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Gli stati di coscienza

Lo studio della coscienza:una tendenza che venne incoraggiata da una scuola psicologica che andò incontro a maggiori successi e si chiamava Comportamentismo; intorno agli anni 50’ la psicologia non veniva più definita come lo studio della coscienza ma come lo studio del comportamento. In quegli anni, le ricerche sugli stati alterati di coscienza, cioè condizioni psichiche indotte dall’ipnosi, dalla meditazione ecc… l’importanza dei processi mentali venne riconosciuta anche da altri rami della psicologia; il concetto di coscienza implicava la consapevolezza e l’intenzione. Si può definire la coscienza come l’attenzione selettiva focalizzata sulle percezioni, sui pensieri e sui sentimenti in atto.

L’attenzione selettiva: le percezioni ci giungono in successione, pur sapendo che erano possibili due combinazioni noi ne sperimentavamo solo una. La nostra attenzione conscia è selettiva.

Attenzione selettiva significa che in un dato momento la consapevolezza si focalizza esclusivamente su uno spazio limitato dal contesto in cui ci troviamo; l’effetto cocktail party, è l’abilità di selezionare una sola voce tra le tante.

Gli stati della coscienza: la coscienza è come la punta di un iceberg, la parte di cui noi siamo consci di permette di esercitare un controllo volontario dei nostri stati mentali; la coscienza elabora, gli eventi in successione che procede in un modo relativamente lento e limitato.

Il ritmo del sonno: il corpo umano regola il ritmo della giornata tramite un orologio biologico chiamato ritmo circadiano. Esiste anche un ritmo ecologico durante il sonno, un ciclo composto da 5 stadi che si ripetono ogni 90 minuti;
il sonno REM e il movimento veloce degli occhi, che riferiva di aver sognato. Quando il soggetto si rilassa compaiono le onde alfa, cioè che il soggetto rilassato rallenta il ritmo delle respirazioni è le onde iniziano ad essere irregolari; (1°stadio) in questa fase si protrae per circa 2 minuti circa e l’attività mentale e costituita da immagini bizzarre che possono somigliare a delle allucinazioni.
Subito dopo il rilassamento scatta la fase 2° che diventa sempre più profondo; caratterizzato da dei fusi del sonno che durano circa 20 minuti, nel giro di pochi minuti si passa da uno stadio di transazione (fase 3°) al sonno profondo (fase 4°) per 30 minuti l’attività celebrale e caratterizzata dalle onde delta, larghe e lente. Il risveglio e ora più difficile; un ora dopo l’inizio del ciclo ripercorrendo gli stadi 3 e 2 si entra nella fase REM, la più strana e affascinante. La fase REM viene definita la fase del sonno paradosso, quando il corpo è interamente in stato d’allerta, pur all’esterno apparendo calmo. La cosa ancora più affascinante che i movimenti rapidi degli occhi annunciano l’inizio di un sogno. La fase REM al mattino occupa circa 100 minuti della durata media del nostro sonno notturno; il sonno occupa circa un 3 della nostra vita.

I disturbi del sonno: le differenze orarie di quanto dorme una persona deriva da dei fattori genetici; circa il 15% degli adulti soffre d’insonnia, difficoltà nell’ addormentarsi o rimanere svegli, lo stato di chi non riesce a chiudere occhio occasionalmente perché è in ansia oppure e eccitato per un evento particolare; i due rimedi comunemente usati sono l’alcool e i sonniferi che possono causare la riduzione del sonno REM e se se ne’abbandona l’uso l’insonnia tende ad aggravarsi.

I sogni: attualmente è possibile afferare un sogno appena compare, per cui i ricercatori possono svegliare i soggetti nel corso di una delle fasi REM o nei 5 minuti successivi.
I sogni ad occhi aperti e la meditazione: alcuni sogni ad occhi aperti ci aiutano prepararci per eventuali futuri, mantenendoci sempre in allerta e mentalmente allenati.
La meditazione induce uno stato di consapevolezza più centrato è pienamente cosciente. (Il meditante assume una posizione comodo).

L’ipnosi: l’ipnosi può avere diversi scopi, come il rilassamento, l’attenuazione di piccoli dolori e risolvere dei piccoli problemi comportamentali, il punto di partenza di un ipnosi non è l’ipnotizzatore ma l’ipnotizzato;

l’ipnotizzato può rispondere a delle domande e fare delle cose semplici; sotto ipnosi s può essere facilmente influenzati, perché facendo magari una domanda l’ipnotizzato può chiedersi il perché di tale domanda e rispondere di conseguenza, in un ipnosi si può tornare molto indietro nei ricordi.
Se l’ipnotizzatore ci chiede di fare qualcosa contro la nostra volontà l’ipnotizzato non va mai affondo nella richiesta. (l’ipnosi è uno stato di coscienza alterato). Le cose che non si possono fare sotto ipnosi è fare dire la verità perché si è facilmente influenzabili.

La cinestesi: il nostro corpo capisce quando forzare di più o meno un oggetto; un esempio banale è quello dell’uovo, il nostro corpo capisce che non si deve stringere tanto se no si rompe. L’equilibrio controlla la posizione e il movimento di tutto il corpo.

La percezione: è la fine di un percorso di un impulso elettrico; gli organi di senso sono il gusto, l’olfatto, udito, vista che sono detti speciali nel modo di captare alcune energie. Il tatto è la sensibilità della pelle (dolore, pressione, caldo/freddo) poi ci sono quelli cutanei che sono: equilibrio, cinestesi e quelli interni: percezione umana che ha 2 limiti
- Quantitativo: deve essere compreso tra un minimo al massimo
- Qualitativo: il magnetismo

I principi Gestaltici: sono la chiusura cioè se una figura a delle interruzioni noi tendiamo a chiuderle e a formare l’immagine. La continuità cioè, tendiamo a percepire delle configurazioni omogenee e continue, invece di forme discontinue; la somiglianza, la vicinanza e dare senso ad una figura. (i principi sono volontari, innati, automatici.

I messaggi Subliminali: praticamente sono dei messaggi, che ci danno degli stimoli di cui noi non ne siamo consapevoli, su ciò ci sono delle diverse affermazioni, alcune che dicono che gravano, alcune non totalmente e altre per niente. (condizionano poco). Non arrivano alla percezione e possono essere autocelebrativi, satanici, sessuali.

Indicatori della 3 dimensione: possono essere monoculari e binoculari, (convergenza oculare 20mt, disparità binoculare 100mt); quando è più lontano, le retine vedono immagini simili, quando è più vicino sono più diverse.

Indicatori monoculari della 3 dimensione:
-sovrapposizione;
-gradiente di densità;
- grandezza relativa;
- altezza di campo;
- velatura;
- ombreggiatura;
-prospettiva lineare.
La velatura si nota solo da una certa distanza(aria che vela la montagna), il gradiente di intensità può essere anche microstrutturale

La deprivazione sensoriale: ricerca di riduzione (temporanea) della sensibilità.
Riduzione (prolungata) della sensibilità negli animali in crescita, Allucinazioni, Stato emotivo.

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