Ominide 1660 punti

1 LE ORIGINI DELLA PSICOLOGIA SCIENTIFICA
Lo studio dei fenomeni psichici

La psicologia scientifica ha origini molto lontane nel tempo: fin dall'antichità l'uomo ha cercato di conoscere e comprendere i comportamenti. Già nel V e IV secolo a.C i filosofi greci Socrate, Platone e Aristotele riflettevano sulla psiche umana e indagavano problematiche quali la possibilità per l'uomo di conoscere la realtà, il rapporto tra mente e corpo, la reazione tra l'individuo e società (temi che sarebbero divenuti oggetto di studio scientifico molti secoli più tardi).
Il distacco della filosofia e la nascita della psicologia come scienza sperimentale si ebbero nell'Ottocento, secolo in cui molti fisiologi (studiosi di fisiologia che si occupano delle funzioni vitali degli organi viventi, animali o vegetali).
A questo propositi si ricordano le ricerche di Ernst H. Weber (1795-1878) e Gustav T. Fechner (1801-1887) sul rapporto tra stimolo e sensazioni che ne derivano e gli studi di Herman von Helmholtz(1821-1894) sulla percezione visiva e uditiva.

La psicologia fisiologica di Wundt

Uno studioso che ha dato un contributo fondamentale alla costruzione della psicologia scientifica è stato Wihelm M. Wundt(1832-1920). Egli pubblicò, tra il 1873 e il 1874 , "I fondamenti della psicologia fisiologica", testo che sancì la nascita ufficiale della disciplina. Questi realizzò il primo laboratorio di psicologia sperimentale a Lipsia nel 1875.
Wundt individuò e perfezionò un metodo particolare, l'introspezione, basato sull'auto-osservazione. In laboratorio il soggetto veniva sottoposto dallo sperimentatore a uno stimolo e successivamente effettuava un rapporto sull'esperienza vissuta attraverso l'osservazione di ciò che era avvenuto nella propria coscienza.
Lo sperimentatore che aveva esaminato la sua reazione controllava il resoconto del soggetto, traendone risultati utili all'indagine. Wundt e i suoi collaboratori nel laboratorio effettuarono molte ricerche sui processi sensoriali.
Con il tempo il metodo introspettivo si è rivelato inaffidabile, ma l'opera di Wundt ha influenzato gli studiosi del suo tempo e ha aperto la strada a un'analisi scientifica dei fenomeni psichici.

Nel corso del Novecento si sono sviluppati in psicologia numerosi orientamenti teorici, differenti per il punto di vista adottato, gli obbiettivi che si sono posti e i metodi utilizzati: uno stesso oggetto di studio può, infatti, essere affrontato secondo diversi modelli di analisi e interpretazione.

Psicologia ingenua e psicologia scientifica

Ciascuno di noi, ogni giorno, cerca di formulare delle spiegazioni rispetto alla realtà in cui vive. La spiegazione, in questo caso, può essere considerata una teoria ingenua: ci si è basati sul'esperienza, ma non si ha la certezza che tale interpretazione sia esatta, ovvero non si sono avuti riscontri scientifici al riguardo.

2 I METODI DI INDAGINE IN PSICOLOGIA

Il metodo scientifico

La differenza fondamentale tra una teoria ingenua e una teoria scientifica risiede soprattutto nel metodo di controllo delle spiegazioni.
Il metodo utilizzato nell'elaborazione di teorie scientifiche è quello sperimentale, inizialmente predisposto per studiare il mondo della natura e in seguito, più di un secolo fa, impiegato anche per lo studio dell'uomo.
Ciò consiste nello studiare un fenomeno scientificamente, per cui significa riuscire a darne una descrizione accurata, spiegarne le cause o i fattori che lo influenzano e prevedere in quali condizioni tale fenomeno si ripresenterà.
Il metodo scientifico deve individuare e delimitare il problema che intende affrontare,formulare un'ipotesi di spiegazione,verificarla e infine elaborare leggi generali su quel dato fenomeno, ovvero definire in quali situazioni esso può verificarsi di nuovo.

Applicare il metodo scientifico allo studio dell'uomo comporta alcuni problemi, poiché l'essere umano è un oggetto di studio molto più complesso di un elemento naturale.

Il metodo sperimentale

L'esperimento è uno dei principali strumenti usati dagli psicologi nelle loro indagini a partire dagli anni Trenta del secolo scorso. Il metodo sperimentale deve essere applicato in modo corretto per ottenere risultati validi.
Per una ricerca scientifica occorre agire diversamente.
I volontari devono essere divisi in due gruppi: il gruppo sperimentale, a cui è somministrato il farmaco, e il gruppo di controllo, a cui, anziché somministrare il farmaco, viene data una finta medicina che non contiene sostanze terapeutiche.
A questo punto, nel confronto tra i risultati dei due gruppi, sarà possibile determinare con maggiore sicurezza la reale efficacia dell'antidepressivo.
Nel gruppo di controllo si può manifestare il cosiddetto effetto placebo: alcuni soggetti reagiscono alla finta medicina come se fosse vera, giacché convinti di avere assunto un farmaco che li può curare, si persuadono della sua riuscita terapeutica, traendone comunque un reale giovamento.
Un'elaborazione statistica dei dati risultanti dai due gruppi permette un serio confronto e la verifica dell'effettiva validità della terapia. Non sempre è possibile ricorrere all'esperimento di laboratorio, poiché molte situazioni della vita reale non sono riducibili artificialmente.

Gli psicologi possono allora avvalersi di altre tecniche, come l'osservazione partecipante, l'inchiesta, il metodo clinico, i metodi psicometrici.

Hai bisogno di aiuto in Psicologia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email