epoca di insorgenza antecedente al diciottesimo anno di età; deficit rilevanti in almeno due tra le aree delle abilità adattive.<br />
Il tecnico dei servizi sociali potrà trarre vantaggio da:<br />
- DSM perché “fotografa” una situazione,<br />
- AAMR perché dà maggior conto ai trattamenti terapeutici ma non consente di differenziare le forme gravi da quelle lievi.<br />
<br />
<strong>Ritardo mentale lieve (50-70 Q.I.)</strong><br />
Circa 85 - 90% della popolazione dei ritardati mentali.<br />
Livello di gravità più frequente, causato da fattori ambientali. Capacità senso motorie hanno alterazioni minime, le difficoltà intellettive emergono durante la scolarizzazione quando vengono avanzate richieste specifiche. Acquisiscono il linguaggio con qualche ritardo, la maggior parte raggiunge una piena autosufficienza della cura di sé e nelle abilità pratiche e domestiche anche se più lentamente. Le maggiori difficoltà si incontrano nella capacità di far fronte alle innovazioni e ad effettuare scelte.<br />
<br />
<strong>Ritardo mentale moderato (35 - 55 Q.I.)</strong><br />
Circa 10% della popolazione dei ritardati mentali. Piccoli deficit motori ma permangono carenze nella rapidità e nella coordinazione dei movimenti. Lo sviluppo della comprensione e dell’uso del linguaggio è lento e raggiungono un livello modesto. La memoria è di tipo meccanico, il giudizio e il senso critico è minimo e sempre legato a dati percettivi. Difficilmente progrediscono oltre il livello della seconda elementare nelle materie scolastiche. È necessaria la presenza di una guida costante.]]></description>
<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 20:00:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/psicologia/disabilita-tipologie.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Azienda agraria - Bilancio preventivo</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Bilancio preventivo di un'azienda agraria</strong></div>
<br />
Nel documento allegato si può trovare un modello di bilancio preventivo di un'azienda agraria, con calcoli della PLV, quote, calendario agricolo, calcolo dei compensi.]]></description>
<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 19:02:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/agraria/azienda-agraria-bilancio-preventivo.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Espressionismo - Fauves e Die Bruche</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Espressionismo</strong></div>
<br />
Arte tedesca del primo Novecento: Fauves e Die Bruche.<br />
Entrambe le correnti hanno l’esigenza di contrapporsi all’Impressionismo.<br />
- Impressione: moto dall’esterno all’interno in cui la realtà (oggetto) si imprime nella coscienza (soggetto);<br />
- Espressione: moto dall’interno all’esterno in cui il soggetto si imprime nell’oggetto. C'è il superamento del carattere sensorio partendo dalla premessa impressionista. Infatti l’Impressionismo ha un atteggiamento sensitivo, mentre l’Espressionismo volitivo (volontà di forgiare il presente).<br />
In entrambi i casi è necessario l’incontro tra soggetto e oggetto, cioè l’affronto diretto del reale:<br />
l’Espressionismo presuppone l’Impressionismo, sono entrambi movimenti realisti.<br />
<br />
<strong>Espressionismo</strong><br />
E' l’arte di evasione, subordina la comunicazione alla conoscenza di un codice.<br />
Il valore di esperienza visiva è visto come momento primo del rapporto tra soggetto e oggetto e fondamento della coscienza.<br />
Die Brüche e i Fauves sono due correnti che nascono con l’intento di superare il coscmopolitismo delle correnti artistiche moderne a favore dell’internazionalismo e tendono a cercare una soluzione dialettica della contraddizione tra classico e romantico (cioè tesi - antitesi - sintesi), cioè tra la cultura latino - mediterranea e germanico - nordica.<br />
I Fauves la classicità mitica e universale va privata dei contenuti storici del classicismo.<br />
Die Brüche, invece, considera il Romanticismo come condizione esistenziale dell’essere umano, cioè come volontà di lotta contro il passato che opprime il presente (ansia e angoscia di essere travolti dalla realtà)<br />
Entrambe hanno come punto di riferimento l’arte dei primitivi, vogliono affrontare la situazione storia presente e sono opposte alla società che voleva sottolineare il distacco tra cultura latino - mediterranea e germanico - nordica per giustificare i motivi ideali “Deutscherland über alles” per la Prima guerra mondiale.<br />
C'è il <strong>tema dell’esistenza</strong> e i due movimenti sono influenzati da:<br />
- <strong>Bergson</strong>: la coscienza è vita in continuo fluire, continua comunicazione tra oggetto e soggetto (dissoluzione dell’io), slancio vitale che determina i fenomeni psicologici;<br />
- <strong>Nietzsche</strong>: la coscienza è esistenza come volontà di imporsi sulla realtà per vivere ogni singolo istante contro la morale comune e contro il passato che impedisce di vivere il presente.<br />
L’arte vuole riappropriarsi del suo valore universale:<br />
- Verismo: Sisley: descrizione realtà in tutti i suoi aspetti;<br />
- Impressionismo: Monet: attenzione alle sensazioni evocate dalla realtà.<br />
Il superamento del modernismo dà origine a:<br />
- Italia: Stile floreale;<br />
- Francia: Art Nouveau;<br />
- Germania, Austria e Francia: Jungen Style;<br />
- Vienna: Art Tonner;<br />
- Inghilterra: Liberty.<br />
<br />
<strong>Fauves</strong><br />
Marquet, Van Dongen,  Matisse e Derain (per aggressività del colore) sono i principali esponenti di questa corrente espressionista.<br />
1. Unico scopo è opporsi al decorativismo edonistico dell’Art Nouveau e all’inconsistenza formale e all’evasione spiritualistica del Simbolismo.<br />
2. Basa la sua ricerca sulla possibilità costruttiva del colore  funzione plastico-costruttiva del colore (prima si mette il colore poi si delineano i contorni): il colore ha una forza e una capacità espressiva di per sé, uno slancio vitale.<br />
3. Risoluzione dualismo tra sensazione (colore) e costruzione (forma plastica, spazio): potenziamento costruttività intrinseca del colore (il colore come elemento strutturale della visione).<br />
Cezanne e Van Gogh: scomposizione del colore per mettere in evidenza la struttura dell’immagine dipinta, pennellate nette con ordine per dare l’idea della costruzione materiale dell’immagine (funzione plastico-costruttiva del colore).<br />
4. Vogliono la struttura autonoma e autosufficiente del quadro come realtà a sé: mirano a raggiungere l’unità tra la struttura dell’oggetto e quella del soggetto, cioè continuità tra esterno e interno che arrivi allo slancio vitale (creatività della realtà che si arricchisce): possibile solo con l’arte.<br />
5. Da Van Gogh a Cézanne riprendono le forme sintetiche, le immagini bidimensionali e uno spregiudicato uso del colore che diventa principale mezzo espressivo.<br />
6. Il gruppo si disperde quando Picasso nel 1907 pone le basi del Cubismo con “Les demoiselles d’Avignon” e determina una rivoluzione nella cultura artistica francese.<br />
<br />
<strong>Die Bruche</strong><br />
Ideologia populista: arte connessa con la cultura pratico-operativa delle classi lavoratrici.]]></description>
<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 15:16:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-arte/moderna-contemporanea/espressionismo-correnti.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Informazioni - Tecniche di trasmissione</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Tecniche di trasmissione delle informazioni</strong></div>
<br />
<strong>Il codice, il protocollo, la tecnica</strong><br />
Nella trasmissione delle informazioni occorre che siano stabilite e rispettati:<br />
1. il <strong>codice</strong> (code) di trasmissione, cioè le regole secondo le quali il messaggio viene trasformato prima di essere inviato;<br />
2. il <strong>protocollo</strong> (protocol) di trasmissione, cioè l’insieme delle regole che permettono uno scambio corretto ed ordinato delle informazioni;<br />
3. la <strong>tecnica </strong>(tecnique) di trasmissione, cioè le modalità e gli strumenti con i quali viene effettuata la trasmissione.<br />
Quindi i caratteri e i simboli che compongono il messaggio vengono trasformati per viaggiare sul canale o mezzo trasmissivo che collega l’emittente e il ricevente e prendono il nome di segnali (signals), che nelle telecomunicazioni possono essere:<br />
- di tipo digitale (digital);<br />
- di tipo analogico (analog).<br />
I primi sono associati a cifre (come il computer che da segnali digitali) mentre i secondi vengono rappresentati da grandezze che variano in continuità nel tempo (come le linee telefoniche).<br />
<br />
<strong>Operazioni su stringhe</strong><br />
- Concatenazione (linking):  o + (il + deve essere dentro il cerchio);<br />
- estrazione (extracting);<br />
- conteggio (counting). 		L<br />
<em>Esempio</em><br />
A←”mori	B←”rete ”	C←”subito”<br />
D←A o+ B o+ C = “morirete subito” (esempio di concatenazione)<br />
Lᴀ= 4		Lᴃ=5		Lᴄ=6		Lᴅ=15 (esempio di conteggio)<br />
<em>Esempio di estrazione</em><br />
S←”Rockkaristar” (stringa originaria)<br />
E←”karistar” (sotto stringa)<br />
D←”star” (sotto sotto stringa)<br />
Lѕ= 12		Lᴇ= 8		Lᴅ= 4 (esempio di conteggio)<br />
Una stringa si dice <strong>palindroma</strong>, quando di può leggere da destra a sinistra e da sinistra a destra, cioè in entrambi i sensi.<br />
Es.:<br />
Q ←”ANNA”<br />
S←”RAGAR”<br />
C←”ANILINA”<br />
X←”I TOPI NON AVEVANO NIPOTI”  (prova a leggere da destra a sinistra, vedrai che è come leggere da sinistra a destra).]]></description>
<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 14:18:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/informazioni-tecniche-trasmissione.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Concilio di Gerusalemme</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Concilio di Gerusalemme</strong></div>
<br />
Il primo concilio si può considerare quello che si è svolto nel 49 d.C. a Gerusalemme, dove gli apostoli si trovano con Pietro e Paolo per discutere se fosse necessario che i nuovi credenti provenienti dal paganesimo dovessero essere circoncisi come gli Ebrei è il problema  degli idolititi, cioè questioni relative alle carni sacrificate agli idoli.<br />
A noi può sembrare un problema secondario ma il dibattito a quel tempo era molto acceso: c'era chi sosteneva che per diventare cristiani fosse necessario solo il battesimo e chi invece sosteneva che bisognava rispettare il rito giudaico della circoncisione.<br />
Gli apostoli, dopo un lungo confronto, decisero che solo nel nome di Cristo si ottiene la salvezza, dunque la circoncisione era inutile, bastava fare il battesimo.<br />
In merito agli idolotiti i cristiani che non credevano negli idoli pagani pensavano che le carni sacrificate alle divinità pagane e che venivano vendute anche sui pubblici mercati potessero essere mangiate legittimamente senza per questo peccare di idolatria. I giudei cristiani invece si ritenevano scandalizzati da quel comportamento perché consideravano la consumazione di quelle carni come un sacrificio offerto agli idoli. Per rispettare la sensibilità di tutti l'apostolo Giacomo chiede ai cristiani di sostenersi dal mangiare gli idolotiti. L'esperienza di Gerusalemme divenne un modello per la vita della Chiesa. Infatti, successivamente la Chiesa ha fatto 21 concili, da quello di Micea nel 325 al concilio Vaticano II° (1962-1965).]]></description>
<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 08:29:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti-religione/concilio-di-gerusalemme.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Droga</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La droga</strong></div>
<br />
La droga è una sostanza psicoattiva che agisce sul cervello (sistema nervoso) e altera l'equilibrio psicofisico dell'organismo.<br />
La droga si può assumere in vari modi: per via nasale, per vena o inalando e fumando. <br />
La droga provoca dipendenza fisica e psicoattiva, assuefazione e tolleranza.<br />
Ci sono droghe illegali e legali.<br />
Per quanto riguarda la Cannabis, l'eroina e la cocaina l'uso è vietato, mentre per la nicotina, la caffeina, l'alcool, queste, anche provocando dipendenza sono legali. Possiamo distinguere le droghe in:<br />
- inalanti: vapore di sostanze chimiche;<br />
- sintetiche: medicine e anfetamine usate per particolari patologie;<br />
- psicofarmaci: medicinali prescritti dal medico ma non sempre usati in modo corretto;<br />
- designer e Drugs: droghe che vengono prodotte in laboratorio (sostanze chimiche).<br />
I comportamenti e gli effetti fisici dipendono dal tipo dii droga usata. Per esempio, chi fa uso di eroina ha gli occhi lucidi, rossi e gli si rimpiccioliscono le pupille, il naso gli cola, ha colpi di tosse che avvengono durante la pausa tra due dosi, mangia molti dolciumi e ha molta voglia di dormire durante la giornata.<br />
Mentre chi fa uso di cannabis è felice, parla ad alta voce e ride senza motivo e c'è un periodo di dormiveglia.<br />
Ci sono anche degli Up e i Down ciò significa che in un momento ti senti felice più del solito, invincibile a tal punto da poter spaccare il mondo (up) e in un momento dopo sei triste e credi di avere tutti contro (down). Questa è una fase che si attraversa. <br />
C'è una legge che disciplina l'uso delle droghe ed è la 309. Questa legge afferma che chi fa uso di droghe e le usa per lui stesso è considerato un tossico dipendente e non può può svolgere i più semplici lavori ed è costretto a fare visite per vedere se assume ancora droghe e viola l'articolo n° 75, scritto nel 1990.<br />
Non è una buona cosa far uso di droghe perché può provocare seri danni fisici e mentali e può cambiare la vita (peggiorarla) e se si viola l'articolo 73 si fanno dai 3 ai 5 anni in carcere.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 22:39:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/biologia/nozioni-basilari/droga-problemi.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Sistema operativo (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Il sistema operativo</strong></div>
<br />
Il primo sistema operativo è il CP/M80. Successivamente ci fu il MSDOS e il MacOS lanciato nel 1984 dall'Apple.<br />
La Microsoft avrebbe commercializzato il sistema operativo Windows nel 1985. <br />
Un sistema operativo è un insieme di programmi che consentono ad un utente di utilizzare un computer in maniera tale da:<br />
- nascondergli tutti i dettagli tecnici della macchina;<br />
- offrirgli un'interfaccia semplice ed intuitio;<br />
- ottimizzare l'uso delle risorse della macchina.<br />
Il sistema operativo ha una struttura a cipolla.<br />
Il sistema operativo si classifica in:<br />
- sistema dedicato;<br />
- sistema a lotti;<br />
- sistema interattivo multiutente.<br />
Nel sistema dedicato si poteva svolgere un solo programma per volta, che aveva disposizione tutte le risorse della macchina.<br />
Nel sistema a lotti o batch i vari programmi venivano caricati in lotti nel computer e venivano eseguiti l'uno dopo l'altro in sequenza. I risultati venivano stampati alla fine e l'utente non interagiva con la macchina.<br />
Il sistema interattivo multiutente mette a disposizione degli utenti le risorse secondo la tecnica del time sharing. In questo caso la CPU deve essere veloce e le dimensioni della memoria centrale devono essere notevoli.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 18:19:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/sistema-operativo-funzione.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Catullo - La morte del passerotto, analisi</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Catullo - La Morte Del Passerotto</strong></div>
<br />
In questo testo si constata la concezione della letteratura come lusus. La seconda considerazione riguarda la sua estrema letterarietà che rende quasi superflui i contenuti. Il depotenziamento dell’aspetto contenutistico consente l’ascesa e l’importanza della forma, che è l’unica grande preoccupazione dell’autore. La scelta del contenuto è volutamente ridicola. Questo componimento assume la forma di un epicedio, un componimento di argomento funebre. Catullo segue con grande rigore lo schema del compianto funebre. Nella poesia ellenistica erano già presenti componimenti funebri diretti a degli animali. La poesia ellenistica era solita rivolgersi ad aspetti di importanza secondaria, per sottolineare lo svago e il divertimento causato dal poetare. Il tema amoroso era solo apparentemente secondario. L’affetto che Catullo prova per Lesbia è uguale a quello che lega la donna al suo uccellino. Fin dai primi versi il linguaggio è alto, così come lo è il richiamo a Venere e a Cupido. Allo stesso modo si noti la scelta lessicale di lugeo che è più elevato rispetto a fleo. Veneres e venustiorum sono figure etimologiche perché sono legate dalla radice venus, che significa “amore”. Un altro elemento di ricercatezza formale è rappresentato dalla ripetizione della parola passer all’inizio dei versi 3 e 4. Meae puellae è un’epifora, cioè la ripetizione di una o più parole alla fine dei versi. I versi dal 6 al 10 descrivono le caratteristiche e le virtù del defunto che sono la dolcezza, la fedeltà e il rapporto assiduo (metafora della fedeltà amorosa che Catullo cercava nel suo rapporto con Lesbia). Gli elementi retorici sono sempre presenti. C’è un omoteleuto nel verso 9. L’omoteleuto consiste nell’uguaglianza fonica tra due o più parole. Nel verso 10 pipiabat è un’onomatopea e un neologismo perché si tratta di un termine inventato da Catullo. Nel verso 11 c’è un’allitterazione della /t/. L’imprecazione contro la morte è un topos letterario, cioè un luogo comune della letteratura alessandrina. C’è un poliptoto al verso 13. Concentrandosi solamente sulla materia formale, Catullo rischierebbe di essere freddo. Al verso 14 bella non è il plurale di bellum, ma deriva dal latino volgare e significa “bello”. Catullo gioca con il lettore in modo sottile. Catullo è un virtuoso della lingua perché è in grado di abbassare e alzare continuamente i toni, conosce la lingua dotta e quella popolare ed è capace di gestire qualsiasi situazione poetica. Il principio della poikilia o principio della mescolanza stilistica caratterizza la poetica catulliana e quella alessandrina. Il componimento è circolare perché si apre e si chiude con l’immagine del pianto.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:59:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-latina-fino-cicerone/morte-passerotto-catullo-analisi.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Catullo e il Neoterismo</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Catullo e il Neoterismo</strong></div>
<br />
Uno dei generi letterari più alti della storia occidentale è rappresentato dalla lirica, che affonda le sue radici nella tradizione greca. Il genere lirico segna l’affermazione del soggettivismo. Le manifestazioni della letteratura latina sono costruite sulla falsa riga di quella greca. Catullo è il poeta lirico più importante nella storia latina. Prima di Catullo, la lirica intesa come diario dell’animo apparve con i cosiddetti poeti preneoterici, i quali riconoscevano come grande maestro Lutazio Catulo. Catulo fu console con Mario nel 102 a.C. ed era quindi un uomo politico che scriveva poesia. La poesia divenne prerogativa di una dimensione intima e privata. Questa caratteristica comparve con Catulo e si rafforzò nella corrente del neoterismo. La poesia non era più impegnata, ma si limitava all’intimità dell’autore. Questo carattere distintivo della poesia neoterica e di Catullo è detto poetica del disimpegno.<br />
Ci sono i temi della passione omoerotica e della pederastia. Questi erano temi abbastanza diffusi a Roma e persino in Grecia. Nella società latina, però, queste esperienze iniziarono ad essere vissute come scandalose dalle frange sociali più tradizionalistiche. Un altro elemento importante è la personificazione dell’animo con cui il poeta parla e discute.<br />
La poesia neoterica si affermò nell’età cesariana. Cicerone, profondo tradizionalista letterario, parlò di neoteroi con un senso molto negativo. In latino novus,-a,-um significa “insolito, fuori dalla norma, fuori dal normale” e cioè “fuori dalle consuetudini letterarie”. Definendo i neoteroi dei poetae novi, Cicerone utilizzava termini negativi per esprimere il proprio disprezzo. Effettivamente Catullo e i neoteroi furono veramente dei poeti innovativi e di grande importanza. Per Cicerone il componimento per eccellenza era il poema epico a cui si contrapponevano i componimenti neoterici.<br />
Il neoterismo non fu una vera e propria scuola, ma una sorta di cenacolo letterario formato da un gruppo di colti amici che si radunavano per scambi di opinioni. <br />
Un importante poeta fu Callimaco, il quale influenzò la poetica neoterica. Callimaco assunse un atteggiamento polemico e di rifiuto nei confronti della poesia epica; ne rifiutava lo stile pomposo e magniloquente e ne contestava anche le dimensioni nel nome del principio della perfezione formale. Per scrivere qualcosa di perfetto bisognava adoperarsi per curare tutti i minimi dettagli e ciò era improponibile in opere lunghissime come i poemi epici. La grande protagonista dell’opera letteraria è secondo Callimaco la perfezione formale. Questo insegnamento di poetica venne assorbito dal neoterismo. La poesia neoterica era intesa come faticoso esercizio di perfezione formale. Callimaco contrappose al poema epico l’epillio, un componimento breve di argomento mitologico. Nel neoterismo c’era ostentazione dell’erudizione e il rifiuto di schierarsi politicamente. Per questo Catullo e i neoterici venivano chiamati anche poetae docti.<br />
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<strong>Catullo</strong><br />
Catullo nacque a Verona presumibilmente nell’84 a.C. e morì intorno al 54 a.C. Famoso è il suo Liber, composto da una sezione iniziale di componimenti vari, i Carmina docta nella sezione centrale e brevi componimenti di distici elegiaci di argomento vario che si trovano nella parte finale dell’opera. I Carmina docta erano quei componimenti in cui Catullo esplicitava il suo debito nei confronti di Callimaco. Catullo era convinto di poter conquistare la fama proprio grazie alla sezione dei Carmina docta e non con i componimenti amorosi.<br />
Importante in Catullo fu il principio della varietas, non nuova nel mondo classico, e consisteva nel compiere variazioni sia sul piano tematico, sia su quello metrico. Un’altra caratteristica importante della poesia di Catullo era il realismo. È possibile individuare dei nuclei tematici presenti nel Liber. Il primo è rappresentato dalla tematica amorosa. Il secondo era il tema dello scherno e della derisione verso alcuni individui. Era presente anche l’argomento erotico, spesso narrato oscenamente, che era integrato con l’omoerotismo. Un altro tema fondamentale era quello dell’amicizia, in cui Catullo raggiunse livelli prestigiosi. Famoso è il componimento in onore di Quintilia, moglie defunta del caro amico Calvo. C’era anche il tema legato alle riflessioni personali e alle considerazioni filosofiche dell’autore.<br />
Al perfezionismo formale, Catullo spesso contrappone l’utilizzo di contenuti non molto elevati. La lingua catulliana si permette volutamente delle incursioni nel parlato.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:58:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-latina-fino-cicerone/catullo-neoterismo.html]]></link>
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<title>Zagrebelsky, Vladimiro - Imparare la democrazia</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Imparare la democrazia</strong></div>
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La democrazia è la categoria cui fanno riferimento molte delle azioni della vita quotidiana: è un termine che col passare del tempo è stato idolatrato, screditato, ha perso la sua iniziale importanza. A livello concettuale fini per essere utilizzata come maschera, come specchio per nascondere regimi ben più autoritari e assolutisti.<br />
Sembrerebbe essere la migliore forma di governo in tempo di pace, ma in realtà può facilmente decadere in un’oligarchia e non dare peso all’esperienza del singolo, fondamentale per il progresso e lo sviluppo della nostra razza. Inoltre si corre il rischio, in una democrazia, che un uomo privo di qualsiasi esperienza possa divenire potente solo grazie alla sua vicinanza di idee son il popolo contemporaneo, sebbene esse possano essere banali.<br />
I regimi totalitari del Novecento sembra siano stati fondamentali per permettere l’avvento e la affermazione della democrazia come noi oggi la intendiamo. Purtroppo però sin dal 1951 non c’è stato l’avvento di nessun tipo di demagogia democratica, di insegnamento dei concetti democratici, non c’è stata evoluzione. Gli USA dopo la guerra tentarono di introdurre un’accademia che trattasse dei temi cardini di una democrazia, ma questa non ebbe successo col passare degli anni.<br />
la democrazia è l’unica forma di governo che non ha bisogno di aiuti estranei a se stessa per vivere. Non c’è bisogno di imporre un ideale, di fare paura con le imposizioni sulla massa, cosa di cui i regimi necessitano obbligatoriamente.<br />
Le promesse non mantenute minano la democrazia. Un uomo a capo di una democrazia deve essere appoggiato dal popolo: deve soddisfare le promesse fatte alla massa. <br />
L’apatia sembra caratterizzare gli stati con organizzazione democratica moderni. La popolazione sembra assopita e questo è assolutamente negativo per la sopravvivenza di tale organizzazione. Sembra che sia necessario che si presentino talvolta i regimi totalitari o minacce di simili regimi, così che il popolo si risvegli e prenda le armi a difesa della propria costituzione. E’ fondamentale per la democrazia che l’opinione pubblica sia consapevole, esperta, acculturale, così da non ricadere nelle mani di ciarlatani.<br />
Dieci punti:<br />
1. Muovere ideali e contrastarne altri è la linfa vitale della democrazia.<br />
2. La democrazia è dell’individuo non della massa. Se diviene potere della mazza può ricadere nella tirannide. In una democrazia dove il popolo è considerato non c’è individualismo che è fondamentale per la democrazia. Ognuno deve poter esprimere la propria idea non aderire completamente ad un gruppo. Solo così si può beneficiare dell’originalità del singolo.<br />
3. Il dialogo è uno dei pilastri della democrazia. Una volta che ognuno può metter e in campo il proprio parere è necessario poterne discutere. La discussione in secondo luogo è necessaria per mantenere i concetti di verità e realismo altrimenti si può ricadere nell’ignoranza e nella manipolazione della verità (si ricordi il Ministero della verità in 1984).<br />
4. Uguaglianza vuol dire essere uguali da un punto di vista sociale e legale, non obbligatoriamente anche da un punto di vista concettuale. non tutti devono avere le stesse idee. senza leggi uguali per tutti si ricade nel dispotismo e nascerebbero scontri inutili ed evitabili.<br />
5. Fondamentale è aprirsi sempre a nuove identità , a nuovi pareri. Ascoltare nuove idee, non respingerle da principio. Il nuovo insegna sempre qualcosa.<br />
6. E’ sempre opportuno rivalutare sempre una decisione assunta in un qualsiasi momento.<br />
7. Dopo averle riviste confrontarle con la realtà e fare di tuto per promuovere la verità.<br />
8. Non c’è decisione giusta o sbagliata. Il giusto e lo sbagliato sono termini puramente personali non generalizzabili. La maggioranza guida il popolo e decide se un concetto è giusto o sbagliato, ma la minoranza può sempre scuotere la popolazione mettendo in evidenza le malefatte della maggioranza. Si è sempre in combutta in una democrazia, per forza.<br />
9. Così come Montesquieu anche Zagrebelsky ritiene fondamentale l’amore per la cosa pubblica che deve diffondersi in una popolazione. Deve essere la scintilla che spinge avanti la democrazia stessa. Tutti devono fare il meglio per lo stato. i deboli e i forti non esistono: limitare le possibili suddivisioni in gradi (quali le caste) operate seguendo concetti materiali o religiosi.<br />
10. Curare il linguaggio. Un linguaggio colto permette una democrazia. La capacità espressiva è una delle qualità non materiali che possono esaltare un uomo democratico. Parole e discorsi che devono essere diretti, tralasciando l’utilizzo di metafore e simili giochi retorici che possono ingannar ei meno attenti.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:57:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/imparare-democrazia-zagrebelsky.html]]></link>
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<item>
<title>Brunelleschi, Filippo - Opere principali</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Opere principali di Brunelleschi</strong></div>
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<strong>Cupola S. Maria del Fiore</strong><br />
Eseguita con un nuovo stile di architettura, è composta da due cupole sovrapposte fra le quali scorre un intercapedine vuoto. Ciò che lega le due cupole sono gli otto costoloni d’angolo in marmo. La disposizione dei mattoni segue l’andatura a spina di pesce (uno verticale e uno orizzontale procedendo verso l’alto). L’andamento è rotazionale per permettere alla struttura di essere completamente autoreggente.<br />
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<strong>Spedale degli innocenti</strong><br />
Importante è il lungo porticato che circonda la piazza principale della struttura. Esso è sostenuto da una file di otto colonne, con due pilastri a delimitazione del lato maggiore. Interessante è la geometria con cui l’opera è costituita: la distanza tra colonna e colonna, tra colonna e muro e l’altezza della colonna sono tutte lunghe uguali. Sopra vi scorre una lunga e alta trabeazione sulle quali sono poggiate nove finestre timpanate (con timpano).<br />
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<strong>Sagrestia vecchia si S. Lorenzo</strong><br />
Presenta una pianta quadrata sormontata da una cupola ombrelliforme con dodici scanalature. Nella parte opposta all’ingresso è situata una tomba sovrastata da una cupola dipinta in blu che sembra rappresentare il cielo sopra firenze. La cupola è appoggiata agli angoli qu quattro conchiglie venate con oro.<br />
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<strong>Cappella de’ Pazzi</strong><br />
Di interessante c'è la facciata d’ingresso. essa presenta 6 colonne con capitello corinzio sovrastate da una trabeazione su cui poggiano riquadri in marmo sopra i quali scorre una lunga trabeazione strigilata (con strigile tondini pieni di figure). all’interno scorre una trabeazione per tutto il perimetro sostenuta da paraste corinzie. il tutto è sormontato da una cupola ombrelliforme, chiusa da un alto tamburo, sopra cui poggia una lanterna il cui tettuccio ricorda l’andamento della cupola di S. Maria del Fiore. <br />
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<strong>Basilica di S. Lorenzo</strong><br />
Tre navate delle quali la principale è delimitata da una serie di colonne con capitello corinzio, sovrastate da una trabeazione discontinua. su quest’ultima poggiano gli archi a tutto sesto. Le navate minori sono caratterizzate da un soffitto composto di volte a vela. Da notare sono i pilastri che reggono la cupola centrale che interrompono il ritmo regolare delle colonne.<br />
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<strong>Basilica di Santo Spirito</strong><br />
E' composta da tre navate: la principale è delimitata da una serie di colonne con capitello corinzio, sovrastate da una trabeazione discontinua (uguale) e lo stesso quelle minori. Interessante è la mancanza di continuità nelle colonne agli angoli del centro della croce. Dall’esterno non è possibile notare le ripetute cappelline, che invece risaltano nella chiesa di Orvieto.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:54:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-arte/rinascimento-romanticismo/brunelleschi-opere-principali.html]]></link>
</item>
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<title>Alberti, Leon Battista - Opere principali</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Opere principali di Leon Battista Alberti</strong></div>
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<strong>Tempio Malatestiano</strong><br />
Era già costruito ma venne profondamente rivisto dal Leon. E' a navata unica e presenta due serie di cappelline divise da un pilastro che inquadra l’ordine determinato da un arco a tutto sesto poggiante su due colonne corinzie. C’è un ritmo regolare delle parast5e che sono raggruppate in gruppi distinti. Il soffitto è sostenuto da architravi lignee. La facciata in origine doveva essere caratterizzata da due parti distinte, quella inferiore presenta quattro paraste tondeggianti con capitello corinzio che la dividono in tre, quella centrale presenta il portone d’ingresso chiuso da due lesene quadrate sovrastare da una corta volta a botte. Il tutto è sopra un alta base (tranne il portone). Sopra le lesene tondeggianti poggia una trabeazione. La parte superiore in origine doveva presentare un volta a botte sostenuta da lesene corinzie. I fianchi riportano l’andamento degli acquedotti romani e Leon non tenne conto di quello che gia esisteva del tempio, chiudendo talvolta alcune finestre.<br />
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<strong>Palazzo Rucellai</strong><br />
E' molto simile alla struttura del colosseo. Diviso in tre piani, presenta lesene doriche al primo piano, corinzie al secondo e attiche al terzo. Al secondo e terzo piano vi sono bifore timpanate. Al primo piano due ingressi molto massicci architravati chiusi da lesene corinzie su alta base. <br />
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<strong>Facciata di Santa Maria Novella</strong><br />
Divisa in due parti quella inferiore presenta quattro colonne, due delle quali chiudono la facciata e due delimitano il portone d’ingresso timpanato sovrastato da una volta a botte sorretta da lesene. Le colonne sono tutte su alta base e tra le colonne del portone e quelle di delimitazione del la facciata vi sono quattro lesene per parte. Il tutto è sovrastato da un alto attico sopra il quale poggiano quattro lesene in marmo bianco e nero, doriche che sorreggono un alto timpano triangolare.<br />
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<strong>Chiesa di San Sebastiano</strong><br />
E' il tema del tempio classico rivisitato in chiave moderna. E' sopraelevato rispetto al piano terra e vi sono due ingressi posti alle estremità della facciata raggiungibili attraverso due scalinate. Sotto di se la chiesa ha una cripta. Il tutto ha una base a croce greca. I quattro bracci della chiesa sono sormontarti da volte a botte e il portone d’accesso è architravato e chiuso da due lesene. In cima vi è un alto timpano. <br />
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<strong>Chiesa di S. Andrea</strong><br />
Ha una pianta longitudinale e si fondono il tema del tempio classico e quello dell’arco di trionfo. Sono tre le aperture che immettono nel pronao, coperto da un sistema di colte a botte cassettonate. Quella centrale è la più grande. Le alte lesene corinzie su alti piedistalli sorreggono una trabeazione su cui poggia un timpano. L’interno è costituito da un’unica navata con volta a botte. Il motivo dell’esterno caratterizzato dall’alternanza di una nicchie e una finestra è ripetuta anche all’ingresso ma le nicchi sono sostituite da una parete chiusa e nicchie. Il tutto è riccamente decorato.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:51:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-arte/rinascimento-romanticismo/battista-alberti-opere.html]]></link>
</item>
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<title>Orazio - Alla fonte di Bandusia, analisi</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Orazio - Alla fonte di Bandusia, analisi</strong></div>
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L’oggetto del componimento, ciò che viene in qualche modo liricamente descritto non è un individuo, non è la donna amata, non sono le proprie estasi interiori o i propri patimenti, ma è una fonte d’acqua. Accade, quindi, in Orazio in una forma aristocraticamente più ricercata ciò che è già accaduto in Catullo. Quest’ultimo scrisse un compianto funebre, seguendo tutti quelli che erano i caratteri fondamentali, ma il soggetto non era un grande eroe o un caro amico, ma il passerotto dell’amata Lesbia; la lirica dotta segnata dal lusus intellettualistico, neoterico di ascendenza callimachea aveva notevolmente depotenziato il contenuto affinché la forma regnasse sovrana, affinché l’acquisizione delle architetture del genere fosse il vero fine del componimento. In questo componimento noi troviamo l’eredità neoterica, troviamo il gioco intellettualistico, raffinato e in Orazio questo gioco intellettualistico, per cui il soggetto è volutamente insignificante. In Orazio la scrittura si fa più aristocratica, ma il fine è sempre lo stesso: la perfezione formale, l’estremo rigore nella costruzione dei versi e l’eleganza assoluta del componimento. Tra i vari autori di riferimento di Orazio c’è Pindaro, che è un obbiettivo da raggiungere, è quell’autore verso cui Orazio tende nella ricerca del sublime. Pindaro è però importante anche per la trasmissione di determinati concetti, uno di questi è quello dell’artista capace, in virtù della sua grandissima arte, di eternare ciò che tratta; la forza eternatrice della poesia prodotta dalla figura eccezionale dell’artista, tema che deriva da Pindaro, si ritrova anche in questo componimento. Tutto trasuda di letterarietà in questo componimento, anche lo scenario letterario è di origine ellenistica, il così detto locus amoenus, che Orazio declina nel modo più elegante e nel modo più raffinato possibile. Questa operazione straordinaria di idealizzazione raggiunge il suo massimo livello, perché il componimento sulla fonte di Bandusia assume poi la forma di un inno religioso e quindi l’operazione dell’artista è nobilitante perché i toni del componimento non sono soltanto lirici, ma sono quei toni propri dell’inno religioso, quindi c’è una sacralità nel canto del poeta che deriva da questa sua facoltà di nobilitare e di rendere sacro tutto ciò che tocca, tutto ciò che tratta, persino le umile cose, di qui il tema del sacrificio votivo del capretto liricamente descritto. Il tema della poesia che eternizza tutto ciò che tocca si trova nella chiusura del componimento, quando si dice “anche tu sarai una delle fonti celebri”, perché è stata oggetto del canto di Orazio.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:37:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/letteratura-latina-eta-augustea/orazio-fonte-bandusia-analisi.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Bonaparte, Napoleone - Colpo di stato e consacrazione</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Napoleone - Colpo di stato e consacrazione</strong></div>
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Rientrato dall'Egitto Napoleone organizzò l’esercito e nel 1800 iniziò la seconda campagna d’Italia. L’esito fu nuovamente positivo. Napoleone attaccò con larghissimo anticipo e in maniera imprevista: infatti attaccò a marzo quando i valichi erano ancora innevati e passò dal san Bernardo e non dai più comodi passi liguri come si aspettavano invece gli austriaci. L’esercito francese spuntò quindi alle spalle dei nemici, non si soffermò a conquistare i vari castelli piemontesi, puntò subito a sud e causò la ritirata degli austriaci che cercavano di difendere la Lombardia. Nel giugno del 1800 avvenne la decisiva battaglia di Marengo, nei pressi di Alessandria. Gli austriaci avevano il doppio degli uomini rispetto ai francesi ed erano convinti di vincere. Napoleone attaccò immediatamente e gli austriaci vennero affrontati in una strettoia. Ebbe anche molto fortuna perché giunsero appena in tempo i rinforzi del generale Louis Charles Antoine Desaix, che arrivarono alle spalle dell’esercito austriaco e contribuirono notevolmente alla vittoria dei francesi. La Lombardia cadde nelle mani della Francia e l’Austria dovette chiedere nuovamente l’armistizio perché il suo esercito era completamente distrutto. Nel 1802 venne firmata la pace con l’Inghilterra. Napoleone creò nel nord Italia la repubblica italiana, che comprendeva Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Durò fino al 1804 quando si ingrandì e prese il nome di Regno d’Italia. La pace con l’Inghilterra durò un solo anno perché gli interessi erano discordanti. Gli anni tra il 1802 e il 1805 furono un periodo di pace relativa in cui Napoleone poté occuparsi del piano politico interno e riportare l’ordine in Francia. Dopo le campagne d’Italia Napoleone divenne console a vita e tutto il potere era concentrato nelle sue mani. L’obiettivo di Napoleone per la Francia consisteva nella politica dell’amalgama, cioè nell’unire il personale politico esistente durante la monarchia a quello figlio della rivoluzione. Il suo secondo obiettivo era di risollevare l’economia francese; venne emesso un nuovo franco d’oro (il franco germinale), venne garantita libertà d’impresa, vennero imposte molte tasse indirette e venne creato un sistema basato sui prefetti, che governavano e controllavano ognuno un differente dipartimento francese. Napoleone voleva che nella nuova Francia il merito fosse il criterio di successo. Venne migliorato il sistema di istruzione superiore, introducendo i licei, i politecnici e le scuole normali (per preparare gli insegnanti delle scuole superiori). Ci fu un piano gigantesco di lavori pubblici e venne ampliata la rete stradale. Venne potenziata la polizia. Il più importante provvedimento di Napoleone fu il nuovo codice civile del 1804, che rappresentava una novità assoluta perché era ispirato alle nuove conquiste ideologiche della rivoluzione. Vennero introdotti il divorzio, il principio di uguaglianza dei figli, la superiorità del padre di famiglia rispetto alla moglie e ai figli, il rispetto della proprietà privata, la libertà d’impresa e altri provvedimenti. Il codice civile si diffuse gradualmente in tutte le zone d’Europa invase da Napoleone. Vennero poi redatti anche un nuovo codice penale e un nuovo codice commerciale. Il 2 dicembre 1804 Napoleone si incoronò imperatore al cospetto del papa. Venne poi fatto un referendum che dimostrò, non senza alcuni brogli elettorali, che il popolo francese era favorevole all’impero. Con l’impero ci sarebbero stati ugualmente dei titoli nobiliari, ma solo onorifici, cioè che non davano alcun privilegio. Tutto il potere era ora nelle mani dell’imperatore.<br />
Nel 1804 scoppiò la guerra della terza coalizione, che comprendeva Inghilterra, Austria e Russia. Napoleone aveva creato un esercito per invadere l’Inghilterra, che aveva chiamato Grande armeé. Alla formazione della terza coalizione, però, decise di utilizzare la Grande armeé per attaccare subito gli austriaci e impedir loro di unirsi al vasto esercito russo. Divise dunque l’esercito in sette gruppi e fece percorrere loro dei percorsi differenti in modo che si congiungessero tutti lo stesso giorno nello stesso luogo, cioè nel sud della Germania dove si sarebbe riunito l’esercito austriaco in mobilitazione. Il 20 ottobre 1805 avvenne la battaglia di Ulm in cui l’esercito austriaco venne sconfitto; una parte di esso fuggì e si unì ai russi che giungevano da est. La battaglia decisiva avvenne dunque il 2 dicembre 1805 ad Austerlitz, nell’attuale Repubblica Ceca. Nel frattempo però la flotta francese, unita a quella spagnola, avrebbe dovuto puntare alla Manica per invadere l’Inghilterra. Nelson però scoprì queste intenzioni e il 21 ottobre 1805 nella battaglia di Trafalgar la flotta franco-spagnola venne distrutta. Sul continente l’Austria fu costretta alla resa e perse l’accesso sul Mediterraneo poiché dovette cedere il Trentino, Istria, la Dalmazia e altri territori. Venne imposto all’imperatore austriaco di rinunciare al titolo di Sacro Romano Imperatore. I domini tedeschi vennero riordinati da Napoleone ed entrarono nella sfera d’influenza francese. Nel 1806 si formò la quarta coalizione costituita da Inghilterra, Prussia e Russia. Nello stesso anno avvennero le battaglie di Jena e di Auerstedt in cui Napoleone sbaragliò completamente l’esercito prussiano. Nelle battaglie del 1807 a Eylau e Friedland invece Napoleone vinse con grande fatica. Le sue truppe erano stremate e a Eylau Napoleone dovette fare intervenire la guardia imperiale, un corpo scelto di veterani che interveniva in situazioni disperate. Venne sancita una pace, nota come trattato di Tilsit, tra Francia e Prussia su basi paritarie. Allo zar di Russia venne assegnata l’Europa orientale, mentre a Napoleone era lasciata mano libera in Europa occidentale. Venne istituito anche lo stato polacco. Nel 1807 la Francia comprendeva il Belgio, il Piemonte, la Savoia, la Toscana, il Lazio e la Dalmazia. Vi erano inoltre degli stati creati sul modello francese e direttamente legati alla Francia che erano il Regno d’Italia (che comprendeva Lombardia, Veneto, Trentino, Emilia-Romagna e Umbria), il Regno di Napoli (sul cui trono fino al 1808 c’era il fratello di Napoleone, Giuseppe Buonaparte), il Regno d’Olanda (affidato a Luigi Buonaparte), il Regno di Vestfalia (creato in Germania e affidato a Girolamo Buonaparte), il Granducato di Varsavia, il Regno di Sassonia e il Regno di Baviera. Napoleone era diventato anche re d’Italia e il viceré era il figlioccio Eugenio Beauharnais. Ai tempi della repubblica italiana il vicepresidente era Francesco Melzi D’Eril, che convinse Napoleone a dare autonomia all’Italia con un proprio esercito, una propria amministrazione e riforme proprie.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:35:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/napoleone-colpo-stato-consacrazione.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Bonaparte, Napoleone - Gli ultimi anni</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Napoleone - La Rovinosa Caduta</strong></div>
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Nel 1808 Napoleone occupò anche la Spagna e il Portogallo poiché c’era stato un vuoto di potere. Salì al trono spagnolo Giuseppe Buonaparte e divenne re di Napoli il cognato di Napoleone, Gioacchino Murat, valoroso comandante della cavalleria francese. Murat regnò dal 1808 al 1814 e fece di tutto per rendere il suo regno moderno e autonomo dalla Spagna. L’unico stato dell’Europa occidentale che era libero dalla minaccia francese era l’Inghilterra. Napoleone allora pensò di indebolirla soffocando tutti i rifornimenti dal continente. Introdusse quindi il blocco continentale, cioè vietò a tutti gli stati sotto l’influenza francese di commerciare con l’Inghilterra. In Spagna scoppiò però una rivolta antifrancese a cui successivamente si unirono gli inglesi. Si creò un continuo clima di logorante guerrilla che mise in crisi l’esercito francese il quale continuava a perdere uomini. Approfittando di questa debolezza nel 1809 si formò la quinta coalizione tra Austria e Inghilterra. Avvenne una nuova vittoria francese a Wagram. Nel 1810 avvenne il nuovo matrimonio di Napoleone che si sposò con la giovanissima Maria Luisa d’Austria dopo aver divorziato con l’amata Joséphine Beauharnais che non le garantiva una discendenza. Maria Luisa le diede un figlio maschio ma con gravi problemi di salute tanto che morì a ventun’anni. Nel 1812 scoppiò la guerra con la Russia, che aveva deciso di non rispettare più il blocco continentale. Napoleone decise dunque di allestire un esercito gigantesco per invadere l’unico nemico che gli rimaneva sul continente. La campagna di Russia iniziò il 21 giugno 1812 e avrebbe dovuto essere un attacco veloce. I russi però adottarono la tecnica della ritirata verso le zone interne della Russia, obbligando i nemici a una lunga e logorante marcia. La battaglia decisiva avvenne alle porte di Mosca. Napoleone vinse a fatica questa battaglia, detta della Moscova o di Borodino, e occupò la città che era stata abbandonata dai russi. In un agguato notturno però alcuni russi fecero scoppiare delle mine che avevano nascosto prima di ritirarsi e così la città di Mosca venne completamente incendiata. Perciò l’esercito non aveva potuto ricevere degli approvvigionamenti. Napoleone pensava che giunto a questo punto lo zar avrebbe chiesto la pace, ma così non avvenne. Era la fine di agosto e Napoleone si prese del tempo per riflettere su come agire. Solo a ottobre del 1812 arrivò la decisione di ritirarsi per affrontare l’inverno nelle basi. Il viaggio di ritorno fu devastante perché non c’erano rifornimenti, il clima era terribile, la stanchezza era notevole e si susseguivano gli attacchi improvvisi dei russi. La ritirata si trasformò in un disastro. A questo punto si formò la sesta coalizione, a cui aderirono l’Austria, l’Inghilterra, la Svezia (in cui regnava il generale Bernadotte, uomo di fiducia di Napoleone) e la Prussia. Gli ultimi resti dell’esercito napoleonico tentarono di passare il fiume gelato Beresina, al confine tra Polonia e Russia. La battaglia della Beresina fu disastrosa per i francesi. Nel 1813 Napoleone combatté la battaglia di Lipsia in cui fu sconfitto per la prima volta in campo aperto. Tra il 1813 e il 1814 ci fu tutta una serie di guerre difensive in cui i nemici della Francia vennero sconfitti, ma di fatto l’invasione della Francia venne solo ritardata e Napoleone fu costretto ad abdicare. Consegnato ai suoi nemici, Napoleone venne esiliato all’isola d’Elba e sul trono di Francia vennero restaurati i Borboni. Divenne re di Francia Luigi XVIII. Il ritorno dei Borboni creò però moltissimo malcontento perché rientrarono in Francia anche numerosi nobili che si erano rifugiati all’estero. Napoleone fu avvisato di questo malcontento generale e decise di fuggire dall’isola. Nel marzo del 1815 dunque ritornò in Francia e venne acclamato dal suo popolo. Luigi XVIII fuggì da Parigi, Napoleone riprese il potere e iniziò il periodo dei cosiddetti Cento Giorni. Si formò la settima coalizione e Napoleone cercò di allestire rapidamente un esercito con quello di cui disponeva. Attaccò immediatamente l’esercito inglese che si trovava in Belgio. Vennero sconfitti i prussiani nella battaglia di Ligny, i quali si unirono agli inglesi guidati dal duca di Wellington. L’esercito della coalizione si schierò sulle alture di Waterloo, nei pressi di Bruxelles, dove si combatté la battaglia decisiva in cui Napoleone venne definitivamente sconfitto il 18 giugno 1815. Napoleone fu deportato nella sperduta isola di sant’Elena, in mezzo all’Atlantico, nel quale morì il 5 maggio 1821.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:33:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/napoleone-ultimi-anni.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Giovane Italia - Dibattito politico</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Dibattito Politico sulla Giovane Italia</strong></div>
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A causa dei ripetuti fallimenti della Giovine Italia e di tutti i vari tentativi di rivolta, intorno agli anni quaranta dell’Ottocento si aprì nella penisola italiana un dibattito politico. Uno dei primi ad accendere questo dibattito fu <strong>Vincenzo Gioberti</strong>. Egli era un sacerdote che nel 1843 pubblicò un libro intitolato<em> Del primato morale e civile degli italiani</em> che venne molto venduto. Propose una soluzione moderata che poteva essere condivisa pienamente anche da chi fino a quel momento era stato molto diffidente nei confronti dell’indipendenza nazionale. Gioberti partì dalla constatazione che l’Italia aveva un primato morale e civile a causa della sua grande cultura e della sede del papa a Roma. In virtù di questa considerazione, la soluzione migliore per l’Italia era quella di dare vita a una confederazione di stati italiani presieduta dal papa. Si trattava però di un progetto irrealizzabile perché non si teneva conto del ruolo dell’Austria, che sicuramente non avrebbe acconsentito alla realizzazione di questo progetto, e del pontefice Gregorio XVI, che era molto conservatore e addirittura aveva condannato come peccato mortale la libertà e la modernità. Il merito di Gioberti, sebbene la sua proposta non fosse realizzabile, fu quello di aver avvicinato il mondo cattolico al problema dell’unità nazionale.<br />
Nel 1844 <strong>Cesare Balbo</strong> scrisse<em> Le speranze d’Italia</em>. Balbo, essendo molto diffidente nei confronti della proposta di Gioberti, propose nella sua opera una soluzione federalista. Immaginava una confederazione di stati italiani sotto la guida dei Savoia. Per poter realizzare tutto ciò però bisognava sperare che l’Austria si espandesse nei Balcani a spese dell’impero ottomano così che fosse costretta ad abbandonare i territori italiani. Anche questo progetto era abbastanza utopistico perché l’Austria era certamente interessata ai Balcani, ma non intendeva perdere i propri domini italiani.<br />
Il liberale <strong>Massimo D’Azeglio </strong>era già noto poiché aveva scritto il romanzo storico Ettore Fieramosca che evocava la disfida di Barletta. Nel 1846 scrisse anche Degli ultimi casi di Romagna che criticava i fallimenti dei sistemi mazziniani. Per realizzare l’indipendenza dell’Italia, secondo D’Azeglio, era opportuno aspettare una crescita dell’economia, uno sviluppo dei collegamenti e un’educazione generale della popolazione. Riteneva dunque prematuro imboccare subito la via dell’indipendenza perché mancavano gli elementi essenziali per poterla realizzare. Come soluzione, D’Azeglio condivideva il pensiero di Balbo perché propose un’alleanza tra gli stati italiani guidata dai Savoia.<br />
Gioberti, Balbo e D’Azeglio furono tre liberali che presero parte a questo dibattito politico. Per lo schieramento democratico si distinsero invece le opinioni di Mazzini, di Ferrari e di Cernuschi. Il pensiero di Cattaneo invece si colloca a metà tra liberali e democratici.<br />
<strong>Giuseppe Ferrari</strong> riteneva che la lotta del popolo italiano contro l’Austria si poteva realizzare solamente con l’appoggio di una potenza straniera. Il movente fondamentale per gli italiani, oltre all’indipendenza nazionale, doveva essere anche quello delle riforme sociali. Ferrari aveva delle idee che potevano essere definite socialiste. Enrico Cernuschi era un nobile milanese che era vicino alle idee di Ferrari.<br />
<strong>Carlo Cattaneo</strong> fu un pensatore milanese fondamentalmente liberale che però presentava alcuni caratteri tipicamente democratici. Fu molto moderno e attivo sul piano culturale; introdusse il battello a vapore sul Po. Aprì a Milano la rivista del Politecnico che si occupava di temi economici e scientifici. Condivideva con D’Azeglio l’idea che il problema principale fosse quello di dare una formazione all’Italia prima di raggiungere l’indipendenza. Partì da un’impostazione liberale ed era liberista. Era però favorevole alla repubblica perché vedeva nei sovrani italiani solo dei despoti incapaci e corrotti. Riteneva che il voto andasse esteso a tutti gli italiani man mano che apprendessero la cultura. Propose per l’Italia una repubblica federale sul modello svizzero o statunitense. Era un convinto assertore del federalismo perché riteneva che le varie parti d’Italia presentavano delle tali differenze economiche, culturali e sociali da poter essere valorizzate e tenute insieme efficacemente solo attraverso una repubblica federale. Quando vide che il suo progetto non era stato ascoltato, si esiliò in Svizzera e continuò a scrivere opuscoli per criticare la soluzione scelta.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:29:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/giovane-italia-dibattito-politico.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Mazzini. Giuseppe</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Giuseppe Mazzini</strong></div>
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Nacque a Genova nel 1805. Aveva aderito alla Carboneria da giovane e nel 1830 venne arrestato dalla polizia sabauda. Nel 1831 venne esiliato e si trasferì a Marsiglia dove fondò la <strong>Giovine Italia</strong>. La novità di questa associazione clandestina era rappresentata dalla propaganda perché Mazzini vedeva un fattore di debolezza nella segretezza. Era infatti fondamentale diffondere le idee, rendere pubblico il programma ed educare il popolo all’idea nazionale. Esistevano infatti società segrete fatte per più livelli e a ogni livello si faceva credere che gli obiettivi fossero di un certo tipo. Per esempio nella società segreta di <strong>Filippo Buonarroti</strong>, chiamata <strong>Il Mondo</strong>, negli strati più bassi si faceva credere che il programma della società fosse di stampo liberale, mentre in realtà al livello più alto c’erano obiettivi molto democratici. Il programma della Giovine Italia era la lotta per un’Italia unita, libera, indipendente, repubblicana e democratica. Mazzini fu un personaggio molto discusso perché mandava i giovani allo sbaraglio e non si preoccupava dei problemi sociali. Con queste accuse Mazzini attraversò la cosiddetta “tempesta del dubbio” da cui uscì grazie alla consapevolezza che tutte le giovani morti che aveva causato non erano inutili, ma servivano a creare negli italiani un forte sentimento nazionale. Alla seconda accusa rispose dicendo che era più importante il problema dell’indipendenza e solo in seguito era possibile risolvere anche i problemi sociali.<br />
Da un lato, agli occhi della polizia austriaca i membri della Giovine Italia erano visti come dei pericolosi terroristi. Dall’altro lato, Mazzini era visto come un eroe romantico perché era sempre pensoso e chiuso in se stesso, vestito sempre di nero perché in lutto per l’Italia, girò l’Europa per sfuggire agli attacchi della polizia austriaca ed era un mito anche in Inghilterra. La Giovine Italia intendeva realizzare il proprio programma attraverso la lotta di popolo e non confidava minimamente nel sovrano che era solo un despota corrotto ed egoista. La Giovine Italia fallì perché numerosi erano gli infiltrati della polizia austriaca che riuscivano a smascherare i tentativi di rivolta e a impedire che sfociassero. Mazzini organizzò una serie di rivolte nel 1833 tra Liguria e Piemonte, ma nessuna di queste scoppiò grazie all’intervento puntuale della polizia austriaca. Diversi furono i tentativi fallimentari di provocare delle rivolte. Famoso fu l’episodio dei fratelli Emilio e Attilio Bandiera che nel 1844 dirottarono una nave e con venticinque fedelissimi sbarcarono in Calabria, convinti di poter spingere la popolazione alla rivolta. Il tentativo fallì miseramente perché i due fratelli furono catturati dai contadini calabresi e uccisi. Mentre era in Svizzera, Mazzini fondò la Giovine Europa perché intendeva creare un’associazione internazionale tra stati. Negli anni quaranta l’astro di Mazzini, in seguito ai diversi fallimenti, iniziò a tramontare ed emerse la figura di Garibaldi.<br />
<strong>Giuseppe Garibaldi</strong> nacque a Nizza nel 1807 e aderì subito alla Giovine Italia. Dovette fuggire dall’Italia e andò in Brasile con una nave francese a combattere per l’indipendenza di alcuni stati sudamericani. Qui conobbe la futura moglie Anita, il cui nome completo era Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva. Gli fu affibbiato l’appellativo di “eroe dei due mondi” per le grandi vittorie che ottenne in Sudamerica e in Europa.<br />
Nel 1848 Mazzini riuscì a prendere il potere assieme ai suoi seguaci a Roma, proclamò la repubblica romana e fece realizzare una costituzione avanzatissima che però non entrò mai in vigore. Questa costituzione non venne mai presa in considerazione nemmeno per il futuro Regno d’Italia perché invece si utilizzò lo Statuto albertino che già quando era stato emesso era molto arretrato.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:28:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/mazzini-giuseppe.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Rivoluzione industriale (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La rivoluzione industriale</strong></div>
<br />
La rivoluzione industriale fu quella serie di cambiamenti nel sistema produttivo che investì prima l’Inghilterra e poi anche il resto d’Europa e che era basata sulla fabbrica. Questo fenomeno ebbe inizio in Inghilterra nella seconda metà del Settecento e si diffuse in Francia, in Belgio e in Olanda nella prima metà dell’Ottocento e nel resto d’Europa dopo la metà del XIX secolo. La rivoluzione industriale nacque in Inghilterra per diversi motivi:<br />
C’era disponibilità di capitali poiché i traffici commerciali erano efficienti.<br />
La rivoluzione agricola aveva causato un aumento della popolazione e quindi una grande disponibilità di manodopera e una crescente richiesta di prodotti, creando una spinta a produrre sempre più beni. I maggiori ingegneri inglesi dunque si impiegavano per cercare di costruire, a partire da conoscenze precedenti, macchine efficienti che fossero in grado di ottimizzare la produzione. Una delle prime macchine fu la macchina a vapore di James Watt.<br />
Il sistema politico garantiva i diritti fondamentali e spingeva le persone a fare investimenti senza preoccupazioni eccessive.<br />
L’Inghilterra, essendo un’isola, era isolata dalle guerre e dagli avvenimenti che potevano sconvolgere il continente.<br />
L’Inghilterra aveva una rete commerciale fittissima.<br />
La rete dei trasporti in Inghilterra era efficientissima.<br />
In Inghilterra infine c’erano copiosi giacimenti di carbone.<br />
Nella mentalità inglese del tempo si trovava un culto generale della massima valorizzazione di ciò che si aveva a disposizione.<br />
La novità della rivoluzione industriale non fu rappresentata tanto dalle macchine, che erano già esistenti precedentemente, ma dall’idea di concentrare così tante macchine in un unico spazio, la fabbrica. Gli operai nelle manifatture avevano un ruolo attivo perché dovevano azionare e far funzionare manualmente le macchine; nelle fabbriche invece gli operai avevano solo il compito di assistere il lavoro della macchina e di ripararle in caso di guasto. Questo aspetto rendeva il lavoro in fabbrica molto più pesante e non c’era bisogno di grandi competenze. I turni di lavoro erano massacranti, gli infortuni sul lavoro erano all’ordine del giorno, c’era mancanza di previdenza e assistenza e nelle fabbriche venivano impiegati anche donne, anziani e bambini. L’Inghilterra, essendo stato il primo paese ad aver a che fare con la rivoluzione industriale, fu anche il primo paese a dover fare i conti con le relative problematiche. Avvenne l’esplosione delle città che si riempirono di fabbriche; Liverpool e Manchester con la rivoluzione industriale da piccoli borghi si trasformarono in grandi metropoli. Manchester divenne la città leader nella produzione tessile e soprattutto nella lavorazione del cotone. Dovendo produrre macchine, si sviluppò notevolmente anche il settore siderurgico, vennero prodotti l’acciaio e la ghisa, metalli ben più resistenti del comune ferro. Inizialmente c’erano state delle critiche nei confronti del lavoro in fabbrica. Significativo del malessere è il fenomeno del luddismo, dal nome dell’operaio Ned Ludd che spaccò un telaio con un martello in segno di protesta. Altri problemi legati alla rivoluzione industriale furono l’alcolismo, la prostituzione e le malattie come il colera e la tubercolosi.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:27:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/rivoluzione-industriale-tappe.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Prima guerra d'indipendenza</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La prima guerra d'indipendenza italiana</strong></div>
<br />
In Italia la rivolta del 1848 rappresentò la prima guerra d’indipendenza e fu importante perché intervenne anche il popolo. Il 17 marzo, a Venezia, giunse la notizia delle rivolte di Vienna e scoppiò la rivolta. Gli austriaci fuggirono e dalle carceri vennero liberati i prigionieri politici tra cui il rappresentante veneziano della Giovine Italia,<strong> Daniele Manin</strong>, che divenne capo della rivolta di Venezia. Il 18 marzo arrivò a Milano la notizia della ribellione di Venezia e c’era già un clima di tensioni. Spontaneamente scoppiò la rivolta per tutta la città contro gli austriaci a partire da un ennesimo episodio di perquisizione di donne milanesi da parte di alcune guardie austriache. Lo stesso giorno anche a Como e in altre città lombarde scoppiarono le rivolte. Importanti furono le <strong>cinque giornate di Milano</strong> perché vi parteciparono donne, sacerdoti, popolani, nobili e borghesi. Gli austriaci erano molto in difficoltà e si ritirarono. Venne creato un comitato di guerra contro l’Austria guidato da <strong>Carlo Cattaneo </strong>ed <strong>Enrico Cernuschi</strong>. A Milano il podestà<strong> Gabrio Casati</strong> era moderato e rappresentava l’alta aristocrazia milanese: come Cattaneo e Cernuschi era favorevole alla rivolta contro gli austriaci, ma aveva delle idee differenti su come comportarsi dopo la cacciata degli stranieri. Casati infatti avrebbe voluto l’annessione alla Sardegna, mentre Cattaneo e Cernuschi sognavano la proclamazione di una repubblica lombarda. I combattimenti continuarono fino al 22 marzo, giorno della resa degli austriaci. Il generale delle truppe imperiali <strong>Josef Radetzky</strong> ritirò il proprio esercito nel cosiddetto Quadrilatero, territorio strategico racchiuso tra le quattro città di Mantova, Peschiera, Verona e Legnago, che permetteva agli austriaci di controllare la pianura padana e di mantenere i contatti con la Germania. Il re del Regno di Sardegna, detto anche “re tentenna”, non sapeva cosa fare perché temeva l’intervento in guerra contro l’Austria, ma temeva anche che scoppiassero delle rivolte anche nel suo regno. Il 23 marzo Carlo Alberto si decise ad intervenire contro l’Austria, ma era già troppo tardi perché si era già ritirata. Nelle città lombarde avvenne un referendum e si decise l’annessione al Regno di Sardegna. Era iniziata la cosiddetta Prima guerra d’indipendenza. Tutti gli stati italiani inviarono soldati a fianco dei piemontesi per combattere contro l’Austria perché i vari sovrani non volevano deludere i propri sudditi. Dopo circa un mese però molti sovrani decisero di ritirare i propri soldati. Nel frattempo l’esercito italiano, a cui si aggiunsero migliaia di volontari, compì molte vittorie contro gli austriaci, tra cui si possono ricordare le battaglie di Goito, di Pastrengo e di Mantova. Gli austriaci però ricevettero rinforzi, mentre l’esercito italiano si stava indebolendo. Nel corso della seconda metà del 1848 Radetzky compì una controffensiva; inizialmente avvenne un pareggio nella battaglia di Curtatone e Montanara grazie al sacrificio di giovani volontari italiani che avevano abbandonato la scuola per combattere. Nella battaglia di Custoza, pochi giorni dopo, l’esercito italiano venne duramente sconfitto. Carlo Alberto allora decise di chiedere l’armistizio e di cedere la Lombardia all’Austria. Alla fine del 1848 i democratici, che avevano sempre evidenziato l’inaffidabilità di Carlo Alberto, presero il sopravvento e guidarono un’altra serie di rivolte negli stati dell’Italia centrale. A Roma il Papa fuggì a Gaeta e venne istituita la Repubblica romana retta dal triumvirato democratico di Mazzini, Saffi e Armellini. Anche in Toscana si era insediato un altro triumvirato. Praga venne riconquistata dall’Austria, mentre Budapest era ancora nelle mani dei rivoltosi. Carlo Alberto nel marzo del 1849 dichiarò nuovamente guerra all’Austria pensando di poter approfittare delle rivolte che erano scoppiate nell’Italia centrale. Questa volta andò proprio malissimo perché l’esercito sabaudo non fece in tempo a oltrepassare il Ticino che gli austriaci lo sconfisse duramente a Novara anche perché il generale italiano era molto capace e valoroso, ma era polacco e non conosceva l’italiano. Venne quindi firmato nuovamente l’armistizio. Nel frattempo la città di Brescia, dopo dieci giorni di sanguinosi combattimenti, venne riconquistata dagli austriaci. Carlo Alberto allora abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II che riuscì a ottenere una pace onorevole con gli austriaci. A Roma nel frattempo era arrivato dal Sudamerica Giuseppe Garibaldi, che si aggiunse a Carlo Pisacane per difendere la città dall’esercito austriaco. Contro i rivoltosi assediati a Roma si unirono all’esercito austriaco anche gli eserciti del Regno delle due Sicilie, del Granducato di Toscana e della Francia, la quale intendeva fare un favore al pontefice poiché il re Luigi Napoleone voleva garantirsi la stima della parte cattolica della popolazione francese che era stata responsabile della sua vittoria alle elezioni. Per tre mesi Roma resistette efficacemente a tutti questi attacchi. Il <strong>3 luglio 1849 </strong>i francesi riuscirono a sfondare le linee e difensive e, prima di fuggire, Mazzini proclamò la <strong>Costituzione della Repubblica romana </strong>che entrò in vigore per poche ore e rappresentava una costituzione assolutamente democratica e avanzata. I patrioti cercarono di fuggire da Roma e tra questi Garibaldi decise di puntare rapidamente a Venezia assieme alla moglie e a un gruppo di fedelissimi. Intanto però anche Venezia dovette cedere all’Austria. Si parla di Seconda restaurazione in riferimento ai provvedimenti intrapresi dopo le rivoluzioni del 1848. Sembrava che tutto fosse tornato come prima, ma in realtà il 1848 aveva lasciato dei segni importanti e determinanti per gli anni immediatamente successivi. Il Regno di Sardegna fu l’unico stato italiano che mantenne la propria costituzione anche dopo la Seconda restaurazione.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:26:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-contemporanea/prima-guerra-indipendenza.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Moti del 1848 - Ultima ondata</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>L'anno delle rivoluzioni: il 1848</strong></div>
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Il 1848 fu un anno importantissimo in Europa perché avvennero tantissime rivolte che però si conclusero male. Quest’anno molto importante venne definito anche la “Primavera dei popoli”. Fu un anno determinante perché, sebbene fallimentari, tutte queste rivolte manifestavano un desiderio di indipendenza e una maggiore coscienza nazionale che negli anni successivi avrebbero portato realmente all’indipendenza. Quasi tutte le rivolte che scoppiarono nel 1848 avevano istanza liberale: si chiedeva una costituzione che garantisse l’uguaglianza davanti alla legge e tutelasse i diritti fondamentali e si chiedeva una partecipazione politica maggiore. In Francia nel 1848 c’erano istanze addirittura di tipo socialista: una parte tra i rivoltosi si auspicava di riuscire a salire al potere per poter compiere riforme sociali. Nel 1848 in Europa solo tre stati non furono interessati dalle rivolte: l’Inghilterra, che era cinquant’anni più avanti rispetto al resto d’Europa, la Russia, che era un secolo più indietro rispetto al resto d’Europa, e la Spagna, in cui la borghesia era molto debole.<br />
Cronologicamente la prima rivoluzione del ‘48 avvenne in Sicilia, in cui nel mese di gennaio scoppiò una rivolta che aveva aspetti patriottici ed era caratterizzata da obiettivi indipendentisti. Il re Ferdinando II si trovava in estrema difficoltà e concesse quindi una costituzione liberale nel mese di febbraio. A ruota tutti i sovrani italiani, che nutrivano gli stessi timori di Ferdinando II, decisero di concedere delle costituzioni. Anche il papa, i Savoia e i duchi di Toscana concessero delle costituzioni moderate. Questi eventi creavano sempre più speranze e aspettative nei cittadini. A Milano e in Lombardia c’era sempre più tensione tra la popolazione e gli austriaci perché erano aumentate le tasse. Veneto e Lombardia, che erano le regioni più tartassate, decisero di boicottare le tasse dirette austriache.<br />
Nel febbraio del ’48 l’evento determinante fu la rivoluzione in Francia. Il regno di Luigi Filippo alla lunga aveva scontentato tutti. Si chiedeva al sovrano una maggior partecipazione politica e delle riforme coraggiose. C’erano diversi comitati che chiedevano al sovrano concessioni e riforme. In risposta, Luigi Filippo vietò le manifestazioni politiche. Per aggirare questo divieto, le varie associazioni antimonarchiche si ritrovavano nei banchetti, in cui certamente si mangiava, ma al momento del brindisi si facevano discorsi politici. In occasione di un banchetto del 22 febbraio 1848, la polizia intervenne e avvennero i primi scontri. Dopo pochi giorni di scontri feroci per le strade parigine, il sovrano capisce di essere di fronte a una nuova rivoluzione e di aver perso il controllo della città e decise dunque di abdicare a favore del nipote di nove anni. La madre del piccolo sovrano si recò in Parlamento per far riconoscere il figlio come nuovo re di Francia, ma vi trovò i rivoltosi che nel frattempo avevano proclamato la repubblica. Venne creato un governo provvisorio formato da liberali, repubblicani e socialisti. Per la questione della bandiera ci furono delle discussioni: i socialisti volevano la bandiera rossa che era stata il segno della rivoluzione dei giacobini, mentre i liberali e i repubblicani, che premevano per mantenere il tricolore, alla fine ebbero la meglio. Venne introdotta la piena libertà di opinione, fu sancita l’uguaglianza di fronte alle legge, vennero aboliti i titoli nobiliari, fu annullata la schiavitù, venne ridotta la giornata lavorativa (10 ore per i parigini, 11 ore per i lavoratori del resto di Francia), venne proclamata la laicità dello stato, fu introdotto il divorzio e vennero indette le elezioni per un’assemblea costituente a suffragio universale maschile. Vennero istituiti gli ateliers nacionaux, cioè le fabbriche nazionali che promuovevano lavori pubblici per dare lavoro ai numerosi disoccupati. Dopo le elezioni vennero premiati i repubblicani e i moderati e non i socialisti, segno che le ideologie erano cambiate. Il nuovo governo moderato smantellò alcuni dei provvedimenti presi precedentemente e questo atto creò malcontento tra la popolazione e rivolte che però vennero represse duramente. La costituzione preparata dall’assemblea costituente rese la Francia una repubblica presidenziale. Il potere esecutivo era nelle mani del presidente della repubblica e il potere legislativo assegnato a una camera. Inizialmente il presidente era votato a suffragio universale, mentre poi il sistema di voto venne corretto e poteva votare solo chi pagava le tasse. Si tennero le elezioni per l’assemblea legislativa nel 1849 e si affermarono sempre più partiti moderati perché nelle regioni rurali i socialisti erano malvisti perché si riteneva che avvantaggiassero gli abitanti delle città a discapito di quelli delle campagne. Nel 1848 divenne presidente della repubblica francese con la grande maggioranza dei voti Luigi Napoleone Bonaparte, che era nipote di Napoleone. Sfruttò però il proprio mandato per reprimere ogni manifestazione estremistica e per compiere dei provvedimenti a favore dello sviluppo della Francia che lo fecero eleggere in primo luogo presidente a vita e poi, nel 1852 attraverso un referendum, imperatore della Francia. Per parlare della politica di Luigi Napoleone, che prenderà il nome di Napoleone III, si parlerà di bonapartismo. La sua politica fu autoritaria, ma si propose come difensore dei ceti popolari francesi. Nel 1848-49 quindi in Francia la rivoluzione si stemperò sempre di più fino a sfociare addirittura in un impero.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:24:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-contemporanea/moti-ultima-ondata.html]]></link>
</item>
<item>
<title>1800 - Situazione italiana</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>1800 - Situazione italiana</strong></div>
<br />
<strong>Maturazione di una coscienza nazionale</strong><br />
L’ennesimo fallimento delle rivolte portò alcuni rivoltosi a riflettere su come fosse possibile liberarsi del dominio austriaco. Tra questi vi fu anche <strong>Giuseppe Mazzini</strong>, che da giovane aveva aderito alla Carboneria, ma che aveva capito che era un metodo che non poteva funzionare perché non riusciva a coinvolgere efficacemente la popolazione. Mazzini fondò quindi l’associazione della<strong> Giovine Italia</strong> che era pubblica e mirava a coinvolgere più persone possibili. Anche la Giovine Italia fallì, ma portò gli italiani a  discutere sul problema nazionale. I fallimenti mazziniani contribuirono a diffondere gli ideali risorgimentali.<br />
I moti precedenti avevano fallito soprattutto per mancanza di chiarezza e di organizzazione. Solo dalla metà degli anni trenta dell’Ottocento si diffuse l’ideale di nazione italiana. La maggioranza della popolazione italiana era preoccupata dal problema della fame e non era interessata al problema nazionale. Solo alcuni gruppi della società italiana erano veramente attivi nel cercare di risolvere il problema nazionale. Il cammino verso la maturazione di una coscienza nazionale negli italiani fu lento e progressivo. Si diffuse tutta una serie di miti e di episodi storici che servivano ad esaltare la coscienza nazionale italiana, come la disfida di Barletta. Importanti furono anche le opere che vennero scritte in quel tempo come il <em>Nabucco</em> di Verdi e i <em>Promessi sposi</em> di Manzoni perché potevano celare dei messaggi di indipendenza e di libertà.<br />
<br />
<strong>Situazione italiana prima del 1848</strong><br />
Dal 1846 al 1848 si succedettero due annate di raccolto pessimo. Avvenne così un innalzamento dei prezzi dei beni di prima necessità ed iniziarono a serpeggiare la fame, la miseria e il malcontento. Inoltre nel 1846 divenne Papa Pio IX che era abbastanza giovane e che si diceva simpatizzasse per alcune idee liberali. Appena eletto pontefice, fece un’amnistia per i prigionieri politici e permise l’istituzione di un corpo di polizia composto da volontari, chiamato guardia civica. Permise poi la creazione di consulte locali per l’amministrazione. Questi atti crearono inizialmente un certo clima di entusiasmo e di speranza. Anche alcuni sovrani italiani fecero concessioni sul modello del Papa e vennero addirittura concesse costituzioni. La più importante di queste costituzioni fu lo <strong>Statuto albertino</strong> che il re sabaudo Carlo Alberto concesse nel marzo 1848 per timore di rivolte. Si trattava, però, di un documento molto arretrato poiché era modellato sulla carta francese del 14 luglio 1789.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:23:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-contemporanea/evoluzione-situazione-italiana.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Europa - Moti rivoluzionari (3)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Europa - Moti rivoluzionari del '30 e del '31</strong></div>
<br />
Dopo qualche anno di tranquillità, in Europa scoppiò una seconda ondata di rivolte che erano state innescate dalla rivoluzione in Francia. Rispetto ai moti di dieci anni prima, queste rivolte furono meno numerose, ma sicuramente più significative. Con la Restaurazione in Francia era diventato re Luigi XVIII e ritornarono in patria migliaia di nobili che si aspettavano di riottenere ciò che avevano perso. Luigi doveva gestire questa situazione cercando di continuare la linea tradizionale della monarchia, ma senza scontentare troppo i sudditi per non creare immediatamente i pretesti per una nuova rivoluzione. Dovette emettere una costituzione <em>octroyée</em> che riconosceva i principali diritti universali, ma non soddisfaceva pienamente i francesi. Inoltre, erano scontenti anche i cosiddetti ultras o ultrarealisti, cioè gli aristocratici che chiedevano di ritornare esattamente all’Ancien régime. Luigi XVIII ebbe più problemi con gli ultras che con il resto della popolazione. Alla sua morte nel 1824, divenne re suo fratello Carlo X, che era il capo degli ultras. Carlo iniziò subito a concedere privilegi agli aristocratici, a chiudere giornali, a impedire la circolazione delle idee, a ricorrere al senato senza consultare il parere delle opposizioni e ad assumere un atteggiamento assolutista. Guidò una vittoriosa campagna di conquista in Algeria nel 1830. Sempre nel 1830 però il sovrano presentò un progetto di legge, chiamato la “legge del Miliardo”, che avrebbe risarcito tutti i nobili fuoriusciti dal territorio francese durante gli anni della rivoluzione a spese dello stato. Questo provvedimento scatenò l’opinione pubblica francese e il re rispose con la repressione poliziesca e con quattro ordinanze che limitavano la libertà di associazione, di opinione e di manifestazione. Queste quattro ordinanze sono dette liberticide e rappresentarono la scintilla che fece scoppiare la rivoluzione. Nel luglio del 1830 a Parigi iniziò la rivolta contro il sovrano. Dopo tre giorni di combattimento per le strade, il sovrano e i suoi fedeli dovettero arrendersi, abbandonare Parigi e lasciarla nelle mani dei rivoltosi. Anche in questo caso, liberali e democratici avevano collaborato per cacciare il sovrano, ma erano divisi su come organizzare lo stato francese. Dopo alcuni confronti prevalse l’orientamento liberale, venne mantenuta la monarchia e la corona venne assegnata al giovane Luigi Filippo d’Orléans, che sembrava aperto alle nuove idee rivoluzionarie. Venne adottata la nuova bandiera rivoluzionaria tricolore, vennero fatti cambiare alcuni articoli della costituzione che avevano sembianze troppo assolutistiche, venne abbassato il censo per poter votare e vennero ribadite le principali garanzie e libertà. Nel corso del tempo, però, il sovrano non fece più altre leggi significative sebbene la società stesse cambiando velocemente sotto l’influsso della rivoluzione industriale. La monarchia di Luigi Filippo era ora liberale e si distaccava quindi dal volere della Santa Alleanza. <br />
I fatti che avvenivano in Francia alimentarono le speranze degli abitanti degli altri stati europei che pian piano fomentavano delle rivolte. Così nel 1830 scoppiò la rivolta anche in Polonia. Era una rivolta di tipo indipendentistico contro il dominio russo e finì in un bagno di sangue. Migliaia di polacchi furono costretti a fuggire dalla madrepatria e si rifugiarono soprattutto in Francia, come il musicista Chopin.<br />
Nel Regno dei Paesi Bassi, formato da Belgio, Olanda e Lussemburgo, la componente principale era rappresentata dagli olandesi. Il Belgio cattolico e francofono soffriva questa egemonia olandese e quindi decise di rivoltarsi approfittando della situazione della Francia. La rivolta dei belgi venne appoggiata dalla Francia, che non era disposta a tollerare l’intromissione della Santa Alleanza, ed ebbe un esito positivo. Il Belgio nel 1831 si diede una costituzione democratica secondo cui il re aveva pochi poteri, c’era suffragio universale maschile e venivano garantiti importanti diritti.<br />
Nel 1831 ci fu una rivolta nel Ducato di Modena organizzata dalla Carboneria. A Modena il sovrano austriaco Francesco IV appoggiava le società segrete degli stati limitrofi per cercare di ingrandire il proprio ducato. Era in contatto con Enrico Misley e Ciro Menotti, che volevano organizzare una rivolta contro il papato e il ducato di Parma. Francesco IV però, vedendo gli esiti delle recenti rivolte che erano scoppiate nel resto d’Europa, si spaventò e decise di arrestare tutti i carbonari presenti nel ducato di Modena. A questo punto Misley e Menotti decisero di dar vita alla rivolta sia a Parma, sia in Romagna, sia a Modena. In un primo momento questa rivolta ebbe successo e venne proclamata una Repubblica delle province unite, ma poi i rivoltosi cominciarono a litigare tra democratici e liberali ed emersero tutti i campanilismi locali. Allora l’Austria approfittò di questa situazione e mandò un contingente militare a reprimere la rivolta e a riportare l’ordine. Misley riuscì a fuggire, mentre Menotti venne catturato e impiccato.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:21:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/europa-moti-rivoluzionari.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Pirandello, Luigi - Poetica (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Luigi Pirandello - Poetica</strong></div>
<br />
Luigi Pirandello ha una formazione verista. Inoltre, ha un forte interesse per la psicologia e gli studi di Alfred Binet sulla alterazioni della personalità.<br />
Durante il corso della sua vita si interessa allo studio della sociologia, dal quale apprende che la vita scorre in continuazione, senza pause e senza un preciso scopo. Da questi studi deriva anche l'idea e il concetto di relativismo conoscitivo (non esiste verità oggettiva, ma solo valutazioni soggettive).<br />
Secondo Luigi Pirandello la vita è un continuo correre, inafferrabile e inconoscibile. Ad esempio, un treno non aspetta i passeggeri in ritardo, parte ugualmente all'orario stabilito. Il passeggero ritardatario non potrà più prendere quel treno e sapere cosa sarebbe accaduto una volta salito. <br />
La vita dell'uomo si basa sul relativismo conoscitivo, sul disagio esistenziale, sull'impossibilità di comunicare e sulla crisi d'identità.<br />
Gli esseri umani, per avere qualche consistenza, fissano la vita in una forma che rappresenta la fissità, la morale comune e la rigidità.<br />
Ne deriva, quindi, il contrasto tra vita e forma.<br />
L'uomo per adattarsi alle convenzioni imposte dalla società è costretto ad indossare delle maschere. Se l'uomo intende liberarsi da queste maschere deve ricorrere alla follia.<br />
La follia, quindi, rappresenta l'unica salvezza per gli esseri umani che vogliono essere liberi.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 13:21:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti-italiano/luigi-pirandello/pirandello-poetica-descrizione.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Svevo, Italo - La coscienza di Zeno, Augusta</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La coscienza di Zeno - Augusta</strong></div>
<br />
<strong>Riassunto</strong><br />
Zeno, dopo aver corteggiato a lungo Ada e le sue altre sorelle, decide di sposarsi con Augusta anche se non ne era nè attratto, nè innamorato. Decide di sposarsi con lei perché era legato alla famiglia Malafenti e non intendeva rinunciarvi, anche perché avevano una posizione sociale di rilievo. Augusta invece è innamorata di Zeno e cerca di accontentarlo in tutto per renderlo felice e cercare di fargli dimenticare la sua attrazione per Ada, che era una ragazza molto bella e socievole.  Purtroppo Augusta non riesce a conquistare Zeno e nutre nei confronti della sorella una forte gelosia e invidia. <br />
Augusta e Zeno sono due personaggi completamente opposti. Augusta ama condurre una vita semplice, fatta di piccole cose.  Zeno invece è un inetto, incapace di adeguarsi alla società. Egli vive dei ricordi del passato, pensando sempre ad Ada la quale però è già felicemente fidanzata con Guido Speier.]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 11:57:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti-italiano/novecento/900-autori-opere/svevo-coscienza-zeno-augusta.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Procedimento legislativo</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Il procedimento legislativo</strong></div>
<br />
Con questa espressione indichiamo il percorso, stabilito dalla Costituzione, per far nascere una nuova legge; in altre parole andiamo a vedere in che modo lavora il Parlamento.<br />
Possiamo suddividere il procedimento legislativo in varie fasi:<br />
<br />
<strong>1^ fase – la proposta</strong><br />
La fase della proposta è caratterizzata dalla preparazione del testo legislativo. Secondo la Costituzione possono avanzare proposte di leggi i seguenti soggetti:<br />
1.	Ciascun Parlamentare;<br />
2.	Il Governo;<br />
3.	I cittadini.<br />
Quando la proposta è popolare, cioè è presentata dai cittadini, occorre che sia sostenuta dalla raccolta di 50.000 firme.<br />
<br />
<strong>2^ fase – la discussione – l’approvazione</strong><br />
La Camera che riceve la proposta di legge la esamina, la discute, la modifica eventualmente, infine la mette ai voti per l’eventuale approvazione. Specifichiamo che ciascun Parlamentare può proporre modifiche al testo. Finito il lavoro in una Camera, il testo di legge passa nell’altra camera dove esso viene esaminato, discusso, eventualmente modificato, infine messo ai voti. Se ci sono modifiche, il testo di legge deve ritornare alla prima Camera affinché queste modifiche siano approvate da tutte e due le Camere. <br />
<br />
<strong>3^ fase – la promulgazione</strong><br />
In questa fase è competente il Presidente della Repubblica. Infatti la Costituzione gli affida il potere di promulgare le leggi dopo che sono state approvate dal Parlamento. Quindi una nuova legge approvata dalle Camere viene mandata al Presidente della Repubblica. La promulgazione consiste nel controllo sul rispetto della Costituzione: se il Presidente ritiene che la nuova legge rispetti la Costituzione, allora la promulga, cioè la firma; altrimenti lo rinvia al Parlamento, rifiutando la promulgazione.<br />
Il Parlamento che vede ritornare la legge, è libero sia di modificare, accogliendo i suggerimenti del capo dello Stato, sia di confermare la legge esattamente come era prima. <br />
Il Presidente della Repubblica, quando gli viene riproposta la legge così com’era prima, è obbligato a firmarla. Tutto ciò ci fa capire che il potere di promulgazione del Presidente è un controllo sulla Costituzionalità delle leggi. Tuttavia esso non può impedire l’entrata in vigore di una legge, sia perché il Presidente non ha il potere legislativo, sia perché, dopo l’entrata in vigore della legge, può sempre intervenire la Corte Costituzionale ad eliminarla, nel caso sia incostituzionale. <br />
<br />
<strong>4^ fase – la pubblicazione (l’ultima fase)</strong><br />
Dopo la promulgazione, la legge viene pubblicata sulla gazzetta ufficiale, un giornale che riporta le nuove leggi. La legge entra in vigore dopo quindici giorni dalla pubblicazione (<em>vacatio legis</em>). Tutto questo serve a far conoscere la nuova legge ai cittadini, in quanto vige il principio per cui la legge non ammette ignoranza.<br />
<br />
Dalla descrizione del procedimento legislativo capiamo che esso è abbastanza complesso e che corrono tempi medio-lunghi per avere una nuova legge. <br />
Per questo motivo la Costituzione ha previsto che, in casi di urgenza e di necessità, il Governo può eccezionalmente esercitare il potere legislativo, sostituendosi al Parlamento. Vengono fuori così i <strong>decreti legge</strong> che contengono norme di 1°grado e che, però devono essere convertiti dal Parlamento.<br />
Inoltre, per disciplinare materie tecniche, che magari richiederebbero lunghe sedute parlamentari, il Parlamento si limita ad approvare una legge dai contorni generali sulla materia (legge delega) in base alla quale, sarà poi il Governo a stabilire i dettagli tecnici attraverso il <strong>decreto legislativo</strong>.<br />
<br />
<strong>Durata di una legge</strong><br />
Gli eventi che pongono fine ad una legge sono i seguenti:<br />
1.	Abrogazione e sostituzione con nuove norme legislative (legge o decreto);<br />
2.	Referendum abrogativo;<br />
3.	Eliminazione da parte della Corte Costituzionale.<br />
<br />
<strong>Il referendum abrogativo</strong><br />
Esso consiste in una consultazione elettorale nella quale i cittadini sono chiamati a scegliere tra il mantenimento in rigore di una legge o la sua abrogazione. Se il popolo si esprime per l’abrogazione, la legge viene eliminata. Questo del referendum è l’unico tipo, insieme alla proposta legislativa popolare, di intervento da parte dei cittadini sul sistema legislativo. In altre Democrazie è ammesso anche il referendum propositivo, cioè i cittadini sono chiamati a decidere sull’entrata in rigore di una legge. In Italia il referendum propositivo non è ammesso, tranne in un caso: una nuova legge Costituzionale che modifica la Costituzione.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 21:28:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/procedimento-legislativo.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Database - Modelli di dati</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>I modelli di dati</strong></div>
<br />
Esistono tre tipi di modelli di dati:<br />
- concettuali;<br />
- logici;<br />
- fisici.<br />
 Per i modelli concettuali vengono utilizzati nozioni di livello alto. Questo tipo di modello è simile al modo di pensare dell'uomo. Il modello concettuale più diffuso è il modello E-R, cioè, il modello entità - relazione.<br />
Per i modelli logici vengono utilizzate nozioni di livello intermedio (record, tabelle..). Il modello logico più diffuso è il <strong>modello relazionale</strong>.<br />
Per i modelli fisici vengono utilizzate nozioni del livello dei file e delle memorie di massa.<br />
Molto spesso i dati inseriti in questi modelli devono rispettare dei <strong>vincoli di integrità</strong>.<br />
Ogni modello possiede una propria struttura dei dati.<br />
Si definisce <strong>schema di dati</strong> la descrizione della struttura dei dati e dei vinvoli di integrità.<br />
Si definisce istanza l'insieme dei dati strutturati secondo uno schema.<br />
Con una base di dati è possibile utilizzare i dati per diverse applicazioni.<br />
Inoltre, possono accedervi vari utenti ma con le dovute autorizzazioni.<br />
Devono esistere anche dei meccanismi per la sicurezza e il ripristino dei dati.<br />
Affinchè si verifichi tutto ciò occorre utilizzare il DBMS, un insieme di programmi che gestiscono le informazioni memorizzate su un supporto di memoria di massa.<br />
Ad un sistema informatico basato sul DBMS si rivolgono quattro classi di utenti: operatore, utente sofisticato, programmatore e amministratore.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 20:16:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/database-modelli-dati.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Gestione periferiche - Input e output</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Gestione delle periferiche di input e output</strong></div>
<br />
La gestione dei dispositivi periferici viene affidata al sistema operativo.<br />
Per dispositivi periferici intendiamo le unità collegate al computer che non sono dotate di un sistema di calcolo.<br />
I <strong>dispositivi periferici</strong> si dividono in:<br />
- dispositivi per l'input;<br />
- dispositivi per l'output;<br />
- dispositivi di memorizzazione.<br />
I <strong>dispositivi di input</strong> trasformano l'informazione esterna in dati utilizzati dal computer, come ad esempio la tastiera.<br />
I <strong>dispositivi di output</strong> invece, trasformano i dati del computer in modo tale che li possano utilizzare gli utenti, come ad esempio la stampante.<br />
I <strong>dispositivi di memorizzazione</strong> sono la memoria di massa, come ad esempio l'unità disco.<br />
E' necessaria la presenza di un meccanismo che permetta la condivisione dei dispositivi. A tale scopo possiamo classificare i dispositivi in:<br />
- dispositivi dedicati;<br />
- dispositivi condivisi;<br />
- dispositivi virtuali.<br />
I <strong>dispositivi dedicati</strong> possono essere utilizzati da un solo processo alla volta (come ad esempio la stampante).<br />
I<strong> dispositivi condivisi</strong> possono essere utilizzati da più processi contemporaneamente (come ad esempio l'unità disco).<br />
I <strong>dispositivi virtuali</strong> simulano i dispositivi reali.<br />
La verifica d'accesso si attua per controllare che il processo sia autorizzato all'uso del dispositivo. La scheduling d'accesso si attua per gestire la coda dei processi che richiedono  l'uso del dispositivo.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 20:02:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/informatica/gestione-input-output.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Morti bianche</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Le morti bianche</strong></div>
<br />
<em>“Ogni giorno in Italia si verificano circa 2500 incidenti sul posto di lavoro con una media di 3 morti e 27 invalidi”</em><br />
<br />
<strong>Scaletta</strong><br />
Inquadrare il problema<br />
Fatti<br />
Pareri (chiesa,leggi,esperti)<br />
Cinema<br />
Letteratura<br />
Conclusione<br />
Fonti<br />
<br />
L’ Italia è la nazione che detiene il primato delle vittime sul lavoro in Europa. Troppo spesso la vita si baratta per uno stipendio, stavolta misero e indecente. Le cause sono tante, e hanno un comune denominatore: il profitto. Infatti, molti imprenditori per accrescere il proprio profitto, tagliano sulla sicurezza. In Italia gli incidenti sul lavoro hanno causato più morti della guerra del golfo. Il lavoro è diventato una vera e propria guerra per la vita, industrie e sindacati si sono uniti per arrestare gli incidenti del lavoro. Negli ultimi anni le morti bianche si sono diffuse largamente, divenendo un cancro sociale difficile da sconfiggere, destinato a collassare questa società ammutolita dallo scarso senso di umanità.<br />
Il più grave fatto degli ultimi che ha fatto e che fa ancora parlare i media, è quello successo il 6 dicembre 2007 a Torino presso l’acciaieria Thyssen Krupp: <em>si è verificato un incendio molto grave che ha coinvolto otto operai rendendo sette di questi in torce umane, quattro di loro sono morti carbonizzati tra le fiamme, altri quattro sono stati ricoverati d’urgenza. Ad oggi il bilancio delle vittime è salito a cinque persone. La fabbrica con sede a Torino avrebbe dovuto trasferirsi entro settembre a Terni, e secondo il portavoce dell’ azienda sono stati mantenuti tutti gli standard sicurezza. Invece i sindacati denunciano che nella fabbrica non si faceva più manutenzione da mesi, sei estintori su sette erano scarichi e gli operai lavoravano anche per 18 ore consecutive</em>. (<em>Fonte: yahoo.com</em>)<br />
Il tema delle morti bianche è da anni protagonista di un dibattito politico e pubblico. Il presidente della Repubblica, ha detto quanto cruciale sia la questione della prevenzione sul lavoro. Il presidente della camera ha definito in una nota il fenomeno delle morti bianche un'emergenza sociale assoluta che offende la coscienza di ognuno di noi e impone un deciso impegno volto a porvi urgentemente a fine. Dello stesso parere anche il presidente del Senato. Secondo cui, la sicurezza dei lavoratori rappresenta una priorità assoluta che deve spingere a un impegno costante per diffondere una maggiore attenzione e precauzione negli ambianti di lavoro.<br />
Una troupe cinematografica è a Napoli per un film verità sulle morti bianche. Il regista è Daniele Segre. Il film vuole andare oltre la denuncia e puntare sulle storie di chi vive nei cantieri, raccontare come sopravvivono le loro famiglie nell’ incubo di un telefono che può squillare da un momento all’ altro, portando la voce di chi annuncia morte.<br />
Nel libro di Marco Rovelli “Lavorare uccide”, egli intraprende un viaggio che tocca ogni angolo del paese, in cui restituisce un volto e una dignità a chi è morto e una voce al dolore, alla rabbia, all’impotenza di chi è rimasto. <br />
Dare un nuovo volto al lavoro, un volto umano, è questo l’obbiettivo che si spera di raggiungere, affinché non ci sia più nessuna famiglia a piangere i propri cari, affinché un saluto non si trasformi in un addio.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 17:51:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/temi-saggi-svolti/saggi-brevi/morti-bianche-tema.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Immigrazione</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>L'immigrazione</strong></div>
<br />
Ogni anno uomini e donne di tutto il mondo si spostano dai paesi più poveri a quelli più ricchi, in cerca di fortuna e un lavoro più dignitoso. Questo fenomeno è causato soprattutto dai regimi dittatoriali, dalla povertà e dalle guerre. Nei paesi più ricchi però, gli immigrati poveri vengono visti con disprezzo da molti degli abitanti. Da questo possono nascere  fenomeni come il razzismo. Oggi, a differenza di molti anni fa, le politiche migratorie non si limitano solo a controllare le frontiere, ma cercano anche di creare degli accordi tra i paesi di origine e di destinazione di questi flussi, ed utilizzarli a loro vantaggio. Spesso, infatti, gli immigrati vengono assunti in industrie e pagati abbastanza bene. Questo fatto però provoca un problema chiamato “fuga dei cervelli”: molte persone sono attratte dai paesi più sviluppati e anche le persone più istruite, che sono molto utili ai paesi più poveri che a quelli più ricchi, si trasferiscono in questi ultimi.<br />
Negli ultimi dieci anni la Fao ha organizzato diversi progetti per rimettere in sesto la Jugoslavia dopo una lunga guerra, e far ritornare gli Jugoslavi emigrati in Europa, iniziando una nuova vita nel loro paese d’origine.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 16:14:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/temi-saggi-svolti/temi/immigrazione-problema.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Pirandello, Luigi - La carriola (4)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Luigi Pirandello - La Carriola</strong></div>
<br />
Il testo in esame <em>La carriola</em> è tratto dalle <em>Novelle per un anno</em>, significativa opera di Luigi Pirandello.<br />
Il protagonista di questa novella è un illustre avvocato e professore di diritto. E' un uomo stimato e rispettato, al quale tutto il paese di residenza si rivolge per consigli e suggerimenti.<br />
Tutto ha inizio in treno, di ritorno da un viaggio di lavoro. Il treno simboleggia il desiderio di voler cambiare vita. Durante questo viaggio, dunque, l'uomo si rende conto che la vita che ha condotto fino a quel momento non gli appartiene. Non si riconosce più nel suo corpo, nel suo aspetto, nel suo ruolo di avvocato, marito e padre. <br />
Si rende conto che la sua vita scorre velocemente e lui assiste passivamente. Si sente estraneo alla sua vita.<br />
Tuttavia fa ritorno a casa e per l'ennesima volta riapre la porta di casa pronto a rivestire il ruolo di padre e marito perfetto. L'apertura della porta di casa rappresenta il ritorno alla vita che gli viene imposta dalla società e dalla famiglia.<br />
La famiglia è la società considerano l'avvocato come un uomo perfetto, incapace di commettere errori.<br />
L'avvocato, quindi, per non rovinare le aspettative è costretto a rivestire il ruolo dell'uomo perfetto. Questo ruolo, però, opprime e soffoca l'avvocato, infatti, ogni giorno ripete un rito. <br />
Questo rito è l'unico modo per sentirsi vivo. Se questo rito venisse scoperto comprometterebbe la sua vita e la sua carriera fatta di perfezione. Ogni giorno, dopo essersi assicurato di non essere osservato da nessuno, prende le due zampe della sua cagnolina e gli fa fare la carriola. Questo è l'unico svago che l'avvocato si permette. La carriola, quindi, rappresenta la follia e la voglia di evasione dal carcere dell'esistenza.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 14:19:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti-italiano/luigi-pirandello/pirandello-novella-carriola.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Pirandello, Luigi - Enrico IV</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Enrico IV</strong></div>
<br />
La pazzia di Enrico IV è durata per dodici anni, una volta guarito ha continuato a fingersi pazzo, perchè ha riconosciuto l'impossibilità di ritornare nella vita dopo un periodo cosi lungo di follia.<br />
In questi anni Enrico IV è invecchiato senza assaporare la gioia della vita.<br />
Il mondo non si è arrestato dopo quella fatale e drammatica caduta che ha provocato la sua pazzia. <br />
Il personaggio, immedesimatosi nel ruolo di Enrico IV, ha paura a tornare in quel mondo che fino a dodici anni fa gli apparteneva. Si sente un estraneo ormai, prigioniero delle sua follia, isolato dalla realtà.<br />
Il mondo che si è creato diviene l'unica possibilità di essere se stesso.<br />
In una società dove bisogna rispettare gli schemi sociali, politici, giuridici, e dove gli uomini sono spinti a costruirsi un ruolo e ad indossare una maschera, l'unico modo per essere e vivere liberi dalle comuni convenzioni è essere pazzo.<br />
Enrico IV decide, quindi, di essere folle per sempre.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 14:03:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti-italiano/luigi-pirandello/enrico-iv-riassunto.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Nuove tecnologie per il risparmio energetico</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Nuove tecnologie per il risparmio energetico</strong></div>
<br />
Ai problemi di esaurimento dei combustibili fossili e dell’aumento dell’inquinamento, è stata trovata una soluzione: le energie rinnovabili. Sole, vento e biomasse ad esempio possono essere trasformati in energia ed è compito di ogni nazione fare in modo che accada. Tra i rimedi più pratici possiamo trovare i pannelli solari che utilizzano l’energia dal Sole per riscaldare gli ambienti e l’acqua per fornire energia elettrica: questi metodinon emettono nessuna forma di inquinamento. Oggi è anche possibile consumare molto meno carburante utilizzando delle automobili particolari. Due delle migliori sono: le auto ibride, che hanno due motori, uno elettrico e uno a benzina e anche le auto che consumano tre litri per 100 km percorsi. Inoltre sono a buon punto alcune tecnologie della “Fuel-cell” che stanno sperimentando alcuni prototipi di veicoli a idrogeno.<br />
In Italia, il problema dello smaltimento dei rifiuti è molto complesso: più del 70% dei rifiuti, infatti, viene smaltito in discariche, con costi elevati dovuti dall’inquinamento e della necessità di risanamento del territorio. A questo però c’è un rimedio. Dai rifiuti, infatti, grazie ai termovalorizzatori, si possono ricavare combustibili e composti organici. Anche l’impiego di prodotti come i bio-polimeri, può contribuire alla riduzione dei consumi energetici. Infatti, essi possono essere utilizzati al posto della plastica, perché non inquinano, smaltiscono facilmente ed è molto più facile riciclarli.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 13:46:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/temi-saggi-svolti/temi/tecnologie-risparmio-energetico.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Disabilità</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La disabilità</strong></div>
<br />
Tra le malattie non curabili dell’uomo spicca la disabilità, una malattia che non permette di svolgere alcune funzioni come tutte le persone “sane”. Alcuni esempi possono essere: la disabilità fisica, come ad esempio una persona che a causa di una grave malattia o per un incidente stradale rimane su una sedia a rotelle, o nel peggiore dei casi, rimane completamente paralizzato; oppure una persona cieca, muta o sorda. Abbiamo anche un altro tipo di disabilità, ad esempio quello di una persona che soffre della sindrome di down.<br />
L’atteggiamento della gente nei confronti dei disabili, spesso non è positivo, infatti molti non li considerano e li trattano come se non fossero persone come tutti le altre. Altre volte, invece, l’atteggiamento è troppo positivo e si basa più sulla pietà che sull’affetto. <br />
Bisogna capire che un disabile, anche se con qualche problema mentale è un nostro fratello, che sicuramente può darci moltissimo: sia competenza, come ad esempio Luis Borges, che anche se cieco è stato uno dei massimi scrittori del 900, sia amore, calore, affetto e umanità. La nostra società non favorisce l’interazione dei disabili, infatti ancora esistono pregiudizi, limitazioni strutturali e barriere architettoniche che impediscono a troppi disabili l’opportunità di vivere con il frutto delle loro competenze e limita loro la mobilità e la visibilità. I politici dovrebbero offrire più fondi alle pensioni per disabili, per il loro accesso al lavoro e per abitazioni più confortevoli e accessibili. Tutte queste non sono solo spese, ma anche il contributo necessario per una società più democratica e solidale.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 13:36:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/temi-saggi-svolti/temi/tema-disabilita.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Decentramento produttivo - Distacco e trasferimento d'azienda</title>
<description><![CDATA[<strong><div style="text-align:center">Decentramento produttivo</div></strong>
<br />
Parlando del decentramento produttivo occorre anzitutto definire che cosa esso sia: decentrare, dunque, vuol dire scorporare, ossia affidare a terzi pezzi del processo produttivo necessari per la produzione di un bene o di un servizio, sia verso l'esterno facendo ricorso ad es al lavoro a domicilio o altra azienda, sia verso l'interno portando terzi all'interno della propria azienda.<br />
Le ipotesi più importanti di decentramento riguardano il <strong>distacco</strong> e il <strong>trasferimento d'azienda</strong>.<br />
<br />
<strong>Distacco d'azienda</strong><br />
Per quanto attiene il primo esso consiste nell'invio di un lavoratore cd. distaccatario presso un'altra azienda, per un periodo di tempo limitato (il che permette di evitare la somministrazione di manodopera che è illecita), per la realizzazione di una certa attività al fine di far fronte ad esigenze straordinarie (di tipo organizzativo, produttivo, economico...) del distaccante. <br />
Peculiare in tale caso è il fatto che il lavoratore distaccato rimane dal punto di vista contrattuale vincolato al distaccante, pur essendo sottoposto al potere direttivo e disciplinare di un altro soggetto. Vi sono poi delle direttive comunitarie che regolano il distacco nell'ambito dell'Unione Europea.<br />
<br />
<strong>Trasferimento d'azienda</strong><br />
Venendo ora a trattare del trasferimento d'azienda occorre anzitutto definire la nozione di trasferimento e poi quella di azienda. <br />
Partendo dalla prima con trasferimento si intende qualunque atto che comporti un mutamento della titolarità dell'azienda o di un ramo di essa. <br />
Per azienda poi non si intende il complesso di beni o servizi destinati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa come ex <strong>art.2555 cc.</strong>, ma si intende un complesso economico dotato di autonomia funzionale, che pur non dovendo necessariamente essere presente sin dall'inizio, deve esserlo però al momento del trasferimento. stesso discorso per il ramo d'azienda che è semplicemente un'articolazione del complesso economico dotato di autonomia funzionale.<br />
Venendo ora a trattare le conseguenze del trasferimento occorre subito concentrarsi sulla posizione dei lavoratori interessati dal trasferimento: essi hanno pieno diritto alla conservazione del posto di lavoro, tant'è che se il trasferimento comporta un notevole mutamento delle loro condizioni lavorative possono recedere dal rapporto di lavoro con gli effetti della giusta causa. Per le unità produttive con più di 15 dipendenti la legge richiede dei precisi obblighi di consultazione sindacale 25 giorni prima dell'atto di trasferimento. La violazione della suddetta procedura comporta condotta antisindacale reprimibile ex art. 28 Statuto dei Lavoratori.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 10:05:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/diritto/decentramento-produttivo-distacco-trasferimento-azienda.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Grecia - Moti rivoluzionari</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Grecia - Moti rivoluzionari</strong></div>
<br />
La scintilla della prima ondata di rivolte è legata a un fatto accaduto in Sudamerica, che era ancora sotto il dominio spagnolo e portoghese. In queste zone si era formata una classe dirigente di creoli, che erano i discendenti degli antichi colonizzatori, che sosteneva gli interessi delle grandi famiglie latifondiste. I creoli tolleravano con sempre più fatica le tasse imposte dai funzionari mandati dalla madrepatria e iniziavano a nutrire sogni di indipendenza. Nel 1808 Napoleone occupò la Spagna e quindi in molte zone del Sudamerica alcuni comitati locali approfittarono di questa situazione per prendere il potere. Nel 1811 in Venezuela Francisco Miranda guidò la rivolta a Caracas contro gli spagnoli che portò all’indipendenza dello stato. Il sogno di Miranda e di altri due libertadores Simon Bolivar e José de San Martin era quello di creare gli Stati Uniti del Sudamerica. Alla morte di Miranda prese il potere Bolivar che voleva conquistare tutti i domini spagnoli per dare vita allo stato della Grande Colombia. Nel frattempo San Martin guidò con successo la rivolta antispagnola dell’Argentina e del Cile. Queste rivolte nel Sudamerica furono appoggiate dalla Gran Bretagna prima e dagli Stati Uniti in seguito, che avevano degli interessi personali. Le ultime truppe spagnole vennero sconfitte in Perù nel 1824. Il sogno di Bolivar e San Martin però si ruppe ben presto perché gli interessi delle varie realtà politiche locali portarono alla disgregazione in tante regioni che rispecchiava abbastanza la divisione attuale. Anche gli interessi della Gran Bretagna e degli Stati Uniti ebbero un’influenza rilevante nel determinare questa frammentazione. Nell’America centrale le rivolte scoppiarono nel 1821 dapprima in Messico e la Spagna non intervenne nemmeno perché versava in pessime condizioni interne. Presto però il Messico indipendente dovette fronteggiare una rivolta degli indios che si ribellarono al governo dei latifondisti; la rivolta però venne repressa nel sangue. Bolivar venne esiliato in Europa e morì prima di vedere il definitivo sfacelo del proprio progetto di unificazione. Il Sudamerica era suddiviso in molti stati continuamente in conflitto tra di loro per delineare i propri confini territoriali. In molti stati i capi militari furono artefici di colpi di stato che crearono un clima di grande instabilità politica e successivamente anche economica. Di fronte a tutte queste rivolte antispagnole la Santa Alleanza non era intervenuta, come invece avrebbe dovuto fare, perché gli Stati Uniti nel 1823 redassero la dottrina Monroe, dal nome del presidente che la promosse, secondo cui si stabilì che gli Stati Uniti non avrebbero più tollerato un’intromissione europea negli affari americani. La dottrina Monroe può essere riassunta con il motto “l’America agli americani”.<br />
Nel 1820 le truppe spagnole che si erano imbarcate a Cadice per andare a reprimere le rivolte in Sudamerica si ammutinarono. C’era un grande malcontento perché il sovrano Ferdinando VII aveva abolito tutte le concessioni che aveva fatto sotto il dominio francese e così scoppiò una rivolta. A pilotare la rivolta spagnola c’era la Carboneria, che era una società segreta di stampo democratico che si rifaceva all’organizzazione della massoneria. Era diffusa tra gli ufficiali dell’esercito, gli artigiani, gli operai della città e i borghesi e soprattutto nell’Europa meridionale. Ferdinando VII fu costretto ad abbandonare il trono e in Spagna si formò un governo provvisorio. Emersero però i problemi tra i democratici e i liberali. Questa rivolta era stata appoggiata dall’Inghilterra. La notizia della rivolta in Spagna si diffuse e così partì un effetto domino per tutta l’Europa.<br />
Scoppiò la rivolta anche a Napoli dove Ferdinando I aveva tolto ogni autonomia alla Sicilia, aveva sciolto il parlamento siciliano e aveva tolto gli incarichi politici a chi aveva collaborato con Murat, creando un grande malcontento generale. Murat aveva fatto il proclama di Tolentino auspicando che gli italiani si liberassero dal dominio straniero. Nel luglio del 1820 i due ufficiali Michele Morelli e Giuseppe Silvati con i loro reparti decisero di rivoltarsi contro il sovrano del Regno di Napoli. Contro di loro venne inviato l’esercito borbonico guidato da Guglielmo Pepe, che poi si unì ai rivoltosi. Il sovrano Ferdinando I venne catturato e cedette alle richieste dei rivoltosi. Venne formato un governo provvisorio che venne incaricato di realizzare la nuova costituzione. Emersero i primi contrasti tra liberali e democratici e il sovrano si riteneva prigioniero degli eventi. In Sicilia scoppiò un’ennesima rivolta perché gli isolani desideravano l’indipendenza e questo atto indebolì ulteriormente il governo provvisorio.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 08:49:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/grecia-moti-indipendenza.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Moti rivoluzionari - Cause</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Moti rivoluzionari - Cause</strong></div>
<br />
<strong>Tradizionalismo e religiosità</strong><br />
In questo periodo fiorirono scritti e riflessioni in cui predominava l’orientamento conservatore, che difendeva il passato e la tradizione e criticava la rivoluzione. Alcune riflessioni arrivarono a legittimare il potere assolutista dei sovrani. Il principale pensatore di questo periodo fu il britannico Edmund Burke. Egli criticò la rivoluzione francese mettendo in luce che partì da principi giusti ma sfociò in atti crudeli e sanguinari perché i rivoluzionari furono troppo radicali e frettolosi, discostandosi nettamente dalla tradizione e dalla consuetudine. Burke contrappose la rivoluzione francese alla Gloriosa Rivoluzione, che invece non aveva provocato eccessivi spargimenti di sangue. In Italia il napoletano Vincenzo Cuoco fece delle riflessioni simili a quelle di Burke. Scrisse una storia della rivoluzione del regno di Napoli, sottolineando che finì tutto male perché le pretese di quel gruppetto di illuministi erano troppo lontane dalle abitudini e dalle condizioni reali del Regno di Napoli. C’erano poi pensatori conservatori come Joseph de Maistre e Louis Gabriel Ambroise de Bonald che sostenevano il diritto divino dei re, il rispetto della tradizione e l’importanza della religione.<br />
I sovrani europei e la Chiesa in questo periodo avevano degli interessi comuni contro le nuove spinte rivoluzionarie. Si ebbe quindi un’esplosione della religiosità favorita da tre aspetti: per il popolo la religione offriva la speranza di tranquillità, nella dimensione politica serviva a legittimare il potere dei sovrani, mentre la Chiesa ne approfittava per riprendere un ruolo importante nello scenario europeo. Fiorirono il culto di Cristo come sofferente e il culto della vergine Maria. Nel 1859 venne introdotto il dogma dell’Immacolata concezione e in quegli anni avvennero molte apparizioni della Madonna in tutta Europa, come a Lourdes. <br />
<br />
<strong>Nazione e nazionalismo</strong><br />
Il Romanticismo fu un movimento culturale europeo che nacque in contrapposizione all’Illuminismo. In seguito alla rivoluzione francese, che aveva sancito il definitivo fallimento dei principi illuministici basati sulla ragione, iniziò a essere esaltata la dimensione del sentimento in senso generale. I riflessi del Romanticismo si videro soprattutto nel nazionalismo, che era legato alla riscoperta della lingua, delle tradizioni e della cultura tipiche di ogni popolo. Altro carattere romantico fu l’interesse per la storia attraverso la quale era possibile capire meglio se stesso e le proprie origini. Il Romanticismo guardava con entusiasmo al Medioevo perché fu un periodo in cui nacquero le radici della civiltà europea e della cristianità. Il concetto di nazione divenne molto importante. Era comparso e stato spiegato nei proclami della rivoluzione francese secondo cui si intendeva l’insieme delle persone che esercitano la propria sovranità su un determinato territorio. Venne ulteriormente precisato dal Romanticismo dicendo che consisteva in un popolo che vive in un determinato territorio e ha un proprio linguaggio, una propria tradizione comune e una propria cultura. Connesso al concetto di nazione vi era anche quello di nazionalismo, cioè di appartenenza a un determinato popolo. Il concetto di nazionalismo aveva inizialmente una valenza positiva che mirava alla fratellanza dei popoli. Con l’affermarsi sempre più forte del concetto di nazione, verso la fine dell’Ottocento il nazionalismo divenne competitivo e fu una delle cause di quel clima di forti tensioni che portò alle guerre mondiali. Inizialmente il nazionalismo implicava un rapporto di amicizia e di reciproco aiuto tra i vari popoli, ma con il tempo questo aspetto venne abbandonato. Per molti popoli che erano sempre stati uniti il nazionalismo non fu una novità, mentre per l’Italia e la Germania rappresentava una grande innovazione. Il nazionalismo romantico si contrapponeva al cosmopolitismo illuministico.<br />
Le armate napoleoniche diedero un forte contributo allo sviluppo del nazionalismo in due modi: stimolandolo direttamente (come nel caso dell’Italia e della Polonia, cioè creando stati, bandiere e ideologie) o indirettamente (come nel caso della Germania e della Prussia, cioè contribuendo involontariamente a creare un forte sentimento nazionale in seguito ad averci combattuto contro). In Inghilterra il confronto lunghissimo con Napoleone contribuì a rafforzare il sentimento nazionale. In Spagna l’occupazione francese risvegliò antichi rancori contro i francesi che diedero nuova linfa al senso nazionale spagnolo. La Francia stessa non fu immune da questo orgoglio verso la propria nazione. Un altro popolo che cominciò a prendere consapevolezza di sé fu il popolo greco. Anche in Svizzera, in Russia, in Svezia e in tutti gli altri stati europei iniziava a diffondersi questo spirito di nazionalismo. Negli stati indipendenti il sentimento nazionale veniva rafforzato, mentre negli stati che erano sottomessi ad altre potenze il nazionalismo portava a considerare l’occupatore straniero come un nemico e vi furono quindi diverse rivolte spinte da ideali patriottici o politici. La prima metà dell’Ottocento fu caratterizzata da tre ondate di rivolte: i moti del ’20 e del ’21, i moti del ’30 e del ’31 e il ’48. L’esito delle rivolte era quasi sempre disastroso per i rivoltosi. Le eccezioni, come le rivolte della Grecia e del Belgio, erano legate al fatto che entrarono in gioco gli interessi di alcune potenze europee che si schierarono a fianco dei ribelli.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 08:48:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/moti-rivoluzionari-cause.html]]></link>
</item>
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<title>Restaurazione - Italia ed Europa</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La Restaurazione</strong></div>
<br />
<strong>In Europa</strong><br />
Nel 1814 le potenze vincitrici avevano organizzato un congresso a Vienna per decidere come riorganizzare l’Europa dopo l’ondata rivoluzionaria. Al Congresso di Vienna, che durò dal novembre 1814 al giugno 1815, vennero invitate tutte le nazioni d’Europa. I lavori del Congresso si chiusero il 9 giugno 1815, ben nove giorni prima della battaglia decisiva di Waterloo, perché ormai era chiaro che la sconfitta di Napoleone era imminente. Al Congresso, però, tutte le decisioni vennero prese dalle quattro potenze vincitrici: Inghilterra, Austria, Prussia e Russia. Figura influente del Congresso di Vienna fu il cancelliere austriaco Metternich, il quale disse che l’Italia era solamente un’espressione geografica. A rappresentare la Francia borbonica nel Congresso c’era Talleyrand. Il Congresso di Vienna segnò l’inizio di un periodo storico chiamato Restaurazione. Il Congresso lavorava secondo due principi: il principio di legittimità e il principio di equilibrio. Il principio di legittimità dichiarava che su ogni trono dovesse essere posto il sovrano legittimo, cioè quello che c’era prima della rivoluzione o un suo diretto discendente. Questo principio non venne sempre applicato alla lettera a causa del principio dell’equilibrio, secondo cui fosse imprescindibile creare un equilibrio tra le varie potenze. Il principio di equilibrio serviva a evitare che potesse emergere nuovamente una potenza egemone. La divisione dell’Europa fatta dal Congresso però non rispettava esattamente quella prima della rivoluzione proprio per il principio di equilibrio.<br />
Le decisioni che vennero prese dal Congresso furono numerose. L’obiettivo di eliminare la minaccia della Francia era stato raggiunto. L’Inghilterra si garantì le aperture commerciali con tutti gli altri porti europei e ottenne l’isola di Malta, l’isola di Ceylon e altri territori coloniali. Queste due isole furono fondamentali per le strategie commerciali inglesi. La Russia ottenne la Polonia e la Finlandia. La Prussia venne ingrandita inglobando molti territori tedeschi, tra cui la Renania, una parte della Sassonia e Brandeburgo, restando però divisa in due blocchi. L’Austria ottenne l’egemonia in Italia. Prima della rivoluzione in Germania vi erano 350 stati, mentre dopo il Congresso c’era la confederazione germanica, formata da 37 stati a cui si aggiunsero Austria e Prussia. Si trattava di un’unione formale e di scarso valore; il presidente della confederazione era l’imperatore d’Austria, mentre il vicepresidente era il re di Prussia. La Francia venne ridotta nei confini del 1789; perse la Savoia e il Belgio. La prima venne assegnata al Regno di Sardegna, mentre il Belgio venne unito all’Olanda e al Lussemburgo per dare vita allo stato dei Paesi Bassi, la cui funzione principale era quella di fare da stato-cuscinetto intorno alla Francia per impedire qualsiasi tentativo di espansione. Il Regno di Sardegna venne ingrandito poiché ottenne la Savoia e la Liguria; anche questo stato venne ampliato per fare da stato-cuscinetto. In Spagna venne restaurato Ferdinando VII di Borbone che clamorosamente abolì la costituzione che aveva concesso nel 1812 durante l’invasione francese. Questo atto fu motivo di forti tensioni in Spagna. La Svezia perse la Finlandia, ma rimase al potere il generale francese Bernadotte che aveva tradito Napoleone. Il Portogallo rimase nella sfera d’influenza inglese.<br />
<br />
<strong>In Italia</strong><br />
La Lombardia, il Veneto e il Trentino Alto Adige ritornarono nelle mani austriache. L’Austria aveva bisogno di denaro e scelse quindi di tassare pesantemente i territori italiani. C’era un viceré con sede a Milano, ma di fatto il potere era nelle mani di due governatori che risiedevano uno a Venezia e l’altro a Milano e dipendevano direttamente dall’imperatore d’Austria.<br />
Il Regno di Sardegna si ingrandì e vi fu una dura restaurazione. Vittorio Emanuele I abolì tutti i diritti introdotti dai francesi e si ritornò quindi a prima dell’Illuminismo. L’unico aspetto positivo di questo stato fu la sua indipendenza dall’Austria. Il malcontento era diffuso in tutto il regno, ma soprattutto in Liguria; non è un caso che molti degli artefici dell’unità d’Italia furono proprio liguri.<br />
Nella pianura padana c’erano due piccoli ducati sotto il controllo austriaco: il principato di Parma e Piacenza e il ducato di Modena e Reggio. A Parma regnava Maria Luisa, moglie di Napoleone e sorella dell’imperatore d’Austria, la quale fece provvedimenti positivi che resero il suo ducato una piccola isola felice nell’Italia del tempo. Maria Luisa fu molto amata dai parmensi. Il Ducato di Modena invece era retto dal cugino dell’imperatore, Francesco IV d’Asburgo-Este, che era molto ambizioso e voleva ingrandire il proprio stato. All’interno del ducato represse ogni movimento patriottico, ma allo stesso tempo favorì quelli che stavano sorgendo negli stati vicini nella speranza di indebolirli e conquistarli.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 08:47:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-contemporanea/restaurazione-italia-europa.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Machiavelli, Niccolò - Vita (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Niccolò Machiavelli - vita</strong></div>
<br />
La prima disciplina a svilupparsi e rendersi autonoma fu la politica. In Italia la crisi politica dovuto alla divisione in tanti piccoli stati era un problema serio e nutriva un ansia di rinnovamento. Machiavelli fu uno dei maggiori pensatori politici e fu uno dei primi a sostenere l’autonomia della politica. I precedenti scrittori che avevano trattato di politica avevano caricato i loro scritti di moralità. Machiavelli fu il primo a descrivere il mondo politico come era in realtà, cioè pieno di ingiustizie, brutalità, disonestà e furbizie, creando scalpore tra i contemporanei. Coniò il motto “il fine giustifica i mezzi” perché sosteneva che la politica doveva essere giudicata con i criteri politici e non con quelli morali o religiosi. Infatti affermò che il fine ultimo delle azioni di un uomo politico era il benessere dello stato, a prescindere da ogni considerazione morale e religiosa.<br />
Nacque nel 1469 e morì nel 1527. Visse nel periodo in cui l’Italia perse la propria libertà. Di origine fiorentina, ebbe una formazione letteraria e frequentò i circoli umanistici grazie a cui conobbe i maggiori esponenti letterari e seguì i principali avvenimenti storici del periodo. Alla morte di Savonarola, a Firenze vennero ripristinate le istituzioni comunali e Machiavelli assunse il ruolo di sottosegretario della cancelleria fiorentina, un ruolo piuttosto importante. Ricevette diverse missioni per l’Italia e per l’Europa che gli permisero di fare il confronto tra la situazione italiana e quella degli altri stati europei. Nel 1512 i Medici ritornarono a Firenze e Machiavelli venne costretto ad abbandonare la città, ritirandosi in campagna a San Casciano con la famiglia. Qui si dedicò alla scrittura e alla cultura. Le opere più importanti di Machiavelli sono <em>Il Principe</em> e <em>i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio.</em> Scrisse anche <em>Dell’arte della guerra</em>, trattato in cui criticava pesantemente l’uso di mercenari, e le <em>Istorie fiorentine</em>, in cui continuò a narrare le vicende della storia di Firenze. Produsse poi delle commedie come <em>La mandragola</em> e <em>Belfagor arcidiavolo</em>. Fu amico di Francesco Vettori e di Francesco Guicciardini, due famosi intellettuali dell’epoca. Machiavelli è considerato il padre del filone del realismo politico che si contrappone a quello del realismo utopico. <em>Il Principe</em> è un libro che era stato scritto in risposta alle esigenze immediate della situazione politica italiana di quel periodo. L’argomento del principe era il principato, cioè la forma di governo più diffusa in Italia a quei tempi. <em>I Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio</em> propongono il regime politico ideale ricalcato sul modello della repubblica romana.<br />
Nel pensiero politico di Machiavelli ci sono degli elementi chiave. Il primo è rappresentato dal costante riferimento alla storia, che nella politica è fondamentale. Nella storia una costante è rappresentata dagli uomini, la cui natura rimane sempre uguale. Il secondo elemento è la verità effettuale, che consiste nella consapevolezza di sapere come stanno realmente le cose. Secondo Machiavelli, l’uomo politico doveva avere tutta una serie di requisiti ben precisi:<br />
- sapere che l’uomo in fondo ha una componente rilevante di malvagità che rappresenta anche la sua debolezza;<br />
- essere dotato di una “buona virtù”, con cui si intendeva il valore, la forza;<br />
- tenere conto della verità effettuale;<br />
- non considerare i sogni perché portano alla rovina, mentre occorre privilegiare l’analisi attenta e disincantata delle situazioni;<br />
- essere pronto a prevenire e affrontare i colpi di sfortuna;<br />
- essere astuto come una volpe e forte come un leone;<br />
- evitare le vie di mezzo ed essere sempre deciso e ben determinato;<br />
- mostrarsi devoto e moralmente ineccepibile (infatti Machiavelli affermò che la religione era un ottimo instrumentum regni).<br />
Nella prima parte del <em>Principe</em> si distinguono i vari tipi di principato, facendo vedere che ve ne sono di quattro tipi: ereditari, ottenuti con la fortuna, acquistati con le armi altrui e acquistati con le proprie armi. Nella seconda parte si trova tutta una serie di consigli rivolti ai sovrani, soprattutto ai principi che prendono il potere con le armi proprie, che erano quelli che Machiavelli stimava maggiormente. Nella terza parte vi era la polemica contro i mercenari. Nella quarta parte invece c’è l’auspicio dell’autore che vi sia in Italia un principe così in gamba da poter veramente unire il paese. Per un certo periodo, Machiavelli aveva sperato nella figura del Valentino, Cesare Borgia, figlio di papa Alessandro VI. Cesare Borgia sembrava avere, agli occhi di Machiavelli, quelle qualità che si addicevano a un buon principe, ma poi fece alcuni errori di strategia e alla morte del padre salì al soglio pontificio Giulio II che era il nemico numero uno dei Borgia. Macchiaveli riflesse sulla rilevanza della sfortuna nelle vicende umane e concluse che la sfortuna incideva per il 50% perché con la forza, la furbizia e l’attenzione si poteva volgere la sorte a proprio favore e resistere ai colpi della sfortuna.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 08:45:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/appunti-italiano/machiavelli/machiavelli-vita-opere/machiavelli-vita.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Francia - Re Sole (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>La Francia - Re Sole</strong></div>
<br />
<strong>La Francia</strong><br />
Mentre in Inghilterra si stava affermando la monarchia costituzionale, in Francia si instaurò una monarchia assoluta. Anche la monarchia assoluta fu importante perché la nobiltà perse potere e voce in capitolo nella politica; dopo il re, tutti i sudditi erano sullo stesso piano. Nella seconda metà del Seicento avvennero in Francia alcune rivolte contro le tasse e contro il tentativo del re di impossessarsi di tutto il potere. Queste rivolte prendono il nome di fronde. Si rivoltarono prima i nobili e poi i borghesi poiché re Luigi XIV era solo un bambino. In Francia governava il primo ministro Giulio Mazzarino, un cardinale italiano, che dovette affrontare le fronde. Alla sua morte nel 1661, Luigi XIV Borbone era diventato maggiorenne e poté ufficialmente salire al trono. Con il <strong>Re Sole</strong>, che regnò fino al 1715, si affermò in Francia un lungo periodo durante il quale venne realizzata la monarchia assoluta. Luigi XIV decise di non nominare un primo ministro, ma di accentrare il potere nelle proprie mani. Organizzò tutto il regno ed elesse tutta una serie di ministri che lavoravano alle sue dipendenze. C’erano un ministro delle finanze e un ministro della giustizia, che erano le due figure più importanti del re. Poi vi erano il segretario della guerra, il segretario della marina, il segretario della casa del re, il segretario degli esteri e il segretario del commercio. Il re decise di non ricorrere per queste cariche ai suoi parenti o a membri dell’alta nobiltà per evitare tensioni e dispute. Scelse questi funzionari tra la borghesia o la nobiltà di toga, cioè coloro che erano diventati nobili per meriti verso lo Stato. I borghesi infatti erano attivi, non pretendevano di rendere la propria carica ereditaria ed erano molto riconoscenti al re per gli incarichi ricevuti. La rete di funzionari creata da Richelieu venne rafforzata; gli intendenti erano tenuti a fare regolarmente una relazione sul loro operato e non dovevano rispondere a nessuno se non al re e al ministro per cui operavano. Anche gli intendenti erano reclutati tra la borghesia, erano stipendiati dallo stato e non avevano carica ereditaria. In questo scenario non c’erano più la nobiltà e nessun organo rappresentativo che potevano disturbare l’operato del sovrano. In Francia la funzione del Parlamento inglese apparteneva agli Stati generali, che rappresentavano il clero, la nobiltà e il terzo stato. Gli Stati generali non vennero più convocati da Luigi XIV. Economicamente la Francia era messa molto male e Re Sole scelse il borghese Jean-Baptiste Colbert che compì tutta una serie di riforme economiche che portarono in positivo il bilancio francese. Ciò fu perseguito attraverso il mercantilismo o colbertismo. Colbert partì dalla considerazione che la ricchezza di uno Stato fosse strettamente legata alla quantità d’oro e di moneta che rimaneva al suo interno. Ciò si ottiene attraverso il protezionismo, che consiste nel mettere dazi sui prodotti stranieri e nell’incentivare le esportazioni. Vennero create delle manifatture di stato che si occupavano principalmente di armi e di prodotti preziosi. Si formarono delle compagnie privilegiate sul modello inglese e olandesi che avevano il monopolio del commercio con alcune parti del mondo come il Nordamerica e l’Asia. Avvenne la razionalizzazione fiscale: le tasse vennero ridotte e la riscossione venne resa più efficiente e tolta dalle mani dei privati. Tutti questi soldi vennero utilizzati per gestire tutta la rete burocratica e per formare un forte esercito. Per dare l’immagine della nuova potenza della monarchia francese e per trovare un modo per tener controllata l’aristocrazia, si ebbe l’idea di costruire una sontuosa reggia dieci chilometri fuori da Parigi, nota come reggia di Versailles. Tutta la nobiltà venne obbligata a risiedervi per poter essere controllata e tenuta impegnata con feste, balli, battute di caccia, incarichi assurdi e banchetti sfarzosissimi. Nella gabbia dorata di Versailles vivevano più di cinquemila persone, compresi i servi, e c’era una gran sporcizia che veniva mascherata con i profumi francesi. Luigi XIV si diede l’appellativo di Re Sole perché tutto doveva girare intorno a lui; una sua celebre frase fu “lo Stato sono io”. In questa politica di accentramento ebbe il suo spazio anche la questione religiosa. In Francia c’erano gli ugonotti, che sotto Richelieu aveva mantenuto una propria libertà anche se non potevano avere un proprio esercito. A Luigi XIV non piaceva che ci fossero due professioni religiose, ma doveva esserci solo la religione del re. Gli ugonotti erano molto ricchi e avevano rapporti stretti con l’Inghilterra e l’Olanda. Nel 1685 proclamò l’editto di Fontainebleau con il quale venne abolito l’editto di Nantes e venne tolta libertà di culto agli ugonotti. Gli ugonotti potevano scegliere se convertirsi al cattolicesimo, andarsene dalla Francia o mantenere la propria religione e cittadinanza a patto di ospitare in casa un soldato dell’esercito che era autorizzato a comportarsi come voleva. Più di 200.000 ugonotti fuggirono e si rifugiarono soprattutto in Prussia, arricchendo i nemici della Francia.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 08:40:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/francia-re-sole.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Inghilterra - Gloriosa rivoluzione (2)</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Inghilterra - Gloriosa Rivoluzione</strong></div>
<br />
<strong>La morte di Cromwell</strong><br />
Alla morte di Cromwell nel 1658, dopo un breve tentativo fallimentare di governo del figlio, sorsero nuovamente delle tensioni. C’era timore di fare scelte innovative sbagliate perciò si decise di ritornare alla repubblica e si restaurò la dinastia Stuart con l’ascesa al trono di Carlo II nel 1660. Il sovrano aveva l’obbligo di convocare il Parlamento ogni anno, di rispettare la libertà religiosa, di non ricorrere a tribunali speciali e di rispettare le prerogative del Parlamento. Vennero eliminati tutti i tribunali speciali e con il documento dell’Habeas corpus si stabilì che nessun suddito inglese poteva essere incarcerato senza prima aver subito un regolare processi, senza prima aver ricevuto notizia dell’accusa e senza prima aver avuto la possibilità di difendersi. Carlo II dopo, alcuni anni di mansuetudine, iniziò a cercare di accentrare maggiori poteri nelle proprie mani, anche osservando la Francia in cui nel frattempo Luigi XIV aveva creato una monarchia assoluta. Carlo II però morì nel 1685 prima che potessero scoppiare nuove rivolte.<br />
<br />
<strong>La gloriosa rivoluzione</strong><br />
Il figlio di Carlo II era Giacomo II, che era cattolico e filo - spagnolo. In Parlamento sorse un’accesa disputa su come comportarsi e nacquero i due schieramenti dei Whigs e dei Tories, che erano due insulti che si scambiarono a vicenda le varie fazioni durante la disputa. Questi due termini sono rimasti nella storia politica inglese e Tory indica lo schieramento conservatore, mentre Whig rappresenta quello liberale. I Tories erano favorevoli alla successione di Giacomo II perché era necessario mantenere l’ordine e rappresentavano gli interessi dei grandi proprietari terrieri e del clero anglicano. I Whigs invece erano contrario alla successione al trono di Giacomo II proprio perché cattolico ed erano avversi agli Stuart. I Whigs rappresentavano gli interessi della borghesia e della gentry. Da questa disputa vinsero i Tories e si diede la corona a Giacomo II che divenne sovrano nel 1685. Subito però Giacomo iniziò a favorire la popolazione cattolica a discapito di quella protestante, fece accordi con Francia e Spagna, perseguitò i capi dei Whigs e nominò molti vescovi. Anche i Tories si accorsero di questo comportamento e così fu fatto un accordo con i Whigs per annientare la monarchia. Questo accordo era legato allo statolder Guglielmo D’Orange, comandante delle truppe olandesi, che era imparentato con i Stuart e quindi aveva il diritto di rivendicare il trono britannico. Nel 1688 Guglielmo sbarcò in Inghilterra e sconfisse Giacomo II che fu costretto a rifugiarsi in Irlanda. Nel frattempo divenne re Guglielmo III. In cambio di tutto ciò, Guglielmo dovette firmare nel 1689 il Bill of Rights con cui riconosceva il ruolo del Parlamento e l’Inghilterra divenne una monarchia costituzionale in cui il Parlamento aveva molti poteri. Poi Guglielmo III sbarcò in Irlanda, sconfisse Giacomo II, massacrò nuovamente gli irlandesi e tolse loro altri territori. Tutta questa vicenda è detta <strong>Gloriosa Rivoluzione</strong> perché avvenne in pochi giorni e senza eccessivi spargimenti di sangue. Con il Bill of Rights si decise anche che il Parlamento doveva essere ricambiato regolarmente attraverso delle votazioni popolari. Venne ribadita la libertà di culto per tutte le professioni protestanti, mentre i cattolici non potevano avere incarichi politici poiché erano devoti al papa, che era un sovrano straniero. Guglielmo III D’Orange morì senza eredi e perciò venne messa al trono l’ultima erede degli Stuart, la figlia protestante di Giacomo II, Anna. Venne stabilito che la successione al trono inglese sarebbe avvenuta per via dinastica, ma con l’approvazione del Parlamento. Alla morte di Anna quindi, non essendoci eredi, il Parlamento nel 1714 diede la corona d’Inghilterra al principe tedesco Giorgio I Hannover. Le regole per la successione al trono inglese vennero stabilite da una legge, chiamata Settlement Act, che prevedeva che nessun cattolico potesse essere re d’Inghilterra. Si affermò la nuova dinastia tedesca degli Hannover che successivamente cambiò il proprio nome in Windsor. A partire dall’inizio del Settecento, la<strong> Union Jack </strong>assunse le sembianze attuali perché vennero aggiunte anche le strisce oblique dell’Irlanda e divenne la bandiera ufficiale del Regno Unito. Sotto il regno di Giorgio I si affermò la consuetudine di affidare il governo effettivo del regno a un primo ministro che era nominato dal re, ma doveva avere la maggioranza all’interno della Camera dei Comuni. Giorgio I decise di affidare il ruolo di primo ministro al capo dei Whigs, sir Robert Walpole. Di fatto il re inglese regnava, ma non governava.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 08:39:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[http://www.skuola.net/storia-moderna/morte-cromwell-rivoluzione.html]]></link>
</item>
<item>
<title>Medioevo - Dalla crisi a Carlo Magno</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><strong>Dalla crisi medievale a Carlo Magno</strong></div>
<br />
Tra il VII e il X secolo d.C. c’è l’alto Medioevo. Si pongono le basi per una nuova organizzazione della società detta sistema feudale.<br />
L’Europa Occidentale era in una crisi ed in decadenza profonda. C’era una grande flessione demografica a cui contribuivano le guerre dei secoli precedenti e il diffondersi della peste. Le zone maggiormente colpite dalla peste nel VI secolo erano tutto il Nord Italia fino al Lazio, la penisola iberica nella fascia costiera, la Provenza. L’Europa Mediterranea era decimata dalla fame, dalle carestie, dalla peste; la popolazione abbandona la città e regredisce. <br />
Nell’Europa continentale, toccata in minor modo dalla peste, l’agricoltura fiorì, si svilupparono nuove tecniche come la rotazione triennale e l’aratro pesante, il quale garantì la possibilità di coltivare nuove terre. Il sistema produttivo principale era, però, il latifondo in mano a nobili, a una aristocrazia terriera molto potente, che, però, non aveva un riconoscimento ufficiale. Erano gli eredi dell’aristocrazia romana e accanto a loro c’erano i vescovi, che erano molto ricchi e non avevano il problema di grantire il territorio perché i loro figli erano illegittimi. Si sviluppa il passaggio tra il sistema schiavistico a quello servile, risposta alla crisi di quel sistema. C’era una massa sempre crescente di persone che si indebitavano o che sceglievano di mettersi al servizio di un signore. Le ragioni erano:<br />
1. l’insostenibilità della pressione fiscale;<br />
2. clima di violenza generato dalla miseria, che rende precaria l’esistenza.<br />
Gli uomini che si assicuravano ai signori chiedevano protezione e assistenza e in cambio di ciò venivano sottomessi. L’accomodazione è l’atto di sottomissione che compie un uomo libero in cambio di protezione. In questo modo si diventava servi: tutta la famiglia era legata al padrone e non c’era possibilità di riscatto.<br />
Il rapporto tra servo e padrone era un contratto: il signore deve al servo:<br />
1. protezione sua e dei familiari;<br />
2. non gli deve garantire il cibo in condizioni ordinarie, deve prendere il cibo trattenendo una parte del suo lavoro. Deve, però, sfamarlo in caso di carestie;<br />
4. deve garantire la “giustizia”: ogni signore stabiliva le sue leggi.<br />
Il servo ripagava il signore:<br />
1. dando gran parte del suo raccolto;<br />
2. dando prestazioni gratuite di lavoro (corvees).<br />
Il sovrano divideva la terra in unità di gestione chiamate villae o curtis (il sistema economico era definito cuurtense). Ogni villa era formata da un centro fortificato urbano in cui c’erano l’abitazione del signore, i suoi domestici, l’abitazione della guardia armata, una chiesa dei magazzini, dimore di lavoratori e artigiani.<br />
L’artigiano produceva per soddisfare il bisogno di utensili della villa. Non esisteva più di un mercato urbano.<br />
Fuori dal centro urbano c’era un’estensione di terre con i servi che lavoravano i mansi. La loro condizione era di estrema miseria. Il sistema feudale si diffonde in Europa perché estremamente legato al regno dei Franchi. I Franchi nel 435 diventarono federati dell’Impero, si occuparono di difendere la Gallia. Clodoveo nel 481 fonda la dinastia Merovingia e verso la fine del secolo c’è la conversione dei Franchi al Cristianesimo. I Franchi diffondono una concezione patrimoniale dello stato: il re era proprietario dello stato e alla sua morte doveva dividere le terre tra i figli. Inoltre il re era il più ricco tra gli aristocratici e aveva dunque più terre e più uomini, che avevano compiti anche di carattere militare. Ogni altro nobile poteva mettersi in competizione con lui. Nasce un uovo tipo di rapporto a carattere personale: degli individui si pongono volontariamente al servizio del sovrano (antrusiones) in cambio di determinati privilegi.<br />
Trustis: Comitatus  <br />
Tacito: il comitatus era costituito da un gruppo di soldati che servivano un signore.<br />
Gli Antrustiones si mettevano a servizio di un signore secondo un contratto che prevedeva speciali diritti per l’Antrustiones, quali, per esempio, il diritto di vendicare l’omicidio di un Antrusiones, riservato alla famiglia del defunto, secondo un sistema di faida. La fusione tra Antrustiones e Commendatio portò al vassus o vassallo, uomini liberi, ma legati al sovrano indissolubilmente. <br />
Nel  511 muore Clodoveo e si formano quattro regni: Burgundia, Austrasia, Aquitania, Neustria. In questo periodo storico il maggiordomo acquista importanza mostruosa: nell’Austrasia un maggiordomo appunto, Pipino di Heristal  conquista il potere e la Neustria. Morto Pipino suo figlio illegittimo, Carlo Martello, eredita il potere e fonda la dinastia Carolingia. Martello, oltre a essere ricordato per aver fermato l’avanzata araba in Europa, è stimato come il sovrano che più si affidò al sistema vassallatico, legando a sé un imponente esercito di cavalieri a cui diede in dote all’investitura un appezzamento di terreno, anche le terre da fondi ecclesiastici in Gallia. Riuscì ad estendere i confini del proprio regno e nel 752 nella battaglia di Poitiers ferma i Mussulmani. Tutti i nobili si circondano di vassalli concedendo a loro un feudo. Nasce una nuova classe sociale: la cavalleria feudale. Essi dovevano essere professionisti di guerra: dovevano avere la possibilità di avere e mantenere un cavallo, armi, corazze e servitù. Era un corpo di professionisti che aveva bisogno di grande stabilità finanziaria. Si diffonde l’ideale dell’onestà e del coraggio del cavaliere che in realtà era violento e sanguinario. Erano così sanguinari da non poter sottrarsi alla lotta fisica nemmeno nei periodi di pace e partecipavano a giostre e tornei anche per tenersi in allenamento.]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 08:37:00 +0200</pubDate>
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