Ansia da back to school? 10 consigli della psicologa per viverlo senza traumi

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Di manliogrossi

Ansia da back to school? Ecco i consigli della psicologa

Non è facile tornare a scuola dopo le vacanze. Anzi, per qualche studente è un vero e proprio problema. C'è chi, l'anno scorso, ha evitato la bocciatura per il rotto della cuffia e dovrà incontrare di nuovo i professori con cui ha un rapporto complicato. C'è chi, addirittura, deve ripetere l'anno e ha perso la fiducia in se stesso. C'è anche chi deve cambiare classe o scuola, e chi pur non avendo grossi problemi proprio non riesce a tornare alla vita di tutti i giorni. Skuola.net viene in vostro soccorso: abbiamo chiesto alla psicologa Maura Manca, direttrice di AdoleScienza.it, 10 consigli utili per tornare a scuola con tranquillità e voglia di studiare. Cosa aspetti, affrettati a leggere, la campanella sta per squillare!

1. Il solo pensiero di dover tornare a scuola mi provoca ansia. Come posso combattere questa sensazione?

"Dopo tanti mesi di vacanza, il corpo e la mente si sono abituati ad altri ritmi, a più libertà, senza vincoli di orari. Il solo pensiero della scuola dopo l’interruzione estiva genera una sensazione di costrizione, una pesantezza mentale legata al dover tornare tutte le mattine dietro un banco. Questa condizione può generare ansia che però non va assolutamente alimentata da pensieri negativi: 'non ne ho voglia', 'non ce la faccio', 'non riuscirò ad alzarmi presto', 'sarà un trauma riprendere'. Non date spazio alla pesantezza e alla negatività, pensate che invece avete fatto tanti giorni di vacanza, alle cose positive e che siete carichi e pronti a ricominciare. La scuola ha anche gli aspetti belli, i compagni, le amicizie, le risate in classe, gli scherzi, gli innamoramenti e allora perché non guardare anche quelli?"

2. Il giorno che precede il primo giorno di scuola è meglio trascorrerlo in modo tranquillo o come un normale giorno di vacanza?

"La normalità è sempre la regola vincente, non enfatizzate troppo questo fatidico 'primo giorno di scuola', ne avete fatti tanti altri e sapete perfettamente come funziona. Sicuramente non si deve andare a letto tardi perché altrimenti diventa molto difficile svegliarsi la mattina e si rischia di partire con il piede sbagliato, per il resto fate quello che vi va di fare, secondo le vostre abitudini in modo tale che la mente rimanga ancora rilassata. Bisogna stare semplicemente tranquilli, senza vizi ed esagerazioni, perché ci si deve preparare ad affrontare un nuovo anno scolastico".

3. L’anno che scolastico che sto per affrontare so già che non sarà facile a livello didattico. La cosa mi spaventa. È normale?

"Man mano che si cresce e si cambia classe o scuola, cambiano le materie, i professori, ci saranno nuove cose da studiare e i programmi possono diventare più complessi. Di facile non c’è niente, la scuola serve per imparare ed apprendere cose nuove, all’inizio è normale che possa sembrare tutto difficile e a volte incomprensibile e che si possa avere la sensazione di non essere all’altezza. Il nuovo tante volte ci spaventa appunto perché non lo conosciamo e non sappiamo come gestirlo. Per governare queste paure non dobbiamo mai alimentarle, se pensiamo prima di partire che sarà difficile arriveremo già preoccupati e ci sembrerà più difficile di quello che realmente è. Bisogna affrontare ogni materia con il giusto peso, basta applicarsi e man mano anche ciò che sembra incomprensibile diventa comprensibile. Quindi non bisogna dare spazio a questo pensiero perché genera solo stress, ricordandosi che le cose si affrontano quando si hanno davanti".

4. Negli ultimi tre mesi mi sono rilassato molto. Come posso riprendere senza grossi traumi il ritmo scolastico?

"È molto importante per evitare un impatto del rientro a scuola troppo forte iniziare a svegliarsi man mano un pochino prima del solito partendo almeno la settimana prima per evitare lo shock della sveglia all’alba. Il corpo e la mente vanno riabituati gradualmente, non di colpo. Nei giorni precedenti è importante ripristinare una sorta di scansione temporale, riprendere regolarmente i pasti, se si era presa l’abitudine di saltarli, sistemare la roba di scuola, comprare ciò che manca per riabituare la mente al pensiero della scuola. Bisognerebbe evitare di andare a dormire tutte le sere troppo tardi, di giocare e chattare fino a notte fonda, insomma di invertire un po’ la rotta e riprendere gli orari più simili a quelli scolastici".

5. I miei genitori vorrebbero che iniziassi da adesso a ripassare alcune materie perché pensano che questo mi aiuterà a non accusare troppo il rientro a scuola. E’ consigliabile interrompere le vacanze?

"I genitori spesso si allarmano prima che inizi la scuola e le lotte sui compiti e lo studio incominciano a volte già durante le vacanze e incrementano nei giorni prima di ricominciare. Se si è stati promossi è giusto godersi le vacanze finché non si inizia la scuola, se c’erano i compiti da fare quelli sono sinceramente sufficienti per mantenere attiva la mente e non creare un impatto troppo forte. Se si è stati rimandati e le materie sono state recuperate, bisogna invece staccare completamente la spina. L’importante non è tanto rivedere le materie prima della scuola, quanto iniziare a studiare fin da subito, non lasciare che i compiti si accumulino e si faccia tutto all’ultimo momento. Se si è costanti dall’inizio diventa tutto più facile e si parte con il piede giusto".

Ecco i consigli di Skuola.net

6. A giugno sono stato promosso per un soffio, quest’anno non vorrei replicare e intendo studiare sul serio. Come posso mantenere questo proposito?

"Essere promossi per un soffio significa essere arrivati a recuperare i voti e ciò che si era lasciato indietro tutto nell’ultima parte dell’anno scolastico. Dovete ripensare all’ansia che avevate e allo stress che generava quell’incertezza di non sapere se l’impresa sarebbe riuscita o meno. Tenendo a mente questa condizione, i genitori che pressavano, le rinunce dell’ultimo minuto, si deve partire fin da subito, imporsi di studiare anche quando non si ha voglia perché se si aspetta che la voglia prenda il sopravvento il tempo passa e si rischia di non fare niente. Se sperimentate la piacevole sensazione di aver finito e di essere liberi di fare ciò che volete, di non avere il pensiero di dover studiare, di non avere da dare spiegazioni ai genitori, capirete che studiare con costanza è una regola vincente ed è solo una questione di abitudine che richiede semplicemente un po’ di buona volontà all’inizio".

7. Non sono rimasto molto soddisfatto del voto che un mio prof mi ha dato a giugno. Vorrei tanto dirglielo ma ho paura che la possa prendere male. Cosa devo fare?

"A volte capita soprattutto quando investiamo tanto in una materia che speriamo di ottenere un bel voto e invece ci troviamo una valutazione più bassa. Bisogna ricordarsi che i professori sono in classe anche per confrontarsi con gli alunni, per spiegargli le loro motivazioni e per far capire ciò che li ha spinti a mettere un voto piuttosto che un altro. Quando si parla di queste cose con loro, non si deve avere un tono accusatorio, ma un tono di chi vuole capire la motivazione, senza fare polemica, solo per comprendere come fare a prendere un voto più alto durante questo nuovo anno. Non si devono fare mai i paragoni con gli altri compagni. Parlare e pensare solo a se stessi. In questo modo i professori non possono prenderla male, ma darvi qualche indicazione per andare meglio".

8. So che avrò dei nuovi professori rispetto allo scorso anno e questa cosa mi spaventa, perché?

"Quando si cambiano i professori c’è una nuova incognita da affrontare, non si conoscono e si ha sempre paura di trovare qualcuno troppo severo o che spighi male, che non sia comprensivo, che crei un clima di tensione in classe. La testa quando deve affrontare il nuovo, in genere, pensa negativo, vara sempre le cose peggiori perché sono più difficili da gestire e fanno star male e quindi diventa un po’ come mettere le mani avanti. Non bisogna fasciarsi la testa prima di rompersela e soprattutto ricordarsi dell’importanza delle prime impressioni. Cercate di non farvi inquadrare come 'chiacchieroni' o 'disturbatori' perché allora ogni vostra paura rischia di diventare realtà. State sereni, equilibrati e attenti e non si avranno problemi".

9. Non ho mai avuto un buon rapporto con i miei compagni ma vorrei che le cose cambiassero. Come posso fare?

"Il rapporto con i compagni è fondamentale per garantire una buona qualità della vita anche dentro le mura scolastiche. Bisogna ricordarsi che in classe si trascorrono tante ore della propria giornata e che il rapporto con loro può arricchire ed essere un supporto. A volte capita che non ci si riesca ad integrare al meglio, per differenze caratteriali o per caratteristiche di personalità individuali. È importante all’inizio partire in maniera differente perché anche gli altri compagni sono pronti per riniziare e magari c’è anche qualche nuovo ragazzo con cui legare. Nella fase iniziale c’è un’elevata probabilità che i compagni avranno ancora la considerazione dell’anno precedente, quindi, per fargli cambiare idea ci vuole un pochino di tempo, non può essere una condizione immediata. Bisogna avere pazienza, essere parte più attiva del gruppo, interagire di più, evitare di isolarsi e non avere aspettative a breve termine. È un lavoro di reinserimento e quindi necessita del suo tempo".

10. Sono stato bocciato e quindi a settembre avrò dei nuovi compagni di classe che non conosco. Come posso fare per integrarmi facilmente?

"Quando si cambia classe e addirittura scuola non è sempre facile ricominciare perché si entra all’interno di un gruppo già costituito che ha le sue dinamiche interne. È importante quindi cercare fin da subito di entrare a far parte del gruppo classe, senza isolarsi o mettersi da una parte, anche perché anche i nuovi compagni hanno la stessa curiosità di conoscere il “nuovo arrivato”. Basta presentarsi subito, rispettare i loro spazi e tempi e man mano però essere presenti e farsi coinvolgere in ciò che fanno. Trascorrere del tempo con loro, farsi inserire nel gruppo classe sia sui social che sulle chat e iniziare ad interagire con loro. La preoccupazione di essere accettato dai nuovi compagni è normale che ci sia però non deve mai diventare una paura o una preoccupazione eccessiva perché è un problema assolutamente risolvibile rispettando i normalissimi tempi di accettazione ed inserimento all’interno di un gruppo".


Manlio Grossi

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