Primo giorno di scuola: conquista il tuo banco!

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone

scegliere il banco giusto in classe

E' un po' una tradizione, un po' una necessità: l'inevitabile corsa al posto migliore in classe. Gli alunni delle classi di ogni tipo di scuola si allenano da giorni per riuscire ad aggiudicarsi quello che, una volta conquistato, rimarrà di diritto il posto dell'intero anno scolastico. Spesso la battaglia viene combattuta in coppia con il proprio compagno di banco storico: si stringe alleanza, si sceglie l'obiettivo, si delinea la strategia e poi si corre più veloce che si può. Non si può arrivare tardi il primo giorno di scuola, pena il primo banco vicino al solito secchione o al compagno dalla forte miopia costretto a stare vicino la lavagna. Ma il banco in ultima fila, considerato il trofeo più ambito, non sempre è davvero il posto migliore. Ecco come trovare la postazione perfetta per il proprio anno scolastico.

PUNTA IL POSTO ADATTO A TE – Ogni anno, si ripete la stessa gara, ma per vincerla, c'è bisogno di centrare il proprio obiettivo con un po' di strategia. Alcuni banchi, come quello in ultima fila, sono più ambiti, per altri invece c'è meno concorrenza, pur essendo ottime postazioni per le nostre esigenze. Ci sono diverse motivazioni, infatti, che spingono gli studenti a prediligere un posto anziché un altro: c’è chi vuole stare attento, copiare, dormire o semplicemente farsi i fatti propri. Prima di cominciare a correre, perciò, focalizziamo il posto che fa per noi e raggiungiamolo cercando di seminare i nostri avversari.

E tu che tipi di compagni di classe hai?

L'UNIONE FA LA FORZA - Nella vostra strategia, meglio includere lo storico compagno di banco. Si sa che, in due, ci sono più probabilità di conquistare il banco scelto. Meglio essere ben coordinati e scegliere 2 o 3 alternative in caso qualcuno vi batta sui tempi sulla prima scelta. E poi, si corre!

CHI TARDI ARRIVA...- Non vorrete sprecare il tempo impiegato a coordinarvi e a organizzarvi arrivando in ritardo? Il primo giorno di scuola non si può arrivare tardi, o per voi ci saranno solo i posti lasciati liberi da tutti gli altri. Potreste comunque contare sulla lealtà del vostro compagno di banco, sempre che sia agile e riesca a raggiungere il posto preferito da solo, ma il rischio è alto. Pensateci e puntate la sveglia qualche minuto prima del solito.

LA FILA GIUSTA – Dalla scelta del banco spesso dipende l’esito dell’intero anno scolastico. Se si è posizionati bene, si può scopiazzare e quindi migliorare i propri voti. Oppure, ci si può nascondere in caso di domande a bruciapelo sulla lezione da parte dell'insegnante. Scegliendo nella maniera giusta, poi, si può seguire meglio la lezione senza distrazioni, o riuscire a vedere la lavagna senza usare il binocolo. Quali sono, quindi, i posti migliori?

- Banco in prima fila: sul posto più vicino alla lavagna e alla cattedra c’è il luogo comune che non ci si possa distrarre o chiacchierare. In realtà questo è vero, purtroppo, durante la lezione. Ma durante i compiti in classe i professori tendono ad allontanarsi dalle prime file per seguire attentamente le ultime, per cui può esserci spazio maggiore per qualche suggerimento dai compagni.

- Banco nella fila di mezzo: un buon compromesso. Si può seguire la lezione, ma anche prendersi qualche pausa ogni tanto. Infatti, si è vicini alla cattedra quel tanto che permette di non avere il professore con il fiato sul collo, ma ci si può anche distrarre e scambiare due chiacchiere con il proprio compagno. O semplicemente nascondersi dietro al ragazzo in prima fila per un sonnellino o per una scopiazzatura, se si è fortunati ed è alto e prestante.

- Banco nell'ultma fila: è il posto più ambito dai tutti coloro che non hanno molta voglia di seguire o che non amano stare al centro dell'attenzione dei prof. Coperti dalle file davanti, ci si può distrarre facilmente e sfuggire dallo sguardo dell'insegnante durante le lezioni o le interrogazioni dal posto. Di contro, anche i professori l’hanno capito e tendono ad avvicinarsi pericolosamente durante i compiti in classe, o peggio ancora, a spostarvi vicino alla cattedra.


Carla Ardizzone

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