Ester di Ester
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La personalità

Per il senso comune è scontato che ci sia la personalità e che ogni individuo abbia la propria. Altri psicologi, riprendendo temi della tradizione filosofica e basandosi su considerazioni rigorosamente empiriche e sperimentali, hanno scosso dalle fondamenta la nozione di personalità con dubbi e obiezioni.

Parlare di personalità vuol dire supporre che i vari aspetti psicologici dell’individuo facciano parte di un sistema unitario, che siano componenti di una fisionomia che matura e evolve tutta assieme. Di un individuo la psicologia è in grado di studiare il concetto di sé, l’autostima, gli atteggiamenti, ecc. ed è discutibile che queste ed altre dimensioni specifiche siano tutte interconnesse. Non disponiamo di dati a riprova del fatto che le varie caratteristiche psicologiche formino complessi individuali unitari.

La comune nozione di personalità è un’euristica di social cognition, un espediente cognitivo per cavarsela nella conoscenza degli altri. È difficile credere che una nozione euristica abbia consistenza, proprio perchè le nozioni euristiche sono costruzioni strumentali e più che rispecchiare la realtà, la semplificano e la trasformano in funzione delle esigenze di chi deve conoscere, orientarsi e prendere decisioni. Le indagini sulla coerenza longitudinale dei caratteri sono tese a vedere se certi tratti psicologici restano stabili o cambiano con l’età; le indagini sulla coerenza trans-situazionale verificano se le persone cambiano da un contesto all’altro, a seconda di ciò che fanno, delle condizioni ambientali e del momento.

La teoria interazionista considera la personalità una considerazione psico-sociale, che si forma e si mantiene continuamente, come il sé, nel rapporto dell’individuo con l’ambiente sociale.

Teorie classiche della personalità:

1. Teorie tipologiche: sono di tipo descrittivo. È una concezione basata sul presupposto che esistano tipi psicologici, categorie cui gli individui si possono classificare, caratterizzate dal fatto che vi dominano certi modi di fare o certe fisionomie mentali, affettive, sociali. La più nota teoria tipologica è del medico america Sheldon che collega conformazione fisica e tipo psicologico. Sheldon individua 3 tipi fondamentali di conformazione fisica, e quindi tre tipi di carattere. Le persone a seconda delle loro corporatura vengono trattate diversamente dagli altri.

2. Teorie dei tratti: sono di tipo descrittivo. Un tratto è una caratteristica interiore duratura. Esistono diversi tipi di tratti:

-tratti fondamentali: radicati nell’individuo e costanti;
-tratti di superficie: variabili a seconda delle circostanze;
-tratti comuni: riscontrabili un po’ in tutti;
-tratti individuali: tipici di un dato individuo.

Allport studiò altri tipi di tratti:
-tratti cardinali: investono e pervadono l’intera personalità;
-tratti centrali: caratterizzano l’individuo e sono costanti;
-tratti secondati: più di superficie e meno caratterizzanti.

Cattel successivamente individuò ancora altri tipi di tratti:
-tratti dinamici: legati alle motivazioni e all’impegno nelle attività;
-tratti di abilità: essenzialmente cognitivi e motori;
-tratti di temperamento: emotivi e affettivo-sociali.

3. Teorie psicodinamiche: sono di tipo espositivo. L’idea di fondo è che la psiche dell’individuo è un campo di battaglia tra forze pulsionali irrazionali e forze contrarie tese a far valere la ragionevolezza nel rapporto con la realtà e la società; la personalità è il risultato di questo conflitto psichico.

4. Teorie umanistiche: sono di tipo espositivo. La psiche degli uomini non sono campi di battaglia, ma luoghi di autorealizzazione; l’uomo possiede un potenziale, una ricchezza da portare nell’ambiente e nella vita civile. La personalità è il risultato dell’equilibrio.

5. Teorie comportamentali: sono di tipo espositivo. Chiamano in causa il condizionamento e i rinforzi degli ambienti in cui l’individuo si trova a vivere.

6. Teorie dell’apprendimento sociale: anche loro di tipo espositivo, danno più importanza ai modelli offerti dagli altri e all’imitazione.

Esistono diversi tipi di indagine della personalità. Un metodo relativamente semplice è l’osservazione: vedendo come l’individuo si comporta ci facciamo un’idea delle sue caratteristiche psicologiche. Si tratta di un metodo poco attendibile perchè è facile che psicologi diversi esprimano pareri diversi sulla stessa persona. Non arriva ad essere una tecnica da cui ci si può aspettare molto sulla personalità, perchè i comportamenti sono dettati dalle circostanze.

I test di dividono in test proiettivi e questionari autodescrittivi.
Test proiettivi: tentano di fare emergere la personalità del soggetto stimolando la sua libertà di espressione. Vengono presentati stimoli ambigui e vaghi dando istruzioni brevi e generiche.
Tipi di test proiettivi:
1. Rorshach -> Test delle macchie -> Consiste di 10 cartoncini, su ciascuno dei quali è stampata una macchia di inchiostro, composti di due parti speculari e simmetriche, con sfumature e talvolta colori.
2. Test di appercezione tematica TAT -> consiste in 20 tavole, di cui una bianca e 19 contenenti disegni suggestivi. Al soggetto si chiede di costruire un racconto e immaginare una scena per riempire la tavola bianca.
3. Test della figura umana -> il soggetto deve disegnare una persona su un foglio e successivamente ne deve disegnare una di sesso opposto; oltre che sul disegno ci si basa anche sul procedimento seguito, e sui commenti che l’autore fornisce a lavoro finito.
I test proiettivi non sono abbastanza validi né attendibili e né affidabili dal punto di vista scientifico.

Questionari autodescrittivi: bisogna riconoscere confrontandosi con una serie di affermazione predisposte.
Tipi di questionari autodescrittivi:
1. Minnesota MMPI ->consiste in alcune centinaia di domande o di dichiarazioni cui bisogna rispondere vero o falso; è stato elaborato con l’intento di individuare tratti tipici di personalità patologiche; ci sono 10 gruppi di item, ciascuno dei quali concerne uno specifico disturbo psicopatologico; il questionario non consente di diagnosticare con sicurezza disturbi mentali, tuttavia col Minnesota si identificano soggetti che potrebbero avere disturbi mentali; è un test molto limitato e problematico perchè lungo, costruito in riferimento a condizioni patologiche e in un clima storicamente lontano dal nostro.
2. Californian psychological inventory CPI: Contiene 480 item, ma ha il privilegio di indagare dimensioni normali della personalità e di avere un taglio più attuale. È più affidabile e attendibile del Minnesota.

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