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Il ritiro sociale può essere di tipo passivo, attivo o reticente. Il ritiro sociale passivo si manifesta attraverso un comportamento di isolamento caratterizzato da un’attività di esplorazione e costruzione solitaria: i bambini preferiscono giocare da soli, ma non hanno difficoltà a inserirsi o a interagire con il gruppo dei pari. Questo comportamento è solitamente accettato da compagni e insegnanti e non è considerato disadattivo durante l’età prescolare in quanto i bambini possiedono sia la competenza sociale sia la capacità di stare da soli; alcuni studi hanno perfino dimostrato che questi bambini hanno un linguaggio emotivo più sviluppato. Tuttavia, questo comportamento viene considerato anomalo durante la fanciullezza e la preadolescenza.
Il ritiro sociale attivo è caratterizzato da isolamento accompagnato a comportamenti turbolenti, chiassosi e aggressivi, accompagnati da disturbi di esteriorizzazione. I bambini presentano un’immaturità cognitiva, di conseguenza non sono accettati da compagni e insegnanti.

Il ritiro sociale reticente è caratterizzato da inibizione e timidezza: i bambini si isolano perché, nonostante desiderino interagire con i compagni, non hanno la competenza sociale adeguata, sono inibiti e hanno un’eccessiva prudenza sociale, di conseguenza si limitano ad osservare i compagni senza svolgere alcuna attività in particolare, oppure si ripiegano sul gioco sociale passivo.

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