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Psicologia come scienza e i vari rapporti

La psicologia come scienza: la psicologia deriva dal greco: studio della mente. La psicologia è la scienza dello psichismo umano ovvero cosa si verifica nella mente degli individui. La psicologia è usata per capire le emozioni, i desideri i turbamenti inconsci delle persone. Nella seconda metà del 900 essa si è diffusa nei paesi occidentali. La psicologia si avvale di metodi di studio e di ricerca che hanno come base l’osservazione sistematica della realtà:

1) Metodo sperimentale: realtà psicologica riprodotta in laboratorio (in modo da eliminare variabili di disturbo), cerca di spiegare i rapporti causa effetto che legano due eventi detti variabili: quella indipendente (stimolo, manovrata dallo sperimentatore) e quella dipendente (conseguenza dell’azione, comportamento). Si utilizza anche il gruppo di controllo, uguale a quello sperimentale ma non sottoposto alla variabile indipendente.

2) Metodo non sperimentale: l’osservazione sistematica (osservare il comportamento del soggetto nel suo ambiente naturale), il metodo clinico (studio dettagliato di casi individuali)e le inchieste (applicando questionari su un campione rappresentativo)
Approccio comportamentista: Pavlov e Watson sostennero che bisognava cercare delle spiegazioni sulla coscienza umana basandosi soltanto sui dati effettivamente osservati. Si sviluppò così il comportamentismo, corrente psicologica diffusasi negli Usa; i comp. Prendono in considerazione soltanto gli aspetti osservabili della psiche, ovvero il comportamento e trascurano gli aspetti introspettivi che sfuggono all’osservatore. Gli psicologi Thorndike e Skinner studiarono l’apprendimento scoprendo un altro tipo di apprendimento detto operante (basato sui rinforzi). Il comportamentismo continua ad avere molta influenza nella psicologia moderna e fu influenzato dalla teoria evoluzionistica, formulata da Darwin nella seconda metà dell’800, che dava ai fattori ereditari un ruolo che i comportamentisti non riconoscevano. Nacquero anche la psicologia comparata e l’etologia.La gestalt: nata all’inizio del 900 la Gestalt, dal tedesco forma, si oppose allo strutturalismo non condividendo la concezione di una mente divisa in vari elementi, affermando che per la coscienza è significativo non tanto la singola sensazione ma l’insieme di esse.
La scienza dell’inconscio: per la psicoanalisi l’esperienza soggettiva è fondamentale. Il fondatore della psicoanalisi è Sigmund Freud (1856-1939) che ha considerato l’apparato psichico dal punto di vista dinamico (il comportamento è il risultato della interazioni delle forze ad esse contrarie) e economico (le energie dell’organismo devono trovare uno sfogo). Freud indicò alcuni principi:

1) principio di costanza: tendenza dell’organismo a ridurre le tensioni;
2) principio del piacere: tendenza a scaricare immediatamente le tensioni;
3) principio di realtà: aggiustamento alle condizioni imposte dall’esterno;
4) principio della compulsione a ripetere: tendenza a ripetere esperienze forti indipendentemente dagli effetti nocivi e al di là del principio del piacere;[/list[
Freud divise l’apparato psichico distinguendolo in tre funzioni:

1) Es: origine della personalità, composto da tutti i fattori psicologici ereditari e presenti alla nascita, compresi gli istinti. Matura e cambia con l’influenza esterna.
2) Io: obbedisce al principio di realtà e quindi trattiene la tensione fino a che non è stato localizzato un oggetto esterno su cui scaricarla.
3) Super-io: l’ultimo a svilupparsi in ordine di tempo e rappresenta i valori morali e gli ideali trasmessi dalla società.
Freud distingue i contenuti della mente in tre sistemi: conscio, preconscio (contenuti mentali che possono divenire coscienti, parte minore dell’iceberg) e inconscio (contenuti che non possono divenire coscienti, parte maggiore dell’iceberg, da cui gran parte delle azioni hanno origine, scoperta grazie agli studi sui comportamenti nevrotici).
Psicologia della comunicazione: la psicologia del “noi” si interessa agli scambi che si verificano tra le persone. Ogni comunicazione si basa su 5 assiomi:

1) Non si può non comunicare;

2) Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto ed uno di relazione di modo che il secondo classifica il primo ed è quindi metacomunicazione: (contenuto e relazione sono un tutt’uno);
3) La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura della sequenza di comunicazione tra i comunicanti.
4) Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico;
5) Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari a seconda che siano basati sull’uguaglianza o sulla differenza;
la comunicazione oltre a essere uno strumento di diagnosi può essere anche alla base di disturbi nervosi.
Attaccamento e cure materne: lo psicologo Harry Harlow riuscì a dimostrare, attraverso un esperimento su dei cuccioli di scimmia, che il conforto di una sensazione tattile è uguale se non superiore a quello che deriva dall’alimentazione e dal piacere orale connesso a questa funzione. La comunicazione è un altro dei fattori che contribuiscono a rafforzare i legami affettivi: l’essere umano struttura sequenze comunicative con le persone con cui vive, sequenze che, con il trascorrere delle settimane si fanno più specifiche. Si può sostenere quindi che l’attaccamento è un meccanismo connesso alla sopravvivenza in quando l’essere umano non è autosufficiente e dipende da chi si prende cura di lui. Tuttavia le sole cure fisiche non sono sufficienti a garantire la formazione di un buon attaccamento: è soprattutto l’attenzione la disponibilità a creare legami. Lo psicologo Spitz studiò i comportamenti dei bambini che vengono separati dalla persone che si prendeva cura di loro. I comportamenti sono: lamentele e richiami (1 mese), pianto e perdita di peso (2 mese), rifiuto del contatto fisico, insonnia ritardo nello sviluppo motorio, tendenza a contrarre malattie, assenza di mimica perdita continua di peso, posizione prona (terzo mese), cessazione del pianto e rare grida, e stato letargico (quarto mese).

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