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Studi sul linguaggio

Il linguaggio è il sistema di comunicazione più potente ed efficace. Suo aspetto essenziale è quello di essere un sistema di comunicazione inserito in una situazione sociale, quindi non solo un processo cognitivo, ma anche comportamento simbolico. Il linguaggio è veicolo di preservazione e insieme di modifica continua della realtà soggettiva dell’individuo. Si pensi al ruolo centrale che ha il linguaggio nello sviluppo del bambino. Il linguaggio è lo strumento fondamentale attraverso il quale gli vengono trasmessi i modelli di vita di cultura, i modi di pensare ed agire, le norme, i valori di una società. Che cos’è dunque il linguaggio? L’area centrale negli studi sul linguaggio è costituita dalla linguistica, che considera il linguaggio come un sistema di suoni e simboli, ed ha lo scopo di giungere alla elaborazione di affermazioni generali sulla struttura di tali dati. Tre sono i livelli tradizionali a cui si fa riferimento in questo ambito: la fonetica, la sintassi, la semantica. a questi tre livelli si aggiunge quello della pragmatica (studia il rapporto tra i segni linguistici e coloro che li usano).

Ferdinand de Saussure differenzia tra language, langue e parole.
• Il linguaggio è la nozione utilizzata abitualmente dagli psicologi: un insieme complesso di processi che rende possibile l’apprendimento, l’acquisizione e l’utilizzo concreto di una qualsiasi “lingua” e che nello stesso tempo ha reso possibile la creazione della “lingua” come fenomeno generale.
• La lingua è oggetto della linguistica: essa è costituita da sistema grammaticale, lessicale, fonemati-co, “qualche cosa che esiste in ciascun individuo pur essendo comune a tutti e collocato al di fuori della volontà dei depositari”. La lingua è quindi un “prodotto sociale”.
• La parola è la concreta esecuzione linguistica, l’aspetto individuale del linguaggio: il parlare segue naturalmente le regole della grammatica ma riflette anche le scelte personali dei membri della co-munità linguistica.

La sociolinguistica o sociologia del linguaggio è la scienza che studia i rapporti tra linguaggio e società, intendendo il linguaggio non tanto come codice o sistema astratto, ma come strumento fondamentale di comunicazione usato all’interno di una comunità sociale. L’oggetto di analisi è “l’evento linguistico”, cioè la conversazione o dialogo, l’unità minima di analisi non è più il fonema ma l’atto linguistico (speech act), cioè la singola unità di comunicazione che il parlante può produrre con un’unica e precisa intenzione.

La psicolinguistica è la scienza che studia i processi mentali sottostanti all’acquisizione e all’uso della lingua, riunendo concetti, problemi e modelli della psicologia e della linguistica. Secondo il modello di Chomsky, possedere un linguaggio significa saper accoppiare un suono al suo significato, non tanto nel senso di pos-sedere una lista di coppie suono-significato quanto nel senso di possedere un sistema di regole che generano tale lista di coppie. Il possesso di questo sistema di regole è chiamato “competenza” linguistica. L’insieme delle regole sintattiche sufficienti e adeguate a generare tutte le frasi è ampio e complesso: il merito di Chomsky consiste nell’aver individuato alcuni dei più importanti meccanismi sintattici, tra cui le regole di riscrittura.

Secondo Austin, per capire il fenomeno linguistico bisogna considerarlo dal punto di vista pragmatico, cioè considerare gli enunciati come prodotti emessi dal parlante in una data situazione, il che comporta l’azione di dire qualcosa. Nello stabilire una relazione tra linguaggio e azione, l’autore introduce la nozione di per-formativo, un enunciato la cui emissione è l’esecuzione di un’azione, serve cioè a “fare”. Nell’atto linguistico si possono distinguere tre aspetti: la locuzione, la perlocuzione e l’illocuzione.
 L’atto locutorio è l’atto di “dire qualcosa”  emissione di un significato
 L’atto perlocutorio è la produzione volontaria o involontaria di effetti o conseguenze sulla situazio-ne  raggiungimento di un dato effetto sull’ascoltatore

 L’atto illocutorio è l’esecuzione di un atto tra quelli che è possibile compiere nel dire qualcosa, che è diverso dalla semplice esecuzione di un atto locutorio  produzione di una certa forza

Viene posto un collegamento preciso tra l’atto illocutorio e i suoi effetti, attraverso le condizioni di riuscita o di “felicità” dell’atto stesso. Ci sono cioè certe condizioni di appropriatezza degli atti linguistici, che varia-no a seconda del tipo di atto in questione (preparatorie, di sincerità, essenziali, sociali).
Per quanto concerne la classificazione degli atti linguistici, Austin aevva elaborato una proposta distinguendo 5 categorie:
1. atti verdittivi = giudizi di valore, asserzioni sulla “bontà” di un prodotto, espressioni di apprezza-mento
2. atti esercitivi = che tendono a dirigere il comportamento dell’ascoltatore
3. atti commissivi = assunzioni di impegno, di promessa, giuramento ecc e hanno la funzione di esplicitare un atteggiamento di obbedienza, di obbligo
4. atti comportativi = si riferiscono a comportamenti sociali, a stati d’animo
5. atti espositivi = classe di verbi quali affermare, asserire, suggerire, negare ammettere ecc

Un contributo importante di Searle è l’analisi degli atti linguistici indiretti, quegli atti che se considerati let-teralmente appartengono a una data classe ma che hanno lo scopo illocutorio tipico di un’altra classe. La motivazione nell’uso di tali forme indirette è la cortesia: certe forme vengono cioè usate convenzionalmente come richieste cortesi.

 Occorre non solo considerare le relazioni tra i parlanti e il loro linguaggio, tra gli ascoltatori e le frasi che essi capiscono, ma focalizzare l’attenzione su come il linguaggio p usato nelle varie attività e correlare i vari tipi di linguaggio con i diversi tipi di situazione (psicologia sociale)

 Processi di comunicazione
Il sistema di comunicazione designa la relazione tra chi emette e chi riceve un messaggio. Esistono molteplici sistemi di comunicazione. Il canale di comunicazione è definito dalle caratteristiche fisi-che del legame tra interlocutori e dalle attività psicologiche richieste dall’emissione e dalla ricezio-ne di un messaggio.

 Linguaggio
Sono due i tipi di variabili: il primo è il tipo di uso delle unità lessicali, o la loro ripetitività in una ca-tena verbale, cioè la ridondanza delle parole durante un’interazione verbale. La seconda variabile è l’organizzazione sintattica, cioè l’associazione di vocaboli, tenendo conto del loro ruolo come parti del discorso secondo certe regole o diagrammi.

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