Weber - Nascita delle neuroscienze

Si occupò della sensibilità tattile, studiando come variavano le sensazioni al variare degli stimoli fisici sull’epidermide. Egli era interessato allo studio della soglia assoluta. Il punto era determinare la variazione delle sensazioni al variare d’intensità dello stimolo. La soglia differenziale rappresenta quanto si deve aumentare l’intensità di uno stimolo per percepire una differenza → W. studia tante soglie differenziali. K è il rapporto fra quanto devo aumentare lo stimolo x notare differenza e lo stimolo → costante di Weber, che varia a seconda dell’apparato sensoriale. Il principio alla base è che se ho uno stimolo grande ho bisogno un grande incremento per notare una differenza, viceversa per stimoli piccoli → la sensibilità è inversamente proporzionale allo stimolo: k= ∆R/R.

Supponiamo che la soglia assoluta per percepire una fonte luminosa a una data distanza (es. un osservatore ai margini di un campo) sia di 4 candele. Di quanto devo aumentare la fonte luminosa (quante altre candele devo accendere) perché la fonte luminosa appaia diversa da quella relativa alla soglia assoluta? [4 vs. 5 : nessuna differenza; 4 vs. 6 differenza]. In questo caso la soglia differenziale [ΔR] = 2 candele.
Sostituisco i valori di R e ΔR alla legge di Weber, in modo da calcolare la costante k, che si assume valga per la percezione di tutte le fonti luminose.
k = ΔR/R; 2/4 = 1/2
La prima soglia differenziale [R1] dopo la soglia assoluta è dunque R+ΔR=4+2=6 [candele]
Ora, una volta che è nota la costante k, posso calcolare la soglia differenziale di R1:
k = ΔR1 / R1; 1/2 = ΔR/6; ΔR=1/2 x 6= 3 [candele]
In sostanza, oltre il valore R della soglia assoluta, le soglie differenziali avranno sempre un incremento del 50% rispetto allo stimolo R di cui si vogliono calcolare.

Il passaggio di F. fu di assumere che le distanze fra le soglie differenziali sono costanti (e non discrete ed equidistanti come assumeva Weber) e proporzionali, quindi le soglie differenziali sono la somma delle soglie precedenti (3 6 12) – ossia vi è un integrazione matematica. Egli formula questa equazione: S=logR+c. S sta per sensazione, R è lo stimolo, mentre c è la costante d’integrazione. Che cosa significa l’andamento logaritmico della legge di Fechner? Con il crescere dell’intensità dello stimolo, a grandi incrementi corrispondono incrementi sempre più piccoli nella sensazione.
L’idea fondamentale della psicofisica è che manipolo una variabile per osservare l’effetto sulla sensazione → ψ = f(φ). φ è la variabile indipendente, quella manipolata dallo studioso. ψ è la variabile dipendente, ossia quella che vado a misurare. La variabile dipendente appartiene a un dominio eterogeneo, ossia quello della psiche. Questa eterogeneità viene superata con il linguaggio matematico e questa per lui fu la conferma del suo parallelismo psicofisico. F. parla di psicofisica esterna → elaborazione fisiologica degli stimoli; questa psicofisica può essere fatta ancora a prescindere dalla psiche → psicofisiologia. La psicofisica interna invece vede il sistema sensoriale elicitato dagli stimoli e si occupa delle sensazioni e dei vissuti psicologici generati da questi stimoli.

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